venerdì 27 dicembre 2013

Dinamo macinata alla distanza. Vince Roma 72-68

E si è persa anche questa partita, ancora una volta a causa di una difesa avversaria fisica e cazzuta. La Dinamo SASSARI, tranquillamente in partita nei primi tre quarti, viene spazzata via da una Acea Roma che ha saputo interpretare al meglio il metro arbitrale "lasciamo che si picchino". Era già successo con Siena, e anche ieri la musica è stata la stessa. I nostri avversari di turno, chiunque sia chiaro, sanno che per batterci basta alzare le mani, cozzare sul busto di chi va a canestro, aggrappare le spalle di chi va a rimbalzo per buttarlo per terra, spingere fuori dal campo chi palleggia, toccare il braccio di chi spara la tripla, e poi occorre avere un arbitraggio permissivo che sospenda ogni tanto l'applicazione del regolamento e il gioco è fatto.

Marques Green: concreto

La Dinamo ha quindi perso per colpa degli arbitri? Anche no. La Dinamo avrebbe dovuto menare di più le mani, dare qualche cazzotto in bocca, qualche manata dove non batte il sole, magari anche farsi sanzionare qualche antisportivo, insomma: avrebbe dovuto far male agli avversari. Ma non l'ha fatto. Niente clava, solo il fioretto. Questi due turni di campionato hanno fatto capire che i playoff che verranno saranno una rissa continua, e hanno fatto capire che fare anche 25, 30 falli, ma farli bene, farli facendo male, forse aiuteranno la squadra a raggiungere qualche risultato, tanto nel basket italiano di oggi con gli arbitraggi poveri che ci offre il bar bisogna fare così, se no non si vince.


Seconda sconfitta di fila, ancora su misura. L'anno scorso la Dinamo queste partite le vinceva, quest'anno no. Ed è un peccato, perché finalmente i due play stanno girando bene assieme e perché la squadra ha ritrovato il suo centro (ma Linton ieri è stato morsicato da una tarantola?). E' mancato Caleb e in parte anche Drake, ma chiunque abbia visto la partita sa bene che il trattamento della difesa romana, al limite fra la rissa e un film a luci rosse, ha pesato molto.


Dai, su, sparate sulla croce rossa: questo qui parla sempre degli arbitri. Già: essi fanno parte del gioco. Basta guardare - ed è limitativo - l'ultimo possesso: Marques viene spintonato quasi fuori dal campo (nessun fischio) e Omar prende la tripla con l'avversario che gli tocca il corpo (nessun fischio, ed era successo uguale uguale altre due volte proprio a lui).

Fate voi due più due. La Dinamo Sassari comunque resta sempre lì, attaccata al treno che porta alle prime otto piazze della Coppa Italia, già: hanno perso tutte lassù, anche quella Siena che dopo la vittoria al Palaserradimigni aveva detto per bocca del coach Crespi di essere fortissima anche senza Hackett e ha preso 21 punti di scarto in casa da una miracolata Caserta (prossima avversaria della Dinamo).

Linton: finalmente una partita "cattiva"

Passando ai singoli. Travis: 10 punti e 3 assist, ma soprattutto nessuna palla persa; lucido e chirurgico nell'esecuzione dei giochi, negativo in difesa (aspetto comune a tutti gli esterni della Dinamo ieri: la gragnuola di triple di Baron e Goss nel primo tempo urla ancora). Drake: detto della cura particolare della difesa romana (un maniaco sessuale in crisi di astinenza palpeggia di meno), non ha saputo accendere la luce; resto convinto che con un arbitraggio equilibrato e lucido egli avrebbe beneficiato di una quindicina di tiri liberi ieri, quando invece ne ha avuti solo due: uno scandalo. Omar: 0 su 6 da tre punti, ma almeno tre di quegli errori erano viziati da fallo, 4 recuperi, 5 rimbalzi, a lungo ha annichilito Quinton Hosley. Caleb: era in giornata no, nessun canestro dal campo (ma si è detto della difesa di casa), 3 rimbalzi; ho avuto l'impressione che se fosse rimasto più a lungo in campo Brian (non Manuel, che purtroppo deve fare il cambio del centro non essendolo) le cose sarebbero andate diversamente: ieri bisognava picchiare, e Caleb non lo sa fare. Linton: il migliore del quintetto, 17 punti (con una tripla) e 8 rimbalzi; davvero positivo ieri.

La panchina. Marques: top scorer della partita con percentuali da capogiro, 4 assist al bacio, grande personalità, un cuore grande come un palasport. Jack: se Baron e Goss nel secondo tempo non la mettevano mai, gran parte del merito è suo, offensivamente però è stato impalpabile. Brian: stesso ragionamento. Manuel: anche lui 0 punti come gli altri due gladiatori, è la prima volta che i tre scrivono virgola; urla però vendetta una evidentissimo fallo subito dal nostro capitano nell'ultimo quarto in un facile appoggio a canestro (per questa e altre decisioni nebbiose, chiedete a Begnis, Terreni e Seghetti, sarebbe fantastico sentire una loro replica al riguardo). 

E' quindi finita male. Questo è il primo vero momento di difficoltà della Dinamo dall'inizio della stagione. Credo che la via per venirne fuori sia quella di picchiare duro. Basta complimenti. Mi piacerebbe vedere qualcuno dei nostri uscire per 5 falli ogni tanto, anche più d'uno: regaliamo ancora troppi canestri facili, anche se - e lo ammetto volentieri - ieri la difesa dei ragazzi di Meo mi è piaciuta più di altre volte. E allora fate vedere i gomiti ad altezza muso, calate la sbarra quando appoggiano sotto canestro, fate male: visto che agli arbitri piace così, accontentateli, no?

Domenica si va a Caserta, arbitreranno Lamonica, Bartoli e Lo Guzzo. Chissà che per una volta . . .