martedì 30 ottobre 2012

Varese raggiunge la Dinamo in vetta, spettacolo a Masnago. Ora 8 giorni con la Dinamo


Ma che bella che è questa Varese! L'impronta di coach Vitucci si vede: come ad Avellino le scorse due stagioni, anche a Varese possono godere di un basket champagne spettacolare, e non a caso la Cimberio è la prima squadra per punti segnati (davanti alla Dinamo). Qualcosa significherà. Ieri sera, la squadra biancorossa ha giocato una partita quasi perfetta e ha vinto con merito il derby con i cugini canturini. La squadra di Trinchieri in questo avvio di stagione non ha avuto fortuna: le due sconfitte sono arrivate sulla sirena , prima con la magia di mastro Drake qui a Sassari, poi con lo scarto ridottissimo di ieri (4 punti vs Varese). In entrambe le partite Cantù è stata a lungo sotto, ma ha mostrato una tenuta mentale invidiabile, degna di squadra d'alto rango: Cantù non muore mai, e come a Sassari, anche ieri i ragazzi della presidentissima Cremascoli hanno rimesso in piedi la contesa, vedendosi però sfuggire la vittoria all'ultimo. Cantù è in un momento delicato: battaglie in Eurolega, battaglie in campionato, e sta evidenziando una pecca: la cabina di regia. Jerry Smith sta un po' tradendo le aspettative, alte nel bell'inizio di stagione che ha vissuto, peraltro il -5 nella valutazione di ieri significa tanto, e il giovane Tabu (ex Cremona) ha fatto vedere le cose migliori, ma è un po' inesperto.

Dunston affonda la bimane (foto Legabasket)
Chi non ha problemi in cabina di regia è proprio Varese: Mike Green  è un motore inesauribile, così anche il suo cambio De Nicolao (nazionale under 19, un giocatore simile a Traini, infortunatosi contro la Dinamo domenica), ma anche Adrian Banks gioca allo stesso modo, quello che Vitucci ama. Semplicissimo: le squadre di Vitucci amano correre anche da canestro subìto, puniscono i rientri lenti delle difese avversarie e attaccano nell'uno contro uno molto bene, lo stesso Ebi Ere fa di questo gioco la sua forza. Varese quindi è simile alla Dinamo: spesso le servono pochi passaggi per aggredire la difesa avversaria e costruire un buon tiro, e questo basket ha portato le due squadre in vetta. Varese dalla sua però ha diverse cose che le danno un grande vantaggio: Rush e Cerella - altri due motori da corsa - non stanno bene e sono fermi; ancora: Dunston, il giovane centro americano, è una macchina offensiva e difensiva esiziale (unica pecca: i falli, altrimenti sarebbe devastante); ma soprattutto Varese non deve giocare le coppe, la Dinamo invece sì, e proprio domenica prossima inzia il bimestre di ferro, con tre partite consecutive in casa: Brindisi, Siviglia e infine Avellino.

Coach Sacchetti, ieri gradito ospite a Masnago e alla Rai, ha parlato chiaro: la panchina della Dinamo in Eurocup giocherà tanto, e questa notizia ci fa piacere perché in questo splendido avvio di stagione il quintetto è stato spremuto tantissimo, secondo le logiche della vecchia pallacanestro degli anni che furono, quando fra quintetti base e panchina c'era uno stacco netto (oggi la regola invece è: costruire corazzate da 10-12 elementi, se hai i soldi). La Dinamo andrà a Varese proprio dopo le due partite casalinghe di cui stiamo parlando, segnatevi la data: 18 novembre.

Dietro intanto, detto di Cantù, annoveriamo la débacle di Milano, la ricca Milano di Giorgio Armani e Scariolo, che non ha ancora risolto il vero problema delle "scarpette rosse": la tenuta mentale, e la risalita di Siena, che proprio ieri sera ha massacrato Biella (ancora priva di capitan Soragna) e ora è seconda da sola. Fra le altre credo meriti una menzione speciale Roma. La squadra capitolina è stata costruita quasi all'ultimo momento e attorno al suo nuovo capitano Gigi Datome. L'ala tanto amata a Olbia e in Sardegna ha ripagato la fiducia della società con un avvio di stagione pazzesco: le sue cifre sono da superstar.

L'Enel al Palapentassuglia: un vero fortino

Torniamo alla Dinamo, e alla calma che sta predicando Meo 'O ciclista. Come dicevamo ci attende una 8 giorni casalinga, e domenica arriva l'Enel Brindisi di coach Piero Bucchi. La società questa estate ha speso tanto (lo sponsor del resto è di quelli forti), ma non ha ancora trovato la quadratura del circolo. I biancoblu pugliesi occupano l'ultimo posto in classifica in compagnia di Montegranaro e Biella (già battute dalla Dinamo), a 2 punti. L'unica vittoria è stata alla terza giornata con la Vanoli Cremona, per il resto niente. La squadra di Bucchi ha la peggiore difesa del campionato (89 punti subiti a partita), pur avendo nelle sue file il miglior stoppatore: Cedric Simmons è un animale dell'area colorata, e anche se segna poco (e ciò perché la squadra gioca molto sugli esterni, come la Dinamo) fa sentire la sua presenza con un gioco molto fisico. L'Enel però ha il terzo marcatore del campionato: Jonathan Gibson. Il play americano segna quasi 20 punti a partita, tira benissimo da 2 (63%) e ai liberi (84,5%), ma dà pochi assist. E' anche il primo del campionato per palle perse: 5 di media, davvero tante. E' comunque il barometro delle fortune/sfortune dei suoi. Il roster degli stranieri poi annovera l'ala Robinson (11 punti in 29' di utilizzo), la guardia Reynolds (12 punti in 31'), il lungo Grant (6 punti e 4 rimbalzi di media), e infine il sempreverde Ndoja, giramondo del basket già visto con il Capo d'Orlando di Meo Sacchetti 4 anni fa, le cui cifre non dicono niente. Fra i nostrani conosciamo bene l'ala Jeff Viggiano e il play Fultz (ex Teramo) che contro la Dinamo hanno sempre giocato bene in passato; infine Matteo Formenti, la temibile guardia tiratrice che qualche stagione fa a Cremona finì terza nella classifica del tiro da 3, con un imperioso 47,5%. Questi sono i giocatori più rappresentativi.

Come dicevamo Brindisi costruisce molto gioco sugli esterni, e non disdegna la corsa: in transizione produce una grossa fetta del suo fatturato, mentre è l'attacco alla difesa schierata a stentare un po'; in tali circostanze sono gli uno-contro-uno l'arma preferita dagli americani. E' una squadra abbastanza giovane (quindi: freschezza fisica ma anche un pizzico di inesperienza), i più "anziani" sono proprio Fultz e Formenti (30 anni compiuti nel 2012), ma ha un roster lungo: il presidente Marino non ha badato a spese, ha voluto costruire una squadra nutrita per evitare la brutta figura di due stagioni fa... la neo promossa dalla Legadue nel 2010 venne smantellata e ricostruita (Pinton venne a giocare da noi dopo una stagione da ottimo cambio in Legadue: quanto ci fecero male le sue triple!) fino ad arrivare ultima, risalendo però l'anno scorso dopo l'ennesima stagione esaltante. Brindisi giunge alla partita con la Dinamo dopo la solenne batosta vista in TV con la Reyer Venezia, e le servono punti subito, perché la classifica si sta sfilacciando. La Dinamo dal canto suo con queste due partite consecutive in casa ha l'occasione di provare ad allungare ancora, e la solidità mentale assieme alla difesa devono essere le basi di questo momento della stagione, come lo sono state nelle prime giornate. Ieri, coach Michelini durante una pausa della telecronaca ha evidenziato alcune cose fondamentali che ci riguardano: la Dinamo ha vinto tutti i supplementari giocati in Lega A e anche tutti gli arrivi in volata. Tocchiamo gli amuleti del caso, e auspichiamo che nelle prossime partite non si arrivi all'ultimo giro di lancette con il risultato in dubbio. Ah, noi tifosi ci saremo, come sempre.
CALENDARIO ufficiale EUROCUP :


07 novembre 2012 20:30: Dinamo Banco di Sardegna – Cajasol Siviglia

14 novembre 2012 20:30: Orleans Loiret – Dinamo Banco di Sardegna

21 novembre 2012 19:15: Stella Rossa Belgrado – Dinamo Banco di Sardegna

28 novembre 2012 20:30: Dinamo Banco di Sardegna – Stella Rossa Belgrado

05 dicembre 2012 20:30: Cajasol Siviglia – Dinamo Banco di Sardegna

12 dicembre 2012 20:30: Dinamo Banco di Sardegna – Orleans Loiret

domenica 28 ottobre 2012

Bootsy Thornton guida la Dinamo alla 5° vittoria!



