martedì 29 ottobre 2013

29 assist e la Dinamo spazza via Chalon



"Sono costruiti come la Dinamo". "E' una squadra speculare alla nostra". ecc. Ok, però loro non hanno Travis Diener e Marques Green a menare le danze, e non hanno Omar Thomas a cancellare un giocatore che nel primo tempo aveva scritto 20.

Grande vittoria, per una partita iniziata in salita grazie alle difese alte e con raddoppi (o veloci cambi) sui pick and roll da parte dei francesi e poi rimessa in piedi con un secondo quarto al limite della Fantascienza. Alla fine di esso TD#12 scriveva 9 assist a referto, e la Dinamo risaliva dal -11 fino a mettere la freccia.

E poi Marques... mettetevi l'animo in pace: la palla non gliela scippate. Ah, se avete uno che segna tanto, in mancanza di Jack c'è Omar: game over. Mi sto ripetendo ma i tre punti cardine della vittoria di stasera stanno qui. I due play e un difensore da antologia.


29 assist (13 del Magnifico), 7 triple per Marques (21 punti uscendo dalla panca), "solo" 21 punti per Drake, altrettanti 21 per Caleb che oggi ha giocato con maggiore attenzione, e poi tanta lotta... con Linton e Brian a fare a sportellate con gli agilissimi lunghi ospiti e poco altro. La Dinamo oggi si è spremuta a dovere. Spiccioli per Reinholt, DNP per Tex. E DeVecchi ancora out. Viene da dire: meno male che si è giocato di martedì: almeno la squadra riposa.


87 punti subiti, come avantieri, ma da una squadra molto più forte e meglio organizzata. 102 punti segnati: 2 in più di domenica e con un numero maggiore di passaggi. 120-92 la valutazione. 67.7% da due, 54.8% da tre, 81.8% ai liberi. Tutto qui.








Sono stanco, quindi non aggiungo altro, se non che dei progressi si sono visti, in ambedue i lati del campo, e proprio contro una squadra che ha lottato col coltello fra i denti. Molto bene. Vi lascio col video della presentazione della squadra e qualche foto rubata dalla tribuna. Tutta roba nostra, per una volta.










domenica 27 ottobre 2013

Ancora nel segno di Drake, schiantata Pistoia 100-87

Save private ... DRAKE !
Sulla vittoria della Dinamo di oggi ci sono tantissime cose da dire, e allora cerchiamo di mettere in ordine le idee. Partiamo da Travis e Marques che scherzano fra loro sorridenti in mezzo al campo, smazzano 9 assist e segnano canestri importanti. Nella prestazione dei due play - a lungo assieme nel finale - c'è il meglio della partita: se Drake oggi ha sparato triple con la mitraglietta è anche merito di chi lo ha innescato.

Travis e Marques... fantastici alcuni loro assist in corsa, su uno di questi Linton Johnson è volato sopra gli avversari per inchiodare una schiacciata che entrerà negli annali della Dinamo. Marques e Travis... il primo mette a sedere per terra Meini con le sue finte e spara la tripla della sicurezza, il secondo manda al bar due avversari con finta, giro sul perno, step back e "nothing but net". Oggi il palasport di Sassari ha assistito a una prestazione in "cabina di regia" da parte di questi due campioni davvero impressionante.

Prendetegli il DNA e clonatelo

E poi Drake, che ha realizzato i suoi 29 punti segnando quasi tutto nel primo e nel terzo parziale, mettendosi a disposizione dei compagni nell'ultimo. 35 di valutazione, ancora una volta il migliore della giornata. Ci sono stati dei momenti in cui appena alzava la mano per tirare il popolo biancoblu già ruggiva di gioia. Ve ne siete accorti?

La partita però non sta solo negli esterni (ah, più minuti per Lobito oggi, senza Jack) più piccoli. Sta nella pazienza di Omar Thomas, che ha selezionato i tiri e saltato bene a rimbalzo, sta nella crescita di Caleb Green e Linton Johnson, nelle spallate di Tessitori e Brian Sacchetti, e nei pochi minuti di sostanza del capitano Vanuzzo.

Era assente Jack e si è visto. Non ingannino i 100 punti segnati. Si rifletta invece su come Pistoia oggi abbia potuto segnare 87 punti pur giocando una partita appena sufficiente. La Dinamo ha concesso molti canestri allo scadere, e Meo si è imbestialito più volte (vedi le dichiarazioni in tribuna stampa); e poi la terna - che ha avuto il grande merito di non provocare mai giocatori e pubblico - dicevo, la terna ha concesso molti tiri liberi agli ospiti (quasi il doppio rispetto ai padroni di casa: 25 a 13, vabbé...).

La Dinamo ha vinto perché quando ha difeso è riuscita a correre, e perché Pistoia ha fatto molti errori difensivi da mettersi le mani nei capelli. Chiedere comunque la perfezione ai ragazzi di Meo è ingiusto: 100 punti segnati, tanto spettacolo: insomma quello che piace anche al sottoscritto e al pubblico. Già, il pubblico... che oggi ha dato allo Sport una grande soddisfazione quando ha ruggito di protesta - anche con fischi - all'ennesimo coro di insulti di una parte del Settore C per il quale la dietrologia e le antipatie perpetue oggi sono state più importanti del tifo in sé. Sappiamo tutti cosa è successo alcuni anni fa ai tifosi di Sassari in terra toscana. Ma è anche vero che è passata molta acqua sotto i ponti, e stare ancora oggi a lanciare ripetuti cori di insulti all'indirizzo della tifoseria ospite è davvero misera cosa. E mi dispiace molto soprattutto perché i capi del Commando li conosco personalmente da tanti anni, e non sono dei ragazzini, ma degli adulti. Fossi in Sardara addebiterei la multa (che probabilmente verrà appioppata) alla tifoseria organizzata. E non aggiungo altro.

