domenica 24 febbraio 2013

Mastro Drake aggancia Varese! 87-76 su Pesaro

 
Un'infermeria, l'avevamo detto, e all'ultimo si è aggiunto pure Travis Diener, che dopo una 48 ore di febbre alta è sceso in campo per puro orgoglio. Ma oggi c'era un diavolo in campo... ha segnato 28 punti, catturato 11 rimbalzi, subito 8 falli e smazzato 8 assist, per una valutazione complessiva di, udite udite: 50 (110-60 le due squadre). Oggi Mastro Drake ha fatto il suo, quello del cugino, e quello di Thornton. Se il presidente fosse Dino Milia domani leggeremmo sui giornali: "Ha mostrato attaccamento ai colori sociali". Ma siccome - ahivoi - state leggendo il sottoscritto, accontentatevi dei miei salti in tribuna e del fatto che sono tornato a casa stremato come quando mi capitava ai tempi dell'Alta Marea.

Non si può clonarlo?

Già, la Dinamo oggi aveva bisogno dei suoi tifosi, del suo pubblico: la partita aveva un grosso handicap e quando Pesaro ha strozzato i giochi dei ragazzi di coach Sacchetti, il pubblico si è fatto sentire tantissimo. Saranno contenti anche i tre arbitri, che fra il secondo e il terzo periodo hanno sfasciato la partita cambiando il metro di valutazione e sono riusciti a far innervosire giocatori e pubblico (evviva la multa, che tanti dindini porterà dove si comanda!).

Il giusto tributo al Commando

La Dinamo oggi ha vinto giocando spessissimo al di fuori dei suoi schemi, bravo Zare Markovski a impostare tattiche di gioco alla perfezione. La Dinamo si è dovuta snaturare, ha giocato a lungo con quintetti bassissimi, perché Pesaro ha in questo la sua forza (due lunghi veri in squadra e tanti esterni, forse troppi) e lo impone agli avversari: chiedetelo a Siena che 6 giorni fa ha chinato il capo al cospetto dei biancorossi. La Dinamo ha quindi sofferto ma ha trovato la pazienza e le energie per raddrizzare una partita che stava prendendo una piega buia e tetra, e questa vittoria è più importante di tante altre ottenute con lo champagne. Già, quando si vince giocando fuori dagli schemi, accettando la sfida degli avversari, ciò significa che la squadra c'è, è tosta, e ha voglia di vincere e ha tanta ma davvero tanta qualità.


Non c'è altro da dire sulla partita, se non che Pesaro è partita col solo Crosariol (che ha portato a scuola Easley) ma è stato quando Andrea è stato messo in panca e i ragazzi di Zare hanno giocato di squadra, che Pesaro ha messo il naso avanti. E' lì che Meo ha trovato le risposte che mancavano, con Brian e Jack solidi come non mai, Drake a costruire grattacieli, e il pubblico vero sesto uomo in campo (un plauso al Commando).


Dei singoli è facile parlare. Detto di Drake, semplicemente to-ta-le, e di Travis, malato e appannato (però 4 assist sono arrivati), annoveriamo la seconda buona prova offensiva di Devecchi (in difesa lui c'è sempre). Erano importanti i suoi punti sugli scarichi, e sono arrivati. Easley invece ha penato parecchio, ma l'allungo la Dinamo nel finale l'ha piazzato con lui in campo. Sontuoso invece Ignerski: ancora una volta ottima selezione dei tiri e lavoro per i compagni. Brian Sacchetti ha fatto i punti suoi e di Vanuzzo (che ha giocato più in copertura), mentre Pinton ha fatto la partita buona (spero non arrivino le cinque di riposo, ora). Ancora in panca DiLiegro.

Zare: che bello rivederti!

Oggi comunque ha vinto la squadra, e la sua autoconsapevolezza di poter battere tutti, quando si gioca col coltello fra i denti. Ma è anche vero che se nei momenti di pericolo non ci fosse stato Drake Diener a fare di tutto (ma ha la bacchetta magica?) forse staremmo commentando una sconfitta.

Passato lo spavento si guarda avanti: la Dinamo ha raggiunto Varese in vetta (vince Cantù, con merito) e mette nel mirino Brindisi, sempre ostica. La corsa continua, e io non voglio scendere, mai.

venerdì 22 febbraio 2013

Arriva Pesaro. Fuori Thornton


E' un periodo nero per la Dinamo sul versante infermeria: si passa da un infortunio all'altro ormai senza soluzione di continuità. Buona parte delle squadre incontrate nel girone di andata ha avuto più di una noia e in più di una occasione proprio quando ha giocato contro la Dinamo. Ora la fortuna sta volgendo i suoi sguardi altrove, e le bastonate sono tutte per noi. Thornton non è tipo da fermarsi se non sta davvero male, e queste noie muscolari sono cosa seria. Forse lo riavremo per la difficile trasferta brindisina, di sicuro non giocherà questa domenica, quando al palasport di Piazzale Segni scenderà in campo una Pesaro in fase di netta crescita.

L'arrivo di Stipcevic a Pesaro

Già, Pesaro ha battuto con merito la campionessa Siena nel posticipo di lunedì scorso, ha abbandonato la scomoda ultima piazza e guarda al futuro con fiducia. E meglio non le poteva andare, visto che trova Sassari priva dell'esperto campione targato U.S.A. e con Vanuzzo, Ignerski e Pinton (lunedì Mauro era in reparto da Manunta per la caviglia) ancora acciaccati. Ma tant'è: bisogna soffrire, fare quadrato e lottare duro. La terna di Taurino giostrerà le danze in una partita davvero difficile.

