domenica 26 gennaio 2014

Sconfitta giusta, difesa ridicola. Cantù vince 99-95


Oggi si poteva vincere, e "sfatare il tabù del Pianella", ma la Dinamo SASSARI ha fatto acqua da tutte le parti in difesa. Non è bastato avere percentuali migliori degli avversari da 2, da 3, ai liberi, catturare più rimbalzi e dare più assist... con queste voci statistiche in attivo si vince ovunque, a meno che non sei la Dinamo di oggi, e infatti si è perso. Sul banco degli accusati ogni singola non difesa sui pick and roll giocati da Cantù: triple regalate - alcune voltando la schiena agli avversari! - penetrazioni concesse senza colpo ferire con scarichi sulle tacche, dove i lombardi hanno raccolto di tutto. Chi se ne frega se si sono segnati 95 punti: sul groppone ce ne sono 99 e la metà è stata regalata... brucia da matti.
        
Fatelo riposare!
           
Bastava poco, poco così: Cantù agonizzava e non riusciva a difendere, e se non fosse stato per gli arbitri, anche oggi indecenti con 28 liberi concessi ai padroni di casa e solo 13 a noi, Cantù sarebbe stramazzata al suolo. Eppure nonostante l'arbitraggio da inchino ai padroni di casa la Dinamo era sempre lì. Ci ha pensato Gordon, a lungo devastante (cifre impressionanti) a cadere nell'inganno di Jones mandato in missione provocatoria da Sacripanti (un coach preparato, ma abile anche a ingegnare quelle truffe su cui Gordon è cascato come un pivello): Drew si è fatto fischiare due falli tecnici ed è uscito dal campo (5 falli, ma al secondo tecnico c'è l'espulsione) anzitempo. Regali, regali.
        
Una cascata di tiri liberi per Cantù, e una pessima difesa di Sassari. Ecco tutto. E questo davanti a un pubblico e una squadra di casa che protestavano su ogni singola cosa, giusto per tenere alta l'intimidazione sulla prona terna in arancione. Per non parlare di due "telecronisti" (mi scuso con la categoria per l'utilizzo del termine) che hanno palesato limiti imbarazzanti nella conoscenza del regolamento e hanno guastato la visione dell'intero match (giuro che non mi lamento più di alcuni che abbiamo avuto noi in passato, soprattutto quello prestato dal calcio).
         
In netta ripresa
        
La sconfita brucia, ma è meritata: la Dinamo ha concesso canestri facilissimi in chiusura di tutti e quattro i quarti. Dove ca...spita vogliamo andare con un atteggiamento così? Dov'è quella ferocia agonistica che l'anno scorso queste partite ce le faceva vincere? E' da ritrovare.
        
Detto questo fuori dai denti (e pazienza se qualcuno ci rimane male: noi non serviamo padroni, detestiamo buonismi e finti sorrisi) ci sono comunque da annoverare vistosi passi avanti nella ritrovata condizione di Drew e soprattutto Travis. Oggi la Dinamo in attacco ha fatto vedere cosa succede quando la palla gira e i giocatori si cercano invece di fare ognuno di testa sua, oggi abbiamo rivisto alcune giocate di una bellezza abbacinante... sì, è stato tutto vanificato dalla difesa, ma almeno da sorridere c'è. E c'è da sorridere anche perché nello scontro diretto la Dinamo è in vantaggio, anche se dubito che raggiungeremo Cantù in classifica (però lo spero). La luce fuori dal tunnel la si sta avvistando. Una cosa però mi preoccupa: troppi "se" e poca sostanza.
          
Stai più attento Drew
           
Passiamo ai singoli, e iniziamo con lo starting five. Marques: un paio di canestri, 9 assist e 3 palle perse per troppa foga; in difesa ha patito ogni singolo giocatore che ha affrontato, ed è parso più stanco del solito (è un mese però che tira la carretta, ci può stare). Drake: riparte in quintetto, ottime percentuali dal campo, 5 assist e solo 3 falli subiti sanzionati, che hanno prodotto la solita indecente miseria di 2 tiri liberi avuti dalla terna; continua l'atteggiamento delinquenziale degli arbitri nei suoi confronti, e la cosa ha smesso di puzzare, perché ora è certo quello che non scrivo e tutti avete capito. Omar: la peggiore partita da quando è a Sassari... il doppio impegno settimanale lo sta spegnendo, è stato il peggiore in campo (-4 la valutazione), da salvare solo i 4 rimbalzi; bisogna farlo riposare, e bisogna farlo martedì a Dunquerque. Caleb: sa segnare e lo sappiamo, oggi ha preso anche 5 rimbalzi ma ha perso 4 palloni (a fronte di nessun recupero), però ha pesato di più per come ha sbagliato ogni difesa sui pick and roll lombardi; le sue responsabilità su questa sconfitta sono maggiori di tutte quelle dei suoi compagni messi assieme; ma bisogna anche dire una cosa: l'organizzazione difensiva della squadra oggi faceva pietà (e chi ha orecchio da intendere, faccia pure). Drew: le cifre migliori della serata (11 su 15 dal campo, 10 rimbalzi, 31 nella valutazione), coi nostri play si trova benissimo, ma deve imparare a tapparsi la bocca! E' vero che gli arbitri ci hanno massacrato, soprattutto nel secondo tempo quando Cantù ha avuto tiri liberi a secchiate, ma i suoi 2 falli tecnici sono da ceffoni, e Meo glieli darà sonoramente (la litania l'ha iniziata in campo).
       
        
           
La panca. Travis: bentornato TD#12! 9 punti, 2 rimbalzi, 7 assist; ma anche 2 liberi sbagliati nel momento caldo; prestazione comunque buona. Jack: una tripla, ok, ma tre passaggi buttati nelle mani degli avversari; buona difesa sugli esterni canturini, i quali se non hanno fatto sfracelli... sappiamo perché. Brian: 2 triple, botte da orbi, ma è stato eccessivamente bastonato dagli arbitri; la rimonta è arrivata con lui in campo. Manuel: un solo minuto (ottimo), se ne avesse giocato almeno 10, tutti al posto di Caleb, la Dinamo forse avrebbe vinto, perché Manuel ha testa e voglia di difendere, Caleb spegne tanto, troppo, dietro (come accende tanto dall'altra parte). 
        
