giovedì 31 dicembre 2015

annata storica

23/12/2015 - Direi che i tifosi della Dinamo hanno passato delle buone feste natalizie. Scacciato il malcontento, sconfitta la depressione, la Dinamo dopo lo smacco di Torino è tornata alla vittoria sonante contro Reggio Emilia: la stessa squadra vincitrice della supercoppa, ma soprattutto avversaria in una memorabile serie play off. 
Per vincere questa partita è stata organizzata una gigantesca coreografia nel settore "D", realizzata con una pazienza infinita dai supporter, mentre il Commando ne ha realizzato a sua volta un'altra ispirata ai viaggi europei che si preannunciano per gennaio.
Una vittoria di forza, per una Dinamo che ha rifilato il ventello alla squadra reggiana, dall'alto di una valutazione assolutamente impressionante: 105-73 per i colori biancoblu, anche grazie ad una prestazione di altissimo livello di Logan: 25 punti e 28val. Ben otto giocatori a referto; guardie della Reggiana rimaste a secco; Aradori, Gentile, De Nicolao e Della Valle bloccati da una difesa che ha concesso veramente pochissimi tiri. Ho ancora negli occhi lo stupore del pubblico nei confronti della squadra, quasi trasformata rispetto ad alcune prestazioni negative di inizio stagione. Occorreva aspettare, occorreva pazientare, occorreva sostenere i colori sociali. Occorreva semplicemente manifestare il proprio attaccamento alla squadra, perchè le polemiche in fin dei conti non servono a nulla. Stavolta, la Dinamo ha vinto anche contro gli arbitri, nuovamente negativi e propensi a fischiare falli che hanno mandato in lunetta i giocatori Reggiani, ai quali è stato concesso tutto o quasi in difesa.
Ma il bello doveva ancora venire, perchè il 27.12.2015, in pieno clima post cenone, la Dinamo ha banchettato contro l'arcigna squadra di Pistoia. Forse la migliore Pistoia dal suo ritorno in serie A (2011), che però poco ha potuto contro una Dinamo spietata, concentrata, sostenuta dal suo pubblico finalmente ritrovato. Dopo settimane di torpore, acuito dalle brutte sconfitte interne in Eurolega, la Dinamo ha tirato meglio da tre punti, ha difeso duramente ma soprattutto ha rubato palla molto spesso (grazie a Logan), a fronte di un Vincenzino Esposito che ben poco ha potuto fare con i suoi uomini. In gran recupero tutti, compresi Varnado e Haynes, ormai utilizzato come terminale offensivo più che come play. Tanta gloria anche per Formenti, sicuramente il migliore della Dinamo, che dopo un periodo di appannamento e tanta panchina è stato atteso, valorizzato e caricato dal team tecnico. Insomma, meglio di così non poteva concludersi un anno memorabile, che ha visto la Dinamo artefice di una storica impresa per il basket sardo (due titoli nel 2014, due titoli compreso lo scudetto nel 2015). Ora si va a Milano in un palazzo come quello di Assago che spesso ha visto la Dinamo vincente. 
L'augurio per tutti noi è che questa commovente impresa sportiva porti un briciolo di speranza per un Isola che soffre, che patisce anni di abbandono e disinteresse, e che deve vedere i proprio giovani espatriare (persino in Cina e in Australia), come accadeva negli anni '50 quando la crisi era pesantissima. Speriamo davvero che si possa brindare ad un anno sportivo ancora più bello, che regali serenità, allegria, felicità, passione a noi tifosi. Che dovremo, infine, tutti credere un po' di più nelle nostre possibilità, senza deprimerci o lasciarci andare alla disillusione. Vale sempre la pena di combattere e comunque, non si molla mai neanche di un centimetro.
Auguri a tutti, buon 2016 e forza magica Dinamo. 


anno di guerra e terrorismo: io non dimentico i ragazzi caduti al Bataclan. 