Meo, pensieroso
Tornando alla partita, annoveriamo le alchimie tattiche di coach Paolino Moretti (quello che ha vinto tanto nella Bologna che conta): zona 2-3, 2-1-2, match up, ma una "uomo" rivedibile; pessimi gli accoppiamenti sui nostri contropiedi primario e secondario; e annoveriamo anche le rotazioni col bilancino del nostro Meo. C'è una Eurocup da giocare, e martedì vengono i francesi del Chalon.


Aggiungiamo qualcosa sui singoli, anche se ho già detto molto. 
Il quintetto ha avuto in regia come starter Marques Green, il quale ha fatto vedere le cose migliori nel secondo tempo; per lui ottime percentuali dal campo e ben 4 recuperi, oltre a 4 assist. Drake: incredibile, paziente, esiziale; la Dinamo ha attraversato alcuni dei suoi momenti più confusionali con lui in panca. Thomas: il più continuo, soprattutto in difesa. Caleb Green: è venuto fuori alla distanza, e nel finale è dilagato quando Moretti lo ha fatto marcare dal giovane Cortese e il buon Caleb è stato puntualmente servito sotto le plance. Linton: alti e bassi, una stoppata pazzesca e quella schiacciata... vabbé: guardate gli highlights e stropicciatevi gli occhi.
La panchina. Travis Diener su tutti: rapidissimo, chirurgico nel scegliere dove mandare la palla e quando prendersi il tiro, 12 punti e 5 assist da applausi. Brian Sacchetti: sta segnando di meno e menando le mani di più, e ci sta: con Jack fuori buona parte del lavoro duro dietro spetta a lui. Manuel Vanuzzo: 10 minuti di sostanza, direi bene. Lobito Fernandez: con Jack fuori anche lui ha avuto più minuti del solito; impreciso al tiro, ha giocato con pazienza e un suo assist ha mandato a schiacciare Johnson. Tessitori: più ombre che luci, ma non ha paura... ha dato e preso botte senza battere ciglio; peccato per l'errore nella schiacciata.


Infine, cosa molto importante: 6 uomini in doppia cifra. Mica male, eh? Nonostante gli avversari abbiano preso 2 rimbalzi in più e smazzato 2 assist in più, nonostante loro abbiano tirato con un mostruoso 7/10 dall'arco.... bene: la Dinamo ha macinato molto più gioco, e la vittoria è meritata.

Tempo per ricaricare le pile? Zero. Dopodomani, martedì, si rigioca. Per citare l'epico Giovanni Dessole: daje Dinamo!

PROSSIME PARTITE EUROCUP :
Group B
Preview
Bilbao basket vs. Belgacom
Spirou
Oct. 29
Dinamo Banco di Sardegna vs. Elan Chalon
Oct. 29
EWE Baskets vs. Cedevita Zagreb
Oct. 30
20:00 CET

venerdì 25 ottobre 2013

Pistoia in arrivo, Dinamo al lavoro (e amarcord)

Ho ancora negli occhi la partita di mercoledì. Una grande, grandissima Bilbao messa alle corde dalla nostra banda di pirati. Una sconfitta che non abbassa il morale, anzi fa capire che anche contro squadre più grosse i nostri ragazzi se la possono giocare. E l'amalgama continua a crescere, con una costante che mi fa ben sperare: più di un giocatore ha detto che dobbiamo crescere in difesa. Sono assolutamente d'accordo.

La Dinamo giocherà domenica pomeriggio con Pistoia e subito dopo, martedì, con gli svizzeri del Chalon Sur Saone: due partite in tre giorni, in casa, in questo autunno che non da tregua.

Paolo Moretti ai tempi della Virtus
Domenica quindi arriva la neoporomossa Pistoia di Paolino Moretti. Promozione... non so perché ma la mente vola lontano... Moretti si affacciò al basket che contava proprio quando la Dinamo salì in serie A2... Chi ricorda quella serie di playoff? La Dinamo si presentò all'appuntamento con l'infortunio del suo faro Angelo Longo, top scorer del nostro team, ma con un Enzo Bigot che divenne il faro del gioco sassarese. Sembra passato un secolo. Ricordo che Bigot fece un patto: "mi taglierò la barba solo se e quando conquisteremo la promozione". Per sua fortuna andò bene: si rasò al volo negli spogliatoi appena dopo la sirena, poi uscì a festeggiare coi compagni. Quel giorno (gara 3) il palazzetto, piccolo piccolo, era strapieno. C'era un caldo tremendo. La mattina un gruppo di ragazzi entrò al palasport con l'incozzo del custode e sistemò nelle posizioni migliori in alto (gli attuali distinti settore A) i propri maglioni per occupare i posti. La nostra arrabbiatura nel pomeriggio fu enorme: ma bisticciare con gli zotici non serve a niente. Tutta gente che era lì solo perché era "la partita" (e così ce n'erano tanti due giorni fa: gli stessi che se ne sono andati in anticipo - restino a casa la prossima volta). Gigi Donati giocò col sopracciglio pieno di punti (e ne segnò 21): quel zuzzerellone  di Lasi glielo aveva aperto con una gomitata ben mirata in gara 2 a Siena (le immagini parlarono chiaro, solo gli arbitri non videro niente). Massimo Bini aprì e poi chiuse le danze con canestri esiziali, il resto della squadra giocò duro, e la Dinamo di Dino Milia, il presidente della nostra infanzia e giovinezza, arrivò alla serie A. Era il 1989.

