domenica 28 aprile 2013

Vittoria 87-74 e record: 42 punti!

la Torres !
Iniziamo col fare un grosso applauso (*) alla squadra di Sacripanti, fragoroso. Senza americani, senza Akindele (scappato) con Jonusas zoppo e Mavraides in panchina solo per fare numero, i ragazzi della Juve hanno affrontato la partita a testa alta, e se non fosse stato per un arbitraggio che definire casalingo è dire poco (sì, avete letto bene), forse se la sarebbero giocata quasi fino in fondo. E qualcuno mi spieghi il perché dei fischi a Mordente.
*...ma anche al Biella del grande Dimitrios Tsaldaris!

Drew Gordon, anche oggi balzi stratosferici

Dall'altra parte una Dinamo che continua a lavorare per inserire i due nuovi, con Gordon sperimentato anche da 4 e Becirovic un po' più intraprendente. In mezzo una Dinamo che ha sbagliato una decina buona di ottimi tiri (anche alcuni appoggi facile sotto canestro) e che ha giocato a sprazzi, ben illuminata da un Travis Diener che ha corso velocissimo. Tutti hanno giocato meno di 30', ed è forse la vera notizia della serata. Poi aggiungiamo 5 uomini in doppia cifra, 20 assist complessivi (9 per il Magnifico), e un 38-33 nei rimbalzi che era scontato (ben 8 arpionati da Thornton).


Davvero non c'è molto da aggiungere sulla partita, ma su quanto c'era attorno sì. Dal banchetto di Emergency alla lotteria di metà tempo; dal muro di mega foto per Drew Gordon (che ha ringraziato con doppio saluto militare) al botta e risposta fra settore C e D sui cori. I tanti cori e saluti per Diliegro, Ignerski, Binetti e Laguzzi fatti incautamente sedere davanti al Commando (ovviamente scherzo!) e l'aria condizionata lasciata spenta.

In tanti abbiamo seguito la partita con un occhio agli altri campi, dove hanno vinto Varese (prima matematica), Roma, Siena, Venezia, Milano (a Cantù) e infine abbiamo letto della sconfitta di Reggio Emilia e l'allungo di Venezia, ora certa di stare nelle otto che disputeranno i playoffs. Le squadre ormai sono queste, vanno solo incastrate le posizioni dalla quarta all'ottava, poi il 9 maggio (giovedì) si parte per una post season che si preannuncia massacrante: in campo ogni due giorni, tutte le serie al meglio delle 7 partite e i pronostici di alcuni quotidiani che indicano Roma e Sassari come le più deboli delle magiche otto. Tanto meglio, speriamo di tappargli la bocca.


Domenica si vola a Siena per l'ultimo valzer, e sarà partita vera, perché a Meo e ai ragazzi non piace perdere e sono tutti dei professionisti, e Siena deve raggiungere la quarta piazza (con Milano quinta, avere la bella in casa conta tantissimo). Oggi in tribuna si è sentito di tutto, la più gettonata era: "Siena e Milano vogliono arrivare sesta e settima per stare dalla parte del tabellone della Dinamo e di Roma". Staremo a vedere. Io spero solo di non trovare dalla nostra parte Milano, che vedo favorita per il titolo assieme a Varese. Si facciano la pelle a vicenda in semifinale, se ci arrivano. Pensiamo a noi, passo dopo passo, e guardiamo avanti, senza fare calcoli, alla fine tireremo poi le somme.


Travis il Magnifico guarda avanti
TRAVIS MVP 2013 ! e Bootsy miglior over35. 
42 punti ragazzi: nuovo record, e tutto con poca difesa. Se mettiamo a posto questa...

L'omaggio alla Torres
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-La Cimberio Varese è già matematicamente prima 
-Il Banco di Sardegna Sassari è già matematicamente secondo 
-L'Umana Venezia è ottava

38 ACEA-EA7 EMPORIO ARMANI
3 EA7 Emporio Armani 2-0
4 Acea Roma 0-2

38 ACEA-MONTEPASCHI
3 Acea Roma 1-1 e +13
4 Montepaschi Siena 1-1 e -13

38 EA7 EMPORIO ARMANI-MONTEPASCHI
4 EA7 Emporio Armani 2-0
5 Montepaschi Siena 0-2

38 ACEA-EA7 EMPORIO ARMANI-MONTEPASCHI
3 EA7 Emporio Armani 4 vittorie
4 Acea Roma 1 vittoria, poi 1-1 e +13 vs Siena
5 Montepaschi Siena 1 vittorie, poi 1-1 e -13 vs Roma 


36 EA7 EMPORIO ARMANI-MONTEPASCHI
4 EA7 Emporio Armani 2-0
5 Montepaschi Siena 0-2

36 EA7 EMPORIO ARMANI-TRENKWALDER
5 Trenkwalder Reggio Emilia 2-0
6 EA7 Emporio Armani 0-2

36 MONTEPASCHI-TRENKWALDER
5 Montepaschi Siena 2-0
6 Trenkwalder Reggio Emilia 0-2

36 EA7 EMPORIO ARMANI-MONTEPASCHI-TRENKWALDER
4 Montepaschi Siena 2 vittorie e +11 (quoz. punti 1,044355)
5 Trenkwalder Reggio Emilia 2 vittorie e +10 (quoz. punti 1,039683)
6 EA7 Emporio Armani 2 vittorie e -21 (quoz. punti 0,927835)

34 TRENKWALDER-LENOVO
6 Lenovo Cantù 1-1 e +16
7 Trenkwalder Reggio Emilia 1-1 e -16

32 LENOVO-UMANA
7 Lenovo Cantù 1-1 e +16
8 Umana Venezia 1-1 e -16 

foto di Salvatore Madau 

venerdì 26 aprile 2013

Dinamo a lezione di difesa: arriva Caserta

INTERVISTA A STEFANO SARDARA 
Nel post precedente ho espresso tutte le mie perplessità sulla difesa pessima della Dinamo nella partita di Bologna, ma il tutto era come "annacquato" dal risultato raggiunto, un risultato storico: non parlo dei 120 punti segnati, ma del secondo posto in classifica. E' stato pertanto un grande piacere leggere l'intervista a coach Sacchetti dove egli manifestava tutti i suoi dubbi e preoccupazioni sull'atteggiamento della squadra, tutta tesa al segnare un canestro in più, quindi al non difendere.

