giovedì 29 novembre 2012

A testa alta con la Stella Rossa (94-97) in direzione Milano


PARTITE INTEGRALI DALLA TV SERBA: 



Ieri sono salito al palazzetto un po' demotivato. Come avete letto nei giorni scorsi sono molto preoccupato per l'andamento della squadra in campionato, ciò perché gli sforzi messi sul campo in settimana nell'Eurocup stanno sfiancando la squadra, che ha pagato dazio già una volta su due alla domenica. Ci ha pensato la Dinamo a tirarmi su, e mi ha fatto appassionare a una partita che pareva stregata. Certo che gli arbitri in Europa sono davvero strani da decifrare: nelle prime due partite (in casa con Siviglia e fuori ad Orléans) gli arbitraggi sono stati molto punitivi su ogni tipo di contatto e hanno giostrato le partite con tranquillità ed equilibrio, al punto che ho riflettuto in maniera sconsolata sulla professionalità e capacità dei nostri arbitri. Nelle ultime due partite invece, i due scontri con la corazzata Stella Rossa, abbiamo capito che anche in Europa il blasone manda a nanna i neuroni dei fischietti. Della partita di otto giorni fa ho già parlato, quindi parlo di ieri sera.

Dane "numerouno" (foto di Luigi Canu)
E' stato incredibilmente fastidioso assistere all'avvio del primo quarto: con allucinanti chiamate dei due greci e del polacco. Al primo palese aiuto generosamente offerto alla Stella Rossa, il pubblico è scattato come una molla e tutti i cinque giocatori del nostro starting five hanno protestato vivacemente: non era mai successo. Il risultato è stato un fallo tecnico che ha lanciato i serbi alla grande, ma non è finita lì. Thornton è stato in seguito punito due volte per aver anche lui alzato la voce: prima gli è stato sanzionato un fallo in attacco su una trattenuta evidente della difesa biancorossa, poi mentre chiudeva lo spazio su una tripla ospite (andata a bersaglio) un altro fallo completamente inesistente ha completato la frittata. "Decidiamo noi, voi state zitti o sono cavoli": suonava proprio così. Quello che mi ha infastidito poi è stato che la Dinamo ha preso fallo tecnico alla prima protesta, mentre la Stella Rossa ha beneficiato dell'avviso e solo nel finale ha subìto la chiamata. Ancora mi ha infastidito che lo stesso "fallo" sanzionato sulla tripla a Thornton non ha avuto uguale metro di giudizio su una tripla nel finale di Travis Diener, andata a bersaglio con l'avversario che cadeva addosso al play NBA.

Tutto ciò fa tanta rabbia: anche in Europa non c'è atteggiamento equo quando il blasone di qualcuno scende in campo. Già con Varese la partita è volata via per uno sfondamento di Green su Devecchi che è stato capovolto, e anche nella vittoria di domenica con Cremona abbiamo assistito all'ennesimo, patetico teatrino dell'assurdo. Ora anche in Europa abbiamo capito che noi di Sassari non contiamo niente. Classismo e razzismo, forse. Ma noi siamo migliori della feccia che ci buttano in faccia e delle pugnalate che ci arrivano alle spalle.

I Dieners a colloquio (foto di Luigi Canu)
Della partita di ieri voglio sottolineare alcune cose. Anzitutto che la squadra era più tonica rispetto a domenica scorsa e che tutti hanno sputato sangue. Anche la panchina, spesso sul banco degli imputati, ha mostrato carattere. Vedere Pinton che picchia duro, Sacchetti che penetra cercando il contatto, Vanuzzo tagliare fuori con energia a rimbalzo, ma soprattutto DiLiegro fare a sportellate con i caterpillar ospiti è stato rinfrancante. Soprattutto su DiLiegro mi voglio soffermare. Ieri sera Dane è stato il mastino della Dinamo. Dopo un avvio appena in sordina ha alzato i gomiti in difesa e ha fatto assaggiare gli spigoli ai serbi, proprio come ha fatto lo stesso Ignerski, che è venuto fuori alla distanza con tutta la sua esperienza. Dane ha sciorinato tiri dall'angolo, assist, rimbalzi. Ecco il giocatore che nella scorsa stagione ha spostato gli equilibri in Legadue. La Dinamo ne ha bisogno, e soprattutto quando - come ieri - Easley non è in vena. Altra cosa rimarchevole: quando la Dinamo ha visto bloccati tutti i suoi pick and pop, perché la Stella Rossa difendeva alta sul perimetro, la Dinamo ha attaccato il canestro. Travis Diener ieri ha letto alla perfezione gli adeguamenti degli ospiti e i suoi 7 assist sono stati tutti pesanti. 7 assist li ha smazzati anche Drake, 4 Thornton, e il totale è stato 22 a 7 per i biancoblu. Peccato per i rimbalzi (29-35) vero ago della bilancia, e per l'abilità glaciale dei serbi di mandare a segno tutte le triple che contavano al momento giusto. Mi è piaciuto poi l'atteggiamento sfrontato di Brian Sacchetti: ok, la sua preghiera da metà campo alla sirena del primo tempo è stata stellare, ma Brian ieri aveva il diavolo nelle vene. Il suo testosterone (come per gli altri della panca) si è visto e toccato. Altra cosa ancora da rimarcare: il pubblico. La "bolgia" che voleva e invocava coach Meo si è sentita, più dei fulmini che fuori dal Palaserradimigni squarciavano la notte buttando giù acqua sulla città. Ed è tutto merito del Commando, che ha fatto trovare sui seggiolini un'esortazione al tifo a muso duro che è stato un piacere leggere.
Il campione: Rakocevic (foto di Luigi Canu)
L'atteggiamento della Dinamo, la faccia tosta, il rialzarsi dopo le spallate dei serbi, e poi TD#12: sempre più leader.
La nota negativa ancora una volta è stata la non discesa in campo di Binetti e Laguzzi, e il fatto che il quintetto ha avuto la consueta spremitura, e ciò ci proietta a domenica sera.
Milano, la milionaria Emporio Armani, che si sta ritrovando strada facendo dopo un avvio indecente. Scariolo non è più l'head coach della nazionale spagnola: si dedicherà tutto alla squadra di Giorgio Armani, e questo vale tanto. Ad inizio stagione ho pronosticato lo scudetto alla Madonnina, e francamente non cambio idea: il roster delle scarpette rosse è stratosferico, potete leggerlo QUA
Milano sta attraversando un momento magico: con l'innesto del centro di riserva Hendrix, più atletico del chilometrico Bourousis, l'EA7 pare aver trovato la quadratura del cerchio. Immediata risalita a 10 punti e una diretta domenicale contro la Dinamo (arbitreranno Chiari, Quacci e Caiazza) in cui far vedere il proprio valore. L'EA7 è la quinta squadra per punti ed assist del campionato, la seconda nei tiri da due, la prima ai liberi (Langford guida la classifica individuale col 96,3%, appena davanti a Thornton). La crescita di Langford ha regalato punti freschi in situazioni di emergenza ai milanesi, soprattutto quando Omar Cook è sceso di tono (capita abbastanza spesso). Il gioco dei milanesi ha diverse dimensioni a seconda dei quintetti, e qui la differenza la fa la presenza in campo di Bourousis o Hendrix: col primo in campo Milano generalmente corre di meno e attacca di più la difesa schierata, col secondo i contropiedi sono all'ordine del giorno, del resto i play di Milano giocano meglio quando la squadra corre, e Milano sta correndo tanto e bene ultimamente. La panchina poi è chilometrica: le frecce all'arco di Scariolo sono davvero tante, e questa è l'arma letale soprattutto contro squadre più corte come la Dinamo. 
Cosa occorre alla Dinamo per giocarsela? Avere pazienza nell'esecuzione dei giochi in attacco: con basse percentuali della Dinamo, Milano correrà e spaccherà la partita. Altra chiave: in difesa bisogna flottare velocemente post raddoppi, con ogni probabilità Sassari dovrà chiudere sulle palle in post basso (dove Easley e Diliegro mostrano le loro maggiori lacune, difensive), là Milano farà girare bene la palla a "orologio" (il dentro-fuori che la Dinamo di Curcic e Thomas faceva bene): saranno allora i flottaggi della nostra difesa a incidere sulle nostre fortune. Non sarà facile, e chissà che gambe avrà la squadra.