Scusate la divagazione. Oggi siamo nel 2013 e la Dinamo è al quarto anno nella massima serie. Pistoia è la matricola, e arriva a Sassari dopo aver patito due sconfitte: 10 punti sul groppone all'esordio con Cantù e 8 punti domenica scorsa nella sconfitta casalinga con Avellino. Ora la Dinamo, poi Milano: due trasferte toste.

Moretti ha parlato molto schiettamente, com'è suo costume: la squadra è indietro nella preparazione nonostante un buon precampionato e ha i suoi difetti maggiori in difesa, ma vuole rendere la vita difficile alla Dinamo. Della serie: non andiamo in Sardegna a fare le comparse. Come dargli torto?


Jack Galanda in nazionale: un campione di razza

Sassari rivedrà Jack Galanda, che ha condotto i toscani alla promozione, e anche quel Meini che a Venezia ha sempre avuto meno spazio di quanto meritasse (a me piace molto). I due fanno da chioccia a una squadra che ha molti giovani: come gli stessi americani. A parte Meini e Galanda nessuno ha raggiunto i 30 anni. Il che significa freschezza atletica ma anche un pizzico di inesperienza in più. Il roster è QUI. La squadra di Moretti nelle prime due giornate ha fatto vedere una buonissima propensione al rimbalzo: è terza nella graduatoria. Nelle altre voci statistiche non si nota niente di eccezionale. Io metto l'accento su Washington e Wanamaker: le caratteristiche di questi due giocatori ben si sposano a dare fastidio alla nostra difesa.

La partita... nelle interviste di questi giorni oltre agli accenni al dover migliorare la difesa si è letta un'altra cosa interessante: la ricerca dell'equilibrio; per molti è un bene avere le due partite settimanali, perché aiutano. Giocare assieme è il migliore modo per crescere assieme. Ma giocare spesso stanca, e per una squadra che ha molti ultratrentenni il doppio impegno è gravoso. Fra l'altro alle rotazioni della Dinamo manca il giocatore più effeverscente di questo inizio di stagione: Jack DeVecchi. Spero di vedere un po' di più in campo Tessitori: la sua stazza va sfruttata, e Linton ha bisogno di rifiatare più di quanto egli stesso voglia ammettere. Lui e Thomas sono ancora indietro. Credo che vedremo ancora e più a lungo TD#12 assieme a Marques, e mi piace. Nessuno faccia musi: siamo una squadra, non una vetrina per belle esposizioni.

I tre fischietti saranno Lamonica, Biggi e Chiari.

giovedì 24 ottobre 2013

pinchios a la Vasca


Raul Lopez attacca sotto gli occhi di Johnson
Questo non è un blog di veri giornalisti, è un blog di amanti del basket, del mare, della vela, delle camminate e ogni tanto, anche di buona cucina. http://www.pinchosvascos.com/

E ieri effettivamente i baschi (non chiamateli spagnoli) del Bilbao Basket ci hanno "pinciato", infilzato come degli spiedini piuttosto gustosi. Un po' meno gustosa è stata la reazione del pubblico, che uscendo dal PalaRoberta si sarà chiesto cosa sarebbe accaduto se Giacomo DeVecchi fosse entrato in campo (starà fermo dieci giorni), se Omar Thomas avesse giocato come quell'altro "Omar Thomas" del Brindisi e dell'Avellino, e se Johnson, invece di entrare in campo con le mani insaponate, se le fosse asciugate per bene, ecc.ecc.
La realtà vera è che, spiedini a parte, questo Bilbao è una grande squadra europea e lo dimostra: due lituani, un lettone, un solo americano (per noi che siamo abituati ad esportarne battaglioni stile Marines),  addirittura un belga, un paio di croati, il tutto infarcito come una deliziosa "tapas", di baschi e di spagnoli (il nazionale Mumbrù, ala di 2.02 che ieri ha fatto 18 punti tirando giù sei rimbalzi con un sontuoso - quanto mi piace questa parola - +30 val.). 
Una Dinamo coriacea e condotta -finalmente- da un Marques Green all'altezza del suo nome (35'23" in campo, 19 pt., 4/4 nelle bombe, +27 val.), ha tenuto testa agli impressionanti break degli spagnoli/baschi, che viaggiavano costantemente ad una velocità al di sopra del normale. A un certo punto (secondo quarto) ce la siamo vista brutta, noi "piccoli piccoli" sotto di 17 al cospetto dell'Europa baskettara, di questa finalista EuroCup che ci dava lezioni di gioco a suon di canestri. Ma lì si è visto il carattere Dinamo, l'attitudine al collettivo e a farsi caricare dal pubblico: 2518 spettatori, tutto quello che volevo, quelli giusti.
Quelli dei play off di  Trapani e quelli di Cefalù. A fora li pindacci.
Senza offesa per chi lavorava o non aveva i soldi per comprare il biglietto, oppure che ha già speso per la prossima contro Pistoia.
Ma era veramente tosta lottare spalla a spalla contro i Baschi che hanno tirato giù, incredibile a dirsi, 47 rimbalzi totali, di cui 32 offensivi, contro i nostri 35 totali, e che hanno tirato dall'arco con una percentuale sontuosa#2 di 12/31.