INTERVISTA POST GARA A MEO SACCHETTI
MEO PER L'UNIONE SARDA
BOOTSY ESALTATO SULLA ROSEA ! 

Spero che dopo oggi tutti quelli che continuavano a dire: "Ma quando entrerà in forma Thornton?" o "aspettiamo Bootsy" (quindi i soliti scontenti) ora la smettano di sibilare. Thornton ha già giocato bene, per i compagni, e si è visto, oggi l'asse si è solo spostato sui punti segnati (e che spettacolo!). Stasera Bootsy ha massacrato una Pesaro che si è spenta alla distanza, e che ha segnato nei momenti topici: all'avvio, quando la VL era tonica e correva bene, e alla fine, quando i giovani colored stavano per ritrovare fiducia. Li ha messi in ginocchio uno ad uno, e quando anche TD#12 ha iniziato a segnare (dopo aver fatto girare la squadra a dovere), per Pesaro è stata notte fonda.

Immenso Thornton! (foto dal sito della Dinamo)

Che partita ragazzi! Come domenica scorsa il primo quarto è stato una sparatoria senza difese: percentuali altissime e tabellone che corre impazzito, con Thornton a punire da fuori i raddoppi sui Diener, ma soprattutto Tony E. a spostare gli equilibri con chirurgici tagli sotto le plance, dove Crosariol non ci capisce niente e il colored ringrazia recapitando a canestro palloni preziosi. Coach Ticchi temeva i cugini terribili, e ha giostrato la sua difesa su loro, ma i precisi scarichi di Travis e Drake hanno innescato il pluri campione d'Italia, che ha risposto presente con un cinismo da grande star e il giovane He_so_Slim.

Nel secondo quarto la Dinamo vive il suo momento peggiore: gli arbitri inventano un fallo inesistente su una tripla, mandano ancora Pesaro in lunetta con fallo su tripla, e poi con la bacchetta magica fanno materializzare dal nulla cosmico un fallo tecnico a TD#12. Ben 11 tiri liberi gratis per i padroni di casa, Pesaro fa buon bottino e mette la freccia. Ma la Dinamo trova in Pinton una risposta ai problemi offensivi (la difesa di Pesaro è in puro stile piovra) e Sassari resta in partita, pur con qualche patema d'animo.

Nel secondo tempo la musica cambia: la Dinamo alza il volume in difesa e TD#12 innesca le bocche da fuoco biancoblu: tutti entrano in partita, anche uno spento Ignerski, e quando Thornton mette 3 triple di fila su Pesaro cala la notte. La partita termina in crescendo, e il nervosismo dei locali porta al fallo tecnico di Cavaliero, fino a quel momento prezioso dall'arco ma pessimo nel far girare i suoi. Si spegne anche Barbour (19 punti nel primo quarto, solo 2 nei seguenti 3), e Pesaro alza bandiera bianca. 90-100 e i tifosi di Sassari si lucidano gli occhi con una squadra che quando gioca male comunque resta in partita, mntre quando gioca bene spazza via ogni ostacolo. E' il nostro momento, quindi godiamocelo.
Passando ai singoli, iniziamo da quel 40 di valutazione con cui Bootsy Thornton ha ucciso la contesa: 13 su 18 dal campo, 5 rimbalzi, 8 recuperi (tutti coprendo le linee di passaggio sugli esterni, quindi preziosissimi) e anche 3 assist. In una parola: mostruoso. I cronisti di Pesaro hanno iniziato la telecronaca ricordando una prestazione monstre di Bootsy qualche anno fa con Cantù, oggi sono tornati a casa con gli incubi (della serie: se l'hanno tirata). Travis Diener: ancora una volta lucido a punire i raddoppi con scarichi pennellati (uno in puro stile baseball su Easley è stato di categoria superiore), ha segnato un po' di più sul finale contribuendo a mettere i mattoni decisivi sulla partita. Quando Travis sta bene fisicamente può fare quasi tutto, anche difendere, e oggi l'ha fatto... il suo inizio di stagione è favoloso. Nota stonata: gli assist a referto sono 5, al referto chi era seduto al pc gli ha voluto male (ne mancano almeno 4, pazienza), ma alla fine non conta poi tanto: il basket è uno sport di squadra (e la squadra ha vinto). Drake Diener è stato marcato molto fisicamente in avvio: è soprattutto su di lui che coach Ticchi ha costruito la sua difesa. Drake ha avuto pazienza, ha dato il LA all'allungo in apertura della ripresa, e più dei suoi 16 punti hanno pesato ben 6 rimbalzi; non scordiamoci poi i suoi 3 assist. Michal Ignerski oggi è stato il punto debole dei sassaresi: disattento in difesa (la sua costante di questo avvio di stagione; ma ricordiamolo: non ha quasi fatto ferie, causa impegni con la nazionale), ha tirato male, ma nel finale anche lui ha messo una mazzata con quella tripla dall'angolo tirata con le mani della difesa in faccia. Tony E. dal canto suo è stato favoloso: ottimo in avvio, punti facili (saranno 15 alla fine) e prezioso a rimbalzo: 10 in tutto, di cui ben 7 (wow!) in attacco, che hanno regalato extra possessi d'oro alle sapienti mani dei nostri esterni. La panchina ora. Beh, la panchina oggi ha un nome e un cognome: Mauro Pinton. Strepitosa tripla alla fine del primo quarto (palleggio, step back and shoot, nothing but net!), canestri pesanti nel secondo, quando la Dinamo arrancava dietro ai lanciatissimi padroni di casa, e nei 14 minuti concessi da Meo Sacchetti il veneto di Mestre ha dato tutto (solo appannato in difesa sull'arco). L'abbiamo visto assieme a Travis, per lunghi minuti, come a noi piace tanto, ma anche da primo e unico play ha giocato bene. Dagli altri si è avuto davvero poco: pochi minuti per tutti e duro lavoro dietro (un solo canestro per Diliegro, poi niente altro).


Tony E. (fonte: sito Legabasket)

Dove ha vinto la Dinamo, detto già dei canestri di Thornton e della partita in crescendo di Travis Diener? Ancora una volta in difesa. Leggete queste cifre: saldo perse/recuperate per Pesaro -13 (25 perse, un oceano), per la Dinamo invece +3 (18-15). La Dinamo ha rotto i giochi dei padroni di casa, che hanno trovato tanti canestri da situazioni di isolamento ma nell'attacco ragionato hanno fatto acqua da tutte le parti. Altra cifra notevole il saldo rimbalzi: 31 a 25 per la Dinamo, con ben 14 carambole acchiappate sotto il canestro biancorosso. Puoi avere gli assist di Travis, le triple di Bootsy, le penetrazioni di Drake, ma se non difendi gli altri giocano bene e ti bastonano. E pazienza se oggi la Dinamo ha tirato solo 10 liberi (23 invece per la VL) pur avendo attaccato molto il canestro: non possiamo pretendere arbitraggi amici, noi non abbiamo blasone, quindi ci dobbiamo zappare tutto (c'è chi invece raccoglie gratis: vedi Pesaro nel secondo parziale, come detto sopra).