Intanto raccogliamo due notizie: Zare Markovski, il nostro Zare che lanciò Emanuele Rotondo, è il nuovo coach della Scavolini Siviglia Pesaro, lo saluteremo con grande piacere fra poco tempo. Infine la bastonata di Cicoria (vedi il post di domenica scorsa): 1750,00 € per due multe e un ammonimento a Meo Sacchetti... La Dinamo nella coppa disciplina vinta la scorsa stagione precipita al 12° posto, ma quest'anno stiamo vincendo molto: ecco perché veniamo bastonati col placet della FIP e Legabasket...

domenica 25 novembre 2012

Una Dinamo stanca vince con gli "attributi". 80-78 ad una tosta Vanoli

Monica Moretti, 38 anni , vittima di cieca furia criminale  -
non dimentichiamo la nostra Amica 
Travis ha imparato che gli arbitri italiani non sono come nella NBA

Iniziamo da quegli stupidi mugugni provenienti da una parte (per fortuna) minoritaria del pubblico quando nel finale ha preso diversi tiri il capitano Vanuzzo. Le lamentele non ci stavano, e il motivo è evidente anche agli occhi del cieco: in quei momenti la Vanoli ha difeso sugli esterni chiudendo a TD#12 le vie di passaggio (invero lo hanno fatto molto bene per quasi tutta la partita), e gli scarichi sono stati direzionati proprio a Vanuzzo, scelto dai lombardi di coach Gresta come uomo da battezzare. Non è stata la Dinamo a sbagliare, né Vanuzzo a volersi per forza prendere quei tiri: è stata, lo ribadisco, una scelta precisa della difesa. Davvero sono imbestialito che quella parte del pubblico abbia mugugnato. E' chiaro che se la Dinamo ha un Drake Diener come uomo da ultimi tiri e un Thornton che la mette quando conta, beh è chiaro che una difesa accorta avversaria possa scegliere in quel modo. Vanuzzo non ha fatto niente di male, anzi oggi il capitano ha mostrato di avere due attributi così, egli infatti ha giocato 16' di tutta sostanza, marcando anche il centro avversario e lavorando duro a rimbalzo; e aggiungiamo anche 7 punti preziosi. Auspico che in futuro quegli stolti, che non riescono a vedere al di là del proprio naso, ci pensino due volte prima di assumere certi atteggiamenti irrispettosi nei confronti di chi per Sassari ha sempre dato l'anima. E mi fermo qui perché altrimenti arrivo agli insulti.

La grinta di Tony E. (foto di Luigi Canu)

Mi devo mordere la lingua due volte però, perché? Due parole molto semplici: "terna Cicoria", e ho detto tutto. Il presidente Sardara oggi in tribuna stampa ha parlato chiaro: leggete le dichiarazioni raccolte oggi da Valentina Sanna per Dailybasket e avrete un idea precisa sulla cosa. Inizia a diventare sospetto (per me in realtà non lo è , da due anni) a sempre più persone l'atteggiamento dell'Associazione Italiana Arbitri Pallacanestro (l'AIAP) nei confronti dei biancoblu, e oggi sono davvero contento che come Pinuccio Mele due anni fa, ora anche il presidente Sardara abbia alzato finalmente la voce. Ma bisogna anche dire una cosa: Cicoria ormai lo si conosce, quindi bisogna agguantare - almeno durante la partita - e non bisogna dare importanza alcuna alle loro scellerate decisioni, anche se purtroppo queste incidono pesantemente nell'andamento di più partite: essi infatti non aspettano altro per "amministrare la giustizia" (è una bestemmia però usare nei loro confronti affermazioni di tal tipo) prima in campo, con falli tecnici scientifici (oggi Cremona è stata rimessa in partita due volte dalla terna Cicoria), poi col referto: a quanto ammonterà la multa stavolta? Ma l'avevo già detto e lo ripeto: evidentemente lo sponsor "A come..." (e non aggiungo quanto affermano tanti tifosi a voce alta su quella A) davvero non basta a pagare i gettoni d'oro che volano nelle tasche di queste persone, e allora si monetizza in giro per il paese, e Sassari è un bersaglio gradito di questi atteggiamenti che con lo spirito sportivo non c'entrano niente, proprio niente. E mi fermo, altrimenti sono c....

Di cosa dobbiamo parlare? Ah sì: della partita. Il cambio in panchina ha giovato alla formazione lombarda: giocatori che prima parevano mammolette oggi si spremono come matti e mettono su una partita tosta. Diciamolo: se Cremona oggi avesse vinto la Dinamo non avrebbe potuto recriminare granché (arbitri esclusi), infatti la Dinamo oggi ha pagato ancora una volta amnesie difensive che però sono parse più che mai conseguenze della stanchezza accumulata, e poi la Dinamo in attacco ha visto larga parte dei propri giochi "rotti" dagli adeguamenti di coach Gresta. Questo è il motivo per cui Travis Diener è stato il miglior marcatore: a lui sono stati lasciati più tiri del solito (e infatti Travis è stato il top scorer con 23 punti, suoi tutti i primi 10) e i nostri avversari hanno deciso di marcare di più gli altri esterni (come detto in apertura). Gresta ha anche abbassato tantissimo il quintetto, costringendo la Dinamo a giocare senza Easley per lungo tempo (da qui i pochi rimbalzi suoi e la minore difesa in fase di intimidazione sulle penetrazioni cremonesi). E' così che si è giocata la partita: più sulle scelte di Cremona che della Dinamo, e poi sul fatto che la squadra sassarese è cotta, stanca da morire.
Travis Diener, ancora una volta immenso (foto di Luigi Canu)

Oggi si è avuta l'ennesima conferma che sarebbe il caso che lo staff tecnico della Dinamo affidasse più responsabilità (e quindi di conseguenza più minuti) a Tony Binetti (e magari anche Guillermo Laguzzi, oltre che la panchina) in Eurocup. Sono sbalordito: in pre-campionato sia il presidente che il coach hanno detto che la cosa più importante è il campionato, e che la coppa è solo una bella vetrina, però il quintetto lo si sta spremendo troppo, e poi la domenica si vede cosa significa. Per Varese domenica scorsa e per Cremona oggi è stato un lusso poter giocare con una squadra così cotta: alla prima è andata bene (anche se resta nel cuore la ferita per lo sfondamento di Green che è stato capovolto in fallo di Devecchi), alla seconda invece no, nonostante la positiva considerazione della terna Cicoria. La Dinamo deve fare una scelta: io sono per il campionato. Certo, sono sicuro, conoscendo la voglia di vittoria dei ragazzi di coach Sacchetti, che anche i giocatori vogliono fare bene in coppa, però il prezzo da pagare è troppo alto. Veniamo da tre sconfitte di fila e oggi si è vinto al fotofinish.

