sabato 2 marzo 2013

L'insidia Brindisi per una Dinamo ancora senza Thornton

Pare un copione scritto su misura: con Bootsy Thornton ancora fuori e non recuperato (saggia scelta, mai forzare un rientro), la Dinamo novella capolista vola a Brindisi per la partita più rognosa di questo scorcio di campionato. La squadra di coach Bucchi è una di quelle che hanno dato più filo da torcere ai nostri ragazzi. Anzitutto è l'unica ad aver espugnato il Palaserradimigni (gran nota di merito), grazie a una partita che fu giocata rasentando la perfezione quasi assoluta. Poi è da annoverare che pare sia la bestia nera dei sassaresi, date le frequenti vittorie di questi ultimi anni. Ancora: il roster brindisino è ricco di giocatori lunghi e grossi (cui si è aggiunto avantieri il figlio dell'indimenticato Teoman Alibegovic). E infine: la stampa brindisina ha già deciso che la squadra di casa vincerà a mani basse.



Tutto gioca contro una Dinamo incerottata e corta. Oltre a Thornton, fuori perché non recuperato, metà del roster ha problemi alle gambe (lo stesso DiLiegro domenica scorsa zoppicava, quasi nessuno se n'era accorto), ed è un momento in cui ha più lavoro l'infermeria che il coach. Sarà un'Alamo? Chi lo può dire... La Dinamo ha una sconfitta già vendicata in Coppa Italia, a fatica però, e va giù al sud conscia del proprio potenziale e con l'animo tranquillo. Il saldo è ampiamente positivo, nessuno si aspettava la prima posizione oggi, e il valore dei nostri ragazzi lo conosciamo.

Il play Fultz: ritmo e tiro

Ma parliamo dei nostri avversari. 20 punti in classifica, saldo in pareggio (10-10) una sconfitta a Venezia nello scorso turno, ma la consapevolezza di aver battuto quasi tutte le grandi. Brindisi ha sì perso con squadre di bassa classifica, e tanto, ma è stato con le prime della classe che ha dato il meglio. Diamo quindi una veloce occhiata alle cifre (oggi ho problemi di cervicale, quindi l'è dura stare alla tastiera, portate pazienza, amici e seguaci del blog!). Nelle top-five di squadra l'Enel occupa posizioni di tutto rispetto: 80.5 punti segnati (4°), 55.8% nel tiro da 2 (2° dietro la Dinamo), 3.6 stoppate (2°), 9.3 recuperi (5°). Difensivamente invece: concede 35 rimbalzi (5° ultima), concede il 37.5% dall'arco (penultima), concede 10.3 recuperi (terzultima) ed è la seconda per palle perse con 18.1.

Facile la lettura: in difesa Brindisi si chiude bene in area, ma si scopre sull'arco; in attacco la musica non cambia: bene da sotto, appena peggio da fuori; alto ritmo, tanto contropiede, ma anche tante palle perse. Come si può giocare con una squadra così? Con l'anticipo. Ricordiamo infatti che Brindisi ha il play più esplosivo del campionato in Gibson, ma il suo assistman è l'ala Reynolds. La Dinamo poi offensivamente ha bisogno di far girare bene la palla per costruire buoni tiri.

L'ala Reynolds: la mente della squadra

Fra i singoli, nelle top-five abbiamo: capocannoniere Gibson con 20.1 a partita; il 5° assistman in Reynolds con 5.0 assistenze (all'andata fu lui a massacrare la nostra difesa, essendo un artista del penetra e scarica); 1.3 stoppate per Simmons, il centrone, 4°; ma anche 3.5 palle perse per lo stesso Reynolds, 5°. Il roster guardatelo voi: la panchina è chilometrica, e assicura a Bucchi rotazioni comode per finali di partita più gestibili. Poter avere sulla panca giocatori come Viggiano, esplosivo, Formenti, gran tiratore sugli scarichi, e Fultz, il play che volevo io a Sassari, assicura sicurezza al quintetto, davvero esplosivo. Perché Brindisi non è più avanti in classifica allora? Credo perché far girare e accontentare tutti non è facile per niente. E forse anche perché con le squadre meno blasonate i ragazzi del presidente Marino prendono le partite sottogamba. Non sarà il caso di domani sera: con la Dinamo c'è da portare a casa uno scalpo d'oro.

Sarà una partita durissima, la Dinamo ha bisogno di tutti, e mi auguro che Meo porti in panca Tony Binetti (occupando lo slot di Bootsy): occorrono rotazioni lunghe per non essere stritolati nel finale.

In chiusura: arbitrerà Cicoria. Amen...

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