Pesaro è una squadra che nella partita di andata ha fatto penare molto la Dinamo, e ha un roster da classifica più alta di quella attuale (non si batte Siena per caso... ah, ieri Siena ne ha presi 31 a Tel Aviv). Con l'arrivo di Stpicevic, che sta vivendo una seconda primavera, la squadra ha trovato ritmi elevati e buona circolazione di palla. Rok è passato dai 6 punti di media a Milano ai 19.7 pesaresi, ha raddoppiato il minutaggio (a Pesaro parte in quintetto), e con 3 rimbalzi e 2.7 assist di media ha messo il turbo al gioco della squadra di coach Markovksi (l'indimenticato Zare che lanciò Emanuele Rotondo). Questo ha permesso a Daniele Cavaliero di tornare più spesso al suo ruolo naturale, guardia, con ottimi risultati: 11 punti con buone percentuali dal campo. La squadra ha altri due play,: il primo è Traini, un giocatore col turbo nelle gambe (8 punti la sua media), ora un po' sacrificato; l'altro è Torey, che ha meno punti e velocità, ma è un giocatore d'ordine. In posizione di shooting guard Pesaro ha Kinsey: quasi 10 punti di media ma soprattutto 6.5 rimbalzi: oro colato per gli equilibri di una squadra un po' leggera sotto. In ala Barbour (14.6 punti, preciso a convertire le triple dagli scarichi), per lui anche 4 rimbalzi; il sempiterno Flamini, specialista in difesa e nelle triple (anche se quest'anno le sue cifre sono scese tanto); poi ancora Lamont Mack, 10 punti e 5 rimbalzi, giocatore molto fisico e solidissimo; fra i lunghi infine Crosariol (9 punti e 6 rimbalzi) artista del pick and roll, ma anche ottimo in post basso; e per chiudere Bryan, l'ex Venezia, che ha cifre basse ma mette tutta la sua esperienza al serviizio della squadra. 

Zare Markovski: uno dei miti sassaresi

Nelle top-five Pesaro ha Crosariol quinto nel tiro da 2, col 65.8%, ed è il primo italiano nella classifica; Stipcevic quarto nel tiri liberi con l'88.7%; e infine Barbour, quinto nei recuperi con 2.1 scippi a partita. Nelle cifre di squadra Pesaro è quarta nei recuperi (10.2) ma anche nelle palle perse (17.2). Difensivamente i biancorossi del presidente Del Moro sono terzi nella classifica dei rimbalzi concessi agli avversari (35.6) e la quinta nei recuperi subiti (9.8). 

Tony Binetti con la Dinamo in Legadue

Pesaro è una squadra a trazione anteriore, cui piace correre (e tanto, qui c'è l'impronta di Zare) e giocare a viso aperto. La difesa schierata, data la leggerezza del reparto lunghi pesarese è un qualcosa che i ragazzi di Zare preferiscono evitare muovendosi in fretta e usando il più possibile il contropiede. Se proprio deve attaccare la difesa schierata, Pesaro usa molto il pick and roll con Crosariol, gli uno contro uno di Stipcevic (ottimo ball-handling = tanti falli subiti), e infine usa tantissimo il penetrare sulle linee centrali per far chiudere le difese e scaricare sugli esterni. Il gioco di Pesaro assomiglia quindi molto a quello di Sassari. Credo che avremo una partita a ritmi molto elevati. La Dinamo può trovare buone cose secondo me giocando più del solito la palla sotto con Easley e portando Ignerski ad attaccare di più il canestro. Domenica con l'assenza di Bootsy ci sarà una bocca da fuoco in meno sull'arco, quindi Pesaro potrebbe adeguarsi meglio sui Diener... sta agli altri nostri esterni farsi trovare puntuali sugli scarichi. Con l'assenza di Bootsy spero venga messo in panchina Tony Binetti: dato che Pesaro ha molti esterni, il suo apporto può essere molto utile in cabina di regia, con Pinton più da guardia (Mauro ha bisogno di ritrovare fiducia, e siccome è un tiratore...).

domenica 17 febbraio 2013

Travis in formato NBA, e la Dinamo decolla! 108-84 su Venezia

Jiri il Boemo
Ci ha provato in tutti i modi, coach Mazzon: prima gli ha messo dietro Clark, niente da fare; poi Bulleri, mandato al bar; poi Zoroski, si è messo le mani nei capelli; poi Young, macché; infine Diawara, saltato come un birillo. Travis Diener ha portato l'NBA a Sassari giocando una partita da All Star, e la Dinamo è decollata verso la stratosfera, lasciando i reyerini là sotto, a guardare ammutoliti.

Travis il Magnifico

Una manifestazione di superiorità schiacciante, una partita di intensità incredibile, una circolazione di palla da Globetrotters: dentro, fuori, ribaltamento, e la retina del canestro di Venezia brucia continuamente. La Dinamo ha servito 23 assist (TD#12 ben 14), ha tirato col 60.5% da due, col 54.8 da tre, ha recuperato più palloni di quanti ne ha persi (10-9), e il 134-64 nell'indice di valuazione complessiva fa esplodere le statistiche. Annoveriamo anche l'arbitraggio un po' casalingo della terna Lamonica, che ha sorvolato per buona parte del primo tempo su diversi contatti. E questo ha permesso alla Dinamo di reggere fisicamente l'urto dei carri armati veneti, che hanno prevalso solo nella voce dei rimbalzi (31-25). Il resto è stato "solo Dinamo".

La partita ha vissuto due tempi completamente diversi: equilibrato il primo, con Diawara a reggere da solo la baracca per Venezia dato che Clark ha scritto 4 e Szewczyk 0 (una rarità) e col solo quintetto a referto per la Dinamo; devastante il secondo, con Venezia a rincorrere (senza difendere granché: hai voglia di passare da uomo a zona, quando i tuoi esterni non difendono quasi niente) e la Dinamo invece a squassare tutto. E pensare che la Dinamo ha giocato i secondi 20' senza Thornton, rimasto negli spogliatoi. Qualcuno si è accorto di quello che è successo? Noi sì. Diawara ha giocato due palloni in post basso, Bootsy lo stava marcando, e il nazionale francese nel girarsi sul perno per appoggiare a canestro ha dato due gomitate (una per azione) al costato dell'americano, che è anche crollato a terra; per gli arbitri era tutto ok, per Bootsy no. Speriamo che la cosa non crei problemi alla nostra ala piccola. Pare comunque che sia un problema muscolare a causa di uno scivolamento (notizia dell'ultimora). Nel secondo tempo Venezia ha provato ad eliminare fisicamente anche Devecchi, colpito duramente a una gamba in un contatto assolutamente non fortuito, ma Jack è rimasto in piedi. Davvero curiosa la cosa: Thornton è stato messo K.O dopo aver infilato 9 punti tutti in fila, Devecchi ha quasi subito lo stesso trattamento quando di punti ne aveva messo ben 13, nello stesso quarto. Ditemi voi se questo è modo di giocare... se dovessimo incontrarli di nuovo aspettiamoci carabine, coltelli a serramanico e lacci da thugs (chi ha letto i romanzi di Emilio Salgari sa di cosa sto parlando).

