domenica 30 dicembre 2012

E il 2012 finisce in bellezza. 81-67 alle V nere




Vittoria doveva essere, vittoria è stata. Bologna arrivava a Sassari priva di Ricky Minard e con Moraschini nei 10 ma mai schierato in campo da coach Finelli, anche lui stava male: per la Dinamo l'occasione era ghiotta, tutta da sfruttare. Se poi ci mettiamo che la terna Cerebuch ha arbitrato a senso unico a favore dei sassaresi per quasi tutta la partita, c'era poco da fare. Una partita così poteva finire con uno scarto anche di 40 punti, e se non è successo è perché il Banco ha rimesso in ritmo di bolognesi facendosi fischiare un fallo tecnico sacrosanto (protesta nervosa ed eccessiva di TD#12) e un antisportivo stupido (Diliegro cintura da dietro il collo di Poeta in penetrazione). Fino a quei momenti c'era una sola squadra in campo, la Dinamo, che aveva toccato il +23 pur tirando male dall'arco (unica eccezione: Thornton, esiziale) e stava dominando i ritmi della partita. Ma quando il banco si è fermato a fare stupidate e sono arrivati i giusti fischi degli arbitri, la Virtus si è rimessa in partita.

Peppe Poeta: MVP (foto Luigi Canu)

O forse è meglio dire: Poeta si è rimesso in partita. Dov'era la Virtus? Gli esterni Smith e Hasbrouck: 8 e 6 punti, e il solo Mason Rocca a fare reparto sotto canestro. La Virtus è rientrata a -3 solo grazie a Peppe Poeta, un ragazzo con un cuore più grande del palasport: triple, penetrazioni, assist, falli subiti, e ciò con tanti falli sul groppone. Quando Finelli nell'ultimo minuto ha alzato bandiera bianca e ha richiamato Peppe in panchina, tutto (leggasi: TUTTO) il palazzetto si è alzato in piedi per tributare il giusto applauso al play bianconero. Peppe si è commosso e ha ringraziato apertamente il pubblico. Per Bologna gli applausi li ha meritati solo lui. Ok, mancavano due giocatori e le rotazioni erano ridotte all'osso (hanno giocato i giovani, ma reggere l'urto della Dinamo richiedeva ben altro). Ok, Cerebuch & Co. hanno massacrato i felsinei per quasi 40' (mai visto un arbitraggio così a favore della Dinamo in più di 35 anni che la seguo), però Bologna è stata davvero "poco".


La Dinamo dal canto suo ha fatto la sua partita con diligenza (fino a quei 3' di blackout), visto che dall'arco oggi non entrava (come detto il solo Thornton ha colpito con costanza dai 6,75) ha giocato con molti più pick and roll del solito (quindi meno pick and pop), e soprattutto nel finale tre di queste giocate (nel momento clou della partita) hanno portato Tony E. a segnare tre volte di fila (con due schiacciate violentissime - con urlo annesso) determinando l'allungo decisivo che ha messo in ginocchio i bolognesi. Maestro in ciò, guarda caso, è stato Travis Diener (10 assist al bacio per lui), ma non solo: lo stesso tipo di giocata ha permesso l'unico assist a Pinton, e ben 4 a Drake e 3 a Bootsy. La Dinamo ha avvicinato la soglia dei 20 assist (solo, si fa per dire "solo", 19) e quello è uno dei metronomi del nostro gioco. Per il resto in ogni voce statistica Sassari ha dominato: ha tirato meglio dal campo (da 2 e da 3) e dalla linea della carità, ha recuperato più palle di quante ne ha perse (13-11, un +2 che ha fatto giocare tanto) mentre Bologna in queste voci ha alzato bandiera bianca (22 perse e solo 5 recuperate, per un -17 che parla da solo della pochezza, Poeta escluso, messa in campo dai ragazzi di Finelli). Bologna ha prevalso, come ci si aspettava, solo a rimbalzo: 37-30, ciò nonostante Gigli sia stato messo fuori dai giochi quasi subito dalla terna arbitrale con i primi due falli completamente inesistenti.


Se dobbiamo parlare di singoli, oggi bisogna dire che l'unico a meritare l'insufficenza nel voto è stato Ignerski: il suo bisticciare col canestro ormai è una cosa abituale, ma Michal oggi è mancato proprio in quella voce statistica in cui di solito silenziosamente svetta, i rimbalzi (solo 2). Gli altri si sono spremuti bene, anche lo stesso Devecchi, che ha scritto virgola nei punti segnati, è stato importantissimo in difesa: la prima volta che ha messo piede in campo ha recuperato due palloni di fila, e nel finale è stato messo alle calcagna di Poeta, cui ha infilato la museruola. I play sono stati i migliori in campo: Travis Diener MVP per la Dinamo (vero leader, e in attacco ha ridicolizzato tutti, subendo anche 6 falli), Poeta MVP per la Virtus e anche per tutta la partita (ancora un plauso a lui, ha evitato un naufragio umiliante ai suoi).


Nelle tribune oggi si sono visti e sentiti tanti sfottò agli ospiti: mega striscione del Commando che ricordava ai 10 ultras della Virtus com'era andata l'anno scorso, anzi pochi mesi fa, cori di scherno. Alla fine hanno guastato tutto quei pochi insulti rivolti all'indirizzo di Cerebuch, che ha inventato a pochi istanti dall'ultima sirena un fallo tecnico a Pinton che ha portato il pubblico all'insulto (pane per buone multe, occhio ai Provvedimenti Disciplinari in arrivo fra qualche giorno).

Una delle affossate di Easley (foto Basket Italy)

Detto questo, sorridiamo perché la Dinamo ha salutato un 2012 leggendario, ricco di vittorie (davvero tante), pieno di emozioni, carico di spinta per un 2013 che ci vede ripartire da lassù, toccando tutti gli amuleti del caso, in attesa che Travis Diener diventi italiano e si possa acchiappare qualcuno di sostanza da mettere in panchina: se si dovesse arrivare (come pare assolutamente lecito aspettarsi) ai playoff, giocare ogni due giorni con uno valido in più è solo oro che cola. Forza Dinamo a auguri di Buon Anno a tutti, anche a quelli che continuano a sedersi sulle scale centrali intasando il passaggio di chi ha là l'abbonamento e nel completo disinteresse del servizio d'ordine. Loro sì che hanno capito tutto.


Ciao Rita, e Grazie


giovedì 27 dicembre 2012

Dalla Virtus Roma alla Virtus Bologna



Credo che ricorderemo questi giorni natalizi per due storie. La prima è ricolma di negatività e riguarda la multa che il solerte Cicoria ha tirato con un bel pugnale sulla schiena della società: 500€ per "offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri". E' una cosa che colpisce fin dentro lo stomaco, ma come detto in questo blog mille volte (e continuerò a dirlo): non c'è niente da fare. Coltello dalla parte del manico in campo (fischi capovolti, provocazioni e falli tecnici) e fuori dal campo (referti scientificamente costruiti per le sanzioni disciplinari che ingrassano le casse della FIP che paga gli arbitri). Siamo comunque in buona compagnia, infatti la stessa sorte è toccata alla Cimberio Varese a seguito della trasferta di Milano.

