venerdì 22 febbraio 2013

Arriva Pesaro. Fuori Thornton


E' un periodo nero per la Dinamo sul versante infermeria: si passa da un infortunio all'altro ormai senza soluzione di continuità. Buona parte delle squadre incontrate nel girone di andata ha avuto più di una noia e in più di una occasione proprio quando ha giocato contro la Dinamo. Ora la fortuna sta volgendo i suoi sguardi altrove, e le bastonate sono tutte per noi. Thornton non è tipo da fermarsi se non sta davvero male, e queste noie muscolari sono cosa seria. Forse lo riavremo per la difficile trasferta brindisina, di sicuro non giocherà questa domenica, quando al palasport di Piazzale Segni scenderà in campo una Pesaro in fase di netta crescita.

L'arrivo di Stipcevic a Pesaro

Già, Pesaro ha battuto con merito la campionessa Siena nel posticipo di lunedì scorso, ha abbandonato la scomoda ultima piazza e guarda al futuro con fiducia. E meglio non le poteva andare, visto che trova Sassari priva dell'esperto campione targato U.S.A. e con Vanuzzo, Ignerski e Pinton (lunedì Mauro era in reparto da Manunta per la caviglia) ancora acciaccati. Ma tant'è: bisogna soffrire, fare quadrato e lottare duro. La terna di Taurino giostrerà le danze in una partita davvero difficile.

Pesaro è una squadra che nella partita di andata ha fatto penare molto la Dinamo, e ha un roster da classifica più alta di quella attuale (non si batte Siena per caso... ah, ieri Siena ne ha presi 31 a Tel Aviv). Con l'arrivo di Stpicevic, che sta vivendo una seconda primavera, la squadra ha trovato ritmi elevati e buona circolazione di palla. Rok è passato dai 6 punti di media a Milano ai 19.7 pesaresi, ha raddoppiato il minutaggio (a Pesaro parte in quintetto), e con 3 rimbalzi e 2.7 assist di media ha messo il turbo al gioco della squadra di coach Markovksi (l'indimenticato Zare che lanciò Emanuele Rotondo). Questo ha permesso a Daniele Cavaliero di tornare più spesso al suo ruolo naturale, guardia, con ottimi risultati: 11 punti con buone percentuali dal campo. La squadra ha altri due play,: il primo è Traini, un giocatore col turbo nelle gambe (8 punti la sua media), ora un po' sacrificato; l'altro è Torey, che ha meno punti e velocità, ma è un giocatore d'ordine. In posizione di shooting guard Pesaro ha Kinsey: quasi 10 punti di media ma soprattutto 6.5 rimbalzi: oro colato per gli equilibri di una squadra un po' leggera sotto. In ala Barbour (14.6 punti, preciso a convertire le triple dagli scarichi), per lui anche 4 rimbalzi; il sempiterno Flamini, specialista in difesa e nelle triple (anche se quest'anno le sue cifre sono scese tanto); poi ancora Lamont Mack, 10 punti e 5 rimbalzi, giocatore molto fisico e solidissimo; fra i lunghi infine Crosariol (9 punti e 6 rimbalzi) artista del pick and roll, ma anche ottimo in post basso; e per chiudere Bryan, l'ex Venezia, che ha cifre basse ma mette tutta la sua esperienza al serviizio della squadra. 

Zare Markovski: uno dei miti sassaresi

Nelle top-five Pesaro ha Crosariol quinto nel tiro da 2, col 65.8%, ed è il primo italiano nella classifica; Stipcevic quarto nel tiri liberi con l'88.7%; e infine Barbour, quinto nei recuperi con 2.1 scippi a partita. Nelle cifre di squadra Pesaro è quarta nei recuperi (10.2) ma anche nelle palle perse (17.2). Difensivamente i biancorossi del presidente Del Moro sono terzi nella classifica dei rimbalzi concessi agli avversari (35.6) e la quinta nei recuperi subiti (9.8). 

Tony Binetti con la Dinamo in Legadue

Pesaro è una squadra a trazione anteriore, cui piace correre (e tanto, qui c'è l'impronta di Zare) e giocare a viso aperto. La difesa schierata, data la leggerezza del reparto lunghi pesarese è un qualcosa che i ragazzi di Zare preferiscono evitare muovendosi in fretta e usando il più possibile il contropiede. Se proprio deve attaccare la difesa schierata, Pesaro usa molto il pick and roll con Crosariol, gli uno contro uno di Stipcevic (ottimo ball-handling = tanti falli subiti), e infine usa tantissimo il penetrare sulle linee centrali per far chiudere le difese e scaricare sugli esterni. Il gioco di Pesaro assomiglia quindi molto a quello di Sassari. Credo che avremo una partita a ritmi molto elevati. La Dinamo può trovare buone cose secondo me giocando più del solito la palla sotto con Easley e portando Ignerski ad attaccare di più il canestro. Domenica con l'assenza di Bootsy ci sarà una bocca da fuoco in meno sull'arco, quindi Pesaro potrebbe adeguarsi meglio sui Diener... sta agli altri nostri esterni farsi trovare puntuali sugli scarichi. Con l'assenza di Bootsy spero venga messo in panchina Tony Binetti: dato che Pesaro ha molti esterni, il suo apporto può essere molto utile in cabina di regia, con Pinton più da guardia (Mauro ha bisogno di ritrovare fiducia, e siccome è un tiratore...).

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