lunedì 8 aprile 2013

Reggio Emilia (via Parma) A/R


il grande Drake sulla rivista della Trenkwalder

Ecco la cronaca della mia prima ed unica trasferta (finora) di questo campionato. Come avete letto nei 2 precedenti post di Luca, il presidente ha evocato la mozione degli affetti per chiamare a raccolta tutto l'ambiente (leggermente scosso) intorno al progetto Dinamo. Sotto questo aspetto siamo abbastanza d'accordo con i dirigenti, che si sono impegnati fino in fondo in questa impresa e, come si suol dire, ci mettono la faccia. Noi ci abbiamo messo i soldi degli abbonamenti e di qualche trasferta, loro "qualcosina" in più, spero di essere stato chiaro e sintetico. Quindi, vai col racconto. Buona lettura :)  
"Mi prenderò cura di te..." - alle ore 20:45 in leggero ritardo (recuperato) il 347 Ryanair parte e mi fa volare fino alla terra emiliana, in un uragano d'acqua degno dell'Irlanda, e non del Mediterraneo. Abbiamo due stagioni, ormai, come nelle isole britanniche, l'inverno lungo, freddo e piovoso e l'estate torrida, arida e con caldo soffocante. Tutto o niente, bianco o nero un po' come la Dinamo di questo scorcio di stagione. Sono una persona puntuale, precisa agli appuntamenti, mi scoccia arrivare in ritardo, perciò mi muovo dalla sera prima. Non potrei mai sopportare fare un lungo viaggio e giungere a partita iniziata, è una cosa che mi fa stare male; voglio vedere il luogo, anche se lo conosco già, voglio respirare l'aria bella del palazzetto che mi ospita, voglio scrutare le facce degli avversari, chiedere autografi, magari fare un bel giretto in città. Parma neppure la cito, elegante e raffinata, città che mi collega velocemente con Reggio (15 minuti di treno in orario, mica la littorina Sassari-Sorso, non so se mi spiego) e in un baleno sono laggiù. Per capire che siamo in Italia, anzi nel cuore dell'Emilia, che per conto mio è il meglio della Nazione, basta fare a piedi tutta la via Emilia in centro (una strada fondamentale che porta in mille direzioni) e capisci tutto, chi sono, da dove arrivano, la cultura, l'intelligenza e la disponibilità di questa gente; cose già dette nella precedente trasferta reggiana di Legadue, ma che mi preme ribadire ... in futuro dovremmo essere tutti meno scontrosi, più scafati, più intelligenti, invece di guardare storto il primo che sbarca, genere "uomo bianco venuto dal mare", come se fossimo gente che "si difende da tutto", perennemente arroccati dentro la nostra inguaribile mentalità da isolani. Meno indiani e più emiliani.
Mi prendo cura della Dinamo ma scopro via cellulare che il grosso della truppa biancoblù è fermo a un casello, loro sono assolutamente in ritardo, sbagliano strada dopo Parma, li scortano e tutto questo pesa come un macigno sulla riuscita della trasferta. Non gliene frega nulla in fondo perchè nel "terzo tempo" festeggeranno con i loro amici reggiani, in un ristorante collocato in un posto sconosciuto (Lido non so cosa) della pianura tra Parma e Piacenza, l'essenziale è che trionfi l'amicizia e la voglia di vivere. Valori veri, cose che ci tengono uniti e che ci fanno respirare. Sangue pulito che circola nelle nostre vene e che ci fa andare avanti. Una bella boccata di aria pura anti-depressiva e naturale, dopo la demenziale partita anti-milanese del sabato prepasquale (con ospiti sgraditi alcuni insolenti travestiti da "ultras" malamente collocati nella nostra casa del basket). Eravamo un centinaio lì al PalaBigi ma forse non sarebbe cambiato nulla, ieri la Dinamo poteva perdere anche con i 7000 tifosi della Stella Rossa Belgrado in tribuna cantanti e festanti.   
Drew Gordon in tuta - Torniamo alla partita. Prima di tutto non so perchè Gordon non abbia giocato, si è fatto tanto per portarlo a Sassari all'inizio della settimana e per tesserarlo, ma ha solo visto il colore del parquet. Non credo che sarebbe stato risolutivo visto che sta conoscendo i compagni di squadra e ha fatto non più di 3 allenamenti, però sarebbe stato un buon test per lui e per gli altri. Siccome la squadra la fanno i tecnici e non i tifosi (chi mancherebbe altro), mi accontento del mio bel autografo di Drew, e in parole povere il californiano mi sembra uno sufficientemente umile e forte per far parte di questo progetto. E' un "4"? Sarà un "5"? Non lo so, l'essenziale è che si sbatta sotto canestro e che aiuti la squadra. L'unico tempino (il primo) giocato bene di una partita nata male vede una Dinamo grintosa e fattiva dal punto di vista difensivo, il secondo quarto lo hanno visto tutti in TV ed è inutile commentarlo. Dopo la sirena lunga c'è stato un bellissimo intermezzo di solidarietà da parte di