Meno male che Venezia ha perso, restando a 2 punti da noi. Tiriamo avanti: i segnali ci sono, basta che non restino solo tali. Forza ragazzi!
      

lunedì 20 gennaio 2014

Dinamo in ripresa: 90-87 alla Virtus Bologna

Forza TD, ti aspettiamo (foto di Claudio Atzori)
              
Non è ancora al massimo dei giri, ma la Dinamo SASSARI mostra segnali di buona ripresa. Una partita giocata non da Dinamo nella prima parte di gara (prima tripla tirata dopo 6' di gioco!) arriva a un finale in cui i tiri dall'arco hanno permesso sorpasso e allungo, pur fra errori di concentrazione. Già, quest'anno le partite non le si vince più stradominando come lo scorso anno, ma il campionato è cambiato, e la Dinamo si sta adeguando.
     
Caleb Green: finale in crescendo
        
Leggiamo il punteggio di 90-87 e poi ancora la valutazione: 106-87, e ci rendiamo conto di aver assistito a una partita davvero complessa, in cui Bologna ha perso 21 palloni ma catturato 10 rimbalzi in più, e in cui le preghiere felsinee hanno trovato risposta dagli dei del basket (due in una partita, entrambe pazzesche, mai visto) mentre la Dinamo sbagliava facili tiri aperti. A questo aggiungete una terna arbitrale che ha scontentato tutti (sorrideranno solo le casse della federazione, da cui vengono pagati gli stipendi, per le multe in arrivo), permettendo falli brutali e sanzionando dopo pochi istanti semplici respiri, e capirete che la partita di oggi era davvero strana.
       
Fuori Jordan e Landi per gli ospiti, fuori Johnson (a Caserta per la nascita del figlio), TD#12 ancora in netto ritardo nel recupero, Tessitori e Chessa non vedono il campo. In mezzo tante botte e pochi falli sanzionati, e Drake Diener ha tirato al solito pochissimi liberi (4 oggi). Ma del resto: come fai a giocare contro una squadra che è scesa in campo per provocare e picchiare? Semplice: ti adegui. Motum provoca? Caleb risponde. King picchia? Drew risponde (un suo bel fallo terminale nel secondo quarto è servito come la manna per mettere in chiaro due cosine). Poi pazienza se nel finale contatti molto decisi su Drew (rimbalzo in attacco, gomitata in bocca, niente fallo... è rimasto a terra) e Drake (anche lui rimbalzo in attacco, botta sul busto e sulle braccia protese a canestro, niente fallo...) sono stati lasciati passare in cavalleria, pazienza se la Dinamo non ha saputo chiudere i conti regalando l'impossibile.
        
Omar Thomas: tanto lavoro nascosto
       
Resta un pensiero: se Bologna - data la grande fortuna al tiro oggi - non avesse perso tutti quei palloni, cosa staremmo commentando?
     
Dai, pensiamo positivo, e ripartiamo allora dai 2 punti ritrovati (chi si lamentava della differenza canestri a sfavore stia tranquillo: Bologna non ci recupera) e ripartiamo dal distacco piccolissimo che ci separa dalla vetta: siamo ancora lì. Non possiamo che migliorare, recuperando chi è rotto o fuori forma, e chissà che gli uomini in arancio usino il loro cervello per arbitrare bene senza fare altro. Lo so: è chiedere la luna, però stanno succedendo cose che strappano gli occhi ai ciechi. Fate voi.
       
      
     
      
Passiamo alle valutazioni sui singoli. Il quintetto. Marques: una sola palla persa (che ha fatto urlare il pubblico), 3 recuperi, 6 assist, ma soprattutto tanti punti (con 5 triple); ogni volta che Ware passava dietro al blocco sul nostro pick and roll, Marques sparava, e oggi è entrata alla grande; positivo anche in difesa: molte delle 21 palle perse da Bologna sono state provocate da lui. Jack: ancora in quintetto, una bella schiacciata cui ha aggiunto 4 recuperi e 2 assist; ha preso spesso Walsh (con alterne fortune) e anche Hardy (idem) sul quale ha messo a segno una spettacolare stoppata a due mani in recupero su una tripla, che ha fatto ruggire il palasport. Omar: meno minuti del solito, è stanco e si vede, ma ha cucito più di una volta le smagliature della difesa; bene o male il suo apporto è arrivato, anche a rimbalzo. Caleb: caduto nella trappola delle provocazioni inziali prima di Motum e poi degli arbitri, è venuto fuori alla distanza; le sue triple nel finale hanno rimesso in piedi una partita che sembrava compromessa. Drew: un paio di schiacciate e stoppate durissime, 8 rimbalzi e 5 recuperi; ha preso molte botte ma ne ha date; meno appariscente del solito, ma più concreto: oggi non era partita da showtime, ma da duri, e lui è un duro.
       
Amedeo Tessitori: Bologna ha messo i suoi giovani, poteva fare un figurone
       
La panchina. Travis: in evidente ritardo di condizione; fosse per me l'avrei tenuto fermo oggi; nervoso e impreciso, ha però capito che deve avere pazienza; Travis si deve rimettere bene, nel finale di stagione sarà oro colato per i giochi della Dinamo, e troverà i suoi spazi. Manuel: 2 punti, 2 rimbalzi, 1 assist, ma soprattutto una fantastica - ancora una volta - difesa in post basso; con lui in campo King non esisteva; ha sbagliato due triple aperte (come Travis), se ne fosse entrata almeno una forse si sarebbe patito di meno... è dagli errori al tiro della Dinamo che Bologna ha preso quei rimbalzi e quella fiducia che l'hanno portata addirittura avanti nel finale. Brian: pochissimi minuti per un canestro e due rimbalzi, e qualche bel contatto duro, quello che ci voleva. Drake infine: partire dalla panca sta diventando una consuetudine; ha costruito i suoi tiri con grande pazienza e attenzione, ha preso ogni genere di botta e finalmente ha protestato con maggiore impeto con quei tre tristi fischietti in abito da bonzo; 7 rimbalzi poi, la ciliegina sulla torta per l'MVP della contesa.
       