Dopo Jason Rowe, anche TD#12 ha il suo muro (foto di Luigi Canu)


Parliamo dei singoli và! Partiamo dal play, come di consueto. TD#12 oggi ha beneficiato di un po' di spazio in più, e siccome sa tirare i risultati si sono visti: 23 punti, top scorer della serata, ma il diavoletto di Fond Du Lac i suoi 7 assist li ha smazzati lo stesso. Mi è piaciuto molto anche il suo atteggiamento nei confronti della terna Cicoria: ha parlato molto con loro, ma senza strafare, insomma è riuscito a fargli capire che le loro scelte erano discutibili, senza cadere mai nella trappola premeditata delle provocazioni. Drake Diener invece, come Bootsy Thornton, sono stati i veri bersagli della stretta difesa cremonese, hanno preso pochi passaggi, di conseguenza pochi tiri, ma nel finale sono venuti fuori, soprattutto il primo. Ignerski è cotto sulle gambe: perde ancora l'uomo, in difesa è l'oggetto misterioso della squadra, perché genera buchi dietro che portano a comodi canestri da parte degli avversari. In attacco per fortuna la musica cambia, soprattutto quando mette la palla a terra (lo so: questa è una litanìa, la mia, ma quando fa così è devastante). Tony E. invece oggi causa minore minutaggio ha prodotto di meno, e la cosa più rilevante è che ha sporcato le sue percentuali al tiro... del resto è stato "battezzato" al tiro da fuori proprio come Vanuzzo (una vera volpe, Gresta, e stava per farcela). La panchina ha vissuto sulla difesa e rimbalzi di Devecchi e Vanuzzo. Poco da Sacchetti e Diliegro, mentre Mauro Pinton è parso un po' più tonico (se attaccasse di più il canestro per un buon appoggio o uno scarico, sarebbe un'arma in più: ma è timido).
Stanchezza, dicevamo. Ma anche nervosismo: 7 liberi sbagliati, e poi l'essere caduti nella trappola degli arbitri. Meo Sacchetti è al secondo fallo tecnico da quando allena la Dinamo (tutti e due in questa stagione in cui la Dinamo vince, quindi è scomoda ai piani alti di un basket che ha un volto nascosto che puzza di zolfo), e anche il presidente Sardara ha avuto la sua punizione. La prima punizione, perché ora si attende il referto, che con golosità affonderà le sue mani sul portafoglio di una società che è la correttezza più cristallina, ma non ha in cambio la stessa cosa, anzi.


La Dinamo ha vinto concedendo il 59,6% nel tiro da due, soccombendo a rimbalzo (-5 il saldo, e ai lombardi mancava Kotti, secondo rimbalzista dell'intero campionato), ma ha fatto perdere 20 palloni ai lombardi, e la forza mentale (con la voglia di vincere) quando la situazione precipitava ha prevalso ancora, nonostante tutto quanto di sporco ci è caduto addosso. Mercoledì arriva la Stella Rossa, e spero con tutto il cuore che nessuno del quintetto giochi più di 28', spero che almeno Binetti veda il parquet, spero che a domenica prossima, quando si andrà a Milano, la squadra non vi arrivi stremata come lo era stasera. Per il prosieguo del campionato poi armiamoci di fiducia: ci capiterà un po' più spesso di giocare partite ad handicap. Già: diamo fastidio. De Coubertin nella sua tomba si sta rigirando, esattamente come stanno girando i santissimi ai tifosi sassaresi. "A come..."?



giovedì 22 novembre 2012

Partita stellare a Belgrado: una sconfitta onorevole

DiLiegro deve farsi fischiare meno falli...

Sportando.net - commento e forum
Troppo forte la Stella Rossa stasera: panchina lunga, gioco aggressivo in attacco e in difesa, arbitraggio compiacente, e la Dinamo resta a galla solo perché le percentuali al tiro sono state elevate. In queste due righe si può così riassumere la partita dei record di stasera. 116-104 il punteggio, 7 (su 8) le triple di Bootsy Thornton (33 punti per lui), 15 assist per il demonio TD#12. Sì: 15 assist, roba da stropicciarsi gli occhi.

Come poteva la Dinamo stasera vincere? Difficile dirlo, anzi facile: quando la Stella Rossa ha impedito ai sassaresi di schierarsi in difesa proprio attaccando il ferro nei primissimi secondi dell'azione la partita ha preso la piega che coach Vukoicic voleva. Ma non è solo questo: anche contro la difesa schierata la Stella Rossa ha attaccato bene, giochi semplici e movimenti rapidi, e siccome la Dinamo è spesso pigra dietro il gioco è stato facile. A quel punto non è bastata la magica serata (o quasi) al tiro: perdere tirando col 60% da due e il 51,4% da tre è dura, dura davvero. Ma se non si fa attenzione dietro... Insomma è il solito discorso, ma siccome questa è la coppa e non il campionato, che è più importante, allora va bene così.

15 assist per TD#12: anche la Legabasket parla del suo record

Meno bene invece è che il quintetto stasera sia stato spremuto oltremisura, al punto che mi chiedo perché nel roster siano presenti Binetti e Laguzzi... forse avranno spazio solo a giochi fatti, quindi forse in caso di una eliminazione anticipata... ma per quanto: una partita? Due? La Dinamo ha già pagato amaro con Varese le fatiche di coppa e domenica arriva la Vanoli Cremona fresca della batosta patita a domicilio dalla eterna incompiuta Milano di Scariolo. Stasera tutti quelli che desideravano la Dinamo in Eurolega hanno capito cosa significa sbattere il muso contro formazioni toste e infarcite di campioni: non è stato solo Igor Rakocevic a fare la differenza. Certo, i suoi 28 punti e le sue altissime percentuali hanno fatto a lungo la differenza, ma la Stella Rossa è una vera e propria macchina da guerra, e lo è nelle due dimensioni dell'attacco e della difesa. La Dinamo ha solo una di queste due dimensioni, per struttura (leggera) del roster e per mentalità quasi esclusivamente offensiva di alcuni suoi giocatori. Eppure la Dinamo è rimasta a lungo in partita, quindi le qualità anche dietro, in difesa, ci sono.

Parlavamo prima dei 33 punti di Thornton, che nel primo tempo ha fatto i punti suoi e quelli di Drake Diener, messo fuori partita da un arbitraggio estremamente punitivo nei suoi confronti e un po' troppo casalingo, e che dopo la fiammate di Mastro Drake nel terzo parziale, ha terminato la partita in crescendo: ma se è vero che ha fatto le pentole, non ha fatto i coperchi. Travis Diener invece, a lungo osservato speciale delle attenzioni "tattili" della difesa serba, ha fatto tanto per i suoi: 15 assist, lo ribadisco, sono un qualcosa di stellare (a proposito, conferma ufficiale: è record assoluto per l'Eurocup!), e oggi la palla stava anche entrando nel cesto, a differenza di domenica scorsa (una delle altre cose che fecero andare avanti Varese). Il play NBA sta dando il massimo in questa stagione, e sta facendo gli straordinari perché Pinton azzecca una partita sì e cinque no: un lusso concesso ai nostri avversari. Ma quanto può reggere a questi ritmi? Ecco perché deve giocare di più Binetti (e lo stesso Pinton, che rende qualcosa solo se gioca un po' di più - non è comunque facile cambiare le partite con poco spazio a disposizione).

Altra nota di stasera: Brian Sacchetti ha ritrovato il feeling con le triple. Altra ancora: Tony Easley sta maturando tanto... rispetto all'anno scorso ha messo in repertorio buoni movimenti sulle tacche in post basso e rolla sui blocchi nell'arco coi tempi giusti. Certo, bisogna avere un Travis Diener per ricevere la palla col cronometro, e lui ce l'ha (altri no), ma bisogna anche muoversi, e lui lo sta facendo bene. Un'altra nota positiva ancora: Ignerski sta aggiungendo sempre più la penetrazione al suo gioco, e sta diventando devastante: un 206cm che penetra così io non l'ho mai visto, è tutto oro che luccica. La sua pecca restano alcune amnesie difensive, ma si metterà a posto.

Gli altri? Oramai la panchina, col minore minutaggio e la minore fiducia, produce a sprazzi. Troppo poco. E' da qui - ridare fiducia alla panchina - e dalla difesa  che bisogna ripartire. Un'ultima parola su Diliegro... è ancora troppo contratto. Ha un buon campionario di movimenti, ma pare abbia paura di forzare. E poi in difesa non tiene l'uomo, lo perde troppo facilmente. Il suo ruolo è fondamentale, perché non si può avere sempre al top un Easley come quello che c'è ora, e Dane deve dare di più, perché è nelle sue potenzialità farlo.