due rappresentanti della tifoseria, che giovani nel corpo e nello spirito (anche se con irrisolvibili problemi di calvizie) hanno portato un bel dono alle vittime del terremoto in Emilia del maggio 2012. Si è visto il meglio che ci si possa aspettare da un partita di basket, pubblico numeroso, caldissimo ma corretto, incitamenti costanti all'indirizzo della loro squadra, applausi a scena aperta anche in favore della Dinamo e infine una specie di apoteosi in pieno campo, anzi un'orgia biancorossa, nel corso della quale avrei voluto sinceramente trovarmi da un'altra parte, ma in fondo in fondo sono rimasto contento per loro (che ormai si sono salvati, con 30 punti, e stanno riverdendo i fasti di una "Cantine Riunite Reggio" che conobbe la A1, e dopo anni di anonimato in Legadue si aspettano di tornare finalmente nel basket che conta, magari ad altissimo livello; non so se a Reggio Emilia centreranno i play-off ma glielo auguro, in fondo se lo meritano di cuore).
Partitaccia - non si può pensare di vincere su un campo così ostico, molto simile al PalaSerradimigni, tirando male da 3 (29,4% per cento nelle bombe contro un sontuoso 54,2% della Reggiana, già questa ci sembra la chiave di lettura), non prendendo rimbalzi (la Trenkwalder tra offensivi e difensivi ne ha tirato giù 35 contro i nostri 27) e lasciando spazio alle loro guardie tiratrici. Eccolo di nuovo: Troy Bell, l'uomo nero, l'artefice di una amarissima sconfitta nei play off di Legadue (gara3) ai tempi della Vanoli Soresina, colui che riuscì a rubare palla a Jason Rowe - in pratica un giocoliere della palla a spicchi - lanciandosi a canestro per poi venir stoppato dal folletto di Buffalo in modo irregolare (difficile dimenticare quel famoso match). Dopo uno strano girovagare in Legadue, l'uomo di Minneapolis è finito pure a Sant'Antimo, nel febbraio 2013 egli è tornato, ci ha aspettato e ieri alle 12:00 ci ha castigato con i suoi 28 punti, +36 val. record assoluto della giornata. Poi Donell Taylor, che ieri era on fire e ce ne ha fatto 22. A seguire tutti gli altri, compresi Brunner (l'uomo che ha cambiato forse 10 squadre), Cervi e Cinciarini, un vero motorino del gioco che ha gironzolato indisturbato sul parquet per 4/4, che insomma sta diventando uno dei migliori italiani. 
"...e sarò sempre dalla tua parte" - Insomma, meglio non parlarne più di questo match. Bastano i fatti e gli sguardi, i visi tristi dei giocatori all'uscita, il grande cuore di Manuel che ci ringrazia, gli occhi pieni di speranza dei miei tifosi, che sorretti da una fede incrollabile li hanno incoraggiati proprio in quel modo perché è così che si fa nel basket. Questa (e mi ha stato spiegato da chi allena i giovani in palestra) è la guerra del terzo millennio, si vince o si perde ma sempre in piedi. Si pensa già alla prossima partita, cercando di affinare la forma in vista dei playoff che inizieranno il 9 maggio, al meglio di gara7, una formula stile americano massacrante che metterà a dura prova le coronarie e la pazienza di tutti noi. La fine della regular season ora è il banco di prova in vista del 9 maggio: questa è la sfida. Prendersela e smadonnare per l'ultima sconfitta è inutile, l'essenziale è continuare a lavorare, recuperare gli assenti ingiustificati, riportarli ad un livello di forma accettabile, ricreare l'alchimia di gruppo e di spogliatoio, da sempre la ricetta vincente della gestione Sacchetti. 
Centelli dati e subiti -  è vero, si è perso male, anche a Cremona (81-108), ma non scordiamo che la Dinamo, che non vince in trasferta da Brindisi (93-95 al palaPentassuglia il 3 marzo), di centelli ne ha preso due impartendone in ogni caso tre agli avversari: a Biella (72-100 per noi), contro Montegranaro (106-90) e contro la Reyer in casa (108-84). Chi svilisce la Dinamo di oggi, dimenticando troppo facilmente il Banco-grandi-imprese, dovrebbe pur tenere conto di questo, cioè di una squadra che quando è in giornata impartisce severe lezioni agli avversari, ma che quando gioca "scarica" o mentalmente "altrove" (in fondo siamo salvi da tempo e coi play off in tasca) subisce rovesci davvero impressionanti. Se non fosse così non sarebbe il basket, dove nulla è prevedibile e tutto può accadere. I love this game. Il resto è un treno diretto a Milano - ruote umane dinamiste - e un aereo che parte da un aeroporto affollato di gente con molta fretta, con birre Corona esageratamente costose (6 euro), con troppa stanchezza per avere paura del volo. Distrutto, sbarco da Ryanair e scopro tramite Luca che Roma e Varese hanno perso (evviva!). Tutto come prima.
Cervi ha catturato 4 rimbalzi e la Reggiana in tutto 35 