lunedì 21 dicembre 2015

mesetto vissuto pericolosamente


"ricominciamo dal primo ciak".
30/11/2015, la Dinamo della nuova gestione Calvani vince e convince a Capo d'Orlando, un campo non facile, dominando fisicamente e mentalmente per tutta la partita: 52-77. Inizia il lento recupero di giocatori come Petway, Varnado e Haynes. Finalmente una buona difesa e una cifra di tutto rispetto ai rimbalzi.
Solo quattro giorni prima la Dinamo aveva fatto una bellissima figura sul campo del CSKA Mosca, una delle formazioni più ricche dell'intera Eurolega; Mosca vince anche grazie a giocatori di enorme valore come Teodosic. Inutile insistere, non è la dimensione ideale per la piccola squadra sarda, una "quasi matricola" nel massimo campionato continentale. 
3/12/2015 - 2500 affettuosi dinamisti si ritrovano per sostenere i loro colori nella partita di Eurolega contro Maccabi Tel Aviv. In una delle migliori partite giocate in Europa dalla Dinamo, certamente la più sfortunata, Joe Alexander sbaglia la tripla della vittoria e gli israeliani (campioni d'Europa 2014) passano al palazzetto. Applausi convinti e molti giocatori in crescita, a cominciare da Haynes e Brian Sacchetti (un ectoplasma ad inizio campionato); senza Logan a riposo precauzionale, la Dinamo non passa neppure al round8.
6/12/2015 - grande partita di Trento al palazzetto, in una squadra a forte impatto italiano, e sconfitta di una Dinamo abulica, fischiata da una parte del pubblico. Io non fischio, e insieme ai miei amici sostengo la squadra. 
10/12/2015 - nuova sconfitta in casa al round9 di Eurolega contro Unicaja Malaga, forse la migliore formazione del girone. Al termine della partita 2500 persone appassionate hanno tributato il giusto omaggio alla Dinamo. 
13/12/2015- la Dinamo passa al Palamaggiò di Caserta. Un tempo campo difficilissimo, si vince con un convincente +16. Calvani inizia ad utilizzare Alexander come ala forte; si prova e riprova, a cominciare dal pieno recupero di Varnado, che però non ha più la forza nelle gambe dei tempi di Pistoia e Roma.
17.12.2015 - terrificante sconfitta col Brose Bamberg del grande Nikolas Zisis (l'avessimo noi, un play di questo genere...). Mancavano Logan, Petway e Varnado. Addio alla Eurolega, disputata comunque con passione. Un'altra dimensione, per una Dinamo che ha viaggiato da un punto all'altro dell'Europa patendo il doppio impegno. Snobbata dal grande pubblico, rimasto davanti alla tv, non si sa quando la Dinamo potrà nuovamente giocare il massimo campionato europeo. 
20/12/2015. Il resto è storia recente. Sconfitta sul campo di Torino, con la matricola dei tre "simpaticoni" (Giacchetti-Mancinelli-Rosselli), la Dinamo perde l'occasione per assicurarsi la certezza matematica della Final8 di Coppa Italia (in vista delle tre prossime durissime partite). Si dice che Dyson si sia "vendicato". Credo che la sua sia stata una fortuna sfacciata, basta rivedere il filmato, ma questo è il basket (e poi è sufficiente ricordare i play off dell'anno scorso e si ricollegano molte cose significative). L'unico "problema" dell'ex scudettato con la Dinamo era il precedente coach: infatti, come scritto a chiare lettere da Andrea Sini su La Nuova Sardegna di domenica scorsa, nella presentazione della partita, la combo-guard del Maryland non era certamente "un pupillo di Sacchetti". Questo significa una sola cosa, e cioè che il coach Meo, al quale noi saremo sempre infinitamente grati per tutto quello che ha realizzato in casa Dinamo, non gradiva la sua presenza nella nuova Dinamo 2015-2016. Quindi Dyson non è stato riconfermato. Per sostituire Dyson è stato preso un giocatore