DEFENSE!

L'articolo è QUESTO, e Meo dice a chiare lettere che se la squadra non difende nel playoff non si farà molta strada. Ci ho ripensato, e ho maturato questa riflessione: questa Dinamo sembra quella Panapesca Montecatini (A2) di una ventina di anni fa, che coi giovani Boni e Niccolai spaccava in quattro le partite, segnando valanghe di canestri, ma aveva la peggiore difesa del campionato. Un vecchio saggio del basket NBA diceva: "Con gli attacchi si vincono le partite, con le difese invece le serie (di playoff)". Come non dargli ragione?

La Dinamo è stata voluta da Meo più agile che pesante, più veloce che stazionaria, più leggera che tosta, in nome di questo basket moderno in cui tutti sanno fare canestro da fuori e vanno poco sotto le plance. Poi si guarda l'Eurolega e si vedono centroni con due spalle così, e difese che strozzano gli attacchi. Avete visto ieri Barcellona-Panathinaikos? Due centroni possenti, due difese asfissianti.

In questa Dinamo in cui la panchina a volte segna poco, è proprio la panchina a esprimere le migliori difese: non è un caso che spesso la Dinamo stritoli le squadre avversarie quando uno (o più) fra i vari Devecchi, Sacchetti e Vanuzzo è in campo. Pensateci bene. Io stesso qualche volta ho mosso critiche evidenziando che segnano poco, ma ho sempre tessuto le lodi della loro attitudine difensiva, e a volte i più blasonati U.S.A. (polacco incluso) pare che difendano con appena meno impegno "tanto c'è Jack, o Manuel, o Brian a tappare il buco". Poi quando vedi che Travis o altri corrono davvero dietro per recuperare un pallone, raddoppiare, flottare o aiutare a rimbalzo, vedi che la squadra decolla. Ma non è una costante.

Siena è stata sì battuta con una gragnuola di triple, ma è stata la difesa a spezzare i giochi ai toscani. Idem con Cantù, tenuta a punteggio basso (poi c'è stata la magia di Drake sul finale, ok). Quando difende la Dinamo è devastante. Punto. Sta tutto lì. E ora che il roster è più lungo, quanti difendono meno non hanno scuse: dato che c'è più possibilità di rotazioni coi cambi, ci si può spremere di più dietro.

Stefano Gentile: il capo dei pirati

Scrivo sul titolo "a lezione di difesa". Caserta non ha la migliore difesa del campionato, e ha preso anche sonore imbarcate, ma la squadra di Sacripanti è quinta per minor numero di punti subiti (76.5), e lo è con una squadra meno attrezzata di altre (Dinamo compresa). Caserta è l'unica squadra del campionato senza americani e ha anche perso Akindele (scappato), eppure i ragazzi campani lottano col coltello fra i denti, sono dei veri leoni del parquet. La Dinamo questo lo sa bene: all'andata venne umiliata, mazziata e sconfitta in una partita che mise in vetrina tutti i limiti dello "stare allo specchio in attesa che l'avversario sbagli e a noi entri qualche tiro". Finì 88-81, ma la Dinamo fu sotto con maggiore distacco per lungo tempo, e l'indice di valutazione finale fu la perfetta fotografia della partita: 101-73 per i campani.

Andrea Michelori (contro Linton Johnson): non ha mai paura

Andate a leggervi il ROSTER dei campani e stropicciatevi gli occhi. Questi ragazzi meritano tutto il nostro applauso per come stanno affrontando il campionato, con una società in piena crisi economica ma col sostegno e l'affetto di un pubblico estremamente attaccato ai colori sociali (come noi). Caserta è quindi tutta corsa, polmoni, attributi, forse un po' leggera ma sicuramente determinata. I playoff sono lì a 2 punti: Venezia non riesce e staccarli, e ci ha perso contro al Taliercio. Se la Dinamo domenica dovesse perdere non meravigliatevi.

I bianconeri nelle topfive evidenziano il solo Akindele 2° nei rimbalzi (8 a partita), ma il nigeriano è andato via. Nelle statistiche di squadra invece vediamo il 76.5% ai tiri liberi (4° posto in graduatoria), il 1° posto nelle palle perse (17.6 ad allacciata di scarpe). Niente altro.

La questione quindi è: la Dinamo cosa ha da chiedere a questa partita? L'inserimento dei due nuovi giocatori, ok, ma la difesa la vogliamo finalmente costruire? Caserta invece ha da raggiungere i playoff... in quanto a "fame" c'è una grossa differenza, ma ultimamente in quanto a testosterone lo stesso.

Arbitreranno Sabetta, Mattioli e Di Francesco, e si gioca domenica alle 20:00, quindi prestare attenzione.

domenica 21 aprile 2013

Dinamo seconda. Ma quanta sofferenza! 110-120 a Bologna

la foto di Drew Gordon è di Elisabetta "Coke"
Quanta sofferenza ragazzi... con una difesa che definire allegra è un eufemismo, la Dinamo sprigiona il suo talento offensivo e vola a conquistare il II° posto matematico a due giornate dalla fine della regular season con gli stessi punti conquistati in tutta la scorsa stagione, cioè 40.
La partita si era messa benissimo grazie al mitra semi-automatico di Bootsy (la retina a Casalecchio di Reno sta ancora bruciando) e alle penetrazioni di M. Ignerski. Poi Bologna ritrova l'entusiasmo dei suoi tanti giovani, e sopperendo all'assenza di ben due americani rientra e merita una vittoria che solo una stoppata da fantascienza di Drew Gordon riesce a negare. Poi Drake Diener mette in cassaforte la contesa, e consegna alla Dinamo uno storico secondo posto.