Drake: la mitragliatrice umana

Passiamo ai singoli, e iniziamo dal Magnifico. Oggi Travis Diener ha licenziato il diavolo in persona e ha fatto pentole, coperchi, manici, fornelli, cucine a gas e forni a microonde, ma soprattutto ha fatto vedere perché era stato chiamato a giocare nell'NBA. Rendiamoci conto che se Travis non avesse avuto quel brutto infortunio alla gamba che lo fece scendere dal treno magico nell'NBA, oggi noi lo staremmo ammirando alla televisione. E invece noi sognamo ad occhi aperti: 17 punti con percentuali da fantascienza, 8 falli subiti, 14 assist, 4 rimbalzi e quei 3 recuperi fantastici che nel terzo quarto hanno dato la carica alla Dinamo. MVP, da diventare matti!!!


Drake, the human gun-machine: 27 punti, 4 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist, e quasi tutti in silenzio (si fa per dire)... oggi sembrava che il canestro lo chiamasse con una voce suadente, e Mastro Drake ha seppellito la 3-2 ospite con tiri da tutte le posizioni. Mazzon si è imbestialito coi suoi, ma non ne aveva motivo: troppa superiorità (almeno oggi); si è anche fatto sanzionare un fallo tecnico, per svegliare i suoi ragazzi: macché, la Dinamo ha sorriso sorniona e se n'è andata, con Drake e crivellare la retina.

Bootsy Thornton: detto della fiammata iniziale e dei brutti colpi ricevuti da un Diawara un po' sopra le righe (lo ammetto: quando nel finale è stato messo sulle tracce di Travis, ho sudato freddo), siamo ancora in attesa di sapere come sta. Non vederlo rientrare in campo ha fatto preoccupare tutti, e non solo per l'esito della partita; aspettiamo quindi notizie, sperando che siano buone.

Michal Ignerski: sta trovando i suoi spazi. Oggi ha sciorinato tutto il suo repertorio, fatto di tiri in fade-away, rimbalzi (6) e semiganci, ma anche 4 assist; Michal ha capito che deve partecipare "alla manovra", i tiri buoni poi arrivano, e quando mette la palla a terra per gli avversari sono dolori. In netta crescita, speriamo regga.

Tony Easley ha avuto il suo bel da fare contro questa squadra così grossa e lunga, ha raccolto pochi punti, ma 5 rimbalzi, 2 schiacciate e ben 3 stoppate dicono che il suo impegno è stato silenzioso e prezioso allo stesso tempo.


La panchina. Il primo tempo ha visto uno 0 tondo nello score, e pochi minuti. Nel terzo parziale, complice l'infortunio a Thornton, c'è stato più spazio, e Vanuzzo con 6 punti e Devecchi con 13 hanno cambiato (grazie alle preziose assistenze di Travis, che farebbe segnare canestri a pioggia anche a Lazzaro) le sorti della partita. Soprattutto Jack è stato devastante, segnando quasi sempre dagli angoli, ma anche dietro la sua difesa si è fatta sentire: ha messo la museruola a Diawara e a Clark, che ha segnato quasi tutti i suoi punti a partita in ghiacciaia. Brian oggi ha un po' litigato col canestro, ma aveva il suo bel da fare sotto le plance. Pinton, abulico nel primo tempo, ha preso coraggio col passare dei minuti ed è stato premiato con una tripla alla tabella; chissà che non si sblocchi (sì, certo...). E poi Diliegro: il suo utilizzo è stato ridotto ai minimi termini, non so se per cattive condizioni di salute o - com'è più probabile - per scelta tecnica.

HU-HU-HUBALEK!

Manca qualcuno? Sì: Jiri Hubalek. Il suo apporto oggi è stato poca cosa (per Venezia), ma forse era emozionato quasi quanto lo siamo stati tutti noi nel vederlo di nuovo al palazzetto.

Adesso, e non ci stanchiamo di dirlo, bisogna azzerare tutto. Varese ha vinto di nuovo (e bene), e la corsa continua. Domenica prossima arriva Pesaro, in disperato bisogno di punti: un altro avversario da affrontare con la massima determinazione.

venerdì 15 febbraio 2013

Hubalek (e Venezia) sulla strada della Dinamo


E rieccoci al campionato, dopo la sbornia Coppa Italia. Cosa è cambiato? Poco, o forse molto. Mi spiego: non è cambiato il vincitore, è cambiata la stagione del vincitore. Sempre Siena, vittoria (un vero filotto) e la stessa Siena riprende confidenza col bel paese. 2 punti sotto la nostra Dinamo, e un altro trofeo, l'ennesimo, in bacheca. Questa Coppa Italia ha riconsegnato al novero delle favorite una formazione di ferro, e credo che questa seconda parte di cammino verso i play-off avrà dei nuovi equilibri. Il terrificante parziale di avvio dei campioni d'Italia nella finale ha avuto gli effetti di un sonoro ceffone per una Cimberio che stava flirtando troppo con ambizioni peraltro legittime. Abbiamo insomma capito che nessuno è imbattibile, neanche la Dinamo e soprattutto quando ha problemi di roster, data l'impalpabile inconsistenza di alcuni elementi della panchina.