Bilbao possiede nel roster il lettone Dairis Bertans, con le sue micidiali triple (4/5 e 17 pt. in 33 minuti), noi abbiamo avuto Caleb Green (0/4 nelle triple) e Omar Thomas (1/6 la sua modesta percentuale dall'arco). 

Queste sono state le chiavi della vittoria Basca, insieme ad una discreta serie di errori perpetrati da alcuni biancoblù che oggi non voglio nominare (è troppo presto, davvero). Una dimostrazione vera di come si gioca il basket moderno, spalla a spalla sotto canestro e senza rifugiarsi in stucchevoli scarichi (una cosa che a me personalmente fa venire la nausea e un certo senso di irritazione). Baschi sempre all'attacco verso il ferro a cercare botte & gloria, a guadagnarsi falli, che si sono tramutati nella "bellezza" di 27 tiri liberi concessi, a volte con magnanimità, da una terna non all'altezza (un croato, un francese e un certo Saso Petek che non è un personaggio di "Colorado", ma a quanto dicono un arbitro internazionale). Tutto sommato si è visto un metro arbitrale discutibile, hanno lasciato menare a piacimento e poi a un certo punto si sono messi a fischiare anche i respiri e i semplici contatti di gioco. Chiediamo quindi scusa ai 3 precedenti arbitri italiani della partita contro Cantù, teniamoci i nostrani che forse è meglio. 
Comunque è andata: 82-82 sulla sirena e ci abbiamo creduto, dopo aver rischiato di vincere davvero la partita nel tempo regolamentare, poi c'è stata la pròrroga (così si chiama l'over time in terra iberica) nel corso della quale abbiamo segnato i nostri 9 miseri punticini contro i 18 della corazzata Basca. Rafael Pueyo Mena, il coach basco, è stato lucido e non ha sbagliato una mossa, facendo ruotare la bellezza di 10 giocatori. E così i vari Mumbru, Lukauskis, Kavaliauskas, il lettone Bertans, Gabriel che sembrava un marziano, e pure Raul Lopez ci hanno "punito" per la gioia dell'Euskadi tutta, e del suo palazzo dello sport da 16.000 posti (mica il nostro, che è una palestra allargata alla bisogna priva di aria condizionata mentre fuori ci sono 30 gradi, come domenica). I nostri migliori? Drake Diener, 23 pt., 5 bombe, 5 rimbalzi, 31 val. E, ovviamente, il mini play Marques Green che giustamente Luca aveva difeso qui dentro non più tardi di lunedì scorso.  Infine un volenteroso "lobito" Fernandez, che ha preso contatto con un match di altissimo livello, il che costituisce una piccola soddisfazione personale da parte sua. 


Si riparte martedì prossimo 29 ottobre contro Chalon sur Saone, una città francese dalle parti del confine svizzero che non sarebbe male visitare, nel match di ritorno (e infatti stanno già organizzando una trasferta, rivolgersi come al solito a Gremi Viaggi). Ricordiamoci che i posti a disposizione per passare questa regular season sono tre, e che forse almeno tre squadre di questo girone sono alla nostra portata (abbiamo già vinto in Germania e dobbiamo ancora vedere di che pasta è fatta la belga Charleroi). 
Salud Y suerte, forza Dinamo !


*  *  *  *  *  *  *  *  *

Drake: canestri importanti, poca tutela dagli arbitri

In coda al post dell'owner, mi associo a quanto scrive facendo mie le sue riflessioni, che condivido. I miei due cent: Bilbao squadra più robusta e quadrata della Dinamo. Ottime le difese a zona fronte pari, generalmente pronte su rimessa: la 2-3 diventava 2-1-2, così l'area era sempre piena e i baschi impedivano i tagli alto-basso ai nostri; in una sola occasione abbiamo realizzato canestro spostando la palla sul lato e saltando la loro chiusura con scarico dall'angolo di Drake a Linton, che ha fatto canestro. E soprattutto questa zona si muoveva rapida da un lato all'altro sui nostri ribaltamenti, come fosse una cosa sola: qui la Dinamo ha solo da imparare, e tanto. Ottima anche la loro difesa sui pick and roll: hanno intasato la zona del blocco e alzato la squadra sulle linee di scarico, anticipando eventuali scarichi sul roll a canestro o sul pop nell'arco dei nostri. Lucidi nella circolazione di palla in attacco, i baschi hanno avuto pazienza, ciò gli ha permesso di segnare diversi canestri sulla sirena, i quali ci hanno tagliato le gambe. Molto gioco sul post basso da parte loro, soprattutto quando abbiamo abbassato il quintetto. Noi la palla l'abbiamo giocata pochissimo da quelle parti, e questo ha reso i nostri attacchi appena più prevedibili. Del resto i nostri due lunghi titolari continuano a giocare troppo a sprazzi.

