giovedì 28 novembre 2013

Pazza vittoria a Bilbao, fra canestri impossibili e botte da orbi: 91-93!

Amici, oggi mi sono seduto davanti al televisore dicendo a me stesso: "Come andrà, andrà. Pazienza se si perde. Oggi non mi agito". Le ultime parole famose! Una battaglia senza esclusione di colpi, ben pompata da un arbitraggio ai limiti dell'imbarazzo: tre fischietti fra l'altro giovani che tecnicamente hanno mostrato una pochezza che ha compromesso l'esito della gara.

Raul Lopez: una magia che per fortuna...

Eh sì: bisogna dirlo. Dopo che per tutta la partita ai padroni di casa sono state permesse spinte d'ogni tipo, alcune delle quali evidenti (per esempio almeno 5 su Drake in penetrazione), nell'ultima azione non è stato sanzionato uno spintone - con botta annessa - del nostro Cuore di Capitano, Manuel Vanuzzo (il quale ha mostrato sagacia tattica, adeguandosi bene a quanto concesso dai tre in blu); Bilbao perde palla e Travis vola verso l'altra metà campo ad abbracciare Omar Thomas.



Pazza Dinamo: avvio in sordina, lenta ripresa, sorpasso e mani sulla partita, e poi il non fallo su quella tripla di Raul Lopez da 17 metri che ha mandato le squadre ai supplementari. Meno male che si è vinto, ragazzi: se TD#12 avesse fatto fallo i baschi avrebbero avuto due tiri liberi, ed erano sotto di tre, e adesso staremmo scrivendo commenti differenti.

Omar Thomas: il suo valore sta venendo fuori alla grande

Ma è andata bene. Le foto più fulgide della partita sono state le botte da orbi a Drake, la crescita di Omar - vero dominatore - e gli errori di Brian sui tiri aperti. A fare e disfare questa pazza Dinamo è bravissima, ma il carattere e la forza mentale si stanno forgiando giorno dopo giorno. E ricordiamo anche che la Dinamo SASSARI per arrivare a Bilbao ha dovuto affrontare un viaggio massacrante. Forse la cosa che ha pesato di più sono stati i rimbalzi: 44-43 per i sassaresi, e contro una squadra lunga, grossa e "manilonga". 


La situazione nel girone è interessante. Sassari e Zagabria a 5 vittorie, Bilbao e Oldenburg a 4, Chalon invece 3 e infine Charleroi che chiude a 0. I primi tre passano al mega secondo turno: 32 squadre con gli innesti degli "scarti" dell'Eurolega. Senza pause.
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Dicevamo: senza pause. Domenica si vola a Venezia dal nostro amico Zare. Reduci da due vittorie favolose - in casa con Milano e a Bologna - i lagunari stanno finalmente trovando la quadratura del cerchio. Il roster dei veneti è lungo e grosso. Io temo particolarmente Andre Smith e Luca Vitali. E poi c'è . . . our boy: Tony Easley.

Soooooo Slim! LEGGO!

Le cifre di Tony in questo avvio di stagione sono più basse rispetto a quelle che abbiamo letto quando Tony giocava per noi: 7 punti di media (high: 12), 4 rimbalzi (high: 8) e un buon 70% da due punti, ma anche il 46,7% dalla linea della carità. Tony non ha i pick and roll di TD#12 ad aiutarlo, ma attorno a lui la squadra sa passare bene la palla. 
Già: Venezia si è ritrovata e sta giocando bene. Una trasferta quindi davvero ostica, fra l'altro in un palazzetto sempre caldo. Chiari, Vicino e Calbucci i tre arbitri. Ricordate che la partita andrà in diretta su Raisport2 alle 20:30.

domenica 24 novembre 2013

Marques più Drake: la Dinamo vince la battaglia! 78-75 su Avellino




Ci sono polveriere che quando esplodono fanno una gran fragore, e tutto intorno si fa muto. C'è un palazzetto, a SASSARI, che sa rimboccarsi le maniche per sostenere una squadra. C'è una squadra che veste bianco blu e che supera le montagne più alte da affrontare e vince col cuore in mano, anche quando gioca 5 contro 8.


Block by Linton, Marques to Drake... BAM!
HE DID IT AGAIN!!!!

Già... l'arancione oggi ha fatto imbestialire anche il Padreterno, e torna a casa contento con un referto che sottrarrà alle casse della Dinamo un bel po' di soldi. Soldi che contribuiranno a coprire le spese di viaggio-vitto-alloggio e gettone (un migliaio a testa per partita, mentre loro non vengono puniti) di tre persone che hanno fatto di tutto per far reagire un pubblico altrimenti corretto. Lo so, ancora una volta mi lamento, ma se chiedete a uno qualunque dei 4500 che ha gremito le tribune stasera vi dirà la stessa cosa.


Com'è iniziata questa partita: con le difese perfette di Vitucci, che hanno annichilito e bloccato tutti gli schemi della Dinamo. Com'è finita: con la Dinamo che correva dopo aver difeso col coltello fra i denti. In mezzo: le chiamate arbitrali che hanno fatto ruggire il palasport, alcuni errori grossolani dei padroni di casa, e la testa degli ospiti, i quali coi loro giochi chirurgici sono volati a un +12 assolutamente meritato.


Le energie la Dinamo le ha pescate dal pubblico, la ferocia l'ha tirata fuori dal cuore, e poi... quando hai il miglior Marques della stagione, e la partita viene uccisa da the-human-gun-machine, al secolo Drake Diener, allora puoi vivere emozioni forti: emozioni da playoff.

Incredibile ragazzi: che Dinamo, che lotta, che testosterone! Questa è la Dinamo che vuole Meo, questa è la Dinamo che può affrontare a muso duro questo lungo e difficile campionato.

FANTASTICO MARQUES!

