sabato 31 maggio 2014

Milano allunga nel finale: 95-84 e 1-0 nella serie

Ciao amici, prima di scrivere il post di commento sulla sconfitta di ieri ho voluto dormirci su e leggere un po' di commenti in rete: qualche errore arbitrale e Marques sotto tono (per scriverle alla buona). E' vero che gli arbitri nel finale hanno cambiato il metro di giudizio (nel primo tempo sanzioni a pioggia su piccoli contatti, nel finale troppa manica larga, e infatti l'Olimpia ha preso il volo), è vero che Marques ha rallentato il nostro ritmo (Travis invece ha fatto faville), ma io credo che Milano ieri abbia vinto semplicemente perché ha giocato meglio (ed è più forte già di suo).
          
TD#12: il migliore dei nostri ieri
      
La Dinamo ha fatto la sua partita, e mi ha sorpreso in positivo la scelta di attaccare in uno contro uno i peggiori difensori meneghini (2 falli in un amen di Langford: goduria), ma SASSARI è calata alla distanza per via della qualità maggiore della panchina milanese (tanti punti e tanta fisicità, a differenza nostra) e perché la nostra difesa in progressione ha fatto acqua. Tanti recuperi all'inizio, tanta pressione che ha determinato molte palle perse delle red-shoes della mummia Armani e buoni tiri "con fiducia". Milano ha tremato a lungo, poi le rotazioni di Banchi hanno tenuto alta la pressione difensiva e il giocare dentro (su Samuels, favoloso e immarcabile ieri) e quindi poi post-raddoppio con scarichi fuori sugli angoli (quasi tutte le triple dell'Olimpia sono venute da quelle mattonelle) hanno cambiato l'inerzia della partita.
          
Sì Brian: era una botta gratuita in faccia, non l'hanno fischiata
      
Il suo poi l'ha messo Gentile, ragazzetto che potrebbe evitare certi atteggiamenti da macho (anni fa, ai campetti del Latte Dolce, quegli atteggiamenti erano puniti davvero bene, e ci siamo capiti), con alcune giocate in finta-palleggio-stepback-tiro e un paio di penetrazioni (sempre a destra, errore Dinamo, che doveva adeguarsi - l'avremmo bloccato benissimo) che hanno sospinto Milano all'allungo finale.
         
E alla fine la Dinamo era stanca. Fuori Chessa e Tex per infortunio, Vanuzzo non ha visto il campo, Drew e Benjamin con un po' troppi falli sul groppone (questa è forse l'unica critica che si può fare a un arbitraggio invero buono) e quindi rotazioni ridotte e "spremuta" dei soliti per tanto tempo. Caleb nella versione "oggi non difendo" e non andare quasi niente a rimbalzo, meno male c'era Omar però, il più continuo dei nostri nel pitturato. SASSARI ha avuto una settimana piena di riposo, Milano pochi giorni, ma sembrava il contrario. Al proposito consiglierei a Meo - dato che si gioca ogni due giorni - di usare tutti i 5 time-out a disposizione per ogni partita: quel minuto di riposo supplementare per noi è oro colato.
            
L'ultima tripla prima del crollo: Drake
        
Abbiamo perso, e ci sta: la serie è a pronostico chiuso, parliamoci chiaro, del resto Milano DEVE vincere, dopo aver perso due treni d'oro - Coppa Italia e Final Four di Eurolega organizzati a domicilio per fargli vincere qualcosa. SASSARI deve trovare di più da tutti, ieri c'è stato uno stacco netto fra i migliori (i cugini di Fond Du Lac, Drew, Omar) e gli altri (sì, anche Caleb). Occorre un po' di più da tutti. Qualche partita in questa serie la si può vincere, per uscire da questi fantastici playoff - tutte le serie sono state emozionanti - a testa alta.
       
         
         
Presidente Sardara, se Siena chiude (e pare scontato) io acchiapperei al volo Thomas Ress. Che ne dice?
        
 
 Qui c'era fallo, ma non fa niente, vero?

venerdì 23 maggio 2014

SASSARI urla: Semifinale!!! 3-0 a Brindisi


Come in gara1: tripla di Drake e poi tripla di Caleb, e SASSARI avanza alle semifinali. Potrei anche non scrivere altro, e invece vado a briglia sciolta... o almeno ci provo. La Dinamo ha condotto la partita quando in campo il totem era Eze o Gordon, è andata sotto quando in slot 5 è passato Caleb, pagando pesantemente dazio a rimbalzo, e poi ha ringhiato, ha difeso alla grande, e potendo andare in transizione ha raccolto quei falli che prima non arrivavano e quei tiri aperti che hanno spaccato la partita.
       
Meo urla: semifinale!
       
Una partita durissima, piena di botte, agonismo, accelerazioni improvvise. La terna arbitrale ha perso quasi subito le redini, e ha scontentato tutti. SASSARI ha avuto pochissimi tiri liberi nei primi tre quarti (addirittura 14 a 1 all'intervallo a favore dei padroni di casa), poi i fischi sono arrivati (era inevitabile) e la partita è girata. La cosa che mi ha più colpito è che SASSARI ha mostrato maggiore "testa" di Brindisi per molto più tempo: infatti i pugliesi andavano avanti nel punteggio a folate, quando avevano molti tiri liberi da scagliare (e ne hanno sbagliato parecchi) e quando potevano correre gettandosi a canestro; poi c'era Dyson con le sue triple da sette metri. Brindisi quindi andava a forti folate, come un motore benzina, la Dinamo invece era come un diesel, e la sua costanza è stata premiata. Del resto se fai 32-15 nell'ultimo parziale...! Grande, grandissima Dinamo.
       