Il volto di TD#12 a Roma: parla da solo...
Varese, già: ha vinto anche a Milano, anche se arrivava alla partita con (a detta dei giornali) alcuni giocatori convalescenti da un'infezione virale intestinale. Chapeau, anche se a Milano di questi tempi due punti non si negano a nessuno. E qui si arriva alla seconda storia, che sa un po' di libro Cuore: Travis Diener. Il play NBA è arrivato a Olbia con la squadra per imbarcarsi sul volo per Roma, ma non è stato fatto partire perché stava troppo male. Anche lui era vittima del virus intestinale che ha tenuto a casa metà del belpaese. Travis ha dormito in albergo a Olbia, e la mattina dopo è saltato sul primo volo disponibile, arrivando al Palatiziano poco prima della partita. Era uno straccio, ma senza indugiare ha indossato la casacca ed è sceso in campo. Meo Sacchetti ha cercato di gestirne le poche energie con attenzione: Pinton ha avuto qualche minuto in più, e anche Drake ha gestito qualche possesso in cabina di regia. Travis ha rischiato di crollare per terra ma è sempre rimasto in piedi, anche quando nel finale, dopo aver smazzato l'assist che ha permesso a Bootsy Thornton di insaccare la tripla dall'angolo, ha ricevuto un cazzotto in bocca dalla cinica e impunita (troppo a lungo, vedi anche cazzotto a Drake pochi istanti dopo) difesa capitolina. E' dovuto uscire perché sanguinava, ma si è pulito in un battibaleno ed è tornato in campo per il finale: rimbalzo di Thornton sull'errore volontario di Datome (uno dei più attivi nella mattanza, e autore di un "ponte" che ha buttato a terra Easley sulla schiena - per gli arbitri era ok) e palla a Travis, che corre felice fino allo scadere del tempo.

Paiono quasi storie d'altri tempi, in un basket come quello attuale in cui fanno scalpore solo le schiacciate al volo e altre amenità, ma tant'è... noi abbiamo degli uomini veri, e onesti: incapaci di falli in stile "tonnara" (ancora un plauso a Datome - che mi ha deluso davvero - e alla difesa Virtus) e sempre tesi verso una vittoria che sia cristallina. Teniamoceli stretti, questi sono dei veri Eroi, sia chiaro.

La vittoria con Roma è stata archiviata velocemente, e il breve rompete le righe ha permesso alla squadra di festeggiare il Natale ognuno a modo proprio. Su Twitter Dane DiLiegro ha pubblicato una sequela di foto scattate a Roma e poi a Castelsardo da paura, Dane in questi giorni è felice: i suoi genitori sono venuti a trovarlo, e lui li sta coccolando come solo un figlio affettuoso sa fare. Fine delle sviolinate, arriva la Virtus Bologna.

La prima notizia è la più brutta che mai avremmo desiderato ricevere, e riguarda la terna arbitrale "sorteggiata": Cerebuch, Pozzana e Duranti (figlio: carriera veloce, la sua). Ho scritto "sorteggiata" fra virgolette perché credo poco al fatto che vengano fatti i sorteggi. Vi ricordate il pre-campionato? Cerebuch arbitrò una delle partite al torneo qui a Sassari e ne fece di tutti i colori, fino al punto che - ed era un'amichevole! - il pubblico protestò, e anche io ero fra questi. A lui la cosa non piacque per niente e si girò verso la tribuna numerata urlando verso il pubblico. Qualcuno gli rispose che "tanto multa oggi non ce ne puoi mettere" e lui di rimando corse da Sardara protestando a viva voce, col nostro presidente che allargava le braccia, costretto ad agguantare. Il "sorteggio" delle prime due partite giocate in casa stranamente vide Cerebuch arbitrare la Dinamo: subito punita con un arbitraggio provocatorio nei confronti di giocatori e pubblico, e causa proteste vibranti dalle tribune, ecco arrivare la premeditate multe, e la Dinamo sin da subito è precipitata in fondo alla classifica della "coppa disciplina" (attualmente siamo undicesimi con 5600 € di soldini volati nelle casse della FIP, che paga gli stipendi agli stessi arbitri che ci massacrano, il mondo va davvero alla rovescia).

Angelo Gigli, centro della nostra Nazionale
Ma parliamo di sport, va'. La Virtus Bologna quest'anno ha perso i suoi pezzi da novanta: via Koponen, via Sanikidze, il presidente Marchesini (Sabatini è rimasto, ma è "solo" amministratore delegato) ha dovuto rifondare tutto (un po' come ha fatto Varese, in maniera più positiva), e il risultato è un campionato al momento vissuto nell'aurea mediocritas, senza infamia senza lode, con 6 vittorie e altrettante sconfitte. Il play è sempre Peppe Poeta (coi suoi "cioccolatini") e lo conosciamo bene: abile nel pick and roll, sa anche penetrare per segnare con tiri in acrobazia, ma ha poca attitudine difensiva. Rimanendo fra i giocatori "tricolori", Moraschini è senza ombra di dubbio il più interessante: la giovane guardia originaria di Cento è un giocatore di tutto talento, salta e schiaccia con facilità, e sa aggredire bene anche in difesa (da qui i recuperi); ha un minutaggio abbastanza limitato, ma sa ritagliarsi bene uno spazio da "guastatore" che ben si addice alle sue caratteristiche di gioco. L'asse play-pivot che parte da Poeta si completa poi sempre e ancora con Angelo Gigli, abilissimo nel rollare a canestro post pick-and-roll ed esiziale a rimbalzo, un vero giocatore di esperienza, silenzioso e prezioso: qust'anno viaggia alla media di 9 punti e 6 rimbalzi in 25' di utilizzo. Matteo Imbrò, giovane play di Agrigento, completa la pattuglia "italica", con abbondanti dosi di tutta energia (Bologna ama correre, mentre fatica contro le difese schierate). Landi e Fontecchio giocano troppo poco per permetterci di esprimere una valutazione. 
L'inossidabile Mason Richard Rocca
La pattuglia dei giocatori oltre-confine è decisamente interessante. Gaddefors dopo il prestito ad Avellino è tornato "a casa" e gioca 15' a partita, producendo 3,5 punti con basse percentuali. Dalla panchina Mason Rocca (che tutti conosciamo e apprezziamo), in 20' produce 5 punti e quasi 6 rimbalzi di media: la sua preziosità non sta solo nelle cifre, ma in tutto il lavoro sporco in difesa (è il collante della squadra dietro) e i preziosi lavori di blocco e pick-and-roll in attacco, che come Gigli gioca benissimo assieme a Poeta. L'ala USA Ricky Minard in 25' produce 10 punti e 4 rimbalzi, proviene da Casale Monferrato, dove non ha brillato particolarmente (come tutta la squadra, in una stagione maledetta e sfortunata, la scorsa, che ha portato alla retrocessione in Legadue). Più pericoloso è invece il centro Steven Smith: 32' in  campo per produrre più di 12 punti e 5 rimbalzi; non è un centro puro, infatti ama tirare anche dall'arco (col 35,3%). E poi Kenny Hasbrouck, guardia velocissima da Washingotn, 30' per lui in cui produce 14 punti e 3 rimbalzi di media, ma le cifre dicono poco del suo valore, perché quando è in giornata batte ogni tipo di difesa. Il campo stranieri è infine completato da Parzenski, l'ennesimo polacco del nostro campionato, ma egli gioca troppo poco. 

La squadra bolognese non ha quindi un bomber predefinito, anzi basa il suo gioco sull'equilibrio, e come ho detto sulla corsa: Poeta detta i ritmi, gli altri eseguono. Nelle classifiche individuali infatti non c'è una top-five che contenga un giocatore di coach Finelli. Nelle statistiche di squadra però (e non ci sorprende) la Virtus appare in un'unica top-five: è terza nei rimbalzi complessivi (35,8 di media). Questa è una delle classifiche più importanti: infatti chi prende tanti rimbalzi controlla più possessi e gioca più contropiedi. La chiave della gara per la Dinamo sta quindi, a mio avviso, nel controllo dell'area, e ci aggiungo anche nel neutralizzare i pick-and-roll e le percussioni di Poeta.