L'ho già detto? No, rimedio subito: quinta vittoria di fila in avvio, primo posto confermato con personalità, e ora aspettiamo Brindisi, oggi sconfitta in casa da una Reyer Venezia in ripresa. Restiamo ancora coi piedi per terra, ma continuiamo anche a sorridere, questo autunno sassarese è così bello!

mercoledì 24 ottobre 2012

Victoria Libertas Pesaro sulla strada della Dinamo



Dove eravamo rimasti? Ah, sì: restiamo coi piedi per terra. In città gli appassionati, malati dinamisti camminano a qualche centimetro da terra (mai la Dinamo era partita così bene nella sua neonata carriera nel basket che conta), ma questo motto calza a pennello. Quattro giornate sono niente, la strada è lunga e fra un paio di settimane inizierà il bimestre di ferro, coi ragazzi di Meo Sacchetti in campo praticamente sempre fra campionato ed Eurocup. Il coach l'ha confidato alla stampa: vuole più vittorie possibile ora, perché fra poco un calo ci sarà (tocchiamo gli amuleti del caso). Domenica la Dinamo prende di nuovo l'aereo, alla volta di Pesaro.

Il presidente Franco Del Moro quest'anno ha dovuto ridimensionare tutto: i fasti della scorsa stagione sono quasi appannati (stessa sorte della Dinamo: eliminata in semifinale), i giocatori migliori sono volati verso altri lidi, e questa è la stagione del nuovo inizio. La Victoria Libertas ha scelto di dare fiducia ad un gruppo di italiani di tutto rispetto: in cabina di regia è stato confermato anzitutto Cavaliero, che lo scorso anno ha avuto poco spazio causa la presenza di giocatori come Hackett e Hickman, e si attende da lui un qualcosa di simile a quanto visto a Montegranaro, dove Daniele ha prodotto forse le sue migliori stagioni. Lo affianca Andrea Traini, giovane play di Loreto, che ha delle caratteristiche molto simili: corre tantissimo, attacca bene l'uomo e pare avere energie inesauribili (il fatto che il suo idolo sia Pozzecco parla chiaro). Il plotone tricolore poi è arricchito da due lunghi esperti e validi: anzitutto Andrea Crosariol, il totem del team (210cm per 114kg di peso) che va forte a rimbalzo ma sa anche correre; quest'anno per lui più minuti rispetto alla scorsa stagione romana, ma anche cifre migliori. Poi Valerio Amoroso, ex Teramo e Bologna sponda Virtus, che ha più o meno le stesse cifre, ma è caratterialmente diverso: mentre infatti Crosariol "il suo" lo fa sempre, Amoroso è più umorale... in certe partite spacca il mondo (varie volte 30 punti), in certe altre invece virgola. Logico definirlo l'ago di una bilancia impazzita, che a Pesaro sta però trovando maggiore continuità. Degli altri italiani il più noto è Simone Flamini, uno specialista nel tiro dall'arco ma anche un difensore di ferro. Il suo avvio di stagione non è stato all'altezza delle annate precedenti, ma lui è uno che è sempre meglio averlo in rosa, e poi a Pesaro è amatissimo, quindi ha sempre grandi motivazioni. Completano poi il quadro le ali Tortù e Amici, che non hanno però quasi visto il campo.

Fra i giocatori stranieri, persi i vari James White, Jumaine Jones, Hickman e il solidissimo Lydeka (che alla Dinamo ha fatto tanto male coi suoi tagli in area dalle tacche), coach Ticchi (anche lui nuovo - allenò da capo a Rimini una dozzina di anni fa) può contare sull'apporto dell'ala statunitense Barbour (12.3 punti, 6 rimbalzi, ma percentuali al tiro invero basse), sull'altra ala Mack, anche lui made in USA (quasi le stesse cifre di Barbour, ma con percentuali decisamente migliori), il solido centro Bryan proveniente da Venezia (7,3 punti, 4,6 rimbalzi), ben conosciuto nel nostro campionato e infine la guardia Reggie Hamilton (stesso minutaggio di Cavaliero, ma meno produttivo). 

Dando un'occhiata alle statistiche, la VL Pesaro appare nella Top Five solo in due classifiche: è quarta (dietro alla Dinamo) per percentuale ai tiri liberi (75,8%) e poi è terza nelle palle recuperate (11,5 a partita). In questo campionato Pesaro ha un record di 2 vinte e 2 perse: ha perso all'esordio in casa con Roma, di misura (-4), poi ha vinto a Biella (+4), ha battuto largamente Venezia di 13 punti e infine domenica scorsa  ha perso di 5 a Siena, dopo aver menato le danze a lungo. Quest'ultima sconfitta è da valutare positivamente, certo Siena non è la corazzata degli scorsi anni (l'abbiamo già detto anche noi), ma è sempre un osso durissimo.

Dalla sua la Dinamo arriva alla quinta di campionato con lo slancio e il piglio di chi fino ad ora ha fatto chinare il capo a tutti. Le due squadre sono arrivate ai finali di gara a contatto con gli avversari in 3 partite su 4, segno che non mollano mai. Solidità mentale e difesa le solite armi per vincere la contesa: ma in questa partita ciò conta ancora di più. Lo diciamo sotto voce, ma domenica Varese ospita Cantù, e procediamo subito a toccare ferro. Siamo sassaresi, quindi siamo scaramantici.

domenica 21 ottobre 2012

Dinamo "Forza 4". Espugnato il Taliercio!

ovvero, Dinamo forza 8 (punti)

BELL'ARTICOLO SU TRAVIS TD#12
LE PAGELLE DI VALENTINA SU DAILYBASKET.IT
Incredibile, incredibile, incredibile! O invece... cosa? Venezia torna finalmente a casa, il pubblico è caldo, la partita vola via veloce, ma alla fine è la bandiera del Commando quella che sventola perentoria in laguna. Meo Sacchetti ha messo la firma su una gara d'altri tempi, avvincente dal primo minuto fino all'ultimo. Solo che l'ultimo, con la tripla di Travis che in 3 secondi riceve palla, una spinta, poi cade, si rialza e quasi centra il canestro (palla letteralmente sputata dal ferro, beffardo), beh, l'ultimo minuto non è bastato. Già, ce ne sono voluti altri 5, di minuti, ma alla fine la vittoria tanto rincorsa e desiderata è arrivata. Avete presente due auto in corsa a folle velocità nel traffico? Sportellate, sorpassi, poi una mette il paraurti avanti, di un solo centimetro, e vola via... Questa è stata Reyer-Dinamo.

