domenica 27 gennaio 2013

Dinamo rullo compressore. 106-90 su una tostissima Sutor


Pronti, via: 12-20 in meno di 5'. Che è successo? Sassari allo specchio, Montegranaro a vele spiegate. Poi cambia tutto: time-out di coach Meo e la squadra cambia registro. Inizia qui la lunga cavalcata targata biancoblu, mentre gli ospiti, privi di Slay (si sapeva) e il play Steele (questa è la sorpresa), calano alla distanza ricucendo solo nel finale un divario che a metà del terzo parziale era a 30 punti di distacco (70-40), La Dinamo è arrivata quasi alla sua media punti al 30' (85 punti), poi è stata accademia, con qualche strafalcione inevitabile a condimento. 

Drake al tiro: un mitra. Perfetta meccanica di tiro

Penso che la partita sia tutta qui, e in qualche flash: Ignerski che attacca l'area, e diventa devastante; DiLiegro che stoppa rumorosamente l'ultimo tiro; Spissu che infila la tripla e completa l'11 su 11 magico (tutti a referto gli uomini scesi in campo); il +31 nella valutazione di Mastro Drake; gli applausi a scena aperta a Valerio Amoroso, che quando decide di giocare è letteralmente immarcabile.



Oggi la Dinamo arrivava alla partita con tanti punti interrogativi: Pinton con la caviglia a rischio (Meo l'ha messo in campo solo nel finale); Vanuzzo fermo ai box (ha fatto il riscaldamento: pretattica intimidatoria?); Ignerski e Brian Sacchetti a rischio stiramenti. Ma anche la Sutor aveva i suoi grattacapi: abbiamo già detto di Slay e Steele (novello papà), ma oggi anche Di Bella non stava bene, e Burns nel finale non ha visto il campo. Due infermerie contro? Forse sì. Però lo spettacolo c'è stato, e di gran fattura. Montegranaro ha fatto vedere cosa può fare, e in questo girone di ritorno credo che allungherà sulle inseguitrici, togliendosi qualche soddisfazione. Recalcati (purtroppo snobbato in tribuna stampa dai giornalisti - avete sentito l'audio? Incredibile...) ha solo da sorridere, e oggi ha avuto risposte importanti da un giovane (Campani) che ha affondato 3 schiacciate imperiose.

Oggi, tolti i primi 5', abbiamo visto per larghi tratti la Dinamo che ha frullato Siena e Biella, e all'orizzonte vede già una Cantù ferita nell'orgoglio (grande vittoria di Roma, la vera sorpresa del campionato) per una partita importantissima. Varese intano ha vinto ai supplementari in casa di una indomita Avellino, e continua anche se zoppicando la sua corsa vertiginosa.



Torniamo alla partita. Recalcati oggi ha alternato la zona 2-3 a una uomo che copriva bene le prime linee di passaggio, ma dietro la coperta era troppo corta: è là che Sassari ha costruito gran parte del suo gioco, Easley e Ignerski hanno trovato buoni spazi sotto, e quando la Premiata Sutor ha tirato la coperta, è dall'arco che sono arrivate le triple: una pioggia irrefrenabile. Sassari ha tirato col 46.4% dall'arco, mentre nei tiri all'interno dei 6.75 è Montegranaro che ha costruito tanti punti: un 69.4% da fantascienza (la Dinamo ha fatto "solo" un favoloso 62.2%), fate voi. La Dinamo ha trovato gli assist di TD#12 (9), e di Drake (8), 21 in totale, e ha vinto anche a rimbalzo (di nuovo! e Ignerski sotto canestro pesa anche in questa voce) 34-27 (8 del solo Drake!).



Il discorso sui singoli è facile, e non mi dilungo granché: tutti hanno evidenziato la perfetta coesione nel gioco corale. 11 a referto, 5 in doppia cifra, un altro percorso netto dal'arco (3 su 3) per Brian, 125 (contro 90) la valutazione complessiva. Oggi do' la palma del migliore a Drake, e questo per il 31 nella valutazione e poi perché col Travis Diener di questi tempi (favoloso, anche in difesa) ogni tanto gli spot vanno puntati anche sugli altri.

Bootsy riprende a sorridere: ci piace

Nelle ultime 3 partite la Dinamo ha una media sopra i 100, sta volando, e ora i suoi preziosi ingranaggi potrebbero trovare nuova linfa (speriamo solo in positivo, siamo ottimisti, va') nell'innesto di cui tutti parlano. In tribuna oggi girava voce che martedì ci sarà la firma, e Meo ha respinto con stizza le domande della stampa dicendo che di quel tema se ne parlerà a partire da domani. Il vero domani della Dinamo è Cantù (tanti tifosi in partenza, il bus del Commando di Mario e Giovanni è sold-out), andiamo avanti passo per passo. La strada è ancora lunga.

venerdì 25 gennaio 2013

Dinamo-Sutor, partita ad handicap: only the braves!

Davvero un brutto scherzo del destino, e la Dinamo si ritrova di colpo con 4 giocatori infortunati. Avevamo perso Pinton, cui Carraretto (se non ricordo male) aveva fatto lo scherzaccio spacca-caviglie (tu salti per tirare, io mi metto sotto di te così quando ricadi finisci sui miei piedi e ti giri una o entrambe le caviglie), e ora in due giorni saltano via anche Vanuzzo, fermo al palo per un paio di settimane per noie muscolari, e infine Sacchetti e Ignerski. I due hanno subito due botte fastidiose. Brian in un contatto di gioco ha rimediato un cozzo sulla gamba sopra il ginocchio, Ignerski invece una brutta gomitata al costato da Matteo Soragna (è questo il modo "sportivo" di perdere le partite, Matteo?).

BOOM: 4 giocatori in meno e non si sa ancora chi scenderà in campo domenica. 

A dire il vero qualcuno, fermo ai box (chiede troppo per l'ingaggio) ha pensato bene di strizzare un occhio alla Dinamo, e proprio al momento giusto. Non ce ne voglia il Mancio, però di giocatori che vengono qui a svernare ne abbiamo già avuti due l'anno scorso. Se Sardara prenderà Mancinelli, lui dovrà capire che il team ha i suoi equilibri e sarà lui a doversi inserire in questi, senza che gli altri cambino per lui. E soprattutto dovrà dare il massimo, con la stessa umiltà (vero marchio di fabbrica) della squadra. Domenica allora giocherà Laguzzi? Chi lo sa. Di sicuro DiLiegro (avete visitato il suo Blog? si parla di cucina) avrà tanto spazio in più e a tutti sarà chiesto uno sforzo supplementare. Nel momento più brillante della stagione è arrivata la tegola, e ora bisogna fare quadrato. Domenica la Dinamo ha ancora più bisogno del suo pubblico.

Dane DiLiegro è atteso ad una prova importante

La squadra che arriva a Sassari anche se ha solo 10 punti sta attraversando un ottimo periodo di forma: la vittoria a rullo su Avellino di domenica scorsa ha rilanciato le ambizioni di una società piccola ma affamata di grande basket. Che squadra avremo davanti allora?

