domenica 24 febbraio 2013

Mastro Drake aggancia Varese! 87-76 su Pesaro

 
Un'infermeria, l'avevamo detto, e all'ultimo si è aggiunto pure Travis Diener, che dopo una 48 ore di febbre alta è sceso in campo per puro orgoglio. Ma oggi c'era un diavolo in campo... ha segnato 28 punti, catturato 11 rimbalzi, subito 8 falli e smazzato 8 assist, per una valutazione complessiva di, udite udite: 50 (110-60 le due squadre). Oggi Mastro Drake ha fatto il suo, quello del cugino, e quello di Thornton. Se il presidente fosse Dino Milia domani leggeremmo sui giornali: "Ha mostrato attaccamento ai colori sociali". Ma siccome - ahivoi - state leggendo il sottoscritto, accontentatevi dei miei salti in tribuna e del fatto che sono tornato a casa stremato come quando mi capitava ai tempi dell'Alta Marea.

Non si può clonarlo?

Già, la Dinamo oggi aveva bisogno dei suoi tifosi, del suo pubblico: la partita aveva un grosso handicap e quando Pesaro ha strozzato i giochi dei ragazzi di coach Sacchetti, il pubblico si è fatto sentire tantissimo. Saranno contenti anche i tre arbitri, che fra il secondo e il terzo periodo hanno sfasciato la partita cambiando il metro di valutazione e sono riusciti a far innervosire giocatori e pubblico (evviva la multa, che tanti dindini porterà dove si comanda!).

Il giusto tributo al Commando

La Dinamo oggi ha vinto giocando spessissimo al di fuori dei suoi schemi, bravo Zare Markovski a impostare tattiche di gioco alla perfezione. La Dinamo si è dovuta snaturare, ha giocato a lungo con quintetti bassissimi, perché Pesaro ha in questo la sua forza (due lunghi veri in squadra e tanti esterni, forse troppi) e lo impone agli avversari: chiedetelo a Siena che 6 giorni fa ha chinato il capo al cospetto dei biancorossi. La Dinamo ha quindi sofferto ma ha trovato la pazienza e le energie per raddrizzare una partita che stava prendendo una piega buia e tetra, e questa vittoria è più importante di tante altre ottenute con lo champagne. Già, quando si vince giocando fuori dagli schemi, accettando la sfida degli avversari, ciò significa che la squadra c'è, è tosta, e ha voglia di vincere e ha tanta ma davvero tanta qualità.


Non c'è altro da dire sulla partita, se non che Pesaro è partita col solo Crosariol (che ha portato a scuola Easley) ma è stato quando Andrea è stato messo in panca e i ragazzi di Zare hanno giocato di squadra, che Pesaro ha messo il naso avanti. E' lì che Meo ha trovato le risposte che mancavano, con Brian e Jack solidi come non mai, Drake a costruire grattacieli, e il pubblico vero sesto uomo in campo (un plauso al Commando).


Dei singoli è facile parlare. Detto di Drake, semplicemente to-ta-le, e di Travis, malato e appannato (però 4 assist sono arrivati), annoveriamo la seconda buona prova offensiva di Devecchi (in difesa lui c'è sempre). Erano importanti i suoi punti sugli scarichi, e sono arrivati. Easley invece ha penato parecchio, ma l'allungo la Dinamo nel finale l'ha piazzato con lui in campo. Sontuoso invece Ignerski: ancora una volta ottima selezione dei tiri e lavoro per i compagni. Brian Sacchetti ha fatto i punti suoi e di Vanuzzo (che ha giocato più in copertura), mentre Pinton ha fatto la partita buona (spero non arrivino le cinque di riposo, ora). Ancora in panca DiLiegro.

Zare: che bello rivederti!

Oggi comunque ha vinto la squadra, e la sua autoconsapevolezza di poter battere tutti, quando si gioca col coltello fra i denti. Ma è anche vero che se nei momenti di pericolo non ci fosse stato Drake Diener a fare di tutto (ma ha la bacchetta magica?) forse staremmo commentando una sconfitta.

Passato lo spavento si guarda avanti: la Dinamo ha raggiunto Varese in vetta (vince Cantù, con merito) e mette nel mirino Brindisi, sempre ostica. La corsa continua, e io non voglio scendere, mai.

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