domenica 8 giugno 2014

Dinamo indomabile: Si torna a SASSARI! 2-3 nella serie con Milano


Arbitraggio decente, Dinamo vincente. Forse si può riassumere così la vittoria di ieri. Qualche fischio in più della terna, qualche tiro libero in più, e la squadra ha preso fiducia, difendendo meglio e ritrovando la buona vena al tiro, stavolta quando contava.
Noi non dimentichiamo Cerebuch, Sardella e Filippini. Non dimentichiamo le loro provocazioni, i fischi gratuiti, il diverso peso nel valutare gli stessi contatti nelle due parti del campo. E non lo facciamo anche e soprattutto perché ieri la terna di Lamonica ha evitato facili protagonismi oltre che quegli atteggiamenti beceri che avevano rovinato completamente gara4. Ieri abbiamo visto che se l'arbitraggio è onesto e professionale la Dinamo se la può giocare. Poi bisogna vincere, certo, e ieri è successo.
         
Strepitoso Jack: anche sui lunghi!
Maggiore fiducia grazie a un arbitraggio equo ha significato una difesa più accorta, coi raddoppi sulle mediane su Langford, Gentile e spesso Samuels, e tutto ciò ha portato i nostri ragazzi a giocare di più in transizione, muovere meglio la palla e trovare buoni tiri per buoni canestri.
         
Chi era stato massacrato fino a ieri mattina (Travis e Marques) di colpo è diventato l'eroe, nelle parole di troppa gente che non sta attenta all'atteggiamento in campo, al sacrificio, ma guarda solo alle cifre. Ma anche le cifre ieri hanno urlato "SASSARI" sopra il Forum di Assago: 90-74 nella valutazione complessiva. Per il resto leggete pure il tabellino, vi racconterà di un equilibrio che è stato spezzato dalla forza mentale dei ragazzi di Meo, e dalla scelta di meo di non chiudere il match con Caleb da centro e Omar da ala grande, ma con Caleb nel suo ruolo (appunto: ala grande) e Drew da centro, a raccogliere entrambi quei rimbalzi e dare quelle stoppate che hanno messo i ceppi ai meneghini.
           
Lo marcate sull'arco? Ok, Drake attacca dentro!
L'altra scelta tattica è stata più evidenziata dalla stampa: Jack in quintetto alle calcagna di Gentile e Langford, e Omar a fare da rincalzo (non è in forma, sta pagando dazio, giusto così allora). A tutto poi si aggiungono la precisione al tiro da 3 e ai liberi di TD#12 e Marques, i quali hanno dato quell'input in più che per scelta precisa non veniva da Drake. Drake infatti ha tirato poco da fuori, ma ha attaccato il canestro in penetrazione (e alla grande) e poi si è spremuto in aiuto: risultando alla fine top scorer, secondo nei rimbalzi, e ancora primo nei recuperi e assist. MVP? Sì, certo: c'erano dubbi?
         
SASSARI rialza la testa e rovina nuovamente la festa a una Milano che forse era certa di aver già passato il turno, e ora deve tornare nel fortino sassarese, dove si preannuncia una difesa stile Fort Alamo. Stavolta l'Olimpia non deve passare. Se dovesse poi capitare, applaudiremo lo stesso i nostri ragazzi: unici in questa lunga stagione ad aver vinto al Forum di Assago (e per ben tre volte, da veri campioni), davanti a centinaia di tifosi biancoblu letteralmente impazziti di gioia, a saltare e abbracciarsi come pazzi.
           