Ma nonostante questa supremazia fisica, tecnica e tattica (davvero bravo il loro coach, un grande applauso), il Bilbao ha lo stesso pagato dazio quando abbiamo alzato il volume in difesa. La Dinamo è riuscita a recuperare i 17 punti di scarto del 22-39 e ha messo il naso avanti. Cos'è mancato là? Un po' di lucidità e un arbitraggio equo sui due lati del campo. Quando i baschi non riuscivano a segnare niente, la terna in azzurro li ha omaggiati di 10 tiri liberi frutto di 5 falli molto generosi (uno forse c'era, di Drake) a cavallo della pausa fra il terzo e quarto parziale. Peccato: ci sarebbe piaciuto giocarcela alla pari sotto il profilo delle scelte arbitrali. Ma la Dinamo non ha il blasone del Bilbao, e anche in Europa questo conta. 

Diciamo che gli arbitri europei hanno una sola cosa migliore rispetto a molti nostrani: non provocano giocatori e pubblico (i nomi dei zufolatori del Bel Paese maestri in questo li conosciamo bene), ma anche gli arbitri europei peccano professionalmente (il blasone delle mega-squadre pesa) e tecnicamente (almeno 4 infrazioni di 3 secondi in area "da regolamento").
Questo è quello che passa il convento, pazienza.

(Skywalkerboh/Luca)





lunedì 21 ottobre 2013

Spigolature post Cantù. E un tributo al fantastico Marques Green


"BANCO DI SARDEGNA SASSARI ammenda di Euro 450,00 per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri."

Oggi ho voglia di scrivere, allora riprendo un concetto espresso ieri nei commenti. Il pubblico e la civiltà nel basket. Sassari due anni fa ha vinto la Coppa Disciplina, ma l'anno scorso le multe sono state pesanti e numerose. Diciamola tutta: stiamo rischiando - in Italia, e forse anche a Sassari - che la mentalità imbecille di troppi ambienti del calcio entri a spintoni anche nel basket. Il disprezzo per l'avversario, l'insulto "preventivo" all'antipatico di turno, il lancio di oggetti in campo...

Ricordo gli anni 80', quando la Dinamo giocava le trasferte in luoghi dimenticati da Dio, come Campobasso, o anche gli anni 90', nelle trasferte in posti come Trapani (vi ricordate i play-off promozione per la Legadue?). E più recentemente località come Caserta o Cantù. E' civiltà? Raccolte premio di sputi, gavettoni, aste di bandiera, bottiglie anche piene. Sassari da questo punto di vista ha per nostra fortuna fatto vedere davvero poco. Però dall'anno scorso fino a oggi, se è stato giusto attuare l'intimidazione all'avversario, sta prendendo piede troppo facilmente l'insulto preventivo. E non mi piace. Bisogna distinguere però. Ci sono delle situazioni in cui un arbitro o un giocatore provocano apertamente (a volte scientemente), e in questi casi rispondere con un ruggito di protesta ci sta, ma non bisogna trascendere. Ci sono altri casi in cui l'atteggiamento è rivedibile. In precamponato Aradori - che a me non sta simpatico, sia chiaro, ma è un giocatore comunque fantastico (ieri si visto) - è stato insultato appena ha messo piede in campo per il riscaldamento. In precampionato!

Dobbiamo distinguerci dallo strisciante ingresso nel basket di certi atteggiamenti che con lo sport vero non c'entrano niente, senza rinunciare a fare quel fragore assordante che sospinga la squadra verso i traguardi che tutti desideriamo. Siamo già migliori di tanti altri, e in serie A l'abbiamo dimostrato applaudendo le grandi squadre che hanno vinto qui a mani basse (Siena qualche anno fa, Milano lo scorso anno, e non solo). Restiamo su questa linea di civiltà.

Passiamo ad altro. Quasi in sordina sta girando il video della vittoriosa trasferta in terra tedesca. La Dinamo ha pubblicato nel suo canale YouTube i due tempi. Li volete vedere? Eccoli.



La qualità non è certo delle migliori, ma apprezzo molto gli sforzi della società.

E passiamo ora al grande campione che è Marques Green. Ieri l'ho visto demotivato e di conseguenza opaco. Francamente lo capisco: Travis Diener pareva lanciato verso altri palcoscenici, e la Dinamo ha contattato il folletto ex Avellino con la promessa di riportare qua Thomas e Johnson. Il trio si è riformato, poi TD#12 ha deciso di restare a Sassari, e ora ha le chiavi della squadra in mano. Teniamo conto che TD#12 è arrivato a Sassari ben più avanti nella preparazione per via degli allenamenti e partite con la nazionale: è tonico oggi, più di Marques, ma calerà più avanti (è fisiologico).


Brutta botta, io ci sarei rimasto un po' male. Ragazzi, il Green visto ieri non è quello vero. Ho sentito qualche lamentela in tribuna, e non mi è piaciuta. Allora tanto per rinfrescare la memoria su chi è Marques Green, eccovi qualche cifra e e video.

20 assist in una partita: boom! Annichilì Milano nel 2011 con la casacca irpina sulle spalle. Negli ultimi anni Marques si ha diviso con TD la supremazia nelle classifiche degli assist ed è stato anche primo in quella dei recuperi. E per un giocatore che sa anche segnare tanto... Credo basti questo. Non dobbiamo far mancare il nostro sostegno a questo piccolo grande uomo dal cuore formidabile! 
E ora qualche video. 
Con una raccomandazione: allacciate le cinture!





LET'S GO MARQUES!!!


domenica 20 ottobre 2013

Nel segno di Drake, la Dinamo vince in allungo: 83-69




Aria condizionata? Questa sconosciuta. C'era più caldo stasera che a maggio. E sto parlando davvero di temperatura, non di atmosfera al Palace. Un saluto affettuoso a chi ha la responsabilità di queste cose e non fa niente.