Nelle topfive di squadra la Sutor vanta: il terzo attacco del campionato, 81.1 punti a partita, dopo la Dinamo e la capolista Varese; e poi il 4° posto ai tiri liberi, con un ottimo 76.4%. Montegranaro sa attaccare bene e raccoglie tanto dai falli. Con una squadra del genere le attenzioni sono da raddoppiare. Bisogna allora sfruttare i punti deboli: penultima difesa del torneo, 85.1 in media subiti; peggior squadra per rimbalzi concessi, con 36.6; terzultima negli assist concessi, 13.2 la media; peggior difesa dentro l'arco, la Sutor concede il 55.8% agli avversari; e anche sull'arco la difesa barcolla, quartultima col 37.2%. Il discorso pare chiaro: Montegranaro ama attaccare ma poco difendere, un po' come la Dinamo quando si guarda allo specchio (come è successo con Brindisi e a Caserta). La partita potrà correre su binari velocissimi allora, ma dipende tanto dalla gestione dei possessi e dai rimbalzi. Coach Recalcati ha un grande carisma e sa far girare le sue squadre. Meo avrà lavoro doppio quindi, e non solo per la gestione delicatissima delle rotazioni nei cambi.

Fra le individualità, la Sutor vanta alcuni giocatori davvero esplosivi. E anche se non ha uomini nelle topfive individuali, riesce a giocare in maniera corale molto bene. Daniele Cinciarini lo conosciamo bene: all'andata è stata la vera spina nel fianco della nostra difesa, e in questa stagione con alti e bassi della sua squadra sta producendo 14.6 punti a partita. Lui il suo lo fa sempre, è una costante. Tolti Panzini, Perini e Campani, che hanno un minutaggio troppo basso, annoveriamo il play Di Bella (4.8 punti e 2.3 assist) e il longilineo Valerio Mazzola (4 punti e 4 rimbalzi le sue medie). Alla Sutor due mesi fa circa si è aggiunto quel Valerio Amoroso che ha fatto di tutto per farsi cacciare da Pesaro (riuscendoci): è infatti passato da 8.8 a 15.3 punti coi soliti 4 rimbalzi di contorno.

Il neo-papà Steele ai tempi di Alabama

La pattuglia degli stranieri vede in pole position (ma per motivi familiari: è appena diventato papà) Ronald Steele: 10.8 punti e 3.6 assist per lui (è anche un ottimo tiratore di liberi: va sopra il 90%). Poi l'eterno Tamar Slay, un giramondo del basket, che produce quasi 12 punti e 4 rimbalzi, un giocatore molto robusto che in passato ha castigato più volte la Dinamo (con lui dovrà vedersela Thornton per primo). L'inglese Kyle Johnson ai suoi 6.8 punti aggiunge (ed è una guardia) 3.2 rimbalzi. Poi c'è il lungo Freimanis, robusto lettone da 7 punti e 3 rimbalzi. Il migliore di sicuro è quel Burns che quando è in vena spacca ogni difesa: 14 punti e 7 rimbalzi; sa giocare dentro e fuori ed è molto veloce, nonostante la stazza considerevole. Completa i ranghi Zachary Andrews: 3 punti in 14' di utilizzo.

Coach Recalcati: leggendario

Montegranaro ha quindi una squadra solida, robusta e ha una panchina davvero lunga. Un avversario ostico per una Dinamo a ranghi ridotti. Il vero avversario perciò potrebbe essere più la stanchezza e la lucidità che altro. Per non parlare poi dei falli: se salta qualcuno la partita prende una brutta piega. La Dinamo deve usare molto la testa, gestendosi con acume tattico. Arbitreranno Sabetta, Sardella e Di Francesco, una terna che non adopera gestioni killer (alla Cicoria, per intenderci). La lotta è dura, il campionato ancora lungo, e dietro l'angolo la trasferta di Cantù, con all'orizzonte la Coppa Italia. Senza fermarsi mai a guardare indietro, come predica Meo. All'andata la Dinamo vinse di 6, mandando 4 uomini in doppia cifra, domenica servirà una prova ancora di più corale.

domenica 20 gennaio 2013

Dinamo schiacciasassi: 100-72 a Biella!


La settimana scorsa ho parlato di palla di demolizione (wrecking ball), oggi parlo volentieri di schiacciasassi. Sono davvero impressionato dalla Dinamo di questi ultimi 8 giorni, e ovviamente sono estremamente soddisfatto. Senza Pinton a completare le rotazioni, con Brian Sacchetti che si infortuna (a partita già avviata ma ancora lungi dal concludersi), con una difesa attenta e un attacco letteralmente devastante, la Dinamo fa saltare il banco anche a Biella. E tutto ciò con "soli" 4 assist di TD#12 (altri play del campionato ci metterebbero la firma, per smazzarne tanti).

La bimane di Tony E. - Una splendida consuetudine

La partita di oggi è scattata ad una velocità impressionante, la Dinamo ha messo subito la freccia, ha accelerato e non si è guardata più indietro, sospinta dalle triple di Travis Diener e da un Ignerski concretissimo nell'attaccare il canestro limitando le sparate da fuori. In mezzo... tutto, tutta la squadra, davvero tutti, anche Spissu (in campo per gli ultimi 7 minuti, e non per il tiro, ma per eseguire i giochi - fantastico atteggiamento). 10 giocatori a referto, percentuali alte dal campo, più rimbalzi, saldo perse-recuperate in vantaggio (rispetto a Biella, il saldo è negativo per entrambe, ma la Dinamo ha limitato bene), tanti assist. Ed è questa la voce che parla più di tutte: la soglia dei 20 assist... quando la Dinamo la avvicina o la supera, si vola, e oggi la Dinamo è salita fino alla stratosfera. I punti potevano essere molti di più, ciò perché la Dinamo ha fatto vedere che il punto debole dell'amministrare uno svantaggio è in fase di cura, e il merito è del coach.

Che dire ancora della partita? Gli arbitri. Oggi la Dinamo ha goduto di uno fra gli arbitraggi più favorevoli di sempre. Ok, si giocava alla grande, ma la terna Cicoria (miracolo!) ha fischiato molto a favore della Dinamo. E' vero che Biella è stata a lungo nervosa perché il Banco giocava troppo bene, però alcune chiamate sono state davvero eccessive. E credo che dopo gli insulti sentiti molto bene in telecronaca (figuriamoci quindi al palasport), la multa per Biella sarà salatissima.


Di Biella si può salvare Jurak: 17 punti e 8 rimbalzi, sporcati sì da 4 palle perse, ma il giocatore rossoblu è stato l'unico a non chinare il capo. Aggiungiamo anche il giovane Laganà: 9 punti in 9 minuti, poi un infortunio lo ha messo fuori dai giochi. Il resto è tutto Dinamo, fortissimamente. Parliamo allora dei singoli, anche se mai più di oggi (e lunedì scorso) a vincere è stata a squadra. 


Travis Diener. Oggi più prolifico del solito nei punti che nel gioco assistito (solo 4, ma son comunque tanti, gli assist), ha spezzato le gambe alla difesa di casa. La maggior parte delle triple è arrivata in marcatura diretta, e si è avuta l'impressione che se Meo non gli avesse dato il giusto riposo, egli avrebbe portato la squadra a punteggi ben più alti. Buono anche in difesa, ha girato stretto sui blocchi perimetrali, impedendo al diretto marcatore tiri importanti. Quando sta bene fisicamente è davvero devastante.

Drake Diener. Un'altra partita in progressione, la sua. Pochi tiri, ben selezionati, alte percentuali, e quindi è stata la partecipazione alla manovra corale che ha lasciato maggiormente il segno. I suoi 3 assist hanno portato i nostri lunghi a comodi appoggi, e siccome Biella era più preoccupata della difesa sull'arco, è stata una cuccagna.