Ignerski: una partita positiva

La partita ha vissuto due tempi totalmente diversi: nel primo gli attacchi hanno nettamente surclassato le difese: se guardate le percentuali dei primi 20' vi sembrerà di leggere cifre da fantascienza. E invece sono cifre reali: figlie di una gestione dei possessi offensivi giocata quasi a perfezione. Clark e TD#12 corrono, segnano, e fanno girare le squadre a mille. E mentre Bulleri dona alla sua Reyer nuova linfa, Pinton appanna appena i giochi di coach Sacchetti, ma la Dinamo tiene, pur con qualche amnesia difensiva da codice penale (Ignerski in difesa ha fatto molta acqua). La Dinamo però c'è, e si vede: punisce ogni errore dei lagunari e resta in linea di galleggiamento, in scia, pronta a mettere il naso avanti. Più avanti ci riuscirà molte volte. Prima però dovrà fare i conti con l'immenso Diawara, che nel solo terzo quarto fa pentole, coperchi, manici e pietanze. Quasi da solo porta Venezia sul +10 e per la Dinamo pare notte fonda. Ma Diawara commette anche un errore grossolano: alza il gomito su Thornton a gioco fermo e Cicoria gli sanziona un fallo tecnico che la Dinamo capitalizza con 4 punti in fila.
Meo Sacchetti a questo punto tira fuori dal cilindro prima una zona 2-3, poi di nuovo uomo, poi una 1-3-1 (una sola azione, ma manda fuori giri i ragazzi di Mazzon), ancora la uomo, piano piano la Dinamo risale e mette il naso avanti imponendo il suo ritmo. La partita da quel momento prosegue come in una arena di gladiatori: volano botte da orbi, gli arbitri fischiano molto (46 falli complessivi, 51 tiri liberi conseguenti per le due squadre) e mentre Venezia sparacchia dalla linea della carità (8 errori, per un 16 su 24 che sanguina ancora), la Dinamo invece mantiene i nervi saldi (23 su 27, un 85% favoloso) e riprende a menare le danze. La risalita della Dinamo mette paura a Venezia, e si vede: Diawara sparisce dal campo, Clark bisticcia nella costruzione del gioco (anche se risulterà poi il migliore dei suoi per punti e leadership) e si arriva all'ultimo possesso. Dopo un canestro magico di Clark, la Dinamo ha appena più di 3 secondi per provare a portare a casa la gara. Drake viene assalito come da una muta di cani: trattenuto, poi spinto, poi coperto in anticipo. Dalla rimessa esce Travis Diener con la palla in mano, prende una spinta, parte in palleggio sulla sinistra ma scivola... però stiamo parlando di TD#12... il suo ball-handling lo fa rialzare in una frazione di secondo, e Travis riesce anche a tirare. L'ennesimo tiro da cardiopatici... tutti col naso in su... io sono in piedi sul divano... trattengo il fiato... e il ferro dice "no, si va ai supplementari". L'adrenalina corre spietata lungo il corpo, parre ridere e divertirsi di brutto.


I canestri decisivi - da BasketInside

Venezia alla ripartenza prende inerzia ma la Dinamo ribatte colpo su colpo, e quando sul -1 capitano Vanuzzo assiste un taglio back-door di Mastro Drake, che ringrazia e recapita nel cesto il più facile degli appoggi, Venezia traballa e si trova a chiamare time-out con una decina di secondi da gestire. E' ancora Drake a fare la magata: attende Clark, lo accompagna sulla mediana, non abbocca alla finta anzi alza la mano... e funziona: Clark, innervosito e con tutte le linee di passaggio chiuse dall'ottima difesa sassarese, alza la parabola e la palla esce. Trionfo! Tante emozioni, troppe, ma va benissimo così. 8 punti in 4 partite, punteggio pieno e testa della classifica, stavolta in coppia con Varese.

Bootsy: canestri importanti per lui

Parliamo di cifre e singoli. La Dinamo ha tirato meglio da 2, da 3 e ai liberi, ma ha preso 9 rimbalzi in meno. Ciò in una partita ricca di palle perse (ben distribuite fra i due team) e assist: 17 a 15 per la Dinamo, con Travis a quota 8. Iniziamo allora dal play di Fond-du-Lac: 18 punti e 8 assist in 40', mettiamolo sotto ghiaccio a riposare. In una parola immenso: raddoppiato di continuo, ha smazzato assist ciechi pazzeschi, e Tony Easley deve 3 delle sue 4 schiacciate proprio a lui. Drake oggi ha subito attenzioni "tattili" davvero particolari, di conseguenza per lui 8 falli subiti, e ha dato anche 4 assist; appena impreciso da fuori, ma la squadra ha anche altre bocche da fuoco. Una? Bootsy Thornton! Oggi il silente soldato di Meo ha fatto male, malissimo da fuori, ai veneti: quasi sempre quando uno o entrambi i Diener erano sulla panca a rifiatare, poi si è unito a loro; la partita del colored oggi era difficile: doveva contenere Diawara, e per 3/4 di gara gli ha messo la museruola, innervosendolo (un fallo tecnico sanzionato all'ala francese ne è stata la logica conseguenza). Ignerski: spesso poco lucido nei flottaggi e raddoppi (diversi canestri regalati ai veneti), è stato però esiziale al tiro e solido a rimbalzo (9, il migliore della partita), ha vinto con personalità il derby con l'amico Szewckyk. Tony E. dal canto suo ha avuto qualche problema di falli (come Dane Diliegro), ma ha retto molto bene l'urto contro Williams, il carroarmato di casa, ridicolizzandolo in un paio di frangenti (leggasi: schiacciate sopra la testa, rimbalzi sopra la testa). La panchina invece ha prodotto poco in termini di punti. Un canestro da fuori per Devecchi, uno (fortunoso, alla tabella) per il capitano Vanuzzo e poi tanto lavoro, tanta solidità, con il solo Brian Sacchetti sotto tono, ma non stava bene per i consueti dolori alla spalla. Ci avete fatto caso? Venezia ha mandato in campo 12 giocatori, con una buona distribuzione del minutaggio, la Dinamo coi suoi 10 ha dovuto al solito spremere molto il quintetto: la panchina deve dare di più, non può andare sempre bene come oggi.
Una vittoria importante. In questo campo passeranno in poche e credetemi: Venezia sarà nelle prime a fine stagione. Questa vittoria ha un sapore dolcissimo e mostra al campionato che Sassari ha le idee chiare su quello che può fare. Toccando tutti gli amuleti del caso. Fra sette giorni si vola a Pesaro, che oggi dopo aver condotto a lungo a Siena ha perso con la Mens Sana sul filo di lana. Proprio Pesaro ha battuto Venezia domenica scorsa. Per la Dinamo la sfida è già iniziata.

Bowers in difesa su Bootsy Thornton (foto di D. Furlanetto)
 LA FOTOGALLERY
I nostri tifosi al PalaTaliercio ...
le gabbiette si usano allo zoo, non sui campi di basket.

VERGOGNA !!!


giovedì 18 ottobre 2012

L'insidiosa laguna veneta. La Reyer di Mazzon

Archiviata la scintillante (e fortunata) vittoria di domenica scorsa, la Dinamo si prepara a salpare verso le insidie della laguna veneta. 6 punti in classifica, primato in compagnia di Varese (non è una sorpresa) e Bologna (questa sì invece, dopo le vicende estive) e una grande dose di fiducia. La terza giornata ha visto le notizie più interessanti dai due posticipi: l'Olimpia Milano del miliardario Giorgio Armani è stata disintegrata ad Avellino, palesando i consueti limiti caratteriali (Scariolo ha ancora tanto da lavorare), la Mens Sana Siena invece ha chinato il capo al cospetto di coach Vitucci. La vittoria della Sidigas ha un sapore particolare, perché i biancoverdi erano privi del totem Linton Johnson, un centrone che fa reparto da solo, ma hanno trovato energie nascoste in tutti gli effettivi. Tutto fa pensare che la Mens Sana quest'anno vivrà una stagione di assestamento.