La Dinamo ha vinto una partita dura, per essere la seconda di campionato. Ha saputo risalire la china e adeguarsi a un metro arbitrale a tratti indecifrabile: 2 falli sanzionati a Cantù in tutto il primo tempo (e di botte se n'è viste), e infatti Cantù è stata avanti tranquillamente, nessun fallo sanzionato alla Dinamo nel terzo parziale, e poi nell'ultimo quarto i tre in arancione parevano due vaporiere. La Dinamo ha vinto perché ha tenuto i nervi saldi quando la partita è entrata nel vivo, esattamente quello che non ha saputo fare la squadra ospite, dopo che per una trentina di minuti è stata avanti anche se di poco nel punteggio. Antisportivi, falli tecnici, in virtù di un regolamento che per alcune cose è più severo dello scorso anno.

Le due riviste in regalo oggi al Palace

La Dinamo ha vinto perché ha avuto un sesto uomo pazzesco: Drake Diener. 31 punti, canestri chirurgici in penetrazione, tiri dall'arco da distanze siderali, assist nelle transizioni. Il soldatino ha fatto pentole e coperchi, e la squadra gli ha ritagliato attorno gli spazi giusti. Pazienza e forza mentale. E soprattutto sacrificio. Il messaggio di Meo è chiaro: io posso permettermi Drake in panca e Jack nello starting five, voi fate come dico io. E la squadra con pazienza si sta adattando a rotazioni più lunghe e spazi ridotti. Forse l'unica nota stonata è stata la virgola di Marques, che però ha smazzato 3 assist al bacio nel secondo tempo.


Credo che la partita stia tutta qui. In mezzo: la Dinamo sempre con difesa a uomo, Cantù con qualche sprazzo di zona; la Dinamo ha giocato qualche minuto con Manuel e Brian come lunghi, Cantù ha totalmente cambiato i suoi giochi con l'arrivo di Pino Sacripanti: meno penetra-e-scarica dell'anno scorso, giochi più lenti... sembrava un'altra squadra. Ma ricordiamo che se le due squadre non hanno fatto grande spettacolo è perché hanno ambedue il doppio impegno in Eurocup.


L'MVP nella foto di Max Turrini

STARTING FIVE. In cabina di regia del quintetto anche oggi Travis Diener: 4 assist, 4 rimbalzi, 11 punti, tonico e rapidissimo nelle transizioni; ha sofferto la velocità di Ragland, che nel primo tempo è stato esiziale. Jack Devecchi: tanti minuti fino all'infortunio (si toccava l'adduttore destro), con 4 rimbalzi e altrettanti falli subiti; se Jenkins oggi non è entrato in partita il merito è di Jack. Omar Thomas: 10 punti e 6 rimbalzi e tanto lavoro su Pietro Aradori (tenuto a 14 punti). Caleb Green: più concentrato, ottimo avvio e poi partita di sacrificio, 10 punti, 5 rimbalzi e purtroppo 4 perse (alcune tremende). Linton Johnson: il minutaggio ridotto di Marques lo fa rendere di meno; è cercato poco dai compagni in avvio, poi sale e rolla bene nel finale e recapita nel canestro con schiacciata gli assist dei compagni; 10 punti, 7 rimbalzi e tante, ma tante sportellate (chiedete a Uter, che si è innervosito).
La panchina. Ovviamente si parte da Drake Diener: in 28 minuti ha collezionato 31 punti, 2 assist bellissimi e canestri importanti a levare le castagne dal fuoco; ha ridicolizzato i diretti marcatori. Brian Sacchetti: spesso in campo da 4, ha segnato poco ma ha recuperato 3 palloni d'oro, da questi sono partiti i contropiedi che hanno spaccato la partita. Manuel Vanuzzo: non può forzare, ordinaria amministrazione; qualche sbavatura. Marques Green: virgola nei punti, una partita che ha avuto una sola luce in 3 assist fantastici; non è parso dell'umore giusto. J.M. Fernandez: minuti nelle rotazioni del primo tempo, per amministrare il tempo, ma anche 3 rimbalzi e 1 assist. Amedeo Tessitori invece non è entrato... credo che sarebbe stato utile almeno nel primo tempo: Linton ha avuto 10' di fila in campo in avvio, e ha fatto fatica.
Il Coach: la sua squadra ha vinto anche nella valutazione: 95-60. Si sono visti quintetti davvero strani, ma essi hanno tolto riferimenti alle alchimie difensive di Sacripanti.
Ok, 1 vittoria, 1 sconfitta. Ci vediamo mercoledì sera: arriva Bilbao.

giovedì 17 ottobre 2013

Dalla Germania a testa alta, in attesa di Cantù

Devo riconoscere che mi ha fatto davvero uno strano effetto seguire la partita della Dinamo senza telecronaca, radiocronaca, e col solo play-by-play davanti al naso. E' quindi molto difficile esprimere un giudizio su quello che non si è visto.

Jack: starting five ieri!

Allora parlano le cifre. La Dinamo è schizzata avanti nel punteggio e non si è mai voltata indietro, macinando basket e annichilendo gli avversari. I miglioramenti più evidenti? Caleb e Linton, abulici domenica a Bologna, hanno squassato l'Oldenbrug a suon di triple, lay up, rimbalzi, stoppate e schiacciate. Marques e Travis hanno portato i loro assist rispettivamente da 2 a 7 , il folletto ex Milano e da 0 a 9 , il genio di Fond Du Lac. Penso stia tutto qui (o quasi). 25 assist complessivi (5 anche del "solito" Drake), che hanno prodotto ottime percentuali dal campo.