Non sono lucido, non riesco a scrivere. Ho gli occhi lucidi per questi ragazzi, che ancora una volta hanno vinto in rimonta (fotocopia di gara1) e ora possono riposare almeno due giorni in più di Milano (brava Pistoia a portarsi sull'1-2, ma passerà Milano - che vincerà lo scudetto! eheheheheh).
       
Brian: questione di DNA...
     
Ragazzi: siamo in semifinale, com'era nei programmi della società e nei sogni di noi tifosi. Sono davvero contento.
         
     
      
Guardiamo qualcosa sulle cifre e sui singoli, per chiudere. La Dinamo ha tirato meglio da 2, da 3 e ai liberi; sotto a rimbalzo ma di poco (35-33), sopra negli assist (10-7), mentre male il saldo perse/recuperate (17-4, un'enormità). Drake ha subito 5 falli e tirato 7 liberi: MIRACOLO! Travis ha riaggiustato la mira dall'arco (3 triple) ed è stato il più lucido dei nostri; e poi Brian, lasciato in campo da suo padre per 20 lunghi minuti ha segnato 15 punti, e tutti ottimi; vi faccio osservare che Brian è il più intelligente nel muoversi per prendere gli scarichi, sia fuori che sotto, e si fa trovare sempre prontissimo. Bravo Brian. Infine Caleb: nostro miglior rimbalzista con 7 carambole arpionate.
         
        
Sto riguardando la partita su Videolina, contento nel sentire il cronista massacrare l'arbitraggio, e mi sto rendendo conto ora che vedo meglio le immagini (lo streaming era davvero pessimo, ma meglio di niente) che ha ragione da vendere: è stato davvero indecente.
        
Un capolavoro (anche di ironia)
        
Beh, amici dinamisti, possiamo andare a letto contenti: il nostro campionato va avanti. Nel frattempo "i campioni dell'inverno" si godono il loro titolo di mezza stagione, a casa, cantandosi il coro come fecero a noi qualche mese fa.
"cogliete l'attimo ragazzi...rendete straordinaria la vostra vita"
Brindisi 23 maggio, ore 23:00


         

mercoledì 21 maggio 2014

2-0 autoritario, con Drake in versione Fantascienza

l'autografo di Drake, Most Valuable Player del 2013-2014

E' con un grassa risata che voglio iniziare il commento a questa partita. Una risata che sale dal cuore e anche da qualcos'altro, e la sbatto in faccia ai tre arbitri che stasera hanno fatto vedere quale sia il limite della decenza (per la gente normale) e come essi non conoscano questo concetto. Due falli tecnici e un antisportivo, tutti fischiabili ma molto, molto generosi e messi in una sequenza strettissima agghiacciante nei primi minuti della partita. Risultato? Avete sentito il pubblico, avete quindi capito: ottimo materiale per un referto che porterà a una multa, del resto i mille e più euro (più viaggio-vitto-alloggio) che entrano in tasca ai fischietti nella massima serie per ogni singola partita vanno "finanziati" anche così (e cioé raccolti in giro per i palazzetti italiani).        
            
GO-TO-GUY
       
Il coltello dalla parte del manico, non è la prima volta che lo dico. Ma questo coltello è stato polverizzato a colpi di mitragliatrice, e ovviamente parlo della nostra "human-gun-machine", al secolo Drake Diener, che ha infilato 7 triple consecutive dopo aver sbagliato la prima (tirata con troppa fretta). Al resto ci ha pensato la squadra, TUTTA la squadra, con una difesa che in certi frangenti ha rasentato la perfezione. Oggi a far viaggiare la palla più velocemente della difesa avversaria era la Dinamo SASSARI, la stessa Dinamo che avantieri aveva difficoltà a prendere i suoi tiri oggi ha viaggiato a tavoletta, e ha costruito più blocchi per gli esterni (non in situazioni di pick and roll). Là Brindisi ha potuto solo guardare le parabole del pallone, che si insaccava sul canestro con una precisione da cecchino, mentre il pubblico esplodeva la sua gioia sopra i musi lunghi degli uomini in arancione.
         
Ma oggi abbiamo vinto anche perché Eze ha spazzato via gli avversari sotto canestro: aiuti, stoppate (ben 4, pazzesche), qualche spinta, rimbalzi altissimi, e quella personalità che Drew non ha messo in campo in quanto troppo impegnato ad accontentare gli arbitri cadendo nei loro giochetti. Bene così.
         
Più di un migliaio, sollevati in settore D alla premiazione dell'MVP!
         
Bene, anche se a Jack è stata aperta la faccia con una botta di karate (avete visto quanto sangue ha perso? avete visto che Paternicò era lì davanti e non ha battuto ciglio?). Bene, anche se alla fine si è fatta troppa accademia (ma sarebbe stato un massacro, quindi forse è meglio). Bene, perché Meo oggi ha mandato in campo tutti - complice la necessità di allargare le rotazioni visti i falli a pioggia sanzionati alla Dinamo nel primo quarto - e tutti hanno messo qualche chiodo, anche Vanuzzo, che non ha segnato (unico dei 12 scesi in campo) ma due o tre suoi contatti col corpo hanno spezzato i giochi alto-basso degli ospiti. Bene, perché Formenti e Bucchi sono quasi venuti alle mani dopo una lite furiosa (così riferisce qualcuno dagli spogliatoi) e un vetro è stato spaccato (a proposito: chi lo paga?).
         
Claudio Atzori immortala l'MVP mentre riceve il premio!
        
Vi faccio osservare alcune cose. Anzitutto la valutazione, che dal 77-9 del primo tempo è passata al 117-42 finale. Ancora: Travis, 10 assist in 23 minuti, e finalmente una difesa più arcigna; Drake, 31 punti in 27 minuti. Vittoria a rimbalzo, negli assist, nelle percentuali di tiro dal campo. Ma soprattutto il saldo positivo perse-recuperate 9-10. Non commento le cifre di Brindisi: parlano da sole. Potete leggerle nel link seguente, e fatelo con attenzione.
        
