domenica 22 settembre 2013

I miei voti all'Europeo dell'Italia

Caleb Green (Orlèans) contro Easley
Ciao a tutti. Con la notizia della bella vittoria della Dinamo ieri a Olbia sul Varese (98-81, ma è una amichevole, quindi non conta niente), mi accingo anche io a dare i miei voti alla partecipazione della nazionale italiana al campionato europeo che oggi troverà la sua regina fra la Lituania dei fratelli Lavrinovic e la Francia del furetto Tony Parker.

Ho deciso di gettarmi anche io nella mischia perché sono rimasto infastidito da alcune cose che ho letto nel cartaceo e in rete da parte sia di penne famose del basket italiano (come Luca Chiabotti), sia di alcune pagine di un noto social network.

Preciso subito che questa edizione dell'europeo mi ha dato emozioni molto forti: questa banda spuntata di pirati ha combattuto col coltello fra i denti, ci ha dato più di una soddisfazione e alla fine anche qualche delusione, ma il discorso è lungo e lo riprendo più tardi. Accenno solo a una cosa: gli schemi offensivi della squadra erano davvero poca cosa, e troppo spesso se non quasi sempre si finiva col giocare ripetuti 1contro1 (in molti casi divenuti 1contro5) che sono stati deleteri.


Andiamo con ordine allora, e partiamo dai singoli.

Pietro Aradori. Voto 7-
La guardia canturina è stato uno di quelli che mi sono piaciuti di più, nonostante abbia bucato le ultimissime partite. In una squadra che doveva frequentemente improvvisare, Pietro ha mostrato di attaccare l'1contro1 meglio di Gentile o Belinelli, e ciò perché ha tenuto lo sguardo sempre aperto sui compagni, per qualche buono scarico. E' vero che spesso i nostri 1contro1 non godevano dell'appoggio di taglianti dal lato debole per ricevere scarichi, quindi era dura per chi aveva palla in mano sfangarla. Beh, Pietro c'è riuscito meglio di altri. Nonostante, ripeto, le ultime due partite, dove la stanchezza ha tagliato la lucidità a fette.

Parentesi sulla stanchezza: badate bene che non è che era solo l'Italia a giocare così spesso, quindi non è che la stanchezza sia una scusante così forte. Tutte la altre squadre hanno giocato con la stessa frequenza.

Alessandro Gentile. Voto 6,5
Bisognerebbe dargli di più, perché è davvero giovane e quindi inesperto, ma sinceramente non me la sento. Io nel basket detesto chi si incaponisce a farsi salvatore della patria andando sopra gli schemi. Gentile l'ha fatto spesso. L'età e la spavalderia... Alessandro comunque ha mostrato di avere il dna del padre, e in quanto a testosterone non c'è problema: ne ha da vendere. Però se avesse letto gli adeguamenti delle difese che lui attaccava a testa bassa, avrebbe visto che a volte a chiuderlo andavano anche in 3, e questo significa che c'è sempre qualche compagno libero per un buono scarico. E' comunque migliorato tanto, si è svezzato bene.

Guido Rosselli. Voto 6+
Pochi minuti e sempre di rincalzo. Lui è uno di quelli che ha giocato sempre fuori ruolo, fronteggiando gente più alta, più grossa e più tecnica di lui. Non ha sfigurato, ha fatto la sana legna che ogni tanto ci vuole, e soprattutto ha mostrato grande umiltà e professionalità. Penso che se avesse avuto qualche minuto da 3 in quintetti appena più pesanti, la squadra avrebbe avuto giovamento.

Luca Vitali. Voto 6+
Anche lui spesso fuori ruolo, se non sempre. Ha giocato in 3 ruoli e si è sbattuto alla grande, mettendo spesso canestri importanti da fuori. C'è poco altro da aggiungere, se non che un suo utilizzo in cabina di regia sarebbe stato molto utile: diciamola tutta, rispetto a Cinciarini, Vitali è più play (leggasi: costruzione del gioco per i compagni).

Peppe Poeta. Voto 6,5
Uno dei due play puri della squadra. Giocatore abile a rompere le scatole ai play avversari, abile a penetrare per un buono scarico, abile a giocare i pick and roll/pop, che la nostra nazionale ha giocato spesso malissimo per colpa dei lunghi (e del coach?) che andavano a bloccare.

Seconda parentesi: i pick and roll/pop. La nazionale li ha giocati in tantissimi "schemi", ma non sono mai serviti a niente, o quasi. Mi spiego: il bloccante deve essere abile a spostarsi velocemente rollando a canestro o poppando sull'arco per ricevere gli scarichi del porta palla. Lo deve fare coi tempi giusti. Ecco: Datome a parte, che poppava fuori bene (infatti grazie ai soli TD e Peppe ha avuto assist per triple coi tempi giusti), gli altri che facevano lo stesso gioco hanno fatto quasi sempre schifo. Cusin bloccava graniticamente, ma rollava dentro sempre in ritardo, oppure non rollava proprio e rimaneva là fermo (ciò comportava l'immediato raddoppio dei due difensori sul nostro portapalla), Melli invece rollava abbastanza bene (ha ricevuto buoni scarichi sotto, molti più di Cusin) e poppava poco e male. Chi deve fare questi movimenti di blocco e taglio sotto o fuori deve capire il giusto momento del taglio sotto o fuori. Qui sono morti molti attacchi della nazionale. Non pretendevo certo le rollate sotto di Linton Johnson o le poppate fuori di un Vanuzzo, però cavolo: siete i giocatori della nazionale... quindi il basket lo dovete conoscere e applicare, no? Chiusa parentesi.