La Dinamo ha vinto difendendo dietro e facendo letteralmente volare la palla davanti. Poi ha tirato il fiato, e ci stava. Non si poteva pensare di vincere 120-70 o giù di lì.
La risposta è arrivata dal campo, come solo i grandi sanno fare. Imparata la lezione felsinea? Nella testa pare di sì. C'è ancora tantissima strada da fare. Dopo domenica gli scontenti erano/ eravamo parecchi. Ma mentre c'era chi diceva: "Ok, si è perso, devono amalgamarsi", c'è stato anche chi ha sparato a zero. Forse Sassari è stata un po' "viziata" dalle vittorie dell'avvio della stagione scorsa, ma è il caso di mantenere i piedi per terra. La Dinamo non è una squadra di brocchi che prende ceffoni a Bologna, né la supercorazzata che ha raso al suolo "cruccolandia". E' semplicemente un team dalle grandi potenzialità, rinnovato nella struttura, che sta lavorando per amalgamarsi. E' la testa che farà la differenza: la concentrazione in difesa e il passare bene la palla in attacco. Se la Dinamo terrà saldi nella memoria questi due grandi cartelli, si potrà raccogliere tanto.
E tocchiamo ferro, legno, e amuleti di famiglia.


Il futuro più breve mette dietro l'angolo la partita di domenica con la Cantù di coach Pino Sacripanti (un mio personale idolo cestistico). Cantù ieri ha vinto in rimonta (mentre invece hanno perso Roma e Varese) e domenica scorsa ha battuto abbastanza agevolmente la neo promossa Pistoia. Manco a farlo apposta, il protagonista di entrambe le partite è stato Pietro Aradori (uno dei più continui anche nella manifestazione di questa estate con la maglia della nazionale). 
 
Pietro Aradori

Abbiamo già visto la Pallacanestro Cantù nel precampionato (ha battuto la Dinamo ai supplementari): gioco solido, non velocissimo e alcuni innesti ottimi. Adrian Uter è un centro possente, Michael Jenkins è stato uno dei giocatori migliori della scorsa Legadue, e Stefano Gentile, un vero combattente, forse è il giocatore che interpreta al meglio il gioco di Sacripanti. La stampa specializzata ha scritto che questa Cantù non è forte come quella dell'anno scorso. Io credo invece il contrario, per un singolo motivo che sta nella parolina "play". Quest'anno Joe Ragland gioca dall'inizio della stagione, e in più c'è Gentile (il cui fratello Alessandro all'esordio da capitano ha battuto ogni record: espulso alla prima di campionato con squalifica commutata in multona). Fate voi due più due. Il punto debole del passato recente di questa franchigia è stato il play, ora credo che tutto sia stato risolto.
Non mi dilungo oltre.
Noi ci saremo.

mercoledì 16 ottobre 2013

pecunia non o(i)let


Tra una bella partita di basket e l'altra, date uno sguardo qui sotto.
"Know your rights", come diceva Joe Strummer. 
:)

















domenica 13 ottobre 2013

Brutta difesa, sconfitta giusta. 98 sul groppone

Direi che il titolo dice tutto, e potrei chiudere qui. Da aggiungere la latitanza dei due lunghi del quintetto base: nervoso e scorretto Caleb Green (irritanti due blocchi fallosi con spallata), cotto e fermo sulle gambe Linton Johnson. Sul pitturato della Dinamo si sono aperte praterie e la Virtus ha condotto la partita in crescendo, trovando sempre maggiore fiducia che le ha regalato qualche preghiera accolta dagli dei del basket. E se la Virtus non avesse sbagliato 11 tiri liberi lo scarto sarebbe stato umiliante.

Tonica la Virtus, davanti e dietro; a sprazzi invece la Dinamo, che nel primo tempo è stata su nel punteggio pur gettando più di un pallone alle ortiche grazie ai tiri da fuori, e nella ripresa è stata letteralmente surclassata dalla verve dei padroni di casa. Fossi stato in Meo avrei messo giù una zona 2-3 e sfidato - riempiendo l'area - i tiratori bianconeri.

Un bagno di umiltà per la non difesa sui tagli, sul contropiede avversario (i nostri non si accoppiavano mai) e sulle penetrazioni post pick and roll.

Omar Thomas

Eppure qualcosa di buono si è visto: Omar Thomas è parso più concreto di quanto non si è visto in prestagione, Tessitori ha cercato di non far rimpiangere Vanuzzo (che oggi sarebbe stato utile come l'oro alla povertà) e i due Diener hanno segnato molto. Bene anche Sacchetti Jr. al tiro. Dagli altri davvero poco.

Perde Milano, perde la Dinamo. Il campionato prende subito a schiaffi i pronostici della vigilia, e ci sta tranquillamente. Eppure se si segnano 88 punti giocando quasi senza i lunghi del quintetto e con Vanuzzo fuori, questo fa intendere cosa potrà essere la Dinamo quando troverà migliore quadratura nei suoi giochi.

