mercoledì 24 ottobre 2012

Victoria Libertas Pesaro sulla strada della Dinamo



Dove eravamo rimasti? Ah, sì: restiamo coi piedi per terra. In città gli appassionati, malati dinamisti camminano a qualche centimetro da terra (mai la Dinamo era partita così bene nella sua neonata carriera nel basket che conta), ma questo motto calza a pennello. Quattro giornate sono niente, la strada è lunga e fra un paio di settimane inizierà il bimestre di ferro, coi ragazzi di Meo Sacchetti in campo praticamente sempre fra campionato ed Eurocup. Il coach l'ha confidato alla stampa: vuole più vittorie possibile ora, perché fra poco un calo ci sarà (tocchiamo gli amuleti del caso). Domenica la Dinamo prende di nuovo l'aereo, alla volta di Pesaro.

Il presidente Franco Del Moro quest'anno ha dovuto ridimensionare tutto: i fasti della scorsa stagione sono quasi appannati (stessa sorte della Dinamo: eliminata in semifinale), i giocatori migliori sono volati verso altri lidi, e questa è la stagione del nuovo inizio. La Victoria Libertas ha scelto di dare fiducia ad un gruppo di italiani di tutto rispetto: in cabina di regia è stato confermato anzitutto Cavaliero, che lo scorso anno ha avuto poco spazio causa la presenza di giocatori come Hackett e Hickman, e si attende da lui un qualcosa di simile a quanto visto a Montegranaro, dove Daniele ha prodotto forse le sue migliori stagioni. Lo affianca Andrea Traini, giovane play di Loreto, che ha delle caratteristiche molto simili: corre tantissimo, attacca bene l'uomo e pare avere energie inesauribili (il fatto che il suo idolo sia Pozzecco parla chiaro). Il plotone tricolore poi è arricchito da due lunghi esperti e validi: anzitutto Andrea Crosariol, il totem del team (210cm per 114kg di peso) che va forte a rimbalzo ma sa anche correre; quest'anno per lui più minuti rispetto alla scorsa stagione romana, ma anche cifre migliori. Poi Valerio Amoroso, ex Teramo e Bologna sponda Virtus, che ha più o meno le stesse cifre, ma è caratterialmente diverso: mentre infatti Crosariol "il suo" lo fa sempre, Amoroso è più umorale... in certe partite spacca il mondo (varie volte 30 punti), in certe altre invece virgola. Logico definirlo l'ago di una bilancia impazzita, che a Pesaro sta però trovando maggiore continuità. Degli altri italiani il più noto è Simone Flamini, uno specialista nel tiro dall'arco ma anche un difensore di ferro. Il suo avvio di stagione non è stato all'altezza delle annate precedenti, ma lui è uno che è sempre meglio averlo in rosa, e poi a Pesaro è amatissimo, quindi ha sempre grandi motivazioni. Completano poi il quadro le ali Tortù e Amici, che non hanno però quasi visto il campo.

Fra i giocatori stranieri, persi i vari James White, Jumaine Jones, Hickman e il solidissimo Lydeka (che alla Dinamo ha fatto tanto male coi suoi tagli in area dalle tacche), coach Ticchi (anche lui nuovo - allenò da capo a Rimini una dozzina di anni fa) può contare sull'apporto dell'ala statunitense Barbour (12.3 punti, 6 rimbalzi, ma percentuali al tiro invero basse), sull'altra ala Mack, anche lui made in USA (quasi le stesse cifre di Barbour, ma con percentuali decisamente migliori), il solido centro Bryan proveniente da Venezia (7,3 punti, 4,6 rimbalzi), ben conosciuto nel nostro campionato e infine la guardia Reggie Hamilton (stesso minutaggio di Cavaliero, ma meno produttivo). 

Dando un'occhiata alle statistiche, la VL Pesaro appare nella Top Five solo in due classifiche: è quarta (dietro alla Dinamo) per percentuale ai tiri liberi (75,8%) e poi è terza nelle palle recuperate (11,5 a partita). In questo campionato Pesaro ha un record di 2 vinte e 2 perse: ha perso all'esordio in casa con Roma, di misura (-4), poi ha vinto a Biella (+4), ha battuto largamente Venezia di 13 punti e infine domenica scorsa  ha perso di 5 a Siena, dopo aver menato le danze a lungo. Quest'ultima sconfitta è da valutare positivamente, certo Siena non è la corazzata degli scorsi anni (l'abbiamo già detto anche noi), ma è sempre un osso durissimo.

Dalla sua la Dinamo arriva alla quinta di campionato con lo slancio e il piglio di chi fino ad ora ha fatto chinare il capo a tutti. Le due squadre sono arrivate ai finali di gara a contatto con gli avversari in 3 partite su 4, segno che non mollano mai. Solidità mentale e difesa le solite armi per vincere la contesa: ma in questa partita ciò conta ancora di più. Lo diciamo sotto voce, ma domenica Varese ospita Cantù, e procediamo subito a toccare ferro. Siamo sassaresi, quindi siamo scaramantici.

1 commento:

SoloDinamo ha detto...

insomma Pesaro sembra una buonissima squadra, anche se è molto diversa da quella vista la scorsa stagione.
La Dinamo deve procedere secondo le direttive del tecnico, un passo alla volta, certo un nuovo successo avrebbe l'effetto di galvanizzare oltre ogni limite il nostro ambiente, ma anche un risultato avverso non cambierebbe di tanto i nostri obiettivi.
Salvezza tranquilla....ovvio no ?
:-)))))))