          
       
SASSARI ha vinto lunedì giocando bene solo nel finale, oggi ha vinto giocando benissimo per più di 30 minuti, e si è rilassata solo a partita finita (e cioé quando Bucchi ha tolto definitivamente Dyson e Lewis sul -38, alzando bandiera bianca, per farli riposare). Ora la palla passa alla Puglia, che ospiterà venerdì sera una sfida in cui i padroni di casa dovranno mettere tutta la benzina che hanno. Spero che la Dinamo arrivi concentrata e cattiva all'appuntamento, perché dopo le botte di stasera (brutte davvero quelle di Todic, un vero falegname di bassa lega: anche lui ha preso un antisportivo) dopodomani esse saranno ben più dure. A Brindisi del resto cosa manca da mettere in campo in questa serie?
         
Purtroppo la partita non la vedremo, e sarà una sofferenza radiofonica col play-by-play davanti, ma ci saremo ancora.
         
In chiusura spendo le parole più affettuose per la direzione di Meo: ho già scritto più su che SASSARI ha giocato meno pick and roll del solito e fatto più blocchi per gli esterni, aggiungo che in difesa i flottaggi e gli aiuti sono stati fatti coi ritmi giusti. Certo, dopo aver preso quel vantaggio a suon di triple è più facile giocare, ma la squadra non ha abbassato la guardia, almeno fino al garbage time. Bravo Meo, ora entra di nuovo nella testa dei nostri ragazzi, e tienili bene con le briglie. Siamo 2-0, ma ancora non si canti vittoria, del resto: No Pain, No Gain.
          
Sono distrutto dalla stanchezza, ora vado a letto, contento ma non pago.
la nostra bandiera biancoblu. 


La Dinamo in trasferta negli anni '60
basket Savoia al CONI
la S.E.F. Torres di basket

lunedì 19 maggio 2014

Il cuore di SASSARI esplode: 1-0 su Brindisi!


Ho deciso: apro una bancarella e vendo il testosterone dinamista raccolto negli ultimi 5'... diventerò milionario di sicuro. E' un modo scherzoso per sottolineare che questa Dinamo SASSARI ha vinto così: col cuore e col testosterone. Non considerate la tattica, Bucchi ha costruito una partita quasi perfetta e ha umiliato il nostro buon Meo. Non considerate la fortuna, che oggi ha fatto sputare dal ferro molti nostri tiri mentre accoglieva quelli pugliesi dall'altra. Non considerate le difese, anche lì non c'è stata lotta a lungo: Brindisi ha dominato, finché la luce è rimasta accesa.
         
Caleb in uno splendido scatto di Claudio Atzori
      
Poi è esplosa la Dinamo, con Brian prima e Jack poi a chiudere sugli scarichi e con i nostri tiri dall'arco finalmente accolti dal canestro sorridente. Ragazzi... come si possono concedere 6 canestri facili facili in apertura di partita nei playoff? Come si può dare inerzia e fiducia a una squadra come quella brindisina, che gioca bene in difesa e in attacco sa il fatto suo? Chiedetelo ai Diener: 4 di questi 6 canestri concessi in omaggio all'Enel in apertura di partita sono frutto del loro non fare niente, assolutamente niente nemmeno per spendere un fallo (li hanno fatti dopo, volando a tre sanzioni). E la Dinamo nel primo quarto ha commesso un solo fallo (saranno solo 15 alla fine), dopo più di 8' di gioco. Non ci siamo.
        
Così siamo noi!
        
Adoro Travis e Drake, ho le loro magliette, le loro cards, i loro autografi, ma li vorrei vedere usare la mazza, e soprattutto li vorrei vedere scivolare bene lateralmente e indietro quando il diretto avversario parte, almeno per il primo passo (così può arrivare un aiuto), un po' più TD#12 di Drake. Per carità: marcare Dyson è un incubo: ma quelle praterie concesse in apertura del match gridano vendetta! Fine dello sfogo. Anzi no: oggi celebriamo una vittoria che per 35' non abbiamo assolutamente meritato. Certo, c'è stata anche sfortuna, come dicevo prima, ma Brindisi ci ha surclassato. Il 95-62 a nostro favore nell'indice di valutazione non racconta le cose. O forse sì, perché bisognerebbe vedere come è stato negli ultimi 5' (25 a -10? forse sì). Brindisi nel finale ha sbagliato di tutto, e il LA a quella sequela di fesserie è stato dato dall'antipatico di turno, quel coach Bucchi che fino a quel momento era l'MVP della partita pur non giocando, e poi ha visto bene di farsi prendere dal nervosismo perché il tavolo non ha chiamato un cambio che lui stava cercando di ordinare nel frastuono generale. A onor del vero il giocatore che era sul cubo si è seduto sullo stesso quando la Dinamo aveva già rimesso la palla. Complimenti quindi alle parolacce di Bucchi prima verso il tavolo - è arrivato il fallo tecnico - e poi verso Lamonica, "reo" di averle sentite... si è beccato un "vaffa" urlato a squarciagola da Bucchi anche lui, e ha fatto finta di non sentire. Bucchi poi ha continuato la litania di proteste avverso il tavolo per qualche minuto ancora. Ci sarebbe piaciuto vedere un fallo tecnico anche un po' prima quando Drake ha sbagliato una tripla laterale proprio davanti alla panchina brindisina: aveva Bucchi a fianco che urlava, e la panchina stava anch'essa urlando (c'è stato solo un richiamo, vabbé...).

Quello che conta comunque è il risultato: 1-0. 
Una mazzata.

Una terrificante mazzata. E l'ennesima conferma che quando in campo c'è almeno uno dei "pretoriani" di Meo (Jack, Brian o Manuel) la squadra dietro lavora meglio, e qualche volta riesce a vincere.
        
