domenica 11 novembre 2012

Vittoria con ruggito. Riprende la corsa della Dinamo

uno di noi
Immensa e muscolare prestazione della Dinamo, che annichilisce Avellino.
Mercoledì sera la Dinamo aveva già mostrato di voler dimenticare la brutta partita di domenica scorsa, oggi quel ricordo è stato spazzato via con un ruggito imperioso. Al 30' la Dinamo aveva già segnato più punti di domenica scorsa. La squadra ha dato tutto dall'inizio alla fine, e ha annichilito una Scandone che era venuta in Sardegna in piena emergenza: fuori Warren per problemi fisici, fuori Hardy per passaporto presumibilmente falso, e Dragovic a mezzo servizio. In più le contestazioni a coach Valli (bersagliato oggi dai supporter ospiti) hanno messo in bilico i già fragili equilibri della Sidigas AV, che ha avuto poco dalle sue stelle Shakur e Richardson, e tanto solo da Ebi (alla fine l'MVP della partita). 

Travis il Magnifico ringrazia il pubblico
La Dinamo oggi ha avuto dalla sua una migliore attitudine all'esecuzione dei giochi, e quando in avvio sono entrate le prime 3 triple a differenza di domenica scorsa, la squadra ha preso fiducia ed è volata via senza più voltarsi indietro, macinando pian piano i biancoverdi con una difesa asfissiante sul perimetro (che ha lasciato qualche spazio sotto, ma alla fine ha pagato) e coprendo il campo con un gioco in transizione davvero pregevole. Sua maestà il diavoletto TD#12 oggi ha chiuso il 1° tempo con 7 assist, 10 poi alla fine per lui, e questa è stata l'arma che ha innescato le nostre bocche da fuoco. Travis oggi ha nuovamente giocato alla grande per i suoi, e anche in difesa ha tenuto Shakur a livelli bassi. La differenza fra Shakur e Travis è semplice: il primo gioca per fare punti, il secondo per vincere. Il play di Fond Du Lac è il faro illuminante di una squadra che si sta sempre più trovando, e in cui tutti iniziano a prendere davvero fiducia: oggi la Dinamo ha mandato 10 giocatori a referto, ben 6 in doppia cifra, e ha smazzato 22 assist, e se le palle recuperate non fossero state solo 7 avremmo assistito ad un massacro. 102-81 il punteggio, 126-81 l'indice di valutazione globale e un sontuoso 13-25 dall'arco.

La Dinamo ha vinto perché è riuscita sempre ad imporre il suo ritmo e non ha permesso agli ospiti di poter fare quelle fiammate che hanno già bruciato Milano e Bologna. Tutto è andato per il verso giusto, anche l'arbitraggio, oggi decisamente casalingo (lo si deve far notare anche quando si vince) ma soprattutto mai provocatorio nei confronti di giocatori e pubblico. Fosse sempre così si potrebbe aspirare a traguardi da favola, invece siamo nati per soffrire. 
Che dire di più? Quasi perfetti in tutto, anche nel reggere l'urto di due lunghi (Johnson e Ebi) pazzeschi. Oggi a Sassari avrebbe perso chiunque, e questa è la Dinamo che vogliamo vedere domenica prossima nella trasferta di Varese, ancora prima a punteggio pieno.