Come dicevamo, si rigiocherà all'ora di pranzo, stavolta però in casa. Confesso che per me questa è una seccatura, ma ci devo fare il callo, come tutti. Cerchiamo di finire bene questo fantastico 2012 in cui i colori sociali hanno sventolato alti in tutta Italia, e lanciamo un 2013 se possibile ancora migliore: ce lo meritiamo... negli uffici della nostra società non è passata la Finanza (vedi altrove) e (sempre vedi altrove) lo Stato non ha regalato alla nostra banca sponsorizzatrice 3,5 miliardi di euro pubblici, cioè nostri. Noi andiamo avanti con la schiena dritta.

domenica 23 dicembre 2012

Drake is the Master! Trionfo a Roma davanti alla crème del C.O.N.I.

grazie ragazzi !


ALBUM FOTO DELLA PARTITA SU DINAMO SASSARI FANS
Toti, il presidente della Virtus Roma, oggi aveva di che fregarsi le mani: lui e il suo vice (D'Antoni), uomini del CONI e quindi del mondo della politica erano circondati dalle alte sfere del CONI stesso, i papaveri in giacca e cravatta che hanno preferito il Palatiziano a una passeggiata assolata nella più bella città del mondo; avere il CONI in parterre significa tanto, e avere una terna capeggiata dall'arbitro che più di tutti tanto male ha buttato a piene mani sulla Dinamo era la condizione ideale per avere quello che purtroppo però non è arrivato. Ma la terna Cicoria ci ha provato, il suo sporco dovere l'ha fatto... ma non fino in fondo. Dopo un primo quarto quasi senza fischi e con un'Acea che agonizzava subendo le bordate degli ospiti, è stato applicato in campo un chiaro cambiamento di rotta nella valutazione e applicazione del regolamento. Roma ha potuto strattonare e abbracciare i sassaresi (stiamo parlando di contatti al limite della denuncia), ha potuto saltare addosso invadendo il cilindro a rimbalzo, ha potuto fare il "ponte" quando saltavano meglio i sassaresi (finiti in due occasioni schiena a terra: grazie a te, Gigi, e a Lawal), e si è vista abbuonare 3 palesi canestro-e-fallo (uno soprattutto nel rovente finale) che avrebbero consentito alla Dinamo di vincere senza preoccupazioni. Per non parlare infine di un colpo alla bocca di Travis Diener, non sanzionato, e Travis è dovuto andare in panchina perché sanguinava. Stesso brutto colpo al viso poi nel finale, stavolta a prendere un cazzotto in faccia è stato Drake, che è finito a terra: anche qui niente fallo! Ma tanto lo sappiamo da eoni: noi non contiamo niente. Forse è meglio così: stravincere senza regali è fantastico (e onesto).

Easley, partita difficile, ma 17 punti e 6 rimbalzi per lui.

Non ce l'hanno fatta, i tres amigos con la A nella schiena, perché Roma si è dimostrata (almeno oggi) inferiore: non è bastato avere un Lawal in formato NBA (57 di valutazione, con 34 punti, 11 falli subiti, 17 rimbalzi), un Taylor che quando ha corso ha fatto punti (pessimo invece contro la difesa schierata), e un Datome che ha messo a referto 2 triple (su 7) ma tirando "ave marie" accolte dagli dei del basket. Per Roma non c'è stato altro, tutto gli altri giocatori hanno fatto ZERO o valori negativi nella valutazione. Quando si gioca in tre (e solo in tre) si straperde, salvo quando si è la squadra della capitale e il CONI accorre in massa alla partita, trovando una terna casalinga.



La Dinamo è stata massacrata dagli arbitri dal 12' in avanti, e viene da pensare a quanto sarebbe ammontata la multa per le casse di Sardara e compagnia se questo arbitraggio si fosse visto a Sassari. E' stato agghiacciante: la negazione dello spirito sportivo, e chi mi da addosso (a volte con un po' di ragione) perché mi lamento degli arbitri si riguardi la partita. Come si fa a giocare in queste condizioni?

Come si fa? Sputando sangue, senza chinare il capo, mantenendo la concentrazione, e soprattutto attaccando di squadra quando conta. Gli ultimi minuti del match sono stati l'apoteosi dell'attacco di squadra: ottima circolazione di palla, penetra e scarica coi tempi giusti, tiri costruiti scientificamente e mandati a bersaglio con freddezza da serial killer. Le tre triple consevutive di Mastro Drake (l'MVP a mio giudizio della partita per la Dinamo, dall'altra parte è Lawal ad aver dominato) e poi l'ultima staffa dall'angolo di Bootsy (prezioso oggi su Datome) hanno messo in ginocchio una Virtus mai doma ma che ha ricevuto, anche negli ultimi due minuti, una spinta eccessiva e scandalosa dagli arbitri.

Fantastico Mastro Drake!

Avevamo detto che questa era una partita difficile, e per i ragazzi di Meo Sacchetti lo è stata ancora di più per le situazioni viste in campo e anche perché TD#12 oggi non stava bene. Travis però si è saputo gestire (aiutato in questo da qualche minuto di riposo in più concesso dal coach sin dall'inizio e da un Pinton che era in giornata sì - a parte due falli su canestro realizzato regalati stupidamente in difesa) e quindi è arrivato in buone condizioni al finale. La sua mano si è vista in alcuni no-look che hanno fatto applaudire anche il pubblico di casa, ma anche in alcuni tiri durante il terzo quarto che hanno sospinto la Dinamo quando tutto pareva compromesso.

Poi è stato il turno di Mastro Drake (Man-Drake è un nomignolo ridicolo, via!) e al Palatiziano è scesa la pioggia... un diluvio di triple e un semigancio in avanzamento figlio di un basket di altri tempi. Già: Drake è un giocatore d'altri tempi, non fa il pagliaccio come tanti che saltano come grilli ma poi sono tutto fumo e niente arrosto, Drake è concreto, e la sua partita è cresciuta in maniera impressionante, in difesa prima e in attacco poi.

Dov'era Roma? Era lì con tre soli giocatori, come detto, poi la notte, il buio pesto. D'Ercole, il miglior tiratore dall'arco del campionato, ha scritto "virgola", e come lui Bobby Jones: annichiliti dai nostri ragazzi, mentre la Dinamo oggi ha mandato a referto tutti, subendo in silenzio bastonate e botte da orbi, e con la gratuita bastonata di un fallo tecnico chiamato dalla terna di casa che nessuno ancora sa perché è stato sanzionato. Noi lavoriamo sodo, le porcherie le lasciamo a quelli con la A dietro le spalle, e costoro non possono certo camminare a testa alta, con la schiena dritta (per dirla come Tiger Jack, il redskin navajo amico di Tex Willer).


Strane le cifre. Roma ha segnato alla grande da due e ai liberi, ma dall'arco (dov'è leader del campionato) ha fatto pietà: 16,7% con solo 4 triple, di cui 2 - ricordiamolo - sono state "avemarie" di Datome (altrimenti Roma avrebbe perso con un distacco più pesante). Roma ha preso 13 rimbalzi in più della Dinamo, ha avuto un +6 nei falli. 84-73 la valutazione per i capitolini. La Dinamo ha prevalso negli assist (14-9 con 6 di Travis Diener) e ha chiuso avanti grazie alle già raccontate triple. Ancora una volta la Forza Mentale ha fatto la differenza, una forza mentale che è stata più forte degli avversari, più forte del pubblico (un po' spento), ma soprattutto più forte degli arbitri. 30 punti segnati nell'ultimo quarto, concretezza, sangue freddo, piglio da leader, e siamo già a 20 punti, davvero un bel regalo di Natale servito sul vassoio ai tanti sassaresi e sardi giunti a Roma ma anche a tutti quelli che erano come noi incollati alla televisione.