La premiazione del'MVP voi l'avete vista? io no...
      
Sono troppo cotto per esprimere giudizi precisi sui singoli. Di TD#12 ho già detto, ma rimarco i suoi 6 splendidi assist. Aggiungo qualcosa su Caleb: oggi mi è piaciuto di più anche dietro, è riuscito a difendere al meglio (non è portato e ne ha poca voglia, ma gli va dato merito stasera) e nel finale ha piazzato i canestri più importanti, tranne uno... la tripla di Drake, fino a quel momento distrutto dai raddoppi della difesa brindisina; buoni anche i suoi 6 rimbalzi, in aiuto. Menzione anche per Drew: è stato a lungo il nostro miglior marcatore, il primo ad andare in doppia cifra.
        
E allora? Si riparte da capo. Brindisi 8 giorni fa ci ha dominato per 15', oggi per 35'. Che partita avremo mercoledì? Le due squadre hanno delle certezze. Brindisi sa che se trova più continuità fino ai minuti finali può spuntarla... non parlo di condizione fisica, perché coi tanti cambi fatti da Bucchi i brindisini sono arrivati al momento topico fisicamente non male; a onor del vero si è sentito che gli ospiti sono riusciti ad allenarsi bene per pochi giorni in questa settimana, e James non era al top. Vabbé. Cosa sa SASSARI? Che se gioca un po' meglio può vincere bene. Già: se facendo acqua da tutte le parti riesci a spuntarla, la qualità c'è. Ma... attenzione dietro: Brindisi come avevo predetto ha costruito tanti canestri dal penetra e scarica fuori e dalle penetrazioni sui nostri play. La Dinamo poi deve trovare le contromisure alla difesa Brindisina. Le vie sono due: difendere meglio per poter giocare qualche contropiede in più e poi in attacco giocare qualche pick and roll di meno, o almeno giocarlo per far salire con gli aiuti gli ospiti, lo hanno fatto sempre liberando gli angoli... è partendo da queste situazioni sugli angoli che SASSARI ha costruito qualche buon tiro non solo da fuori ma anche con tagli alto basso dopo l'apertura. Fate voi. 
        
         
         
Io mercoledì sarò di nuovo carico a palla, presente in tribuna come sempre. Una preghiera rivolgo al Commando: spesso e a ragione vi lamentate che il pubblico non vi segue bene quando lanciate i cori. Condivido. Avete ragione da vendere, ma c'è una cosa da dire: molti vostri cori hanno delle strofe elaborate che a fatica entrano in testa alla gente. Qualcosa di più semplice potrebbe funzionare meglio: esattamente i cori che abbiamo fatto noi dalle tribune e che hanno fatto alzare in piedi tutti. DAJE RAGAZZI!
La Nuova Sardegna (c)

          

sabato 17 maggio 2014

Playoff Time! No Pain, No Gain

Stamane sono salito al Palace per vedere la coda dell'allenamento della Dinamo. Con Brian seduto nella seconda parte gli altri hanno fatto una lunga sessione di tiro da tutte le posizioni, sotto le urla sconsiderate e goliardiche di Caleb in perfetto stile "fuori come il balcone di casa". Beh... ci siamo ragazzi: i playoff partono lunedì sera proprio con la diretta televisiva della nostra partita (idem per gara2), e la Dinamo si gioca la post-season per la quarta volta di fila. Esordio assoluto invece per i ragazzi di coach Bucchi.
       
La nostra è stata una stagione complessivamente con più bassi che alti rispetto alla scorsa nelle 30 giornate, ma ha il grande, grandissimo acuto della Coppa Italia! Sassari ha già messo il saldo in positivo. Siamo appagati? No. Abbiamo il fattore campo a favore e possiamo giocarcela con una Brindisi che ha condotto la prima parte della stagione con pieno merito (le altre però giocavano le coppe, esattamente come successe con Varese lo scorso anno) e poi ha avuto un calo di rendimento nel girone di ritorno (o forse erano meno cariche di impegni le altre), subendo il soprasso della Dinamo proprio all'ultimo chilometro.
        
Il coach e il capitano: la brigata sassarese è pronta
       
Come arriva la Dinamo alla post-season? Diamo un'occhiata alle nostre cifre più significative di queste 30 giornate, e compariamole a quelle dei nostri avversari.
        
Marcatori.
Drake è al primo posto, come sappiamo, con 583 punti, seguito a ruota da Caleb con 528. Nessun altro sassarese fra i primi 30. Brindisi invece piazza Dyson al 7° posto con 490 punti, e James al 26° con 366. Questi due - non lo dicono solo queste cifre - sono i due giocatori che temo di più. Considerando le squadre, la Dinamo ha il 1° attacco del campionato con 86.3 punti di media, mentre Brindisi invece è 14° con 76.2 fatti. Nei punti subiti invece Sassari è 7° subendone 80.0 mentre Brindisi è 12° e ne subisce 74.7.
        
Rimbalzi.
5° James con 235, 25° il nostro Omar Thomas con 143 e infine 26° Todic con 142. I rimbalzi sono la nostra piaga, lo sappiamo. Infatti di squadra la Dinamo cattura 32.8 rimbalzi (12°) mentre Brindisi invece 35.5 (infatti è 4°).
     
Assist.
Travis 3° con 140 assistenze (ma è secondo nella media), 4° Marques con 132, 12° Dyson con 95, 16° Drake con 85, 27° Campbell con 64. La Dinamo è la squadra che ha dato più assist: 17.0, mentre Brindisi è 14° con 11.0.
       
Tiro da 2.
Primissimo Drake (63%), poi Caleb (62.4%), James è 11° col 58.4%, e 30° Omar col 52%. Di squadra la Dinamo è prima con 56.7% e Brindisi 12° con 51.5%.
       
Tiro da 3.
Straprimo Drake con 51.0%, 6° Marques con 41.7%, 19° Caleb con 38.5%. Di squadra Sassari è 2° con 40.2%, Brindisi invece 14° con 32.5%.
       
Tiri liberi.
Caleb è 11° col 83.5%, Campbell 23° col 73.7%, 30° Dyson con 68.8% (attenzione, in questa come per ogni classifica c'è un numero di tentativi al di sotto del quale non vieni considerato). Di squadra Sassari tira col 80.1% (3°) e Brindisi col 73.6% (12°).
        
Stoppate.
James è 3° con 40 (1.3 di media), Zerini 25° con 29 (0.5 a partita). Di squadra Brindisi è 7° con 2.7, la Dinamo invece 12° con 1.9.
        
Palle recuperate.
Marques occupa la terza piazza con 51 totali (ma è primo nella media sui 40'), Dyson 5° con 46, Omar 7° con 43, James 9° con 41, Campbel 27° con 30 e infine Drake è 30° con 29. Come squadra la Dinamo è 1° con 8.2, Brindisi invece 4° con 7.3. Attenti a questa graduatoria.
         
Palle perse.
Dyson è il 2° con 89 (3.1 la media) in compagnia di Caleb (stesse cifre ma una partita in più, quindi è 3°), Campbell è 13° con 75 (2.5), mentre Drake è 26° con 63 (2.1). La Dinamo è 8° con 13.9, Brindisi dal canto suo è 4° con 14.2.
         
Falli subiti.
Dyson è il numero uno indiscusso (6.6), Caleb è 5° con 4.9. Sui falli c'è da sottolineare che Sassari è la squadra che commette meno falli 17.1, e che ne subisce di meno 17.2; Brindisi invece ne commette 20.4 (la 5° più fallosa) e ne subisce 19.5 (metà classifica). Sassari cerca meno le botte e meno ne dà, Brindisi gioca più sporco.
        
Indice di valutazione.
Drake è 2° con 20.7, Caleb è 6° con 18.2, Dyson 12° con 17.1, James ha 17.1 ed è 14°. Di squadra non c'è storia: Sassari prima con 95.3, Brindisi 13° con 75.4.
                     
Dyson e James: attenti a quei due
          
Sotto il profilo complessivo, le cifre in cui la Dinamo e i suoi singoli primeggiano sono molte di più rispetto a quelle degli avversari pugliesi, eppure... eppure queste due squadre hanno gli stessi punti in classifica. Più brava a giocare in scioltezza Sassari, più ruvida ma anche più solida Brindisi. Brindisi è anche una delle squadre col più alto budget del campionato, e infatti ha portato in città diversi giocatori (la maggior parte dei quali visti in prova e rispediti al mittente). La Dinamo ha già vinto un trofeo in questa stagione, Brindisi invece dopo anni di grosse spese (lo sponsor è ricco e solido) non ha mai raccolto quanto agognato.
          
Differenti motivazioni? Assolutamente no: in entrambe le squadre militano giocatori di razza, ambiziosi, e la voglia di vincere è pari, come pari è la passione delle due città e la spinta delle tifoserie. Anche se Sassari ha il vantaggio del fattore campo io credo che le due squadre partano alla pari, e ciò perché Brindisi ha quella maggiore propensione ai contatti e agli assalti alla baionetta in contropiede delle sue due guardie che possono fare la differenza.
        
Nella foto qui sopra vedete Dyson, il play, e James, il numero 4. Sono i due che temo di più. Dyson è quasi immarcabile in corsa e penetrazione, James si muove benissimo fra dentro e fuori, tira bene e va solido a rimbalzo. La nostra variabile sarà tantissimo la voglia di difendere di Travis e Caleb (quasi sempre assente quest'anno, hanno banchettato tutti). Brindisi ha un paio di cose che si fanno apprezzare bene: difende bene alto, sia a zona che a uomo, ma lascia appena spazio dietro sugli angoli; è poi brava a far collassare le difese in aiuti nel pitturato: là si generano precisi scarichi sull'arco, dove soprattutto i lunghi fanno male (Zerini e lo stesso James, ma soprattutto Todic: devastante piedi a terra). Dove la tiri la coperta allora in difesa? 
          
Sassari ha bisogno di difendere bene e di andare bene a rimbalzo. Dato che per segnare bene o male qualcosa si costruisce sempre, è nel gioco "sporco" che bisogna dare qualcosa in più del solito. Del resto questi sono i playoff, bellezza, e le signorine possono restare a casa.
         
A proposito di contatti ecc., si sanno già le prime 3 terne, speriamo bene, eccole qui:
        
Gara1 (Sassari, Raisport2 h 20:30, lunedì):
Luigi LAMONICA
Gianluca SARDELLA 
Fabrizio PAGLIALUNGA
      
Gara2 (Sassari, Raisport1 h 20:30, mercoledì):
Saverio LANZARINI
Carmelo PATERNICO'
Denny BORGIONI
       
Gara3 (Brindisi, h 20:30, venerdì - Videolina?):
Roberto BEGNIS
Roberto CHIARI
Gianluca CALBUCCI
         
video
 La sessione di tiro di stamane, sabato
        

venerdì 16 maggio 2014

Storie dinamiste #3

Dinamo 1995-'96, con molti giocatori sardi. 

