giovedì 27 dicembre 2012

Dalla Virtus Roma alla Virtus Bologna



Credo che ricorderemo questi giorni natalizi per due storie. La prima è ricolma di negatività e riguarda la multa che il solerte Cicoria ha tirato con un bel pugnale sulla schiena della società: 500€ per "offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri". E' una cosa che colpisce fin dentro lo stomaco, ma come detto in questo blog mille volte (e continuerò a dirlo): non c'è niente da fare. Coltello dalla parte del manico in campo (fischi capovolti, provocazioni e falli tecnici) e fuori dal campo (referti scientificamente costruiti per le sanzioni disciplinari che ingrassano le casse della FIP che paga gli arbitri). Siamo comunque in buona compagnia, infatti la stessa sorte è toccata alla Cimberio Varese a seguito della trasferta di Milano.

Il volto di TD#12 a Roma: parla da solo...
Varese, già: ha vinto anche a Milano, anche se arrivava alla partita con (a detta dei giornali) alcuni giocatori convalescenti da un'infezione virale intestinale. Chapeau, anche se a Milano di questi tempi due punti non si negano a nessuno. E qui si arriva alla seconda storia, che sa un po' di libro Cuore: Travis Diener. Il play NBA è arrivato a Olbia con la squadra per imbarcarsi sul volo per Roma, ma non è stato fatto partire perché stava troppo male. Anche lui era vittima del virus intestinale che ha tenuto a casa metà del belpaese. Travis ha dormito in albergo a Olbia, e la mattina dopo è saltato sul primo volo disponibile, arrivando al Palatiziano poco prima della partita. Era uno straccio, ma senza indugiare ha indossato la casacca ed è sceso in campo. Meo Sacchetti ha cercato di gestirne le poche energie con attenzione: Pinton ha avuto qualche minuto in più, e anche Drake ha gestito qualche possesso in cabina di regia. Travis ha rischiato di crollare per terra ma è sempre rimasto in piedi, anche quando nel finale, dopo aver smazzato l'assist che ha permesso a Bootsy Thornton di insaccare la tripla dall'angolo, ha ricevuto un cazzotto in bocca dalla cinica e impunita (troppo a lungo, vedi anche cazzotto a Drake pochi istanti dopo) difesa capitolina. E' dovuto uscire perché sanguinava, ma si è pulito in un battibaleno ed è tornato in campo per il finale: rimbalzo di Thornton sull'errore volontario di Datome (uno dei più attivi nella mattanza, e autore di un "ponte" che ha buttato a terra Easley sulla schiena - per gli arbitri era ok) e palla a Travis, che corre felice fino allo scadere del tempo.

Paiono quasi storie d'altri tempi, in un basket come quello attuale in cui fanno scalpore solo le schiacciate al volo e altre amenità, ma tant'è... noi abbiamo degli uomini veri, e onesti: incapaci di falli in stile "tonnara" (ancora un plauso a Datome - che mi ha deluso davvero - e alla difesa Virtus) e sempre tesi verso una vittoria che sia cristallina. Teniamoceli stretti, questi sono dei veri Eroi, sia chiaro.

La vittoria con Roma è stata archiviata velocemente, e il breve rompete le righe ha permesso alla squadra di festeggiare il Natale ognuno a modo proprio. Su Twitter Dane DiLiegro ha pubblicato una sequela di foto scattate a Roma e poi a Castelsardo da paura, Dane in questi giorni è felice: i suoi genitori sono venuti a trovarlo, e lui li sta coccolando come solo un figlio affettuoso sa fare. Fine delle sviolinate, arriva la Virtus Bologna.

La prima notizia è la più brutta che mai avremmo desiderato ricevere, e riguarda la terna arbitrale "sorteggiata": Cerebuch, Pozzana e Duranti (figlio: carriera veloce, la sua). Ho scritto "sorteggiata" fra virgolette perché credo poco al fatto che vengano fatti i sorteggi. Vi ricordate il pre-campionato? Cerebuch arbitrò una delle partite al torneo qui a Sassari e ne fece di tutti i colori, fino al punto che - ed era un'amichevole! - il pubblico protestò, e anche io ero fra questi. A lui la cosa non piacque per niente e si girò verso la tribuna numerata urlando verso il pubblico. Qualcuno gli rispose che "tanto multa oggi non ce ne puoi mettere" e lui di rimando corse da Sardara protestando a viva voce, col nostro presidente che allargava le braccia, costretto ad agguantare. Il "sorteggio" delle prime due partite giocate in casa stranamente vide Cerebuch arbitrare la Dinamo: subito punita con un arbitraggio provocatorio nei confronti di giocatori e pubblico, e causa proteste vibranti dalle tribune, ecco arrivare la premeditate multe, e la Dinamo sin da subito è precipitata in fondo alla classifica della "coppa disciplina" (attualmente siamo undicesimi con 5600 € di soldini volati nelle casse della FIP, che paga gli stipendi agli stessi arbitri che ci massacrano, il mondo va davvero alla rovescia).

Angelo Gigli, centro della nostra Nazionale
Ma parliamo di sport, va'. La Virtus Bologna quest'anno ha perso i suoi pezzi da novanta: via Koponen, via Sanikidze, il presidente Marchesini (Sabatini è rimasto, ma è "solo" amministratore delegato) ha dovuto rifondare tutto (un po' come ha fatto Varese, in maniera più positiva), e il risultato è un campionato al momento vissuto nell'aurea mediocritas, senza infamia senza lode, con 6 vittorie e altrettante sconfitte. Il play è sempre Peppe Poeta (coi suoi "cioccolatini") e lo conosciamo bene: abile nel pick and roll, sa anche penetrare per segnare con tiri in acrobazia, ma ha poca attitudine difensiva. Rimanendo fra i giocatori "tricolori", Moraschini è senza ombra di dubbio il più interessante: la giovane guardia originaria di Cento è un giocatore di tutto talento, salta e schiaccia con facilità, e sa aggredire bene anche in difesa (da qui i recuperi); ha un minutaggio abbastanza limitato, ma sa ritagliarsi bene uno spazio da "guastatore" che ben si addice alle sue caratteristiche di gioco. L'asse play-pivot che parte da Poeta si completa poi sempre e ancora con Angelo Gigli, abilissimo nel rollare a canestro post pick-and-roll ed esiziale a rimbalzo, un vero giocatore di esperienza, silenzioso e prezioso: qust'anno viaggia alla media di 9 punti e 6 rimbalzi in 25' di utilizzo. Matteo Imbrò, giovane play di Agrigento, completa la pattuglia "italica", con abbondanti dosi di tutta energia (Bologna ama correre, mentre fatica contro le difese schierate). Landi e Fontecchio giocano troppo poco per permetterci di esprimere una valutazione. 
L'inossidabile Mason Richard Rocca
La pattuglia dei giocatori oltre-confine è decisamente interessante. Gaddefors dopo il prestito ad Avellino è tornato "a casa" e gioca 15' a partita, producendo 3,5 punti con basse percentuali. Dalla panchina Mason Rocca (che tutti conosciamo e apprezziamo), in 20' produce 5 punti e quasi 6 rimbalzi di media: la sua preziosità non sta solo nelle cifre, ma in tutto il lavoro sporco in difesa (è il collante della squadra dietro) e i preziosi lavori di blocco e pick-and-roll in attacco, che come Gigli gioca benissimo assieme a Poeta. L'ala USA Ricky Minard in 25' produce 10 punti e 4 rimbalzi, proviene da Casale Monferrato, dove non ha brillato particolarmente (come tutta la squadra, in una stagione maledetta e sfortunata, la scorsa, che ha portato alla retrocessione in Legadue). Più pericoloso è invece il centro Steven Smith: 32' in  campo per produrre più di 12 punti e 5 rimbalzi; non è un centro puro, infatti ama tirare anche dall'arco (col 35,3%). E poi Kenny Hasbrouck, guardia velocissima da Washingotn, 30' per lui in cui produce 14 punti e 3 rimbalzi di media, ma le cifre dicono poco del suo valore, perché quando è in giornata batte ogni tipo di difesa. Il campo stranieri è infine completato da Parzenski, l'ennesimo polacco del nostro campionato, ma egli gioca troppo poco. 

La squadra bolognese non ha quindi un bomber predefinito, anzi basa il suo gioco sull'equilibrio, e come ho detto sulla corsa: Poeta detta i ritmi, gli altri eseguono. Nelle classifiche individuali infatti non c'è una top-five che contenga un giocatore di coach Finelli. Nelle statistiche di squadra però (e non ci sorprende) la Virtus appare in un'unica top-five: è terza nei rimbalzi complessivi (35,8 di media). Questa è una delle classifiche più importanti: infatti chi prende tanti rimbalzi controlla più possessi e gioca più contropiedi. La chiave della gara per la Dinamo sta quindi, a mio avviso, nel controllo dell'area, e ci aggiungo anche nel neutralizzare i pick-and-roll e le percussioni di Poeta.

Come dicevamo, si rigiocherà all'ora di pranzo, stavolta però in casa. Confesso che per me questa è una seccatura, ma ci devo fare il callo, come tutti. Cerchiamo di finire bene questo fantastico 2012 in cui i colori sociali hanno sventolato alti in tutta Italia, e lanciamo un 2013 se possibile ancora migliore: ce lo meritiamo... negli uffici della nostra società non è passata la Finanza (vedi altrove) e (sempre vedi altrove) lo Stato non ha regalato alla nostra banca sponsorizzatrice 3,5 miliardi di euro pubblici, cioè nostri. Noi andiamo avanti con la schiena dritta.

1 commento:

SoloDinamo ha detto...

basta Luca, ho deciso: per il 2013 ti lascio nella calza una bella...tuta da arbitro !
Guarda che sono permalosi...scherzo ovviamente. Mi sembra veramente curiosa questa multa in trasferta alla nostra tifoseria, non c'era neppure un ultras presente ed erano tutti studenti universitari, oppure sardi in gita a Roma pre-natalizia. Anzi visto che ci sono posto anche qualche foto scattata dal basso. Non si può più protestare in trasferta?
Bologna è da prendere con le pinze e speriamo che non vi sia un rilassamento generale dovuto alle festività. Oggi ad esempio nella partita Amministratori-Dinamo mi sono parsi pochi lucidi, quelli che erano in campo, ma può darsi che fosse dovuto al clima festaiolo, direi circense della partita di beneficenza (che ha fruttato ben 5000 euro ad un ente assistenziale, e in tempi di crisi non è poco).
Forza Dinamo!
la prossima volta vi stupirò parlandovi di vela...
eheheh
salud Y suerte