simil-Dyson, cioè Haynes, che è tutto fuorché un play, e neppure una combo. Il giocatore del Texas è un terminale offensivo, un realizzatore, una guardia tiratrice; prova ne sia che cerca spesso l'uno contro uno. Il play della Dinamo in verità si chiama David Logan (una guardia!), e senza costui in campo la Dinamo vale un buon 50% in meno; senza Il Professore manca totalmente la costruzione del gioco. Logan contro Torino fa 28 punti da solo, con un convincente 28 di valutazione, prova evidente che con lui la Dinamo diventa assolutamente competitiva, fatta salva la sfortuna e le disattenzioni difensive nell'over time. Trovate quindi un vice-Logan o qualcuno che si prenda le responsabilità al posto suo, perchè Stipcevic e D'Ercole a questo punto della stagione, secondo me, sono i giocatori più deludenti della nuova Dinamo. E giusto per fare i soliti paragoni antipatici, non esiste più un Edgar Sosa che si alzava dalla panca come migliore sesto uomo del campionato. I lunghi ? Un rebus. Jarvis Varnado viene costantemente responsabilizzato da Calvani, che lo conosce bene, Petway dopo la panchina ritrova il parquet ma non la continuità, Eyenga è un vero mistero, alterna cose buone ad altre discutibili, Marconato e Pellegrino sono sottoutilizzati. Tra le note positive, il recupero pieno di Formenti, che l'anno scorso fu una riserva importante. Sacchetti e Devecchi, cuori biancoblù, continuano onestamente a lavorare onorando la maglia come pochi. Due grandi, davvero.  
Il problema della Dinamo attuale è....il paragone con la Dinamo dell'anno scorso. Tutto è stato detto finora sulla Dinamo che ha vinto tre titoli; la Dinamo di quest'anno è semplicemente una Dinamo "normale", gravata in modo eccessivo dal doppio impegno campionato-Eurolega, alle prese con problemi interni di non poco momento (cambio del coach e scarso carattere di alcuni acquisti). Se si ascoltassero le interviste post partita di Calvani, ci si renderebbe conto che il nuovo coach ha avuto davvero poco tempo per inculcare la sua mentalità difensiva e costruire nuovi schemi: in pratica l'allenamento infrasettimanale è stato fatto in giro per l'Europa, e per tenere questi ritmi occorre quanto meno un secondo quintetto, ovvero 10-12 giocatori buoni, tutti sullo stesso livello di forma. Lo stesso Brian Sacchetti, uno al quale nulla può essere rimproverato sul piano dell'impegno e dell'attaccamento alla maglia, ha avuto un ottobre da incubo, o quasi, con un ritardo spaventoso di forma.
Quanto ai tifosi, caricati e lusingati dal troppo battage pubblicitario (abbonamenti conclusi con larghissimo anticipo), nonchè dai recenti clamorosi allori, sono rimasti in larga parte delusi. Il che è normale, perchè quando si ha una bella storia d'amore con una stupenda signora, bellissima, sportiva, dinamica e sognatrice, viene un po' male ritrovarsi la volta successiva con una donna più che normale, carina, un po' noiosa, musona, forse scontata e che ci riporta inguaribilmente alla donna sfolgorante della precedente passione :)
Spero di aver spiegato il mio punto di vista. Ripartiamo da questa squadra e cerchiamo tutti di sostenerla nella prossima partita del 23/12 contro Reggio Emilia (che già in Supercoppa ci ha tirato uno scherzo pessimo: vorranno pur dire qualcosa queste partite perse nel finale? Reggio, Mosca, Tel Aviv, Istanbul...). Calvani lavora sul carattere, sulla saldezza morale, sulla responsabilizzazione di molti giocatori dopo una situazione ereditata abbastanza critica.
Forza Dinamo, sempre. 
Questa è classe (buzzer beater di Travis Diener contro Chalon):
Questa in termine tecnico chiamasi "botta di culo":