Matt Walsh: partita monumentale

Poco altro da aggiungere, forse posso spendere qualche parola su coach Bechi: ha adattato bene la difesa contro le nostre caratteristiche di gioco; i suoi sono stati ben presenti sulle nostre linee di passaggio e hanno dato tutto, in termini di concentrazione e di fisicità/cattiveria; e poi: sull'unica fiammata della Dinamo nel corso della ripresa egli ha chiamato time-out subito, bloccando immediatamente l'inerzia, mentre Meo in questo tipo di lettura oggi non mi è piaciuto: troppo tardi sono giunti alcuni suoi minuti di sospensione. E diciamo: troppe palle perse (18) e pochissimi assist (la miseria di 6, contro i 19 della Virtus: una indecenza visti i 3 play in squadra -  ricordiamo che Fernandez l'anno scorso a Brescia era il top player in questa voce statistica). Ah, la valutazione: 110-71. Basta?


Torniamo ai singoli, ma sinteticamente perché ho già detto molto. Il quintetto base ha avuto poco da Marques Green (2 punti e nessun canestro dal campo, 5 palle perse e solo 2 assist), pochissimo da Linton Johnson (5 punti e 4 rimbalzi) e da Caleb Green (5 falli, 1 canestro dal campo e 1 solo rimbalzo). Meglio invece Drake Diener, che ha tirato poco ma bene (8 su 11 dal campo, 4 rimbalzi) e Omar Thomas, a lungo abulico, ha comunque dato un buon apporto, ma solo in attacco (16 punti e 7 rimbalzi).

La panchina: Travis Diener buono in attacco a livello realizzativo ma - udite udite - nessun assist. Lobito Fernandez in pochi minuti ha fatto rifiatare i pari ruolo (per qualche sprazzo ci ha giocato assieme) ma non ha aggiunto molto. Brian Sacchetti ha segnato tanto ed è stato il più concreto dei suoi (migliore nella valutazione: 18). Jack Devecchi senza infamia né lode. Tex Tessitori invece ha mostrato la faccia tosta, facendo a sportellate coi lunghi solidi di casa molto meglio dei due lunghi del nostro quintetto base, ma non è lui che deve salvare la patria. 
Si è perso quindi, giusto così. Subito si parte per la Germania e domenica arriva Cantù. Saranno tre mesi difficili: 21 partite di fila senza una pausa. La battaglia è appena iniziata.


giovedì 10 ottobre 2013

Si parte!


E allora ragazzi e ragazze: siamo pronti? Fine delle pretattiche, fine della prestagione, fine dei pronostici di una stampa specializzata che mette la Dinamo in una posizione che fa venire le vertigini. Pertanto tocchiamo ferro, legno e amuleti di famiglia.



Riprende il viaggio, finalmente. Più pesante dello scorso anno perché l'Eurocup ci aggiungerà al minimo dieci - e non sei come l'anno scorso - partite, più tosto considerando quanto si è elevato il livello medio delle squadre, e con un peso dentro con cui fare i conti: nessuno considerà più la Dinamo una matricola, una sorpresa o altro. Il campionato alza il mirino sulla nostra squadra e la nostra società per risposta mira più in alto: stavolta Sardara l'ha detto, invece di nascondersi.

Il primo step di questo lungo viaggio è molto delicato. Anzi, diciamo pure che io ho sempre temuto le prime 3-4 partite di ogni campionato: in esse chiunque può vincere e perdere con chiunque, pertanto occorrono nervi saldi, perché gli equilibri di squadra ancora non sono stati raggiunti.



La Dinamo arriva ai nastri di partenza col capitano ancora incerottato, ma quest'anno almeno il roster è un po' più lungo. E arriva allo start dopo una prestagione ricca di alti (all'inizio) e bassi (verso la fine), e con qualche cerotto supplementare, capitano a parte: Linton Johnson ha giocato molto poco (è parso un po' cotto), Thomas pare ancora fuori forma. E infine la piccola incognita Tessitori. Attenzione: a me Tex piace. Ha le palle, è grosso e ci sa fare. Ma non ha tutta questa esperienza, e ora che Vanuzzo è fuori la sua partenza sarà con un minutaggio già elevato. Io penso che Tex si adeguerà in fretta, ma per un po' lo scotto dovrà pagarlo, in termini di scarsa considerazione arbitrale, furbate degli avversari più navigati ecc. Ripeto: questo ragazzo ha le palle, e vederlo ben più muscoloso di quanto non lo era qualche tempo fa (guardate sul Tubo) mi fa ben sperare.

Si parte a Bologna, in casa di una Virtus nuovamente rivoluzionata e con una squadra tutta da scoprire. Coach Bechi ha molti giovani fra le mani, alcuni dei quali già smaliziati (Imbrò e Fontecchio sono davvero bravi), e una batteria di U.S.A. molto tosta. Non ho visto la squadra in prestagione perciò non aggiungo altro, del resto siamo all'inizio.


Vi lascio con due video: nel primo (di qualche anno fa) il centrone di Bologna, Jerome Jordan (215 cm, altissimo e possente), che ha conosciuto l'NBA a New York; nel secondo invece le interviste ad alcuni coach del campionato, con i loro pronostici per l'anno che verrà.

Un'ultima cosa, importante. Anche quest'anno siamo fieri della nostra personale partnership con una pagina facebook, Dinamo Sassari In Serie A, e con Valentina Sanna, le cui interviste (e non solo) saranno qui ospitate come per la scorsa stagione. E ricordate: questo è un blog, non una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi delle leggi vigenti. Lo si capisce anche dal fatto che i verbi vengono coniugati spesso nei modi congiuntivo e condizionale e sempre in maniera corretta.

Forza Dinamo!