Massimo Chessa: esordio rinviato.
      
Tempo per riposare? Stavolta un giorno c'è ed è domani, visto che non si deve viaggiare perché mercoledì si gioca in casa: Dunquerque, partita già decisiva per l'equilibrio del girone. Forza ragazzi.
  

giovedì 16 gennaio 2014

Bamberg, Bologna e le considerazioni sul girone di andata

Qualcuno se la ricorda questa?
             
Mi aspettavo una sconfitta ieri, almeno nelle mie valutazioni pre-partita, ma alla fine mi sono mangiato le mani. Una Dinamo SASSARI in piena emergenza (Gordon ancora da rodare, ma ottimo, Tex out per l'influenza, Travis out per... chiedete allo staff medico, Johnson out per scelta tecnica o forse non volerlo rompere causa cessione imminente, Fernandez a casa sua - ci resti) ha giocato una partita sì con tutti questi handicap, ma ciononostante la vittoria è rimasta lì, così vicina che brucia davvero.

Che peccato. Dobbiamo "ringraziare" alcune nostre amnesie difensive sull'arco (dove Bamberg ha vinto meritatamente la partita), ma anche una indecente terna arbitrale. Già. Ma come, parlo ancora di arbitri? Sì. L'avete vista la partita? Due falli antisportivi grandi come una mongolfiera commessi dai padroni di casa ma sanzionati come fallo semplice dalla terna, ancora una volta un rivedibilissimo metodo di "due pesi e due misure" sugli hand-checking: tante piccole-grandi scelte che hanno impedito a Sassari di giocarsela alla pari. E possiamo dirlo: anche in Eurocup il livello tecnico degli arbitraggi è davvero basso. Una corretta preparazione sul Regolamento nella parte inerente a queste cose permetterebbe (invero anche in Italia) di non vedere partite strapiene di contatti oltre il limite del fallo. E non è poco. Poi gli intelligentoni si lamentano dicendo che le partite non sono più belle come prima "perché i giocatori non sono tecnici come ai vecchi tempi" (giuro che questa frase l'ho letta in un gruppo creato in un social network).
        
        
Annoverate queste gravi lacune arbitrali, alla fine la Dinamo ha perso (quasi) giustamente. Il rammarico rimane, comunque. Bamberg ha segnato tantissimo da tre e ha fatto pesare stazza e fisicità. E la Dinamo ieri in certi frangenti è stata letteralmente salvata dalla verve di Drew Gordon, perché Sassari non sa menare le mani molto a lungo (quando lo fa, recupera sempre). Certo che se questo Bamberg qui (cui mancava un solo giocatore, a differenza nostra che eravamo decimati) è campione di terra Crucca e ha giocato l'Eurolega... allora anche questa Dinamo ha diritto di starci, lassù, pienamente.
              
         
Bene così comunque. Si guarda avanti, nel mentre che sempre in Eurocup Siena perde la seconda su due e Cantù viene umiliata a domicilio. Noi stiamo a testa alta. E guardiamo avanti, col ritorno di Massimo Chessa e la probabile partenza di Linton Johnson. Davanti ora c'è la Virtus Bologna, che alla prima di andata azzeccò la partita perfetta e lanciò quei proclami di scudetto cui sono seguiti sonori ceffoni. Non entro nelle consuete analisi sugli avversari, oggi non ne ho voglia, sposto invece il discorso altrove.
         
Una bella foto di Vanja Plisnic: gliela dovevamo!
           
E parto da quanto detto dal presidente in settimana: "Poco da dire.....ad oggi abbiamo dimostrato di non essere da primato e le sconfitte con le prime della classe lo dimostrano. Ora lavoro, lavoro, lavoro ed ancora lavoro, e poi tireremo le somme a fine stagione. Sempre e comunque Forza Dinamo!!". Semplicemente: sono d'accordo. A parte la facile vittoria con Cantù (si era all'inizio del campionato e alcuni nostri giocatori avevano una voglia di rivalsa tale da alimentare dieci centrali elettriche) la Dinamo ha perso con tutte le altre "forti": Siena e Milano in casa, Roma e Brindisi fuori, aggiungendo poi opache prestazioni a Bologna (ma era la prima partita) e soprattutto a Cremona (per la gioia sfrenata di un Gresta - ora a spasso - che già da telecronista tempo addietro mostrava una gratuita antipatia per noi, e poi da allenatore... si è visto).

Come valuto allora questo girone di andata? Diamo un buon 7, che è la media fra il 6 (considerando il roster, che poteva fare di più) e l'8 (considerando gli infortuni e i cambi, più le precarie condizioni di Johnson - è dall'infortunio della primavera scorsa che Linton ha smesso di essere quel devastante atleta che conoscevamo).

Credo che se Tessitori avesse avuto più minuti da subito (come erano stati dati all'inizio ai vari Melli, Polonara, A. Gentile quando erano agli esordi nelle rispettive squadre) oggi nessuno si lamenterebbe, nemmeno io. Tex credo che avrebbe dovuto giocare di più. Lui è un centro, ok, e in questo slot la Dinamo ha avuto grossi problemi, nell'intimidazione e a rimbalzo, ma gli avrebbe fatto bene. Guarda caso i ritmi troppi alti (sempre in viaggio, si gioca sempre ogni 3-4 giorni) hanno cucinato Johnson (e ultimamente anche Drake e Omar). Troppe volte ha dovuto giocare da centro Vanuzzo (un maestro nella difesa in post basso e nel tagliafuori a rimbalzo). Credo che con Gordon in squadra dalla partenza, oggi staremmo sorridendo davanti a un primo posto in classifica, forse in solitaria.