Lo stratega istruisce la truppa

Bootsy Thornton. 5 rimbalzi e 4 assist, più 17 punti. In una parola: devastante. Presente dappertutto, era talmente carico dopo la prova opaca in attacco contro Siena, che ha anche un pò strafato, arrivando a spintonarsi coi diretti avversari, ma quando contava è stato lucido. Una sua tripla con fallo (gioco da 4 punti) ha fatto scendere il silenzio sulle tribune.

Michal Ignerski. Lucido nell'evitare alcune sparacchiate dall'arco, esiziale nell'attaccare il canestro con tagli chirurgici ma anche palla a terra in penetrazione diretta. Ha subito 8 falli, andando frequentemente in lunetta, e i suoi 19 punti hanno inciso molto sulle alchimie difensive dei biellesi. Ha mandato fuori giri tutti, là sotto.

Tony Easley. Ormai i suoi rollaggi alto-basso sono la vera spina nel fianco dei nostri avversari. Bimani devastanti a difesa aperta. Mavunga e Renzi sono stati letterlamente portati a scuola, anche nelle giocate in pivot basso. He_so_slim sta evidenziando passi da gigante, in una crescita esponenziale che fa di lui l'arma che destabilizza le difese: quando queste sono alte sul perimetro, lui sale al pick and roll e schizza subito sotto per sfruttare gli spazi; e sta anche iniziando a passare bene la palla quando arrivano gli aiuti, anche oggi i suoi assist (ben 3) hanno illuminato il gioco. E' il mio MVP, anche se ha giocato solo per 18'.

Manuel Vanuzzo. Solido, deciso, prezioso. 4 punti, 4 rimbalzi, le solite toppe in difesa, e in campo parla molto, da vero capitano. Anche quando segna poco riesce comunque a lasciare il segno, del resto in questa Dinamo che riesce a passarsi sempre meglio la palla con grande altruismo, tutti possono essere eroi.

Jack Devecchi. 2 punti, 3 rimbalzi, 3 assist. Sembrano cifre da niente, eppure Jack col suo dinamismo in entrambi i lati del campo regala alla sua squadra un'inerzia positiva e un'energia che è pura linfa vitale. Oggi in 20' (presumibilmente il suo high in questa stagione) ha gettato il cuore in campo, da vero uomo squadra.

Brian Sacchetti. Un infortunio muscolare (botta sopra il ginocchio) ancora da valutare, lo ha messo fuori dai giochi dopo 10' tostissimi: una tripla (ormai non smette più, e alla Dinamo giova tantissimo), 4 rimbalzi e 3 assist. Il DNA non è un'opinione. Dopo una prima parte di stagione in cui è stato spesso in ombra, sta venendo fuori alla distanza, e questa panchina quando gira fa davvero male. Se girasse sempre così saremmo da Eurolega.

Dane "Numero Uno" Diliegro: in costante crescita

Dane Diliegro. Energia, aggressione dell'area, falli e tiri liberi portati a casa. E soprattutto la prima schiacciata da quando è a Sassari: questa può essere la miccia, lui l'ha accesa, e siccome non ha mai paura non può che migliorare. Grande Dane!!!

Marco Spissu. 7' a fine partita, per gestire la situazione. Ribadisco: lui non entra in campo per realizzare il tiro della domenica e portare a casa l'applauso, lui entra per eseguire i giochi, e anche oggi si è visto. La difesa rossoblu lo ha quasi assalito, ma lui non si è scomposto, ha subito qualche fallo e ha capitalizzato dalla lunetta. Non ha ancora compiuto 18 anni, manca poco (5 febbraio), ma ha già la personalità che serve.

E Meo? Se la gode, senza troppi patemi d'animo. Oggi la sua (e nostra) Dinamo ha fatto un 122-48 nell'indice di valutazione che evidenzia forza e autoconsapevolezza. Forza mentale: ricordate? ne avevamo già parlato. Dopo la super vittoria con la Montepaschi Siena la Dinamo poteva rischiare un rilassamento e restare davanti allo specchio a dirsi "quanto sono bella", e invece Meo ha tenuto strette le redini della concentrazione dei suoi ragazzi, poi loro hanno fatto il resto, e hanno stra-meritato la vittoria.

Domenica arriva Montegranaro. Riazzeriamo tutto, si riparte da capo: ogni partita fa storia a sé.

giovedì 17 gennaio 2013

Giro di boa. La trasferta di Biella e Dimitrios Tsaldaris

Metà stagione, e giro di boa col botto. Sono ancora frastornato per la vittoria di domenica, e riguardando la partita ieri ho potuto apprezzare più del sontuoso attacco gli accorgimenti tattici difensivi che in tante occasioni hanno mandato fuori giri la squadra campione d'Italia. La copertura sul lato debole, quando Siena attaccava il canestro, ha bloccato tanti scarichi sia nell'area che verso l'arco. Spuntando questo importante mezzo dell'attacco biancoverde, la Dinamo ha costruito una superiorità non solo nei numeri (altisonanti: due volte a +36) ma anche nell'atteggiamento. Tanti giocatori di Siena parevano irriconoscibili, e il merito è largamente dei ragazzi di Meo.

Come dicevamo (anche noi): stiamo calmi e teniamo i piedi a terra. Ripartiamo dalla consapevolezza di potercela giocare con chiunque, quando giochiamo ai livelli visti domenica, poi le vittorie le decreterà il campo. Non è facile resettare dopo la vittoria raggiunta domenica ma la Dinamo lo deve fare, perché il campionato è chilometrico, e col mercato aperto ogni squadra può stravolgere se stessa. Pensate a Milano, che ha pescato il jolly Marques Green e si è ripresa il lungo Radosevic! Portaluppi, GM milanese, ha detto che queste due operazioni sono state finalizzate "senza intaccare il budget iniziale"... Beati loro. Milano però ha Fort Knox (leggi: Armani). Anche Cremona ha preso un play nuovo targato USA, e l'avversaria nostra di domenica prossima, Biella, ha appena firmato un accordo con il nostro ex Dimitrios Tsaldaris, dopo aver respinto le dimissioni di coach Cancellieri.

Dimitrios nella vittoria di Milano, non giocò Travis (infortunato)

Tsaldaris è stata la guardia titolare della prima Dinamo targata serie A, e coi suoi alti e bassi è stato uno dei protagonisti di quella splendida avventura da esordiente. Ho ancora negli occhi lo splendido assist dalla metà campo con cui Dimitrios mandò James White ad affondare una terrificante bimane proprio a casa della Virtus Bologna, o ancora l'assist volante su rimessa della prima vittoria fuori casa nella Teramo di Drake Diener (sempre a White), ricordate?




Tsaldaris rappresenta un po' il jolly per la Biella che incontreremo domenica. La squadra di Cancellieri è ultima in classifica con sole 3 vittorie. Ecco come Viola, dello staff tecnico biellese, presenta la partita.

