sabato 30 marzo 2013

Scariolo salva la panchina. Milano vince 79-85

anche oggi il Commando ha vinto.

DREW GORDON C'E' 

Come con Varese, anche con l'Olimpia Milano la Dinamo è in perfetto pareggio. 86-80 la vittoria a Milano, 79-85 la sconfitta oggi. Diciamolo subito: l'Olimpia ha meritato di vincere. Ha difeso bene sul perimetro ed è andata bene a rimbalzo, e la sua lunga panchina unita alla strabordante fisicità dei suoi giocatori chiave ha frullato i padroni di casa. Sembrava una partita di play-off, e il campionato oggi ha visto di cosa è capace Milano quando gioca con attenzione e cinismo. E mancavano Hairston e Chiotti!

Il fantastico omaggio a Jack Devecchi

La Dinamo ha avuto anche un po' di sfortuna: buona parte delle volte in cui i suoi lunghi erano in buona posizione a rimbalzo offensivo, la palla è schizzata lunga ed è stata preda dei più tonici giocatori in maglia rossa; e in alcune occasioni la sfera è stata sputata dal ferro. Metteteci che all'inizio l'arbitraggio è stato discutibile e quindi Milano ha preso fiducia e coraggio, e il gioco è fatto. La Dinamo ha sempre rincorso con grande fatica, e ogni volta che si è avvicinata gli ospiti hanno trovato la giocata giusta (spesso allo scadere dei 24", è successo almeno 5 volte). In poche parole: non era giornata. Mettiamoci anche che la terna in arancione oggi ha fischiato con generosità quando le squadre non erano al bonus, ben guardandosi di continuare a farlo raggiunti i 4 falli di squadra, e questo metro alternato di giudizio ha scombinato i giochi, per tutte e due le squadre; è stata brava anzi: furba Milano ad adeguarsi meglio.

Tony Easley: serviva la sua cattiveria, ce l'ha messa

Eppure i nostri ragazzi si sono spremuti, pur se non era giornata, si sono spremuti (pur con qualche amnesia difensiva, qualcuna ci sta) tutti tranne uno: quello che in difesa perso sistematicamente l'uomo, ha preso solo 2 rimbalzi e e ha fatto un terrificante 0 su 3 dal campo. Sfiduciato, cotto, molle sulle gambe, lento. Si sono fatti tutti un grugno così per difendere, poi la palla passava dalle parti di lui e per Milano erano punti facili, facilissimi, spesso alla sirena (come detto). Non ingannino i tanti punti di domenica scorsa, segnati da questo giocatore: non aveva difeso allora, non l'ha fatto oggi. Chi li ha presi i suoi rimbalzi? I due Diener (6 a testa, come il ritrovato Easley).

Michal Ignersky: partita da incubo, la sua

La Dinamo vede quindi ridimensionare le proprie velleità, perde il treno per il primo posto (salvo sorprese nella mega sfida Varese-Roma di lunedì) e ora deve giocare altre due partite durissime: in trasferta a Reggio Emilia e poi in casa con Roma, quindi con le due squadre più in forma del momento. E corre il rischio di salutare anche la seconda piazza.


Parlare dei singoli è facile: bene i due cugini. Travis ancora dolorante alla gamba (alla fine era distrutto, e ha giocato 37': il suo "cambio" è Pinton...) si è visto scippare il pallone dalle mani ben 3 volte da Green, ma ha fatto una partita tutta sostanza: migliore per valutazione (27) con 9 falli subiti (e almeno altri 4-5 molto evidenti non sanzionati), 6 rimbalzi e 5 assist. Drake, messo fuori partita da due falli iniziali un po' generosi (su queste scelte della terna pesa l'allungo iniziale degli ospiti, oggi fra l'altro omaggiati di tanto rispetto: hanno potuto mandare a quel paese 3 volte gli arbitri, che hanno chinato il capo), è dovuto venire fuori alla distanza: 4 delle sole 7 triple totali mandate a referto dalla Dinamo sono sue, ha subito 7 falli, preso 6 rimbalzi, se gli fosse stato fischiato qualche fallo in più in azione di tiro avrebbe scritto 30. Del polacco abbiamo già detto. Aggiungo solo: indecente. Molto bene invece Easley: ha visto palla più spesso del solito e ha ringraziato con un 9 su 11 che parla chiaro; la migliore risposta alle critiche giustamente ricevute (anche da me); oggi l'abbiamo visto anche andare a stoppare (erano una decina di partite che non capitava). Sufficiente Bootsy Thornton, che dopo la fiammata iniziale ha subito un fallo vigliacco da Gentile sotto forma di uno sgambetto da terra (questo ragazzo ha sì le spalle larghe ma non ha ricevuto da papà Nando insegnamenti su come comportarsi in campo; nel secondo tempo dopo aver subito un fallo dallo stesso Thornton gli ha buttato la palla in faccia e... tutto ok per gli arbitri, e mica si può applicare il regolamento: gioca Milano, baby!). Dalla panchina sono arrivate poche cose da Pinton e Brian Sacchetti. Molto meglio invece Devecchi e Vanuzzo. DiLiegro ancora una volta non ha visto il campo.


Quando ho scritto il precedente post, avantieri, ho omesso di scrivere una cosa: che ero quasi sicuro della sconfitta. Milano aveva perso due partite di fila in casa, non poteva precipitare nel baratro, e poi fuori dal forum di Assago gioca meglio: è un dato di fatto. Milano poi è troppo forte fisicamente, la Dinamo non può competere, siamo chiari (a meno che la terna arbitrale di turno non decida di essere meno permissiva). La vittoria dell'andata era arrivata grazie a una partita indecente delle scarpette rosse, la sconfitta di oggi per come si è evoluta parla da sola. E leggete: 96-72 l'indice di valutazione.



Ultima nota: i tifosi di Milano non sono stati accolti a sprangate. I tifosi sassaresi (che le sprangate le avevano prese all'andata) sono persone civili, e in settore D il pubblico non è caduto nelle provocazioni e sfottò che il gruppetto di ragazzi inquadrati nella foto sopra ha lanciato. Noi siamo persone civili, ed è un vanto, una cosa di cui andare fieri.

venerdì 29 marzo 2013

La sfida con l'Olimpia e la Dinamo che verrà

Forza, Tony ! 

Voglio aprire questo post con un saluto "affettuoso" a chi, nel passato più lontano (qui, nei commenti) e in quello recentissimo (nei social network), ha usato il turpiloquio all'indirizzo del sottoscritto. Ammetto che ho avuto voglia di rispondere sullo stesso tono, poi mi sono ricordato che io sono una persona civile, a differenza di qualcun altro. Detto questo preciso ancora una volta che qui non scrivono giornalisti. Da ex giocatore e appassionato di basket e di Dinamo da quasi 40 anni, credo che l'amore per la propria squadra del cuore non debba comportare sempre un "volemose bene" nel commentare le partite e le prestazioni di squadra e singoli, anzi comporti - per onestà intellettuale - il saper anche muovere delle critiche ove se ne ravvisi l'opportunità. Se qualcuno entra qui solo per leggere frasi come "i nostri eroi..." ecc. (frasi che in più di una occasione ho usato con forte enfasi), può accomodarsi altrove. Schiettezza, ecco cosa mi contraddistingue. Intelligenza, ecco cosa mi aspetto da chi legge. Mi si può criticare, ma non insultare. 


Parto allora dal forse-chissà-se-è-vero nuovo acquisto Drew Gordon. Ho visto i video che circolano in rete, parte dei quali li ha messi Gianni nel precedente post. Noto che Gordon non è un centro, ma un "4" di stazza, alla D. Comegys, e che non avendo tiro da fuori staziona sotto le plance. E questo mi piace. Un lungo agile, secondo la filosofia di gioco di Meo Sacchetti, un lungo che ama giocare con fisicità e atletismo sotto canestro, sa stoppare, andare a rimbalzo e schiacciare, e si gasa. E poi corre molto. Avendo quasi 23 anni ci sta. Magari è un po' inesperto ma è sicuramente un giocatore interessante. Credo che averlo in squadra (con le rotazioni panca-tribuna che comporterà) farà solo bene ai nostri lunghi.

Il problema ovviamente non è solo questo. C'è una mentalità aggressiva da ritrovare, c'è un cinismo da ricostruire, una fame di vittorie da riscatenare. Già, perché domani arriva la squadra col migliore tabellino vinte-perse in trasferta (9-3, come l'Acea Roma di Gigi-gante Datome) e con una voglia di vincere fortissima. Milano ha perso le ultime due partite in casa, in quel Forum di Assago dove il pubblico è freddino, ti fischia facilmente e non si accontenta mai, ed è per questo motivo che in trafserta l'Olimpia gioca meglio... ha meno pressione, e ora deve anche evitare la terza sconfitta di fila. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una sfida alla baionetta.


Milano arriva alla contesa priva di Hairston ma anche di Chiotti. Non ha certo problemi di panca, dato il budget utilizzato dall'owner Armani, ma soprattutto l'ala americana è sempre un rebus per le difese avversarie. Pare recuperato pienamente Langford, di sicuro è a pieno regime dopo un periodo di noie fisiche Gentile, che è a -26 punti da quota 1000.


Che squadra è Milano? Io dico sempre che ha il miglior roster del campionato e nonostante le altalenanti prestazioni la vedo fra le favorite per lo sbarco almeno in semifinale di playoff. I problemi di Milano sono solo nella mente. Il roster è impressionante, e soffermarsi a parlare dei singoli comporterebbe chilometri di pagine. Milano ha cambiato molto, acchiappando Marques Green (play tascabile fra i migliori mai visti in Italia), recuperando Bremer (giocatore d'ordine) e Radosevic (che ha grande verticalità). Io temo di più i due greci Fotsis (che accende e spegne molto velocemente) e soprattutto Bourousis (che stranamente viene tenuto fuori a lungo nei finali di partita, pur essendo devastante come pochi in questo campionato di centri leggeri). Melli e Gentile sono la nuova linfa azzurra, già svezzati e già spesso decisivi. Poi Langford il tuttofare, ma non scordiamo giocatori come Giacchetti (play da corsa con un ottimo tiro dall'arco) o Basile (il sempreverde).

Nelle top-five Milano vanta Bourousis 3° nella percentuale da due punti (65%), 5° Langford nei tiri liberi (84.7%), 4° sempre Langford nel tiro da tre punti (un ottimo 45.8%). Nelle classifiche di squadra invece l'Olimpia è 5° per punti segnati (80.2 la media), 5° per rimbalzi (34.5, la vera forza),  2° per assist (14.2), 3° nel tiro da due (54.8%), 2° ai liberi (76.6%), 5° nelle stoppate (3 di media). Una marea di buone cifre insomma. Difensivamente invece i ragazzi di Giorgio Armani non ha presenze nell top-five di demerito. Eppure Milano è "solo" sesta in classifica. In poche parole: una potenza spesso inespressa ma che quando esplode spazza via tutto. Ricordiamo la larghissima vittoria qui a Sassari della scorsa stagione.

Di cosa ha bisogno allora la Dinamo? Di dominare l'area e di mantenere alta la cattiveria. Milano corre bene in contropiede, come la Dinamo. Credo che a differenza della disfida con Varese stavolta avremo una partita a punteggi elevati. Spero che Travis Diener sia recuperato, e che i nostri lunghi tengano botta (soprattutto all'inizio l'Olimpia giocherà la palla in pivot basso su Bourousis: starà a Easley non sprecare falli). Abbiamo bisogno anche del migliore Thornton, un po' altalenante ultimamente (ma è stato l'unico a mostrare dignità chiedendo scusa, dopo la brutta sconfitta a Cremona di domenica scorsa), e di qualcosa di speciale dalla difesa. Occorre una Dinamo "totale": Milano è più forte della classifica che occupa.

Arbitreranno Filippini, Sardella e Aronne , palla a due alle 12:00, noi ci saremo.

mercoledì 27 marzo 2013

DREW GORDON !

Si spera di vederlo già in campo sabato contro Milano...o al massimo contro Reggio il 7 aprile :)
Eccolo con i Lobos New Mexico:


nei pre-draft NBA: 


pare che abbia la stessa passione di James White:


con il Partizan Belgrado: 


assurda stoppata in Oljmpia Lubiana-Partizan: 

domenica 24 marzo 2013

Punita a schiaffi l'arroganza di una non-difesa. Cremona stravince 108-91


Dane Di Liegro #1 ai tempi di New Hampshire Wildcats
"Se arrivasse il passaporto italiano per Travis coglierei l'occasione per inserire un giocatore sotto canestro" - Meo Sacchetti.

@TheRealBootsy: Sorry Dinamo fans for the loss. I played terrible. This game was my fault. #not again

Il presidente SARDARA, intervistato sul post-Cremona 

Ho aspettato un po' prima di sedermi alla tastiera, ho aspettato perché avrei rischiato di prestare il fianco a qualche denuncia in sede penale. Ovviamente scherzo, ma volevo solo far capire quanto mi sono imbestialito guardando una partita così indecente su un lato del campo. Non è quello offensivo, ovviamente: 91 punti segnati (sopra la media consueta), 96 nella valutazione (anche qui sopra la media del nostro campionato). Il lato del campo in cui oggi abbiamo visto la peggiore Dinamo di questi tre anni di serie A è quello difensivo: 108 punti subiti e una difesa a dir poco indecente per quasi tutto il match. Le uniche cose discrete in difesa si sono viste solo quando erano contemporaneamente in campo Devecchi (che poi si è infortunato), Sacchetti Jr. e Vanuzzo, sul resto c'è da calare un velo di pietà e vergogna.

Tutto potevamo aspettarci da questa Dinamo, anche una sconfitta (che oggi data l'assenza di Travis ci poteva stare), ma non certo la pessima figura fatta a Cremona. Avete presenti i flottaggi e gli aiuti? Niente da fare. La marcatura sulle penetrazioni? E chi l'ha vista? Le rincorse sugli scarichi verso l'arco? Assenti. Eppure oggi mancava causa infortunio quello che potenzialmente è il difensore meno prestante della squadra. Ma avete capito? Il sistema di gioco offensivo funziona anche senza TD#12, però siccome manca lui si scende in campo molli. "Eh, senza Travis mi sa che oggi si perde". Andatevi a vedere come gioca Caserta, che è senza americani, andate: cuore, corsa, contatti duri, difesa, testosterone... spesso perde ma l'anima c'è sempre, la dignità non manca mai. La Dinamo oggi...?


Non credo si possa dire niente a coach Sacchetti, se non che forse avrebbe dovuto prendere un bastone e romperlo nella schiena ad alcuni dei suoi. Avete visto i pivot? Diliegro ormai non gioca più, non ha la fiducia del coach (e a ragione) e dei compagni (uno l'ha azzoppato addirittura lui, l'ematoma sulla gamba di Travis è colpa sua: brutta botta in allenamento - le desse agli avversari...). Easley è l'ombra di se stesso, pare che non ne abbia voglia. Sì, è bello fare le solite due-tre schiacciate a rimorchio, ma se in difesa non tieni l'uomo, non aiuti sulle penetrazioni, non tagli fuori e a rimbalzo (quando ci vai) come hai la palla te la fai sfuggire o rubare, allora a che servi? E le stoppate? Sparite. Allora servi a scaldare la panca. Oggi il centro aveva un solo nome e cognome: Manuel Vanuzzo, che da giovane giocava da tre e da qualche anno è un quattro, solo che a Sassari deve fare anche il centro, quasi da solo, e troppo spesso. Qualche sbavatura in più rispetto al solito oggi per Manuel, ma lui ce la mette sempre tutta. Già, poi "c'è" il polacco: 23 punti, bene-bravo-bis, sai tirare, ma scusa: la difesa? Farti ridicolizzare da avversari meno quotati non colpisce il tuo orgoglio? A rimbalzo poi? L'area dei tre secondi oggi era un tavolo apparecchiato, e non solo per il 34-22 nei rimbalzi che ha visto vincitrice la squadra che ha meno lunghi nella rosa in tutto il campionato, ma anche perché oggi in quell'area avrei segnato canestri facili anche io. Deve arrivare un centro nuovo? Oggi per la prima volta sono d'accordo che venga preso: là sotto ci vuole gente col testosterone, gente grossa, sporca, magari poco elegante ma che almeno sappia menare bene, magari schiacci di meno ma sappia ringhiare e fare paura; le mammolette appassite restino a casa a giocare alla playstation.


