venerdì 25 ottobre 2013

Pistoia in arrivo, Dinamo al lavoro (e amarcord)

Ho ancora negli occhi la partita di mercoledì. Una grande, grandissima Bilbao messa alle corde dalla nostra banda di pirati. Una sconfitta che non abbassa il morale, anzi fa capire che anche contro squadre più grosse i nostri ragazzi se la possono giocare. E l'amalgama continua a crescere, con una costante che mi fa ben sperare: più di un giocatore ha detto che dobbiamo crescere in difesa. Sono assolutamente d'accordo.

La Dinamo giocherà domenica pomeriggio con Pistoia e subito dopo, martedì, con gli svizzeri del Chalon Sur Saone: due partite in tre giorni, in casa, in questo autunno che non da tregua.

Paolo Moretti ai tempi della Virtus
Domenica quindi arriva la neoporomossa Pistoia di Paolino Moretti. Promozione... non so perché ma la mente vola lontano... Moretti si affacciò al basket che contava proprio quando la Dinamo salì in serie A2... Chi ricorda quella serie di playoff? La Dinamo si presentò all'appuntamento con l'infortunio del suo faro Angelo Longo, top scorer del nostro team, ma con un Enzo Bigot che divenne il faro del gioco sassarese. Sembra passato un secolo. Ricordo che Bigot fece un patto: "mi taglierò la barba solo se e quando conquisteremo la promozione". Per sua fortuna andò bene: si rasò al volo negli spogliatoi appena dopo la sirena, poi uscì a festeggiare coi compagni. Quel giorno (gara 3) il palazzetto, piccolo piccolo, era strapieno. C'era un caldo tremendo. La mattina un gruppo di ragazzi entrò al palasport con l'incozzo del custode e sistemò nelle posizioni migliori in alto (gli attuali distinti settore A) i propri maglioni per occupare i posti. La nostra arrabbiatura nel pomeriggio fu enorme: ma bisticciare con gli zotici non serve a niente. Tutta gente che era lì solo perché era "la partita" (e così ce n'erano tanti due giorni fa: gli stessi che se ne sono andati in anticipo - restino a casa la prossima volta). Gigi Donati giocò col sopracciglio pieno di punti (e ne segnò 21): quel zuzzerellone  di Lasi glielo aveva aperto con una gomitata ben mirata in gara 2 a Siena (le immagini parlarono chiaro, solo gli arbitri non videro niente). Massimo Bini aprì e poi chiuse le danze con canestri esiziali, il resto della squadra giocò duro, e la Dinamo di Dino Milia, il presidente della nostra infanzia e giovinezza, arrivò alla serie A. Era il 1989.

Scusate la divagazione. Oggi siamo nel 2013 e la Dinamo è al quarto anno nella massima serie. Pistoia è la matricola, e arriva a Sassari dopo aver patito due sconfitte: 10 punti sul groppone all'esordio con Cantù e 8 punti domenica scorsa nella sconfitta casalinga con Avellino. Ora la Dinamo, poi Milano: due trasferte toste.

Moretti ha parlato molto schiettamente, com'è suo costume: la squadra è indietro nella preparazione nonostante un buon precampionato e ha i suoi difetti maggiori in difesa, ma vuole rendere la vita difficile alla Dinamo. Della serie: non andiamo in Sardegna a fare le comparse. Come dargli torto?


Jack Galanda in nazionale: un campione di razza

Sassari rivedrà Jack Galanda, che ha condotto i toscani alla promozione, e anche quel Meini che a Venezia ha sempre avuto meno spazio di quanto meritasse (a me piace molto). I due fanno da chioccia a una squadra che ha molti giovani: come gli stessi americani. A parte Meini e Galanda nessuno ha raggiunto i 30 anni. Il che significa freschezza atletica ma anche un pizzico di inesperienza in più. Il roster è QUI. La squadra di Moretti nelle prime due giornate ha fatto vedere una buonissima propensione al rimbalzo: è terza nella graduatoria. Nelle altre voci statistiche non si nota niente di eccezionale. Io metto l'accento su Washington e Wanamaker: le caratteristiche di questi due giocatori ben si sposano a dare fastidio alla nostra difesa.

La partita... nelle interviste di questi giorni oltre agli accenni al dover migliorare la difesa si è letta un'altra cosa interessante: la ricerca dell'equilibrio; per molti è un bene avere le due partite settimanali, perché aiutano. Giocare assieme è il migliore modo per crescere assieme. Ma giocare spesso stanca, e per una squadra che ha molti ultratrentenni il doppio impegno è gravoso. Fra l'altro alle rotazioni della Dinamo manca il giocatore più effeverscente di questo inizio di stagione: Jack DeVecchi. Spero di vedere un po' di più in campo Tessitori: la sua stazza va sfruttata, e Linton ha bisogno di rifiatare più di quanto egli stesso voglia ammettere. Lui e Thomas sono ancora indietro. Credo che vedremo ancora e più a lungo TD#12 assieme a Marques, e mi piace. Nessuno faccia musi: siamo una squadra, non una vetrina per belle esposizioni.

I tre fischietti saranno Lamonica, Biggi e Chiari.

1 commento:

SoloDinamo ha detto...

maggio 1989 ? Io c'ero...noi c'eravamo....con tutto il rispetto per chi ha fatto l'abbonamento da Travis Diener in poi. Prima di tutto, grazie a Videolina e GB Puggioni per le bellissime immagini che ogni tanto guardo, solo per ricordare da dove siamo arrivati e qual'è la nostra storia. Ci siamo "tutti", si vede qualche ragazzo che oggi è papà e qualche ragazza molto carina, diciamo avvenente, che oggi è una distinta e bella signora...ma un dubbio mi è sempre rimasto. Dove diamine sono finite quelle maglie grigio-topo-amaranto, l'accostamento cromatico più ignobile e più fortunato della storia. Chi le possiede? Sono state gettate via o conservate ?
Neppure Ennio Diana, il più grande cacciatore di cimeli Dinamo, sembra essere riuscito nell'impresa di ripescare le maglie della storica stagione 1988-1989.
Pistoia. Una squadra che per il momento paga dazio per il salto di categoria, a mio avviso hanno fatto il piccolo errore di non riconfermare Hardy, veramente un buonissimo americano che ho seguito l'anno scorso in Legadue (che personalmente continuo a seguire alla faccia di chi la "schifa").
Rispetto e concentrazione per Pistoia, l'ultima volta era il maggio 2010 e ci diedero un po' di fastidio.
Pistoia, una piazza piccola come Sassari. ha fatto la A1 (Kleenex), ha disputato la coppa Korac mentre noi stagnavamo in A2, quindi ora seppelliamo l'ascia di guerra e rispettiamo l'avversario, dimenticando bulloni e stupidità di coloro che, in un palazzo del basket, davvero non dovrebbero entrarci mai.
Beh direi che è tutto !!!