magari non ci credete, ma questa per noi ragazzi degli anni '80, nel 1986 era una canzone ironico-antimilitarista :-) 


mercoledì 9 dicembre 2015

"A"ppartenenza

la migliore coreografia di sempre. 
TANTO TUONO' CHE PIOVVE (Socrate). Sembrava tutto troppo grande, bello ed impossibile, come in un sogno delle 5 del mattino, quello della fase REM. Avrei voluto non risvegliarmi mai, non ho più parlato della Dinamo per tanti mesi, perchè "il sogno" l'ho visto sbucare a bordo di un autobus della ATP in piazza d'Italia all'ora del tramonto, in piazza d'Italia, vedendo la Dinamo più forte della sua storia (più forte di sempre?). Ho pensato che ora c'eravamo noi in vetta, non la Virtus Bologna dei bei tempi, non l'Olimpia Milano, neppure Siena, Cantù e Treviso che di scudetti ne hanno vinti tanti, tutti insieme. No, stavolta era la Polisportiva Dinamo 1960 ad essere in vetta, più su di qualunque altro: un'emozione fortissima che schianta il cuore, lacrime di gioia ed esaltazione devastante. "Tu chiamale se vuoi, emozioni". Le stesse di quando quella Dinamo con la coccarda tricolore già sul petto si è presentata, al rientro da Desio, con la seconda Coppa Italia. Voglio guardarlo ancora, io c'ero, la Dinamo vinse nonostante le tante critiche nei confronti di Dyson, Sanders, Sosa, Logan, presi singolarmente e come squadra. La stessa squadra 2014-2015 che poi vinse di forza un unico, irripetibile, triplete; eccoli qui, a piazzale Segni :    