Finalmente è tornato il buon umore. Playoff per la Dinamo vs Brindisi, Drake MVP 2014 e un giornalista vero de La Nuova Sardegna che ci regala questo bel pezzo.
Vi ricordo sempre il bellissimo blog di Andrea, dedicato al calcio. Imperdibile. 
http://sini-sassari.blogautore.repubblica.it/
Ringrazio di cuore Andrea perchè è un grande tifoso torresino, e poi ha un sacco di memoria, il che non è poco, di questi tempi la gente è molto sbadata oppure non ricorda.
la maglia di Manu Rotondo, campionato '92-'93

CURVA PERICOLOSA

La quarta del liceo scientifico è la classe più interessante ma non è per niente facile. Soprattutto se hai speso in altro modo i soldi destinati ai libri di matematica e fisica. Soprattutto se hai diciassette-diciott'anni e un miliardo di grilli per la testa. Niente droga, zero sigarette, pochissimo alcol, feste il giusto, qualche pomiciatina dietro scuola ma niente che superasse la barriera del petting. E i limiti del rientro a orari urbani imposto da casa. 
La primavera del '96 è tutto un concentrato di cazzate assolutamente vitali, assolutamente irrinunciabili. L'album Panini, come sempre lasciato a metà, le prime card Upper Deck dei giocatori Nba, costosissime e fighissime, la greffa che stazionava in piazzetta Mafia, fronte Montelepre, il sabato a scuola con la sacca da calcio e un panino nella tasca del giacca a vento: ché all'uscita passa babbo e via di corsa a giocare a Bonorva, Ozieri, Alghero, Porto Torres o dove diavolo ti portava quel fantastico campionato juniores.
La domenica doppietta, chiaro, calcio e basket: la Torres era povera e giocava da favola. Pintauro, Luceri, Fragliasso, così iniziava quella formazione, che finiva con Greco, Pani e Bertarelli. Allenatore Canali. Ci portò ai playoff, i famosi playoff persi con l'Alzano, ultimi vagiti di un calcio d'altri tempi. Curva sempre piena, bandiere al vento e per me erano le prime “salite” in solitaria, senza babbo e parenti vari. Due ore in piedi a cantare e poi pronti per il salto dall'altra parte della barricata, dall'altro lato di piazzale Segni.
Funzionava che il mio coetaneo Federico Rotondo, IV D allo Scientifico, ma anche numero 13 della Dinamo, provava a raccattare un biglietto omaggio. Ma era sempre un terno al lotto, e solo all'ultimo potevo scoprire come sarebbe proseguita la mia domenica. In questo modo: uscendo dallo stadio facevo centro metri e suonavo al citofono di casa sua. “Buonasera signora, Federico mi ha lasciato qualcosa?”. “Sì, c'è un biglietto, sali a prenderlo”. “No, mi dispiace”. Tra queste due frasi c'era un vero e proprio abisso.
In caso positivo prendevo il biglietto e facevo il mio ingresso trionfale in settore D. In caso negativo, iniziava la penosa attesa di fronte al botteghino. Avendo già speso tutti i soldi per il biglietto della Torres, le speranze erano due: corrompere uno dei ragazzi che controllavano i biglietti (corrompere nel senso di fargli pena), oppure attendere che qualche anima pia si presentasse offrendoti uno dei (tantissimi) biglietti omaggio che circolavano in "epoca Milia".
La squadra era strana, capace di prendere imbarcate incredibili ma anche di dare serissime spazzolate alle migliori formazioni della A2. Tipo Cantù, che poi avrebbe vinto il campionato, tipo Venezia battuta entrambe le volte e umiliata al palazzetto. L'allenatore era Stefano Michelini, una specie di sergente di ferro, sempre teso come una corda di violino e pronto a sfanculare i giocatori. Era l'ultima Dinamo di Bonino e Casarin, che giocavano bene in casa e solo al minimo sindacale in trasferta, perché forse non ne avevano più voglia. C'era un americano solo, Jarvis Lang, bravo ragazzo, agile e snello e che saltava come un grillo. Poi dopo un paio d'anni tornò a giocare a Sassari così bolso che sembrava Ancelotti. Divenni buon amico di suo fratello, tale Tony, una pancia degna di anziano che mangia in pineta a Platamona, ma capace di schiacciare a due mani da fermo nonostante fosse alto un metro e ottanta. C'erano Gigi Donati, Franco Picozzi e Riccardo Esposito. C'era il fratello maggiore di Federico, che poi era già il mito di tutti noi anche se per tutti era solo Emanuele e non ancora Emanuelerotondo, tutto attaccato, il capitano. I giovani aggregati alla prima squadra erano tutti nostri compagni di scuola o comunque amici, e quindi frequentavamo molto i giocatori. Alle uscite eravamo spesso aggregati anche noi, alle feste in casa non mancavamo mai. C'eravamo anche quella volta, l'anno prima o l'anno dopo, in cui Dario Ziranu buttò giù il lampadario del salone di casa di Jonathan Haynes con i piedi facendo la verticale, mentre in cucina Zamberlan si era inavvertitamente seduto su una padella piena d'olio fritto.
C'erano anche altri giocatori, e almeno un paio di loro odiavano a morte Michelini. Il quale, poveretto, una notte mentre rientrava a casa in moto cadde in maniera a dir poco rovinosa nel curvone di via Oriani, rompendosi braccia, gambe, naso e qualsiasi altro osso presente nel suo corpo. Restò ingessato mesi, e ricordo ancora gli allenamenti diretti in sedia a rotelle con un braccio ingessato legato al collo, la testa piena di bende e una gamba in trazione. E i giocatori che facevano finta di tirargli la palla addosso, e il giovanissimo Antonio Mura che per sbaglio gliel'aveva tirata per davvero. Una cosa tragicomica, insomma. 
Fu durante una di queste serate a casa dei giocatori che venni avvicinato da due diavoli tentatori. Uno solo parlò, mentre l'altro guardava entrambi e annuiva. Misero sul piatto la loro amicizia, una canottiera da allenamento e la promessa di un numero indefinito di biglietti omaggio e la loro eterna riconoscenza nei miei confronti. Per un diciassettenne senza una lira in tasca, con l'album Panini lasciato a metà e una voglia matta di fare il figo negli ambienti liceali, era un'offerta più che allettante. La mia risposta era scontata.
Mi misero a disposizione anche gli attrezzi del mestiere ed entrai in azione un martedì o un mercoledì notte, verso fine stagione. Non ricordo quale scusa riuscii a trovare con i miei per giustificare un'uscita a notte fonda a metà settimana. Camminai pochi minuti e arrivai nel luogo "X". Feci un rapido giro di perlustrazione, poi mi sollevai il cappuccio del giubbotto dei Lakers (indossato prudentemente al contrario) mi avvicinai a un muro e feci ciò che dovevo fare.
Nel giro di un quarto d'ora ero già nel mio letto, drogato di adrenalina e impaziente di far sapere agli amici più stretti, solo a loro, che razza di impresa avevo compiuto.
La mattina dopo, prima di andare a scuola, allungai di molto il percorso. Via Roma, via Torres, viale Umberto. Arrivato all'imboccatura di via Oriani mi guardai intorno, cercai di darmi un contegno e feci un bel respiro. Allungai il collo dalla ringhiera che divide viale Umberto e via Oriani e vidi la mia opera d'arte, a metà tra cionfra sassarese e ribellione giovanile.
Pensavo di avere fatto una figata e l'ho pensato per anni. Oggi mi rendo conto di avere soltanto dato il nome a una strada.
Il muro del curvone era stato espugnato, segnato per sempre dalla mia bomboletta spray. 
La scritta diceva “Curva Michelini”.