Sui singoli c'è poco da aggiungere. Detto di Travis Diener, in una parola: totale, passiamo agli altri. Il cugino Drake oggi è stato la spina nel fianco degli ospiti: 20 punti ben divisi nell'arco dei 29' giocati (ah, notare: 29' è il massimo minutaggio, nessuno è rimasto in campo di più), 4 su 4 dall'arco, 6 rimbalzi e 3 assist... una favola! Ottimo Thornton, che voleva dare soprattutto a se stesso un segnale ("una sola partita storta va bene, ora basta"): pochi tiri ma tanti falli subiti, e un avvio da cineteca fra triple, recuperi e rimbalzi... proprio l'atteggiamento che coach Sacchetti chiedeva ai suoi. Ignerski ha messo la palla a terra più del solito: ha capito che per lui al tiro da fuori non è periodo, e ha regalato spettacolo con una schiacciata da top-ten. Easley oggi pur avendo gli straordinari da fare, ha tenuto botta alla grande venendo fuori alla distanza. La panchina poi... semplicemente concreta. Sacchetti Jr. a parte, tutti sono andati a referto e hanno difeso alla morte, in un perfetto equilibrio fra i due lati del campo, con Mauro Pinton che ha fatto percorso netto dal campo: 4 su 4 e 10 punti (quando ha minuti in più gioca meglio, ma lo sapevamo già). Infine Marco Spissu, entrato a gara terminata non per segnare (un corale "tira!" ha scosso le pareti del palazzetto) ma per eseguire i giochi, in perfetta linea col sentirsi davvero parte integrante del gruppo e non comparsa da garbage time. Anche lui ha segnato, dalla lunetta, per completare la festa. E che festa!
Oggi l'unica nota stonata appartiene al pubblico, e bisogna stigmatizzarlo. I supporter di Avellino non andavano fischiati quando sul -20 continuavano a sgolarsi per onorare i loro colori sociali. Davvero brutta questa pagina di inciviltà, cui si affiancano i battibecchi visti da lontano con qualche cretino che poteva evitare di gettare da dietro ai tifosi biancoverdi le palle di carta. Non facciamo bella figura così, e comunque non si fa. Va bene intimidire, ma passare dalla parte del torto, quello no.
Eppure vi era stato sabato mattina un pressante appello dei responsabili del Commando, finalizzato al rispetto nei confronti dei tifosi di Avellino. Non tutti leggono le pagine facebook del Commando oppure quello che dicono (forse) non interessa molto...


Meo? Perfetto. La partita ha preso la piega giusta, proprio quella che lui voleva, e allora ha dato minuti importanti a tutti, dosando le energie mentali e fisiche dei suoi. Oggi la Dinamo ha seguito meglio e quindi coperto meglio i tagli back-door, con flottaggi più precisi. In una di queste occasioni una palla scippata da TD#12 ha dato una spinta decisiva per il primo lungo break. E' dalla difesa che si deve partire, l'abbiamo sempre detto. Ma anche in attacco la Dinamo ha saputo essere più brava: con la qualità che abbiamo nelle mani e nella testa, uno o due passaggi in più mandano in bambola gli avversari, e oggi è successo. E' la forza mentale che fa difendere e attaccare così, unita poi a quella smania di vincere che i nostri giocatori stanno contagiandosi con entusiasmo. Assieme alla partita vinta con Cantù, questa è stata quella più solida, direi più matura. Aver visto nei primi due mesi già due partite giocate con tale maturità non può che far sperare bene, bisogna continuare così.

Meo... ehm: chiama lo schema
La Dinamo è seconda in solitudine: 6 vittorie e 1 sconfitta, e noi non stiamo sognando, stiamo vivendo una realtà che non ha basi traballanti, e solo restando coi piedi per terra andremo avanti ancora. Nel mirino la partita stellare di domenica prossima, scontro diretto proibitivo: già, Varese non sta giocando le coppe, e già questo è per loro un grande vantaggio, unito al match in casa, vero, ma soprattutto unito a un sistema squadra e a una diffusa qualità in vari singoli del suo roster da fare invidia a Siena (tuttora in fase di ricostruzione) e Milano la milionaria, che dopo la sconfitta di stasera con Venezia dovrà cercarsi uno psichiatra davvero bravo. 
Pazienza, noi andiamo avanti, con onore e decisione.

gara delle schiacciate Final Four 2010 (Ebi Ndudi giocava nel Rimini):



2 commenti:

SoloDinamo ha detto...

ho inserito la gara delle schiacciate del 2010, c'era un importante giocatore di Avellino che svettava sotto il tabelloni....ma vinse Jason !

Blogaventura ha detto...

Sempre grandi le emozioni del basket! Un abbraccione, Fabio