Parliamo dei singoli, e partiamo come di consueto dal quintetto. Marques: oggi aveva una marcia in più, e anche TD#12 lo ha capito, accettando di buona lena di stare in panca più a lungo (ma soffrendo come una bestia): top scorer (24), 5 rimbalzi, 4 assist, 4 recuperi; monumentale e concentratissimo nel leggere gli adeguamenti degli irpini. Drake: ragazzi... martoriato dalla difesa ospite, per niente tutelato dagli arbitri (molte spinte quando appoggiava canestro) e infatti non è andato neanche una volta in lunetta (la Dinamo invero ha avuto in "omaggio" solo 6 tiri liberi: agghiacciante), alla fine ha preso la squadra in mano e con le sue triple ha spaccato ogni baluardo difensivo ospite; e diciamolo allora: un giorno va bene Travis, un giorno Marques, e poi gli altri a rotazione, ma l'unico che c'è sempre e apre il fuoco sempre è Drake: il leader silenzioso è lui! Caleb: nervoso, disattento, ma con un finale in crescendo, soprattutto in difesa (era ora), anche se una sua palla persa nel finale ha rischiato di rovinare tutto. Omar: è cascato - lui che è sempre attento e controllato - nelle provocazioni degli avversari e la terna è andata a nozze castigandolo prima con un tecnico solo perché parlava a voce bassa (a Cavaliero è stato permesso un gesto aperto di "va a quel paese" per due volte di fila, e nessun fischio) e poi un altro fallo inesistente; più opaco del solito, ma in difesa s'è sentito. Linton: sportellate e colpi, troppo nervoso per fare qualcosa di davvero utile in attacco, e nel finale dei gesti all'indirizzo dei tifosi ospiti che non ho capito bene (forse mi sbaglio, ma mi è sembrato che li sfottesse, allora gli ho scritto per sapere cosa era successo, ecco la sua risposta: "Who knows... but their vulgar actions after the game doesn't represent the city of Avellino").

The human gun-machine: Drake Diener!
 
La panchina. Partiamo da Travis: meno minuti = cifre più basse, ma a fianco di Marques ha tenuto sotto controllo il ritmo e due suoi canestri sono arrivati in momenti in cui la squadra era con l'acqua alla gola; 2 rimbalzi e 3 assist molto belli. Manuel: niente a referto, ma una difesa sui lunghi ospiti incredibile; ancora una volta ha negato in ogni azione la ricezione in post basso ai lunghi biancoverdi, e questo ha innervosito lo stesso Vitucci, che implorava la palla in alto-basso per punire l'anticipo sulla tacca, ma i suoi ragazzi non hanno eseguito. Brian: anche lui impreciso al tiro, ma anche lui con la mazza in mano, non è un caso che l'allungo di Avellino sia stato ricucito quando lui era in campo. Stessa cosa si può dire per Jack: una tripla aperta l'ha messa, per il resto una difesa totale e maschia. Ancora una volta non sono entrati i due più giovani: Lobito e Tex, e per una volta sono d'accordo col coach: la partita di oggi non ammetteva peccati veniali.

Linton: una stoppata pazzesca

Voto a Meo? Non scrivo cifre. Oggi Vitucci ha vinto la partita con Meo tecnicamente e tatticamente, mentre Meo l'ha vinta con quella sua capacità di tirare fuori dai giocatori quel qualcosa in più, e stasera l'ha aiutato tanto il pubblico. 10 punti, bene così. Brindisi è sola al comando, ma la Dinamo SASSARI è subito dietro, e mercoledì si gioca a Bilbao. Senza soste.

mercoledì 20 novembre 2013

la nostra Eurocup

Grazie Brian!

solidarietà da Reggio Emilia


Chi ha vinto oggi? Semplice, l'intera Sardegna. Mai doma. Incrollabile. Ha dimostrato che anche nei peggiori disastri vincono la solidarietà e la volontà di reagire. Hanno vinto le persone che non si sono piegate, che hanno dato il cuore oltre ogni umana possibilità. Che hanno sofferto e lo stanno ancora facendo in modo inumano. 

Il Settore D

In poche parole, tutto quello a cui abbiamo pensato in quei tre interminabili minuti, solo interrotti da un grandissimo applauso dedicato a tutti quelli che non si sono piegati e non piegheranno mai. Un applauso iniziato spontaneamente diversi minuti prima che le squadre fossero chiamate al centro del campo, sullo sfondo aleggiava il canto del grande Andrea Parodi ("No potho reposare"), e in quel momento era tangibile l'afflato dell'intero popolo dinamista, squadra e dirigenti nessuno escluso, per i nostri fratelli così duramente colpiti negli affetti e nei beni materiali. 

Uno dei pochi sorrisi della serata è stato di Travis
Passando alla partita, direi che i giocatori in biancoblu oggi avevano qualche incentivo ulteriore per portare a casa la vittoria. Ci credevano e hanno iniziato a spingere dal secondo tempo in poi. Perchè i tedeschi, forti di un organico a forte trazione americana (tra USA e naturalizzati se ne contavano parecchi) si può dire che hanno eretto una trincea arcigna contro la quale all'inizio si sono infrante le velleità dinamiste. Meritano di essere citati due giocatori, Drake Diener che con un 26 di valutazione (autore di 5 bombe), ha dimostrato il suo felicissimo inizio di stagione, e il capitano Manuel Vanuzzo, ormai sardo acquisito, che ha chiesto di giocare e ha stretto i denti con un encomiabile attaccamento alla maglia. Particolarmente ispirato Caleb Green, autore di 17 punti in 28', mentre Travis Diener stasera non era certamente al top della forma, avendo sbagliato anche appoggi molto facili. La partita è stata chiusa in modo determinante nel 3/4 grazie ad un 40% nel tiro dal perimetro, ed un'opportuna stretta di vite in difesa soprattutto nel 4 periodo, quando sul +9 l'orgoglio dinamista è davvero decollato.

La contestatissima e infelice terna arbitrale
Davvero strano il comportamento della terna arbitrale, che sorvolava costantemente su infrazioni di passi evidenti del quintetto tedesco e su hand-checking ripetuti ai danni dei nostri giocatori, mentre si è accanito in modo incomprensibile su contatti molto dubbi. Clamorose alcune inversioni delle rimesse da fondo campo, è stato fischiato un tecnico alla panchina Dinamo per una banale protesta mentre Johnson, oggi molto combattivo perchè spronato dalle reprimende del coach, sferrava un forte calcio contro un tabellone mentre usciva dopo il quarto fatto personale. 