Diawara ai tempi dei Miami Heat

Il nostro avversario di domenica prossima è estremamente insidioso. A inizio stagione ho messo nella classifica delle probabili sorprese (ma non tanto, dati i roster solidi e le finanze delle società) proprio Varese e Venezia. Mentre Varese sta già raccogliendo da subito i frutti di quanto investito, la gloriosa Reyer invece stenta ancora a decollare. Abbiamo visto Venezia nel torneo precampionato qui a Sassari: una battaglia incredibile, un arrivo al fotofinish. Le partite nel prestagione non contano niente, ma almeno fanno vedere di che pasta sono fatte le formazioni. Beh: Venezia è una grande squadra. Federico Casarin, che ho avuto occasione di salutare con grandissimo piacere (un vero Signore dalle rarissime qualità umane), ha fatto a mio avviso le correzioni giuste su un roster - quello dello scorso campionato - già valido. Oggi la Reyer ha due playmaker fantastici: Keyden Clark sa scegliere bene la giocata più utile in tempo reale, segna tantissimo ma sa far giocare i suoi, e Massimo Bulleri è uno che - nonostante le 35 primavere - sa fare la differenza, soprattutto quando parte dalla panchina e con un minutaggio ridotto da gestire. Soprattutto Clark comunque è da temere: la sua capacità di leggere le difese avversarie sui pick'n'roll è una macchina praticamente perfetta... dove c'è spazio lui agisce subito, e poi non ha paura di prendersi le sue responsabilità, da vero leader. In posizione di guardia, il confermatissimo Alvin Young è un altro tassello fondamentale nel gioco di coach Mazzon: anche lui è un uomo "da ultimo tiro" e sa fare canestro da fuori e in penetrazione. Completano il reparto Tim Bowers (altro tiratore temibile) e Ivan Zoroski, che ama mettersi sui lati dell'attacco per ricevere precisi scarichi dai compagni quando le difese avversarie collassano in area per chiudere le penetrazioni. In ala Venezia può sfoggiare l'esplosività di Yakhouba Diawara, devastante nell'uno contro uno e nell'aiuto a rimbalzo. Nella scorsa stagione a Varese Diawara ha giocato a lungo in posizione di ala forte, ma la presenza in squadra di Simon Szewczyk (un quattro puro che sa tirare e saltare) lo vede tornare alle origini, dove a mio avviso è più pericoloso. Questo forse è il nodo più arduo da sciogliere per coach Meo Sacchetti: quest'anno la presenza di un giocatore appena più basso (rispetto a Hosley) come Bootsy Thornton in ala piccola comporta dei problemi in marcatura su numeri 3 più alti. Secondo me è nella difesa su Diawara che si gioca la gara (raddoppiarlo e lasciare libero qualcuno? usare di più la zona per evitare i suoi attacchi in isolamento?). Il reparto delle ali infine è completato da un giocatore che Sassari conosce e apprezza da tanto tempo: Guido Rosselli. Rosselli sa fare di tutto: portare palla, penetrare, tirare, andare a rimbalzo. Partendo dalla panchina è un giocatore spesso decisivo, io lo stimo particolarmente (e quindi lo temo, come Diawara). In posizione di centro conosciamo perfettamente il valore di Marconato (pochi minuti ma sempre d'oro) e Fantoni (un tuttofare che non ha paura di niente, e fa molta legna) e infine c'è Eric Williams. Nel torneo qui a Sassari abbiamo capito che questo è il giocatore più ruvido del campionato: se c'è da fare un tagliafuori o un fallo senza tanti complimenti, lui non ha problemi a mulinare le braccia e far valere il suo peso (nel senso proprio del termine). Forse i falli (frequentemente antisportivi) sono il suo tallone d'achille. Gli altri che completano la rosa non li conosco, perché sono del vivaio. Ma c'è abbastanza per temere questa squadra dall'impatto molto fisico, proprio il genere di squadra che la Dinamo soffre, data la leggerezza caratteristica delle squadre di coach Sacchetti (in arte: Meo il ciclista).

Guido Rosselli: un lottatore vero

Come arriva Venezia a questa partita? Con 2 soli punti: una sorpresa, per me. Sconfitta nell'esordio a Cantù (un pesante -20 sul groppone), vittoria al fotofinish con la neo promossa Reggio Emilia, infine altra sconfitta (-13) a Pesaro. Parrebbe quindi che Mazzon non abbia ancora trovato gli equilibri giusti nel gestire un roster davvero lungo. Questo non deve far pensare che sarà facile, perché la Reyer vuole muovere assolutamente la classifica e ha i mezzi per farlo. Sicuramente è meglio andare a Venezia ora piuttosto che fra qualche mese: all'inizio di una stagione le squadre sono alla ricerca dei propri equilibri e qualche possibilità in più la si può avere. Lo stesso discorso però vale anche per la Dinamo, la quale però, oltre alla posizione in classifica da vantare, ha anche qualche settimana di allenamenti a ranghi completi in più: tutto oro colato.

lunedì 15 ottobre 2012

Buzzer-Beater: Only The Braves





Abbiamo già parlato qualche mese fa dei buzzer-beater storici nell'epopea Dinamo: da Fredericks a Chalmers, e scusate se non li ricordo tutti (e Vanuzzo in tap-in con Caserta in diretta RAI?). La Dinamo di questi due anni è imprevedibile, e sta spopolando nel web in tutto il mondo. Tutti cercano le immagini delle imprese della squadra di Meo Sacchetti, ed è un boom di contatti. Fortuna? Sicuramente. Maestria? Certo. Da Vanuzzo (Bologna) a TD#12 (Montegranaro), da Mastro Drake (Bologna) a Mastro Drake (Cantù), lo spettacolo non manca, e le coronarie dei tifosi sono messe a dura, durissima prova.

Il Buzzer-Beater è la quintessenza dell'esaltazione nel basket. Pochi istanti, il pubblico sta col fiato sospeso, il tempo si ferma, una parabola che disegna un arco nell'etere, e poi il pandemonio più incontrollato. Il basket è spettacolo.

Facciamo una breve carrellata di Buzzer-Beater storici, iniziando dalla top-ten del playoff NBA di tutti i tempi:



Ogni volta che vedo questa top-ten mi emoziono, e quando riguardo il canestro di Derek Fisher contro i San Antonio Spurs, mi viene in mente Drake Diener, chissà perché: palla ricevuta in situazione critica, salto fuori dal campo girandosi in aria, parabola ad arco e... NOTHING BUT NET!

Un vero esperto dei Buzzer-Beater è stato Robert Horry, il quale fra San Antonio Spurs e Los Angeles Lakers ha scritto pagine indelebili di questo gesto atletico. Il canestro che segue è quello che ricordo con maggiore emozione. Sono un tifoso dei Lakers, lo so: si vede!


L'NBA è spettacolo puro. Tattica, tecnica, fisicità. Sin da quando ero un ragazzino rimanevo in piena notte col naso incollato al televisore per assistere alle storiche finali fra i Lakers e i Celtics (Magic vs Bird, adrenalina a palla) e l'amore per questo sport (il migliore sport di squadra in assoluto) è cresciuto a dismisura. Sono cresciuto con l'NBA, sono cresciuto anche e soprattutto con la Dinamo, dai tempi del CONI, all'inagurazione del palazzetto (la prima partita in assoluto iniziò con grave riatrdo perché nel riscaldamento Claudio Castagna, ala piccola della Dinamo, ruppe un canestro con una schiacciata!), fino alle promozioni storiche e agli ultimi campionati. Io ci sarò sempre, finché vivrò.

I nostri Buzzer-Beater della storia recente? C'è youtube, baby, e tutti possono trovare tutto. Li metto lo stesso, e chi se ne frega. Iniziando col canestro decisivo del Demonio in persona nella gara interna col Montegranaro, quel TD#12 che proviene dall'NBA, e dopo un brutto infortunio a una gamba che gli ha precluso una lunga carriera fra i professionisti americani, ha cercato una nuova dimensione oltreoceano, trovandola propro qui, proprio a Sassari. I BELIEVE IN TRAVIS! Rimbalzo in difesa, palla a TD#12, pick and roll... Montegranaro cambia, Travis si trova con un lungo, finta... step back (the TD movement), e.... BAM!


Il capitano, andiamo avanti con Manuel Vanuzzo. In apertura ricordavo il tap-in in una diretta televisiva 2007 contro Caserta, qui metto la tripla impossibile che ha regalato alla Dinamo lo storico accesso alle semifinali playoff della scorsa stagione: la Virtus Bologna marca stretto i piccoli, Manuel si smarca sull'arco, e la palla arriva puntuale...


La rimessa era di Quinton Hosley. Lo stesso Hosley ha fatto la rimessa per il canestro folle di Mastro Drake nella precedente gara2, a Sassari. Drake Diener, raddoppiato e sull'angolo, riceve palla, si butta fuori dal campo girandosi in aria, e poi scocca il tiro della vittoria. Verrà seppellito di abbracci e sollevato in aria dopo pochi istanti. Il video che metto è quello di Libera TV, fra quelle che hanno girato in rete questa è assolutamente la ripresa migliore per gustare LIVE quegli attimi magici:



E poi, ancora, il canestro di ieri sera contro Cantù. Stesso copione, stavolta la palla è rimessa da Travis, e Drake ancora una volta fa il miracolo: i quattro sassaresi in campo fanno collassare la difesa sulla lunetta, poi scattano tutti assieme in quattro direzioni diverse... Drake corre incontro al pallone con un francobollo di quasi due metri attaccato alla schiena, salta, si butta fuori dall'arco e si gira ancora una volta in aria... la palla entra e il tetto del Palaserradimigni esplode con un fragore impressionante. Stavolta i compagni di squadra non ce la fanno ad acchiapparlo subito... ci provano Travis e Michal, ma per fortuna loro mancano l'aggancio... se l'avessero acchiapato, Drake se li avrebbe trascinati su e giù per il parquet come i barattoli attaccati ai paraurti posteriori delle auto degli sposi nel film americani! Drake corre come un pazzo, davanti alla curva tira fuori la lingua: è impazzito di gioia, e la folla impazzisce con lui. Poi arriva il più lesto di tutti (come con Vanuzzo a Bologna), Brian Sacchetti, lo acchiappa e Mastro Drake viene stritolato in un abbraccio collettivo, mentre nelle tribune la festa impazza selvaggia.


Magico Drake! Non dimentichiamo che anche Drake ha avuto i suoi demoni da sconfiggere: nel 2005, appena uscito dal college e con una carriera nell'NBA ad attenderlo, dopo due interventi viene colpito dal morbo di Chron, e la sua vita diventa un inferno. Lotterà con determinazione e rinascerà in Italia. A whole new life.

Signori, siamo solo alla terza di campionato! Piedi a terra dunque, ma mandiamo a memoria indelebile queste immagini. Perché sono la nostra Storia.

Hey Manuel, hey Travis, hey Drake... I don't know if you will read this post, but I say: Thanks for staying here. WE LOVE YOU!

Il tiro di Drake nel fantastico scatto di Luigi Canu

domenica 14 ottobre 2012

Mastro Drake è Leggenda. La Dinamo vola a 6 punti

Siamo tosti ! E su scala nazionale
Se questo blog non fosse amministrato da persone civili, probabilmente adesso stareste leggendo ogni sorta di nefandezza all'indirizzo di chi voi tutti sapete. Se questo blog non fosse amministrato da persone civili, probabilmente adesso leggereste le parole più pesanti di sempre all'indirizzo di chi voi tutti sapete. Ma così non è. Chi amministra questo blog cammina con la schiena dritta, non ha viaggio-vitto-alloggio gratis, e non prende appena più di mille euro a partita per andare a fare sfasci nei palasport degli altri, usando due coltelli dalla parte del manico: quello delle chiamate in campo prima e quello delle refertazioni che portano le multe poi. La Dinamo ha avuto per due volte in tre giornate la terna in arancio capitanata da chi tutti conosciamo, davvero strano, ma il mondo è fatto così. La Dinamo si ha zappato da sola sempre tutto, e nessuno si deve arrogare il diritto di tenere certe condotte fischietto in bocca. E chiudiamo qui per evitare querele.



Oggi festeggiamo una vittoria inattesa da chi scrive, ma raggiunta e conquistata con merito. Cantù veniva a Sassari priva di Mazzarino e Scekic, ma con una panchina comunque lunga e solidissima, e soprattutto giungeva al Palaserradimigni dopo una brutta batosta rimediata all'esordio infelice in Eurolega (Lubjiana), quindi aveva tanta rabbia da buttare in campo. La Dinamo, ancora indietro nella preparazione e con una panchina più corta di quella lombarda, arrivava a questa partita dopo una settimana di allenamenti finalmente a ranghi completi e con gli ultimi due giorni di attento studio su come bloccare le bocche da fuoco brianzole. E l'avvio della partita è stato guidato da questo lavoro: la squadra di Trinchieri ha segnato 11 punti nel primo quarto subendone 18 (esattamente il contrario dell'ultimo quarto, fateci caso) e ha faticato le pene dell'inferno a tenere in piedi la partita. Ma Cantù ha una difesa solidissima, e con pazienza ha ricucito il divario, arrivando a giocarsi la partita nei minuti finali sui binari dell'equilibrio.
Cosa è successo in quei bollenti minuti finali lo abbiamo ben visto: 4500 persone con le mani nei capelli mentre la terna arancione rivoltava la gara a suo piacimento. Non entro nei particolari, ma abbiamo davvero visto di tutto. L'unica cosa che conta alla fine è questa:



Drake Diener bissa il buzzer-beater di maggio scorso (Virtus annichilita) e spazza via ogni istante di rabbia, frustrazione e impotenza per quello cui si era assistito e manda la terna arancione negli spogliatoi a riflettere sulla missione non compiuta. Il pubblico impazzisce di gioia e Mastro Drake corre lungo il parquet come Tardelli dopo il gol ai mondiali di calcio del 1982 (scusate il paragone col calcio, lo so: svilisce il basket - il calcio è una brutta cosa - ma stavolta rende).
Vittoria, 6 punti, primato e pandemonio. Ci sono un paio di minuti che non riesco a ricordare, neppure sforzandomi: sono stato strattonato ed abbracciato da fidanzata, amici, parenti e sconosciuti.

Che Dinamo! Una partita come detto costruita benissimo, condotta fra mille difficoltà ma con grande personalità, quasi persa alla fine e poi la tripla di Travis e l'ultimo siluro di Drake. Oggi è stata Cantù a rincorrere, guidata da un Markoishvili formato NBA: ha segnato sempre quando la sua squadra agonizzava, e quelle due triple consecutive dell'ultimo quarto stavano quasi mandando i titoli di coda. Oggi Cantù non ha segnato nessuna tripla nei primi 20'... questa è la vera notizia. Ha tirato complessivamente meglio dal campo, ha tirato giù molti rimbalzi (41-28: un massacro), 71-60 la valutazione complessiva, ma ha perso 21 palloni: una infinità. Vero: la Dinamo ha difeso bene, ma 21 palle perse sono davvero troppe (6 del solo Smith, che palleggia un po' troppo a mio avviso). La Dinamo ha avuto TD#12 ancora una volta in versione playmaker: 8 assist a fronte di solo 2 palle perse, ma anche tiri liberi e triple nei momenti topici. Drake, dicevamo: l'MVP. Brooks stanotte avrà gli incubi. Thornton e Ignerski hanno un po' faticato in avvio, poi hanno messo i loro punti, ma soprattutto hanno difeso bene (Leunen per esempio è stato annichilito e surclassato). Tony E. ha affossato le sue bimani (da 3 fantastici assist), ma ha inciso poco. La panchina ha visto le cose migliori prodotte da Mauro Pinton: il primo vero parziale lo ha guidato lui, anche se ha fatto 0/5 dal campo, Mauro ha rubato palloni, subito sfondamenti e dato 2 fantastici assist nei momenti caldi del primo tempo. Grande Mauro: in una parola "cazzuto". La stessa quantità di testosterone l'hanno poi buttata in campo Dane Diliegro, Sacchetti Jr. (un suo rimbalzo in attacco ha dato la carica alla Dinamo nella seconda parte di gara), Devecchi e infine Vanuzzo, il meno lucido forse fra i panchinari, ma il capitano non si tira mai indietro. Pochi punti per loro ma minuti preziosi di grande sacrificio per far arrivare il quintetto-base compatto e non troppo stanco ai 5 minuti finali.

