giovedì 24 ottobre 2013

pinchios a la Vasca


Raul Lopez attacca sotto gli occhi di Johnson
Questo non è un blog di veri giornalisti, è un blog di amanti del basket, del mare, della vela, delle camminate e ogni tanto, anche di buona cucina. http://www.pinchosvascos.com/

E ieri effettivamente i baschi (non chiamateli spagnoli) del Bilbao Basket ci hanno "pinciato", infilzato come degli spiedini piuttosto gustosi. Un po' meno gustosa è stata la reazione del pubblico, che uscendo dal PalaRoberta si sarà chiesto cosa sarebbe accaduto se Giacomo DeVecchi fosse entrato in campo (starà fermo dieci giorni), se Omar Thomas avesse giocato come quell'altro "Omar Thomas" del Brindisi e dell'Avellino, e se Johnson, invece di entrare in campo con le mani insaponate, se le fosse asciugate per bene, ecc.ecc.
La realtà vera è che, spiedini a parte, questo Bilbao è una grande squadra europea e lo dimostra: due lituani, un lettone, un solo americano (per noi che siamo abituati ad esportarne battaglioni stile Marines),  addirittura un belga, un paio di croati, il tutto infarcito come una deliziosa "tapas", di baschi e di spagnoli (il nazionale Mumbrù, ala di 2.02 che ieri ha fatto 18 punti tirando giù sei rimbalzi con un sontuoso - quanto mi piace questa parola - +30 val.). 
Una Dinamo coriacea e condotta -finalmente- da un Marques Green all'altezza del suo nome (35'23" in campo, 19 pt., 4/4 nelle bombe, +27 val.), ha tenuto testa agli impressionanti break degli spagnoli/baschi, che viaggiavano costantemente ad una velocità al di sopra del normale. A un certo punto (secondo quarto) ce la siamo vista brutta, noi "piccoli piccoli" sotto di 17 al cospetto dell'Europa baskettara, di questa finalista EuroCup che ci dava lezioni di gioco a suon di canestri. Ma lì si è visto il carattere Dinamo, l'attitudine al collettivo e a farsi caricare dal pubblico: 2518 spettatori, tutto quello che volevo, quelli giusti.
Quelli dei play off di  Trapani e quelli di Cefalù. A fora li pindacci.
Senza offesa per chi lavorava o non aveva i soldi per comprare il biglietto, oppure che ha già speso per la prossima contro Pistoia.
Ma era veramente tosta lottare spalla a spalla contro i Baschi che hanno tirato giù, incredibile a dirsi, 47 rimbalzi totali, di cui 32 offensivi, contro i nostri 35 totali, e che hanno tirato dall'arco con una percentuale sontuosa#2 di 12/31.

Bilbao possiede nel roster il lettone Dairis Bertans, con le sue micidiali triple (4/5 e 17 pt. in 33 minuti), noi abbiamo avuto Caleb Green (0/4 nelle triple) e Omar Thomas (1/6 la sua modesta percentuale dall'arco). 

Queste sono state le chiavi della vittoria Basca, insieme ad una discreta serie di errori perpetrati da alcuni biancoblù che oggi non voglio nominare (è troppo presto, davvero). Una dimostrazione vera di come si gioca il basket moderno, spalla a spalla sotto canestro e senza rifugiarsi in stucchevoli scarichi (una cosa che a me personalmente fa venire la nausea e un certo senso di irritazione). Baschi sempre all'attacco verso il ferro a cercare botte & gloria, a guadagnarsi falli, che si sono tramutati nella "bellezza" di 27 tiri liberi concessi, a volte con magnanimità, da una terna non all'altezza (un croato, un francese e un certo Saso Petek che non è un personaggio di "Colorado", ma a quanto dicono un arbitro internazionale). Tutto sommato si è visto un metro arbitrale discutibile, hanno lasciato menare a piacimento e poi a un certo punto si sono messi a fischiare anche i respiri e i semplici contatti di gioco. Chiediamo quindi scusa ai 3 precedenti arbitri italiani della partita contro Cantù, teniamoci i nostrani che forse è meglio. 
Comunque è andata: 82-82 sulla sirena e ci abbiamo creduto, dopo aver rischiato di vincere davvero la partita nel tempo regolamentare, poi c'è stata la pròrroga (così si chiama l'over time in terra iberica) nel corso della quale abbiamo segnato i nostri 9 miseri punticini contro i 18 della corazzata Basca. Rafael Pueyo Mena, il coach basco, è stato lucido e non ha sbagliato una mossa, facendo ruotare la bellezza di 10 giocatori. E così i vari Mumbru, Lukauskis, Kavaliauskas, il lettone Bertans, Gabriel che sembrava un marziano, e pure Raul Lopez ci hanno "punito" per la gioia dell'Euskadi tutta, e del suo palazzo dello sport da 16.000 posti (mica il nostro, che è una palestra allargata alla bisogna priva di aria condizionata mentre fuori ci sono 30 gradi, come domenica). I nostri migliori? Drake Diener, 23 pt., 5 bombe, 5 rimbalzi, 31 val. E, ovviamente, il mini play Marques Green che giustamente Luca aveva difeso qui dentro non più tardi di lunedì scorso.  Infine un volenteroso "lobito" Fernandez, che ha preso contatto con un match di altissimo livello, il che costituisce una piccola soddisfazione personale da parte sua. 