Una grande soddisfazione quella di oggi, è innegabile. E il 30 tutti al palazzetto, perché arriva la Virtus Bologna. Non fermiamoci mai, e sosteniamo i nostri ragazzi, sotto la sapiente guida del Commando.
Natale 2012 (foto dal sito ufficiale dinamobasket.com)

giovedì 20 dicembre 2012

La tosta trasferta di Roma... a pranzo!

Natale 2012 a "Casa Dinamo" (si ringrazia l'autore della foto)

Eccoci qua, amici baskettari, a presentare la partita di domenica prossima. Si avvicina il Natale, che per il nostro territorio sarà la festa della tristezza e non della gioia: avete visto vicino alla ex questura e davanti al seminario la fila che si allunga ogni mattina per la distribuzione dei viveri? La povertà a Sassari (e in Sardegna) sta dilagando, la disoccupazione sale a cifre ben sopra la media nazionale, e tante persone che prima avevano i soldi per pagarsi il mutuo e fare la spesa per mangiare e vivere dignitosamente, ora invece vivono nella paura del presente e del domani. Il Comune di Sassari dal canto suo ha dato una forte risposta alle necessità dei meno abbienti: ha prelevato dal fondo d'emergenza (previsto per legge) di 400.000€ la cifra di 100.000€ per (aiutare le famiglie bisognose? no...) organizzare il concerto di capodanno in piazza. Una mossa astutamente politica ma che sputa in faccia al buonsenso e alle esigenze della gente comune.

In questa atmosfera così grigia per molti e rosea per pochi, la Dinamo ha ripreso gli allenamenti al palazzetto per la partita di domenica prossima, la prima sfida dell'ora di pranzo, in quel di Roma. Travis Diener torna oggi dagli States e si unirà alla squadra per serrare i ranghi. La partita di domenica è insidiosa quanto quella vissuta e persa in terra lombarda (leggi Varese e non Milano - ah, Milano ha richiamato Bremer e cacciato Cook, ennesimo rimpasto). Roma è una squadra che sta sorprendendo il campionato per due motivi. Il primo è che nessuno avrebbe scommesso un cent a un mese dall'inizio del campionato sui capitolini: la squadra infatti aveva come punto fisso il solo Gigi Datome (che chi scrive vorrebbe vedere giocare con la maglia della Dinamo) ed era tutta da costruire. Il secondo motivo è che la squadra di coach Calvani ha trovato velocemente la chimica giusta, e dopo un avvio leggermente stentato ora sta azzannando il campionato alla carotide: l'Acea Virtus ha 14 punti e segue da vicino proprio la nostra Dinamo, affiancandosi a Cantù. Un elemento di forza della squadra in questi primi mesi del campionato è, diciamo, esterno: nessuna coppa da giocare (esattamente come Varese) e quindi energie fresche ed entusiasmo solo per il campionato nostrano. Ma la squadra ha un potenziale incredibile, basta guardare un paio di cifre.

Gigi saluta Sassari dopo il trionfo con la Turchia. Ricordate?
Gigi Datome firma autografi a Sassari
Roma anzitutto ha il secondo cannoniere del campionato: Super Gigi infatti segna 18.6 punti a partita ed è dietro al solo Gibson (il quale però è un mangiapalloni, mentre Datome invece sa selezionare i tiri); poi ha il secondo miglior tiratore da 2 della massima serie: Lawal, il centro nigeriano è dietro il nostro Tony E. con il 72,4%, e non stupisce neanche questo dato, infatti Lawal ha nella schiacciata (soprattutto al volo da alley-oop) una delle sue armi più tremende, ed è anche quinto nella classifica delle stoppate (1,3 la sua media partita). Gigi Datome poi è anche il miglior tiratore di liberi (davanti a Bootsy e Drake) col 96,7%, una percentuale da fantascienza. Roma ha anche in D'ercole il migliore nel tiro da tre punti: il suo 57,6% è di tutto rispetto, e Lorenzo non tira poco, anzi...

Quello che Lawal ha fatto alla Cimberio Varese...

Passando alle statistiche di squadra, Roma vanta il quarto attacco del campionato con 79,5 punti di media, occupa la seconda piazza nella media rimbalzi con 36,2 carambole, ed è prima nel tiro da tre punti col 43% (unica quadra sopra il 40% di media). Il punto debole è di sicuro la prima posizione nelle palle perse: 18,7  partita, e ciò perché Roma ama correre e spingere tanto, i suoi lunghi Lawal e Czyz (il pazzo della gara delle schiacciate all'All Star Game di Biella) sono due giocatori che faticano un po' nell'attacco alla difesa schierata e quando possono correre giocano al meglio. Roma però non è soltanto Datome, D'Ercole, lawal e Czyz (magari fosse così...). Roma ha in Goss e Taylor due esterni che possono giocare negli slot di play e guardia adattandosi perfettamente alla chimica di squadra: sanno tirare, passare la palla, attaccare il canestro. Lorant e Jones completano poi il peso specifico di una squadra che sa trovare da tanti uomini il massimo, e molto frequentemente.

Credo che per la Dinamo sarà fondamentale il controllo del ritmo e la selezione di tiri: Roma prende molti rimbalzi (come detto, è seconda) ama correre (ma anche Sassari), ma a ritmi bassi paga un po' dazio: Siena e Cantù hanno battuto i capitolini tenendoli a 70 punti e abbassando il ritmo, viceversa Varese ha fatto l'errore di accettare il corri-e-tira e ha perso proprio a Roma (unica sconfitta al momento per la capolista). Credo che sarà comunque una partita spettacolare, e anche molto dura.

giovedì 13 dicembre 2012

La beffa che non ci aspettavamo: Orléans passeggia a Sassari

Mi ha fatto uno stranissimo effetto ieri sera passare davanti al palazzetto sapendo che non ci sarei entrato per una partita della Dinamo. Erano le 19:30 e la gente affluiva col consueto ordine sotto lo sguardo vigile del servizio d'ordine e della forza pubblica. Con l'auto sono passato al "quadrato" in direzione casa e ho visto le tante autovetture parcheggiate. Mi è venuto il magone, e sono filato a casa di corsa, provenendo da un viaggio lungo. La stanchezza si è fatta sentire, ma ero comunque soddisfatto perché un caro nipote acquisito ha potuto assaggiare l'atmosfera del palazzetto coi miei biglietti abituali. Volevo una festa per lui, perché in cuor mio sentivo che la Dinamo forse ce l'avrebbe fatta, gli ho regalato invece una delusione.

Travis Diener al tiro marcato dal giovane Pellin
I TABELLINI 
Orléans ha vinto strameritatamente, sia chiaro. I transalpini hanno giocato la partita perfetta, ed era come un déja-vu della sfida con l'Enel Brindisi di qualche settimana fa: i tiri da fuori (mano in faccia) degli avversari entravano tutti nel cesto, i nostri esterni invece annichiliti dalla difesa asfissiante dei ragazzi in maglia nera, con un lento e lungo macinare difesa che ha stritolato i nostri giochi. Orléans non è la Stella Rossa, sia chiaro, ma ha giocato meglio dei campioni serbi ieri. La partita perfetta, quello che occorreva. Il destino però ci ha messo lo zampino: proprio la Stella Rossa che ha umiliato per due volte i francesi si è fatta sconfiggere a domicilio da un Siviglia cui ancora oggi, ne sono certo, non pare vera l'impresa. Come la Dinamo, anche il Loiret saluta l'Eurocup e resta a casa con le pive nel sacco.