Meo ieri agli allenamenti

Si arriva quindi a domenica, con una parentesi su ieri sera. I ragazzi si sono allenati tutti assieme, con Manuel Vanuzzo ben infagottato alla gamba dolente (zoppicava un po', ma la sua gragnuola di triple è stata rassicurante) e Michal Ignerski che non ha spinto sull'acceleratore (anche se un paio di schiacciate soft si sono lasciate ammirare). Capelli cortissimi e sbarbamento totale per TD#12: sembra un ragazzino delle scuole medie! Coach super-Meo con l'assistenza del Citro di fiducia ha organizzato la difesa su Diawara in pivot basso (con organizzazione di raddoppi anche sugli scarichi) e sui giochi in pick and roll di Clark.

Questi, assieme a Szewczyk, sono i nomi da tenere d'occhio, ma domenica batterà forte il cuore: Jiri Hubalek tornerà da avversario al Palaserradimigni. Ma vediamo la squadra veneziana.

Jiri Hubalek, uno di noi

Io dico a chiare lettere che la temo tantissimo, e non certo perché la Dinamo nelle due occasioni in cui l'ha incontrata ha avuto grossissime difficoltà a batterla (stesso scarto, 1 punto, per due volte, e al fotofinish), ma perché il roster a disposizione di coach Mazzon è lungo e solidissimo. Il quintetto è guidato dal funambolico Keyden Clark, play da 13 punti 2 assist; bravissimo nell'uno contro uno, sa costruirsi il tiro con molta facilità. L'esperto e veterano Alvin Young aggiunge 12 punti e 3 rimbalzi, e quella dose di leadership che spesso sopperisce ai momenti di appannamento del play. Diawara, spostato in ala piccola (a Varese giocava invece da 4), mette 15 punti, 5 rimbalzi e tutta la sua prorompente energia. All'andata ha giocato un terzo quarto antologico, tenendo da solo in piedi la sua squadra, ma a questi momenti esaltanti alterna spesso lunghe pause, segno di una personalità molto singolare. Szewczyk è l'ago della bilancia: quando gioca bene lui di solito la squadra vince; 11 punti e 5 rimbalzi raccontano poco del suo impatto sulle partite. A differenza di Diawara, che va a fiammate, Szymon rende meglio a lungo, come fosse un diesel, ed è raro vederlo remissivo o molle: è una forza della natura. Fantoni (o a volte Marconato) completa questo quintetto da battaglia: vecchio lottatore avversario di molte battaglie con la Dinamo, esattamente come Denis, va bene a rimbalzo, soprattutto offensivo. Gli altri elementi importanti della panchina sono: Massimo Bulleri, sul quale non si può che scrivere un panegirico di lodi (leadership, difesa, determinazione e soprattutto quel palleggio-arresto-tiro al fulmicotone), ha ritrovato a Venezia la forma dei giorni migliori; Tim Bowers, bravo ad attaccare il canestro e preciso a ricevere gli scarichi dei compagni; Guido Rosselli, una delle ali piccole più complete della Serie A, sa giocare in 4 ruoli, dal play al 4, riesce sempre a mettere la sua forza mentale al servizio della squadra; Ivan Zoroski, tiratore temibile, quest'anno sta avendo meno spazi del solito, ma quando è giornata sono 20 punti automatici; Daniele Magro, l'ottimo prospetto azzurro, che nonostante la giovane età ha già mostrato la faccia tosta e la bravura di un veterano (un po' come il nostro Tessitori, ma appena più grande di età); e poi, più degli altri il nostro Hubalek, che con Metreveli ha vissuto la sfortunata avventura di Napoli e sta ripartendo da zero (il minutaggio è chiaro: lo stanno trattando da ultimo arrivato).

Nelle topfive, Venezia è quinta nei tiri da due punti col 53.6%, quintultima per assist concessi (12.3) e per triple concesse (36.4%, la difesa sull'arco è un suo punto debole). Per quanto concerne i singoli, nessuno è nella topfive, e questo significa che la forza della squadra (che scoperta!) è il gruppo. Venezia, essendo una squadra di Mazzon, alterna frequentemente la uomo alla zona, e tende a chiudersi sulle penetrazioni e in aiuti sul post basso; questo lascia un po' sguarnito l'arco delle triple. In attacco invece, detto della propensione all'uno-contro-uno dei due esterni, ha nel polacco un chirurgico tagliante dal lato debole. Con Venezia bisogna lavorare con attenzione, sempre, davanti e dietro. Credo sarà una partita a punteggio alto, e tutto sta alle percentuali nel tiro da fuori, figlie di una accorta gestione dei possessi: La Dinamo deve girare bene la palla davanti, e chiudere bene sui tagli (soprattutto dal lato debole) dietro. Sarà una partita a scacchi fra le due panchine, e una corsa in campo. Lo spettacolo che solo il basket sa dare. Venezia ha 20 punti e occupa la settima posizione nella classifica generale. Dopo un inizio stentato ha raggiunto un ritmo di marcia invidiabile, pertanto l'insidia è doppia. Noi ci saremo.

domenica 10 febbraio 2013

Dinamo eroica ma sconfitta. Vince Siena 85-78

http://www.legabaskettv.it/video/5488/la_top_ten_della_beko_final_eight
Non si può che fare un grosso applauso a questa squadra: fermo il capitano per infortunio (e a 37 anni non è facile recuperare in fretta), bloccato dalla schiena Michal Ignerski (comunque in campo, meglio oggi di ieri), e con Pinton e DiLiegro a lunghissimo in panca (non hanno la fiducia per un minutaggio elevato, e francamente siamo d'accordo col coach), il resto della squadra si è spremuto dal primo all'ultimo minuto, e meno di 24 ore non sono bastate per trovare anche oggi lo spunto vincente: Siena non è Brindisi (anche se ci ha perso, in casa, qualche settimana fa).