Nicolò Melli. Voto 7
Sempre e perennemente fuori ruolo, per scelta tecnica. Lui, giovane e voglioso, ha dovuto giocare sempre da centro marcando vecchi marpioni d'ogni sorta. Assieme a Gentile e più di Cusin è quello che è migliorato di più come giocatore grazie a questi europei. Abile a rimbalzo offensivo, buona parte delle vittorie nel primo girone sono dovute agli extra possessi frutto dei suoi rimbalzi. Ha segnato anche da fuori, soprattutto grazie a TD. E' il giocatore che più sarebbe utile alla Dinamo come italiano, ma costa un'ira di Dio, e Milano non se lo farà scappare mai.

Marco Belinelli. Voto7-
Ok, sparatemi, ma davvero merita di più? Si ha caricato la squadra sulle spalle, proprio quando gli schemi saltavano, e alcuni suoi canestri impossibili hanno pesato quanto i rimbalzi di Melli nel primo girone (quello delle 5 magiche vittorie). Poi progressivamente sono calate le tenebre: troppo spesso i suoi 1contro1 sono diventati come quelli di Gentile (e quindi 1contro5) e non ha saputo scaricare bene quando raddoppiato o triplicato. Anche lui ha dei limiti nella costruzione del gioco, ma resta comunque un finalizzatore.

Terza parentesi: guardate questo video. E' il commento di Flavio Tranquillo (ex coach, per chi non lo sapesse, e apprezzatissimo giornalista del basket di casa Sky). Fra le tante cose che ha detto, proprio quella di cui parlavo poco sopra è la più rilevante: la squadra italiana ha tanti finalizzatori che però in fase di costruzione del gioco non sono tanto abili. Il play puro: questo sconosciuto, questo poco utilizzato da Pianigiani. Ascoltate bene Flavio Tranquillo, amici.

Travis Diener. Voto 6,5
Ok, sparatemi. Ma ricordate che io amo questo giocatore quanto voi. Se il voto è "solo" questo il motivo ha un nome e cognome, ed è quello del coach. Qualcuno mi spieghi perché TD ha giocato così poco. "Perché non è bravo in difesa!". Ma va? Eppure TD si è buttato per terra per recuperare palloni, ha subito sfondamenti, ha aiutato a rimbalzo. Diciamola tutta: a Pianigiani la naturalizzazione di TD stava sulle scatole. Uno se è stato il miglior play del campionato delle qualità le ha. Allora falle fruttare, invece di incastrarlo in schemi che non portano a nient'altro che 1contro1. Quando TD ha calcato il parquet, meglio di tutti ha giocato i pick and pop: chiedete a Datome e Melli, che hanno realizzato triple importanti dopo il pick con TD. Chiedete poi ad Aradori, Gentile, Belinelli, che hanno avuto dagli scarichi di TD tanti tiri aperti (e nella partita con l'Ucraina, la più brutta dell'italbasket, li hanno sbagliati, liberi liberi). TD è stato il giocatore più sacrificato dal sistema di Pianigiani. E ridurlo a cambio di un Cinciarini che ha dato il massimo, spesso bene, ma ha palesato le consuete lacune nella costruzione del gioco beh... Per non parlare di quei momenti in cui era in campo da guardia, inchiodato su un angolo al solo scopo di portare via un uomo dai raddoppi e non hai mai, dico mai, ricevuto uno scarico da chi penetrava (il Belìn e Gentile più di tutti). Pianigiani deve spiegare anche un'altra cosa: bastavano 1-2 errori e TD vedeva la panca, mentre altri potevano anche fare 4-5 cazzate in fila e restavano in campo. Misteri della scienza. Pazienza. Hey TD, se è per essere utilizzato così la prossima volta resta a casa, così non leggeremo le cretinate dei vari Chiabotti ecc. sul tuo conto (e mi assumo come sempre la responsabilità di quello che scrivo). Aggiungo: se avesse avuto uno spicchio della libertà che hanno avuto altri... fate voi.

Marco Cusin. Voto 7-
Miglioratissimo in difesa: le sue stoppate hanno fatto brillare i nostri occhi. Solido in marcatura, con meno falli stupidi del solito. Pianigiani con lui ha fatto un ottimo lavoro: è riuscito ad entrare nella sua testa e gli ha dato fiducia, e si è visto. In negativo, come detto sopra, i tempi pessimi dei movimenti sui pick and roll (che hanno azzoppato molti attacchi), ma nelle situazioni di gioco a triangolo da blocco è andato bene (blocco al portapalla, scarico di questo sul lato, tagli di Cusin sotto e ricezione dal lato, spesso è finita con una schiacciata). In qualche caso è stato l'unico, in attacco, a capire quando era il caso di tagliare dal lato debole per ricevere lo scarico di chi penetrava (i pochi assist di Cianciarini sono quasi tutti qui).