Meo, II° posto matematico! Grazie
La partita sta tutta qui. In mezzo abbiamo visto le scorribande di Travis, che hanno fruttato 7 falli subiti, 7 assist smazzati ai compagni (erano 2 in più, ma in trasferta capita spesso che chi sta al referto faccia qualche dormita), e 26 punti in saccoccia; poi gli errori di un Becirovic rischiato con un po' di leggerezza e davvero pochi minuti per gli italiani. La Dinamo ha vinto perché ha segnato tanto, ha vinto solo grazie al proprio talento offensivo, ma se si guarda dietro c'è da chinare lo sguardo... oggi la difesa non esisteva, e non è un caso se Devecchi, Vanuzzo e Sacchetti hanno giocato di meno: con loro più in campo quando Bologna ha caricato a testa bassa la partita sarebbe finita al 40' con una vittoria tranquilla. Mi sto ripetendo, pazienza. Non sono mai soddisfatto? Forse. Ma bastava davvero poco di più dietro per vincere senza problemi.
The gun-machine man himself!
Ma va bene così, la perfezione non esiste. Di sicuro possiamo dire che Bologna ha fatto pesare il suo blasone andando a prendersi molti fischi favorevoli e dopo un primo tempo con un solo tiro libero concesso, ne ha avuto poi ben 20, e almeno 3 o 4 falli sono stati una gentile concessione della terna (come è stata gentile concessione anche un fallo tecnico sanzionato a Drake Diener: fare "no" col dito ora non è permesso?).
Secondi! Secondi! Secondi! Ora possiamo guardare dietro, per vedere chi occuperà la settima piazza in prospettiva play off.

Passiamo ai singoli. Travis Diener: le cifre le abbiamo già evidenziate, aggiungiamo solo che data la prova non al top di Sani Becirovic, Travis è rimasto in campo più del solito, e alla fine è stato quello col minutaggio più alto: 42', troppi. Drake Diener: primo tempo sotto tono, finale in crescendo... suoi i canestri della staffa, ma con Pullen non ha inciso in difesa (38 punti per il colored felsineo). Bootsy Thornton: detto del suo mitra, aggiungiamo che è l'unico dei tre esterni del quintetto che ha difeso davvero; offensivamente il rebus per coach Bechi: quando il tuo ragazzo alza le mani, è più alto, e l'avversario segna lo stesso la tripla, cosa puoi fare? Niente. Michal Ignerski: bene nel primo tempo, è calato alla distanza; la sua tenuta fisica è ancora rivedibile, penso che domenica prossima tornerà Easley e il polacco avrà ancora riposo. Drew Gordon: +32 nella valutazione, 11 rimbalzi, 4 stoppate "stile Dallas Comegys" e un sontuoso 7 su 10 dal campo; unica pecca: la difesa sui pick and roll dei bolognesi, da mani nei capelli. Sani Bečirović: già detto, forza Sani-Boy! Jack Devecchi: un canestro su palla recuperata e tanto sbattersi dietro; meno incisivo di altre volte ma minutaggio più basso del solito. Brian Sacchetti: una tripla, 5 rimbalzi, tante botte, ma qualche amnesia dietro. Manuel Vanuzzo: anche per lui una tripla, e 2 rimbalzi, abbastanza sotto tono anche lui. Mauro Pinton non è entrato.

Ottimo Drew Godron
Scusate se non mi dilungo come al solito, ma sono davvero stanco. Stanco e soddisfatto per il risultato (è l'ottava volata sopra i 100 punti e record di punti stagionale per il campionato). Guardiamo avanti: domenica arriva Juve Caserta, che oggi ha perso in casa con Avellino, ma ha ancora Reyer Venezia nel mirino (sconfitta nel finale a Siena dopo una partita condotta a lungo). Skywalker
*
...e invece io sono stracontento per questa vittoria. La partita me la sono gustata sornione sornione sul divano senza che mai abbia avuto un minimo dubbio sulla nostra vittoria finale. Siccome quello che conta sono i veri valori in campo, e Bologna ha fatto il campionato che tutti hanno visto (penultimi, roba da record negativo per la V nera), alla fine la Dinamo ha fatto valere la sua supremazia tecnico-tattica (che bella parola!).
Intanto siamo tornati alla vittoria esterna, cosa che non avveniva dai tempi di Brindisi (era il glorioso 3 marzo), e questo vorrà pur dire qualcosa; avrei voluto che vincessero a Reggio Emilia, visto che ero lassù, ma tutto non si può avere nella vita. Avrei voluto essere alto come Drew Gordon, ma sono "solo" m 1.79...
Questo è il quinto "centello" dall'inizio del 2013 e anche tutto ciò vorrà pur dire qualcosa....una Dinamo-grandi numeri mai vista prima ! Ecco qui :
-a Biella (20.1.2013): 72-100 ;
-contro la Reyer in casa (17.2.2013): 108-84;
-contro la Premiata Sutor (27.1.2013): 106-90;
-contro Roma (14 aprile): 105-87;
-a Casalecchio di Reno il 21 aprile: 110-120.
Meo Sacchetti non è contento perché vede troppi errori, io sono invece sono preoccupato perché voglio che lui si diverta davvero. Anzi, la settimana prossima sapete cosa faccio, compro una bella bottiglia di NURAGUS di Cagliari e gliela porto. Sì ! Vino del sud! La Dinamo è una squadra di pazzi e io voglio fare questa pazzia.
Ora la prossima è Caserta: e sarà inferno biancoblù per salutare questo unico, inimitabile, folle, onirico campionato della Dinamo, quella più straniera e americana della sua storia (5+2!). 
Lenta e inesorabile come un treno in corsa. 
Solodinamo


venerdì 19 aprile 2013

A Bologna per blindare il 2° posto

Grab your ticket and your suitcase 

Thunder's rolling down the tracks ...