Marques: ottima gestione del finale, da applausi

La Dinamo Sassari vola a 8 punti nel girone "B" della regular season Eurocup, senz'altro un risultato lusinghiero tenuto conto del fatto che deve ancora giocare a Sassari la squadra di Zagabria, che ieri ha regolato 89-79 il Bilbao basket. 
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Aggiungo anche io (Luca) alcune considerazioni a coda di quelle dell'owner del blog.

L'emozione all'inizio è stata fortissima. Posso dire senza alcuna retorica che mi sono commosso tanto. Ho vissuto in prima persona il macello successo in Gallura (ho testimoniato QUI, anche con video).

La partita è stata molto strana: la Dinamo Sassari ha commesso più errori in attacco che in difesa e i tedeschi hanno menato molto le mani. I crucchi si sono potuti anche permettere il lusso di protestare vivacemente e mandare a quel paese gli arbitri, e la colpa è... degli arbitri: estremamente servili nei loro confronti ed eccessivamente punitivi avverso la Dinamo (un'unica vera protesta, di Linton, ha occasionato un fallo tecnico alla panchina). La pochezza tecnica dei tre abritri è stata imbarazzante non solo per il diverso trattamento "umano" coi giocatori, ma anche per il rovesciato metro sui falli nei due lati del campo e soprattutto per una decina abbondante di infrazioni di passi non sanzionate: i ragazzi teutonici partivano in penetrazione saltando con ambedue i piedi e mettendo palla a terra dopo aver sollevato il perno. Fate voi due più due. L'impressione che si è avuta è che senza questa terna la Dinamo Sassari avrebbe vinto facile di una ventina di punti, se non di più.

Altra cosa da rimarcare: a lungo nel secondo tempo Meo ha schierato Manuel, Brian e Jack assieme, mettendo in panca gli americani pari ruolo. Il risultato è stato evidente: Sassari, che aveva rincorso a lungo con poco distacco, è riuscita a mettere la freccia stritolando con la difesa le velleità di Crosariol e compagni. E quando nell'ultimo parziale Omar, Caleb e Linton sono rientrati in campo, erano freschi e ben motivati (una difesa in aiuto di Caleb a due minuti dalla fine su una penetrazione di Kramer è stata da manuale).

8 punti per quattro squadre, la lotta continua. Domenica arriva Avellino, ben corazzata e pericolosa. Ma oltre la partita ci sarà solo da ringraziare i tifosi irpini, che in questi giorni stanno raccogliendo dei soldi, e la società stessa, che metterà all'asta 5 maglie del suo roster, sempre per sostenere la Sardegna nella ripresa dal ciclone Cleopatra. Grazie!

domenica 17 novembre 2013

Sofferta vittoria, a Pesaro non basta il cuore: 77-82

              CALENDARIO EUROCUP
Mi verrebbe da dire che della partita di oggi si può salvare solo il risultato, e sarebbe già tanto. Pesaro, con un americano in meno e Traini infortunato, ha giocato col cuore e "con la faccia giusta" (citando il nostro coach) ma nel finale era cotta. La Dinamo Sassari invece, dopo i primi 6' volati alla grande su un velluto scintillante, si è seduta e ha pagato dazio. In una partita nella quale nel primo tempo Drake e Caleb erano quasi "virgola", la Dinamo ha dovuto farsi umile e rimboccarsi le maniche, e ha risposto all'aggressività dei padroni di casa col testosterone della truppa italiana (e lo sottolineo).

Meo: vedi sotto, alla fine

La quadratura del cerchio è arrivata al termine di una partita a scacchi fra le panchine: con Dell'Agnello a fare molti cambi sin da subito per avere sempre freschezza e gambe in campo (e ha avuto ragione), e Meo invece a farne molti meno, almeno nel primo tempo. Nel finale il discorso è cambiato: TD dentro-fuori a seconda del possesso e maggiore rotazione con gli altri. Ma è il caso di dire che la partita alla fine ha girato anche perché Caleb ha buttato fuori un fantastico Pecile con una gomitata che era un sacrosanto fallo antisportivo e invece è stata sanzionata come fallo semplice; stessa sorte per un fallo su Omar Thomas che, recuperato un pallone d'oro, si stava involando per un facile contropiede ed è stato placcato. Arbitri...

Una terna arbitrale non provocatoria, con Lamonica lo sappiamo che è così (per fortuna), ma molte interpretazioni sui contatti (e ce ne sono stati tanti) hanno lasciato da desiderare. Pochi tiri liberi per le due squadre, e la partita fisica e rissosa che Pesaro gradiva. Un arbitro guarda caso era proprio di lì, e non ho ricordi di qualche buon fischio a nostro favore, anzi. E questa la chiudo qua.

Drake: partita in crescendo, da leader

La Dinamo Sassari quindi ha vinto fuori casa per la prima volta in questo campionato, e lo ha fatto soffrendo (tanto) e lottando (abbastanza). Sapevamo che c'è ancora molto da lavorare (la partita di oggi l'ha palesato molto bene), ma vincere in circostanze del genere fa bene al morale. Leggiamo una cosa: 33 punti per Pesaro nella ripresa. E lo diciamo sempre: no pain, no gain.

Passiamo ai singoli, partendo dal quintetto. Caleb Green ha giocato la sua partita più incolore da quando è a Sassari: 3 falli fatti (uno molto brutto, come detto) e 0 subiti, 3 palle perse e 0 recuperate, tiri azzardatissimi, solo 2 rimbalzi. Linton Johnson: ottimo nel primo tempo, è calato alla distanza; dei nostri giocatori è quello che sta pagando di più lo sforzo delle due partite settimanali (hey Meo: quando Anosike era fuori il buon Tessitori lo potevi mettere per qualche minuto, almeno nel primo tempo). Drake Diener: marcato stile "cadranca" per tutta la prtita, è venuto fuori nel finale e ragazzi, parliamo chiaro, senza i suoi canestri questo post starebbe commentando una sconfitta; top scorer (21) e con 6 falli subiti. Marques Green: partenza perfetta, triple a mitraglia e assist al bacio, poi nel secondo tempo si è spremuto tantissimo in difesa (encomiabile davvero). Omar Thomas: leader silenzioso e costante, con 5 rimbalzi e 4 recuperi fantastici, la sua difesa ha bagnato le polveri degli esterni marchigiani.