Andrea Sini
coach Michelini al suo posto di comando,
dopo l'incidente (la foto è tratta dal profilo facebook
di Stefano Michelini, si ringrazia l'interessato).


Federico Rotondo, Bonino, Picozzi e il massaggiatore Franco Ziranu. 
Dario Ziranu #4 Dinamo negli anni '90



1993-'94 - Con Irving Thomas, R. Curcic, Casarin, Zaghis e Benvenuti


1992-'93 - grandissima formazione, con Miller e Tony Frederick 

giovedì 15 maggio 2014

DRAKE: YOU ARE THE 2014 MVP!


Sono orgoglioso di questo ragazzo, egli finalmente ha vinto il trofeo più ambito come singolo giocatore: Drake Diener è l'MVP della Regular Season 2013-2014! Il comunicato della Legabasket celebra lui, miglior giocatore, Paolo Moretti, miglior coach (anche qui sono d'accordo), il brindisino Alessandro Giuliani come miglior dirigente e infine come miglior giovane, under 22, Alessandro Gentile.
      
      
Drake ha fatto la sua migliore stagione da quando è in Italia, ha vinto lo Shootout all'All Star Game di Ancona, e ha strameritato questo riconoscimento prestigioso
      
Il migliore per punti: 19.4

        
Il migliore nel tiro da 2: 63,0%

       
Il migliore nel tiro da 3: 51,9%

     
Leadership, personalità e deliri di onnipotenza cestistica in più di una partita.
         
PROUD OF YOU, GO-TO-GUY!
        
Se volete scrivere un commento in coda al post, sappiate che linko tutto a Drake in persona!
      
LINK
               

domenica 11 maggio 2014

Vittoria con gli attributi. La dinamo della Coppa Italia vince 97-78

13' di sostanza, ma da Giacomo vogliamo di più. 

Quale Dinamo preferite: quella dei primi 13' di oggi (e di gran parte della stagione) o quella dei restanti 27' (e quindi della Coppa Italia)? Faccio io per voi: quella che difende e picchia duro, perché il basket del campionato italiano è questo, purtroppo: botte.
        
Brindisi è venuta a Sassari a fare la sua partita, e all'inizio ha fatto faville: copertura altissima sui pick and roll e sulle prime linee di passaggio, raddoppi coi tempi giusti su Drake, tanta pazienza in attacco nel far collassare la nostra difesa per punirla con tiri puliti dagli scarichi. La Dinamo che aveva davanti sbagliava facili appoggi, perdeva l'uomo e non riusciva a giocare. Poi entrano in gioco coi cambi le panchine e la musica cambia: SASSARI alza il volume della radio e parte a razzo, mentre Brindisi non può fare altro che guardare da dietro i fanali della Ferrari biancoblu allontanarsi all'orizzonte.
          
I cugini terribili
       
Si è vinto perché si è difeso, si è vinto perché la squadra ha organizzato un fortino da guerra, si è vinto perché anche Caleb nell'ultimo quarto ha deciso di difendere e andare a rimbalzo: alleluia!
        
Un anticipo dei playoff, si diceva da più parti. Non mi trovo molto d'accordo. Brindisi oggi poteva giocare su due tipi di risultati: una vittoria scintillante o una sconfitta onorevole, per mantenere il quarto posto; SASSARI invece aveva una sola opzione: spingere l'acceleratore a tavoletta e usare la clava. Tanto la partita lo chiedeva, si è visto no? Due bruttissimi falli su Drew e Jack, strattonati e buttati a terra con violenza (antisportivo? macché: semplice fallo!), qualche fallo tecnico di troppo e la terna sfascia una partita che andava da sola. 1 fallo commesso nel primo Quarto, poi la clava.
       
Da lunedì prossimo conterà solo vincere, e la Dinamo ha urlato "noi ci saremo", e con essa il pubblico, oggi molto rumoroso (ringrazio per questo gli arbitri: le loro decisioni da fantascienza hanno chiamato la folla, che ha risposto bene).
           
Omar: fantastico
         
C'è stata una novità importante nei giochi oggi: Meo e lo staff hanno cambiato in corsa i giochi sulla difesa alta dei pugliesi, aprendo di più gli spazi sui lati e ordinando più tagli alto-basso del solito. E' qui, oltre che con la difesa, che si è decisa la partita. Tre cifre per voi. Valutazione: 123-65. Rimbalzi: 47-29. Assist: 21-13. Ok?
        