Dalla partita di oggi quindi la Dinamo torna a casa sicuramente più stanca, ma anche più matura: trasferte come questa aiutano molto la crescita di un team, e domenica c'è un solo obiettivo: la vittoria. Già... le altre due a 12 punti, Siena e Cantù, si scontreranno, quindi una perderà, mentre la capolista giocherà ancora in casa, stavolta con quella Reggio Emilia che nella struttura e nel gioco è la squadra che assomiglia di più alla formazione di Vitucci, e saranno scintille, ne siamo sicuri.

Coach Gresta
Notizia dell'ultim'ora: Cremona ha esonerato Attilio Caja e la formazione ora è affidata alle cure del suo vice Gresta (quello che nelle telecronache dei playoff promozione di un paio di anni fa non parlava certo bene della Dinamo). La situazione per la Vanoli è delicatissima: 4 punti, ultima in classifica (ma in buona compagnia), e ancora alla ricerca di una identità. Nelle statistiche di squadra del campionato, la Vanoli non appare mai nella top five (la Dinamo invece ne capeggia 4), mentre ha il secondo marcatore del torneo: Harris segna 19,6 punti a partita; poi ha il secondo rimbalzista in Kotti (8,3 carambole), ma non è chiaro se egli sarà recuperato dall'infortunio che lo ha tenuto fuori dai giochi lunedì scorso oppure no. La squadra lombarda affida molto del suo gioco al contropiede, e nell'attacco alla difesa schierata ha molti giochi per Harris: uscita da blocchi per tiri al fulmicotone e isolamento sui lati per penetrare. Il play tascabile Johnson (172cm) è uno dei più veloci del campionato, e ama penetrare per scaricare sull'arco: l'abbiamo visto in precampionato proprio qui a Sassari. A dare ordine al gioco poi c'è quel Vitali messo troppo presto alla porta dal patron della Virtus Sabatini.

La partita di domenica è troppo importante: mai quest'anno la Dinamo aveva perso due partite di fila (e sono Varese e Belgrado) e dopo aver letto le dichiarazioni di Travis Diener nel post partita di domenica siamo sicuri che la voglia di riscatto c'è, e sarà forte. Leggere frasi del tipo: "al ritorno sarà diversa", o "ero imbestialito per come abbiamo perso" e poi vedere in campo l'atteggiameno del non voler mai ma proprio mai perdere, anche oggi ne abbiamo avuto la prova, da fiducia ai biancoblu. Ora la parola passa al campo, sperando che il ritorno dalla Serbia non sia pesante come quello dalla Francia.

domenica 18 novembre 2012

L'ultimo quarto da favola non basta alla Dinamo, Varese vince 85-84



Penultimo possesso: Green si butta addosso a Devecchi (che indietreggia velocemente sulla sua linea, senza tagliare la strada al play varesino), gli poggia spalla e palla sul petto e lo butta giù, facendolo volare cinque metri via: fallo a Jack, due liberi d'oro a bersaglio, mentre i cronisti di Raisport - replay alla mano - dicono apertamente che era fallo di sfondamento. Ultimo possesso: TD#12 divora il campo, fa allargare l'attacco, poi penetra, cade in un raddoppio e butta la palla sul capitano Vanuzzo, che dopo una finta sbaglia la difficile parabola. Varese vince, lo fa dopo avere dominato prima e sudato freddo poi. Ma il blasone conta, e si è visto oggi.

Meo, sempre applaudito a Varese
La Dinamo era cotta, ferma sulle gambe, ha attaccato a lungo con poco costrutto, facendo girare pochissimo la palla... l'esatto contrario di Varese, che non ha l'Eurocup e le sue massacranti trasferte da affrontare e quindi arriva fresca alla domenica. Varese ha avuto la partita che voleva: una settimana intera di riposo (invece di 2 giorni scarsi), un arbitraggio che sull'hand-checking ha chiuso più di un occhio (più l'ultimo sfondo di Green capovolto) e tutto il pubblico dalla sua. La partita si stava avviando a terminare con un massacro, i padroni di casa allungavano a piacere con contropiedi 3 o 4 contro 1, e invece la Dinamo - non si sa dove - ha trovato le energie necessarie per rimettere in piedi la partita, passando a condurre a 15 secondi dalla fine, poi il finale già descritto.

Che dire della Dinamo? A lungo irritante e sopra le righe, e poi la fiammata finale. Quando la Dinamo fa girare la palla gli avversari non ci capiscono più niente, e allora vola; quando invece fa uno o due passaggi e poi tira, fa mettere le mani nei capelli per la rabbia anche al tenente Kojak. Questa è la Dinamo: 4 attaccanti in quintetto che vogliono prendere tanti tiri, ma solo quando giocano assieme fanno sfracelli, altrimenti sono dolori. Che dire di Varese? Che ha un ottimo quintetto e una panchina strepitosa, gioca molto sull'entusiasmo e quando ci riesce sono dolori per tutti, ma quando subisce 2-3 canestri in fila, si squaglia come neve al sole.


Possiamo dire sia che ce la siamo meritata (per i primi tre quarti scandalosi), sia che abbiamo molto da lamentarci, perché si poteva vincere. Pazienza. Varese vola a +4, la Dinamo viene raggiunta da Siena e da Cantù, e ora i ragazzi di coach Sacchetti non faranno neanche in tempo a tornare a casa... già: rimarranno a Milano per volare poi direttamente a Belgrado. Maledetta Eurocup... siamo arrivati a oggi con Vanuzzo e Ignerski con le gambe traballanti (ma nel finale hanno messo loro i canestri più importanti - il basket è sempre un gioco pazzesco!), e chissà come sarà la squadra domenica prossima, quando al Palaserradimigni arriverà la Vanoli Cremona.


Ammetto che sono ancora nervoso e basito per come la squadra sia riuscita prima a gettare via la partita (ma bisogna anche dire che nei primi 3 quarti la terna arbitrale ha regalato fior di tiri liberi ai padroni di casa e solo 4 ai nostri ragazzi), poi quasi a vincerla, e come poi alla fine sia stato un fischio casalingo di Chiari (quello che ha fischiato i due falli tecnici della partita, oggi ha fatto tutto lui) a condannare la Dinamo alla sconfitta. E allora passiamo ai singoli. Inizio da Travis Diener: irritante nel voler tirare troppo nella prima parte di gara, si è acceso però quando serviva, e i suoi 11 assist hanno cancellato gli 8 di Green (oggi pietoso al tiro), ma sono stati anche i suoi 7 rimbalzi che hanno fatto per una volta vincere la gara sotto canestro ai sassaresi (36-33 le carambole acchiappate). Quando Travis fa girare la palla, anche Lazzaro farebbe canestro! Pensate alla tripla del sorpasso di Vanuzzo, nel finale: la palla si è materializzata da un raddoppio in stile mischia da rugby della difesa varesina (sui non fischi nei raddoppi sull'arco Varese ha costruito alcuni contropiedi esiziali, anche questa è una delle cose che alla fine hanno pagato, sempre per gentile concessione della terna Chiari). Passiamo a Drake Diener, forse il più sotto tono degli esterni: ha tirato poco, anche se ha selezionato bene i tiri, ma non ha inciso come in altre serate, complice il fatto che ha dovuto tenere a bada dall'altra parte prima Ebi Ere, che in avvio con 13 punti quasi in fila lo ha umiliato, poi in qualche frangente anche Polonara (quello che salta da dio, bravissimo, e dopo una schiacciata fa il macho, e poi fa il piagnisteo per ogni piccolo contatto: deve crescere). Bootsy Thornton oggi è stato la vera costante spina nel fianco della difesa di casa, proprio sotto canestro, dove in post basso ha abusato degli avversari (ha anche subito 6 falli, cosa non da poco con la terna odierna). Michal Ignerski è andato a fiammate: non aveva le gambe a posto a causa dell'infortunio che lo ha tenuto fuori dai giochi a Orléans, ma ha terminato la partita in crescendo, e vogliamo ripetere: è più devastante quando mette la palla a terra di quando tira pigro da fuori, ha infatti ridicolizzato prima Polonara (cui piace attaccare ma non difendere: crescerà) poi Dunston, che stasera ha dato le sue 3 stoppate, ma ha faticato le fatidiche sette camicie coi lunghi sassaresi. Tony Easley ha tirato giù 10 rimbalzi (6 offensivi), e tutti quando la partita era quasi compromessa. La cosa strana è che con lui fuori la Dinamo è riuscita a giocare meglio. Della panchina salviamo solo Manuel Vanuzzo: da solo ha fatto reparto in difesa sotto canestro, e in attacco è stato quasi perfetto. L'ultimo tiro era troppo difficile da mettere dentro, e non gli rimproveriamo niente. Il resto della panchina? Stendiamo un velo pietoso... e questo è ciò che ha fatto la differenza a lungo per Varese, proprio la panchina. I nostro rincalzi non riescono ad esprimersi bene con continuità; certo, è difficile coi tiratori che abbiamo in quintetto riuscire a prendere qualche tiro, ed è vero che alcuni del quintetto non difendono benissimo e quindi ti devi sbattere tanto dietro, ma proprio perché i minuti sono sempre di meno, beh, mettere più energia, concentrarla in quel poco che si ha, sarebbe la manna.
Direi che può bastare, ma stare dietro alla squadra oggi ha richiesto una buone dose di pazienza e ha quasi portato al manicomio i tifosi biancoblu. Questa è la Dinamo: genio e sregolatezza. Ora spero che a Belgrado giochino a lungo Binetti e Laguzzi, del risultato non me ne frega niente, lo dico chiaro e tondo. Stiamo pagando un prezzo già alto: l'occasione di stasera era troppo ghiotta. Forza Dinamo.