Da parte di Biella quindi c'è timore, rispetto ma anche determinazione a lottare fino alla fine. La stagione di Biella è iniziata con l'handicap Soragna: il capitano si era infortunato 4 mesi prima proprio nella partita contro la Dinamo giocata nel girone di ritorno a Sassari, e solo da 5 giornate Matteo ha rimesso piede in campo, 6,3 punti in 31,8 minuti per lui. Il punto di froza di Biella è però il forte Russell Robinson, play/guardia newyorkese, che manda a referto 12,6 punti, conditi da 2 rimbalzi e altrettanti assist. Robinson è presente nella topfive dei tiri liberi ( col 90%) e in quella dei recuperi (che lui stesso capeggia, con 2,4 scippi a partita), ma è anche nella topfive delle palle perse, con 3,7 regali a partita. Nelle topfive Biella vanta anche la guardia Trey Johnson, marcatore assoluto con 17,2 punti a partita, ma purtroppo nelle palle perse (3,9 la media). Queste cifre spiegano bene che le fortune di Biella sono abbondantemente nelle mani di questi due talentuosi esterni. Fra gli altri giocatori, detto di Soragna, ricordiamo bene quel giovanissimo Mavunga che da solo tenne sotto scacco l'intera difesa sassarese nel primo tempo della giornata di apertura del torneo: atletico e rapido, segna 10 punti e cattura 6 rimbalzi; ha solo il problema dei falli, suo tallone d'achille (come capita ai giovani). Ricordiamo poi l'esperto Jurak, un tuttofare da 8 punti e 4 rimbalzi, il lunghissimo e futuribile Renzi (fra i giovani più interessanti della nazionale che verrà) e infine il play Rochestie Taylor, appena arrivato con un biglietto di presentazione niente male: 18 punti e il 50% da 2 e da 3.

Una curiosa espressione di Soragna in nazionale

Nelle topfive di squadra Biella è presente col posto nei tiri liberi (un ottimo 75,3%) e nelle palle perse ( con 17,5 di media). Biella ama correre, ha i giocatori giusti per farlo, e palesa problemi nell'attaccare la difesa schierata, dove si affida molto all'estro dei suoi esterni raccogliendo punti soprattutto in situazioni di isolamento. E' la squadra che concede più rimbalzi, 36,9, e ciò fa perfettamente da pendant con la trazione anteriore del team; è anche la seconda per assist subiti (14,4). Quste due cifre indicano la via da seguire per Sassari: in attacco girare la palla bene, in difesa stare alta. 

All'andata finì 79-67 per la Dinamo, che fu punita dalla prima bordata di multe di Cerebuch. Il top scorer fu Drake Diener con 18 punti, mentre TD#12 fece vedere subito di essere sulla via che tuttora percorre (leader negli assist, con 8,1 di media), smazzandone ben 10. Il sorteggio ha voluto che gli abritri saranno Cicoria, Lanzarini e Terreni. Multa in arrivo? Speriamo di no.

lunedì 14 gennaio 2013

Dinamo is a Wrecking ball. Siena umiliata per forza maggiore 96-66

Il sub-comandante "Slim" saluta la sua curva

(Bruce Springsteen, 2009)
Una palla da demolizione colorata di entusiasmo e gioia spazza via l'inconsistenza della squadra campione d'Italia. "Prendi il tuo miglior tiro, mostrami quello che hai", canta Bruce Springsteen, e la Dinamo risponde alla chiamata e sfodera la sua miglior prestazione di sempre, zittendo Siena e tutto il campionato. Già, in questo lunedì sera tutta l'Italia che ama, respira e vive di basket era seduta alla poltrona a "vedere cosa succede a Sassari", "where amazing happens", come dice Dane DiLiegro su Twitter. E oggi l'Italia vede una squadra in ginocchio, forse stanca per le belle vittorie in Eurolega, ma se la Dinamo oggi ha stravinto è più per merito proprio che per demerito dei senesi.
LEGGO!!!
La Dinamo ha avuto uno sparring partner solo nei primi 12', poi il capitano Manuel Vanuzzo è entrato in campo col radione, ha messo su la sua musica, ha alzato il volume ed è iniziata la festa: una grandinata di triple impressionanti che hanno dilatato il margine. Da quel momento abbiamo assistito a due partite. Da una parte Siena, che si è disunita, innervosita (anche se l'unico fallo tecnico è stato sanzionato ai padroni di casa per rintuzzare il primo vero allungo) e ha smesso di produrre gioco quando Bobby Brown ha commesso il 3° fallo. A quel momento sono mancate le sue triple e a Daniel Hackett non è riuscito il consueto actors-studio (gli arbitri sono cascati solo una volta sulle sue recitazioni in stile "ahia-mi-hanno-fatto-fallo--hai-visto-che-ho-mosso-la-testa-così-i-miei-folti-dreads-hanno-tratto-in-inganno-gli-arbitri") e soprattutto non ha difeso, né costruito gioco. Dall'altra parte invece la partita della Dinamo: i ragazzi di Meo hanno rotto i giochi della Mens Sana con una difesa attentissima, e in attacco, visto che Siena difendeva solo sui Diener, la palla è volata dappertutto per canestri a profusione.


Il capitano: 250 partite in Serie A (foto Luigi Canu)
23 assist a 14 o meglio: Travis Diener 12 ; Siena 14. 33 rimbalzi a 27 (finalmente sopra!), 54,3% da due (contro il 36,4%) e 58,3% (contro il 32,1) da tre. Indice di valutazione: 117 a 50. E' vero, a Piazzale Segni era necessaria una nuova bitumazione, là succede di tutto: mercatino il lunedì mattina, gare di go kart, feste per gli scudetti di quel patetico sport che è il calcio, gare di moto fra cretinelli. L'asfalto nuovo ora c'è: non è grigio, ma biancoverde. 
:-) 
Lo so, oggi sono sopra le righe, ma siccome da quando siamo nella massima serie stiamo inghiottendo di tutto, oggi me ne infischio del bon-ton. Oggi ha girato tutto: la panchina è stata immensa: 44 punti, e il duo Sacchetti Jr-Vanuzzo ha prodotto un 8 su 9 dall'arco che ha fatto esplodere tutta la città. Un amico ha visto la partita a casa: al palasport non c'era. Non stava bene. Beh, Giusé: sono sicuro che sei guarito di colpo. La Dinamo è la migliore medicina contro tutti i malesseri.
Analisi, analisi... Siena ha difeso molto bene in avvio su pick-and-roll e pick-and-pop, salendo a raddoppiare chi portava palla. TD#12 ha allora spedito la palla dove la coperta era più corta: sotto canestro, e i primi 9 punti di Tony He-So-Slim Easley sono arrivati comodi comodi. Dall'altra parte Bobby Brown ha giocato più per se stesso che per gli altri. Banchi ha ruotato tutti con estrema frequenza, e forse questo non ha dato il ritmo ad alcuni giocatori. Moss per esempio ha segnato l'unico canestro (1 su 9 per lui dal campo) a pochi minuti dal termine. La Dinamo invece ha difeso coralmente, e pian piano ha preso fiducia in attacco. La partita l'ha spaccata Vanuzzo prima, Sacchetti Jr. poi. A 4' dalla fine del terzo parziale Sassari era già sul +30 e la ola imperversava sulle tribune.