Scusate lo sfogo ma ne strappa gli occhi ai ciechi. Per la seconda volta dopo aver agganciato Varese buttiamo via una partita che era sì difficile vincere, ma se si è vinto senza Travis a Milano (due volte), se si è vinto a Brindisi senza Thornton e Easley, perché perdere con umiliazione annessa a Cremona? Dov'erano le palle oggi? Quanti sono scesi dall'aereo? Oggi la sufficienza piena la merita solo Drake Diener, e appena sotto il 6 ci metto Vanuzzo, poi basta. 

Certo bisogna anche dire che la prima metà del secondo quarto ha visto delle chiamate arbitrali ai limiti della fantascienza a nostro danno, ed è là che Cremona ha preso coraggio scavando il solco che si è rivelato decisivo, ma la Dinamo ci ha messo tantissimo di suo, troppo. No pain, no gain.

Less dancing, more guts, please

Potevamo aspettarci una partita a punteggio più basso oggi, perché non c'era Travis ad alzare il ritmo, e quindi una partita giocata più sulla difesa, e invece abbiamo stappato con gioia lo champagne, ma per gli avversari. Non ho voglia di scrivere altro, sinceramente. So bene che i nostri ragazzi stanno facendo un campionato fantastico, e so benissimo anche che una giornata storta può capitare, ma quando vedo un atteggiamento da calabraghe di questo tipo...

venerdì 22 marzo 2013

Da Varese a Milano, passando per Cremona


Leggo, Tony!
pueblo dinamista al Pianella - 3 febbraio vs Cantù
Il trittico lombardo passa al secondo atto. Dopo la vittoria nel big match e la coda di critiche cui si è assistito online (con tanto di insulti pesanti che nel basket non devono avere mai diritto di cittadinanza), la Dinamo vola a Cremona per continuare una corsa velocissima. Torniamo un attimo alla disfida con Varese: tutti i giornali del varesotto sono stati prodighi di piagnistei, critiche, e hanno dato dei "ladri" ai ragazzi di Meo e ai sassaresi in generale. Un bell'applauso... ma ditemi, blasonati e competenti scrittori di basket, dove eravate quando all'andata Mike Green sfondò su DeVecchi e venne omaggiato dei due tiri liberi che fecero vincere la partita alla vostra Cimberio? I nostri giornali quasi glissarono per non percorrere il facile binario del vittimismo, lo stesso fece il nostro coach, e con lui la squadra. Eppure la Dinamo è stata frequentemente bastonata da arbitraggi a dir poco provocatori. Ora che ci siamo ritagliati, da soli e senza aiuti, il nostro piccolo spazio, e una chiamata arbitrale importante ci ha favorito, siamo diventati dei ladri. Dov'è De Coubertin? E Vitucci: il significato della parola umiltà lo conosce? Stendiamo un velo pietoso e andiamo avanti, sicuri che in una prossima occasione - se si dovesse verificare - i lanci di sterco riprenderanno copiosi. 

Come dicevamo, Cremona attende la Dinamo. Cremona che domenica scorsa ha vinto una gara importantissima in quel di Milano (l'Olimpia era priva di Langford e strada facendo ha perso pure Hairston per infortunio: salterà anche la partita con la Dinamo, pare). Cremona, squadra tosta che con gli innesti in corsa di Peric, Chase e Luca Vitali (vice di Peppe Poeta l'anno scorso a Bologna sponda Virtus) ha finalmente trovato un equilibrio invidiabile. La squadra di coach Gresta attualmente occupa la posizione n° 11 della classifica, ed è in fase di risalita. Il suo gioco è un mix efficace di corsa e controllo che ha le sue radici sulla difesa. Vediamo un po' di cifre.

Luca Vitali

Fra le statistiche di squadra in settore offensivo i bianco-celesti non occupano nessuna posizione nelle top-five, mentre in quelle difensive i lombardi sono quintultimi nella difesa sul tiro da due (concedono infatti il 54.4%), e poi quartultimi nella difesa sull'arco (concedono il 37.2%). Fra i singoli invece Cremona vanta il secondo rimbalzista del campionato in Stipanovic (8.2 carambole, dietro all'incredibile Lawal di Roma). Pare quindi alloggiare in quella aurea mediocritas, il classico "senza infamia né lode". Ma il lato positivo di ciò è facilmente individuabile: se non sei perfetto in qualcosa vuol dire che sai fare abbastanza bene tutto, e che nelle vittorie come nelle sconfitte dai molto filo da torcere agli avversari. La Dinamo in effetti ne sa qualcosa: sconfitta dai lombardi in prestagione, all'andata faticò le proverbiali sette camicie e vinse solo in un finale arroventato per 80-78. Era una Cremona un po' diversa, ma l'impronta di squadra tosta da digerire c'era già (a quel tempo Attilio Caja era l'head coach, e Gresta il suo vice; Gresta prese il suo posto un paio di settimane dopo).

Guardiamo nel dettaglio i singoli allora. Luca Vitali sta vivendo una nuova primavera da quando è approdato in Lombardia: 12.2 punti, 3.3 rimbalzi, 4 assist e ottime percentuali dal campo, e sta assumendo il ruolo di leader in un attacco oggi più insidioso di ieri; Luca sta meritando una nuova occasione in nazionale, e spero che ai prossimi europei coach Pianigiani gli riservi un posto nella rosa: un play così determinato ma anche alto (dote rara nei play di oggi) è importante. Brian Chase, anche lui arrivato a campionato iniziato, da il suo apporto con 10.9 punti tirando sopra il 50% da due e soprattutto da tre; non tira molto, ma sa selezionare bene, quindi è molto pericoloso. Gli altri due play sono il veterano Ruini (pochi minuti però per lui e quindi cifre basse) e Aaron Johnson (7.2 punti e 3 assist). Il reparto guardie vanta l'espertissimo Jarrius Jackson (13.7 punti, bravissimo a bucare le difese con penetrazioni rapidissime, è molto robusto quindi è difficile da marcare) e quel Lance Harris che è stato all'inizio del campionato il capocannoniere, e ora che le difese lo stanno prendendo di mira ha ridimensionato le sue pur ottime cifre: 16.3 punti, 4.6 rimbalzi, 1.9 assist; Harris è uomo da ultimo tiro, e da il meglio di sé nel tiro in uscita dai blocchi, dove è davvero esiziale (un rebus per ogni difesa). Gli slot di ala vedono solo due giocatori. Il primo è Conti, che entra raramente nelle rotazioni. L'altro è Peric, che segna 13 punti e cattura 5.2 rimbalzi, un lottatore. I centri infine. Stipanovic, come detto secondo rimbalzista del torneo, aggiunge 9.2 punti a partita; egli è abilissimo nel posizionarsi nell'area sia per a andare a rimbalzo che per ricevere assist dai compagni. Il suo cambio è Kotti (4.8 punti e 5.3 rimbalzi con un high di 15!). Infine completa le rotazioni sotto canestro l'anziano Cazzaniga (quasi 5 minuti per lui). 