La panchina ora. TD#12: 2 triple, 4 assist e 3 perse; ha sofferto tantissimo Pecile, ma sono stati più evidenti due errori grossolani in passaggio della palla sui lati (per fortuna Pesaro non ne ha approfittato). Manuel Vanuzzo: fantastico, 9 punti, 3 rimbalzi, e nelle difese in post basso ha nuovamente annullato il diretto avversario... una garanzia, una cassaforte di ori preziosi. Jack DeVecchi: meno minuti, meno appariscente del solito; ha corso tanto ma inciso poco. Lobito Fernandez: 5 minuti per le rotazioni. Brian Sacchetti: 7 punti e tantissime sportellate, esattamente quello che serviva.


Facevo una riflessione: la Dinamo Sassari in campionato ha perso a Bologna, che è capolista, e poi a Cremona, che oggi ha frullato pure Cantù. In Eurocup le sconfitte sono state con la fortissima Bilbao e poi a Zagabria, al termine di una partita che i nostri ragazzi stavano dominando. E rifletto: siamo ancora lontani dalla quadratura del cerchio ma restiamo comunque in buona linea. C'è da lavorare e da migliorare, quindi anche se oggi la partita è stata rivedibile, le cose tutto sommato vanno abbastanza bene. Bene. Sicuri? Meo è imbestialito: "D'ora in avanti qualcuno starà fuori. Preferisco perdere schierando in campo chi gioca sul serio, anzichè vincere vedendo in campo certe facce" (così leggiamo online ora, h21:30). Meo vuole chiaramente il salto di qualità (aggiungo: in stile Siena) nella mentalità. E' una cosa che condivido, e sto dalla sua parte. E dalla parte della Dinamo.

E adesso vediamo se chi se la prende quando le cose le diciamo noi se la prende ora anche con Meo, che ha detto le stesse cose (ma con parole sue). Scommettiamo di no?

Avanti Dinamo!


giovedì 14 novembre 2013

Partita di sostanza, vittoria del collettivo. Domato lo Charleroi 94-78. Ora a Pesaro


Brian e Linton: due pazzi!

Ed è la terza vittoria di Eurocup che attendevamo, mentre l'Olderburg (da noi umiliato a domicilio) strapazza Bilbao e il Cedevita Zagabria vince ancora. La classifica vede i tedeschi e i baschi a quota 8, e poi la Dinamo Sassari col Zagabria a 6 punti: una bella lotta, niente da dire, ma c'è qualche rimpianto per la sconfitta a Zagabria dopo aver toccato il +20 contro i croati.

Ieri sera la Dinamo ha dovuto spremersi più del necessario per domare la squadra belga, ultima in classifica. I ragazzi di coach Bozzi hanno interpretato la contesa col piglio giusto e a testa alta e finché il quintetto ha girato bene la partita è rimasta sui binari dell'equilibrio. La pochezza - in alcuni casi imbarazzante - della panchina ospite si è sentita nella seconda metà della gara: il primo vero parziale per la Dinamo è arrivato coi cambi dei lunghi belgi in campo. Lì la Dinamo ha messo definitivamente la freccia ed è volata a conquistare la posta in palio. A onor del vero se la pochezza dei belgi si è fatta sentire nelle azioni offensive, dall'altra parte sono state due triple "esiziali" di TD#12 a scavare il solco.

TD#12 il Magnifico

Qualche patema d'animo contro la zona ospite, qualche distrazione difensiva di troppo, ma alla fine è andata bene, e posso dire che il risultato - anche nello scarto - rispecchia i valori delle due squadre.

Omar: sempre più prezioso

La novità di ieri è stata lo stravolgimento delle rotazioni. Meo Sacchetti lo aveva detto l'altro giorno: in questo momento vuole che i ragazzi raggiungano un migliore amalgama. Ciò ha comportato una spremitura "a dovere" del quintetto e molto meno spazio per i "rincalzi". Nell'ultimo quarto era palese la stanchezza sui volti di Omar, Travis e Drake. Credo che Meo stia disegnando a tratti più nitidi le gerarchie, partita per partita. Vedremo come va. L'importante è che la Dinamo passo dopo passo stia continuando a giocare assieme - stare isolati qui in Sardegna comporta nessuna amichevole settimanale di valore per allenarsi - e poi c'è ancora tanto da lavorare, come sappiamo.



Ancora una volta i ragazzi di Meo Sacchetti hanno tirato molto bene da due, e ciò non è dovuto solo al contropiede, ma anche ad alcuni appoggi in post basso effettuati "con l'orologio" e cioè coi tempi giusti. In un paio di questi la rapidità e il tempismo di esecuzione hanno impedito agli ospiti di raddoppiare sulle tacche e il risultato è stato sempre positivo (Linton ha quasi distrutto il canestro con una schiacciata). Buono anche l'attacco alla "zona alta" dei belgi: dopo un paio di azioni difficoltose, sistemato il post alto si è fatta collassare lì la zona , e sulle mediane e dagli angoli ci sono stati più spazi per il tiro. E' la pazienza e la capacità di leggere che fa la differenza contro queste difese. Ci fosse stata almeno nel primo tempo la stessa attenzione dietro, la partita sarebbe volata già via prima per produrre una vittoria più netta. Ma sappiamo bene che con la altisonante vittoria di domenica scorsa con Varese non è che si fosse sistemato tutto in un momento. C'è ancora da lavorare. Va bene così, la via è ancora lunga.