Altro tema importante a mio giudizio riguarda i play. Troppa pressione all'inizio (la "convivenza", mantra ripetuto troppo spesso e da troppa stampa), quando nessuno ha intuito che se abbiamo TD#12 e Marques il problema non è della Dinamo, ma di chi ci deve affrontare, anzi: di LI deve affrontare. Travis è più adatto di Marques al gioco di Meo: corre di più, ha una meccanica di tiro più rapida (cosa importantissima) e sa far girare la palla più velocemente, soprattutto negli scarichi post raddoppio. Attenzione: non sto dicendo che MG vada male (ultimamente sta smazzando assist in doppia cifra e poi difende davvero bene, meglio di TD), ok? E poi Fernandez... venuto con la certezza di giocare da secondo play e poi messo in un cassetto quando Travis ha deciso (comodamente) di tornare a Sassari.
       
Quando verrà trattato correttamente dagli arbitri?
      
In generale, infine, da aggiungere: fisicità soverchiante delle altre squadre e difficoltà per il doppio impegno settimanale, unite al sempre più basso livello di competenza tecnica (che favorisce le botte) di troppi arbitri italiani, e in alcuni casi di "umanità" degli stessi - nel senso di andare a provocare giocatori e pubblico (ricordate: con le multe ci si pagano viaggio-vitto-alloggio più un gettone a testa di appena più di MILLE EURO a partita), e farsi condizionare da certi blasoni. Avete visto quanti tiri liberi ha avuto la Dinamo (e Drake?). Ve lo dico io, e leggete bene: la Dinamo è la squadra alla quale vengono concessi meno tiri liberi! La miseria di 13.9 a partita! E poi dite che faccio male a parlare degli arbitri, eh? Aggiungo: Drake prende botte da orbi (è l'osservato speciale numero uno di tutte le difese) e gli vengono concessi dagli arbitri solo 2 tiri liberi a partita in media! E il suo high è stato di 6, SEI!!! Non ha mai tirato più di 6 liberi! Chissà perché, ah... ecco: 2.6 la media di falli subiti sanzionati! Uno scandalo!

Meglio che mi dia una calmata, via. Beata Brindisi, strapiena di soldi (come Milano) e libera da impegni di coppe europee (come Varese lo scorso anno). Riscrivo una cosa: quando ho saputo della wild-card ottenuta dal presidente per l'Eurocup, da una parte ero contento, dall'altra no. Ci vogliono roster ben più grossi del nostro per seguire i due binari. Se la presidenza dice che non ci sono abbastanza soldi, allora...? E forse qui il fatto che Linton ieri non abbia giocato significa una cosa: via lui, dentro al 100% Drew, e con lo slot libero per il "passaportato" (causa partenza di Fernandez, e ripeto: proprio quando TD si è fatto male) chissà non arrivi uno di quelli alti-grossi-cattivi-maneschi che permetta alla Dinamo di adeguarsi alle botte, quelle botte, lo ripeto, che a causa della sempre maggiore pochezza di tanta gente col fischietto in bocca, sono la causa della fisicità che soverchia la tecnica nel nostro campionato (e non solo).

Abbiamo 18 punti, siamo sesti in un campionato molto più duro ed equilibrato dello scorso anno. E in Eurocup siamo in linea con le nostre possibilità. Nessuno ci ha regalato niente, anzi tanto ci è stato tolto. Noi possiamo camminare a testa alta. Dobbiamo andarne fieri. DAJE!

domenica 12 gennaio 2014

Dinamo surclassata di triple. Vince Brindisi 89-80

Come sapete mi piace spesso iniziare i post sulle partite dicendo quale è stata la variante che ha spostato gli equilibri determinando maggiormente il risultato: oggi è stato il tiro da 3 punti dei padroni di casa, e dall'altra parte il lento flottaggio sugli scarichi brindisini da parte della difesa sassarese che lo ha facilitato. Sta quasi tutto qui.
       
La Dinamo SASSARI (e ribadisco: SASSARI, nome praticamente assente nel merchandising) ha messo la freccia e dominato quando ha difeso bene sull'arco, ha invece chinato il capo quando ciò non è successo. E anche l'assenza di un secondo play ha pesato tanto. Via Fernandez, scappato proprio quando avrebbe avuto spazio e minuti (una vera beffa), fuori Travis, che non è stato rimesso in sesto dallo staff medico nonostante precisi proclami di un mese fa (15 giorni e sarà ok). Vabbé...
     
Amedeo: a piccoli passi verso la fiducia

    
Travis manca molto alla Dinamo. Marques è vero: difende molto meglio di lui, ma non sa tenere alto il ritmo come TD#12, soprattutto negli scarichi post raddoppio) e se la Dinamo ha sempre più difficoltà a prendere buoni tiri dall'arco è per questo motivo. Brindisi comunque ha meritato la vittoria: ha saputo fare le giocate giuste al momento giusto ma, lasciatemelo dire, nei minuti del sorpasso decisivo (i primi 6' dell'ultimo quarto) ha beneficiato di 5 falli molto generosi e se n'è vista sanzionare solo 1. E meno male che quella di oggi era la terna Lamonica. Giusta comunque la sconfitta: Gordon è ancora in ritardo di condizione per restare più a lungo in campo (anche se i suoi minuti sono stati davvero buoni) e Sassari ha sempre un pivot in meno (ma spezzo una lancia per Tessitori: il poco che ha avuto oggi l'ha fatto fruttare).
     
    
Giusta la sconfitta, lo ripeto ancora, e ora una sesta posizione da difendere, che al momento regala l'accoppiamento con l'Olimpia Milano alle Final 8 di Coppa Italia, una Milano che adesso ha trovato l'equilibrio (per me il titolo è assegnato). Passiamo ai singoli, dunque.
     