domenica 11 novembre 2012

Vittoria con ruggito. Riprende la corsa della Dinamo

uno di noi
Immensa e muscolare prestazione della Dinamo, che annichilisce Avellino.
Mercoledì sera la Dinamo aveva già mostrato di voler dimenticare la brutta partita di domenica scorsa, oggi quel ricordo è stato spazzato via con un ruggito imperioso. Al 30' la Dinamo aveva già segnato più punti di domenica scorsa. La squadra ha dato tutto dall'inizio alla fine, e ha annichilito una Scandone che era venuta in Sardegna in piena emergenza: fuori Warren per problemi fisici, fuori Hardy per passaporto presumibilmente falso, e Dragovic a mezzo servizio. In più le contestazioni a coach Valli (bersagliato oggi dai supporter ospiti) hanno messo in bilico i già fragili equilibri della Sidigas AV, che ha avuto poco dalle sue stelle Shakur e Richardson, e tanto solo da Ebi (alla fine l'MVP della partita). 

Travis il Magnifico ringrazia il pubblico
La Dinamo oggi ha avuto dalla sua una migliore attitudine all'esecuzione dei giochi, e quando in avvio sono entrate le prime 3 triple a differenza di domenica scorsa, la squadra ha preso fiducia ed è volata via senza più voltarsi indietro, macinando pian piano i biancoverdi con una difesa asfissiante sul perimetro (che ha lasciato qualche spazio sotto, ma alla fine ha pagato) e coprendo il campo con un gioco in transizione davvero pregevole. Sua maestà il diavoletto TD#12 oggi ha chiuso il 1° tempo con 7 assist, 10 poi alla fine per lui, e questa è stata l'arma che ha innescato le nostre bocche da fuoco. Travis oggi ha nuovamente giocato alla grande per i suoi, e anche in difesa ha tenuto Shakur a livelli bassi. La differenza fra Shakur e Travis è semplice: il primo gioca per fare punti, il secondo per vincere. Il play di Fond Du Lac è il faro illuminante di una squadra che si sta sempre più trovando, e in cui tutti iniziano a prendere davvero fiducia: oggi la Dinamo ha mandato 10 giocatori a referto, ben 6 in doppia cifra, e ha smazzato 22 assist, e se le palle recuperate non fossero state solo 7 avremmo assistito ad un massacro. 102-81 il punteggio, 126-81 l'indice di valutazione globale e un sontuoso 13-25 dall'arco.

La Dinamo ha vinto perché è riuscita sempre ad imporre il suo ritmo e non ha permesso agli ospiti di poter fare quelle fiammate che hanno già bruciato Milano e Bologna. Tutto è andato per il verso giusto, anche l'arbitraggio, oggi decisamente casalingo (lo si deve far notare anche quando si vince) ma soprattutto mai provocatorio nei confronti di giocatori e pubblico. Fosse sempre così si potrebbe aspirare a traguardi da favola, invece siamo nati per soffrire. 
Che dire di più? Quasi perfetti in tutto, anche nel reggere l'urto di due lunghi (Johnson e Ebi) pazzeschi. Oggi a Sassari avrebbe perso chiunque, e questa è la Dinamo che vogliamo vedere domenica prossima nella trasferta di Varese, ancora prima a punteggio pieno.


Sui singoli c'è poco da aggiungere. Detto di Travis Diener, in una parola: totale, passiamo agli altri. Il cugino Drake oggi è stato la spina nel fianco degli ospiti: 20 punti ben divisi nell'arco dei 29' giocati (ah, notare: 29' è il massimo minutaggio, nessuno è rimasto in campo di più), 4 su 4 dall'arco, 6 rimbalzi e 3 assist... una favola! Ottimo Thornton, che voleva dare soprattutto a se stesso un segnale ("una sola partita storta va bene, ora basta"): pochi tiri ma tanti falli subiti, e un avvio da cineteca fra triple, recuperi e rimbalzi... proprio l'atteggiamento che coach Sacchetti chiedeva ai suoi. Ignerski ha messo la palla a terra più del solito: ha capito che per lui al tiro da fuori non è periodo, e ha regalato spettacolo con una schiacciata da top-ten. Easley oggi pur avendo gli straordinari da fare, ha tenuto botta alla grande venendo fuori alla distanza. La panchina poi... semplicemente concreta. Sacchetti Jr. a parte, tutti sono andati a referto e hanno difeso alla morte, in un perfetto equilibrio fra i due lati del campo, con Mauro Pinton che ha fatto percorso netto dal campo: 4 su 4 e 10 punti (quando ha minuti in più gioca meglio, ma lo sapevamo già). Infine Marco Spissu, entrato a gara terminata non per segnare (un corale "tira!" ha scosso le pareti del palazzetto) ma per eseguire i giochi, in perfetta linea col sentirsi davvero parte integrante del gruppo e non comparsa da garbage time. Anche lui ha segnato, dalla lunetta, per completare la festa. E che festa!
Oggi l'unica nota stonata appartiene al pubblico, e bisogna stigmatizzarlo. I supporter di Avellino non andavano fischiati quando sul -20 continuavano a sgolarsi per onorare i loro colori sociali. Davvero brutta questa pagina di inciviltà, cui si affiancano i battibecchi visti da lontano con qualche cretino che poteva evitare di gettare da dietro ai tifosi biancoverdi le palle di carta. Non facciamo bella figura così, e comunque non si fa. Va bene intimidire, ma passare dalla parte del torto, quello no.
Eppure vi era stato sabato mattina un pressante appello dei responsabili del Commando, finalizzato al rispetto nei confronti dei tifosi di Avellino. Non tutti leggono le pagine facebook del Commando oppure quello che dicono (forse) non interessa molto...


