venerdì 4 gennaio 2013

L'insidiosa trasferta in terra casertana


Amici, eccoci qui in pieno 2013. Passata la sbornia delle feste? Ne manca una, e porta un'insidia grossa così per la Dinamo. Domenica la Befana cosa avrà sulla calza per la Dinamo? --- FINE --- Ok, stavo cercando di fare anche io il "giornalista", ma non ce la faccio.

Partiamo allora dal capodanno in Piazza d'Italia, con larga parte dei dinamisti a sventolare i quattro mori assieme ai ragazzi di Meo. Festa, ok, ma anche lavoro. La Dinamo sta per partire alla volta del Palamaggiò, e chi scrive non può nascondere un risolino monello: quanti sassaresi sono entrati nel parquet (sì, nel parquet, non in tribuna) del Palamaggiò canticchiando i cori della Dinamo? Nessuno alza la mano? Lo faccio io. Ebbene sì, l'8 ottobre 2006, in occasione del concerto di Bruce Springsteen and the Sessions Band al Palamaggiò, quando furono aperti i cancelli io entrai nel parquet canticchiando i cori della curva, con dietro le occhiatacce-pugnalate del servizio d'ordine (tutti casertani). Fu un grande concerto, come solo il più grande performer di tutti i tempi sa fare, e tornai a casa ampiamente soddisfatto.

Lo scherzo però finisce qui, e parliamo della partita di domenica. La Dinamo arriva in Campania conscia del fatto che per vincere qui occorre grande attenzione, ciò non solo per il fatto che il pubblico casertano è fra i più rumorosi d'Italia, e quindi spinge tanto la sua squadra (un po' come accade a Sassari), ma anche perché la squadra di coach Sacripanti, assemblata in tutta velocità e con un precampionato breve, ha trovato un suo equilibrio preciso, che ne fa una delle mine vaganti del torneo. Caserta ha 12 punti (6 vittorie e 7 sconfitte), ma in casa ha tenuto botta sempre, mentre in trasferta sono stati spesso sonori ceffoni quasi dappertutto. Al Palamaggiò è caduta Cantù, mentre Venezia e Varese - le uniche a violare il palasport di casa - hanno dovuto giocare duro.

L'esultanza di Stefano Gentile: Caserta ha appena sconfitto Cantù

La squadra di Sacripanti ha dei giocatori di tutto rispetto, e parto proprio dagli italiani. Nomi come Michelori (ex Milano e Siena), Gentile (Stefano) e Maresca (noto a noi per le battaglie in maglia brindisina) evocano uno spirito battagliero che ben si addice al carattere dei tifosi bianconeri. Michelori è un giocatore che può giocare da 4 e da 5,  sta producendo 5 punti e 4 rimbalzi in 16' di utilizzo. E' il collante difensivo della squadra. Stefano Gentile, lontano dalle fanfare del fratello con le scarpette rosse, sta giocando una stagione in crescendo; è un giocatore che sa fare tutto, e gli 8 punti di media sono bugiardi sulle sue potenzialità offensive (ne sa qualcosa Avellino nel recente derby). Maresca gioca un po' di più ma segna di meno, segno del fatto che preferisce far giocare di più i compagni di squadra. A questo trio bisogna aggiungere poi un giocatore che a lungo ha militato in squadre blasonate e per quasi un decennio è stato uno dei punti fermi della nostra nazionale: Marco Mordente. Il play teramano porduce 10 punti e quasi 3 assist a partita, e sa difendere alla morte sul diretto avversario, ma è la sua leadership il marchio di fabbrica: sa prendersi grosse responsabilità in momenti importanti del match. A questa pattuglia di italiani si aggiungo poi dei giovani che hanno davvero poco spazio: Marzaioli, Marini, Sergio e Cefarelli.

Marco Mordente con la maglia azzurra
La pattuglia degli stranieri: l'ala lituana Jonusas con 9 punti e 5 rimbalzi da' un contributo di sostanza; il centro nigeriano Akindele (214cm) con 12 punti e 8 rimbalzi rappresenta una sicurezza sotto le plance (sarà un osso duro per Tony Easley); la guardia greca Mavraides aggiunge 8 punti e 2 assist a partita, ma è poco costante; e infine il serbo Jelovac con 11 punti e 7 rimbalzi completa il roster campano. 

Quello che si nota guardando il roster della Juve, è che non ci sono giocatori provenienti dagli USA, non ci sono stelle mangiapalloni, quindi è il collettivo la forza della squadra, perfettamente secondo la filosofia di gioco di coach Sacripanti. Nelle cifre di squadra, Caserta è presente in due sole top-five: occupa infatti il quinto posto nelle percentuali ai tiri liberi e il terzo nella media delle palle perse. Questa seconda voce spiega la classifica un po' anonima dei bianconeri del presidente Gervasio, e fa capire bene che quando Caserta affronta difese ben organizzate tende a perdere il bandolo della matassa. La via secondo me è questa: la Dinamo per fare sua la partita deve anzitutto difendere bene, e - aggiungo - correre di più.

Partita importante, anche perché dopo 8 giorni, di lunedì sera, arriverà il Montepaschi Siena, che sta riprendendo la marcia in Eurolega. Giocare quella partita restando avanti in classifica metterà qualche pressione in più ai toscani.

Nessun commento: