venerdì 9 novembre 2012

Dinamo, arriva la Avellino di Giorgio Valli

coach Valli con la Dinamo, 2004-2005
(riconoscibili Parker, Rotondo, Guarino, Coleman)
Daily-basket_preview Dinamo vs Felice Scandone
Abbiamo archiviato felicemente la storica vittoria in Eurocup col Cajasol Sevilla di coach Aito Garcia Reneses (uno dei personaggi storici del baloncesto iberico di tutti i tempi), e ora guardiamo avanti, verso domenica. A Sassari arriva una squadra talentuosa ma in piena crisi di risultati e societaria. In giro circolano voci simili a quelle dello scorso anno: allora la situazione fu esplosiva, la F. Scandone fu una delle dominatrici del girone di andata, poi piano piano perse i suoi pezzi più pregiati, e ciò perché la società non pagava gli stipendi: questo è ciò che è successo quest'anno già a Napoli (Legadue), con Hubalek e Metreveli a spasso senza aver percepito una cippa, sta capitando attualmente a Caserta, e sta per rischiare di succedere nuovamente ad Avellino entro la fine dell'anno. Vorrei sapere perché la Lega non fa bene i suoi controlli all'avvio di ogni campionato. Ma non è tutto.

Coach Valli in conferenza stampa
Avellino è caduta nuovamente nello stesso errore: i passaporti. La notizia di oggi è che la Procura Federale ha aperto un fascicolo relativamente al tesseramento di Dwight Hardy: il consolato italiano non ha rilasciato il visto perché il luogo di nascita sul passaporto USA del giocatore è New York, mentre nel passaporto congolese è Brazzeville (Congo). Due luoghi di nascita in due passaporti... fate voi. Avellino ricasca nell'errore, per due volte ... che significa? Ricordiamo infatti la storia di Omar Thomas, che giocò un campionato vincente a Brindisi (l'anno che stravinse il campionato, lo stesso della nostra storica promozione coi playoff), poi ad Avellino, ma il suo passaporto sloveno fu riconosciuto come falso all'aeroporto di Fiumicino nel 2011, e lì grande macello per la società irpina, rea di aver tesserato un giocatore che era from U.S.A. e non sloveno. E ora siamo da capo. E non aggiungo altro. C'è da dire però che l'attuale vertenza Dwight Hardy sta creando l'ennesimo grattacapo alla Sidigas, che stava per tagliare Chris Warren per via dei suoi problemi fisici, e ora invece con ogni probabilità dovrà fare così con Hardy... nel frattempo gli irpini stanno trattando Gordic, il play bosniaco già visto a Roma lo scorso anno. Ad aumentare i problemi degli irpini poi ci si è messa la stampa locale, che ha fatto da megafono alle contestazioni dei tifosi (che stasera incontreranno la società) a coach Valli. Leggere frasi come questa è agghiacciante: "La Società Scandone si trova ad un bivio, deve assolutamente decidere quale strada percorrere: quella della rimonta o quella della rassegnazione. A mio avviso - afferma Giulio Ferraiuolo Segretario di OMNIUM SPORT di Autonomia Sud - la Società credo sceglierà la strada della rimonta, che implica la decisione di prendere con urgenza un play titolare e sostituire l’attuale allenatore; l’altra alternativa, cioè la strada della rassegnazione, è una scelta molto pericolosa in quanto significa reagire passivamente al non gioco che in questo momento sta offrendo Valli."