Meo? Perfetto. La partita ha preso la piega giusta, proprio quella che lui voleva, e allora ha dato minuti importanti a tutti, dosando le energie mentali e fisiche dei suoi. Oggi la Dinamo ha seguito meglio e quindi coperto meglio i tagli back-door, con flottaggi più precisi. In una di queste occasioni una palla scippata da TD#12 ha dato una spinta decisiva per il primo lungo break. E' dalla difesa che si deve partire, l'abbiamo sempre detto. Ma anche in attacco la Dinamo ha saputo essere più brava: con la qualità che abbiamo nelle mani e nella testa, uno o due passaggi in più mandano in bambola gli avversari, e oggi è successo. E' la forza mentale che fa difendere e attaccare così, unita poi a quella smania di vincere che i nostri giocatori stanno contagiandosi con entusiasmo. Assieme alla partita vinta con Cantù, questa è stata quella più solida, direi più matura. Aver visto nei primi due mesi già due partite giocate con tale maturità non può che far sperare bene, bisogna continuare così.

Meo... ehm: chiama lo schema
La Dinamo è seconda in solitudine: 6 vittorie e 1 sconfitta, e noi non stiamo sognando, stiamo vivendo una realtà che non ha basi traballanti, e solo restando coi piedi per terra andremo avanti ancora. Nel mirino la partita stellare di domenica prossima, scontro diretto proibitivo: già, Varese non sta giocando le coppe, e già questo è per loro un grande vantaggio, unito al match in casa, vero, ma soprattutto unito a un sistema squadra e a una diffusa qualità in vari singoli del suo roster da fare invidia a Siena (tuttora in fase di ricostruzione) e Milano la milionaria, che dopo la sconfitta di stasera con Venezia dovrà cercarsi uno psichiatra davvero bravo. 
Pazienza, noi andiamo avanti, con onore e decisione.

gara delle schiacciate Final Four 2010 (Ebi Ndudi giocava nel Rimini):



venerdì 9 novembre 2012

Dinamo, arriva la Avellino di Giorgio Valli

coach Valli con la Dinamo, 2004-2005
(riconoscibili Parker, Rotondo, Guarino, Coleman)
Daily-basket_preview Dinamo vs Felice Scandone
Abbiamo archiviato felicemente la storica vittoria in Eurocup col Cajasol Sevilla di coach Aito Garcia Reneses (uno dei personaggi storici del baloncesto iberico di tutti i tempi), e ora guardiamo avanti, verso domenica. A Sassari arriva una squadra talentuosa ma in piena crisi di risultati e societaria. In giro circolano voci simili a quelle dello scorso anno: allora la situazione fu esplosiva, la F. Scandone fu una delle dominatrici del girone di andata, poi piano piano perse i suoi pezzi più pregiati, e ciò perché la società non pagava gli stipendi: questo è ciò che è successo quest'anno già a Napoli (Legadue), con Hubalek e Metreveli a spasso senza aver percepito una cippa, sta capitando attualmente a Caserta, e sta per rischiare di succedere nuovamente ad Avellino entro la fine dell'anno. Vorrei sapere perché la Lega non fa bene i suoi controlli all'avvio di ogni campionato. Ma non è tutto.

Coach Valli in conferenza stampa
Avellino è caduta nuovamente nello stesso errore: i passaporti. La notizia di oggi è che la Procura Federale ha aperto un fascicolo relativamente al tesseramento di Dwight Hardy: il consolato italiano non ha rilasciato il visto perché il luogo di nascita sul passaporto USA del giocatore è New York, mentre nel passaporto congolese è Brazzeville (Congo). Due luoghi di nascita in due passaporti... fate voi. Avellino ricasca nell'errore, per due volte ... che significa? Ricordiamo infatti la storia di Omar Thomas, che giocò un campionato vincente a Brindisi (l'anno che stravinse il campionato, lo stesso della nostra storica promozione coi playoff), poi ad Avellino, ma il suo passaporto sloveno fu riconosciuto come falso all'aeroporto di Fiumicino nel 2011, e lì grande macello per la società irpina, rea di aver tesserato un giocatore che era from U.S.A. e non sloveno. E ora siamo da capo. E non aggiungo altro. C'è da dire però che l'attuale vertenza Dwight Hardy sta creando l'ennesimo grattacapo alla Sidigas, che stava per tagliare Chris Warren per via dei suoi problemi fisici, e ora invece con ogni probabilità dovrà fare così con Hardy... nel frattempo gli irpini stanno trattando Gordic, il play bosniaco già visto a Roma lo scorso anno. Ad aumentare i problemi degli irpini poi ci si è messa la stampa locale, che ha fatto da megafono alle contestazioni dei tifosi (che stasera incontreranno la società) a coach Valli. Leggere frasi come questa è agghiacciante: "La Società Scandone si trova ad un bivio, deve assolutamente decidere quale strada percorrere: quella della rimonta o quella della rassegnazione. A mio avviso - afferma Giulio Ferraiuolo Segretario di OMNIUM SPORT di Autonomia Sud - la Società credo sceglierà la strada della rimonta, che implica la decisione di prendere con urgenza un play titolare e sostituire l’attuale allenatore; l’altra alternativa, cioè la strada della rassegnazione, è una scelta molto pericolosa in quanto significa reagire passivamente al non gioco che in questo momento sta offrendo Valli."

Linton Johnson: un centro puro
Tutto ciò per capire quale polveriera sia Avellino oggi, e come arrivi a Sassari per la partita di domenica. Lo Scandone ha 4 punti in classifica, frutto di due vittorie fantastiche con Bologna e Milano (propriamente non squadrette), per il resto solo ceffoni raccolti un po' ovunque, anche e soprattutto negli scontri diretti. Com'è oggi Avellino? Una squadra alla ricerca di una identità, con un roster davvero muscolare. La Sidigas ha costruito la sua squadra attorno al confermatissimo Linton Johnson, il possente centro 32enne di Chicago, che lo scorso hanno è stato fra i dominatori delle statistiche: stoppate, valutazione e rimbalzi. Quest'anno è un po' acciaccato, ma resta comunque una pivot puro di ruolo di assoluto valore, nella top-five delle stoppate. Al suo fianco uno dei giocatori più devastanti del campionato: Jeremy Richardson (passaporto georgiano, un vero lusso), 16 punti col 59% da 3, favoloso interprete dell'uno contro uno. Detto di Chris Warren, la guardia coi problemi fisici (11 punti a partita per lui col 65% da 2), Avellino può sfoggiare il play Mustafa Shakur, l'anno scorso assoluto protagonista nella sfortunata stagione di Casale, per lui basse percentuali ma 4,5 assist a partita. E' lui il termometro della squadra; sa fare un po' di tutto, ma spesso forza un po' troppo. Ebi Ndubi, 10 punti e 7 rimbalzi, è anche lui come Johnson nella top5 delle stoppate. Fra gli altri, sottolineo anzitutto l'inossidabile Valerio Spinelli, un moto perpetuo asfissiante in difesa e veloce in campo aperto; e soprattutto Nikola Dragovic, che ai 15 punti e 7,5 rimbalzi a partita unisce delle percentuali stellari al tiro. Questi sono i giocatori più rappresentativi. Il roster poi, lungo, si completa con vari naturalizzati e un greco: Mavraides, 8 punti e 2,4 assist a partita.

Jeremy Richardson ai tempi di Orlando
La squadra biancoverde nelle statistiche dei team evidenzia il 4° attacco del campionato con 79 punti (la Dinamo è 2° dopo Varese) frutto di 14 assist di media (3° forza del campionato). Avellino inoltre è 2° nel tiro da 3 col 42,1%, 5° nelle stoppate (3 di media), 4° nei recuperi (10,5 a partita), ma sanguinosamente 1° nelle palle perse, assieme a Pesaro: 18,7. E' una squadra che gioca molto in transizione e costruisce in fretta la maggior parte dei suoi tiri - come la Dinamo - mentre nell'attacco alla difesa schierata lascia molto spazio all'uno-contro-uno tanto contestato dalla stampa irpina. Insomma: una squadra che quando riesce a girare costruisce montagne di buoni tiri, quando invece non ragiona sfascia tutto. Con squadre che giocano così bisogna attaccare con costrutto, facendo lavorare la difesa avversaria, in modo da non prestare il fianco a contropiedi facili, e bisogna tornare in difesa velocemente, in modo da costringere i play a restare imbrigliati. Serve insomma la Dinamo che ha difeso contro Cantù, e quella che ha attaccato contro Pesaro.

Domenica si chiude la "8 giorni" casalinga, iniziata coi ceffoni di Brindisi (la partita dei sogni per ogni allenatore ospite) e proseguita coi muscoli di Siviglia. Ora bisogna farla terminare al meglio, perché la domenica seguente c'è la trasferta "impossibile" di Varese (in diretta RAI alle 20:00), primo vero banco di prova delle ambizioni e potenzialità dei biancoblù...

In chiusura: auspichiamo che chi scrive di basket per lavoro eviti di rifare i copia/incolla con questo blog, perché nessuno è fesso e ce ne siamo accorti da subito.


tifosi della Stella Rossa Belgrado contro Orleans il 7 novembre 2012

giovedì 8 novembre 2012

Prima storica vittoria in Eurocup: matato il Siviglia 87-84

la grinta di Dane DiLiegro 



Immediato riscatto, scintillante vittoria, e la Dinamo si riappropria del suo fortino. La Dinamo esordisce in Europa con una vittoria raggiunta col coltello fra i denti, e consegna alla sua storia un'altra felice pagina di basket. Ieri il palazzetto non era al tutto esaurito, complice la diretta su Videolina e Eurosport, ma circa 4000 anime hanno alzato il volume per spingere la squadra all'impresa.

Il Siviglia è partito in sordina, poi ha alzato la testa mettendo il naso avanti, ma infine ha dovuto issare bandiera bianca, quando Michal Ignerski si è ricordato di essere un giocatore di livello europeo. E' stato il polacco l'ago della bilancia ieri: quando era in campo ha perso l'uomo in difesa troppe volte e ha bisticciato con la palla in attacco; quando invece Meo l'ha fatto rifiatare in panca, Vanuzzo e Sacchetti jr. hanno dato difesa e concretezza ai giochi del Banco. Poi, quando Michal nel finale ha capito che era il caso di attaccare il canestro invece di sparacchiare senza costrutto dall'arco, la partita è cambiata.

Dane Diliegro mostra la maglia  versione "europea"
Ma la Dinamo non è stata solo Ignerski (lui ha dato il LA all'allungo finale e basta, prima c'era solo da mettersi le mani fra i capelli). Ieri la Dinamo ha ritrovato una buona circolazione di palla (che ha prodotto 15 triple a bersaglio) ed hanno dato tantissimo Travis Diener e Bootsy Thornton. Il play di Fond Du Lac ha gestito ritmi e giochi con una sapienza tecnico-tattica di altra categoria, e i suoi 8 assist (19 a 18 per la Dinamo -ieri- in questa voce statistica) hanno aperto la difesa ospite più volte, soprattutto in transizione. Thornton dal canto suo ha giocato la partita più solida a 360° da quando è a Sassari. Ci è piaciuto di più ieri che nella contesa di Pesaro, e i suoi 26 punti (6 su 7 da tre) e 4 rimbalzi sono stati accompagnati da una difesa intelligente sulle bocche da fuoco ospiti. Siviglia ha trovato in Asbury e Holland due terminali al tiro favolosi, ma ciò è successo soprattutto quando Bootsy era in panca. Per la Dinamo vorrei sottolineare le prove di Dane DiLiegro, preciso ai liberi (7/7) e tosto nel finale: un suo rimbalzo in attacco (con fallo subito) ha dato la carica ai sassaresi. Solo in difesa ha fatto un po' acqua, ma questo lo vedremo fra poco nel dettaglio, perché vale anche per i compagni di reparto. E poi Brian Sacchetti: immenso motore del testosterone dinamista. Ormai quando Brian entra in campo si assiste sempre a una grossa iniezione di energia per la Dinamo: difesa fisica e stretta (come ieri ha fatto anche Jack Devecchi), lotta a rimbalzo, e in attacco iniziative sempre giuste, in un perfetto equilibrio fra scelte di tiro da fuori e penetrazioni (3 assist, di cui un "no-look" a Jack che ha fatto spellare le mani ai tifosi che hanno assiepato le tribune). Infine Drake Diener: pochi tiri per lui, ma tutti ben selezionati (da qui le buone percentuali) e assistenza nei giochi (4 assist per lui). Per gli altri infine una serata di "supporto" (invero buono).
Gli equilibri della contesa: all'inizio le difese ballano il twist. Siviglia non si accoppia mai nel ritorno da canestro sbagliato, e per la Dinamo (e TD#12) è facile costruire buoni tiri in transizione. La Dinamo vola in fretta oltre i 20 punti, ed è solo il pressing sulle rimesse da fondo campo a fruttare qualche recupero agli ospiti. A proposito di questo: già con Brindisi e ieri anche con Cajasol Siviglia la Dinamo ha palesato qualche problema di troppo a gestire le rimesse da canestro subito davanti al pressing avversario, spero che lo staff tecnico prenda in seria considerazione delle contromisure efficaci, con qualche schema per evitare di gettare alle ortiche più di un pallone. Il pressing sulle rimesse è stata una delle armi più importanti con cui Brindisi ha costruito il suo allungo domenica scorsa, e anche Siviglia ha raccolto tanto. Meo: pensateci bene, ok?


TD#12 in uno splendido scatto di Luigi Canu
La partita poi è girata quando, verso il finale del secondo quarto e per buona parte della ripresa, la formazione spagnola ha iniziato a giocare bene in attacco i pick'n'roll e gli attacchi alla 2-3 ordinata da Sacchetti. Nel primo caso Siviglia, constatato che il nostro lungo nel pick'n'roll esce ad aiutare sul porta-palla con poca energia, e che poi la nostra difesa - pigra - non fa flottare qualcuno dai lati per coprire la "rollata" del lungo bloccante sotto canestro (come è successo guarda caso anche con Brindisi), ha fatto pervenire la palla bene sotto il ferro per comodissimi appoggi, spesso usando un triangolo con un secondo lungo sulle tacche laterali dei tiri liberi. Questa non-difesa della Dinamo va corretta (e nel finale, quando i distratti lunghi, Ignerski più degli altri, si sono adeguati, la partita è girata). Seconda cosa, Siviglia ha attaccato bene la nostra zona 2-3 col lungo sulla lunetta e l'altro ancora sulle tacche laterali dei tiri liberi: stessi passaggi a triangolo per il tagli dal lato stavolta degli esterni. Perché questo ha funzionato? Perché la nostra zona là non ha seguito i tagli. Altra cosa da corregere.

Per il resto non si può muovere altra critica alla nostra squadra: quando i ragazzi hanno capito di seguire i tagli sotto e di mettere la palla a terra in attacco per attaccare di più il ferro, Siviglia si è sciolta: non le sono bastati i due strepitosi colored. Ricordiamo che Siviglia è una delle squadre con l'età media più bassa dell'Eurocup, e in campionato infatti l'inesperienza di molti suoi giocatori ha prodotto solo una vittoria.
Altra nota assolutamente rilevante di ieri: l'arbitraggio. Ieri Sassari ha potuto vedere la qualità della terna che ha condotto la partita. Assoluta calma, chiamate di falli e di infrazioni precise, nessuna malattia di protagonismo, nessuna provocazione ai giocatori, nessun atteggiamento antipatico con il pubblico: davvero tutto un altro pianeta - sotto il profilo della professionalità e serietà come persone - rispetto ai ridicoli teatrini cui assistiamo nel nostro campionato (ma lì ci sono le multe da acchiappare, se no come si integra lo sponsor "A come..." per pagare i gettoni dorati di presenza?). E infatti la partita è andata avanti secondo il suo naturale incedere: un sogno, davvero un sogno.
Bene, godiamoci la vittoria, come dicevo: storica. Godiamoci la nuova maglietta europea (nella foto di Dane Diliegro, che su twitter è fra i più attivi), e pazienza se ieri non abbiamo visto ancora in campo Tony Binetti e Laguzzi: più avanti ci sarà spazio anche per loro. 1-0, mentre l'Orléans è stato bastonato 93-73 a Belgrado dalla blasonata Stella Rossa, una delle più forti squadre europee di tutti i tempi.



