domenica 6 gennaio 2013

Opacità e sconfitta. 81-88 al Palamaggiò

Temevo questa partita, e purtroppo avevo ragione. Caserta sta venendo fuori con energia proprio in questo momento della stagione, e a farne le spese è stata la Sassari più opaca della stagione. Certo, se quando si è opachi si perde solo di 7 punti e segnando 29 punti nell'ultimo quarto, ciò significa che c'è tanto valore dietro, e la Dinamo lo ha già mostrato ampiamente in questa stagione. Oggi la Dinamo ha perso perché sono saltati alcuni suoi meccanismi, e lo hanno fatto assieme: quando Thornton va a basso regime, di solito da Ignerski e Easley arriva molto, e oggi questo non è successo. Peccato, perché oggi la panchina ha sopperito bene alle mancanze di 3/5 del quintetto, ma non è bastato. Brian Sacchetti e Jack Devecchi hanno alzato il volume, mettendosi sulla scia dei cugini Diener, che sono stati più stratosferici stasera di quanto lo sono stati in almeno la metà delle vittorie di questo girone di andata che volge al termine. Ai Diener non si possono chiedere però pentole e coperchi, oggi loro sono stati quasi perfetti (cifre da capogiro), ma se il resto del quintetto gioca come si è visto... allora è chiaro che non basta. Certo che se Brian Sacchetti avesse visto un po' di più il campo, con Ignerski sulla panca (in questo periodo sa passare gli asciugamani meglio di quanto tira e "difende"), forse avremmo commentato una vittoria.

Meo Sacchetti
Non sta però tutta qui la motivazione della sconfitta. Due cose hanno pesato: Caserta ha giocato col coltello fra i denti per quasi tutti i 40', la Dinamo no: i bianconeri di coach Sacripanti erano i primi ad arrivare sulle palle vaganti, i più reattivi, Sassari è stata spesso seduta ad aspettare che la partita le arrivasse addosso. Seconda cosa: Caserta ha beneficiato di 28 tiri liberi, frutto di un arbitraggio estremamente severo con gli ospiti, Sassari invece solo 15 (di cui diversi nel finale, quando la partita era già finita), e il metro arbitrale ha permesso alla Juve di pestare sodo giocando con la certezza del: "pesto sempre, tanto non possono fischiare sempre". Nelle partite energiche la Dinamo fatica sempre, e oggi ha perso con merito. 


Peccato, ma non c'è da fasciarsi la testa. La Dinamo dall'alto dei suoi 22 punti guarda quasi tutti dall'alto in basso (Caserta è lontana, coi suoi 14 punti), e questa sconfitta non toglie niente a questo spettacolare girone di andata. La cosa che forse può preoccupare è che lunedì prossimo arriva Siena, che sta vivendo un momento magico della sua stagione, in Italia come in Europa, e la Dinamo sentirà per la prima volta un po' di pressione. Sapete che vi dico allora? Meglio così: non si può sempre vedere una cavalcata trionfale, la squadra deve imparare a soffrire di più.
Michal Ignerski. Lo stiamo sempre aspettando. Accende poco e spegne molto, troppo. Lo ripeto: con Brian un po' di più in campo oggi al posto del polacco forse si sarebbe vinto. Ignerski è stracotto, e sto iniziando a rimpiangere lo zio Vanja. Plisnic aveva la schiena rotta nella scorsa stagione, ma almeno nelle triple manteneva percentuali di assoluto rispetto, e dietro anche se era più mingherlino rispetto a Ignerski l'uomo non lo perdeva. Ignerski è troppo innamorato del suo tiro da tre e non ha capito che in questa squadra qualche penetrazione in più da parte sua può essere più utile. 1 su 9 da tre punti, davvero agghiacciante. Ha pesato più la sua brutta partita di quella di Bootsy, che anche quando segna poco almeno in difesa tiene meglio l'uomo e sa dare qualche assist.