La Dinamo di ieri sera è stata una squadra esemplare. Coach Sacchetti ha mascherato bene i punti deboli del roster mescolando a lungo le carte, e finché in campo il play avversario era Bobby Jones, la cosa ha funzionato. Jones è un giocatore che è capce di segnare anche 40' punti in Eurolega (effettivamente è successo un mese fa), ma non difende... è stato Hackett a dare la spinta giusta. Altra cosa: Jones non attacca il canestro, Hackett sì.

Tony Easley: buoni spazi per lui, sfruttati a puntino

L'attaccare il canestro sassarese è stata l'arma in più dei campioni d'Italia. Nel primo tempo le uniche percussioni nel colorato dei biancoverdi erano tutte finalizzate a scarichi sull'arco, e siccome la Dinamo tende e preferire la copertura dell'area, i tiri da fuori si possono così costruire. Finché questi sono entrati, Siena è rimasta in partita, quando poi ha messo piede in campo Devecchi (uno che scatta sempre a coprire sugli scarichi) Siena è crollata a -13 nel secondo tempo. Ricordiamo che questo gioco di Siena non ha portato frutti neanche nello score dei tiri liberi tentati: infatti nel primo tempo Siena ne ha avuti in dono ZERO (esattamente quanti Sassari con Brindisi il giorno prima), una cosa effettivamente scandalosa: in 20' possibile che non ci sia stato neanche un contatto della difesa sassarese in azioni di tiro dei senesi? Misteri del basket. Quando poi Hackett, oltre a difendere, ha attaccato il canestro, la musica è cambiata.



L'altra chiave di gioco che fatto girare la partita è stata la zona 3-2 (con un po' di match-up) ordinata da Banchi: questa ha generato raddoppi perpetui sull'arco, e questo ha spuntato i due Diener, mentre invece Thornton è stato l'unico che contro la difesa a zona e quella a uomo ha spaccato tutto. Una dimostrazione balistica che ha fatto disperare i diretti avversari (nell'ordine: Janning, Jones e Hackett, letteralmente umiliati). Altro fattore, ma è il meno importante: il fallo tecnico fischiato a Meo Sacchetti. Siena in quel momento era con l'acqua alla gola, e avere la possibilità di segnare 4 punti gratis è stato puro ossigeno. Lì Siena ha trovato il coraggio di alzare il volume in difesa, ed è stato il contropiede a spezzare le gambe a una Dinamo che, giocando in SEI, a quel punto era cotta a puntino.
CONFERENZA STAMPA DI MEO SACCHETTI dal sito ufficiale
Questa è stata la partita, niente da dire, se non che Siena si giocherà con Varese la Coppa oggi. Io non guarderò la partita.

Bootsy Thornton al tiro: Hackett può solo stare a guardare
Passiamo ai singoli e alle statistiche. La Dinamo ha tirato meglio da 2 che da 3 punti, in controtendenza rispetto a Siena, che ha giocato più "alla Sassari" che "alla Siena". Pari cifre a rimbalzo (38) e negli assist (19) e il saldo perse recuperate anch'esso è sostanzialmente in pareggio. La valutazione sorride al Banco: 87-86. Piccola soddisfazione. Che sarebbe successo con Manuel Vanuzzo in campo? E se Pinton e DiLiegro avessero aggiunto qualcosina invece del niente perpetuo?
Il nostro MVP è stato ovviamente Bootsy: 29 punti, 6 triple, 4 rimbalzi. Le ultime campane di vittoria le ha suonate lui con quella gragnuola di bombe, la squadra stava già annaspando. Ovvio che la partita non poteva vincerla lui, ma il G.M. senese Ferdinando Minucci (quello che non sa tenere un comportamento a tono e quando è inquadrato dalle telecamere spesso lo si vede sparare parolacce e insulti - i nostri in società sono di un altro pianeta, nettamente più in alto, altro stile, puro stile), dicevamo Minucci ha visto sfilare davanti a sé gli spettri di una pessima decisione nell'aver mandato via Thornton (cavoli suoi). I due Diener come dicevamo ieri sono stati neutralizzati bene: 21 punti in due (solo 9 Drake, record) ma si sono messi al servizio della squadra (13 assist in due). Ignerski ha dato qualcosina in più rispetto al Quarto con Brindisi: 6 punti e soprattutto 8 rimbalzi, ennesimo segno che quando gioca vicino al canestro rende meglio. Tony Easley, belle cifre: 13 punti, 8 rimbalzi, 6 falli subiti e 3 schiacciate, è sempre stato presente nell'esecuzione dei giochi e i lunghi senesi se lo ricorderanno a lungo. Brian Sacchetti: in questa Coppa Italia ha bisticciato molto col canestro, ma è stato preziosissimo nel marcare giocatori ben più alti di lui. Jack Devecchi: pochi minuti per lui, quindi ingiudicabile. E poi? Pinton e DiLiegro: 2' a testa e poi tanta panca. Ci siamo già espressi.

Come dicevo nel commento post-Brindisi: la Dinamo ha bisogno di un altro giocatore. Uno che esca dalla panchina non solo per far rifiatare i compagni del quintetto, ma riesca a portare energia vera. Gli slot scoperti sono play e pivot: siccome in cabina di regia c'è già una alternativa a Travis (suo cugino), credo che un centro solido sia assolutamente necessario, anche perché Vanuzzo ha 37 anni e non è facile rimettersi bene da certi infortuni, e poi perché Ignerski, che non si è riposato l'estate scorsa e quindi è spesso cotto e ha anche problemi alla schiena (come Vanja Plisnic), lasciano un giovane Easley a reggere un peso per lui forse appena grande. La Dinamo avrebbe un "tesoretto"? Lo sfrutti. I play-off saranno tutti al meglio delle 7 gare, e si giocherà ogni 2 giorni....