mi sfugge chi sia questo Andreone, ad ogni modo una bella iniziativa

biglietto + autografo di Drew Gordon #32, panchinaro di lusso

Drake ha segnato 12 punti

Noi e i Reggiani - si intravede la mia faccia furibonda ...

Reggio 2010 - gran bella trasferta, ma anche allora andò male...

So perfettamente che lo staff è sereno e che questa è la precondizione per la assoluta tranquillità del gruppo. I dirigenti formano un team affiatato perché si sa che tutti remano nella stessa direzione e ciascuno sa che quel che deve fare al momento giusto. Non hanno bisogno dei miei consigli, che risulterebbero quindi inutili.

Voglio però che si divertano, con facilità, ironia e se possibile, leggera follia. STAY FOOLISH. Non voglio più vedere il presidente che tira fuori i numeretti dell'anno scorso davanti ai giornalisti (peraltro) più morbidi della terra, voglio che lui si diverta e che si pensi a Virtus Roma e a tutto il resto che verrà; voglio che Meo Sacchetti si diverta, torni a infondere coraggio senza fare battute che non ci stanno ("avete visto, finalmente anche noi siamo riusciti ad arrivare a due sconfitte consecutive. Il problema non ci tocca, perché non pensavamo certo di essere imbattibili e non poter perdere due volte di fila" - davvero qualcuno a Sassari può essere contento di 2 o 3 sconfitte di seguito?). Ora chiudo, perché l'essenziale sono quelle parole quasi scolpite e per me assolutamente cariche di significato, che stanno da un bel po' in cima a questo blog; io, Luca e parecchi altri (non siamo di certo i soli!) sappiamo bene di cosa si tratta, è lo spirito e l'essenza stessa del sostegno, e chi pensa all'immediato si perde il gusto della vittoria, che arriverà presto come la migliore delle medicine.

I WILL PROVIDE FOR YOU AND I'LL STAND BY YOUR SIDE.
Semplicemente forza Dinamo, e tutte le chiacchiere stanno a zero.

4 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

chapeau ;)

SoloDinamo ha detto...

Luca, perchè stai parlando francese :)
ho anche una foto di DiLiegro all'uscita sotto il sole di Reggio (perchè LI' HANNO il sole, non è mica come in Eire/Sardegna), però non riesco a scaricarla dal cellulare.

ilbattelloebbro ha detto...

tre sonore batoste le ultime partite, impossibile affermare il contrario. una cosa che spesso ripetono gli allenatori è che una sconfitta la si può accettare, soprattutto quando chi ti batte gioca meglio di te, la cosa difficile da accettare è che la squadra non ce la metta tutta, non sputi sangue in campo. dire che la dinamo stia peccando di arroganza sarebbe sbagliato, per carità. semplicemente, come ha detto il presidente dopo cremona, “abbiamo le ruote sgonfie”. gli sguardi spenti dei giocatori esprimono tutto il rammarico per il momentaccio che stiamo passando. in quegli sguardi c’è amarezza, delusione, impotenza ma sicuramente non indifferenza. certo, vedere in campo un drake versione fantasma fa male ma sono sicuro che esprimere la propria delusione fischiando o allontanandosi dalla squadra sia un pensiero che non sia nemmeno passato nell’anticamera del cervello dei dinamisti. il pensiero, almeno il mio, è quello di dare una vigorosa pacca sulle spalle dei giocatori. noi ci siamo e ci sono anche loro. non è eccesso di buonismo. è semplicemente una conseguenza dell’ottimo campionato che sta facendo la squadra. la nostra è una squadra “piccola” che sta facendo faville. e da tifosi di una “piccola” squadra siamo abituati a soffrire. disposti ovviamente a gioire ma sempre pronti e abituati a soffrire, a testa alta. l’unica cosa inammissibile è che non ce la si metta tutta. ma non è il nostro caso. certo, le tre batoste suscitano dispiacere ma la voglia di gridare e applaudire la squadra è più forte che mai. forza e coraggio, dinamo.

SoloDinamo ha detto...

bravo !!! Ci vuole coraggio....sono certissimo che domenica prox contro Roma ce la metteranno tutta.
I primi ad essere preoccupati sono loro, che scendono in campo, e nessuno ci sta a perdere, non dimentichiamolo mai. Adesso dobbiamo veramente sostenerli !
ciao