Ora si vola a Pesaro a casa della Victoria Libertas, che ha sorpreso tutti andando a vincere ad Avellino alla prima giornata e poi ha collezionato quattro sconfitte di fila, alcune davvero pesanti. Pesaro è strutturata in maniera particolare: da una parte molti giovani, alcuni di talento, dall'altra parte invece alcuni marpioni del parquet. Ecco il ROSTER. Nelle classifiche dei singoli spicca il lungo (e grosso) O. D. Anosike, primo nella speciale classifica dei rimbalzi (unico di tutto il campionato in doppia cifra con una media di 13.2) e - guarda caso - quarto nelle stoppate (1.4 a partita). Musso è quarto nei recuperi con 2.2; poi nelle top-five non si segnala altro. Pesaro ha il settimo attacco del campionato (80.2) ma anche la peggiore difesa (90.4). Facile la lettura della gara, viste anche le caratteristiche della Dinamo: il punteggio probabilmente sarà altissimo. La maggiore pericolosità della gara è dovuta alla fame di punti dei padroni di casa, quindi la stessa identica situazione vissuta dalla Dinamo a Cremona. Bisogna solo vedere se i ragazzi di coach Meo hanno imparato la lezione. In questo campionato livellato verso il basso nessuno regala niente. 
Gli arbitri saranno Lamonica, Mattioli e Morelli.
Intanto salta la panchina di Mazzon, esonerato dalla Reyer Venezia che ha dato l'incarico al "nostro" Zare Markovski.


domenica 10 novembre 2013

Esplosione Dinamo! Spazzata via Varese 105-75

voto 10 al settore "D"

La miscela era esplosiva. Ambiente teso in casa Dinamo dopo le due sconfitte che hanno messo a nudo i limiti della squadra, situazione di emergenza in casa Varese a causa dell'infortunio a Coleman e le precarie condizioni di Rush. L'esplosione c'è stata, e ha spazzato via la squadra ospite.

Il poster nel giornalino porta bene, eh? Un "muro" anche per lui oggi!

Tutta la rabbia accumulata dai ragazzi è stata incanalata in una prestazione maiuscola, e Caleb Green innescato a puntino dai compagni ha fatto pentole, coperchi, manici e... probabilmente ha appena finito di pulire gli spogliatoi e sta chiudendo il palace.

Varese ha segnato i primi due canestri, poi la Dinamo ha preso letteralmente il volo e la partita - nonostante il black-out del sistema di alimentazione (ma fuori pioveva e c'era un vento da lupi) - è corsa su binari limpidi, su cui ha sfrecciato la locomotiva biancoblu. Difesa aggressiva (13 palle recuperate, solo 12 perse, e 22 perse dagli ospiti), rimbalzi (30-27) e tanto contropiede (23 assist alcuni dei quali di una bellezza disarmante): ecco il lato A di una Dinamo che accende come nessuna (133-50 la valutazione), spegne come poche, e come sa disfare sa anche fare benissimo... basta stare con la testa sulla partita, e azzannare l'avversario alla carotide. 30 punti di distacco che potevano essere anche una quindicina in più se la Dinamo non avesse smesso di difendere negli ultimi minuti e se gli arbitri avessero evitato di fare quel genere di protagonismo che col basket non c'entra niente e che porterà a una multona causa "ripetuti insulti agli arbitri" (il referto glielo scriverei io) ma il bello è che in Lega hanno visto grazie alla TV cosa hanno fatto quei tre con la casacca arancione.


Quante emozioni, quanto tifo: pareva una partita di playoff. E vogliamo fare un plauso anche al Commando, il quale - riferimento infelicissimo ai DASPO a parte - ha ricordato in primo luogo al presidente che la Dinamo è anzitutto di Sassari, poi può anche essere dello Zambesi (se là c'è qualcuno che la tifa); e in secondo luogo il Commando ha tirato su il tifo di tutto il palace con una carica contagiosa.

Presidente: quando si vuole piacere a tutti spesso si scontentano tante persone. La Dinamo è diventata la squadra della Sardegna cestistica, ma come non bisogna scordare che veniamo dalla serie B, allo stesso modo non bisogna dimenticare che le radici dei colori sociali che lei e i ragazzi portate in giro per l'Europa sono turritane. Ajò Presidé! E grazie per quello che fai, perché lo fai bene.

I play dei sogni: TD & Marques Inc.

Ancora sulla partita: la Dinamo non è né quella delle ultime due sconfitte né quella della bella vittoria di oggi (forse solo al momento lo è, in positivo e negativo). La Dinamo si deve ancora forgiare, l'amalgama deve ancora crescere. Lo capiremo più avanti.

Una bella foto, vista almento tre volte oggi: difesa tosta, rimbalzo, palla a Marques che senza palleggiare lancia subito Travis, che manda a canestro i compagni. Questi due ragazzi le chiavi della squadra le possono tenere assieme: spero l'abbiano capito.


Passiamo ai singoli. Si parte, doverosamente, da Caleb Green: 45 punti, 8 falli subiti (ma anche 5 palle perse) e una reverse-dunk post-borseggio in stile portoricano. Mostruoso. Frates oggi per fermarlo doveva chiedere in prestito un mitra alle forze dell'ordine (non glielo avrebbero dato, stavano festeggiando anche loro, seppure con professionale moderazione). Lo ha visto tanta gente oggi grazie alla TV: spero che non ce lo porti via nessuno! Travis Diener: oggi è partito in quintetto lui, pochi punti ma 10 assist (23 totali) e alcune azioni in difesa che hanno fatto la differenza. Drake Diener: 14 punti tirando poco e bene; un suo assist nel primo tempo ha dato il primo LA alla fuga della squadra. Linton Johnson: preso di mira dagli arbitri (dei 5 falli fischiati ne ha commesso uno solo) ha avuto meno minuti del solito; la beffa è stata il fallo tecnico a lui fischiato perché ha ricevuto un lob da Marques e dopo che ha schiacciato ha allontanato la palla. Omar Thomas: tutti hanno notato il suo tiro mortifero dalla media distanza, pochi hanno invece osservato come abbia cancellato a lungo dal campo Ere e abbia anche catturato ben 7 rimbalzi.