IL TERZO TEMPO CONTRO ROMA 
Questa settimana abbiamo visto il palazzetto gremito per gli allenamenti della Dinamo, o meglio: tante persone hanno assiepato il settore D. Tutti spinti dalla curiosità di vedere Sani Becirovic, e di ammirare un roster lungo come mai lo è stato "di_storia_di_ Dinamo" (per usare le parole di coach Zare). Il roster lungo lo era già. Non dimentichiamo infatti Laguzzi e Binetti, però ora è tutto diverso. Drew e Sani sono venuti per giocare davvero, e mentre il primo ha già avuto modo di mostrare il suo valore (fisicità e verticalità, ottima difesa in post basso), il secondo ancora no.

Chi è Sani Becirovic e cosa ha vinto lo sappiamo tutti. Io voglio mettere l'accento su una cosa: lui conosce la pallacanestro, e con questo intendo dire che parla quel linguaggio in campo fatto di "guardare bene e muoversi di conseguenza". Sani sa spingere tanto in campo aperto, sa penetrare bene sulle difese schierate generando ottimi scarichi, e ha l'unico tallone nella difesa, dove sopperisce coi suoi 196 cm alla scarsa lena contenitiva. Dovrà solo adeguarsi al ruolo di non-leader, e qui sta a Meo Sacchetti riuscire a entragli nella testa, così come sta ai compagni farlo accomodare nella lucida follia guascona che caratterizza la nostra banda di pirati.

Ecco qualche foto degli allenamenti di questi giorni.

Sani Becirovic, in perfetta forma

Bootsy Thornton

Drake Diener

Dane Diliegro: una grinta ritrovata? 
Tarantolato agli allenamenti

Drew Gordon

Travis Diener in una espressione "monella"

Dobbiamo comunque guardare avanti, e blindare il secondo posto. Gli amanti delle statistiche hanno già detto che basta una sola vittoria e il gioco è fatto. Quale occasione migliore di acchiappare questa storica posizione già domenica? La Virtus Bologna è già salva: la sconfitta di Biella in quel di Brindisi ha chiuso il discorso salvezza-retrocessione, quindi l'occasione è da cogliere al volo assolutamente. 

Vediamo Bologna, allora. Nessuna presenza nelle top-five individuali, nessuna presenza nelle topfive di squadra nel versante offensivo, mentre in quello difensivo: 4° posto per percentuale nel tiro da 3 concessa (37.6%), 1° piazza per stoppate subite (3.1 a partita). Poi niente.

Queste cifre rispecchiano quindi una stagione anonima, lontana dai fasti del passato e chiusa con qualche patema d'animo. Eppure la Virtus Bologna ha giocatori di assoluto valore: l'asse play-pivot Poeta-Gigli è uno dei migliori interpreti del pick-and-roll, mentre Smith, Pullen e Hasbrouck sono dei giocatori veloci incisivi in campo aperto. A Bologna quest'anno è mancata la fiducia dell'ambiente e della società, e la squadra raramente si è espressa per il suo reale valore. Forse ora che ha raggiunto con certezza matematica la salvezza, essendo scarica da pressioni può dare il meglio.

Non voglio addentrarmi sulle cifre dei singoli, oggi sono stanco, dico solo che la Dinamo deve limitare con una buona difesa i giochi Poeta-Gigli e fare attenzione alle giocate in isolamento degli americani in bianconero. 

Gli arbitri saranno Filippini, Giansanti e Weidmann.

Forse è più interessante vedere in classifica cosa sta succedendo dietro. Milano ha Bouroussis rotto (ginocchio destro), pertanto Giorgio Armani ha riaperto il portafoglio e ha strappato sul filo di lana il londinese Mensah-Bonsu a Varese, che ha ripiegato su Dejan Ivanov (in realtà non è un ripiego, ma un affarone). Varese ha quindi scelto di rinforzarsi sotto canestro, e con Ivanov (fratello del centro di Avellino che sta frantumando i record di rimbalzi) punta con decisione al titolo. Dietro alla Dinamo la lotta per le posizioni nella griglia dei play-off è serratissima, e per come si può evolvere la situazione una qualunque delle squadre che seguono può arrivare terza come settima (Venezia esclusa, che anzi deve guardarsi le spalle da Caserta, che ha vinto proprio al palaTaliercio domenica scorsa). Saranno i play-off più equilibrati e avvincenti di sempre? 
E' estremamente probabile.

domenica 14 aprile 2013

Esplosione Dinamo! Schiacciata Roma 105-87

il mio autografo personale di Tony Easley 
L'OTTIMO NICOLA CASCIONI SU BASKET-ITALY 
Col vento in poppa, in piena estensione delle ali, la Dinamo vola alta e torna alla vittoria al termine di una partita esplosiva. Roma ha sì perso, ma ha giocato duro (due antisportivi), quindi non ha regalato niente. I regali oggi li hanno fatti gli arbitri: una direzione di gara nervosa che ha fatto saltare sulle sedie il pubblico e la multa che arriverà porterà linfa nuova alle casse del potere.

12 punti e 11 assist per TD#12

Parliamo di sport. Parlavamo di testosterone e di forza mentale: oggi c'erano, e si è visto. Contro una delle squadre più toste fisicamente del campionato la Dinamo ha raccolto le energie e le ha sprigionate in campo con ampie dosi. Dopo un primo quarto zoppicante, la partita è decollata, e quando la Dinamo ha messo la freccia non si è guardata più indietro. Il passivo avrebbe potuto essere anche più pesante, ma sappiamo bene chi sono i tre che hanno fatto evitare ai capitolini una bruttissima figura.

Drew Gordon, ladies and gentlemen: salta come Dallas Comegys, e difende duro: ogni volta che ha preso in cura il possente Lawal, lo ha tenuto fuori dal pitturato, costringendolo a chiudere il palleggio e ridare la palla fuori. Questo è il difensore che mancava alla Dinamo, e non ha fatto rimpiangere Ignerski, oggi a riposo in attesa di ricaricare le pile. Speriamo di vederlo ancora in campo e assieme a Tony Easley (maestoso oggi).