Lance Harris

In casa Dinamo oggigiorno si rincorrono voci su un cambio sotto le plance: Tony Easley sta rendendo meno di quanto ha fatto vedere in precedenza (è pur sempre il miglior tiratore da due del torneo!), e stanno circolando tanti nomi come suoi sostituti. Effettivamente la Dinamo ha i suoi due centri con l'età media più bassa (1° e 2° pivot) del campionato, e abbiamo visto che quasi sempre è Vanuzzo a finire le partite in campo a fianco di Ignersky. Sono solo voci, ma noi siamo convinti che Tony possa dare molto di più. Abbiamo invocato a lungo un rimpiazzo negli slot di cambio play e cambio pivot, e ora gli equilibri cambiano. Staremo a vedere: sta ai nostri ragazzi un po' sotto osservazione far vedere di che pasta sono fatti. Intanto Travis Diener non ha ancora ripreso ad allenarsi: la botta rimediata da DiLiegro una decina di giorni fa è ancora dolorosa...

Arbitreranno Sabetta, Giansanti e Borgioni. Varese nel frattempo si sposterà a Reggio Emilia, che assieme a Roma è la squadra più in forma del momento. Saranno altre scintille. La corsa verso i play-off continua.

mercoledì 20 marzo 2013

primavera biancoblu

facce da Dinamo: Slim, Bootsy, Igny, Jack, Manu e Man-Drake
Tanto per iniziare era dal 9 dicembre che non scrivevo qualcosa di serio su questo blogherello, fondato (se così si può dire) 39 mesi fa con un entusiasmo appena diverso. Il blog resiste alla devastante ondata di siti, forum e pagine facebook dedicate alla Dinamo. Noi ci siamo, piccoli ma sinceri, per tutti coloro che hanno voglia di perdere 15 minuti di tempo appresso a qualche foto, qualche immagine, qualche pensiero sfuso su questo straordinario vascello di emozioni chiamato "Polisportiva Dinamo Sassari 1960".
Passa la bellezza -  è un vecchio disco di Mauro Pagani . A dire il vero contiene pure una canzone con Fabrizio De Andrè. Non so se mi spiego. Questa Dinamo gioca che è una bellezza ! Capitanata dagli operatori del sogno, tre matti scatenati che rispondono al nome di Meo, Paolo e Ugo. Tre personaggi in cerca d'autore che apparentemente paiono male assortiti come una scarpa taglia 44 e una 39 e una 42. Invece stretti insieme formano un pugno potente. Il Vaticano ha da poco scelto il suo papa Francesco I, noi qui a Sassari abbiamo Papa Meo I, il papa con lo schiaffone pronto. La sua creazione è conforme al credo del "corri e tira", del spargetevi e disperdetevi, nessuno sa cosa pensi davvero coach Meo mentre si asciuga il sudore a bordo campo. Ha un'abilità pazzesca nel riuscire a non prendere un tecnico dagli arbitri. E' un grosso esperto di vini e di difese avversarie, ma su questo aspetto il servizio al bacio glielo dà Paolo Citrini. Uno che la sa lunga sul basket. Per formare questo incredibile ensemble di pazzi scatenati, finalmente stabilizzati dopo la confessione stragiudiziale del 2 giugno 2012 ("la prossima volta avremo bisogno oltre che di un preparatore atletico, anche di uno psichiatra"), ci sono voluti due anni di lavoro. Infatti, a pensarci bene la Dinamo è sempre la stessa, Manuel e Jack si scambiano la palla ad occhi chiusi, i cugini Drake e Travis giocano come se fossero tornati ai tempi della high school a Fond du Lac, che è proprio lì in fondo al lago Winnebago del Wisconsin (ho guardato su google-maps! Mica so tutto). Gui Laguzzi, Spissu, Binetti, Pinton, Sacchetti e gli altri manco li nomino, basta guardare un allenamento e si capisce tutto, coach Meo è l'antitesi del "perfettino" (Trinchieri?) e non si adira se qualcuno sbroccola all'indirizzo del compagno. DiLiegro ne sa qualcosa. Insomma è una lucida follia, e il manicomio (a cielo aperto) può attendere.
Ripeto, questa non è semplicemente una squadra, è una bellezza !
Rispetto per la Dinamo - Ci avevano detto che siamo perdenti, i parvenu del basket, una piazza emersa con un colpo di fortuna. Ci avevano detto che siamo perennemente assistiti dal famoso cul-de-Sac. Ci hanno a volte denigrato, svilito e sottovalutato. Telecronisti di gran lusso si sono dovuti ricredere. Quando mancano 7 match alla fine della stagione regolare la Dinamo è stabilmente issata in testa alla classifica. Cose mai viste. E sarebbe stata sufficiente una vittoria interna contro Brindisi, partita giocata da una Dinamo Banco di Sardegna scompensata e forse distratta (la peggiore vista in campionato), per raggiungere il più lusinghiero risultato della sua storia.
Varese e la stella - Qualcuno è convinto che sia tutto facile, la gente a forza di vincere si è male abituata e l'impresa di domenica 17 marzo è assolutamente straordinaria. Una squadra fortissima abbattuta con una difesa arcigna e un colpo di classe di Bootsy. Nothing Man ha recuperato un pallone bagnato di sapone a 5 secondi dal delirio. Drake-Cautious Man ha giocato al suo massimo livello, anzi di più. Tutto il resto lo sapete già, io in cuor mio dal mio angolino dietro il Commando ultrà non ho avuto cedimenti: ci ho creduto fortemente in quella vittoria. Nessuno ci stava a perdere l'altra sera e non me ne frega un accidente se c'era infrazione di passi sull'ultima azione, il risultato è convalidato e gli arbitri non fischiano un accidenti a 6 secondi dalla fine. Così come avrei voluto che i nostri ragazzi abbattessero Stella Rossa Belgrado il 28.11.2012. "Siamo realisti, esigiamo l'impossibile" (Che Guevara).
Varese è uno squadrone. Tutti hanno visto cosa hanno combinato Ere Ibi, l'uomo del Kentucky Bryant Dunston e cosa non ha fatto Achille Polonara. Omaggiato di un bell'articolo che vi consiglio da parte di  Sergio Tavcar, forse il migliore telecronista di tutti i tempi (teleCapodistria). Polonara fin dai tempi di Teramo e della Nazionale under20 è uno degli eccellenti lunghi italiani, quando ne viene fuori uno ogni 10 anni è un miracolo, peccato che non si sia espresso ai massimi livelli. Tutto il resto lo ha fatto il pubblico. Un caleidoscopio di emozioni, si è riso, si è pianto, ci siamo commossi. Con la bandiera in un mano e il cuore nell'altra. L'immagine più bella è quella di Bootsy-Nothing Man, quello che non si stanca mai di vincere, praticamente sovrastato dai suoi compagni di squadra attaccato ad un respingente plastificato del canestro. E Frank Vitucci, che ad Avellino venne celebrato dai tifosi con una statua (!), che si incavola. 
E mi piace "fregare" quella foto on topic alla Nuova Sardegna, con queste 6 mature facce da Dinamo. Ho fatto il conto dell'età media di quei sei formidabili giocatori, escluso Travis e mi viene 31,6 anni. Che è l'età di un giocatore maturo, al top. Io mi aspetto sempre che esploda Igny. Lo sto aspettando da agosto. Quest'uomo polacco ha una moglie e una figlia bellissime e non è possibile che non ci faccia vedere finalmente la bellezza del suo basket. Ogni tanto si sveglia- si alza in volo-schiaccia-e-crepa il canestro. Poi ritorna a fare blocchi, menare sul perimetro e difendere entro il suo standard. E spero che Dane DiLiegro riscuota un pochino di fiducia nel pubblico, che non finisca insomma come Giordano Bruno. L'altra sera all'uscita era abbacchiato, le cazziate dei suoi compagni lo stanno segnando...gli ultimi due miseri minuti giocati non sono stati esaltanti. L'impopolare MVP ha bisogno di più minuti e di gloria. Quanto a "slim" Easley, ci dice che pensa troppo, e forse è meglio che lui non ci pensi. Vorrei che tornasse ai livelli del suo esordio al PalaSerradimigni, 30 dicembre 2011, un furetto all black che fece vedere i sorci verdi alla VL Pesaro di Hackett e White.
Rispetto per la Dinamo2 - avevano detto che sarebbe stato un fuoco fatuo, che usufruivamo del livellamento del campionato di A, che era un basket da campetto e che alcuni erano inguardabili. Rendere gli inguardabili "guardabili", è da sempre l'impresa di Sacchetti, basta pensare a Capo d'Orlando o Castelletto. Se ci fosse un lungo di sostanza pronto ad alzarsi dalla panca o magari un play di riserva, fermo restando che il settore guardie è semplicemente lussuoso, potremmo essere pronti per il sogno tricolore. Il volo onirico potrebbe davvero concretizzarsi, abbiamo "poche certezze e tante speranze", ora è bello credere fino alla fine che noi, qui, dall'isola di roccia dispersa in un mare infinito, lanceremo la sfida all'Italia intera. HIC SUNT LEONES, proprio come contro il Veroli (e chi si lo dimentica quel 13 giugno 2010...). L'avevamo nascosto in un angolino del cuore quel sogno magnifico, noi in sella e l'Italia a guardarci ammirata. Ora ci siamo. Rispetto per noi, che prepariamo scenografie al buio, cantiamo senza voce sul -6, entriamo 2 ore prima e beviamo birrette Ichnusa. 
Del resto, Casa Dinamo serve solo quella marca...
Noi ci crediamo. Con una sofferenza assurda, con Travis-Lucky Man claudicante per una botta alla gamba, il ragazzo barcolla ma non molla, Easley che ride di meno, con Man-Drake - cestista totale come l'Olanda di R.Kroll - pronto a nuove magie, ben affiancati da una congrega eterogenea di corsari, andremo a sfidare oltremare il Cremona per poi attendere qui in città Olimpia Milano, in una partita molto, direi troppo carica di significati. La potente macchina da orgasmi, matematicamente assicurati per donne e uomini in egual misura, sta per partire. 
Forza Dinamo !
sul tubo, Nicola Cascioni, web-manager della Polisportiva:


7:55 minuti di magia Dinamo-Varese:


interviste a Thornton e Cerella: 


N.B. VARIAZIONI TV* PER LA 10°-11°-12° GIORNATA:
Dinamo - EA7 Milano:    30 marzo 2013 ore 12,00.
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domenica 17 marzo 2013

Zampata di Thornton, e trionfo Dinamo. Piegata Varese


"Where Amazing Happens!"



E' finita con Vitucci a sbraitare in mezzo al campo contro Lamonica, unico dei tre arbitri a non aver fischiato a senso unico a favore della sua Varese. Già: Bettini e Weidmann hanno usato i classici "due pesi e due misure" nel valutare lo stesso identico tipo di contatti sui due lati del campo. Beh, Vitucci può sbraitare quanto vuole, ma si ritenga fortunato: sull'ultimo tiro di Thornton il play Green ha spinto con la mano sul fianco dall'inizio del palleggio di Bootsy e fino al tiro (ergo: era canestro più fallo, e le squadre ora non sarebbero pari anche nella differenza canestri). E ancora: rivisto il replay Drake Diener non ha fatto passi, ragazzi, si chiama arresto in due tempi cui invece di seguire il tiro è seguito il passaggio a Thornton. Attaccarsi a questo...

Fantastico Bootsy!

E' stata una partita giocata con un grosso handicap, per i padroni di casa: Travis Diener aveva una fasciatura enorme che andava dall'inguine al ginocchio della sua gamba, e ha giocato stringendo i denti, e nonostante questo ha vinto il confronto con Green. L'handicap è stato anche allargato dalle opache prestazioni di Easley e Ignersky (che non ha attaccato il canestro palla a terra neanche una volta!), seguiti dai soliti Pinton e DiLiegro. Ma c'erano tutti gli altri, a giocare col coltello fra i denti e a spremersi a più non posso, e il gap ancora allargato da diverse chiamate pro-blasone è stato annientato fino al trionfo finale.


Uno dei tanti hand-checking a spintone non sanzionati

Meglio la Dinamo in apertura e chiusura, meglio Varese nel cuore della partita a cavallo del riposo lungo. Peccato per il punteggio, perché sul +6 finale i ragazzi di Meo hanno buttato via due palloni sanguinosi e poi la panchina ha commesso l'errore cruciale sul +2 di regalare due liberi gratis che hanno fruttato il rimbalzo offensivo di Sakota che ha spinto via Vanuzzo (fallo non fischiato) poi è finito per terra Ignersky, preso rimbalzo, sbagliato il tiro ma sull'ulteriore rimbalzo è andato a segnare un monumentale Dunston. Scelta della panchina. Io sono sempre per non regalare niente ma difendere duro, e stavamo per perderla, ma alla fine è stato il campione d'Italia a chiudere tutto e mandare in archivio un successo storico (e che tiene a distanza Roma, che sta recuperando di gran carriera).

Oggi abbiamo visto pochissima zona: le due squadre si sono affrontate a viso a aperto e se le sono suonate di santa ragione, ed ero stato buon profeta a pronosticare un punteggio contenuto, come è stato. La Dinamo ha usato in un paio di frangenti la zone-press che le ha permesso di ribaltare il punteggio e poi si è affidata a un quintetto che ha visto a lungo Vanuzzo centro (leggasi: museruola su Dunston nelle giocate in post basso).

Sassari ha tirato meglio dall'arco, Varese da due, Sassari meglio ai liberi, Varese invece a rimbalzo, con assist pari e saldo perse-recuperate sostanzialmente in pareggio. Equilibrio, e finale in volata, come all'andata. Solo che stavolta il fischio-regalo nel finale non è arrivato (anzi c'era fallo su Bootsy). E Vitucci sta ancora rosicando (chissà che per quelle brutte parole rivolte agli arbitri non gli arrivi una multa, così abbassa la cresta e impara a comportarsi).



Non sono molto lucido, e ve ne chiedo scusa: sono stanchissimo. Passiamo ai singoli. Partiamo da Thornton: primo tempo sotto tono, seconda metà di gara sontuosa; è passato dai rimbalzi (6) e assist (2) ai 13 punti che hanno spezzato le gambe agli ospiti. La zampata finale è da cineteca: prende palla su uno scarico, penetra sulla mediana con Green che lo spinge via, tira fuori equilibrio, gli arbitri non fischiano un fallo sacrosanto, e la palla brucia la retina, per il pandemonio di 4500 persone totalmente uscite fuori di testa, folli per la gioia. Travis Diener: 6 assist, 6 punti e 4 rimbalzi; poco lucido perché stava male (fate riposare quella gamba, please), ha sbagliato qualche tiro di troppo un po' perché Varese ha difeso bene su lui, un po' perché gli arbitri hanno sorvolato sulle spinte mano sui fianchi (e decisamente sono stati scandalosi per tutta la partita). Drake Diener è stato il migliore: 23 punti, 8 falli subiti, 8 rimbalzi e 3 assist; ha tenuto su la baracca a lungo e in certi momenti aveva quasi la schiuma alla bocca; in una parola: incredibile. Ignerski oggi è stato travolto dalla partita: ha tirato male, difeso peggio, preso solo 4 rimbalzi, ma almeno nel finale  nell'unica occasione in cui ha tagliato sotto ha convertito un assist al bacio che ha spinto su la sua squadra. Tony Easley: che gli sta succedendo? Perde l'uomo, pare svogliato, poco concentrato, e quando va a rimbalzo non trattiene il pallone; si ha preso più di un rimbrotto, e pare la brutta copia di quello che conosciamo; va recuperato psicologicamente. La panchina: teniamo fuori dal giudizio Pinton e DiLiegro (la campana è sempre la stessa) e facciamo un plauso al capitano Vanuzzo, a Jack Devecchi e Brian Sacchetti. Hanno dato il cuore, hanno menato le mani, hanno segnato in tre 17 punti e preso 8 rimbalzi, ma è in difesa sui diretti avversari che hanno spostato gli equilibri. Chiedetelo a Polonara, che fa il macho quando salta per schiacciare e stasera è stato zavorrato a terra (ok, 12 rimbalzi per lui, ma in attacco, per pietà...), chiedetelo ai tiratori di Varese: 3 su 21 dall'arco (14.3%), una serata da incubo.


