domenica 23 dicembre 2012

Drake is the Master! Trionfo a Roma davanti alla crème del C.O.N.I.

grazie ragazzi !


ALBUM FOTO DELLA PARTITA SU DINAMO SASSARI FANS
Toti, il presidente della Virtus Roma, oggi aveva di che fregarsi le mani: lui e il suo vice (D'Antoni), uomini del CONI e quindi del mondo della politica erano circondati dalle alte sfere del CONI stesso, i papaveri in giacca e cravatta che hanno preferito il Palatiziano a una passeggiata assolata nella più bella città del mondo; avere il CONI in parterre significa tanto, e avere una terna capeggiata dall'arbitro che più di tutti tanto male ha buttato a piene mani sulla Dinamo era la condizione ideale per avere quello che purtroppo però non è arrivato. Ma la terna Cicoria ci ha provato, il suo sporco dovere l'ha fatto... ma non fino in fondo. Dopo un primo quarto quasi senza fischi e con un'Acea che agonizzava subendo le bordate degli ospiti, è stato applicato in campo un chiaro cambiamento di rotta nella valutazione e applicazione del regolamento. Roma ha potuto strattonare e abbracciare i sassaresi (stiamo parlando di contatti al limite della denuncia), ha potuto saltare addosso invadendo il cilindro a rimbalzo, ha potuto fare il "ponte" quando saltavano meglio i sassaresi (finiti in due occasioni schiena a terra: grazie a te, Gigi, e a Lawal), e si è vista abbuonare 3 palesi canestro-e-fallo (uno soprattutto nel rovente finale) che avrebbero consentito alla Dinamo di vincere senza preoccupazioni. Per non parlare infine di un colpo alla bocca di Travis Diener, non sanzionato, e Travis è dovuto andare in panchina perché sanguinava. Stesso brutto colpo al viso poi nel finale, stavolta a prendere un cazzotto in faccia è stato Drake, che è finito a terra: anche qui niente fallo! Ma tanto lo sappiamo da eoni: noi non contiamo niente. Forse è meglio così: stravincere senza regali è fantastico (e onesto).

Easley, partita difficile, ma 17 punti e 6 rimbalzi per lui.

Non ce l'hanno fatta, i tres amigos con la A nella schiena, perché Roma si è dimostrata (almeno oggi) inferiore: non è bastato avere un Lawal in formato NBA (57 di valutazione, con 34 punti, 11 falli subiti, 17 rimbalzi), un Taylor che quando ha corso ha fatto punti (pessimo invece contro la difesa schierata), e un Datome che ha messo a referto 2 triple (su 7) ma tirando "ave marie" accolte dagli dei del basket. Per Roma non c'è stato altro, tutto gli altri giocatori hanno fatto ZERO o valori negativi nella valutazione. Quando si gioca in tre (e solo in tre) si straperde, salvo quando si è la squadra della capitale e il CONI accorre in massa alla partita, trovando una terna casalinga.



La Dinamo è stata massacrata dagli arbitri dal 12' in avanti, e viene da pensare a quanto sarebbe ammontata la multa per le casse di Sardara e compagnia se questo arbitraggio si fosse visto a Sassari. E' stato agghiacciante: la negazione dello spirito sportivo, e chi mi da addosso (a volte con un po' di ragione) perché mi lamento degli arbitri si riguardi la partita. Come si fa a giocare in queste condizioni?

Come si fa? Sputando sangue, senza chinare il capo, mantenendo la concentrazione, e soprattutto attaccando di squadra quando conta. Gli ultimi minuti del match sono stati l'apoteosi dell'attacco di squadra: ottima circolazione di palla, penetra e scarica coi tempi giusti, tiri costruiti scientificamente e mandati a bersaglio con freddezza da serial killer. Le tre triple consevutive di Mastro Drake (l'MVP a mio giudizio della partita per la Dinamo, dall'altra parte è Lawal ad aver dominato) e poi l'ultima staffa dall'angolo di Bootsy (prezioso oggi su Datome) hanno messo in ginocchio una Virtus mai doma ma che ha ricevuto, anche negli ultimi due minuti, una spinta eccessiva e scandalosa dagli arbitri.

Fantastico Mastro Drake!

Avevamo detto che questa era una partita difficile, e per i ragazzi di Meo Sacchetti lo è stata ancora di più per le situazioni viste in campo e anche perché TD#12 oggi non stava bene. Travis però si è saputo gestire (aiutato in questo da qualche minuto di riposo in più concesso dal coach sin dall'inizio e da un Pinton che era in giornata sì - a parte due falli su canestro realizzato regalati stupidamente in difesa) e quindi è arrivato in buone condizioni al finale. La sua mano si è vista in alcuni no-look che hanno fatto applaudire anche il pubblico di casa, ma anche in alcuni tiri durante il terzo quarto che hanno sospinto la Dinamo quando tutto pareva compromesso.

Poi è stato il turno di Mastro Drake (Man-Drake è un nomignolo ridicolo, via!) e al Palatiziano è scesa la pioggia... un diluvio di triple e un semigancio in avanzamento figlio di un basket di altri tempi. Già: Drake è un giocatore d'altri tempi, non fa il pagliaccio come tanti che saltano come grilli ma poi sono tutto fumo e niente arrosto, Drake è concreto, e la sua partita è cresciuta in maniera impressionante, in difesa prima e in attacco poi.

Dov'era Roma? Era lì con tre soli giocatori, come detto, poi la notte, il buio pesto. D'Ercole, il miglior tiratore dall'arco del campionato, ha scritto "virgola", e come lui Bobby Jones: annichiliti dai nostri ragazzi, mentre la Dinamo oggi ha mandato a referto tutti, subendo in silenzio bastonate e botte da orbi, e con la gratuita bastonata di un fallo tecnico chiamato dalla terna di casa che nessuno ancora sa perché è stato sanzionato. Noi lavoriamo sodo, le porcherie le lasciamo a quelli con la A dietro le spalle, e costoro non possono certo camminare a testa alta, con la schiena dritta (per dirla come Tiger Jack, il redskin navajo amico di Tex Willer).


Strane le cifre. Roma ha segnato alla grande da due e ai liberi, ma dall'arco (dov'è leader del campionato) ha fatto pietà: 16,7% con solo 4 triple, di cui 2 - ricordiamolo - sono state "avemarie" di Datome (altrimenti Roma avrebbe perso con un distacco più pesante). Roma ha preso 13 rimbalzi in più della Dinamo, ha avuto un +6 nei falli. 84-73 la valutazione per i capitolini. La Dinamo ha prevalso negli assist (14-9 con 6 di Travis Diener) e ha chiuso avanti grazie alle già raccontate triple. Ancora una volta la Forza Mentale ha fatto la differenza, una forza mentale che è stata più forte degli avversari, più forte del pubblico (un po' spento), ma soprattutto più forte degli arbitri. 30 punti segnati nell'ultimo quarto, concretezza, sangue freddo, piglio da leader, e siamo già a 20 punti, davvero un bel regalo di Natale servito sul vassoio ai tanti sassaresi e sardi giunti a Roma ma anche a tutti quelli che erano come noi incollati alla televisione.


Una grande soddisfazione quella di oggi, è innegabile. E il 30 tutti al palazzetto, perché arriva la Virtus Bologna. Non fermiamoci mai, e sosteniamo i nostri ragazzi, sotto la sapiente guida del Commando.
Natale 2012 (foto dal sito ufficiale dinamobasket.com)