Il Loiret festeggia, ma con amarezza: Siviglia vince a Belgrado
La Dinamo è cotta, e si è visto ieri. Una partita con la spia rossa accesa, illuminata soltanto dai numeri dei cugini Diener, ispiratissimi. Spento Ignerski, che caracollava in campo, ma stavolta non gli diamo addosso: Michal è stanco, stanco da morire, e questa pausa lunga per via dell'All Star Game di Biella arriva al momento giusto. Thornton ha avuto la sua serata maledetta: anche se ha dato 3 assist e catturato 6 rimbalzi, ha subito la straripante fisicità dei numeri 3 ospiti, si è innervosito, e il suo 1-12 dal campo parla da solo. L'avevamo già detto, lo ripetiamo: Bootsy è meglio, e tanto, di Quinton Hosley, ma dato che è una guardia e si deve adattare a giocare da 3, spesso soffre avversari più alti di lui, e paga dazio. Non lo baratteremmo comunque con nessuno. Semmai alla Dinamo manca quello che altre squadre hanno: un Polonara (Varese) o un Goss (Roma) che esca dalla panca per produrre punti sempre, e sottolineo il sempre.

Infatti ieri la panchina della Dinamo, se è vero che dietro si è sbattuta da matti, davanti ha litigato col canestro, e quando hai solo due giocatori a metterla dentro si fa dura. Anche Easley è stato sotto i suoi standard: all'andata, in Francia, Tony fu tra i migliori, ieri dopo un avvio in cui ha un po' stentato, è stato tolto da coach Meo. Questa mossa l'ho giudicata un po' avventata, e il motivo è semplice: con Easley in campo, vero 5 a differenza dei tanti 4 francesi, l'Orléans ha dovuto chiudersi in area per raddoppiarlo; questo ha fatto sbagliare a Tony qualche tiro in più, ma ha lasciato più spazi sull'arco, e infatti la Dinamo nel primo quarto è rimasta tranquillamente in lina di galleggiamento. Con Easley fuori invece, Orléans non si è dovuta preoccupare più di tanto dell'area colorata, e ha potuto salire con maggiore tranquillità sul perimetro, ciò ha abbassato le percentuali al tiro della Dinamo, e ha dato il LA all'allungo dei transalpini. Ma la mossa di tenere fuori Tony E. ha pagato dazio anche dall'altra parte: con lui fuori, in difesa la Dinamo faticava a contenere le percussioni degli ospiti, e ha dovuto chiudersi a riccio attorno all'area per aiutare i propri lunghi; ciò ha lasciato scoperto l'arco, e Orléans con un semplicissimo penetra-e-scarica ha spaccato la partita (i 24 assist dei francesi sono nati lì). Certo, poi la palla bisogna metterla quando si tira da fuori, e il Loiret ha avuto una seratona al tiro, ma se gli si creano le condizioni ideali anche una squadretta prende fiducia (e Orléans non è una squadretta).

Alla Dinamo comunque non deve essere rimproverato niente: l'avventura in Eurocup è stata comunque positivissima, e ha fatto maturare tanto Easley e Diliegro, ha riconciliato Brian Sacchetti con le triple, e ha cementato il gruppo. Ieri a fine partita il misto di delusione e rabbia negli occhi dei ragazzi in biancoblu era evidente: la squadra non vuole perdere mai, e questa è la mentalità giusta.

Ora la pausa, finalmente, con Travis Diener che non andrà a Biella per guidare da giocatore più votato la truppa straniera contro la giovane Italia dei talenti (Massimo Chessa fra loro), e a difendere il trono del Shootout (la gara del tiro da 3). La Dinamo infatti comunica che Travis parte oggi per gli States per importanti motivi familiari (spero non sia un lutto), tornerà la settimana prossima. Per gli altri il rompete le righe è come l'acqua santa per i credenti. Fra due settimane ci sarà la trasferta difficilissima a Roma, contro un'Acea lanciata verso le posizioni che contano dell'Olimpo del basket nostrano, dove la Dinamo già staziona (e tocchiamo ferro, legno, e tutto quello che volete).

domenica 9 dicembre 2012

La Dinamo mette il turbo. Schiantata Reggio Emilia 105-84

Da stropicciarsi gli occhi, da spellarsi le mani, da sgolarsi fino alla raucedine. Sassari oggi si è scaldata stringendosi attorno alla Dinamo e Reggio Emilia non ha avuto scampo.
Tony Easley vola a canestro (Luigi Canu)
Oggi per la Pallacanestro Reggiana la partita era iniziata con l'handicap annunciato alla vigilia: fuori Brunner, ancora in ospedale per l'appendicotomia d'urgenza di pochi giorni fa, e un gioco da impostare frequentemente fuori dagli schemi. Il giovane e lungo Cervi (nazionale under 20) non poteva arginare lo straripante Easley, e la Dinamo ha impostato il gioco e costruito i suoi primi allunghi proprio servendo la palla sotto canestro. Tony è stato mostruoso: 9 su 9 dal campo, 4 rimbalzi, 2 stoppate e 32 l'indice di valutazione. Si è fatto trovare sempre pronto per ricevere gli scarichi, puntuali come un orologio svizzero, e con altrettanta precisione ha recapitato la palla nel cesto (con 3 schiacciate). Ma la Dinamo non è stata solo Easley. Oggi i due cugini di Fond du Lac hanno giocato una partita perfetta: ottima selezione dei tiri, una conseguente percentuale nella realizzazione degli stessi, e poi quei pazzeschi assist (buona parte dei quali ciechi) che hanno innescato i compagni.
Travis Diener è stato magnifico, e ormai non c'è da stupirsi: 12 assist (e 24 di squadra) quasi senza correre (hanno corso gli altri) e un controllo totale dei ritmi: quando c'era da accelerare, quando invece da rallentare, TD#12 ha guidato la squadra prendendola per mano. Mastro Drake è stato mostruoso nel tiro da fuori: le sue triple sono arrivate puntuali nei momenti di difficoltà (invero pochi) patiti dalla Dinamo oggi.
Un momento della sparatoria di Drake Diener (Luigi Canu)

La Dinamo è stata tutti, proprio tutti. Minuti equamente distribuiti (c'è anche la coppa da giocare, e fra pochi giorni la Dinamo ha il suo appuntamento con la storia), 24 assist complessivi, tanto contropiede e una difesa asfissiante che è stata perforata con continuità dai soli Cinciarini (il migliore dei suoi) e Taylor. Per gli altri era notte fonda. Tutto ha girato a mille, e Meo ha grandi meriti nel mantenimento degli equilibri nel gioco. Pochi time-out, i suoi, e solo quando la squadra accusava un leggero calo (ci sta, è fisiologico, mica sono robot), giusto per evitare parziali pesanti che potevano rimettere in carreggiata la Reggio targata Menetti. E' dispiaciuto vedere che verso la fine poi ci sono messi anche gli arbitri, punendo oltremisura gli ospiti con alcuni falli generosi (a favore della Dinamo) fra cui un fallo tecnico che sa tanto di vendetta: Menetti ha protestato su alcuni contatti oltremodo tosti, e in quel frangente aveva assolutamente ragione. Lo rimarco quando va male alla Dinamo, è giusto farlo anche quando ne trae gran vantaggio, come stasera.
Abbiamo rimarcato i 24 assist: la soglia dei 20 è il termometro della squadra, l'abbiamo detto molte volte. Oggi la palla letteralmente volava fra le mani degli esterni, e le verticalizzazioni verso i lunghi (Easley ha raccolto bene, ma anche Ignerski ha beneficiato della manna che cadeva dall'arco) hanno piegato gambe e polmoni degli ospiti. Reggio ha deciso di coprire con raddoppio le penetrazioni, e questo è quello che la Dinamo ama veder fare alle difese avversarie. E' da lì che i sassaresi hanno raccolto di più.
E' stata una festa, dentro e fuori dal campo, con le tifoserie a lanciarsi segnali di stima e amicizia (anche nel prendersela con quei vigliacchi che a Milano hanno assalito alcuni sassaresi), e le squadre ad affrontarsi a viso aperto ma con grande rispetto reciproco. La partita è andata via liscia, la Dinamo era già a 50 punti a meno 3' dall'intervallo lungo. Il resto è stata amministrazione controllata pur con qualche fiammata (il pubblico ha chiesto a voce alta i 100 punti, e la squadra è stata lesta nell'accontentarlo).
 Ho ancora gli occhi e il cuore pieni dello spettacolo cui ho assistito oggi, e sono fiero di questi ragazzi, che con umiltà lavorano sodo in settimana e quando scendono in campo per giocare danno il massimo, qualunque sia l'avversario, e qui è la presenza di Thornton nel roster a dare l'input in più. Sempre coi piedi per terra, ok, ma si cammina a testa alta, senza temere nessuno. Questa è la Dinamo dei miei (e non solo) sogni, e non voglio svegliarmi mai. Mi sto forse contraddicendo: da una parte predico calma, umiltà, dall'altra invece mi esalto... Già: il lavoro duro, solo quello porta in alto, e la Dinamo resta lassù, sulla scia di una Varese che non si ferma mai.