Si riparte martedì prossimo 29 ottobre contro Chalon sur Saone, una città francese dalle parti del confine svizzero che non sarebbe male visitare, nel match di ritorno (e infatti stanno già organizzando una trasferta, rivolgersi come al solito a Gremi Viaggi). Ricordiamoci che i posti a disposizione per passare questa regular season sono tre, e che forse almeno tre squadre di questo girone sono alla nostra portata (abbiamo già vinto in Germania e dobbiamo ancora vedere di che pasta è fatta la belga Charleroi). 
Salud Y suerte, forza Dinamo !


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Drake: canestri importanti, poca tutela dagli arbitri

In coda al post dell'owner, mi associo a quanto scrive facendo mie le sue riflessioni, che condivido. I miei due cent: Bilbao squadra più robusta e quadrata della Dinamo. Ottime le difese a zona fronte pari, generalmente pronte su rimessa: la 2-3 diventava 2-1-2, così l'area era sempre piena e i baschi impedivano i tagli alto-basso ai nostri; in una sola occasione abbiamo realizzato canestro spostando la palla sul lato e saltando la loro chiusura con scarico dall'angolo di Drake a Linton, che ha fatto canestro. E soprattutto questa zona si muoveva rapida da un lato all'altro sui nostri ribaltamenti, come fosse una cosa sola: qui la Dinamo ha solo da imparare, e tanto. Ottima anche la loro difesa sui pick and roll: hanno intasato la zona del blocco e alzato la squadra sulle linee di scarico, anticipando eventuali scarichi sul roll a canestro o sul pop nell'arco dei nostri. Lucidi nella circolazione di palla in attacco, i baschi hanno avuto pazienza, ciò gli ha permesso di segnare diversi canestri sulla sirena, i quali ci hanno tagliato le gambe. Molto gioco sul post basso da parte loro, soprattutto quando abbiamo abbassato il quintetto. Noi la palla l'abbiamo giocata pochissimo da quelle parti, e questo ha reso i nostri attacchi appena più prevedibili. Del resto i nostri due lunghi titolari continuano a giocare troppo a sprazzi.

Ma nonostante questa supremazia fisica, tecnica e tattica (davvero bravo il loro coach, un grande applauso), il Bilbao ha lo stesso pagato dazio quando abbiamo alzato il volume in difesa. La Dinamo è riuscita a recuperare i 17 punti di scarto del 22-39 e ha messo il naso avanti. Cos'è mancato là? Un po' di lucidità e un arbitraggio equo sui due lati del campo. Quando i baschi non riuscivano a segnare niente, la terna in azzurro li ha omaggiati di 10 tiri liberi frutto di 5 falli molto generosi (uno forse c'era, di Drake) a cavallo della pausa fra il terzo e quarto parziale. Peccato: ci sarebbe piaciuto giocarcela alla pari sotto il profilo delle scelte arbitrali. Ma la Dinamo non ha il blasone del Bilbao, e anche in Europa questo conta. 

Diciamo che gli arbitri europei hanno una sola cosa migliore rispetto a molti nostrani: non provocano giocatori e pubblico (i nomi dei zufolatori del Bel Paese maestri in questo li conosciamo bene), ma anche gli arbitri europei peccano professionalmente (il blasone delle mega-squadre pesa) e tecnicamente (almeno 4 infrazioni di 3 secondi in area "da regolamento").
Questo è quello che passa il convento, pazienza.

(Skywalkerboh/Luca)





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