E Meo? Detto della scelta di regalare quei due ultimi tiri liberi che hanno fruttato 3 punti e il controsorpasso che ha fatto sudare il Palaserradimigni, ha usato meno zona del solito, ma ha bloccato bene i giochi degli ospiti: Green è parso a lungo un pesce fuor d'acqua, e se blocchi lui Varese gira al 30%.

Finita, via! Nel momento in cui sto scrivendo, leggo la classifica che vede la Dinamo davanti (presumo perché pur nel pareggio dei canestri Sassari ha segnato più punti fuori casa), ma poco conta: nei play-off si ripartirà quasi da zero, e mancano ancora troppe partite davvero insidiose per dire che si può stare tranquilli. Ora si resetta tutto e si pensa a domenica prossima: Cremona ci aspetta, e ieri ha vinto al forum di Assago.

Addio ragazzi...
SETTORE D, 13.3.2013...


venerdì 15 marzo 2013

La sfida con Varese!



E finalmente ci siamo. Sotto di due punti a causa della sconfitta (meritata) di domenica scorsa ad Avellino, la Dinamo si gioca una buona fetta del suo campionato, è non solo per lo scontro diretto (-1 all'andata con lo sfondamento non sanzionato a Green, che ebbe il regalone dei due tiri liberi che decisero la contesa), ma anche perché questo finale di stagione sarà durissimo: dopo la capolista la Dinamo dovrà ricevere Roma e Milano, le due squadre più in forma del girone di ritorno, e volare a Reggio Emilia, che sta giocando il suo miglior basket. In mezzo altre partite dall'esito non scontato.


Varese è a +2 in classifica. Per essa vincere significherebbe un +6 (cioé +4 ma con lo scontro diretto a favore), per la Dinamo invece la vittoria potrebbe significare il primo posto, e sarebbe storico anche se solo per il momento. Varese quindi ha meno pressioni e per la prima volta esse sono tutte sulle spalle dei ragazzi di coach Sacchetti, cui un sito internet ha attribuito un "vinceremo noi di sicuro" quando invece alla domanda "su chi scommetterebbe per la partita?" lui ha replicato: ovviamente sulla sua squadra (chi non lo farebbe?).

Polonara con la maglia della Nazionale
Diciamo subito che la terna arbitrale è la più garantista: Lamonica (il miglior arbitro d'Europa e forse anche del mondo), poi Weidmann e Bettini. Sarà quindi il campo a decretare la vincitrice, e la tensione è altissima. Un centinaio di ragazzi verranno da Varese, e auspico un corretto atteggiamento da parte dei nostri concittadini in settore D. Auspico ancora di più una corretta gestione degli spazi nelle scale per i portoghesi ma anche i possessori di biglietti laterali che si sistemano in mezzo ai piedi per vedere meglio. Sarà un pienone, e abbiamo bisogno della massima professionalità da parte del servizio d'ordine.


Che squadra è Varese? Facile dirlo: una squadra quasi perfetta, che ha mostrato grandissima professionalità e conoscenza del gioco salendo alla ribalta sin da subito (nessuna sconfitta in pre-campionato) pur essendo stata assemblata quasi tutta ex novo; ciò a differenza della Dinamo, che confermò il blocco dei giocatori più validi dello scorso campionato e inserì pochi giocatori nuovi. Nuovo anche il coach, per Varese: quel Vitucci che ha giostrato abilmente le danze nelle migliori stagioni dello Scandone Avellino e a Varese sta esprimendo tutta la sua alta competenza in fatto di difesa e attacco.



Coach Vitucci: parla molto con gli arbitri
Varese, come la Dinamo, occupa tante posizioni di prestigio nelle classifiche di rendimento della Lega. E' seconda per punti segnati (84.2), seconda nei rimbalzi (36.2, la classifica più importante a mio giudizio), quinta negli assist (13.1), quarta nelle triple (37.7%), prima nelle stoppate (3.6), prima nei recuperi (12.3, alta classifica cruciale, che come quella dei rimbalzi evidenzia e legittima il primo posto in graduatoria). E' anche seconda nelle palle perse (17.6: gli alti ritmi hanno il loro prezzo) ed è la squadra alla quale si recuperano più palloni (11 a partita). Varese ama correre, e difende per lanciare il contropiede, ma anche nell'attacco alla difesa schierata sa giocare bene sui pick and roll Green-Dunston, sui pick and pop Green-Sakota (quel Sakota che dopo una prima parte di stagione sotto tono, sta trovando i suoi spazi e sa essere devastante), sugli isolamenti per Ere, lo stesso Green e Rush. Per non parlare della fisicità strabordante di Achille Polonara, che quando può correre e saltare è uno spettacolo a 360°. E non dimentichiamo la velocità di De Nicolao e il palleggio-arresto-tiro di Adrian Banks: micidiale.
Nelle classifiche individuali Varese vanta il secondo assistman della Lega in Mike Green (5.9) e poi ha Dunston primo nelle stoppate (2.4) e nei recuperi (2.6). Nei plus-minus troviamo Dunston secondo con +8.6 e quinto Ere con +6.8.
Le cifre della Dinamo, nei singoli e in squadra, sono molto vicine a quelle di Varese. Non a caso sono le prime due della classifica, e con pieno merito.
Di cosa ha bisogno la Dinamo per vincere? Anzitutto di difendere bene, poi di costruire buoni tiri e quindi far circolare bene la palla: buone percentuali significano meno rimbalzi e meno contropiedi per la capolista. Andrò controtendenza, ma credo che non avremo una partita dal punteggio elevatissimo: la vedo più come due muri che sbattono. Magari mi sbaglierò ma a volte con squadre che giocano in maniera molto simile e sono ambedue spettacolari, beh: a volte le regole sono stravolte.


lunedì 11 marzo 2013

Avellino vince 86-78: una giusta sconfitta per la Dinamo

Che intensità ragazzi, che partita quella di Avellino. In sede di presentazione del match avevamo detto che questa squadra non meritava l'attuale posizione in classifica, e purtroppo per i colori sociali che amiamo è stato ben dimostrato. La Sidigas di coach Pancotto è entrata in campo col piglio giusto, e ha sfruttato bene il maggiore agonismo gettato sul parquet. Ma non è solo una questione di agonismo: gli irpini hanno gestito tatticamente il match in maniera impeccabile, partendo bene dalla difesa (che ha pagato dazio coi falli, ma quando alzi il volume è così, e infatti ha pagato) attraverso una copertura perfetta dei pick and pop e quasi perfetta dei pick and roll, e si è fatta trovare quasi sempre sulla linea di passaggio giusta; ha poi continuato bene in attacco, o con il contropiede (davvero tanti i punti così raccolti) o attraverso ottimi pick and roll che per la pigrizia di alcuni dei nostri dietro hanno generato lenti adeguamenti nostri e facili tiri, la maggior parte dei quali mandati a bersaglio (e anche qualche preghiera è stata accolta dagli dei del Basket, bisogna rimarcarlo).

Si volta pagina, ora Varese

Avellino ha tirato meglio da due, da tre, ai liberi, ha preso più rimbalzi, recuperato più palloni, dato più assist. Insomma: ha vinto con grande merito. La Dinamo, dopo il buon inizio di Bootsy Thornton (5 punti in un minuto scarso, pareva tarantolato), si è arenata ed è parsa a tratti distratta, come se avesse in mente altro, e quando ha provato a rimettere la partita a posto è dovuta partire da un -18 che alla fine ha prosciugato nella corsa le energie fisiche e mentali.