3 storie americane

"Il gigante" (foto di Anna_tammi)



LUCKY MAN - Chi segue da tanto tempo questo blog sa bene che abbiamo sempre prestato un'attenzione particolare per le storie personali dei giocatori che anno per anno, hanno indossato la magica casacca biancoblù. E ripensando agli ultimi successi di queste settimane, con lo stupore del bambino che scarta i regali di Natale sotto l'albero e quasi quasi non crede ai suoi occhi, mi piace pensare alla struttura portante di questa bella macchina targata "Dinamo", dove tutti sono essenziali, e che comunque potrebbe correre anche se alcuni restano fermi al box per una corsa. Il primo è Travis Diener, del quale non starò qui a ricordare i vari soprannomi, perchè sarebbe davvero pleonastico. Sono un tifoso della prima ora di Travis, anzi mi ero quasi innamorato del suo gioco, in giro avevo letto/sentito cose assurde sul suo conto. Come si poteva giudicare un playmaker dopo quattro partite ? Io ricordo una partita contro Caserta all'esordio in cui giocò mezzo infortunato e pensai "diamine abbiamo preso uno dei migliori americani di sempre!". Lui è l'assist-man migliore d'Italia e forse d'Europa, un giocatore che all'inizio venne tacciato di egoismo agonistico e che sferrava calci ai tabelloni pubblicitari oppure non voleva tornare in panca. Gli uomini perfetti non esistono e se fosse stato tale, ora sarebbe ancora negli U.S.A. insieme a Kobe Bryant. Quando mette la tripla in allontanamento da posizione impossibile, allora è il suo lucky day , fa il gesto con le dita alzate dei tempi del College, Golden Eagles Marquette, prima del suo lancio in NBA, e non posso fare a meno di pensare a queste parole, scritte da solito piccolo-grande uomo del New Jersey:
When I see strong hearts give way
To the burdens of the day
To the weary hands of time
Where fortune is not kind

Honey, you’re my lucky day
Baby, you’re my lucky day
Well I lost all the other bets I made
Honey, you’re my lucky day

E quando si fa dura, ma dura davvero, come quel giorno in cui è rimasto in mezzo al campo perplesso, dopo aver visto suo cugino Drake sbagliare (per la prima ed unica volta nella sua vita) tre liberi di seguito, lui era già pronto alla prossima partita. Mentalmente. Fisicamente. Col testosterone in subbuglio di cui ci parla spesso Luca. Perchè l'atleta si è formato per la vittoria e lui era pronto ad abbattere Stella Rossa Belgrado e qualsiasi altra squadra. Questa è la raffigurazione della guerra del terzo millennio, si vince o si viene abbattuti dagli avversari e in questa Dinamo 2012-2013 a nessuno piace perdere.
"Ho aspettato al tuo fianco
Ho portato le lacrime che hai pianto
Ma per vincere, tesoro, dobbiamo giocare
Perciò non nascondere il tuo cuore"...

Di Rosa Maria, la sua dolce metà, non voglio parlare, non sarebbe carino su un forum Dinamo, ma penso che sia la compagna ideale per lui (a parte che è bellissima, e infatti è di origine italiana); ogni volta che vince questo ragazzo americano non manca di coccolare il  piccino, perennemente in braccio alla mamma nella solita postazione riservata alla famiglia degli atleti. Tempo due anni e il piccolino avrà il suo Lucky Day, riceverà in dono un pallone da basket a dimensione ridotta adatta alla sua manina.  
CAUTIOUS MAN - Mi viene in salita parlare di Drake Diener, perchè quest'uomo mi fa commuovere. Mi fa venire i brividi la sua storia sportiva e umana, che tutti conosciamo, ben raccontata da Paolo Citrini che insieme a coach Meo lo volle a Castelletto Ticino (Legadue) quando nessuno ci voleva scommettere una cicca. Se volete date uno sguardo alla sua scheda personale nel sito della Serie A, per capire bene quanto ha vinto e quanto ha lottato questo giocatore. Non posso dimenticare l'emozione di due estati fa quando è stato ingaggiato dalla Dinamo, per giocare insieme a Travis, cosa che non succedeva dai tempi dell'high school, per due campioni cresciuti in una famiglia americana di allenatori e giocatori di basket. Ecco, una bella storia americana: una storia di dolore, di forza, di Fede nelle proprie possibilità, di sacrificio e di applicazione costante. Valori alti che non dovrebbero essere mai persi di vista se si vuole andare avanti in modo positivo nella vita. Guardate il sorriso della moglie Gini Diener, che all'americana si è iscritta su facebook col cognome del marito (Gini nasce Schmidt, ed è un cognome che dice tutto, così come la moglie di Travis si chiama Nigliaccio, o la moglie di Springsteen si chiama Scialfa, mentre la mamma del Boss come tutti sanno si chiama...Zirilli: in breve ecco la storia incredibile di un Paese autentico e coeso formato da italiani, tedeschi, irlandesi, ebrei, polacchi, ispano-americani, vietnamiti, portoricani ecc. ecc.).
"Billy met a young girl in early days of May
It was there in her arms he let his cautiousness slip away
In their lovers twilight ad the evening sky grew dim
He'd lay back in her arms and laugh ad hat had happened to him" 
Insomma, Drake è l'Uomo Cauto...tira e segna, se non segna recupera il rimbalzo e magicamente si fa trovare dalla parte giusta del campo...quando porta palla sa già cosa inventerà, ma il massimo per lui è la transizione in velocità con il cugino-fratello Travis. E' come se avessero sempre giocato insieme. E se c'è una erronea decisione arbitrale, sorride amaramente con il viso di quello che ne ha visto di tragedie nella vita, altro che un fallo tecnico dato erroneamente...scuote la testa e riparte più forte di prima. Il giocatore più motivato moralmente della storia della Dinamo. 
Drake è come il Bill Horton della canzone, su una mano ha tatuata la parola "LOVE" e nell'altra la parola "FEAR" e non gli è così chiaro in quale delle due si trovi sdraiato il suo destino,  a sorridere di lui. Come "un prudente uomo della strada/camminava a testa alta/fedele alle sue regole/misurava con attenzione ciò che il suo sguardo catturava/Valutava i suoi bisogni/poi procedeva con cautela".
L'Uomo Cauto - diversamente dall'esito della canzone - può dormire il suo sogno pacifico senza incubi, perchè Gini (...e anche 4500 spettatori entusiasti!) è lì sempre affianco a lui.
NOTHING MAN - i soloni tuttologi con la sfera magica perennemente in mano avevano già sentenziato "giocatore vecchio, appagato, è venuto per svernare". Il 35enne originario di Baltimora, ex Cantù, Barcellona, Girona, Siena, Efes Pilsen Istanbul, finalista Eurolega, i suoi detrattori li ha messi tutti in fila, condannati al pubblico ludibrio a vita. Sinora, 10 partite giocate, senza contare le 7 di Eurocup, con una media di 14,7 punti per partita, high di 32, e poi tutto il resto lo sapete già. Bootsy Thornton era ed è il giocatore più adatto al gioco Dinamo e si è inserito in poche settimane, dando una dimostrazione impressionante di classe, professionalità e attaccamento al dovere, che se ci fosse un minimo di tempo dovrebbe essere portato in giro nelle palestre, per fare vedere ai ragazzi e alle ragazzine come si affronta una partita per vincerla. Lo guardi giocare, vincere e segnare, e fatto da lui sembra tutto naturale. Mi fa tornare in mente un altro giocatore maturo che rispondeva al nome di Floyd Allen, un monumento allo sport e al vero basket giocato, che solo un'ernia del disco mise fuori gioco. 
Apparentemente non sembrava e neppure Bootsy avrebbe immaginato di finire sul giornale locale ... lui non solo mi emoziona, mi fa accapponare direttamente la pelle quando dice "sono venuto qui per vincere, non ho paura dell'avversario". La Dinamo effettivamente non deve avere paura di nessun avversario e Bootsy l'ha dimostrato rischiando davvero di vincere con i suoi compagni contro i mostri balcanici di Stella Rossa Belgrado. 
Poi si è visto cosa è successo a Sevilla...
"I don't remember how I felt
I never thought I'd live
To read about myself
In my hometown paper
How my brave young life
Was forever changed
In a misty cloud of pink vapor