La panchina. Partiamo da Brian Sacchetti: dopo qualche minuto di sportellate è uscito zoppicando ed è rimasto seduto con una borsa di ghiaccio su un quadricipite femorale; speriamo bene, abbiamo avuto già troppi infortuni. Jack DeVecchi: è tornato, e guarda caso con lui in campo la saracinesca era abbassata; 2 recuperi, 2 rimbalzi e museruola a Clark (oggi pessimo e irritante, molto meglio De Nicolao, mille volte). Marques Green: 6 assist e una difesa francobollo sui play avversari; ha aperto magistralmente diversi contropiedi, come detto sopra, e Travis lo ha ringraziato più volte: se ha potuto correre e smazzare assist è stato anche merito suo. Manuel Vanuzzo: 2 triple, 3 rimbalzi, 2 stoppate, 1 recupero... basterebbe già questo per l'applauso ma... piccola (o anzi enorme) cosa: quando ha difeso in post basso su Hassell gli ha negato la ricezione sempre; Varese in quei momenti stava cercando di cambiare gioco per andare sotto... ha dovuto sempre far girare la palla altrove; monumentale capitano. Per Fernandez e Tessitori solo il garbage time, col pubblico a incitarli chiedendo punti anche da loro.


The President has lost Sanity!

Beh ragazzi: abbiamo vinto. Sì, tutti. Anche il pubblico ha fatto la sua parte. Non è che i problemi siano tutti risolti, ma almeno stasera la Dinamo ha avuto due conferme. La prima: il tifo al palace non mancherà mai, e sarà caldo, bollente. La seconda: bisogna sporcarsi le mani e sputare sangue per vincere. 

No pain, no gain. Do you agree?
la foto è tratta da basketinside.com (c)


giovedì 7 novembre 2013

No Surrender, Dinamo!


Sono riuscito a vedere la partita in diretta ieri. Non mi voglio dilungare troppo perché i concetti da esprimere sono semplici, e sono sempre gli stessi. La Dinamo ha messo la freccia quando con 3-4 difese azzeccate ha potuto correre, ha preso fiducia e segnato canestri a grappoli. In quei momenti gloriosi del terzo parziale si è vista anche un po' di sana run and jump. Jack, Brian e Manuel hanno difeso come dei matti: il primo, ritrovato in campo ma ancora in recupero, ha chiuso tante linee di passaggio; Brian e Manuel hanno cancellato con difese in anticipo in post basso le velleità di appoggio sotto dei giocatori biancorossi.

A quel punto, sul +20 con circa 12-13' da giocare, era chiaro che la Dinamo quella partita poteva solo perderla lei, e così è stato. Coach Repesa ancora una volta ha tirato fuori dal cilindro il coniglio giusto: adeguando la difesa sui nostri giochi con anticipi sui passaggi perimetrali, e siccome la Dinamo giocava pochissimo se non niente la palla sotto, riempiendo l'arco con 4 giocatori il Cedevita ha spaccato la partita. Là la Dinamo poteva fare continui tagli in area, non l'ha fatto. E anche la difesa è crollata, ancora una volta, per un terrificante 32-4.

La Dinamo è fatta alla rovescia rispetto a un certo basket: di solito coach, cronisti e giocatori dicono che si deve partire dalla difesa per poter attaccare meglio, tantissime squadre quando attraversano momenti terribili tirano su il fortino, difendono stile Alamo e riprendono fiducia. La Dinamo no: se riesce a segnare allora difende, ma sempre dopo, altrimenti la palazzina vacilla come sotto un terremoto che ne scuote le fondamenta.

Una sola cosa va messa a posto: l'intensità e organizzazione difensiva, il resto c'è. Non si segnano più di 70 punti in tre quarti in un campo come quello di Zagabria se non hai delle qualità (ragazzi: 23 assist!!), e la Dinamo le ha, ne ha tante. Senza difesa però cala la concentrazione, le energie spariscono. E allora tanto meglio chiudere le partite con almeno uno (se non due) fra Jack, Manuel e Brian in campo. Gli altri stiano a guardare. Della pattuglia degli stranieri l'unico che difende davvero è Omar Thomas, che guarda caso arriva ai finali letteralmente spompato.


Andatevi a leggere gli ultimi status su Facebook del presidente Sardara e di Brian Sacchetti: leggerete tutto quello che c'è da leggere.

Non c'è tempo per fermarsi a piangersi addosso. Domenica arriva Varese, che ha 6 punti in classifica (ha perso solo a Milano, ci sta) e domenica scorsa ha umiliato quella Avellino che doveva spaccare tutto, come la Dinamo. Il roster dei varesotti è di tutto rispetto, e nonostante i tanti cambiamenti sta rendendo benissimo. Polonara finalmente parte in quintetto: Achille se lo merita. Coleman e Clark sono bravi a segnare (e tanto) in uno contro uno. Hassell è un pivot duro come il granito. Ebi Ere e Sakota garantiscono punti freschi dall'arco, e poi c'è quel Scekic che tanto bene ha fatto a Cantù.

Insomma: la peggiore squadra da affrontare in questo brutto momento. Non nascondo che temo tantissimo questa partita, anche perché Vicino, Sardella e Rossi (i tre sorteggiati) non mi sono mai parsi arbitri dal metro equilibrato.

E allora siccome bisogna raspare la polvere, inghiottire veleno e sputare sangue... alzate il volume e fate spaccare le orecchie. Nessuna ritirata, nessuna resa!