Nell'ultimo quarto Banchi alza bandiera bianca: Lechtaler in quintetto (ex Dinamo ai tempi della Legadue, 2004). Siena trova qualche tripla estemporanea e riesce quindi a non sprofondare su un -40 che oggi tecnicamente c'era tutto. Una festa, alla fine, con l'ingresso di Marco Spissu, che entra ancora una volta non per prendere il tiro del ragazzetto, ma per eseguire i giochi, e questo è un grandissimo merito. 10 uomini a referto, e 4500 persone ballano, urlano e continuano a tifare fino al 40'. Apoteosi.
Passiamo ai singoli. Iniziamo da Ignerski
Nervoso in avvio, è stato richiamato da Meo ed è rimasto in panca fino alla sirena di metà gara, trovando spazio nel secondo tempo giusto per piazzare alcune zampate sotto le plance che hanno rintuzzato le velleità degli ospiti. E' ancora fuori giri, ma ha capito come rendersi utile per i compagni quando non è in giornata. Thornton oggi, marcato a lungo da Moss, ha penato per lungo tempo, segnando solo un canestro in azione (proprio come Moss), ma anche lui come Michal ha lavorato per i compagni. 
Easley: i suoi pick and roll e i tagli sulla mediana dal lato debole sono eseguiti nei tempi giusti; la palla arriva bene, e altrettanto bene lui la recapita dove deve, ma la sua timidezza contro i lunghi biancoverdi si è vista: ha subito 3 stoppate che con un po' di cattiveria in più non avrebbe preso; però, ragazzi: 3 assist! 
Drake Diener: pochi punti, marcato con la colla, ha giocato per tutti, ma è in difesa che ha dato il meglio. 
Travis Diener: detto dei 12 assist, rimarchiamo che i suoi pochi canestri sono venuti quando la squadra era in difficoltà, e questo è uno dei marchi del campione di Fond Du Lac. 
La panchina. Chiamata anche da me a dare di più, ha risposto alla grande. Vanuzzo, omaggiato dall'esposizione del poster, ha aperto la difesa a suon di triple (due in faccia a Moss), e dietro ha fatto di tutto, risultando il miglior rimbalzista della partita (7 carambole) e aiutando con raddoppi su tutte le penetrazioni che passavano dalle sue parti. Pinton: 4' in fila, due falli subiti attaccando il canestro, una tripla impossibile. Forse avrebbe meritato qualche minuto di più (auguri per l'infortunio che speriamo non grave !). 
Brian Sacchetti: anche lui 15 punti a referto come Vanuzzo, ma col 100% dal campo e dalla lunetta, più 3 rimbalzi. Più gioca, meglio è. Devecchi: difesa totale, una piovra, è riuscito pure a uccellare Hackett, che si è pure innervosito dopo uno sfondo; ha recuperato anche 3 palloni preziosi. Diliegro infine (perché Spissu ha giocato troppo poco per giudicarlo): 2 stoppate subite, ok, ma non ha avuto mai paura; si è buttato nella mischia, e i suoi 6 punti e 4 rimbalzi non raccontano bene l'energia che ha sprigionato in campo.
Chi rimane? Meo Sacchetti. Un coro nel finale, arrivato a sorpresa dal settore D, ha assordato il campo. Meo ha ruotato bene tutti i giocatori, mantenendo alta la concentrazione dei suoi. La Dinamo ha saputo attaccare la difesa senese punendo le scelte di Banchi (troppo gioco sui cugini Diener), ma anche contro la difesa a  zona i giochi sono risultati quelli giusti.


LA OLA

E alla fine non resta che citare il pubblico. Dan Peterson dice: "pandemonio". Avete capito tutto.
Ora si parla di coppa Italia, di Brindisi, ok. Ma la cosa più importante è che Sassari ha un +30 su Siena, e all'ultima del girone di ritorno questa differenza potrebbe pesare tanto.

Piedi in terra ragazzi, Keep calm, and forza Dinamo.


giovedì 10 gennaio 2013

Dalle multe sospette al lunedì di fuoco con la corazzata Siena







Oggi ho guardato un po' di statistiche sugli accessi al sito, e ho notato con un sorriso che quando la Dinamo vince abbiamo un boom di contatti (ciò ha portato l'owner del blog a ringraziare giustamente quanti di voi decidono di spendere qualche minuto del proprio tempo per venire a trovarci), mentre quando i nostri ragazzi vanno incontro a una sconfitta accade l'esatto contrario. Beh, diciamo che è un periodo ottimo, sia per i contatti che per le vittorie. La nostra Dinamo sta veleggiando fiera sulle ali dell'entusiasmo e porta i nostri colori sociali per tutto lo stivale (e l'Europa, non scordiamolo, ha visto chi siamo). La Dinamo è una realtà fra le più belle e interessanti dell'intero campionato, e le partite alla televisione vedono il consueto boom di ascolti. Per quel che mi riguarda continuo i miei esercizi scaramantici, anche quando scrivo queste cose, e vado avanti a testa alta.

La Dinamo va avanti a testa alta, nonostante quanto le viene buttato addosso. Avete capito, sono sicuro, di cosa sto parlando. E finalmente il presidente Sardara ha deciso di alzare la voce, e ha confidato alla stampa di essersi mosso in via ufficiale per il vero problema della sua/nostra squadra: le multe. Sardara ha fatto osservare una cosa sacrosanta: la Dinamo è passata dal vincere il premio della Coppa Disciplina per la scorsa stagione (guardatevi le cifre: un fiore all'occhiello) alla tredicesima posizione attualmente occupata (ecco qui la classifica e i soldi che grazie ai referti arbitrali la FIP si ha messo in tasca). Il girone di andata non è ancora finito e la Dinamo ha pagato quasi il doppio delle multe pagate in tutta l'intera stagione scorsa.

Michal Ignerski: il suo apporto contro Siena è fondamentale

Tutti noi (come tutti gli appassionati di basket) sappiamo che Sassari e i suoi tifosi non sono diventati di punto in bianco una ciurma di delinquenti. Di sicuro il male nefasto viene da altrove. Noi abbiamo puntato il dito più di una volta sugli arbitraggi, e per questo motivo più di un amico ci ha affettuosamente bacchettato. Ma i dati parlano chiaro: la Dinamo non è trattata bene. Questo non significa che ci aspettiamo favori compensativi in cambio di quanto ricevuto. Con la promozione di tre anni fa abbiamo guadagnato sul campo il diritto di giocarcela ad armi pari con tutti, ma il fatto è che in questa stagione si è aggravato l'atteggiamento di chi comanda nei nostri confronti. Ricordiamo - senza voler fare un elenco - che nella nostra prima stagione in Lega A le due sconfitte consecutive casalinghe del girone di andata con Treviso e Bologna ebbero code polemiche pesantissime. Già sul campo i nostri ragazzi protestarono contro chiamate a senso unico che determinarono un cambiamento drastico degli equilibri espressi dalle squadre nel gioco, fu poi la società per voce di Pinuccio Mele, a partecipare a tribune stampa roventi. Ricordate il "mi sono rotto le ..."?

Nella scorsa stagione è andata decisamente meglio. Solo nella serie finale dei playoff con Siena, dove la Dinamo partiva in una situazione di inferiorità molto pesante, le differenze in campo furono allargate da un largo permissivismo sui contatti dei senesi e un disequilibrato ed eccessivo punire quelli dei sassaresi. La cosa mandò tutti noi sulle tribune su tutte le furie, ma non ebbe eco perché fra le due società i rapporti sono sempre stati buoni, e perché i valori fra le due squadre erano davvero distanti. Chi protestò in rete, e furono tanti tifosi, venne apostrofato a muso duro dai gestori di alcune pagine mensanine. Chi scrive si ricorda bene le minacce di ban a chi protestava, e i sorrisi solo a chi chinava il capo per omaggiare la capolista, che poi vinse con grande merito la serie e in finale il titolo. Io non dimentico niente, se lo facessi sarei un ipocrita.