PERCHE' FISCHIARE - si parla di fischi nei confronti della Dinamo. In realtà c'erano ululati, frasi di disapprovazione, molti fischi. Io non fischio la Dinamo, io sostengo  la mia squadra, dovessi essere l'ultimo a farlo in un palazzetto vuoto. La Dinamo mi ha dato tanto nella vita e mi viene in salita fischiare quella maglia, la stessa indossata domenica mattina da Brian Sacchetti, Logan, Jack Devecchi, Formenti. Guardateli bene, sono esattamente gli stessi giocatori dello scudetto, esaltati ad sidera e infine umiliati. Ho incrociato gli occhi del capitano nel giro finale, erano gli occhi di uno perplesso e che non se lo sarebbe mai aspettato dal suo pubblico di Sassari. Applausi a scena aperta per il Trento (gli avversari!) anche durante la partita, così, fatti tanto per irridere la nostra maglia. Dove è il famoso "sesto uomo in campo", se si scopre che gli avversari possono addirittura contare sugli applausi insperati nella tana del nemico, il PalaSerradimigni, che veniva da tutti descritto come un fortino inespugnabile ? 
supercoppa italiana (foto Marco Sias ) 
Una Dinamo 2015-'16 contraddittoria - La Dinamo della nuova gestione Calvani veniva da due buone vittorie, la seconda delle quali in terra siciliana (all'Orlandina è stato rifilato un ventello; non è un campo facile). Arrivava da due buonissime prestazioni in una Eurolega sproporzionata rispetto alle possibilità della Dinamo 2015-2016. La bella serata di Mosca, quando a 50" dalla fine del match la Dinamo era in perfetta parità con i blasonati moscoviti, la squadra più ricca d'Europa. Producendo basket, gioco e qualità, che si sono rivisti in casa contro Maccabi Tel Aviv: una bella partita, spiace averla vista in un clima surreale, in un palazzetto militarizzato per il timore-attentati (Israele è in guerra, non lo si dimentichi) e mezzo vuoto a causa della disaffezione di molti. Si è arrivati così a questa disgraziata partita di Trento: una squadra ambiziosa, un ambiente giovane, qualcosa di molto ma molto simile a quello che era la Dinamo di cinque anni fa ai suoi primi incerti passi in serie A. Un'avversaria infuriata per la eliminazione ai P.O. dello scorso anno, che già aveva battuto la Dinamo in casa in regular season, era davvero l'avversario peggiore in un momento di riassestamento del team dovuto al nuovo coach. Calvani è a Sassari neppure da quattro settimane. Ebbene qualcuno ha aspettato la sconfitta per prendersi la sua rivincita, a suon di fischi e ululati, e nei confronti di chi? Della squadra attuale, perchè in campo c'era quella e i giocatori hanno percepito una ostilità del tutto inedita, insidiosa, assurda per una squadra che non più tardi di sei mesi fa ha vinto il tricolore. E' servito a qualcosa? Si è "soddisfatti" di questa sconfitta? Avete attaccato personalmente alcuni soggetti "sgraditi", forse pensando a un loro taglio o alla loro cacciata? Il risultato è puramente e semplicemente maggiore tensione nel team e una presa di posizione (discutibilissima) da parte del presidente, che vede intorno a sè insulti, dileggio, delegittimazione, insinuazioni pesanti, affermazioni gratuite su tutti i canali facebook. Qualcosa che farebbe desistere dal proseguire qualsiasi presidente di una società sportiva, che si vede trascinato dall'altare alla polvere nel breve giro di sei mesi. Invece di dare fiducia, si rinfacciano gli abbonamenti spesi e anticipati a inizio estate. Dove siamo, su "postalmarket" ?
A cosa serve essere così velenosi, deleteri, catastrofisti, pessimisti fino all'eccesso, se mezzo campionato è ancora da giocare? Una Dinamo che ha qualità, che si trova a ridosso della prima, che deve ancora giocare i match importanti, contro Milano, Reggio e Pistoia. Una squadra abbastanza rinnovata, che come dimostrato da serie analisi fatte da persone competenti QUI , ha le caratteristiche per migliorare, se solo si lasciasse lavorare in pace il nuovo coach. Tutto il resto sarà una conseguenza, si faranno i conti alla fine, chi poteva dire all'inizio dello scorso campionato che sarebbe andata come poi è finita nella realtà ? 
tifosi "poco riconoscenti"su scala nazionale . Un figurone!
Steppin' out- esco a divertirmi - così cantava Joe Jackson in un vecchio pezzo. Per me il basket è divertimento, che si tratti di serie A, della N.B.A., di un campionato femminile o di serie C non cambia davvero nulla. Non sto lì col fucilino puntato, non vado a stressarmi, non mi importa nulla di attaccare i miei giocatori, non ho alcun titolo per farlo. Sono lì per tifare, non per fare "salotto". Mi accontento di quello che ho sul momento. Carpe diem. 
Mi piacciono una bella bomba di Haynes, un bel piazzato in stile Alexander, una schiacciata di Eyenga (cosa fai, te ne privi?), una virata e tiro di Varnado, il morso micidiale di El Cobra Logan, che è sempre lui, quello decisivo dell'anno scorso. Gli altri arriveranno, ne parleremo piano piano, uno ad uno. E se ne arriveranno altri più forti sarà ancora meglio; se magari prendessero un nuovo play sarei l'uomo più felice della terra, proprio io che sono stato "abituato" ad ammirare Travis Diener, Marques Green, Edgar Sosa, J. Dyson ! Queste sono le migliori giocate del turno 7 di Eurolega, ci siamo anche noi, è la Dinamo nel tempio del basket moscovita, il CSKA, molti allori europei...state attenti, neppure sei anni fa abbiamo giocato contro Jesi, Latina e Casalpusterlengo !




Malaga round 9 - Ci sarò anche se magari conta poco. Spero ardentemente in una vittoria e mi auguro che non ci siano rivincite o rivalse nei confronti di nessuno, che l'ambiente si rassereni, che tutto torni come prima. Che vi sia felicità sui visi dei tanti bambini, che escono frastornati perchè vorrebbero vedere la loro squadra in vetta e invece debbono subire un ambiente ostile, tra le tante negatività che ci riserva il mondo in cui viviamo. La guerra alle porte, l'incubo terrorismo, la crisi economica, il Natale in tono minore e devastato, l'egoismo di tante persone ... è davvero il caso di evitare di sporcare anche il basket, lo sport più eccitante del mondo. Sport per persone passionali, vive, intelligenti, non per disfattisti che mirano a distruggere. Spero di essere stato chiaro! 
Ci sono dalla nostra il senso di appartenenza (A come "serie A" faticosamente conquistata dopo 20 lunghissimi anni), l'onore che ha raccolto ovunque questa squadra, e il rispetto che ci è dovuto. Ecco Joe Alexander, a proposito, un buon acquisto da rivalutare:




Spero di aver espresso chiaramente il mio pensiero. 
Ora vado ad ascoltare una canzone, perchè sul mio blog si parla di musica, inquietudini, passioni e Polisportiva Dinamo 1960. In poche parole, di semplici emozioni . Ciao!
Continuiamo a sorridere sotto la pioggia, in ogni condizione meteo :)
parole che ho scritto il 6/12 sulla pagina facebook di Stefano Sardara:

Ciao Stefano. Prima di tutto non metto "mi piace" perché non si molla. Non si molla per niente anche se la gente non è riconoscente. Non fischiero' mai la Dinamo,neppure se dovesse andare in serie C (1979). L'ho seguita in serie C, si vinca o si perda quella maglia significa qualcosa, chiunque la indossi. È appartenenza. Non mi interessa se qualcuno ha fischiato, io comunque la sostengo sempre. I miei amici lo sanno bene. La Dinamo è gioia e dolore e a chi crede che la vita sia una sfilata a braccia alzate, dico che davvero ha capito poco. Ripartiamo da qui uniti,discutiamo sempre con la consapevolezza iniziale, non si molla di un centimetro. Forza Dinamo.


lunedì 23 novembre 2015

we take care of our own

grazie, coach Sacchetti. 

Un caro saluto a tutti. Mi piace ripartire da questa foto di un recente passato: un gruppo di dirigenti entusiasti, uno dei quali davvero speciale e che purtroppo non c'è più, insieme a un bravo allenatore, abbracciati intorno ad un progetto. Non so se è il caso di scrivere su questo mio blog, sono troppo irritato da quello che ho visto sul più famoso social network del mondo (la metà degli americani U.S.A. sono iscritti lì!). Sono un istintivo per natura, faccio quello che ritengo giusto fare in un certo momento della mia vita.

Gone again.

Scopro che per oltre un anno molte persone hanno continuato a visitare il mio blog: ci ho faticato negli anni, Luca mi ha aiutato molto, vi ringrazio per l'interessamento nei confronti dei vecchi post. Ci vuole un sacco di tempo per fare questo lavoro, dubito che certe persone ci mettano altrettanto tempo per scrivere sconcezze o banalità su facebook, specie quando si parla di qualcosa di sacro, anzi di quello che per me è un feticcio: la Polisportiva Dinamo 1960. Rileggete, prima di clickare "commenta" e sopratutto riconciliatevi con la grammatica italiana (grazie).  

Meo Sacchetti non è più nella Dinamo ed è la notizia "calda" di queste ore.