Ce ne siamo andati dalla classe
dovevamo allontanarci da quegli stupidi
abbiamo imparato più da un disco di tre minuti
che da tutto quello che abbiamo studiato a scuola
stanotte mi arriva il suono della batteria del mio vicino
posso sentire il mio cuore che inizia a pulsare
tu dici che sei stanca e vuoi solo chiudere gli occhi
e seguire i tuoi sogni fino in fondo

Abbiamo fatto una promessa
abbiamo giurato che l’avremmo mantenuta
nessuna ritirata, baby, nessuna resa
come soldati in una notte d’inverno
con un giuramento da rispettare
nessuna ritirata, credimi, nessuna resa

Adesso giovani facce diventano tristi e vecchie
e cuori in fiamme si raffreddano
noi giurammo fratelli di sangue contro il vento
sono pronto a ritornare di nuovo giovane
e ascoltare la voce di tua sorella
che ci chiama a casa attraverso i campi aperti
credo che possiamo ritagliarci
un posticino tutto nostro
con questa batteria e queste chitarre

Abbiamo fatto una promessa
abbiamo giurato che l’avremmo mantenuta
nessuna ritirata, baby, nessuna resa
fratelli di sangue in una notte di tempesta
con un giuramento da rispettare
nessuna ritirata, baby, nessuna resa

Le luci della strada stanotte si fanno più tenui
le pareti della mia stanza si restringono
ma è bello vedere il tuo sorriso
e sentire di nuovo la tua voce
possiamo dormire nel crepuscolo in riva al fiume
con una terra sconfinata e libera nei nostri cuori
e questi sogni romantici nelle nostre menti

Abbiamo fatto una promessa
abbiamo giurato che l’avremmo mantenuta
nessuna ritirata, baby, nessuna resa
fratelli di sangue in una notte di tempesta
con un giuramento da rispettare
nessuna ritirata, baby, nessuna resa


Domenica TUTTI al Palace: in alto i cuori e fuori la voce!

domenica 3 novembre 2013

Sonori ceffoni, sconfitta meritata. Cremona vince 86-74

COACH SACCHETTI IN SALA STAMPA

La prima cosa che mi viene in mente è quello che accade nel primo mese o giù di lì del campionato NBA, dove le squadre giocano e difendono duro solo nell'ultimo quarto, il resto è soft-play. Qui non siamo nella NBA, ma oggi in campo la Dinamo ha fatto proprio questo, Cremona no e ha strameritato di vincere. Il divario, vista l'intensità messa in campo, poteva essere ben maggiore.

L'altro giorno Meo Sacchetti ha detto una cosa su cui non sono d'accordo: "Io guardo più ai miei che agli avversari", e ha sbagliato. E' sbagliato. Già, Gresta ha preparato la partita trappola sui nostri giochi e c'è riuscito: i nostri pick and roll/pop sono stati tappati con due anche tre giocatori alti in zona blocco e gli altri due aperti e alti a coprire gli scarichi larghi, e la Dinamo è stata fortemente limitata davanti. E col passare dei quarti non è stata trovata una contromisura a questo adeguamento difensivo. Ma dietro... i soliti problemi: disorganizzazione totale... Eh già: non basta dire "difendete" se non si costruisce un'organizzazione solida di massima e qualcuna costruita appositamente sui giochi degli avversari (come ha fatto Gresta, e bene); magari questa c'era, nel senso che era stata preparata dallo staff sassarese, il fatto è che in campo non si è vista. E quando Woodside salta di netto troppe volte i nostri play e penetra per smazzare 7 assist al bacio, e quando sui pick and roll dei lombardi il nostro difensore sul lungo che sale a bloccare è Caleb Green, che non esce sul portapalla e in più si perde il suo uomo, che rolla libero a canestro anche perché gli altri non accorrono a chiudere... la difesa non esiste, non esiste per niente. Per non parlare del testosterone.

Si dirà: stiamo giocando anche in coppa quindi siamo stanchi, ed è vero. Ma si è giocato martedì, e senza viaggiare perché la precedente di campionato era in casa.

Jack: fon-da-men-ta-le

Sapete chi ha difeso davvero oggi? Omar Thomas con buona continuità, e un po' Linton e Brian (Vanuzzo ha tappato un po', ma dietro non ha inciso). Quanto manca Jack DeVecchi a questa Dinamo? Lo abbiamo visto oggi. Jack che corre per flottare, Jack che salta per chiudere le linee di passaggio, Jack che aiuta quando gli altri esterni perdono l'uomo come fossero birilli. Jack: torna presto. Sei troppo importante. E poi io uno che pesta bene come Tessitori, sicuramente poco esperto ma grosso, alto e "manesco", l'avrei buttato nella mischia. Del resto: mica stavamo giocando con i Lakers, ma con l'ultima in classifica, con tutto il rispetto... Se non lo metti oggi quando lo metti? Sempre che non stesse bene, allora ovviamente il discorso cambia.

E poi: reattività. Cremona l'ha messa in campo per 40', la Dinamo è andata a corrente alternata, con pochi alti e troppi bassi. Forse i nostri hanno pensato di rimettere la partita in piedi con le triple, ma quando Drake è francobollato, provocato, e poi punito da tre arbitri appena sufficienti beh, il gioco è fatto.

Tex: 0 minuti

La Dinamo ha meritato di perdere, e se questa intensità e difesa si vedranno anche più avanti, non aggiungo niente perché si è capito. Eppure anche oggi qualcosa di buono si è visto: Omar e Linton, a lungo in ritardo di forma rispetto agli altri fino alla settimana scorsa, stanno salendo di tono alla grande.

Meo ha ordinato anche la zona: nella prima azione Caleb ha inseguito da basso ad alto uno dei piccoli, gli altri sono rimasti fermi e Cremona ha segnato in comodo appoggio con taglio dal lato debole. La zona non è stare lì e sperare che gli altri sbaglino: ci si deve muovere e ruotare assieme, impedire la ricezione sui tagli anticipandoli. E qualcuno dica a Caleb che la mano davanti al tiratore avversario la si deve alzare, non basta stargli davanti... e visto che ci siete ditegli anche che l'uomo non si perde così facilmente sui pick and roll (vedi sopra cosa è successo).


L'anno scorso in coda a una brutta sconfitta qualcuno della società si è lamentato, dicendo che c'era "qualcuno che spara a zero, su internet" e che c'era una specie di "tiro al piccione sui nostri giocatori". Reagiranno così anche oggi? O forse leggeranno (se leggeranno) quanto dico e capiranno che è critica spietata sì, ma anche costruttiva?