Il duello sulla panca l'ha vinto nettamente Cesare Pancotto, il quale ha sì una squadra quasi totalmente rinnovata (ma dove li hanno trovati i soldi? non stavano quasi per chiudere baracca?), ha un grandissimo play in quel Lakovic che ne ha smazzati 9 e che quando era in campo ha umiliato il nostro Travis ben coadiuvato dai raddoppi (veloci, a differenza dei nostri, pigri) dietro e da una maggiore velocità davanti. Solo la zona match-up ha permesso alla Dinamo lo scatto che ha quasi rimesso a posto la partita, ma poi nel finale un paio di mazzate hanno girato definitivamente la freccia verso casa, per una vittoria meritata. 


Non è stato facile per le due squadre interpretare la partita, il rebus arbitri ha imperato sovrano: nel primo tempo con una partita già assatanata sono stati sanzionati pochissimi falli e la squadra di casa non è andata mai in lunetta per tutti i 20', mentre per la Dinamo sono arrivati in chiusura del secondo parziale 2 soli liberi. Nel secondo tempo invece la musica è cambiata: sembrava di avere tre vaporiere in campo, e i giocatori (tutti) non ci hanno capito niente, fino al punto che TD#12 si è fermato durante una lunga pausa a conferire col capo arbitro Paternicò, e Avellino si è fatta sanzionare un fallo tecnico sanguinoso per un fallo, il secondo, su una tripla di Drake (che ha fatto 3 su 5 dalla linea della carità e poi ha segnato una tripla per un 6-0 che ha dato l'ultima boccata di ossigeno). Ma questo è quello che ha passato il convento, e ieri la Dinamo non ha certo da lamentarsi per l'arbitraggio, anzi.

Le ultime fiammate le ha sparate in alto Travis Diener, che si è preso le responsabilità del leader, segnando una tripla incredibile (in perfetto "TD-movement", e cioè: finta di penetrazione, step-back and shoot), poi sono partiti i titoli di coda. Senza gas la Dinamo, in piena verve Avellino, che ha allungato nell'ultimo minuto.

Passando ai singoli, ancora una volta il migliore a mio giudizio è stato Travis Diener: nonostante le 4 palle perse ha dato 7 assist (anche qui nutro dubbi sulla conoscenza del regolamento di chi sta al tavolo - ieri li ho contati, erano 11), subìto 5 falli, ed è stato il top scorer con 20 punti. E' parso a tratti nervoso e si è dovuto mettere in proprio. Drake dal canto suo è stato l'osservato speciale della difesa biancoverde, infatti ha sbagliato qualche buon tiro (anche da sotto), ha perso 4 palloni ma ha catturato ben 7 rimbalzi: e se continua così supera i lunghi anche in questa voce statistica. Thornton è partito bene, come detto, aveva grande voglia di rimettersi in corsa, e ha tirato bene, ha recuperato 4 bocce e a lungo è stato l'unico degli esterni a difendere davvero. Ignerski ha fatto una partita mentalmente pigra: si è accontentato di sparacchiare da fuori senza mettere palla a terra e attaccare il ferro: rivedibile. Easley è stato forse il peggiore del quintetto, ma dalla sua ha la giustificazione del jet-lag e della recente febbre, ci sta; due soli rimbalzi però... Per la panchina il migliore è stato Vanuzzo: 12 punti, 2 rimbalzi e tanto ottimo lavoro di copertura nella zona che stava quasi girando la partita. Gli altri? Opachi Devecchi e Sacchetti Jr, assente Pinton, fermo ai box ancora DiLiegro.

Poco altro da aggiungere. E' un peccato, questa sconfitta, perché ci porta alla sfida con Varese sul -2, e quindi mette pressione, per la prima volta dall'inizio del campionato. Ma di questa partita che verrà parleremo diffusamente più avanti. Piedi a terra, testa alta, e lavoro: la corsa non si ferma mai.

sabato 9 marzo 2013

Sulla via per Avellino con tutto il roster?


Con ancora negli occhi e nel cuore la strepitosa vittoria in terra brindisina, la squadra "da campetto" che "gioca contro le regole della pallacanestro" (alla televisione brindisina ci definiscono così) non si guarda indietro e mette nel mirino la prossima avversaria. Thornton non ancora al top (ha qualche dolore ma si è allenato coi compagni) e Easley reduce da viaggio e febbre, ma il roster forse sarà al completo, per assicurare buone rotazioni nei cambi e togliere qualche responsabilità dalle spalle dei cugini terribili, che non sono robot ma uomini (con gli attributi, ma sempre esseri umani).

Jaka Lakovic, 34 anni, giramondo del basket

La Sidigas Avellino col roster attuale non merita assolutamente la classifica deficitaria che la tiene inchiodata alla zona calda. Da quando in terra irpina sono arrivati Brandon Brown, Taquan Dean e soprattutto il play Jaka Lakovic, le quotazioni dei biancoverdi agli ordini di coach Pancotto (indimenticato coach della prima stagione in Serie A2 - si chiamava così) sono salite vertiginosamente. Gli irpini hanno demolito Cantù proprio domenica scorsa, con un gioco fatto di difesa asfissiante e tanto contropiede e hanno delle armi terrificanti nella ritrovata verve. Una squadra totalmente diversa da quella che all'andata perse a Sassari abbastanza nettamente.

Il play Lakovic è un tiratore impressionante, viaggia con 16 punti di media e il 44% dall'arco, ma sa anche smazzare ben 5.8 assist a casacca indossata, un vero toccasana per una squadra che in Shakur ha avuto un pasticcione mangiapalloni che giustamente è stato messo alla porta (chissà perché le squadre in cui gioca sono sempre ultime in classifica). Dean lo conosciamo bene: è l'uomo dei canestri impossibili (come Drake), e spesso lo si può ammirare nelle top-ten degli highlights di giornata; non ha percentuali elevatissime ma le cifre non dicono niente dell'impatto che ha nelle partite. Altro punto di forza, lui sì inamovibile, è Ivanov: 21 rimbalzi (!!!) domenica scorsa e 9.7 di media, 12 punti e il 64.7% da due, impressionante: è uno che lavora sodo e bene sempre, dà sempre il suo, un vero rebus sotto le plance. Ma Avellino è anche Hunter (5 punti di media), Richardson (13.5 col 47% da due e il 48.2% da tre!) e Brown (appena arrivato, da inserire, ma tosto e grosso). Poi i vari Spinelli (uno dei play più veloci e agonisti del campionato), Hardy, Dragovic... ce n'è per tutti i gusti. Tanti nomi, tanti giocatori, tanta energia, come piace a Pancotto.

Grande Cesare!

Nelle top-five troviamo questi dati. Fra i singoli, Avellino vanta Richardson secondo nel tiro da tre col 48.2%. Nelle cifre di squadra invece Avellino è seconda nei recuperi (11.3) e prima nelle palle perse (18.3): ciò fa capire bene che Avellino gioca molto sulla corsa. Altre però sono le cifre più interessanti: la Sidigas ha la peggior difesa con 84.9 punti subiti a partita, e infatti è la squadra che concede più assist (14.7), è la peggiore nella difesa sull'arco (i suoi avversari tirano col 42.8%), quintultima nella difesa interna (concede il 54.4%) ed è la squadra che si fa recuperare più palloni (11).

Morale della favola: potremmo avere una partita simile a quella di domenica scorsa, e cioè alto ritmo e punteggio elevato. Bisogna anche dire una cosa però: nelle ultime partite Avellino ha dato un giro di vite in difesa, e qui si vede la mano di Cesare Pancotto, (leggete questa intervista) perciò l'alea è elevata. 