Oggi la Dinamo c'era tutta, e ha vinto in maniera corale: 26 assist, 7 giocatori in doppia cifra, finalmente sopra a rimbalzo (37-26, era ora!), 62.2% da 2 e 48.4% dall'arco, 121-94 l'indice di valutazione complessivo. Roma ha alternato la uomo a una zona che ha lasciato scoperti gli angoli, ma la Dinamo si è trovata quasi ad occhi chiusi, e quando i capitolini collassavano sulle penetrazioni, gli scarichi puntuali generavano ottimi tiri.
Passiamo ai singoli. Iniziamo da Travis Diener: raddoppiato frequentemente dagli avversari, ha perso 5 palloni, poi ha fatto girare le cose azzeccando i tempi degli scarichi; gli 11 assist (a proposito: doppia-doppia!) hanno spezzato le gambe ai flottaggi generati post raddoppio, e quando la palla gira più veloce delle gambe degli avversari la partita gira alla grande. Ha segnato meno del solito, di conseguenza, ma va benissimo così. 35' per lui, la lingua a terra (Pinton ha esibito ancora una volta tutti i suoi limiti), ma per fortuna ora arriva Sani Becirovic a dare manforte in cabina di regia (va gestito mentalmente però: Sani è abituato a giocare tanto, speriamo accetti questo ruolo di secondo piano).

Drake Diener. le sue triple hanno dato il LA al primo vero allungo del Banco. 6 rimbalzi e 5 assist (quasi tutti nel primo tempo) hanno completato uno score che nelle percentuali di tiro ottime evidenzia la solita buona scelta dei tiri: cosa di cui si accorge poco, ma che ha un grande valore.

Bootsy Thornton. Marcare Datome non è facile, più difficile è segnragli in faccia 13 punti e strappare 5 rimbalzi. Una partita tutta sostanza, e tanti, tantissimi contatti. Ha parlato a lungo con gli arbitri, lamentandosi: non lo hanno ascoltato.


Manuel Vanuzzo. Ecco il numero 4 dei sogni: quello che sa segnare (come Ignerski) e tanto, ma sa anche e soprattutto difendere; i vari Czyz, Lorant ne sanno qualcosa perché sono stati cancellati. Una partita pazzesca e una partenza in quintetto perché oggi Gordon ha fatto il cambio di Easley.

Tony Easley. Più fiducia, più grinta, e uno score assolutamente di valore. ha segnato molto in faccia a Lawal, prendendogli anche qualche rimbalzo sulla testa, ma ha subito due stoppate (una era fallosa, pazienza); finalmente miglior rimbalzista della Dinamo in campo, con 7 carambole. Pare rinato, sarà forse la concorrenza con Gordon, ma un Tony così è da mettere in cornice.


Drew Gordon. 10 punti con schiacciata al volo finale che ha fatto esplodere il Palaserradimigni, e 2 stoppate in aiuto ad altezze siderali. In campo si fa sentire (abbiam già detto dello scontro con Lawal). Buona mano dalla lunetta, buon palleggio in avvicinamento a canestro. Rivedibile il tiro da fuori, ma va benissimo così: non deve fare come Ignerski, lui deve andare sotto e spazzare via tutti. 

Brian Sacchetti. Più spazio da 4 grazie alla tribuna di Ignerski, si ha diviso i 40' con Vanuzzo, giocando alla grande: 6 su 7 dal campo, 3 rimbalzi, 3 assist, e quel menare le mani che ci vuole sempre. Grande partita la sua sui due lati del campo.

Jack Devecchi. Credo abbia 6 polmoni di riserva. Oggi era dappertutto: punti, rimbalzi, recuperi, museruole a go go sui diretti avversari. Ha tappato tutti i buchi lasciati dai compagni (invero pochi, oggi).

Mauro Pinton. Pochi minuti, e sotto ritmo. Invitato a tirare dal pubblico, che non smette mai di incoraggiarlo prima, e borbottare poi quando non la fa giusta. E' parso un po' il suo canto del cigno. Con l'arrivo di Becirovic gli equilibri cambieranno di nuovo.

Dane Diliegro. Poco spazio anche per lui. Ha chiesto la schiacciata al volo, ma sulla palla non è riuscito ad arrivare perché gli hanno fatto "ponte" (anche qui gli arbitri hanno sorvolato).

E... Meo Sacchetti. Ha guidato la squadra dando spazio a tutti. Difesa sempre a uomo, cambi con l'orologio (tranne per Travis, perché Pinton non c'era, ha giocato troppo). L'adeguamento fra il primo e il secondo tempo del nostro attacco sulla difesa di Roma sulle penetrazioni ha spaccato tutto. E' là che si è decisa la partita. ha ricaricato le pile ai suoi, ma c'era anche tanta voglia di rivalsa.

La tifoseria ospite: pochi ma buoni

Bene amici, dopo le critiche di ieri per le opache prestazioni, i miei elogi di oggi: si deve guardare sempre ai fatti. La ritrovata verve in difesa e la maggiore pazienza in attacco, la forza mentale e la preponderanza fisica. Dico che se è vero che una partita è poco per esprimere un giudizio, l'innesto di Gordon ha già fatto bene al team. Ora bisogna incastrare anche Becirovic, lì sta a Meo e ai ragazzi aiutarlo. Sani conosce la pallacanestro, bisogna inserirlo nel meccanismo.