    
Il quintetto. Marques: 2 triple, 5 rimbalzi e 5 assist, partita discreta, ma ha inciso meno del solito; è vero anche che in cabina di regia adesso sta tirando da solo la carretta, e si sta giocando ogni 3 giorni. Jack: 7 punti e tanta fatica in difesa; è stato più prezioso in aiuto a rimbalzo ma sui flottaggi era spesso in ritardo (per una volta ci può stare). Omar: partita opaca, cifre più basse del solito, diciamo che spiccano solo i 3 recuperi (a fronte di nessuna persa). Caleb: tanti punti (18) ma solo 2 rimbalzi, e soprattutto 4 perse (ben due, sanguinose, per infrazione di passi di partenza). Drew: il migliore del quintetto, 13 punti ma soprattutto 11 rimbalzi, la maggior parte dei quali alla fine (se no si sarebbe perso di 20); si vede che è in ritardo, ma già così va benissimo.
     
Travis. Vogliamo rivedere questo sorriso. Rimettetelo a posto

    
La panchina. Drake: opaco in cabina di regia (4 perse) e al tiro da fuori (una sola tripla a referto); molto meglio quando si è avvicinato a canestro (8 su 10); ancora una volta nessun tiro libero concesso, ed è uno scandalo: perché di botte oggi ne ha prese; forse dovrebbe imparare a simulare, come Hackett, chissà, magari qualcosa la porta a casa. Amedeo: una schiacciata (bella) e un rimbalzo in soli 3 minuti; plaudo Meo che lo ha messo in campo nel primo tempo, e la risposta di Tex si è vista (e bene); avanti così Tex. Manuel: 4 punti, 2 rimbalzi in soli 6'; oggi era partita da corsa, e lui per queste non è il più adatto. Brian: 4' di totale niente; insufficiente. 
       
Resto in attesa di vedere se Amedeo avrà più spazio (per fare legna e prenderne anche) o se arriverà un lungo già marinato, che tutti hanno sulla panca, noi no (pare che Crosariol stia tornando in Italia, ma a Venezia... peccato). Ora si guarda già a mercoledì: si vola a casa del Bamberg (la più forte del girone) e poi domenica arriva la Virtus. Almeno con Bologna la vittoria è obbligatoria: dietro, Reggio Emilia e Venezia si sono rimesse in carreggiata e non hanno intenzione di mollare l'osso.
        
Ultima cosa: spezzo una lancia (sulla schiena) ai "telecronisti" di Brindisi. Chi ha seguito la partita capirà al volo. Davvero dei "professionisti", eh!
      
Quando i tifosi ragionano alla grande!

venerdì 10 gennaio 2014

Amarcord: Mauro Bonino, "The Iceman" (we're still here)

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Pensavate di esservi liberati di me? Avete sbagliato. Continuo a scrivere, con l'autorizzazione di Gianni. Lo faccio anzitutto perché ne ho bisogno (vi parrà strano, ma è così), e poi perché gli attestati di stima letti da varie parti o dettimi di persona in questi giorni mi hanno letteralmente schiantato. Sarò sempre schietto, e pazienza se qualcuno ci rimarrà male. Non devo piacere a tutti, mica sono un ipocrita.
  
Non parlerò né della bellissima vittoria con Ankara e della grande emozione nel rivedere Vanja Plisnic, né della futura partita con Brindisi (arbitrerà Lamonica, finalmente una bella notizia). Oggi voglio parlare di Mauro Bonino, una delle migliori guardie tiratrici pure che la Dinamo ha avuto la grande fortuna di poter schierare in campo nella sua storia ultrasessantennale. 
  
Mauro con James Worthy. Sì, quello dei Los Angeles  Lakers!
   
Mauro Bonino è un ragazzotto biondo nato nel marzo del 1963 a Imperia, il quale dopo aver giocato in mezza Italia (Rieti, Trieste, Ragusa) era approdato a Sassari alla Corte di Dino Milia nel 1992 proveniente dalla Mangiaebevi Bologna (e quindi Fortitudo). Erano gli anni della Serie A2, dove due stranieri per squadra mangiavano sì molti palloni ma almeno gli italiani giocavano tanto. Di lui si era sentito parlare un gran bene: ottima meccanica di tiro, lavoro sodo in palestra, carattere taciturno. 194 cm di altezza, fisico longilineo. Arrivò a giocare in una Dinamo che ancora non aveva lanciato definitivamente Emanuele Rotondo (pochi minuti per lui, era già in prima squadra), una Dinamo che aveva in Federico Casarin il suo faro guida, e giocava sotto la direzione tecnica di Zare Markovski (vi ricordate gli esordi di Zare? quando arrivò a Sassari non aveva ancora il patentino di allenatore, quindi ufficialmente il coach era Giampaolo Doro, ex giocatore della Dinamo, e Zare stava seduto in tribuna dietro la panchina!).
  
Mauro è rimasto a Sassari per ben quattro stagioni, dal 92'/93' al 95'/96', quasi sempre partendo dalla panchina, ma ha avuto grandi minutaggi: fra i 20 e i 25 minuti di media. Sassari lo ricorda soprattutto per una cosa: nella sua prima stagione turritana vinse la classifica dei tiri liberi, con un mostruoso 93.6% che gli valse un bell'articolo celebrativo nel settimanale di Aldo Giordani, Superbasket, a firma di Stefano Valenti. Il suo sangue freddo ai tiri liberi gli valse anche il soprannome "The Iceman".
  
L'articolo di Superbasket (foto di Claudia Firino)

Ricordate questa rubrica della Gazzetta? Ecco Mauro!
   
Mauro Bonino era una macchina di tiro perfetta, se messo in ritmo era una sentenza, e aver avuto a fianco play come Casarin o Mastroianni, due giocatori abilissimi nel penetra e scarica, gli ha permesso di esprimere molto bene il suo potenziale offensivo. Ma non sapeva solo tirare da fuori, spesso prendeva palla su un lato e bruciava l'avversario in penetrazione; in contropiede correva su uno dei corridoi di scarico e si faceva trovare pronto a ricevere per appoggiare "easy" a canestro. Le sue cifre parlano, nelle quattro stagioni a Sassari, così:
   
142 partite, 1856 punti (regular season e play-out). 
Media punti: 13.4 nel primo anno, e a seguire, 11.3, 15.2 e 12.9. 
Tiri da due: 55.3%, poi 54.7%, 52.3% e 50.5% l'ultimo anno.
Tiri da tre (arco più stretto di quello attuale): 36.5%, 46.5%, 41.1%, 36.2% l'ultimo anno.
Tiri liberi: detto del record del primo anno (un 93.6% strepitoso), 85.4%, 86.8% e infine 90.6% (tanto per tornare ad alte quote). 
A tutto questo aggiungeva 2 rimbalzi di media.
  