Spero che dopo il riposo di oggi (e domani) la squadra si rimetta in moto coi giri giusti. domenica arriva Venezia (sta giocando molto bene ultimamente) e non si deve abbassare la guardia. Tornerà anche Jiri Hubalek: sarà bello rivederlo in campo.

venerdì 8 febbraio 2013

Battuta Brindisi 98-96 con mezza squadra. Eroica Dinamo in semifinale


Epici, stremati, distrutti dalla fatica, ma vincenti. La Dinamo stacca il biglietto per le semifinali e rimanda a casa Brindisi con un ghigno che è di tutta la città. 
Jack in volo sulla stratosfera

Brindisi quest'anno con la Dinamo ha uno stellone grande come la Via Lattea sopra la testa: quando ci incontra, la Dinamo tira male e ha vagonate di sfortuna. 5-6 tiri letteralmente sputati dal ferro e poca attenzione all'esecuzione dei giochi, in più una difesa appena sufficiente. Ma oggi la Dinamo ha vinto, ha vinto giocando in 6, perché Vanuzzo è fermo per infortunio, Ignerski passeggia (infiltrazioni alla schiena per forti dolori) e soprattutto Pinton e DiLiegro ombra di se stessi. Oggi abbiamo capito che occorre un altro giocatore, e spero che Sardara quel "tesoretto" lo investa al più presto.
Non sappiamo dopo i supplementari di oggi come scenderà in campo la squadra domani, ma nei futuri play-off con le partite ogni due giorni un giocatore affidabile che esca dalla panchina ci vuole.

Il condottiero

Detto questo, celebriamo questa vittoria che ha tanto buon sapore... già: giocare sepolti dai fischi dei brindisini, giocare avendo 3 arbitri che montano e smontano la partita a piacimento, giocare contro una squadra che ha come prima opzione difensiva lo spintone, beh: è davvero dura. Ma si è vinto, e non sto letteralmente nella sedia. Ricordate che questa vittoria per noi è già Storia: siamo in semifinale di Coppa Italia, e l'Italia ci guarda (come ci guarda anche la Fip e la Lega, assieme alle due associazioni semi-segrete degli arbitri.... tutte queste ci guardano col fumo negli occhi... peggio per loro).
Anche oggi è stata la forza mentale a far tagliare il traguardo della qualificazione. Già, la Dinamo ha iniziato tirando malissimo e ha finito crivellando la retina brindisina! Drake Diener prima, Bootsy Thornton poi hanno ucciso la difesa di coach Banchi, e su tutti ha comandato sovrano TD#12: pestato a sangue dai diretti avversari, non ha avuto la lucidità per tirare bene i liberi, ma ha smazzato 12 assist ai compagni, e questi potevano essere di più se quei tiri sputati dal ferro non avessero avuto miglior esito. 


Parlando di singoli, in una partita in cui la Dinamo in emergenza ossigeno ha giocato molto poco a zona, abbiamo tre MVP: i tre esterni. Travis e la sua mente, Drake e Bootsy per la pazienza prima, il tiro poi, hanno spezzato le gambe ai diretti avversari. Gli altri? Tony Easley ha penato in avvio, ma è venuto fuori nel finale, quando la sua giovinezza ha prevalso sulla maggiore età di un Simmons che spinge molto e gode di buona considerazione da parte degli arbitri: già, quando stoppa si aiuta poggiando l'altra mano sul fianco dell'avversario per evitare che salti bene in verticale, e le prime due stoppate a Tony E. sono arrivate così, i replay lo hanno mostrato bene. Brian Sacchetti e Jack Devecchi si sono fatti un mazzo così. Imprecisi al tiro, hanno menato le mani e difeso col coltello fra i denti. Ignerski abbiamo detto fisicamente era a terra: se ci fosse stato Vanuzzo non avrebbe messo piede in campo, quindi apprezziamo la sua volontà di dare - anche in situazione di emergenza e col rischio di farsi male davvero - il suo contributo, seppur modesto oggi. Poi abbiamo detto: Pinton e DiLiegro... dov'erano? A nascondersi. Ecco dove deve intervenire la società l'anno prossimo in campagna acquisti, e oggi lo dico per la prima volta fuori dai denti. Pazienza. Li stiamo sempre aspettando, li incoraggiamo, gli facciamo un bell'applauso quando ne azzeccano una (ogni morte di Papa però), ma in queste partite devono dare di più. I panchinari di Brindisi (e diciamo di quasi tutto il campionato) sono ben al di sopra di loro.
La mitraglia umana
Ok, basta così. Sono ancora "thrilled", e nel cuore gonfio di ammirazione per i nostri giocatori covo una preoccupazione per il futuro: siamo corti, cavolo se lo siamo. Bene pensiamo a domani, e ora vediamo se avremo Siena o Reggio Emilia, partita secondo me dall'esito scontato.

domenica 3 febbraio 2013

Vince Cantù 94-80. Dinamo sconfitta nel finale


Corri, tira, penetra e scarica... passa la palla sotto, e girala fuori. Una grandinata di triple e comodi appoggi a canestro consegnano alla formazione lombarda una vittoria tutto sommato meritata e permettono ai ragazzi di coach Trinchieri di uscire da un vortice negativo. 

Come è arrivata Cantù a questo finale? In piena comodità. La Dinamo, che aveva messo le mani sulla partita conducendo per lungo tempo con grande merito, è stata massacrata dalla terna arbitrale: un fallo inesistente a DiLiegro (stoppata netta sanzionata), il tecnico sulle proteste: 4 liberi a referto e canestro del 6-0. Dal -5 al +1, e poi 3° e 4° fallo immediati a Ignerski prima, Easley poi, e la Dinamo ha dovuto stringere le maglie sotto (Cusin infatti ha sfruttato bene gli spazi aperti dagli arbitri), poi con gli scarichi sull'arco è stata una cuccagna. Dinamo in ginocchio, mazziata da un arbitraggio al limite della denuncia, punita dalla ritrovata verve dei padroni di casa che, messa la freccia, non si sono più guardati indietro e hanno vinto in scioltezza.