La voce girava da un po' di tempo, e chi è vicino agli ambienti societari sapeva del crescente "mal di pancia" in seno alla dirigenza. Che poi è rappresentata da Stefano Sardara e da pochi manager fidati intorno a lui. La notte della sconfitta contro i turchi di Istanbul le luci degli uffici della assicurazione di Sardara sono rimaste accese fino a tardi (è il luogo in cui si riuniscono per discutere come direttivo). E' ormai chiaro che al di fuori dell'enfasi per i suoi indubbi successi societari, Sardara sia una persona molto attiva, dinamica, smodatamente ambiziosa. Uno al quale non piace mai perdere. Quello che ha fatto in città e in Sardegna è veramente notevole, poiché coraggiosamente ha trasformato una piccola società arrivata dalla Legadue (2010) in una impresa. Non gode di grandi simpatie, qui a Sassari, e i motivi sono molteplici, oltre che in parte sconosciuti (questo è un eufemismo per non dire che sta sull'anima a un sacco di gente). I motivi veri io non li conosco, probabilmente a qualcuno un po' invidioso "brucia" il fatto che nella città dei fallimenti sportivi (Torres, Handball città dei candelieri, Torres femminile, ecc.) una persona intraprendente abbia ottenuto tanti titoli in pochi anni. Siccome lui è un industriale,e ha presentato in banca un piano industriale, ragiona appunto da industriale quando un certo "target" non viene raggiunto. Il fallimento della campagna europea (andate a rileggere cosa c'è scritto sugli abbonamenti eurolega e quale fosse "la sfida", "sognare in grande") ha pesato parecchio su questa sua durissima scelta, oltre attriti e frizioni con il coach, ormai incancreniti. Non ho contatti costanti con l'entourage né mi interessa averne, ma so solo che un possibile licenziamento di Meo Sacchetti era nell'aria da tempo. Almeno da prima dei play off scudetto. E' evidente che Sardara non può mettere becco nelle scelte tecniche di Meo, e non poteva farlo quando i risultati hanno iniziato a latitare. Ma resta il fatto che lui, tifoso come me, avrebbe voluto farlo ogni minuto; al "povero" Pasquini il compito arduo di mediare i contrasti tra queste due forti personalità, che all'indomani dello scudetto (26.6.2015) si erano confrontate per molte ore, decidendo per il rinnovo della fiducia. Nella vita non esiste il bianco e il nero, è inutile schierarsi con l'uno e con l'altro anche se vedo che qualcuno in giro ha la verità in tasca (senza peraltro conoscere bene i fatti). Per il futuro, consiglio al presidente di sedersi in tribuna tra noi tifosi. Consiglio spassionato. E' la prima cosa che lui deve fare, oltre a non leggere più i commenti su facebook che lo riguardano. Io guardo i commenti del pubblico relativi al mio lavoro, e vi assicuro che a fine serata tornando a casa è tutto molto avvilente. Non si può vivere con un occhio sullo screen del cellulare e l'altro sul campo di basket, è solo snervante e alienante. Stacchiamoci tutti da facebook, per piacere. Quanto alla squadra e a i suoi recenti rovesci in Eurolega, ricordo la fantastica rimonta contro Bamberg del febbraio 2014: sto parlando di un anno e mezzo fa. Dinamo-Brose Bamberg 2014 L'affermazione che si trattasse di Eurocup e non di Eurolega è smentita dal fatto che quest'anno, invece, la Dinamo ha incontrato gli stessi campioni di Germania facendo una brutta figura, mentre quella precedente epica rimonta, capitanata da Diener, Vanuzzo e Caleb Green, era servita a proiettare la società sassarese verso la grande serata di Berlino (final8). La differenza col passato sta lì a dimostrare che qualcosa nel progetto non funziona. Sia nella mentalità che nei giocatori scelti. Superfluo fare nomi ! 

SACCHETTI : in poche parole, il basket senza stress e dal volto umano. Premetto che in tanti anni non mi ha mai calcolato, mi ha trattato come semplice tifoso da non guardare in faccia. Magari aveva ragione lui,dal canto mio l'ho sempre salutato con deferenza. Vedo che però aveva guadagnato grosse simpatie in città, e i suoi successi sportivi dimostrano l'importanza centrale della sua figura. Questo distinto signore nell'italico basket ha vinto praticamente tutto. Meo Sacchetti è intanto un grande motivatore di singoli giocatori, e poi uno che appiana i contrasti. Un gran maestro dello spogliatoio, almeno fino a un certo punto e finché i giocatori gli hanno dato retta. Paradossalmente, suona quasi profetica un' intervista rilasciata a Repubblica anni fa (l'ho anche appesa, come vedete non sono un detrattore di Meo) dal titolo: "Io, allenatore che non riesce a stressarsi-i giocatori possono pure mandarmi a quel paese". E' triste vedere che nel suo sistema di gioco, che vede al centro di tutto il giocatore, alla fine abbiano vinto certi soggetti talmente neghittosi da giocare contro il coach, rendendosi impopolari fino al rischio-taglio. Chi conosce la storia recente dei giorni gloriosi del 2014-'15, sa bene quali problemi abbia incontrato il coach Sacchetti con gente come Rakim Sanders, Edgar Sosa, Dyson, ecc. Il motivo del reset a fine stagione credo fosse qui, si era pensato di ripartire da un gruppo "nuovo" tenendo solo Logan perché gli scudettati si erano dimostrati fuori dal controllo, positivo e negativo, di Meo: se a fine giugno avessero giocato la finale Eurolega, avrebbero pure potuto vincerla. Un magma caotico di salseros, mattoidi, discotecari, amanti delle ragazze (ora si può dire) e talenti nati. Una Dinamo a potente trazione afro-caraibica, sicuramente irripetibile. Come si fa a spiegarlo ai tifosi, che quel fantastico gruppo a un certo punto non ascoltava più Meo ?