       
       
I singoli. Marques: quasi intimidito forse per non esser entrato in quintetto, non è riuscito ad innescare bene i compagni; più falli del solito lo hanno costretto a una panca più lunga, ma quando è tornato la musica è cambiata: 4 rimbalzi, 5 recuperi, 4 assist, da vero uomo squadra. Drake: ben limitato dalla difesa ospite, ha dovuto prendere meno tiri del solito: 5 rimbalzi e 6 falli subiti (per 7 liberi tentati, un record) lo hanno visto più concreto. L'MVP della stagione è lui, non c'è dubbio. Omar: è lui l'uomo partita di oggi; suoi i primi 6 punti, suoi i 12 rimbalzi che hanno spaccato Brindisi, e anche se ha sbagliato molti tiri non ha importanza. Caleb: allucinante in difesa per tre Quarti (è riuscito a far segnare 6 punti di fila in 15" ai suoi diretti marcatori), poi ha giocato come gli chiediamo nel finale, e ha segnato tanto, con le scintille. Benjamin: tabellino indecoroso, si è palesato più per qualche bella botta che per altro. Travis: 12 assist... serve altro? Sì: nessuna palla persa e 4 rimbalzi, e negli occhi di tutti il volo per bloccare un lob in contropiede che avrebbe dato fiducia a Brindisi; il Magnifico ha anche difeso con cattiveria. Jack: il tabellino non racconta la sua partita, tutto sacrificio sugli esterni pugliesi; il primo ad aiutare, il più veloce a correre: fantastico. Brian: tre bei canestri e tanta legna; se c'è da menare le mani lui non si tira indietro, c'è testosterone da vendere. Manuel: una tripla esiziale e tanti aiuti; meno appariscente del solito, ha tappato le buche lasciate da Caleb più di una volta. Drew: pochi punti, ma 9 rimbalzi altissimi (fantastico uno del secondo tempo circondato da tre avversari); ha dato una stoppata impressionante a Chiotti che stava per schiacciare indisturbato; finalmente una buona prova. 
       
E ora? #imieiplayoff
questa è la under19 Dinamo che si è fatta onore a Grado
ne parleremo presto !

       

domenica 4 maggio 2014

Una sconfitta attesa. Milano vince 88-78

           
Non è facile scrivere un commento senza aver visto la partita. Quest'anno è la prima volta che capita. Credo che il 90% degli appassionati di basket italiano oggi abbiano mandato a quel paese la RAI e la Lega per l'accordo sulla diretta in esclusiva che impedisce ancora una volta la consueta visione delle altre partite, come se non fossero importanti. Io avevo già deciso: non ho guardato la partita di Reggio, come penso diversi di voi.
            
Tex: fuori per via del polso?
         
Questa sfida al forum di Assago aveva il sapore della sconfitta quasi certa. Ciò non solo per la maggiore qualità e peso dei giocatori di coach Banchi, ma anche per la voglia di rivalsa delle scarpette rosse dopo lo sgambetto della Coppa Italia. Magra consolazione per Milano, cui sono state organizzate a casa due competizioni quest'anno (in entrambe l'Armani è andata in bianco), ma sempre meglio di niente. La Dinamo SASSARI aveva poco da chiedere alla partita: reinserire chi ancora non era a posto fisicamente e mostrare qualche segno di ripresa in termini di mentalità, coesione e difesa.
        
L'avvio è stato nostro, poi è calato il buio quando il numero uno dei flopper italiani, Hackett, è entrato in campo. Bravo a rompere le scatole, ha occasionato due falli tecnici a nostro carico e ha dato quei 6 assist che hanno rimesso in moto i suoi.
         
La Dinamo ha raccolto l'ordinario da Drake e un po' meno da tutti gli altri, fra i quali spicca la prestazione di Caleb, ma in negativo: i soliti punti sono arrivati, ma quando la partita "c'era", per lui si contano 0 rimbalzi e 4 palle perse, oltre a una cascata di punti segnati dai diretti avversari. Nulla di nuovo. Sono sorpreso per i soli 6' concessi da Meo a TD#12 (non stava bene?), in negativo, e per le buone cifre e minutaggio di Jack, in positivo. 
         
Altro da leggere: saldo negativo a rimbalzo (-10, me lo aspettavo), buoni 22 assist (Marques 8, ma ha segnato poco), e due giocatori fuori per 5 falli: Drake (era ora, almeno le botte le ha date) e Omar (oggi discreto). Pesante il saldo nella valutazione (-20). Altro da dire? Niente. La partita la si è seguita davvero male alla radio: i due "cronisti" erano più innamorati delle loro riflessioni filosofiche sugli arbitri e non hanno raccontato granché. Ma se penso a chi abbiamo noi da tanto tempo per le radiocronache allora lascio stare.
         
          
       
Una sconfitta annunciata, quindi, nella quale spero che Meo abbia trovato qualche aspetto positivo nei ragazzi in termini di atteggiamento. Per me c'è la soddisfazione che quando abbiamo giocato di slancio li abbiamo surclassati. E' successo solo per un Quarto, ma pazienza. C'è anche un'altra soddisfazione: dopo la partita di stasera non c'è dubbio su chi debba essere l'MVP di questa regular season: Drake ha fatto ancora una volta molto ma molto meglio di Langford (il solo Cinciarini sponda-Reggio può avere qualche speranza, invero misera). Ora bisogna mettere nel mirino la partita di domenica prossima: ci giochiamo il quarto posto, quindi la "bella" in casa al primo turno dei playoff, proprio con la stessa squadra che incontreremo nella post-season. Una vera beffa del calendario.