In panchina fra Rotondo e Picozzi, a destra il mitico Ziranu, che tante caviglie ha salvato con le sue fasciature magiche. Chiedete a Casarin.
   
Ho un ricordo di una partita giocata e vinta in rimonta in trasferta (forse a Firenze): nell'ultimo minuto, con la Dinamo sotto, Mauro infilò due triple da distanza siderale, l'ultima frontale con la difesa addosso, e la Dinamo (era la fine del girone di andata) schizzò nelle zone alte della classifica. Era presente anche nella partita dei record, QUESTA.
   
L'ho sempre considerato una "garanzia": quando entrava lui, Sassari sapeva che la pericolosità dal perimetro aumentava, e sapeva anche che nei finali punto a punto, quando gli avversari commettevano fallo per mandarci in lunetta nella speranza di qualche nostro errore, la Dinamo rimetteva la palla sempre su di lui... arrivato il fallo, la gita in lunetta era tranquilla, e le nostre coronarie non correvano rischi. Ecco: vederlo in campo nei momenti caldi dava sicurezza ai compagni e a noi tifosi.
   
Non l'ho conosciuto fuori dal campo, a differenza - che ne so - di Federico Casarin (là potrei raccontare tante di quelle storie... vedremo), però l'ho sempre visto estremamente disponibile coi tifosi alla fine delle partite, anche in coda a qualche sconfitta, per una foto o un autografo; mentre altri scappavano da dietro, lui invece usciva sempre dall'ingresso del bar.
  
Mauro con Curcic, Thomas e Mastroianni, contro Torino
    
La carriera di Mauro dopo gli anni gloriosi con la Dinamo è continuata a Ragusa (una squadra che aveva in Peppe Cassì un mangiapalloni proprio nel ruolo di guardia), poi Olbia e infine Genova. Oggi allena la Sea Basket a Sanremo. Lo abbiamo visto con grande piacere l'anno scorso: è venuto a Sassari in occasione di una partita di campionato, e quando lo speaker ha fatto il suo nome ho avuto un tuffo al cuore, e mi sono alzato in piedi per applaudire. Avrei dovuto avvicinarmi per stringergli la mano. Mauro era uno dei beniamini di noi tifosi dell'Alta Marea (un giorno racconterò la storia di questo gruppo, i suoi 10 anni di vita), ed era spesso "omaggiato" con striscioni appositi (ricordo che una volta scrivemmo: "Bonino, El grinta", ma non piacque alla stampa, che si preoccupò di dirlo il giorno dopo). Già: i tempi in cui avevamo il tempo di andare ogni singola sera a seguire gli allenamenti, preparando con stoffa bianca e nastro adesivo verde due, tre, a volte anche quattro striscioni da appendere in curva la domenica, per la "gioia" del custode ("mi lasciate lo scotch in giro, mi lasciate, per non parlare dei coriandoli!" - quante gliene abbiamo fatto passare), entrando rigorosamente due ore e mezzo prima della partita per preparare tutto e soprattutto per prendere i posti. In una di queste occasioni in cui entrammo con largo anticipo con aste, bandiere, il bandierone e bustoni vari di "materiale", incrociammo proprio lui davanti al bar (ricordo che una delle mie sorelle quel giorno era venuta alla Dinamo, le avevo messo in mano un bustone, lei aveva incrociato lo sguardo di Mauro e poi mi aveva detto: "Luca, ma che figure mi fai fare?"), e lui ci sorrise, dicendo: "Pronti?".
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Grazie Mauro per quello che hai fatto per la Dinamo, Io non lo dimentico, Noi non lo dimentichiamo. Passa a trovarci ancora, quando puoi!
   
P.s. se qualcuno vuole raccontare la sua su Mauro, i commenti sono sempre aperti.
  
(le foto sono prese dal profilo facebook di Mauro e da questo sito).
  

martedì 7 gennaio 2014

Baci e saluti

Non avrei voluto dirlo, ma ora non mi diverto più. 
Non mi piace come prima tifare, sgolarmi, commentare su internet, postare foto e mettere qualche filmato carino. 
Al momento, non trovo che sia una attività che mi distrae. 
A dirla tutta non ho manco più voglia di "sbattermi" più di tanto per la Dinamo, in tutti questi anni ho visto alcuni episodi che mi hanno fatto un po' pensare. Li ho messi in fila uno dietro l'altro e il risultato è stato amaro. 
C'è chi confonde tra "critica" e "attacco", c'è (forse) chi non ha un enorme rispetto per noi tifosi, c'è chi pensa (forse) che il tifoso sia solo un personaggio da "mungere" con biglietti, abbonamenti, magliette, cose griffate, iniziative varie e hot-dog di dubbio gusto. Il forse è d'obbligo perchè mi piace coltivare i dubbi e tutto il resto lo sa il Padreterno o chi per Lui.
Mi dispiace, io ho la mia testa e ho un dono che si chiama "indipendenza", non mi convincono le persone messe su un podio con una pletora di aficionados pronti ad applaudire. 
Questo blog, che è poi un'agenda, come un piccolo diario personale, è sempre stato indipendente da tutto, dalla società Dinamo, dai giocatori e dagli altri tifosi, ma non concepisco che si possa dileggiare qualcuno "reo" di aver mosso qualche critica, perché quel qualcuno potrei essere io o il mio compagno di posto. Non mi interessa il fatto che stavolta (forse) non se la sono presa con me, poteva capitarmi e questo non mi lascia sereno. Continuo ad essere convinto (sbagliando?) che la nota multinazionale petrolifera avrebbe dovuto destinare in altro modo quei denari, avremmo avuto 2 vittorie in meno e forse un po' di recupero ambientale in più, magari un risarcimento ai familiari di chi facendo un lavoro pericoloso in un ambiente insalubre, ci ha rimesso veramente la vita. 
Non credo neppure che si possa dire a un gruppo di persone "fate il tifo in un certo modo", ciascuno al palazzo dello sport ci sta come vuole, sempre nei limiti del lecito e sarebbe un pochino come dire alla gente di fare l'amore sempre nella stessa maniera oppure di far andare una barca a vela (bolina, traverso, lasco e giardinetto) sempre nella stessa direzione. E' un po' noioso, non credete ? 
Il basket è appunto un atto di amore non catalogabile. E qui mi tolgo un sassolino dalla scarpa, nella vita non tutto è catalogabile, controllabile e non sempre riusciamo a fare andare le cose in un certo modo, diversamente saremmo delle macchine, non esseri viventi. Il basket è passione, tutto il resto per me è business. 
E allora, come in un piccolo diario, diciamo che scrivo la mia ultima pagina, lo chiudo e lo metto su uno scaffale buono, insieme ai miei ritagli di giornale e ai libri sulla Dinamo Sassari. 4 anni belli.