Sì, siamo pazzi. Pazzi di questa squadra che è più pazza di noi, ma che ha dentro di sé il DNA del popolo sardo: la lotta dura. Ai tempi del CONI i tifosi urlavano: "Lotta dura! Senza paura!". Ed è questo lo spirito di questa banda di pirati, guasconi del basket di oggi, che sta divertendo tutta Italia. e pazienza se la stampa specializzata e tanti, troppi appassionati continuano a dire che anche stavolta Milano ha buttato via la partita, ha fatto karakiri, ha sprecato tutto. Nessuno ci riconosce niente, nessuno ci riconosce che forse se abbiamo vinto 3 volte là, nella tana di Giorgio Armani, beh forse ce la siamo meritata. No, non ce lo riconoscono. Del resto noi ci zappiamo tutto, mica abbiamo la Lega o l'AIAP a mandarci arbitri amici che distruggano i nostri avversari. No. Noi veniamo puntualmente massacrati ingiustamente. ma noi alziamo la testa, fieri di essere sardi (e sassaresi), e contando solo sulle nostre forze e il nostro Amore tiriamo avanti.
           
Concentrazione e forma: e Drew esplode!
   
Andiamo la domenica mattina alle 7 a fare la fila per i biglietti (stamane era un macello, è stata dura, ma ce l'abbiamo). Paghiamo l'abbonamento della prossima stagione prima che quella attuale finisca. Ci carichiamo a casa. Cerchiamo vecchie sciarpe, nuove magliette, e poi puntiamo tutto sul Palace, dove lunedì sera daremo il massimo, tutti assieme, per portare la serie a gara7, e mettere finalmente per una volta la pressione sui milionari al soldo dello stilista (che tanti sacrifici ha fatto, ma i soldi ci sono, e ancora non ha raccolto niente: non scordiamolo).
         
Dobbiamo parlare dei singoli? Francamente oggi no. Non l'ho fatto la scorsa volta per la rabbia. Non lo faccio oggi. La partita di ieri sera ha visto giocare un gruppo di giocatori dal cuore d'oro: tutti al servizio di tutti, e per una volta la nostra direzione dalla panchina, con gli aggiustamenti e le scelte davanti e dietro, è stata all'altezza (se non meglio) di quella lombarda. Anche questa è una grande soddisfazione.
       
     
           
A lunedì 9 giugno, amici, e ricordate:
NO PAIN, NO GAIN!





1 commento:

SoloDinamo ha detto...

Calma.
La calma che non abbiamo avuto, TUTTI, in gara3 ma soprattutto in gara4. Il nervosismo e la rabbia, nella vita, a volte ci tirano brutti scherzi. E la Dinamo, insieme al suo pubblico, nelle gare interne ha ceduto alle provocazioni di una Olimpia con una difesa da barricata stile "sbarco in Normandia". Take no prisoners. Gli errori e la troppa precipitazione hanno fatto il resto, col risultato che alcuni dei nostri non si sono proprio visti.
Li abbiamo rivisti nella notte magica di Milano, 7 giugno, data da ricordare: la notte che la Dinamo sbancò Assago per la terza volta in una sola stagione.
Allora, riepilogando: calma tutti.
Non oso pensare a cosa sarebbe potuto accadere in gara6 (che si gioca oggi!) se quell'overtime di gara3 si fosse giocato meglio: quella era la partita da vincere.
Sul 3-2 avremmo potuto mettere tanto di quel sale sulla coda su Milano...molto ma molto di più di quanto ne è stato sparso invano tutto intorno al palazzetto.
Un rito propiziatorio.
I menagrami se ne stiano a casa, la TV è a disposizione.
Chi è nervoso si dia una calmata.
Chi non ci crede, non si avvicini al palazzo e pensi alla Nazionale di calcio in Brasile.
Io li avevo guardati negli occhi, tutti,la sera di giovedì quando Cerebuch è stato "costretto" a mangiare la pizza ad Alghero.
Gli occhi di Thomas, tougher than the rest, la faccia immobile di Drew, il passo svelto di Giacomo e la calma da faraone nero di Benjamin Eze.
La beffa del basket: giochiamo con i cosidetti "scarti" dell'Olimpia, Marques ed Eze, e oggi i milanesi se li ritrovano contro come nelle più crudele delle vendette.
Revenge, stasera sarà così, perchè non ci prenderanno più per il naso come martedì e giovedi notte.

Lotta senza quartiere, ma soprattutto, calma e concentrazione.