Oggi sorridiamo: anche se c'era il sole e il bel tempo per andare al mare, siamo saliti al palazzetto, e francamente ne è valsa davvero la pena. Grande Dinamo.

sabato 13 aprile 2013

Sfida per il secondo posto: arriva Roma

La Dinamo nella "terra di incontri" 
E siamo finalmente arrivati alla sfida con Roma. Zoppicando, in riserva di energie mentali e forse anche fisiche, e con un nuovo innesto da testare. La Dinamo - seconda in classifica - per la prima volta vede questa sua prestigiosa posizione a rischio. Roma dietro l'angolo, e una ritrovata Milano in fortissima ascesa. All'andata, sotto lo sguardo imprevedibile di Cicoria, la Dinamo vinse una partita tostissima per 81-83 grazie alle mitragliate finali di un Drake Diener devastante; domani, sotto lo sguardo di Guerrino Cerebuch (arbitrerà con Seghetti e Vicino, per il sito della Dinamo invece la terna sarà: Massimiliano Filippini, Gianluca Sardella e Emanuele Aronne - ?) le due squadre, reduci da due sconfitte dolorose, si guarderanno negli occhi e sarà battaglia. Nel frattempo Varese riceverà Milano (e spero la batta, così Milano magari arriva quarta e finisce nella parte del tabellone che non ci riguarda). Ecco, l'ho fatto... ho parlato di pronostici sulle partite: è più forte di me, e il calendario lo avete visto anche voi.

Gani Lawal si esibisce nel suo punto forte

Tutto però gira attorno alla sfida di mezzogiorno di domani. Roma: la squadra costruita all'ultimo momento, gli innesti azzeccati, l'entusiasmo e la caparbietà. Una squadra che sa giocare in velocità in maniera devastante e che sfrutta la fisicità di lunghi possenti per intimidire e catturare palloni. All'andata Lawal fece squadra quasi da solo: 34 punti, 11 falli subiti, 14 su 16 dal campo, 6 su 7 ai liberi, 17 rimbalzi, 8 schiacciate e una stoppata. In una parola: devastante. fu in quella partita che tutti capimmo cosa significa avere un centro puro in squadra e quanto avremmo dovuto penare in questo reparto, pur avendo il top scorer nel tiri da 2 in squadra. E infatti il recente arrivo di Drew Gordon parla chiaro: basta col saldo rimbalzi in negativo! Chissà però se il nuovo americano in salsa sassarese metterà piede in campo. Alla Dinamo pare che gli infortuni che hanno limitato vari effettivi paiono messi a posto, e lo stesso Ignerski si è allenato bene in settimana (fifa di restare fuori?).

Parliamo ora dell'Acea Roma, la squadra del Gi-gigante Datome. Nelle topfive di rendimento notiamo quanto segue: Gigi Datome è il 4° top scorer del campionato con 17.2 punti di media (appena dietro Mastro Drake, 17.6), Gani Lawal guida la classifica dei rimbalzi (9.2 carambole arpionate sotto i vetri), lo stesso Lawal è 3° nel tiro da 2 col 64.7%, ; Gigi è poi primo nei tiri liberi (un sontuoso 95.6% da fantascienza, ma la classe non è acqua, e Gigi ha le mani d'oro); Lawal infine è 4° nelle stoppate (1.3). Facile osservare allora che attorno a questi due giocatori e alle loro lune girano le fortune del team: non è un caso che l'Acea abbia perso domenica scorsa col peggior Lawal della stagione, come non è un caso che quando è Datome a giocare sotto gli standard abituali la squadra fatica tantissimo. La capacità di Gigi e Gani di costruire buoni tiri e la loro strabordante fisicità fanno spesso la differenza. Nelle topfive di squadra Roma occupa (guarda caso) la 1° piazza nei rimbalzi (37.5, per tanti extra possessi), è 4° nel tiro dall'arco (36.7%), e nelle palle perse (ben 17 sanguinosi regali agli avversari). Nelle statistiche difensive invece Roma è presente solo nella classifica delle stoppate subite (2.6 a partita).

L'urlo del capitano

Passando ai singoli, e detto già tutto il bene del mondo per Datome e Lawal (quanto mi piacerebbero alla Dinamo!), coach Calvani può godere dei servigi di Phil Goss (13 punti, 3.5 rimbalzi e 3 assist), Lorenzo D'Ercole (5.6 punti e percentuali in calo rispetto al favoloso avvio di stagione - capeggiava la classifica delle triple) e Jordan Taylor (11.7 punti e 3.8 rimbalzi). Già queste prime cifre, che mostrano alcuni esterni in cabina prevalentemente di regia coi tanti rimbalzi arpionati, fanno capire che la filosofia di gioco di Calvani è quella di gestire il maggior numero di possessi possibile. Anche alla Dinamo c'è però ultimamente una forte tendenza degli esterni di aiutare a rimbalzo (i due Diener soprattutto danno una grossa mano per tappare i buchi dei nostri lunghi). Aiden è andato via, e Dagunduro, nigeriano, gioca poco. In posizione di ala Roma mostra la sua grande forza: dopo Datome ecco Bobby Jones (6.5 punti e 4.6 rimbalzi), poi Aleksander Czyz (6.3 punti e 4.3 rimbalzi, dalle lune alterne ma esplosivo), e Peter Lorant (3.7 e 2.9, poca roba). L'unico vero centro è Lawal, di cui abbiamo già parlato.



Roma quindi è solida: salta, corre, tira ad alti ritmi, e in quest'ultima caratteristica assomiglia tanto alla Dinamo. La partita è a pronostico apertissimo: entrambe le squadre hanno bisogno di vincere (come dicevamo: Milano - la favorita per lo scudetto in questa formula dei playoff sempre a 7 partite - è in rimonta) e il +2 dell'andata è cosa che non si può "gestire"... la Dinamo deve vincere, e tutti devono dare il massimo. Questo calendario, che ha riservato alla Dinamo gli scontri con le squadre più in forma proprio in questa fase finale della stagione, sorride sornione, e attende i nostri ragazzi al varco della maturità. Credo che la differenza allora la faranno il testosterone e quella forza mentale che alla Dinamo ultimamente è decisamente mancata. Facile dire allora: mezzogiorno di fuoco, e speriamo che sia amico.

giovedì 11 aprile 2013

Storie dinamiste #2

facce da Dinamo: il Commando con Peter Ezugwu, 
Jason Rowe, M. Vanuzzo, Ale Manca, Trent Whiting, 
Massimo Chessa e Ciccio Amoni ! 
Ornella ci invia la sua bellissima storia. Una storia di passione e di pura sofferenza dinamista. Bisognava essere davvero "molto pazzi" per continuare a tifare Dinamo anche in serie B1 dopo essere retrocessi per differenza canestri (!) nel 2000 per colpa di Avellino, oppure per crederci ancora in quella sofferta vittoria contro Trapani in gara3 (stiamo parlando del maggio 2003), quando furono proprio i siciliani a sbancare il PalaSerradimigni in gara1, con i biancoverdi che resero pan per focaccia in terra sicula. Erano i tempi di Carrizo, F.Guarino e coach Ciani. E posso confermare per averlo sentito dalla viva voce di Dino Milia che in pochi avrebbero scommesso su quel ribaltamento incredibile della serie ! Ecco il suo racconto e una serie di video assolutamente evocativi. Ringrazio tutti gli autori su youtube. Forza Dinamo. 