Linton Johnson: un centro puro
Tutto ciò per capire quale polveriera sia Avellino oggi, e come arrivi a Sassari per la partita di domenica. Lo Scandone ha 4 punti in classifica, frutto di due vittorie fantastiche con Bologna e Milano (propriamente non squadrette), per il resto solo ceffoni raccolti un po' ovunque, anche e soprattutto negli scontri diretti. Com'è oggi Avellino? Una squadra alla ricerca di una identità, con un roster davvero muscolare. La Sidigas ha costruito la sua squadra attorno al confermatissimo Linton Johnson, il possente centro 32enne di Chicago, che lo scorso hanno è stato fra i dominatori delle statistiche: stoppate, valutazione e rimbalzi. Quest'anno è un po' acciaccato, ma resta comunque una pivot puro di ruolo di assoluto valore, nella top-five delle stoppate. Al suo fianco uno dei giocatori più devastanti del campionato: Jeremy Richardson (passaporto georgiano, un vero lusso), 16 punti col 59% da 3, favoloso interprete dell'uno contro uno. Detto di Chris Warren, la guardia coi problemi fisici (11 punti a partita per lui col 65% da 2), Avellino può sfoggiare il play Mustafa Shakur, l'anno scorso assoluto protagonista nella sfortunata stagione di Casale, per lui basse percentuali ma 4,5 assist a partita. E' lui il termometro della squadra; sa fare un po' di tutto, ma spesso forza un po' troppo. Ebi Ndubi, 10 punti e 7 rimbalzi, è anche lui come Johnson nella top5 delle stoppate. Fra gli altri, sottolineo anzitutto l'inossidabile Valerio Spinelli, un moto perpetuo asfissiante in difesa e veloce in campo aperto; e soprattutto Nikola Dragovic, che ai 15 punti e 7,5 rimbalzi a partita unisce delle percentuali stellari al tiro. Questi sono i giocatori più rappresentativi. Il roster poi, lungo, si completa con vari naturalizzati e un greco: Mavraides, 8 punti e 2,4 assist a partita.

Jeremy Richardson ai tempi di Orlando
La squadra biancoverde nelle statistiche dei team evidenzia il 4° attacco del campionato con 79 punti (la Dinamo è 2° dopo Varese) frutto di 14 assist di media (3° forza del campionato). Avellino inoltre è 2° nel tiro da 3 col 42,1%, 5° nelle stoppate (3 di media), 4° nei recuperi (10,5 a partita), ma sanguinosamente 1° nelle palle perse, assieme a Pesaro: 18,7. E' una squadra che gioca molto in transizione e costruisce in fretta la maggior parte dei suoi tiri - come la Dinamo - mentre nell'attacco alla difesa schierata lascia molto spazio all'uno-contro-uno tanto contestato dalla stampa irpina. Insomma: una squadra che quando riesce a girare costruisce montagne di buoni tiri, quando invece non ragiona sfascia tutto. Con squadre che giocano così bisogna attaccare con costrutto, facendo lavorare la difesa avversaria, in modo da non prestare il fianco a contropiedi facili, e bisogna tornare in difesa velocemente, in modo da costringere i play a restare imbrigliati. Serve insomma la Dinamo che ha difeso contro Cantù, e quella che ha attaccato contro Pesaro.

Domenica si chiude la "8 giorni" casalinga, iniziata coi ceffoni di Brindisi (la partita dei sogni per ogni allenatore ospite) e proseguita coi muscoli di Siviglia. Ora bisogna farla terminare al meglio, perché la domenica seguente c'è la trasferta "impossibile" di Varese (in diretta RAI alle 20:00), primo vero banco di prova delle ambizioni e potenzialità dei biancoblù...

In chiusura: auspichiamo che chi scrive di basket per lavoro eviti di rifare i copia/incolla con questo blog, perché nessuno è fesso e ce ne siamo accorti da subito.


tifosi della Stella Rossa Belgrado contro Orleans il 7 novembre 2012

3 commenti:

SoloDinamo ha detto...

ho aggiunto una foto di Valli sulla panchina della Dinamo. La foto è stata reperita e pubblicata per la mostra 2010 dal Comitato per la Dinamo, che si ringrazia.

Giuseppe Manca ha detto...

Ovviamente il video riguarda i tifosi della Stella Rossa a Belgrado...non in trasferta.

SoloDinamo ha detto...

e vabbè....che uomo "preciso"...ho tentato di tradurre dal serbo con google e mi diceva che erano in trasferta ahahaha...
anche per te vale il discorso di tuo cugino...interamente "bruciata" una fornitura di Corona fino alla finale di Eurocup :-)))) ma sei astemio, vero ?

a parte gli scherzi, grazie per la segnalazione ed anzi se ne avete altre, ditecelo. Ad es. Campani mi ha segnalato un paio di errori in una formazione Dinamo del 1986, dove aveva collocato Angius L. (al massimo, all'epoca sarà stato un under 14...) .
ciao e zi vidimmu alla Dinamo, angurie comprese ;-)