La Dinamo come dicevamo arriva a questa contesa un po' disastrata ma in ripresa. Speriamo che il momento sfortunato del mega lavoro per l'infermeria sia finito (e tocchiamo ferro, perché noi sassaresi siamo molto scaramantici). Arbitreranno Paternicò, Vicino e Bartoli.

domenica 3 marzo 2013

Dinamo eroica torna con lo scalpo di Brindisi: 93-95!

Gli eroi di Alamo. Solo che questa volta si è vinto. Gli eroi dell'epopea targata Meo Sacchetti sputano sangue, gettano il cuore in campo, e con un'overdose di testosterone impongo il silenzio agli sfottò ("una squadra che gioca contro le regole del basket, fatta di giocatori da campetto") dei padroni di casa. Ma non dovevano essere assenti Reynolds e Grant? Balle! I due assenti erano due quinti del nostro quintetto base: Thornton, ancora infortunato e Easley, sul volo di ritorno a casa dopo un permesso per un lutto in famiglia. Doveva essere un massacro, secondo la testa di qualcuno, e invece la Dinamo ha difeso il fortino col coltello fra i denti e fra difficoltà insormontabili ha tirato fuori la voce del padrone, e ha zittito tutti. Brindisi viene surclassata e col bagno di umiltà di oggi spero la smetta di considerarsi qualcosa che non è in riferimento a noi. La capolista vince ancora. La capolista è tosta.

"Guai a chi si avvicina...."

Che partita, amici del forum. Sono ancora su di giri. Un primo quarto girato a mille, una seconda frazione opaca (in campo a lungo l'unico nostro col -2 nella valutazione (guess who?): non c'è cura, amen), una terza frazione di contenimento, poi la sparatoria finale, con una zona tutta emergenza e cuore. La partita sta qui. E sta nelle alchimie di coach Sacchetti, che merita un 10 pieno esattamente come i suoi ragazzi d'oro.

67.6% da due, 35.5 da tre, si è tenuto a rimbalzo (41-37 per Brindisi), e se non fosse stato per gli addetti al referto, invece dei 10 assist ne avremmo letti quasi il doppio. Una parolina a queste persone: solo 4 assist per Travis Diener? Ma siamo seri: pensate che Reynolds possa raggiungerlo in quella classifica? Ascoltate la mia pernacchia, e muti anche voi.


Grande Dinamo, ma che sofferenza! 101-98 la valutazione e Varese è riagganciata (ha vinto 8 contro 5 nell'anticipo con Caserta). Con la sconfitta di Siena a Milano i giochi cambiano: sale ancora Roma (fantastica) e nuovi equilibri guidano la parte finale di questa incredibile stagione. I primi due posti sono in lizza solo per chi li occupa (e tocchiamo ferro).


Passiamo ai singoli, via! E partiamo dal coach. Meo: quanto costa la tua bacchetta magica? Dove l'hai presa, a Hogwarts? Il nostro Sacchetti cuoco sopraffino oggi ha fatto un pit-stop nella pausa lunga che ha il sapore dell'incantesimo. Brindisi volava, la Dinamo era un po' fuori giri, e poi è cambiato tutto come dalla notte al giorno. Fantastica la zona fronte pari per chiudere le linee di scarico post penetrazione (arma deleteria dei padroni di casa, che hanno chiuso sotto il 26% dall'arco) e per portare tutti e cinque i nostri a lottare per il rimbalzo. Fantastiche le spaziature davanti, con una Enel che è tornata negli spogliatoi col capogiro: le sue stelle non amano difendere, e la Dinamo ha ringraziato col ghigno di chi ti sta cucinando a fuoco lento. Una volta messo il naso avanti, Meo ha ordinato a Travis Diener di non attaccare nei primi 7 secondi (anche perché la stanchezza era palpabile), e questo ha mandato ancora più in palla i locali. E poi ancora quella forza mentale... aiuto! Fantastico Meo!

"Do what you want, we'll WIN!"

I Diener. Sono aperte le sottoscrizioni per il finanziamento di una squadra speciale di scienziati che inventi la macchina per clonarli a puntino (personalmente ne prenoto 6). In due hanno avuto la valutazione (60) e le cifre di un'intera squadra (53 punti, 11 rimbalzi, 11 falli subiti, 6 assist (col neo degli addetti al referto - ah: la pernacchia sta ancora andando, Reynolds rimane dietro). Aggiungiamo 71 minuti in due, e capirete che questi sono campioni di razza. Incredibili, dominatori totali. E pure monelli (avete visto come si sorridono?).

Jack Devecchi. In settimana Meo alla tv ha detto che un giocatore così merita un posto in nazionale. Beh, ha ragione. Non sono tanto i 7 punti o i 3 rimbalzi (tutti nei momenti topici) ad aver fatto la differenza, è stata la sua presenza in difesa. Brindisi ha scelto spesso di attaccare dall'altro lato della zona, perché dalla parte di Jack c'era una saracinesca abbassata, il ponte levatoio alzato, e i coccodrilli (a digiuno e quindi affamati) a bagno nel fossato. Ha annichilito tutti i diretti avversari sulle cui tracce è stato sguinzagliato, e se Gibson più degli altri è stato sotto le sue potenzialità, beh: chiedete a Jack. Professione: the brave knight.

Ignerski. Michal oggi ha dato più nel primo che nel secondo tempo, ma dietro ha chiuso bene sulle giocate ospiti. La sua partita è piena di tante piccole cose che non sono andate a referto. Quei tentacoli ti costringono a girare un po' più al largo, e il campo d'improvviso può sembrare molto più piccolo. Concreto e umile, come un vero uomo squadra.

Manuel Vanuzzo. Doppia-doppia sfiorata con 10 punti e 9 rimbalzi. Due sue triple hanno fatto calare una gelida cappa di tetro silenzio sul palasport pugliese. Anche lui ha retto alla grande dietro, dove a lungo ha quasi fatto reparto da solo sotto le plance. Ha coperto su tutti i tagli, chiudendo le linee di assist per l'area, e a rimbalzo ha lavorato con una applicazione straordinaria.

Dane DiLiegro. Ha penato molto con Simmons, ma ha avuto il suo spazio. 7 punti con una bella schiacciata in pieno traffico, ma amnesie difensive sui giochi alto-basso dei padroni di casa che sanguinano ancora. Deve assolutamente migliorare, perché nei play-off ci vuole tutta la sostanza che solo un duro può dare.

Brian Sacchetti. 8 punti, 5 rimbalzi, e preziosi canestri su tagli chirurgici in area. Sappiamo già che è un giocatore intelligente: sa muoversi bene e si fa trovare pronto. Oggi ha dovuto più sacrificarsi (Brindisi ha delle torri devastanti) che guardare il canestro, ma ha trovato equilibrio e concentrazione. Ancora prezioso e contagioso col suo sorriso perenne: si vede che si diverte.

Mauro Pinton. Ha dato il LA al primo allungo dei padroni di casa e ha rallentato l'esecuzione dei giochi. Ovvio che è stato in una delle sempre più consuete giornate di vacanza. Lo ripeto ancora: non deve fuorviare il fatto che siamo primi in classifica, gli slot play-pivot di riserva sono traballanti, e nei play-off la musica sarà ben diversa. In settimana su un sito che si occupa di basket ho letto di un tentato contatto della Dinamo con Poeta e Rocca. Non posso sapere se sia vero oppure no, però quel tipo di giocatori è proprio quello che servirebbe. Peccato che la finestra di mercato con giocatori della stessa serie sia chiusa (o forse lo sarà a giorni). Vabbé.

Tony: we are close to you

In attesa di Bootsy e Tony E. la Dinamo quindi torna a casa stremata e felice, e noi con lei. Nel mirino Avellino, che oggi ha battuto una Cantù in crisi di identità, e sullo sfondo già si vede l'atterraggio in terra sarda della squadra che corre sgomitando coi nostri ragazzi: Varese, col suo pesante blasone. La corsa continua, a una velocità folle com'è folle chi sta scrivendo (ma mi piace così).