Luigi Datome. Voto 8
E non perché giocava a Olbia ecc. In una parola: totale. Quando segnava, quando non segnava. Sempre presente, davanti e dietro. Tanti tiri (molti a bersaglio) fuori dagli schemi. E ricordiamo: ha giocato quasi sempre da 4, quindi fuori ruolo. Si è fatto male durante la rassegna (come TD), ma non ha mai gettato la spugna. Il capitano dei sogni. Sempre col coltello fra i denti. Sempre pronto a caricarsi (con maggiore esito positivo rispetto ai tutti i compagni) la squadra sulle spalle. Pazzesco (anzi: "passesco", per usare le parole di Michelini) in aiuto difensivo: chiusure, stoppate, rimbalzi, botte. Esiziale in attacco, e anche quando ha forzato (a volte sbagliando) è stato l'unico che non mi ha fatto saltare i nervi. Il migliore per l'Italia, l'MVP.

Daniele Magro. Voto 6 (o è meglio un S.V.?)
Ha visto pochissimo parquet, ingiudicabile. Al posto suo, con fuori Gallinari, Gigli e Bargnani, avrei preferito un ultratrentenne come Michele Maggioli (ma ce n'è altri, italici grossi, anzianotti o meno e con esperienza, che potevano essere chiamati): in quei pochi minuti in campo sarebbe stato più prezioso. Questa scelta strutturale - più della questione play puro - è stata la peggiore fra quelle di Pianigiani, e ha pesato molto più di quanto non sia stato scritto da nessuna delle penne del giornalismo italiano impomatato.

Andrea Cinciarini. Voto 7-
Non è un play puro, punto. Ma non è colpa sua. E' colpa di Pianigiani se i due play puri (Poeta e TD) hanno giocato poco. Ma il Cincia ha dato tutto: difesa (il migliore fra i play in questo fondamentale), corsa, botte, e un senso di attacco al canestro migliore di Belinelli e Gentile, anche se il Cincia è più magro di loro. Assieme a Datome è forse quello che ha interpretato meglio la filosofia del "non mollare mai". Più di così non poteva fare.

Pianigiani (Dalmonte ecc.) Voto 6,5
Merita un voto alto, diciamo 8, per come ha motivato la squadra e per come ha costruito tanti di quegli aggiustamenti difensivi che hanno sopperito alla leggerezza e poca fisicità del team. Sotto il 6 invece per come ha fatto giocare la squadra in attacco. Praticamente mai la palla in pivot basso: cosa che è utile non solo per il gioco sotto canestro in sé, finalizzato all'appoggio del lungo a canestro cui viene data la palla in post basso, ma serve anche ad attirare raddoppi (e quindi scaricare fuori) o smazzare passaggi ai taglianti dall'alto della lunetta. Come già detto: pick and roll/pop giocati male. Più sopra ho detto chi ha giocato male questo schema (quasi sempre il lungo), però qui la colpa non è solo del singolo giocatore... il coach, che ha mostrato di sapere entrare nella testa della squadra, poteva ragionare anche su questo. Pochissimi ribaltamenti del pallone, soprattutto contro la zona (anche questo è stato giustamente fatto noatre da Flavio Tranquillo). Tanti, troppi giochi in isolamento ("la salvo io la patria"), ed essi sono frutto della imbarazzante pochezza degli schemi offensivi del duo Pianigiani/Dalmonte e della scelta di tenere più in panca che in campo i play puri.

Chiusura. Il plauso alla squadra, che ci ha messo tutto. Ben organizzata dietro dal coach, male organizzata davanti dal coach. E' stato il testosterone più della testa a rimettere su più di una partita. Il testosterone c'è stato, ed è merito dei ragazzi, la testa un po' meno, ed è "merito" del coach (quel coach che in Italia ha vinto tutto - bene bravo bis - ma chissà perché in Europa ha un grande ZERO nel palmarés - e correggetemi se sbaglio).

Ho avuto grandi emozioni, lo ripeto. Peccato per come è finita. Adesso siamo (poveri noi) nelle mani di uno dei più grandi maneggioni della politica e dello sport in Italia: Petrucci, che sempre trova una buona poltrona da occupare. Vediamo se questa wild-card per i mondiali riesce ad ottenerla. E chissà che l'Italia finalmente riesca ad affrontare una rassegna continentale senza che quasi tutte le sue stelle NBA abbiano la bua e restino a casa. Avete notato che è una costante? Ok, i contratti NBA contengono minacce di calcio-nel-didietro-e-vai-a-casa-se-ti-fai-male se vuoi giocare fuori dall'NBA con la tua nazionale, ma perché siam così calabraghe?

E adesso ditemi cosa ne pensate.