Darlin' give me your kiss
Only understand
I am the nothing man"

"Tutti qui fanno la vita di sempre/tutti, qui, vanno avanti come se niente fosse cambiato. Il venerdì sera il gruppo si ritrova al barbecue di Al/il cielo è sempre dello stesso incredibile azzurro".
Non avrebbe forse immaginato, ai tempi della finale Eurolega, di capitare in una città piccola, delle zone più depresse del Paese, (evaporato in una nuvola biancoblù giusto per parafrasare De André). Il figlio piccolo che sembra già bravino con la palla a spicchi, la sorella più grande che lo contrasta e lo allena, la mamma che come una matrona-black assiste impassibile all'ambaradan nella solita postazione parterre, ne deve avere visto di tutti i colori nei palazzi dello sport di mezza Europa al seguito del marito famoso. Il Signor Nessuno sta diventando l'uomo più essenziale ed influente in casa Dinamo, insieme a tutti gli altri, beninteso, fino all'argentino Guillermo Laguzzi e Marcolino Spissu (convocato in Nazionale under18! Meraviglioso!).
Ed ora andiamo a sfidare in soli 4 giorni Reggio Emilia, la matricola-non matricola e a seguire Orleans Loiret in Eurocup. Avete i biglietti? Se non li avete, procurateli in fretta per vedere un bel pezzo di storia della Dinamo. 
Ciao !
    






live version:


studio version:


la foto è tratta dalla pagina Fb di Gini Diener - si ringrazia
 l'autrice per la disponibilità

mercoledì 5 dicembre 2012

La prima storica vittoria oltre frontiera: 76-85 a Siviglia!


La quinta partita del girone H fra il Cajasol Siviglia e la Dinamo ha quindi decretato che la Dinamo si giocherà la qualificazione alle Last 16 all'ultima giornata, e cioé mercoledì prossimo. Nel frattempo la Stella Rossa è stata di parola, e con una partita vera ha vinto ad Orléans, prossima avversaria della Dinamo.

Della partita di stasera ricorderemo i 10 assist di Travis Diener e i 31 punti di Mastro Drake, l'8 su 8 di Bootsy ai liberi e le due stoppatone di Tony Easley nel terzo quarto. Ricorderemo una Dinamo che ha saputo correre da matti prima, tenendo altissimo un ritmo indiavolato, e una Dinamo che nel finale ha saputo gestire il vantaggio, pur in una situazione di emergenza (Easley fuori per falli e Ignerski in riserva di ossigeno, quindi sotto canestro alla fine è stata durissima). La Dinamo ha vinto e mantiene accesa la speranza per una qualificazione alle Last 16 che sarebbe la vera ciliegina sulla torta europea.

Meo, impeccabile stasera
Quanto ha corso la Dinamo oggi! Quanto è stata rapida la circolazione di palla per larga parte del match! Questa Dinamo quando sta bene spacca tutto, poi ha i suoi cali di tensione (è fisiologico), però ha carattere e tiene duro. Il carattere, già... stasera ce ne voleva. Ce ne voleva all'inizio, per affrontare con sfrontatezza il match; ce ne voleva alla fine, per condurlo a casa . E a questa Dinamo forse manca solo uno che dalla panchina esca sempre per fare punti facili: ecco il vero tallone di Achille, forse l'unico.

L'Eurocup piano piano mi sta appassionando. E' bello vedere i nostri tifosi alla TV in giro per l'Europa (anche se stasera il palasport era semi vuoto), è bello vedere quella Sardegna stilizzata sulle spalle dei nostri giocatori, è bello vedere quel bel blu, che baratterei volentieri col bianco che osserviamo nelle partite in casa (ma le regole sono queste...).

I saluti di fine partita. Ora tutti al casinò!

Bene così, via, e ora tutti a riposare, che domenica si riparte.

Passando allora a domenica prossima, la notizia dell'ultimora riguarda i nostri avversari: il centro Greg Brunner, primo assoluto del campionato nella classifica dei rimbalzi con 9,1 carambole, è stato ricoverato e operato d'urgenza proprio oggi per una dolorosissima appendicite. Una brutta tegola per la formazione emiliana che staziona a centro classifica con 10 punti. Reggio Emilia però non è solo Brunner. La squadra di coach Menetti ha un roster solido e ricco di giocatori di talento che amano correre. E' forse la formazione che più si avvicina per caratteristiche strutturali e di gioco alla stessa Dinamo e alla capolista Varese, e anch'essa come la Dinamo ha raccolto lo scalpo eccellente dell'Olimpia Milano, sempre a domicilio.


Greg Brunner
Reggio Emilia è quinta nella classifica dei rimbalzi (35,4 a gara) e quarta in quella delle palle recuperate (10,5). Guarda caso i rimbalzi e i recuperi sono il motore scatenante dei contropiedi, quindi è una formazione da affrontare con rigida determinazione e concentrazione. Detto di Brunner, che sarà assente, il peso sotto canestro graverà soprattutto sulle spalle di Antonutti e Cervi. Il primo è un giocatore da 10,5 punti a partita e tira col 55% da due e il 48% da tre, mentre il secondo a causa di un minutaggio fino ad oggi limitato, ha fatto vedere poco, ma tira bene (66% da due). Ojars Sinis dalla Lettonia completa il reparto dei lunghi (ha visto il campo pochissimo però). Il punto forte degli emiliani sono invece gli esterni: una pattuglia di lottatori e corridori temibilissima. Il playmaker Dominic James (6,9 punti a partita, 1,8 assist) si alterna in cabina di regia con Andrea Cinciarini (12 punti e 3,4 assist). I due giocatori sono abituati a correre in campo aperto e penetrare con frequenza per aprire le difese scaricando sull'arco. Nello slot di guardia forse la vera forza del team biancorosso: Donell Taylor (quasi 18 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, cifre interessantissime) è il motore pulsante della squadra: energia allo stato puro e capacità d'improvvisazione. Mladen Jeremic (quasi 8 punti e percentuali basse al tiro) è il suo cambio. E nelle rotazioni si inserisce bene Donatas Slanina, che segna poco ma è un giocatore che usa molto il fisico. L'unica ala piccola pura è quel Demian Filloy che conosciamo bene per i suoi trascorsi a Porto Torres. Sa fare canestro dalla lunga quasi dappertutto ma quest'anno la sue percentuali sono scese considerevolmente.