Uno dei tanti hand-checking non sanzionati oggi

Quanto ha penato Cantù contro questa Dinamo. Assenti Tyus (influenza) e Vanuzzo (ancora infortunato, quanto si è sentita la sua assenza oggi!), le due squadre sono partite a razzo. Pietro Aradori ha fatto la partenza perfetta: 100% al tiro, ma ha messo la sua squadra fuori giri, e infatti un 1 contro 5 può pagare per qualche minuto ma non alla lunga. La Dinamo ha sì subìto i canestri della guardia ex Siena, ma ha risposto con un gioco corale che ha fatto mettere le mani nei capelli a Trinchieri. Il secondo quarto dei sassaresi è stato antologico: la palla ha girato più velocemente della difesa avversaria, e il 26-13 non è stato più pesante perché i 3 arbitri con la giacchetta arancione hanno pensato bene di dare una grossa mano ai padroni di casa, evitando di mandare in lunetta gli ospiti per tutti i primi 20'. 


Avete letto bene: la Dinamo ha giocato tutto il primo tempo senza avere un tiro libero, roba da vergognarsi. Ma si sa, gli arbitri non hanno coscienza. In apertura di terzo parziale arriva qualche fischio in azione di tiro, e anche un antisportivo per un brutto fallo su Drake Diener. Sassari in quel momento è padrona assoluta del match, ma finisce lì. Immediato 3° fallo ai due lunghi titolari, fallo + tecnico a DiLiegro, e Cantù col 6-0 che ne consegue passa a condurre. La partita prende energia: Sassari difende bene, ma viene punita da 2 triple "mano in faccia" di un Leunen ispirato. Nel quarto parziale accade quanto già detto: subito il 4° fallo sanzionato a Ignerski e Easley, e Cantù può capitalizzare tutto quello che passa gratis e generosamente il convento. E' impossibile fare di più: gli arbitri non consentono niente da una parte, cambiando metro dall'altra. Sassari viene bastonata gratuitamente dai 3 fischietti e Cantù allunga nel tripudio generale.


E' tutto qui. La Dinamo nel basket non conta niente, anzi: è scomoda. Ma non vogliamo dare addosso a quei 3 bonzi in arancione, già: non è facile arbitrare in un palasport in cui ogni minima cosa che non piace da' origine ad insulti infiniti e lancio di oggetti in campo. E' quindi facile farsela sotto, e lasciarsi trasportare dall'onda intimidatoria. Continuo a chiedermi, e lo faccio a freddo (ho atteso qualche ora prima di sedermi alla tastiera): cosa sarebbe successo se il metro arbitrale fosse stato uniforme ed equo? Questo equilibrio, il sale del lavoro degli arbitri, è la componente ideale per una partita che segua il suo naturale corso, e oggi tutto ciò è mancato per buona parte del secondo quarto e ancora quasi tutto il secondo tempo. Troppo comodo giocare così.

Bootsy Thornton: per lui solo insulti dal "competente" pubblico di casa

La sconfitta comunque ci sta: pur giocando per quasi tutti i secondi 20' in 5 contro 8, la Dinamo non ha sfigurato per niente, ha retto le botte e i fischi giocando a testa alta, e non ha niente da rimproverarsi. Una sconfitta a Cantù ci sta, sia chiaro, sempre. Non così, certo, ma pazienza. Lo ripeto: la Dinamo non conta niente, e si deve zappare tutto.

Passiamo ai singoli. Ribadiamo che oggi si è sentita tantissimo la mancanza di Vanuzzo (ma anche Tyus non era della partita). I cugini Diener sono stati - come al solito - i migliori in campo. Travis, MVP secondo me, ha chiuso con 21 punti e 7 assist; ha preso in mano la squadra quando gli arbitri non fischiavano nessuna botta (e ne sono volate tante) ai padroni di casa, e le sue triple hanno spezzato le ginocchia ala difesa lombarda. Drake dal canto suo ha tirato peggio del solito (non era facile, visto che veniva abbracciato come se fosse in corso un tentativo di violenza carnale di gruppo ai suoi danni) ma ha catturato 7 rimbalzi e dato 5 assist, mettendosi a servizio del team con grande umiltà. Michal Ignerski e Tony Easley hanno giocato una partita zoppa: massacrati dagli arbitri (8 falli in due, 1 solo subito sempre in due), hanno potuto giocare solo a singhiozzo, non è quindi colpa loro se non hanno reso come al solito. Thornton ha giocato molto sul corri e tira, e a lungo ha funzionato, poi ha avuto più di un problema a marcare in pivot basso prima Brooks e poi Mancinelli (siamo stati facili profeti su questo tema tattico). 

TD#12 e Tabu: un bel duello, vinto dal nostro play

La panchina ha dato il massimo, ma oggi ha raccolto poco: 14 punti e qualche distrazione di troppo, ma non hanno colpe. Forse Dane DiLiegro avrebbe potuto evitare di protestare su quella stoppata sanzionata come fallo. Per carità: aveva ragione da vendere, ma deve capire che quando una terna di arbitri fa vedere bene quali sono le sue intenzioni in merito alla gestione della partita, bisogna lasciare perdere. Loro hanno il coltello dalla parte del manico, e se hanno deciso di mandare al bar l'equità, anche se ciò è la negazione del loro lavoro, purtroppo comandano loro, quindi hanno ragione anche quando hanno torto.

Sono ancora schifato, ma sono orgoglioso della squadra. Cantù è ancora dietro. Beh, ci resti il più possibile.

venerdì 1 febbraio 2013

Mezzogiorno di . . . Cantù


Non ho saputo resistere, e citando il famoso film con Gary Cooper (High Noon, uno dei monster movies del genere western) mi accingo a "leggere" con voi la prossima trasferta in terra lombarda. A questa partita le due squadre arrivano dopo aver percorso per vie parallele la pista Mancinelli. Il Mancio, capitano della nazionale di basket "fermo ai box" per le troppo alte pretese dell'ingaggio, ha letto bene la situazione e si è comportato in maniera scaltra. In un primo momento si è fatto intervistare dalla Gazzetta dello Sport (o meglio: del calcio, visto che il 70% delle sue pagine parla di quello sport ignobile) e ha strizzato l'occhio alla Dinamo; così facendo ha fatto scattare un meccanismo di "gioco al rialzo" nel quale ha prevalso la squadra canturina che, forte della cessione di Manu Markoishvili (dettata da qualche problema di bilancio: uno sponsor non sta pagando il dovuto) ha potuto - si dice - raddoppiare l'ingaggio offerto dal presidente Sardara. Davvero furbo, il Mancio. Anche nel salutare i nuovi tifosi (prima odiati e omaggiati di gesti, ehm...): "Cercavo una città che vivesse di basket", ha dichiarato in conferenza stampa. Come se a Sassari fossimo degli zulu cui è stato insegnato il basket da un pilota d'aereo caduto dal cielo (vedi: "L'aereo più pazzo del mondo").