La Dinamo ha giocato di squadra, e anche l'ultimo tiro è frutto di un ottimo movimento dei 5 in campo e della chirurgica rimessa di TD#12. Poi la palla va infilata, in quel cesto, e Mastro Drake l'ha fatto, di nuovo. Partite come quella di oggi possono finire in ogni modo. Oggi è andata bene. Ora due trasferte, bisogna raccogliere il più possibile, perché a novembre inizia l'Eurocup e la fatica forse ci farà commettere qualche passo falso (anche se spero proprio di no). Andiamo a letto felici, anche perché a qualcuno in arancione è andata male, e rimane solo una cosa: il referto (e la multa)... piccola ma soprattutto misera soddisfazione. Ci sarebbe da scrivere all'AIAP.

canzone consigliata: "Ancora tu" - Lucio Battisti ;-)

giovedì 11 ottobre 2012

Dall'Eurocup alla sfida con Cantù

E finalmente a Sassari si inizia a respirare aria d'Europa. Dal bussolotto dell'Eurocup a Barcellona saltano fuori i tre avversari che impegneranno i monelli terribili di Meo Sacchetti dal 6 novembre al 16 dicembre prossimi. Perché scrivo "monelli"? Perché sto ancora ridendo come un matto per le simpaticissime foto scattate al Palaserradimigni in occasione del progetto “Mangiare Sano Crescere Forti: consigli per i giovani sportivi” della Fondazione Dinamo. Le foto di Max Turrini (visitate il suo sito, una vera miniera) mostrano una Dinamo guascona, esattamente come piace ai tifosi. Guardate pure lo scatto che allego:




Tornando all'Eurocup, la Nuova Sardegna scrive che il sorteggio è stato "abbordabile". Di sicuro lo è chilometricamente, per la società e i tifosi: Siviglia e Orléans sono raggiungibili abbastanza comodamente, mentre Belgrado è un po' fuori mano. Mi permetterei di sconsigliare la trasferta in Serbia: da quelle parti il "clima" nei palasport non lo si può definire certo amichevole. Ieri ho visto il capo storico dell'Alta Marea, e mi ha confidato di voler provare a fare qualche vaggio in Europa per sostenere i "colori sociali" (come diceva sempre Dino Milia, l'inossidabile e glorioso presidente di ferro), e la mente è un po' tornata indietro alle avventure vissute da ragazzo con la tifoseria organizzata... magari uno di questi giorni inizierò a raccontare qualcosa, se Sergio mi darà un mano, lui ha una memoria prodigiosa e da fantascienza.

Le avversarie della Dinamo e il calendario, dicevamo. Ancora non si sa bene la data esatta di ogni partita, perché esse per ogni turno (la TV comanda) sono spalmate in una due-giorni che si colloca nel cuore di ogni settimana. Sarà un mese e mezzo durissimo, nel quale la Dinamo dovrà incastrare queste partite con gli impegni in campionato. Faccio un copia/incolla:




06 / 07 novembre:  Dinamo Sassari – Cajasol Siviglia
13 / 14 novembre:  Orleans Loiret – Dinamo Sassari
20 / 21 novembre:  Stella Rossa Belgrado – Dinamo Sassari
27 / 28 novembre:  Dinamo Sassari – Stella Rossa Belgrado
04 / 05 dicembre:  Cajasol Siviglia – Dinamo Sassari
11 / 12 dicembre:  Dinamo Sassari – Orleans Loiret




Partiamo dal Cajasol Siviglia, (Sito Ufficiale). La formazione di coach Aíto García Reneses, coach storico (ha vinto di tutto in patria e in Europa) è stata rinnovata in larga parte, ringiovanita, e ha pagato lo scotto del difficile assemblamento nelle prime due giornate della Liga spagnola: attualmente è fra le sei squadre a 0 vittorie e ha la seconda peggior difesa del torneo. Due partite non contano granché, facile replicare, ho già detto che il primo mese di un campionato è un'incognita per tutti, dato lo stato di forma da amalgamare per tutti i team (vale anche per la Dinamo, un po' sulle gambe a causa dell'avvio durissimo della preparazione, come detto qualche settimana fa). La società è nata nel 1987, quindi è giovane, ma ha già varie esperienze in Coppa Korac e soprattutto in Eurolega, ma non hai mai vinto il campionato spagnolo (è arrivata seconda nel '96 e nel '99). L'anno scorso è arrivata settima nella stagione regolare ed è stata eliminata dal Real Madrid agli ottavi dei play-off. Ha un palapsort di 7626 spettatori.



L'Orleans Loiret (Sito Ufficiale) è nata ancora più recentemente, esattamente nel 1993, dalla fusione di due club: CJF Fleury-les-Aubrais e l’ABC Saint-Jean-de-Braye. Approda alla massima serie (in Francia la chiamano "Pro A") nel 2006. Nel 2009 arriva seconda in campionato e approda anch'essa in Eurolega. L'anno scorso è stata eliminata in semifinale di play-off. Quest'anno nella LNB Pro A (la loro Lega A) la squadra di coach Philppe Hérvé ha perso la prima partita col Paris-Levallois 93-75. Il roster è lungo e solido: 6 giocatori sopra i 2 metri. In campionato giocano in un piccolo palasport (3222 posti), ma per le coppe la capienza del modernissimo Zénith è 6900 posti (c'è un progetto per un nuovo palasport enorme). 



Infine, ma non meno importante (anzi), la Gloriosa Stella Rossa di Belgrado, o meglio la Košarkaški klub Crvena Zvezda (Sito Ufficiale). Chi come me segue, ama e respira  il basket fin dalla nascita conosce questo nome. In Serbia la pallacanestro è un credo religioso, e a Belgrado la Stella Rossa è una vera e propria divinità, seconda solo al più blasonato Partizan. Questo storico club è stato fondato nel 1945, e ha vinto 10 volte il campionato jugoslavo (di cui 8 di fila, dal 1946 al 1955), poi ha vinto 3 volte il campionato serbo, 3 volte la coppa di Jugoslavia, 2 quella di Serbia e Montenegro. A livello internazionale ha vinto 1 volta la Coppa delle Coppe. La squadra è guidata dal faro Rakocevic, è solidissima e ha dalla sua un palasport di 8150, la Pionir Hall, che è un vero catino di tifosi rumorosissimi. Gioca in due campionati: il corrpsondente della nostra Lega A: la Košarkaška liga Srbije (la lega serba) e la Lega NLB (detta Lega Adriatica) cui partecipano anche squadre turche, macedoni e ungheresi (non più quelle della Repubblica Ceca).



Riguardo alla partecipazione della Dinamo a questa avventura di Eurocup nutro sentimenti contrastanti. Da una parte cerco di focalizzare l'attenzione e i miei sogni sul nostro campionato: preferisco una Dinamo vittoriosa qui che in Europa. La Lega A è un privilegio che ci siamo conquistati senza regali e dobbiamo lottare duro per mantenerlo. E' un po' il discorso che ha fatto il nostro presidente Stefano Sardara, e condivido in toto quello che disse mesi fa. Dall'altra però sento forte il richiamo e il fascino di questa avventura, per noi nuova, in una competizione inesplorata dalla Sardegna e da Sassari, e il confronto con team di altre nazioni, confronto vero perché qui non si parla di tornei pre-campionato ma di qualcosa di ufficiale e prestigioso, il tutto è molto stimolante. La Dinamo che abbiamo visto un po' cotta ma vincente in queste prime settimane di campionato è attesa a confronti (e viaggi) sfiancanti ma anche affascinanti.