Quest'anno la Dinamo vince, quindi da fastidio. Le multe arrivano anche dopo le partite giocate fuori casa (due volte consecutive, striscia aperta), e la situazione pare non avere rimedio. E' assodato che lo sponsor "A come..." non copre tutte le spese (viaggio+vitto+alloggio+gettone di più di 1000€ a partita) sostenute per retribuire gli arbitri, e allora gli viene messo in mano un altro coltello dopo quelli usati in campo: interpretazioni discordanti sui lati del campo in merito a falli e infrazioni; provocazioni ai giocatori per sanzionare falli tecnici, provocazioni al pubblico (invero e per fortuna rare, ma una mi ha riguardato in prima persona!); e anche il coltello dei referti per le multe comminate dal "giudice sportivo". Intanto, lo ripeto: quis costodiet ipsos custodes? La cosa puzza, e meno male - lo ripeto - che Sardara si è mosso "per vie ufficiali" (come ha detto lui), staremo a vedere. Una prima tiepida risposta positiva sia giunta, dato che finalmente torna a Sassari l'arbitro più bravo e rispettato d'Europa, Lamonica, e cioé quello che ha arbitrato la finale delle Olimpiadi e dei Mondiali, quello che in campo sa portare anche il sorriso, e soprattutto non provoca mai. E con lui Giansanti, altro arbitro calmo (il contrario di un Cicoria o un Cerebuch, per capirci). 

La vera notizia (proprio di adesso) è che i 500€ di multa comminati dal Giudice Sportivo a causa del referto di Cicoria per la partita a Roma sono stati cancellati.

Quello che penso quindi è che lunedì prossimo la partita vedrà vincere di sicuro la squadra che avrà giocato meglio.

La corazzata


Passiamo quindi a Siena. La squadra è stata prima smantellata quasi completamente, poi ricostruita attorno a Carraretto e poi Moss e Ress. Proprio questi due ultimi giocatori stanno attraversando uno splendido momento di forma. la squadra ovviamente non è solo loro. Leggetevi il roster: non ha davvero bisogno di presentazioni o commenti. Voglio solo segnalare fra i nuovi innesti il fantastico Bobby Brown, fresco di un quarantello in Eurolega. La squadra di coach Banchi, subentrato a Pianigiani (che è andato via casualmente proprio quando il Monte dei Paschi ha ridimensionato l'entità della sponsorizzazione, volando a guadagnare oro colato in Turchia, dove per il basket spendono più di Armani a Milano), ha i suoi giocatori solo in una delle topten individuali, quella del plus-minus: guarda caso sono Moss, Ress e Brown i tre che occupano le alte vette della statistica che più di tutte indica l'impatto di un giocatore sulla partita. Nelle statistiche di squadra il discorso cambia: Siena è quinta nei rimbalzi (34,9 a partita), terza negli assist (14,4), terza nelle triple (39,5%), quarta nelle stoppate (3,1). Siena sa fare tutto. Ha avuto un avvio un po' stentato, infatti ha avuto la sfortuna di incrociare le lame nel suo momento peggiore con Varese (che era già rodata a puntino), perdendo alla terza giornata in maniera rocambolesca nel finale, e poi ha perso ancora - alla sesta giornata - in casa con una Milano in serata di grazia (evento raro in questa stagione milanese psichiatrica). Poi ha inanellato vittorie a raffica (diverse con scarti impressionanti), e ha pagato dazio solo a Venezia (sconfitta di 2 al fotofinish dopo aver condotto per tutto l'incontro con largo margine).

Tomas Ress

Ora si chiude il girone di andata, proprio a Sassari. Per la Dinamo l'impegno è dei più difficili: i ragazzi di Meo arrivano da una sconfitta davvero brutta a Caserta, e Siena era l'ultimo avversario da affrontare in un momento del genere. Ma il caso (?) ha voluto così. Già, il caso (?)... la Dinamo andrà a Siena proprio all'ultima di campionato, forse si dovrà giocare un posto importante nei playoff, e guarda caso (?) il calendario la manda proprio là. Chissà perché.

Poco da aggiungere: alla Dinamo serve una partita perfetta, anche dalla panchina. Non si può prescindere da niente, e punto il dito su Ignerski più di tutti: la sua classe deve venire fuori, più sotto canestro che dall'arco.

lunedì 7 gennaio 2013

NBA: il meglio del 2012. E il Gallo

Oggi parliamo di NBA, e partiamo da Danilo Gallinari. Non so se state seguendo la sua stagione a Denver, ma è davvero spettacolare. Stanotte i suoi Nuggets hanno vinto allo Staples Center con i miei amati Lakers proprio con una sua tripla raccolta dalla spazzatura. Ecco il video.



Credo che, assieme a Jack, possiamo essere fieri del mostruoso lavoro che il Gallo sta facendo oltreoceano, dove si gioca l'iperbasket. QUI potete leggere la sua scheda.

L'anno 2012 è terminato e il sito dell'NBA ha creato qualche topten: ve le metto tutte qui, così proviamo assieme ad azzerare la delusione per la sconfitta della Dinamo di ieri (ancora un plauso a Caserta), e ci concentriamo tutti per lunedì prossimo.... Siena!
















http://www.dailybasket.it/serie-a/stefano-sardara2012daricordare/

domenica 6 gennaio 2013

Opacità e sconfitta. 81-88 al Palamaggiò

Temevo questa partita, e purtroppo avevo ragione. Caserta sta venendo fuori con energia proprio in questo momento della stagione, e a farne le spese è stata la Sassari più opaca della stagione. Certo, se quando si è opachi si perde solo di 7 punti e segnando 29 punti nell'ultimo quarto, ciò significa che c'è tanto valore dietro, e la Dinamo lo ha già mostrato ampiamente in questa stagione. Oggi la Dinamo ha perso perché sono saltati alcuni suoi meccanismi, e lo hanno fatto assieme: quando Thornton va a basso regime, di solito da Ignerski e Easley arriva molto, e oggi questo non è successo. Peccato, perché oggi la panchina ha sopperito bene alle mancanze di 3/5 del quintetto, ma non è bastato. Brian Sacchetti e Jack Devecchi hanno alzato il volume, mettendosi sulla scia dei cugini Diener, che sono stati più stratosferici stasera di quanto lo sono stati in almeno la metà delle vittorie di questo girone di andata che volge al termine. Ai Diener non si possono chiedere però pentole e coperchi, oggi loro sono stati quasi perfetti (cifre da capogiro), ma se il resto del quintetto gioca come si è visto... allora è chiaro che non basta. Certo che se Brian Sacchetti avesse visto un po' di più il campo, con Ignerski sulla panca (in questo periodo sa passare gli asciugamani meglio di quanto tira e "difende"), forse avremmo commentato una vittoria.

Meo Sacchetti
Non sta però tutta qui la motivazione della sconfitta. Due cose hanno pesato: Caserta ha giocato col coltello fra i denti per quasi tutti i 40', la Dinamo no: i bianconeri di coach Sacripanti erano i primi ad arrivare sulle palle vaganti, i più reattivi, Sassari è stata spesso seduta ad aspettare che la partita le arrivasse addosso. Seconda cosa: Caserta ha beneficiato di 28 tiri liberi, frutto di un arbitraggio estremamente severo con gli ospiti, Sassari invece solo 15 (di cui diversi nel finale, quando la partita era già finita), e il metro arbitrale ha permesso alla Juve di pestare sodo giocando con la certezza del: "pesto sempre, tanto non possono fischiare sempre". Nelle partite energiche la Dinamo fatica sempre, e oggi ha perso con merito. 