Ornella & Man-Drake in uno scatto a fine partita 

La mia storia con la Dinamo inizia in un lontano 1989. 
Sono sempre stata un po’ maschiaccia e appassionata di calcio, in quanto mio padre mi portava alle sue partite; perciò frequentavo l’attuale stadio Vanni Sanna al seguito della Torres in curva Nord insieme ai tifosi (altri tempi…). Una domenica pioveva talmente tanto che dopo essere usciti dalla partita della S.E.F. Torres completamente bagnati (compresi slip e calze) alcuni ragazzi mi dissero: andiamo al palazzetto che gioca la squadra di basket della città che era stata appena promossa in A2. 

Premesso che io all'epoca avevo 18 anni e che quindi bisognava chiedere il permesso ai genitori per trattenerci oltre un certo orario, telefonai (ve l’ho detto che erano altri tempi!) a casa dalla cabina con i gettoni (il cellulare, che grande invenzione!), in quanto ancora non guidavo e mi accompagnavano. 

“Ok Ornella, rimani”: così mi dissero da casa. 

Ci fecero entrare “gratis” in quanto serviva parecchia gente per riempire la nuova tribuna “C” appena inaugurata. 

Era la prima diretta RaiTV dal palazzetto contro la Stefanel Trieste. 

Fu un colpo di fulmine….per la Dinamo arrivò una vittoria provvidenziale in quanto in classifica non eravamo messi molto bene (4 miseri punti a novembre, disastroso!). 

Dopo tutto, eravamo una matricola in A2 e dovevamo ancora imparare tanto. 
Da lì iniziammo a vincere un po’ di più e conquistammo la salvezza all’ultima giornata dopo 2 tempi supplementari contro Forlì. 

Dove ero seduta? Quel giorno me lo ricordo bene, infatti ero attaccata alla ringhiera del settore C “alto” insieme a tanti altri compagni di curva. Fu l’apoteosi. Da quel giorno il mio cuore non ha mai smesso di battere per questa grandissima squadra. Arrivarono nuovi giocatori….gli allenatori venivano cambiati spesso….ma la passione per la città di Sassari e per la sua creatura baskettara non ebbe mai cedimenti. C’era la passione per un giocatore in particolare (eh si, arrivò anche quella, ma mi sa che non ero l’unica ad “adorare” Federico Casarin: un grande uomo e un grande Capitano). 

Ebbi in regalo anche la maglietta che lui usava in allenamento. 
Continuo il racconto. Arrivarono anche le dolorose retrocessioni. Quanti pianti mi sono fatta….quante lacrime che ho versato, ma l’amore per lei non è mai diminuito. 

La serie B1 e’ stata un purgatorio ma io c’ero: in molti hanno abbandonato la barca, io no. 

E il giorno della promozione contro Trapani (2003) fu uno dei più belli (vedi il filmato e intervista a coach Franco Ciani). 
Si ritornava in serie Legadue! 

Altre stagioni che passano…allenatori che subentrano….giocatori sempre diversi, ma sono stata sempre al fianco della Dinamo: ricordo nel 2005 una salvezza all’ultima giornata contro Imola e da lì si sono succeduti i veri cambiamenti: una nuova società, nuovi dirigenti con un diverso entusiasmo. 

Da lì in poi si iniziò a pensare un po’ di più alla serie superiore: chissà perché ma la cosa era già nell’aria. In campo si affrontavano le partite ma al di fuori c’erano problemi di fondi e finanziamenti (Regione, EON, ecc.). Addirittura ci furono minacce di cessione del titolo sportivo ad altre piazze. Venne organizzata una raccolta di fondi in pochi giorni; insomma, sul campo si vinceva, ma al di fuori si rischiava di sparire. 
Eh, no: non l’avrei mai sopportata una cosa del genere. In ogni caso alla fine tutto andò per il meglio e arrivò anche il 13 giugno del 2010. Quello si che e’ il giorno più bello della mia vita. Non avrei mai pensato di poter provare una gioia così grande. Il resto e’ storia recente: un Amore grandissimo verso la Dinamo. Un amore immenso che non e’ mai diminuito ma, anzi, aumentato, al punto di non poterne più fare a meno, come una malattia. E’ così io sono “malata” (sana) di Dinamo, ci saranno ancora gioie e dolori. 
Ci saranno sconfitte e vittorie, ma io ci sarò sempre !  
Ornella
Il grande "iceman" Bonino



martedì 9 aprile 2013

Storie dinamiste #1

Banca Popolare di Sassari - 1988-'89

Chi vuole raccontare la sua piccola storia con la Polisportiva Dinamo 1960, come è iniziata e come si è evoluta? La prima che si è fatta avanti è Eleonora. Grazie!
Queste sono le sue parole. Quella passione inestinguibile che viene tramandata da decenni di padre in figlio/a, fino ai nipoti. Solo chi ha "vissuto" quelle poltroncine rosse lassù in alto in settore "A" o "B" sa di cosa stiamo parlando. E' un fuoco indimenticabile quasi come quello della nota canzone.
Non aggiungo altro, personalmente mi sono commosso....buona lettura ! 
*
Non ricordo perfettamente la prima volta che ho messo piede al Palazzetto, devo essere sincera. Credo di aver avuto 5 o 6 anni al massimo e quindi era più o meno il 1987, ed eravamo in B1. Ricordo però benissimo il mio primo allenamento, in via De Carolis se non erro, quando in prima elementare dissi a babbo "Io voglio fare basket, come Eleonora (la mia compagnetta di banco)". La palla era enorme, la palestra era enorme e io invece ero davvero piccolissima, una delle poche bambine in mezzo a tanti maschietti, ma da subito fu amore a prima vista per quella palla a spicchi.

E' così che iniziò la mia avventura con il basket e, di conseguenza, con la Dinamo. Due anni dopo, nel 1989, salimmo in A2 e iniziò lo spettacolo vero, con i primi americani (e chi li aveva mai visti?!) e il Palazzetto pieno. Ricordo che scelsi il numero 7 per la mia maglia, perché ero follemente innamorata di Fulvio Mazzitelli, e quando arrivò il mitico Federico Casarin, capii che la mia scelta non era stata per niente sbagliata! Al tempo la Dinamo era ancora bianco-verde e quindi vi lascio immaginare la gioia di 20 piccole bambine che avevano gli stessi colori sulla maglia (giocavo nella Virtus) e si sentivano un po' l'altra faccia della medaglia di quella meravigliosa squadra.
 
Floyd Allen vs TeoremaTour Arese  - 1989
Un giorno, poi, vidi giocare Floyd Allen e mi sembrò di aver aperto il mio album di figurine dell'NBA e di aver visto saltare fuori uno di loro, uno di quei campioni americani che vedevi solo in tv (o forse solo in videocassetta!), una sensazione stranissima per me, mi pareva di stare in un sogno. Ma non erano solo gli americani a farmi sognare: erano le stagioni di Emanuele Rotondo, orgoglio tutto sassarese, persona squisita che rispose persino ad una mia letterina di piccola tifosa. Ricordo un pomeriggio passato con la mia amica Anna Rita a preparagli uno striscione: avevamo un lenzuolo gigante (gigante per noi al tempo, poi magari era piccolino in realtà!) e dei pennarelli o delle tempere verdi; "Cosa scriviamo? No, questo no... uff, forse questo sì... boh", "Lo leggerà mai?", "Chissà se lo vedrà da laggiù"... Bene, dopo ore di consultazioni demmo vita ad uno striscione bellissimo, e originalissimo: "EMANUELE SEI GRANDE". Contentissime, noi.
Ceccarini e Vinicio Mossali al "Ruscello" - 1988
La domenica per noi iniziava sempre prestissimo e, anzi, tutta la settimana bisognava trovare un po' di tempo per un'attività importantissima in vista delle partite: la raccolta dei giornali! Sì perché, dovete sapere, al tempo ci si riuniva la domenica mattina a casa mia e si iniziavano a ritagliare tutti i fogli di giornale in piccoli pezzettini quadrati; ognuno ne portava via una busta piena, con la promessa di riportarla al Palazzetto la sera. Erano i famosi CORIANDOLI. La gente entrava sugli spalti con queste buste giganti (sempre giganti per me, ovviamente. Chissà perché i miei ricordi della Dinamo mi fanno sentire così piccola!) e al momento opportuno tutto il pubblico li lanciava, a manciate, sopra-sotto-a-destra-a-sinistra. Uno spettacolo, credetemi. Che certo non si può paragonare alle coreografie di oggi, ma per noi era davvero il non plus ultra, ci sentivamo realmente immersi in un'atmosfera magica, da N.B.A.


Nel frattempo ero cresciuta un po' e iniziavo ad "andare alla Dinamo" con le mie compagnette di squadra, in settore D, in alto in alto, nelle ultimissime file, per stare lontane dai genitori (ahimé, l'adolescenza!), dietro gli ultras con tamburi e megafoni, per goderci tra noi i nostri beniamini. Ho poi avuto la fortuna di essere allenata per tanti anni da Giampaolo Doro, che ogni tanto riusciva a portarci qualche giocatore al C.O.N.I. (la palestra in cui tutti quelli della mia generazione hanno sudato, sofferto e gioito) per una mezz'oretta di allenamento, qualche foto, un autografo. Ricordo bene Lino Lardo e Mauro Bonino, altissimi e simpaticissimi.
Fede Casarin vs Cagiva Varese - 1993

Nel 2000 son partita per studiare a Perugia e al tempo internet era una cosa rara... non potevo far altro che farmi raccontare al telefono le partite e i risultati, per poi tornare nel "mio" Palazzetto ogni volta che rientravo in Sardegna (poche, a dire il vero, perché non c'era neanche la continuità territoriale). Nei 2 anni passati a Roma, invece, mi comprai un decoder (lì ancora non c'era il digitale terrestre) e feci appassionare al sogno Dinamo tanti miei amici calabresi, napoletani, pugliesi.
Dinamo 1992-1993
Il resto è storia recente: tornata a Sassari nel 2009, la prima cosa che feci fu re-impossessarmi del mio abbonamento: posti non numerati in settore D, file davanti ai cancelli da 3 o 4 ore prima, corse forsennate per accapparrarmi la mia quarta o quinta fila al massimo, litigi con chi non permetteva di lasciare il posto neanche per andare in bagno, gioia, lacrime, salti, voce che va via, promozione in Lega A, prima mia trasferta a Milano dove vinciamo gara 1 dei playoff con un magico Pinton, la Dinamo che batte Siena, la Dinamo che arriva sesta, la Dinamo che arriva quarta... la Dinamo, la Dinamo, la Dinamo. E boh. 
Chi, come me, ha passato gli ultimi 25 anni a sognare, sa di cosa parlo. Eleonora Cresci
fonte: Superbasket 
la Dinamo entra in campo al Forum di Assago vs Milano

Marcelus Kemp abbatte Veroli a Frosinone. 

James White schiaccia contro Montegranaro. 

O. Hunter vs VL Pesaro
Manuel sbanca Bologna il 22.5.2012