Dall'Eurocup a domenica prossima. Scongiurato lo spostamento a lunedì sera (quest'anno l'Eurolega con le sue tirannie falserà ancora di più i campionati nazionali, facendo giocare tante partite fuori dalla contemporaneità che è il sale di questo sport, a mio modesto avviso), domenica arriva la corazzata Cantù. Scrivo corazzata perché la compagine di Trinchieri e della presidentissima Cremascoli quest'anno ha fatto un salto di qualità davvero notevole. Il pre-campionato ha consegnato alla formazione lombarda la Supercoppa, a spese di una ridimensionata ma sempre competiviva Siena. Cantù poi ha vinto il girone di pre-qualifica di Desio accedendo all'agognata e prestigiosa Eurolega. E l'avvio in campionato è stato davvero bruciante. Dopo due giornate Cantù guida la classifica a punteggio pieno e col migliore differenziale punti segnati/subiti (+34), ma quello che ha colpito di più è stata la sicurezza con cui i canturini si sono sbarazzati di Venezia prima e Roma poi (come visto in TV l'altra sera). La formazione di coach Trinchieri è completa e profonda in tutti i reparti, ringiovanita (via alcune cariatidi) e molto esplosiva fisicamente: Tabu è un play non molto lontano da McCalleb, Tyus un saltatore eccezionale. Ma gli innesti di Aradori e Cusin hanno dato una iniezione di affidabilità a un team che lo scorso anno aveva un play inguardabile (Lighty, poi tagliato; ma anche Basile non ha dato quanto poteva), uno rivedibile (Cinciarini, mandato anch'esso via), e un pivot troppo falloso (Shermadini). Gli altri innesti (Brooks su tutti) hanno definito una rosa che ama correre ma sa attaccare molto bene anche la difesa schierata: tanti penetra e scarica sull'arco, dove Cantù sa fare davvero male. Mi soffermo soprattutto su Pietro Aradori. Rispetto all'anno scorso, dove a Siena gli era stato ritagliato un ruolo secondario, quest'anno la guardia bresciana ha più spazio e gode dell'assoluta fiducia del coach, che gli ha impostato in uno schema un uno-contro-uno sul lato che se chiuso con raddoppi genera scarichi precisi sul post basso dove Tyus si muove bene come faceva l'anno scorso Lydeka con Pesaro, se ricordate, ma con maggiore verticalità, e sull'arco dove Leunen e Mazzarino piedi a terra sono una sentenza. Pietro poi sa correre bene in contropiede per finalizzare dalle corsie laterali, e ha anche uno dei migliori palleggio-arresto-tiro fra i giocatori della nostra nazionale. Domenica scorsa Trinchieri si è concesso il lusso di far riposare Scekic, mica l'ultimo arrivato. Questo fa capire quanta qualità (e quantità di buoni giocatori) c'è nella rosa. Metto questa Cantù di inizio stagione assieme all'Olimpia Milano fra le mie favorite per il titolo. 

Si annuncia il tutto esaurito per domenica, sarà una partita difficilissima dato il diverso stato di forma delle due squadre e il peso dei due roster. Alla Dinamo serve la partita perfetta, una maggiore circolazione di palla e meno individualismi rispetto a domenica scorsa. E serve il miglior Tony Easley, perché in the paint Cantù può spaccare la partita. Forza Dinamo.

sabato 6 ottobre 2012

Dinamo vittoriosa 79-85 fra alti e bassi. Sconfitta la Sutor

l'uomo di Lexington, Mass. !
Vittoria sofferta, ma anche meritata, e finalmente sfatato il tabù trasferta col Montegranaro. La Dinamo porta a casa due punti preziosissimi in questo mese durissimo (domenica arriva Cantù e poi si va lontano da casa per due trasferte di fila). I sassaresi hanno trovato il bandolo di una matassa davvero aggrovigliata proprio quando la partita è entrata nel rush finale, facendo pesare esperienza e classe al momento giusto. Ma non sono state solo gioie.

Sì, e lui! (Indiana)
Che sofferenza, e che brutta Dinamo per larga parte dei primi 3/4 di partita. Si è costruito e sfasciato di tutto, ma alla fine la testa ha prevalso sulla fisicità. La Dinamo ha sciorinato il meglio e il peggio del proprio gioco e quando ha ritrovato la vena TD#12 non solo al tiro ma anche in regia (5 assist), la partita è girata bene. Oggi la squadra di Meo Sacchetti ha tirato troppo (e male) dall'arco, senza costrutto e spesso dopo un solo passaggio: oro colato per una Sutor che è rimasta a lungo in linea di galleggiamento e ha perso la bussola proprio quando i sassaresi hanno usato la testa. Troppe palle perse (13, però come la Sutor), troppo gioco sul perimetro, troppo sotto tono il quintetto... nervosi Thornton e Ignerski, iper raddoppiato il play di Fond Du Lac, poco lucido anche il cugino Drake. Forse del quintetto è stato Easley quello che ha giocato con più continuità nell'arco di tutta la partita: 10 punti, altrettanti rimbalzi e anche 2 assist, ma soprattutto quei lunghi tentacoli che costringono chi passa in area a dare parabole innaturali agli appoggi.


Ma oggi c'era la panchina, e alla grande: 21 punti complessivi, fantastico Brian Sacchetti nella prima metà del match, più concreto Jack Devecchi nella seconda parte, con Vanuzzo a tappare i buchi e piazzare qualche tiro da fuori. Lo stesso Pinton è stato più ordinato rispetto a domenica scorsa (preziosissima poi una sua tripla sulla sirena), e quando vedi che tutti ma proprio tutti i giocatori scesi in campo vanno a referto (solo 6 invece per Montegranaro), allora significa che la chimica di Meo riesce a trovare sempre qualcosa in più: oggi da Tizio, domani da Caio. Sì: 10 uomini a referto, con Diliegro che riceve pochi palloni ma li recapita a canestro, tiene botta col temibile Burns, e accetta sempre il contatto; lui non ha paura mai, altro che Metreveli.
La Sutor dal canto suo ha raccolto tantissimo da un fantastico Mazzola: 20 punti e 8 rimbalzi uscendo dalla panca sono una dote preziosa che Recalcati ha sfruttato al meglio (ricordiamo che la Dinamo lo ha cercato l'anno scorso); molto positivi Daniele Cinciarini (tanti punti, ma troppo nervosismo in campo) e Tamar Slay (finalmente decisivo dall'arco), mentre Burns dopo un avvio scintillante (10 punti in un amen) si è spento alla distanza. La pecca della Sutor è stata la giornata no di alcuni uomini chiave: Freimanis, perfetto domenica scorsa, è stato impalpabile; Di Bella ha più difeso che attaccato; Steele (reduce da un infortunio) non ha fatto niente (-10 la valutazione per lui); e Johnson ha creato più problemi ai suoi che agli ospiti.

La Dinamo ha vinto. Lo ha fatto quando si è ritrovata, quando ha fatto girare appena di più la palla, e quando TD#12 ha giocato senza arrembare ma usando la testa. Travis è stato a lungo irritante, ma nel finale c'era, e si è visto. Ritorno su questo concetto espresso già all'inizio di questo post, ancora per sottolineare una cosa: se Travis gira - anche non a mille - e la Dinamo tutta fa girare di più la palla senza tirare quasi subito, è difficile per qualunque difesa avversaria trovare chi battezzare e chi raddoppiare. Non a caso Ignerski ha punito i raddoppi (spesso lenti) dei padroni di casa con tre triple proprio nell'ultimo parziale. Quindi ci vuole pazienza, quella che alla fine ha cambiato le sorti di questo incontro. Non è facile essere a lungo lucidi in campo all'inizio di una stagione, e la Dinamo ha larga parte dei suoi in ritardo di forma. Diciamo che c'è ancora tanto da fare, ma rimango con un sorriso ben stampato in faccia. Ciò perché quando si vincono due partite di fila giocando come si è giocato, allora va benissimo: qualunque allenatore ci metterebbe la firma.
Domenica (e non lunedì, come si temeva - maledetta Eurolega) arriva la fortissima Cantù dallo sponsor strano, e ci vorrà una Dinamo più a regime per giocarsela non dico alla pari, ma quasi. Ah, siamo su, in testa e in buona compagnia. Siamo solo all'inizio, ma fa piacere.