Peccato, ma non c'è da fasciarsi la testa. La Dinamo dall'alto dei suoi 22 punti guarda quasi tutti dall'alto in basso (Caserta è lontana, coi suoi 14 punti), e questa sconfitta non toglie niente a questo spettacolare girone di andata. La cosa che forse può preoccupare è che lunedì prossimo arriva Siena, che sta vivendo un momento magico della sua stagione, in Italia come in Europa, e la Dinamo sentirà per la prima volta un po' di pressione. Sapete che vi dico allora? Meglio così: non si può sempre vedere una cavalcata trionfale, la squadra deve imparare a soffrire di più.
Michal Ignerski. Lo stiamo sempre aspettando. Accende poco e spegne molto, troppo. Lo ripeto: con Brian un po' di più in campo oggi al posto del polacco forse si sarebbe vinto. Ignerski è stracotto, e sto iniziando a rimpiangere lo zio Vanja. Plisnic aveva la schiena rotta nella scorsa stagione, ma almeno nelle triple manteneva percentuali di assoluto rispetto, e dietro anche se era più mingherlino rispetto a Ignerski l'uomo non lo perdeva. Ignerski è troppo innamorato del suo tiro da tre e non ha capito che in questa squadra qualche penetrazione in più da parte sua può essere più utile. 1 su 9 da tre punti, davvero agghiacciante. Ha pesato più la sua brutta partita di quella di Bootsy, che anche quando segna poco almeno in difesa tiene meglio l'uomo e sa dare qualche assist.

Pinton e DiLiegro. Mauro sta allungando le sue strisce negative, e Meo quando le vede in giornata-no non lo rimette più in campo. Oggi sembrava un pesce fuor d'acqua. Pensateci: noi in panca abbiamo Pinton, Caserta invece Mordente, oggi decisivo. DiLiegro dal canto suo ancora non ha capito il basket italiano. Noi abbiamo lui, Caserta ha Michelori, oggi decisivo. Caserta manda 9 uomini a referto, Sassari solo 7. E anche Vanuzzo oggi non c'era (non può essere sempre al top). 

Leggete qua sopra: per la Dinamo 17 palle perse e solo 6 recuperate, per Caserta invece 11 perse e 12 recuperate. Ora fate un po' di calcoli... sì, sono 12 possessi in più, una marea (e si è perso di 7...). E meno male che a rimbalzo si è tenuto bene (34-34) altrimenti la sconfitta poteva essere umiliante.
Questa è la partita che più delle altre ha evidenziato le pecche della Dinamo: poca fisicità e alcuni giocatori abulici. Eppure con queste pecche siamo secondi in classifica. Questo fa capire che con due aggiustamenti, o forse anche uno solo, Sassari può volare ancora più in alto. La sconfitta quindi è salutare, sacrosanta, anche se lascia l'amaro in bocca per via delle cose che ho indicato in apertura. Ci sta e torniamo a casa a riflettere (spero lo faccia anche il presidente almeno per lo slot play; io penso che Diliegro possa crescere).

venerdì 4 gennaio 2013

L'insidiosa trasferta in terra casertana


Amici, eccoci qui in pieno 2013. Passata la sbornia delle feste? Ne manca una, e porta un'insidia grossa così per la Dinamo. Domenica la Befana cosa avrà sulla calza per la Dinamo? --- FINE --- Ok, stavo cercando di fare anche io il "giornalista", ma non ce la faccio.

Partiamo allora dal capodanno in Piazza d'Italia, con larga parte dei dinamisti a sventolare i quattro mori assieme ai ragazzi di Meo. Festa, ok, ma anche lavoro. La Dinamo sta per partire alla volta del Palamaggiò, e chi scrive non può nascondere un risolino monello: quanti sassaresi sono entrati nel parquet (sì, nel parquet, non in tribuna) del Palamaggiò canticchiando i cori della Dinamo? Nessuno alza la mano? Lo faccio io. Ebbene sì, l'8 ottobre 2006, in occasione del concerto di Bruce Springsteen and the Sessions Band al Palamaggiò, quando furono aperti i cancelli io entrai nel parquet canticchiando i cori della curva, con dietro le occhiatacce-pugnalate del servizio d'ordine (tutti casertani). Fu un grande concerto, come solo il più grande performer di tutti i tempi sa fare, e tornai a casa ampiamente soddisfatto.

Lo scherzo però finisce qui, e parliamo della partita di domenica. La Dinamo arriva in Campania conscia del fatto che per vincere qui occorre grande attenzione, ciò non solo per il fatto che il pubblico casertano è fra i più rumorosi d'Italia, e quindi spinge tanto la sua squadra (un po' come accade a Sassari), ma anche perché la squadra di coach Sacripanti, assemblata in tutta velocità e con un precampionato breve, ha trovato un suo equilibrio preciso, che ne fa una delle mine vaganti del torneo. Caserta ha 12 punti (6 vittorie e 7 sconfitte), ma in casa ha tenuto botta sempre, mentre in trasferta sono stati spesso sonori ceffoni quasi dappertutto. Al Palamaggiò è caduta Cantù, mentre Venezia e Varese - le uniche a violare il palasport di casa - hanno dovuto giocare duro.

L'esultanza di Stefano Gentile: Caserta ha appena sconfitto Cantù

La squadra di Sacripanti ha dei giocatori di tutto rispetto, e parto proprio dagli italiani. Nomi come Michelori (ex Milano e Siena), Gentile (Stefano) e Maresca (noto a noi per le battaglie in maglia brindisina) evocano uno spirito battagliero che ben si addice al carattere dei tifosi bianconeri. Michelori è un giocatore che può giocare da 4 e da 5,  sta producendo 5 punti e 4 rimbalzi in 16' di utilizzo. E' il collante difensivo della squadra. Stefano Gentile, lontano dalle fanfare del fratello con le scarpette rosse, sta giocando una stagione in crescendo; è un giocatore che sa fare tutto, e gli 8 punti di media sono bugiardi sulle sue potenzialità offensive (ne sa qualcosa Avellino nel recente derby). Maresca gioca un po' di più ma segna di meno, segno del fatto che preferisce far giocare di più i compagni di squadra. A questo trio bisogna aggiungere poi un giocatore che a lungo ha militato in squadre blasonate e per quasi un decennio è stato uno dei punti fermi della nostra nazionale: Marco Mordente. Il play teramano porduce 10 punti e quasi 3 assist a partita, e sa difendere alla morte sul diretto avversario, ma è la sua leadership il marchio di fabbrica: sa prendersi grosse responsabilità in momenti importanti del match. A questa pattuglia di italiani si aggiungo poi dei giovani che hanno davvero poco spazio: Marzaioli, Marini, Sergio e Cefarelli.

Marco Mordente con la maglia azzurra
La pattuglia degli stranieri: l'ala lituana Jonusas con 9 punti e 5 rimbalzi da' un contributo di sostanza; il centro nigeriano Akindele (214cm) con 12 punti e 8 rimbalzi rappresenta una sicurezza sotto le plance (sarà un osso duro per Tony Easley); la guardia greca Mavraides aggiunge 8 punti e 2 assist a partita, ma è poco costante; e infine il serbo Jelovac con 11 punti e 7 rimbalzi completa il roster campano. 

Quello che si nota guardando il roster della Juve, è che non ci sono giocatori provenienti dagli USA, non ci sono stelle mangiapalloni, quindi è il collettivo la forza della squadra, perfettamente secondo la filosofia di gioco di coach Sacripanti. Nelle cifre di squadra, Caserta è presente in due sole top-five: occupa infatti il quinto posto nelle percentuali ai tiri liberi e il terzo nella media delle palle perse. Questa seconda voce spiega la classifica un po' anonima dei bianconeri del presidente Gervasio, e fa capire bene che quando Caserta affronta difese ben organizzate tende a perdere il bandolo della matassa. La via secondo me è questa: la Dinamo per fare sua la partita deve anzitutto difendere bene, e - aggiungo - correre di più.