Abbassiamo i toni (che non sono poi così alti), e diciamo che è solo la quarta di campionato, che Cremona oggi era con l'acqua alla gola e aveva fame di vittoria, che un passo falso ci può stare, che è la prima volta che i due play giocano un po' sotto tono, ecc... fate voi. Intanto i nostri avversari di turno hanno sforato tranquillamente gli 80 punti, com'è allegra consuetudine nostra. E poi, 17 palle perse e solo 4 recuperate.
Non mi sento di passare alle solite analisi sui singoli, perché ho già detto molto su di loro in sede di analisi.
Un applauso a Cremona e a coach Gresta, che ha festeggiato la vittoria come la nascita di un figlio. A Meo + staff consiglio di lavorare non solo sull'attitudine mentale dei giocatori a difendere, che è il modo giusto di partire per costruire la difesa, ma anche e più duramente come  strutturazione di squadra e poi anche su come giocano gli altri: se sai che alcuni dei tuoi non difendono perché sono fisicamente più deboli o se non difendono perché non lo sanno fare, aiutarli organizzando meglio le cose dietro (aiuti e flottaggi - compiti da eseguire sempre e tutti) è un buon secondo passo. Anzi per dirla tutta: io lavorerei tecnicamente e tatticamente sulle difese per un mese buono, e a prescindere da come giocano gli avversari (un mese di Michelini, per intenderci). Davanti la squadra sa trovarsi abbastanza bene, è dietro che fa acqua.

Forza ragazzi: c'è tempo. 
Lavorate sodo, siamo tutti con voi.



venerdì 1 novembre 2013

Cremona nel mirino. Cifre, curiosità e riflessioni

Due vittorie esaltanti, 202 punti segnati, e una difesa ancora in fase di "cantiere aperto". La Dinamo passa 2-1 sia in Eurocup che in campionato e costruisce il suo futuro sulle sue certezze e incertezze.

Per le ragazze: lo riconoscete questo?

La certezza è la solidità della cabina di regia: Marques e Travis hanno già fatto vedere in termini di punti e assist quello che sanno fare, e con l'assenza di jack nelle rotazioni hanno avuto la possibilità di giocare fianco a fianco. L'aiuto di Lobito Fernandez deve essere visto positivamente, anche se il ragazzo è da svezzare. Il risultato è più che buono in attacco, rivedibile in difesa. Una foto: Travis è riuscito a superare un raddoppio nella sfida con lo Chalon servendo un assist lungo per una tripla di Marques, e il Palace è esploso. Poi c'è la certezza Drake: punti a iosa, valutazioni stellari, freddezza nei momenti deicisivi. Infine cresce Omar Thomas, che sa selezionare meglio i tiri e in difesa sta alzando il volume della radio. Altra certezza: Brian Sacchetti e i suoi canestri rapidi dall'arco.

Le nostre statistiche

Le incertezze sono tutte alla voce "difesa". Coi due play assieme in campo c'è poca fisicità, e la squadra sta flottando ancora male in adeguamento ai giochi degli avversari (l'assenza di Jack qui pesa tonnellate, ma almeno la squadra impara a difendere senza che ci sia lui a sbattersi dietro). La propensione a rimbalzo poi, e il poco servire palla sotto. Troppo perimetrali, e la palla in area la si da in transizione e quasi mai in post basso contro la difesa schierata. Altra piccola pecca: la concentrazione di Caleb.

Bene o male le cose le vedo così, e per essere all'inizio di questa lunga stagione giocata su due fronti direi che va più che bene, non si può pretendere la perfezione su tutto. Meo però batte ancora e sempre sul concetto "difesa" e sull'indirizzare bene le partite da subito, e fa bene. Meo vuole che la squadra acquisisca quella mentalità vincente e lavoratrice (sputando sangue) che spacchi le partite. La fisicità è un po' più alta rispetto allo scorso anno, in media, ma la Dinamo può fare passi avanti. I parziali più interessanti la Dinamo li ha fatti quando ha difeso col coltello fra i denti, cosa che le ha permesso di correre e prendere tiri aperti. Ecco la strada da seguire.

Linton... Lost in Translation?

Dicevamo di Meo e dei suoi richiami a una maturità tattica da forgiare, e ciò nella conferenza stampa di presentazione della trasferta a Cremona. Già, Cremona. I lombardi hanno appena messo sotto contratto un interessante giocatore serbo: Uros Tripkovic, una guardia che sfiora i 2 metri e sa giocare anche da play e ala piccola; ha giocato anche in Eurolega.

Cremona ha una squadra rimpinzata di stranieri (ecco QUI il ROSTER) e ho notato sin dall'inizio del campionato la presenza di Ben Woodside, col quale ho scambiato qualche tweet in prestagione quando era a caccia di un contratto e qualcuno in rete lo accostava alla Dinamo. Ben è un lottatore vero e sa fare tutto. Un osso duro. Cremona è una squadra molto fisica: il tipo di squadra che può mettere facilmente in difficoltà la Dinamo. Segna 79.3 punti a partita e cattura 34 rimbalzi, tirando bene da 2 (51,9%) e male dall'arco (30,3%). Il miglior marcatore è Jason Rich (62 punti in 3 partite), il quale è anche il primo negli assist (4 a partita). La Vanoli ha collezionato 3 sconfitte in questo avvio di stagione: -15 a Siena, -5 in casa con Bologna, -22 a Brindisi. Coach Gresta sa che la sua squadra non può chinare il capo anche stavolta, pertanto la partita di domenica sarà durissima.


Si giocherà alle 18:15, arbitri Weidmann, Paglialunga e Mazzoni. Poi la Dinamo giocherà il 6 novembre a Zagabria (palla a due alle 19:00 locali), continuando la sua ininterrotta corsa autunnale.

Una considerazione post Pistoia-Chalon: due partite giocate a mille in tre giorni (domenica e martedì). Un giorno in più di riposo (per fortuna) e un amalgama che si può mettere alla prova giorno dopo giorno. Questo avvio massacrante di stagione ha questo lato positivo: giocando due volte a settimana si cresce più velocemente, anche se ci si stanca di più. Per domenica: spero di vedere qualche minuto in più per Tex e Vanuzzo, in modo da far rifiatare bene il quintetto per l'ultimo quarto. Ora come ora il peggior nemico della Dinamo può essere la stanchezza fisica e mentale.