Per la Dinamo la vittoria è quasi d'obbligo. Credo che la chiave della partita sia sfruttare un po' più del solito i lunghi, data l'assenza del faro Brunner fra gli ospiti, e difendere alto dall'altra parte del campo. Potrebbe venir fuori una partita tutta corri-e-tira, ma forse per una volta alla Dinamo può convenire di più abbassare il ritmo. Vedremo come nascerà la partita e come difenderanno i due coach (prevedo molta zona per gli ospiti).

Dopo questa partita avremo la pausa dell'All Star Game. Quest'anno la Dinamo sarà rappresenata dal solo Travis Diener, play titolare (il più votato) e defending champion nella gara del tiro da tre punti dove se la dovrà vedere con Gigi Datome e, udite udite, Antonello Riva e Carlton Myers. Quella sarà una grande emozione.

domenica 2 dicembre 2012

Una Dinamo-champagne espugna il Forum: 80-86!

infamia a vita per chi ha toccato i nostri Tifosi. Vergogna !


Vittoria! Vittoria! Vittoria! Terza vittoria della Dinamo al Forum di Assago, stavolta con Travis Diener in campo, e con un Manuel Vanuzzo formato NBA. Vorrei sapere, se me lo concedete, dove sono adesso quei beceri e patetici impiccababbi che avevano fischiato il gladiatore domenica scorsa, il capitano, Manuel Vanuzzo... scommetto che stasera erano in piedi sui divani ad urlare per la gioia. Beh: stiano zitti, e restino nei loro buchi a nascondersi, perché la Dinamo e la tifoseria sassarese non hanno bisogno di loro. 

"Io non ho paura"
Che spettacolo ragazzi! La Dinamo ha giocato a lungo camminando, stanca per le Coppe (come Milano, che però ha una roster più profondo), ma sempre con la testa sulla partita, pur con una difesa a volte rivedibile. La qualità del gioco dei ragazzi di coach Sacchetti alla fine è venuta fuori, mentre Milano (priva del faro Langford e con Alessandro Gentile a mezzo servizio) si spegneva dopo essere stata tenuta a galla dalle triple di Stipcevic e da un arbitraggio quasi a senso unico (ma almeno i nostri ragazzi non sono stati provocati dalla terna). Il jolly, in una partita le cui chiavi del gioco sono state a lungo nelle mani di Travis Diener (36 i minuti, perché quando ha messo piede in campo Pinton la Dinamo ha preso un'imbarcata pazzesca), sono state le triple del capitano, a lungo in campo da numero 5 mentre le scarpette rosse difendevano duro, impunite, sugli esterni sassaresi (incredibile un fallo non sanzionato a Hairston, che batteva sul braccio di Bootsy su una tripla). Capitan Vanuzzo ha fatto panchina da solo, e si è strameritato le telecamere della RAI in chiusura.
Guardiamo i minutaggi: 36 - come detto - TD#12, 37 Mastro Drake, 32 Thornton e 31 Ignerski. Il quintetto ha ricevuto la consueta spremitura, ma il ritmo è sempre stato nelle nostre mani, più lento del solito, e ha funzionato: la Dinamo ha vinto giocando larga parte del tempo fuori dai suoi canoni e ritmi. Tony Easley, devastante nel primo quarto, è stato messo fuori partita dai furbi arbitri, e questo ha permesso a Vanuzzo di avere più minuti (quindi, cari arbitri, avete fatto male i vostri conti). Milano ha giocato a sprazzi, fra i fischi del pubblico, senza fiducia, e ora per Sergio Scariolo si paventa l'esonero (con lo stipendio che ha è una cosa sanguinosa, ma a Milano, che comunque è ricchissima, forse serve Sigmund Freud). La Dinamo ha tirato meglio da due, da tre e ai liberi, ha retto a rimbalzo (41-40 per Milano), e solo negli assist ha dato meno del solito (18-13 per l'EA7).


I singoli. Partiamo dal capitano, e lo faccio apposta, sempre per mandare un bel messaggio ai beceri pseudo-tifosi sopra citati: Vanuzzo ha avuto 21', giocando da 4 e da 5, ha dovuto prendere molti tiri (12 in tutto), ma le sue triple (ben 4 a bersaglio) hanno dato linfa vitale alla squadra nei momenti di difficoltà. Poi ci ha pensato Travis Diener: canestri impossibili (due triple con davanti i lunghi di casa hanno scavato il solco nell'ultimo minuto), i soliti preziosi 7 assist, e il controllo totale del ritmo. Con lui in campo, anche quando non fa pentole e coperchi, la squadra gioca con maggiore fiducia. Drake dal canto suo non ha strafatto, e ai 15 punti ha aggiunto 5 rimbalzi. 3 invece egli assist per Thornton, che oggi ha tirato meno del solito, ma al momento giusto, e ha aggiunto al suo score anche 7 rimbalzi. Ignerski si è visto più per i rimbalzi (9) che i punti (14), ed è parso meno assente del solito con la testa, anche in difesa, dove ha marcato bene Fotsis (virgola) e Melli (altra virgola). Tony E., è stato devastante nel primo quarto (20 di valutazione nei primi 10'), poi come detto ci hanno pensato gli arbitri a farlo fuori. Per gli altri della panca le cose migliori le ha fatte Devecchi: 2 sfondamenti subiti e 2 palle rubate d'oro. Gli altri quasi non si sono visti, forse il solo Brian Sacchetti ha messo almeno un po' di energia, ma in campionato sta ancora litigando col canestro. Mancava l'indice di valutazione complessivo: 84-95 a favore della Dinamo. Forse questa è la cifra che spiega meglio la partita. Anzi, aggiungiamo i sei uomini in doppia cifra!

La grinta di Tony E.
Dov'è la Dinamo? Seconda, seconda da sola, mentre Varese ha perso a Roma una partita in cui per una volta gli assalti alla baionetta alla ricerca di falli generosi (come quello contro la Dinamo, non dimentichiamolo: lo sfondo di Green su Devecchi capovolto ad arte) non sono stati premiati. Varese scende dal piedistallo, torna sulla terra, e sente il ringhio dei sassaresi sul collo, attendendo l'esito di Siena-Avellino (domani sera).

Il capitano saluta i Tifosi a fine gara

In chiusura tiro le orecchie a me stesso: prima della palla a due ero convinto che Milano l'avrebbe spuntata, ciò non solo per il mostruoso roster che Giorgio Armani ha messo nelle mani di Scariolo, ma anche perché dopo la sconfitta allucinante in Eurolega (vinceva di 17, ha perso sulla sirena) la voglia di una rivalsa poteva essere l'arma in più. Invece è successo il contrario. Il pubblico milanese - che accorre numeroso al Forum solo nelle partite importanti -ha avuto anche il coraggio di fischiare sonoramente Gianluca "baso" Basile, e nel finale tutta la squadra: nel primo caso a torto, nel secondo a ragione. Milano ha avuto la sua chance, ma non l'ha sfruttata, la Dinamo invece appena ha messo le mani avanti, nei momenti topici, non si è più guardata indietro. Sempre quella benedetta forza mentale di cui straparliamo da mesi.
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commento di Fabbricatore su pianetaBasket
per completezza, il comunicato del club meneghino. Meno male...

La Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano, venuta a conoscenza in giornata dei fatti incresciosi avvenuti un’ora dopo la fine della partita nel parcheggio del Mediolanum Forum, si dissocia completamente, censura e condanna il comportamento tenuto nei confronti di alcuni esponenti della tifoseria sassarese – cui manifesta la propria solidarietà – e che non è coerente con l’atteggiamento e la storia del proprio pubblico, notoriamente tra i più corretti d’Italia.