Partita importante, anche perché dopo 8 giorni, di lunedì sera, arriverà il Montepaschi Siena, che sta riprendendo la marcia in Eurolega. Giocare quella partita restando avanti in classifica metterà qualche pressione in più ai toscani.

martedì 1 gennaio 2013

buoni propositi di inizio 2013


Il 2012 con tutto il suo carico di disoccupazione, miserie, sfortune, disgrazie personali e planetarie ci ha lasciati, e da poche ore siamo entrati nel 2013. Ogni volta ci si illude che sia meglio, che le cose finalmente tornino a girare per il verso giusto, che la gente diventi più buona e meno fetente; che sui posti di lavoro inizi a regnare il sorriso e la concordia, non la regola misera del "pezzo a schiena". Ogni volta ci si illude e inesorabilmente ci ritroviamo qui a salutare l'inizio e la fine vivendo di Sogni. La verità è che tutti "Lavoriamo per un sogno", tanto per citare una poco memorabile ma simpatica canzone del piccolo-grande uomo del New Jersey. Ci piace fischiettarla, come fa lui, e pensare che si possa risolvere tutto con un tocco di bacchetta magica, quasi fossimo tutti come Man-Drake (Diener). Take it easy, man. Un po' mago del canestro e un po' Uomo Cauto. Anche lui ha le sue defaillance, come si è visto quando ha male arbitrato insieme a Brian e Jack la partita di beneficenza tra DinamoAllStar e Amministratori (caratterizzata da pance prorompenti, assassinii premeditati ai danni del vero basket, svarioni arbitrali, sberleffi all'indirizzo del banco ufficiali di gara e viceversa, sfottò della terna all'indirizzo dei coaches). Vorremmo che tutto fosse un bel sogno, che si possa smontare e rimontare la realtà, che i nostri figli possano un bel giorno diventare grandi campioni NBA come Gallinari e che la Dinamo finalmente vincesse il suo primo scudetto della storia. E pensare che secondo qualcuno non saremmo dovuti neppure andare in serie A, nell'anno 2010...
Vorremmo che tutti risolvessero i loro problemi personali, che le non maritate si fidanzino col Principe Azzurro, che chi è ammalato e sta soffrendo ne venga fuori in piedi e più forte di prima, che chi non ha un lavoro lo trovi subito, che chi si è fatta l'amante la pianti subito, che tutti coloro che soffrono dentro quattro mura di una cella trovino finalmente una redenzione ed una ragione per credere. Io li abbraccio tutti e voglio che non soffrano. Ragazzi/e, non siete soli, ma ricordate che l'unica vera "mano di aiuto" è quella che trovate alla estremità del vostro braccio, se guardate bene. 
Poi vorrei ringraziare Jack, Manuel e Tony "slim" per aver reso felice per qualche istante una persona sfortunatissima; era la sera del 31 dicembre e mentre le note di "No Surrender" facevano da sottofondo in un bar (tutto vero!) me ne parlava il dott. Demetrio Vidili, del reparto anestesia-rianimazione. L'uomo che insieme ad altri sanitari lo ha in cura. Non avete idea di quanto è fisicamente costato portare Susy al Palazzetto, io però sono rimasto contento per la palla a spicchi che quei tre assi del basket gli hanno regalato, un pallone di speranza e di solidarietà umana. 
Il migliore canestro da "3" del 2012, di questo potete starne certi. 

Poi sono contento perchè la Dinamo nella serata di solidarietà ha recuperato un bel gruzzolo da donare ai meno abbienti della mia città, ora spero veramente che l'incasso racimolato sia in buone mani misericordiose e che non se lo facciano soffiare dalla sede per colpa dei ladri (come è successo per quello di Orléans, incredibile!).
Inoltre sono stati venduti una marea di calendari voluti dalla Torres Calcio Femminile e dedicati alla lotta contro la violenza sulle donne. Io ne ho acquistato uno e vi posso garantire che per soli 10 euro vi portate a casa un "signor" calendario, con una serie di foto di donne veramente belle, folli ed entusiaste che si sono ficcate nella testa di giocare a football, probabilmente lo sport più maschile che esista dopo la boxe. E' in bianco e nero e questa è davvero una battaglia giusta, la madre di tutte le battaglie che ci deve impegnare tutti sino in fondo per cambiare le nostre teste, affinché tra donne e uomini trionfi il dialogo, il rispetto e la non-violenza. Talk is cheap, dicono gli americani.
Inoltre sono contento perché la Dinamo, a dimostrazione del suo affetto immenso per città, ieri alle 23:45 in punto è scesa in piazza per brindare con i tifosi. Vorrei sapere in qualche altra città d'Italia è successa una cosa del genere ma soprattutto come facevano quei due, i cugini di Fond Du Lac, a  non avere freddo. E anche DiLiegro era in felpina. Ho la mia teoria in merito, ma non la dico e indubbiamente "c'è il fisico".
Travis e Drake con i tifosi in piazza d'Italia alle 24 in punto

Voglio anche ringraziare tutti i dirigenti della Dinamo, nessuno escluso, che ho scoperto come discreti giocatori di basket, c'è uno che si è improvvisato play, qualcuno sapeva palleggiare, un altro caracollava con degli occhiali da professore ed altri si avventuravano nel colorato con varia fortuna; devono solo sedare certe velleità e non provocare gli avversari, evitare di abbassare le mutandine di Manuel Vanuzzo e fare gestacci agli arbitri. A parziale scusante della terna, la partita oltre ad essere irrinunciabile, era inguardabile e ingestibile, visto che Travis nel primo quarto dopo soli 50" a seguito di un fallo sacrosanto ha pensato bene di scagliare il pallone contro suo cugino Drake: immediato il tecnico, probabilmente quello fischiato più velocemente nella storia del basket moderno. E Brian Sacchetti, il cosiddetto terzo uomo, si accaniva pervicacemente contro la panchina di coach Meo, che ha a lungo resistito dall'entrare in campo per darle di santa ragione a suo figlio. A parte gli scherzi, auguri di buon 2013 a questo gruppo che ci sta traghettando in un bel sogno biancoblù, ovviamente estesi alle loro famiglie. 

Buona fortuna e un "No Surrender" dedicato anche a loro. 

vittoriosi a Milano ! 2 dicembre 2012 
la Polisportiva al gran completo, compresi Guillermo Laguzzi e T.Binetti
A proposito: questo blog nel solo mese di dicembre ha avuto 3986 visualizzazioni totali. Non che sia un amante della statistica, mi troverei a mio agio anche a Hyde Park Corner a parlare da solo, insieme a Luca-Sky, però voglio conoscere quei 14 personaggi sfiduciati che non ci hanno degnato di un "click" e ci hanno impedito di arrivare a quota 4000. Sono una squadra di basket, in pratica, la squadra degli ignari. Non lo sapevano, e allora ditegli voi: esiste questo blog. :-) 
Tanti auguri di vero cuore a tutti voi e anche a quei 14 amici immaginari che non conoscerò mai. Gli Uomini Inesistenti, proprio come nella celeberrima canzone dei Beatles (Nowhere Man). 
A voi dedico mille e mille luci colorate nel cielo, sperando che ogni vostro desiderio, anche quello più insolito e inaspettato, possa avverarsi nell'anno appena iniziato.
Salud Y suerte, e sempre Forza Dinamo.


N.B. si ringraziano Giuseppe, Luigi Canu, Dinamo Official ed autori vari per le foto (c) tratte da facebook e siti ufficiali.