domenica 4 novembre 2012

Senza difesa non si vince. La passeggiata di Brindisi: 78-90

come di solito ci accolgono i tifosi del Brindisi a casa loro
pagelle di Valentina su dailybasket.it
Nicola per basketItaly.it
MarcoPortas su all-around.net

La doccia fredda arriva quando meno te l'aspetti, si dice, ma anche quando te la vai a cercare. La Dinamo resta a rifarsi il trucco davanti allo specchio e l'Enel Brindisi ringrazia e porta a casa due punti assolutamente meritati. Come un'adolescente distratta dal "quanto sono bella" che non sente il richiamo dei genitori "vai a studiare", la Dinamo resta ferma al palo e non sente i rimbrotti di coach Sacchetti, cui oggi non si può rimproverare niente. La difesa, questa sconosciuta. Nel commentare le scorse vittorie abbiamo più di una volta toccato questo tasto (andate a controllare), e a posteriori purtroppo avevamo ragione. Flottare post raddoppi? Quasi mai. Correre a recuperare l'uomo dopo che la difesa è collassata in area sulla penetrazione ospite? Macchè! Brindisi ha due punti, noi 10, li battiamo di sicuro, recuperiamo tranquillamente... e infatti Brindisi affossa la Dinamo prima con la difesa, poi con le triple dell'ultimo quarto. Ma non c'è solo questo. Andiamo con ordine.

Sin dall'inizio della partita ha suonato sinistra una campana: l'abbiamo sentita tutti non appena alla Dinamo nei primi possessi non sono entrate due triple libere libere e poi quando l'uomo arancio non ha fischiato un evidente fallo su Travis Diener in contropiede, mandando in bestia tutti, e poi la beffa: l'uomo in arancio va a provocare il play statunitense, e il nervosismo cresce: siamo solo al 2° minuto! N.B. preavviso di tecnico al secondo minuto è roba da campionato di serie C ! La partita prende quindi subito dei binari storti: gli ospiti eseguono i compiti, attaccano con pazienza, senza correre più di tanto, ed è sempre il passaggio in più (alla fine 22 assist per gli ospiti, 12 del solo Reynolds), a fare la differenza contro una difesa che non esiste e non vuole rimettersi in moto. La Dinamo continua a credere che "tanto abbiamo punti nelle mani", non scende dal piedistallo, e Brindisi allunga. La Dinamo raccoglie molti falli (23) ma ne fa pochi (12, ma soprattutto solo 1 solo nell'ultimo parziale), va tanto in lunetta (21 volte, solo 8 invece Brindisi) ma continua a vivacchiare cullandosi su una certezza di riuscire a metter a posto la contesa, ma non accade. Certo, quando nel terzo quarto gli uomini in arancione (chiamarli arbitri è troppo lusinghiero nei loro confronti) decidono di sanzionare il 3° fallo a un Easley che non ha toccato Gibson ma gli è solo andato vicino, e lo provocano, raccolgono quanto desiderato con cinismo: Tony ci casca in pieno, per quanto allontanato dal calmo Brian Sacchetti, si lamenta e arriva un fallo tecnico provvidenziale per gli ospiti: 4 su 4 di Gibson dalla linea della carità e poi tripla di Formenti, bravo a ricevere e convertire col tiro da fuori gli scarichi dei suoi. 7 a 0. La Dinamo precipita a -13 dopo essere risalita con enorme fatica al -6 e l'Enel riprende quella fiducia che stava perdendo: una valanga di triple a bersaglio mentre i biancoblu si mettono in ginocchio.

TD#12, l'unico del quintetto a meritare la sufficienza (foto di S. Madau)
E' anche vero che: tanti tiri oggi non sono entrati per un nonnulla (anche se TD#12 alla fine del primo tempo ha infilato una preghiera da 9 metri che qualche speranza l'ha data ai tifosi). E' vero anche che gli arbitri hanno dato una grossissima mano agli ospiti quando Sassari rientrava (3 volte, l'ultima è quella di Easley, premeditata), forse nelle alte sfere una Dinamo capolista non piace,  ma è la difesa del Banco la grande assente e colpevole. Vorrei dire a Michal Ignerski che i flottaggi si devono eseguire, che l'uomo non lo si segue fuori per lasciarlo poi entrare indisturbato in area coi backdoor, e poi dico una cosa alla squadra: Brindisi ha difeso bene sui nostri giochi dal perimetro: il 6 su 30 (20%, indecente) da 3 punti della Dinamo è molto frutto degli adeguamenti della difesa brindisina su pick and roll e scarichi fuori; poi i ragazzi di Bucchi hanno coperto sempre la prima linea di passaggio, sempre. La Dinamo invece lasciava Brindisi libera di girare la palla fuori dall'arco senza pressione, e poi collassava su giochi semplici di dai e vai e penetra/scarica. Bucchi ha raccolto il massimo con giochi semplici. La Dinamo è riuscita a raccogliere molto dalle penetrazioni: vari tiri liberi post fallo e assist, perché allora non farlo di più quando Brindisi difendeva davvero bene sull'arco, lasciando libere le corsie di penetrazione? Mistero.


Ma ancora, dov'era il testosterone della Dinamo oggi? Annegato dal profumo che la squadra si spruzzava addosso allo specchio, mentre rimirava la sua bellezza da capolista. In difesa, il solo Brian Sacchetti ha dato il massimo, anche menando le mani, e infatti ha avuto 18 minuti (anche 12 punti) dal coach. Oggi la panchina ha dato tanto, perché anche Il Capitano ha menato le mani (e segnato 7 punti, fra cui una tripla provvidenziale) e lo stesso Devecchi ha corso. 22 punti dalla panchina sono una benedizione, ma il quintetto? A mettersi la cipria. Forse il solo TD#12 ha fatto qualcosa che possa avvicinarsi alla sufficienza: Travis sta difendendo come non faceva lo scorso anno, anche se ha dei limiti fisici ben noti, ha dato anche 5 assist, è stato il miglior marcatore, ha avuto il più alto indice di valutazione. E gli altri? Detto di Ignerski che non difende manco con la rivoltella alla tempia, annoveriamo la giornata tragica di Thornton (non ingannino gli ultimi due canestri a partita in ghiacciaia), una davvero opaca di Drake Diener (il sorvegliato speciale, sarà così tutto l'anno) e lo stesso Easley ha avuto pause tremende sotto le plance (5 schiacciate concesse a Simmons). E non parliamo poi di Diliegro, capace di sbagliare rigori a porta vuota, e poi di Pinton, la brutta copia (in una percentuale di 5 partite a 1) di quello visto domenica scorsa.
Sarebbe bastato un po' di ordine, meno leziosità in attacco e una difesa appena decente per portare a casa la partita e i 2 punti tanto preziosi (a proposito: Varese ha passeggiato a Caserta e vola a 12 punti).

Il Commando (foto di Luigi Canu): neanche sul -20 ha smesso di sostenere la squadra.
Una doccia fredda, o forse è meglio dire: un bagno di umiltà. Siamo all'inizio del campionato, in 6 partite abbiamo vinto 5 volte, quindi va bene così. La squadra deve difendere, come coach Sacchetti predica (e pure a voce alta). Ragazzi, ricordatevi che con gli attacchi si possono vincere diverse partite, ma è con le difese che si portano avanti campionati di vertice. Rimboccatevi le maniche, e domenica - perché di mercoledì proprio non mi interessa - voglio vedere quella difesa che ha annichilito Cantù. Quella è la Dinamo che vince.

In chiusura: l'unica nota non stonata di stasera è stata quella musicale: graditissima sorpresa con la musica dal vivo (mille volte meglio della discomusic sparata a palla sulle casse): La Pillola. Spero ritornino.