Sapete che vi dico? Meglio così. Resta da capire perché la presidentessa Cremascoli abbia scelto di sostituire una guardia con un giocatore che gioca più da 4 che da 3. Ciò comporterà più minuti per Aradori (e siamo sinceri: se li merita, la sua stagione è fantastica) e un rimpolpamento eccessivo nello slot dei lunghi. Nei giornali si è letto che la Dinamo avrebbe una alternativa (usiamo il condizionale, i giornali citano ogni cosa letta in rete: da questo blog alle parole dei forum) . Staremo a vedere.
Trinchieri e Aradori a colloquio
Come si arriva allora a domenica? Ieri ho seguito l'allenamento. Manuel Vanuzzo era seduto al tavolo a fare il segnapunti, Brian dopo il riscaldamento è stato fatto sedere, e il resto della squadra ha impostato alcune partitelle prima a ritmi blandi, poi correndo in maniera forsennata.
Cantù arriva a questa importante sfida (arbitreranno Paternicò, Weidmann e Biggi) dopo la sconfitta patita in casa con la sorpresa Acea Roma. Per la formazione di coach Trinchieri la vittoria è obbligatoria onde evitare di entrare in un vortice negativo. La Dinamo invece è più tranquilla, anche se il +1 dell'andata (la preghiera di Drake accolta dagli dei del basket) è davvero un niente da difendere.
La squadra lombarda ha un roster solidissimo. Fermo ai box il play Jerry Smith (pare che non abbia recuperato, salvo sorprese dell'ultimo momento) e ceduto "Manu", coach Trinchieri ha in Jonathan Tabu il suo play da corsa. Il giovane ivoriano segna 10.8 punti con ottime percentuali dal campo e dalla lunetta, e poi cattura più di 4 rimbalzi e smazza più di 4 assist. Sono sincero: molto meglio lui di Smith quest'anno. In posizione di guardia Pietro Aradori, che uscito dalla pluriscudettata Siena sta vivendo una seconda primavera: 12 punti e 3.5 rimbalzi, col 62.5% da due, risultato delle sue frequenti penetrazioni e palleggio-arresto-tiro nei 4 metri dal cesto. In ala piccola lo scattante Jeff Brooks: 9 punti e 5 rimbalzi, ma le cifre non dicono niente della sua aggressività e capacità di salire in alto per acchiappare palloni importanti. Il solido Marteen Leunen aggiunge 7.7 punti e 4 rimbalzi, e anche qui le cifre non lasciano intendere il suo valore. Leunen sa fare tutto, smazza anche 2.4 assist ed è il collante difensivo della squadra, con aiuti in pieno tempismo, mentre in attacco sa aprire le difese col tiro da fuori generato dal penetra-e-scarica dei compagni. Il centro titolare è Marco Cusin, che ha cifre invero basse, e spesso è sostituito ben presto da una piovra salterina: Alex Tyus ai 10 punti e 5 rimbalzi aggiunge una fisicità e un atletismo devastanti. Non mi voglio dilungare troppo sulla panchina, oggi non ho molta concentrazione da mettere sul tavolo. Dico solo che leggendo i nomi viene da mettersi le mani nei capelli: dal "cardinale" Mazzarino (uno dei tiratori più temibili di questi ultimi 10 anni per il nostro campionato) a Marko Scekic (fantastico lettore delle difese avversarie, la sua capacità di giocare sulle tacche con precisi tagli a canestro dal lato debole è una lezione di basket per tutti), dal nuovo arrivo Kevin Anderson al Kudlacek, già visto a Reggio Emilia e poi Caserta. 
Tyus e il volo....
Dando un'occhiata alle topfive, Cantù ha il 4° assist-man della Lega in Tabu (4.3 la sua elevata media), poi ha il secondo tiratore da 2 del campionato: Tyus sfoggia un 73.2% da leggenda. Nelle statistiche di squadra invece i lombardi sono terzi nei rimbalzi: 35.7 la loro media, secondi negli assist (15), terzi nel tiro da 2 (55.3%), primi ai liberi col 78.8%, quarti nelle triple col 38.3%, terzi nelle toppate (3.6). In poche parole: Cantù è una macchina da guerra. Nelle statistiche difensive non hanno brutte posizioni da vantare. Cantù è una squadra che gioca in maniera energica e spregiudicata, con molte penetrazioni che generano collassi nelle aree ospiti: da qui gli scarichi per comode triple. La Dinamo spesso si chiude in queste situazioni difensive, questa, pertanto, è una delle chiavi della partita. In difesa i lombardi marcano bene sotto le plance, ma concedono qualcosa sulle linee esterne.

Per vincere a Cantù occorre la partita perfetta, proprio come ha fatto Roma la settimana scorsa, e non è cosa da poco. L'innesto di Mancinelli aggiunge qualità alle giocate in post basso, ma soprattutto può comportare un grosso rebus difensivo per la Dinamo qualora Trinchieri lo schieri in ala piccola, come cambio di un già lungo e atletico Brooks: la Dinamo coi pochi centimetri di Thornton patisce i 3 alti, e con Brian Sacchetti in condizioni non ottimali... Via, non lamentiamoci! Meo terrà alta la concentrazione dei nostri ragazzi: è la forza mentale il punto forte della Dinamo oggi seconda in classifica.