Ultimo capitolo, i TIFOSI. Un tifoso riflessivo, Gavino Contini,sul tanto vituperato social network ha invitato a fare quadrato e a non danneggiare l'ambiente. L'isteria di certi commenti post "licenziamento", l'evidente astio e l'insofferenza nei confronti di Sardara, la ripetizione paranoide di alcuni concetti dimostra che qualcosa davvero si è incrinato nell'ambiente. Il bel giocattolo rischia di rompersi ? Lancio qui l'allarme, ma spero ardentemente di no. Leggere commenti del tipo "'l'anno prossimo senza Meo non faccio l'abbonamento", "fischiamoli contro Pesaro" mi dà l'idea di gente che davvero non capisce come funzionano certe cose nella vita. Avete presente un qualsiasi fallimento di un rapporto con una persona o di una impresa commerciale ? L'affetto per le persone è bello, così pure la riconoscenza per chi ha dato tanto ai colori Dinamo, permettendoci di arrivare fin qui. I discorsi romantici però lasciamoli ai bei libri o ai filmoni americani...il basket è un business, ormai stiamo parlando di una industria. C'eravate alla presentazione della nuova squadra alle tenute Sella&Mosca? Io sì, e ho visto i gold/main sponsor, che hanno aperto la cerimonia (loro, non i tifosi; noi eravamo nelle retrovie). A me tutto questo però non piace, mi piacciono le maglie senza gli sponsor, la gente che grida in campo, le tifoserie che si scontrano pacificamente, senza mummie sugli spalti. Purtroppo, bisogna essere realisti e dire che nella vita si pagano dei prezzi elevati; il prezzo del successo significa passare attraverso strettissime forze caudine. Questo prezzo l'ha riscosso Sardara che alla conferenza aveva le lacrime agli occhi. Il prezzo ora lo paga per tutti Meo Sacchetti.

Mi auguro davvero che il taglio di Sacchetti non sia il primo passo di un processo involutivo dell'ambiente, sarebbe gravissimo oltre che un vero peccato in quanto la Dinamo è l'unica cosa positiva in questa città, fatta ormai di numerosissimi bar e di molto disfattismo. Tanta irritazione disincentiva i dirigenti, inquina un ambiente appassionato, crea negatività e in fin dei conti non ci consente di gustarci lo spettacolo. A proposito, stasera h 20:30 Dinamo- VL Pesaro. Io ci sarò, come sempre, non fischierò di certo la mia squadra, primo perché la sostengo sempre e poi perché sono abbastanza indipendente per volere fare il "pecorone", infine sono troppo insensibile agli appelli via facebook.

Credo che le persone passano nelle vita e che a volte è meglio ricordarle con semplice affetto, senza incensarle e deificarle, proprio per i loro successi sportivi. Quando poi si tratta di persone schive, come nel caso del coach dello scudetto, si può immaginare quanta difficoltà e quanto imbarazzo creino in loro queste inutili glorificazioni ex post (quando poi si sa che in tantissimi non erano contenti del tipo di gioco imposto dal coach alla Dinamo per tanti anni, salvo ricredersi ad ogni clamoroso ed insperato successo sportivo). 
Per il futuro, più fiducia e meno attacchi. Grazie.
Sempre forza Dinamo e ovviamente, grazie a Meo Sacchetti soprattutto per la sua semplicità, umanità e serenità. Cose rare a vedersi, di questi tempi.

tifosi Dinamo a Berlino, febbraio 2014