Confido in momenti migliori e sempre nella consapevolezza di averci messo il cuore, anche qui dentro, dico "better days are coming soon". 
Good to yourself/siate buoni con voi stessi.


==<>==

Collaboro a questo blog di Gianni da almeno due anni.
Qui ho potuto esprimere il mio modo di vedere il basket, la Dinamo SASSARI, e tutte le belle cose che fanno della pallacanestro la cosa più bella inventata dall'uomo nell'era moderna.
Condivido pienamente le riflessioni del fondatore del blog, ne abbiamo parlato tante volte, per telefono e a voce, anche ieri sera nella "piccionaia" dell'ultima fila al Palace durante la partita contro Ankara.
Chi guida la Dinamo oggi ha davvero tanti meriti, che vanno TUTTI riconosciuti, ma sta perdendo un po' (a mio giudizio e chissà, forse sbaglio ) la serenità nell'accettare le cose.
Partire dal presupposto di avere ragione sempre è sbagliato, e cercare (col sorrisetto del buon papà) di cambiare la testa ai tifosi, agli appassionati è un'utopia: anche quando si usano belle parole e si ricevono 600 "mi piace" sui social network.
Se si vogliono tifosi istituzionalizzati, che fanno quello che vuole la società, si guardi altrove.
Se si vogliono sentire in giro, al palazzetto come per strada, e se si vogliono leggere online, solo cose "allineate", si guardi altrove.
L'UMILTA' è la VERA capacità di ascoltare le critiche.

Nessun lavoro, nessuna attività nel mondo reale è esente da critiche.
In questo blog abbiamo ADORATO la Dinamo in maniera viscerale, ma siamo rimasti in equilibrio assumendo un atteggiamento di onestà con chi ci legge, riuscendo, anche nelle vittorie, a muovere quei piccoli/medi/grandi appunti che (secondo noi) potrebbero fare la Dinamo una squadra ancora più forte. Internet è pieno di discussioni di questo tipo, dalle pagine facebook dei tifosi, fino a basket cafè e alle pagine di singoli tifosi...
Abbiamo spesso letto nella stampa gli stessi concetti da noi espressi il giorno prima (comunanza di vedute, credo), abbiamo saputo che a volte qualcuno si è infastidito, dalla famiglia Mele al dott. Sardara.
A volte abbiamo sbagliato, o meglio esagerato, ma l'abbiamo fatto sempre onestamente, consci del fatto che l'AMORE per la Dinamo, il NOSTRO amore, travalica gli spazi temporali della gestione di questo o quel presidente.
Già... passa il tempo, cambiano i giocatori, i coach, le presidenze: essi sono tutti di passaggio nella storia della Dinamo, NOI TIFOSI ci siamo sempre, nel bene come nel male.
Siamo PIU' NOI la Dinamo di tutti gli altri messi assieme.
Noi che facevamo la fila alla palestra C.O.N.I. dalla porta laterale sotto la pioggia, noi che correvamo all'apertura dei cancelli del palace tre ore prima delle partite quando i settori C e D neanche esistevano, o noi che seguiamo la Dinamo da ieri sera, e che magari ci alziamo prima quando si perde o "restiamo sino alla fine".
NOI prima di tutto siamo la DINAMO: voialtri siete solo di passaggio. E ognuno di noi ha la sua testa.

Certo, sentire o leggere insulti (è successo, ma non in questo blog) al coach o ai giocatori, è sbagliato, ma io non sto parlando di questo (giusto per prevenire un'eventuale ramanzina fatta col "caro caro").
E per cortesia: sarebbe bello leggere nelle magliette, nelle tute, nel merchandising a fianco a DINAMO anche SASSARI.
Volete piacere a tutti? Noi non siamo fatti così.
La scritta SARDEGNA è per ringraziare la Regione Autonoma? Ok, ma la DINAMO prima di tutto è di SASSARI. E nel mondo del basket, in Italia come in Turchia, in Russia o in Papuasia lo devono vedere bene.
Cose da dire ce ne sarebbero tante altre, ma mi fermo qua. Del resto stare ad avere certe discussioni fa male a noi e alla Dinamo.


Con amarezza, Skywalkerboh (quello cui era stato hackerato il profilo facebook dopo le critiche alla scandalosa gara6 dei playoff scorsi con Cantù, con botte a Drake e lancio di birra in campo).

p.s. il fondatore del blog mi ha detto che se voglio posso continuare a scrivere qua; ma non mi sembra corretto e rispettoso con la sua decisione di chiudere. Forse scriverò altrove, non lo so ora. Di sicuro so che non voglio reagire alle uscite societarie col silenzio: forse vogliono proprio quello (il silenzio è un modo per istituzionalizzarsi e allinearsi), io non sono fatto così invece.

p.s. II Chi controlla l'impianto audio poteva evitare di irridere gli avversari turchi ieri: la musichetta del circo (amplificata sulle casse quando l'Ankara sbagliava un canestro) è aliena a un modo rispettoso di vivere le partite. Che pessima figura abbiamo fatto!