Pinton e DiLiegro. Mauro sta allungando le sue strisce negative, e Meo quando le vede in giornata-no non lo rimette più in campo. Oggi sembrava un pesce fuor d'acqua. Pensateci: noi in panca abbiamo Pinton, Caserta invece Mordente, oggi decisivo. DiLiegro dal canto suo ancora non ha capito il basket italiano. Noi abbiamo lui, Caserta ha Michelori, oggi decisivo. Caserta manda 9 uomini a referto, Sassari solo 7. E anche Vanuzzo oggi non c'era (non può essere sempre al top). 

Leggete qua sopra: per la Dinamo 17 palle perse e solo 6 recuperate, per Caserta invece 11 perse e 12 recuperate. Ora fate un po' di calcoli... sì, sono 12 possessi in più, una marea (e si è perso di 7...). E meno male che a rimbalzo si è tenuto bene (34-34) altrimenti la sconfitta poteva essere umiliante.
Questa è la partita che più delle altre ha evidenziato le pecche della Dinamo: poca fisicità e alcuni giocatori abulici. Eppure con queste pecche siamo secondi in classifica. Questo fa capire che con due aggiustamenti, o forse anche uno solo, Sassari può volare ancora più in alto. La sconfitta quindi è salutare, sacrosanta, anche se lascia l'amaro in bocca per via delle cose che ho indicato in apertura. Ci sta e torniamo a casa a riflettere (spero lo faccia anche il presidente almeno per lo slot play; io penso che Diliegro possa crescere).

1 commento:

SoloDinamo ha detto...

direi che hai vivisezionato la partita !
Mi colpisce molto l'ultima parte cioè quella relativa ai troppi palloni persi. 9 volte su 10 il saldo tra palle perse e quelle recuperate è positivo quando si vince (o almeno credo che sia così). Perdere i palloni come è ovvio significa non farseli fregare da sotto il naso e ieri dopo il primo quarto, quando già pregustavo la cavalcata nella "terra di lavoro", si è visto che sarebbe stata dura. Ma dura davvero! Perchè Caserta, trascinata come al solito da suo impareggiabile pubblico, una delle tifoserie più agguerrite d'Italia insieme a Cantù, ha iniziato a dare ritmo al suo gioco. Raggiunti in un battibaleno e tutto il resto si è visto. Inutile il recupero finale che però dimostra una cosa, anche giocando maluccio recuperiamo, a dimostrazione della forza della Dinamo quest'anno.
La verità è che a metà gennaio ci arriviamo con sole 3 sconfitte: l'unica veramente assurda è quella in casa contro Brindisi,che mai riuscirò a spiegarmi in termini di razionalità. Le altre due, a Masnago e al palaMaggiò, ci stavano eccome. Direi che siamo sempre ben oltre le più rosee aspettative e lunedì 14 ci sarà la grande sfida delle vicecapoliste.
Noi siamo sempre al vertice che conta, senza svenarci e senza gettare via i denari come hanno fatto altri. Certo, con una panchina ancora più forte sarebbe stata un'altra faccenda, ma non siamo partiti per sfidare le prime, solo per fare una buona figura di out-sider, tentando di ripetere la stagione scorsa che ha avuto del miracoloso.
Per quanto riguarda infine i singoli giocatori, sinceramente DiLiegro mi piace, è un po' casinaro ma fa sempre tanta simpatia col suo asciugamani azzurrino (lo avrà lavato? Non sarà come la coperta di Linus?) sempre in vista. E quando c'è da fare legna Meo lo butta sempre in mezzo, ha due spalle grosse così e più gioca, più impara.
Ecco il problema: il minutaggio. Se concedi 37' a Drake è chiaro che lui giocherà senz'altro bene, ma noterai molto di più la debacle di Pinton che ha giocato la bellezza di ...5'. Alzarsi dalla panca e per cinque minuti fare il miracolo, e chi ci riesce ? Forse Gallinari.
Altro esempio, la ragazzina '98 I.L. che ha giocato contro Cagliari ha fatto tutta la partita e ha segnato, ma la panchinara che io ho portato in auto (non era mia figlia...) nei suoi 3 minutini ha segnato pochi punti. Avrà avuto il suo bel da fare per entrare nel ritmo partita ma ripeto, dalle giovanili fino alla serie A chi si alza dalla panca spesso non riesce a dare un minutaggio di sostanza.
In ogni caso, forza Dinamo sempre !