FORZA DINAMO


1960

domenica 5 gennaio 2014

Dinamo stoica, Milano vince coi rimbalzi: 69-75


Ecco il primo centro: Drew. Ora sotto col secondo.
    
13 rimbalzi a 5 per Milano nell'ultimo quarto. Fino a quel momento la Dinamo SASSARI era miracolosamente sopra nella voce statistica, poi è calata la notte. Sta soprattutto qui una sconfitta tutto sommato giusta, la quale però brucia tanto, perché con un centro vero (o magari due, come TUTTE le altre squadre) oggi Sassari avrebbe alzato le mani al cielo per festeggiare la vittoria.
   
Drake: come al solito malmenato con impunità
   
Linton Johnson non è più quello di una volta: dopo l'infortunio della scorsa primavera ha perso il 50% della sua esplosività, e di conseguenza anche la fiducia. Farsi rubare la palla dalle mani a rimbalzo, o farsi stoppare da Moss in una comoda bimane urla vendetta. Ma soprattutto: i rimbalzi. Il centro della Dinamo è il capitano Manuel Vanuzzo. Non Johnson, non Tessitori (che non gioca), con Caleb che preferisce girare al largo dal pitturato.
   
   
La Dinamo ha bisogno di due centri. Uno è già arrivato, Drew Gordon, l'altro forse chissà: si parla di Sylvere Brian in uno scambio con Amedeo: io lo farei a occhi chiusi. Ragazzi, rendiamoci conto che la Dinamo nelle condizioni attuali del roster è un miracolo che sia ancora lassù (seconda). La Dinamo ha bisogno di due centri, per i rimbalzi, per le stoppate, per le botte, i contatti. Adesso basta. Sono duro ma la realtà è questa.
    
    
Ah già: si è giocato. Una bella partita, tosta, fisica come è consuetudine di questo campionato in cui la tecnica non è tutelata e si lasciano passare tanti contatti. Scandaloso l'arbitraggio nel primo tempo, con vivaci contestazioni in campo e sugli spalti, mentre nella ripresa i tre in arancione sono stati appena (ma solo appena) più equilibrati. Primo tempo quindi giocato 5 contro 8, all'insegna della negazione della professionalità di una categoria che fa ridere i polli e disperare chi guarda allo sport come un qualcosa che ha valori. Questo passa il convento. Un affarone quindi che Milano sia andata al riposo lungo solo sul +2.
     
Caleb: ancora positivo
    
Poi un secondo tempo di botte, con Banchi che ha tenuto sempre in campo 3 se non anche 4 giocatori sui 2 metri, e questo ha piegato le sorti a favore dell'Olimpia. Ottima anche la scelta tattica di sguinzagliare Moss sui play sassaresi: dato che Moss è "fico" e famoso, ha potuto spintonare comodamente Marques e Travis, e là Milano ha costruito tanto, spezzando i giochi alla Dinamo. Ottima ancora la scelta di Banchi di cambiare su tutti i blocchi (l'ha fatto a lungo anche la Dinamo), e qui Sassari non ha saputo trovare il bandolo della matassa. Credo sia il caso di impostare qualche nuovo gioco contro la difesa schierata: anche la Befana ha capito come bloccarci.
   
Manuel: cuore di capitano
    
La Dinamo ha dovuto improvvisare tanto, ha buttato nel secchio anche qualche preghiera (ben più sanguinose quelle di Milano, anzi di Langford), ma quando a rimbalzo non raccattava più niente si è spenta la luce. Eppure la Dinamo oggi ha difeso meglio di tante altre volte in cui si è vinto: ha saputo flottare bene sul perimetro (le percentuali dall'arco di Milano sono state indecenti) ha rubato molti palloni, ha lottato. Ma non ha vinto.
   
Voglio due centri, se no Vanuzzo esplode.
  
Passiamo ai singoli, e iniziamo dal quintetto. Marques: 0% dal campo, ma 3 rimbalzi, 2 recuperi e 6 assist; ha patito tanto gli adeguamenti difensivi degli avversari e ha inciso meno del solito. Drake: è ufficiale, su di lui si può usare clava e sega elettrica... gli arbitri non fischiano mai; ciononostante il suo apporto è arrivato, ma a fatica. Omar: partita più difensiva che altro, ma cifre più basse del solito. Caleb: ancora una volta a sprazzi, e ancora una volta un paio di falli subiti sulle triple non fischiati. Linton: la valutazione dice 3, abbiamo già spiegato cosa è successo, il giudizio è negativo; non fraintendetemi: lui si impegna, ma semplicemente non ce la fa.
   
La panchina. Travis: stracotto sulle gambe perché non curato bene dopo la frattura dallo staff medico, non mi sento di giudicarlo male. Jack: cifre basse, ma tanto sacrificio e qualche bel canestro; anche lui ha subito fallo in due triple, ma gli arbitri hanno lasciato perdere (pare che ci sia una novità regolamentare quest'anno: puoi saltare addosso all'avversario che tira, 9 volte su 10 non è fallo). Brian: buone percentuali al tiro, buona difesa, punito eccessivamente dagli arbitri, che lo hanno preso di mira (stava giocando bene, infatti); ancora una volta testosterone da vendere. Manuel: anche lui 0% dal campo, ma 4 rimbalzi da manuale, è l'unico lungo della Dinamo che fa il taglia-fuori.
    
         
Siamo scivolati sotto: Cantù, Brindisi e Siena volano a 20, a 18 raggiunge la Dinamo e Roma proprio Milano. E non c'è più pausa: mercoledì arriva l'Ankara di Vanja Plisnic.

Una richiesta: qualcuno sa cosa è successo con Drake? E' stato hackett (il minuscolo è obbligatorio) a provocarlo o cosa?