lunedì 24 settembre 2012

Cantù, la Supercoppa e il Campionato che sta per partire

Come un ginepro in riva al mare
la Dinamo dovrebbe essere così...
capace di resistere a tutto !
Cambia il vento o è solo un episodio? Questo è quello che si sono chiesti tanti appassionati di basket dopo la meritata vittoria della Mapooro Cantù in Supercoppa contro la corazzata Montepaschi Siena. Per molti forse questo è anche un desiderio, dopo anni di strapotere della città del Palio: l'epopea della squadra di coach Pianigiani ha riscritto tanti record e cancellato un po' l'interesse di molti per il basket. Una squadra che stravince a mani basse campionati e Supercoppe infilando un filotto di trofei così impressionante può produrre quell'effetto. Ma è vero anche il contrario, e cioé l'attaccamento ai colori sociali da parte dei tifosi delle altre squadre si rafforza sempre di più.

La stagione che sta per iniziare è la più incerta degli ultimi dieci anni, a mio giudizio. Il Monte dei Paschi ha dovuto ridimensionare per difetto la sua sponsorizzazione, questo ha comportato il saluto di alcuni pilastri della Mens Sana e la costruzione di una squadra diversa, con molti innesti di sicuro valore ma con l'incognita di ciò che verrà: il testimone raccolto da Banchi pesa come un macigno. Ciò che Siena ha perso più di ogni altra cosa, e parlo del maggior valore, è il funambolo McCalleb: un play capace di far sterzare le partite, dotato di una velocità impressionante e di un cuore grande come un palasport. L'anno scorso scrivevo che Bo era il 40% del gioco di Siena, oggi rimango della stessa opinione. Logica conseguenza per me: Siena è più debole, anzi: meno forte, rispetto alla scorsa stagione. Altro pallino: il coach. Banchi è un allenatore di valore, ma sarà difficile per lui seguire la via disegnata da Pianigiani, oggi accasatosi in Turchia guarda caso proprio con McCalleb. Stavo giusto dando un'occhiata al roster della Mens Sana: lo trovo impressionante, e colloco la squadra toscana nel novero delle tre che a mio avviso si giocheranno lo scudetto.

Le altre due sono Milano e Cantù: Scariolo ha confermato quasi tutto il roster dello scorso anno, con alcuni innesti importanti che rendono la panchina profonda e solida. Ricordiamo soprattutto che Scariolo ovunque ha allenato ha vinto prima o poi qualcosa. La presidentessa Anna Cremascoli assieme al confermatissimo coach Trinchieri hanno fatto lo stesso ragionamento, come abbiamo potuto vedere proprio nella finale con Siena. Tyus, Tabu ma anche Aradori sono i giocatori che mancavano agli equilibri della Mapooro. Questo è indiscutibilmente il terzetto delle favorite.

Chi si potrà inserire allora? Sicuramente Venezia e Varese, forse anche Avellino (sempre che non capiti come l'anno scorso: ingaggi elevati e bilancio sballato, coi conseguenti addii di mezza rosa verso il finale di stagione perché gli stipendi non venivano pagati) e poi... per scaramanzia non metto chi voi sapete. Le altre sembrano meno forti, preciso: sulla carta. Il mio giudizio complessivo vede gli equilibri spostati verso l'alto. Mi spiego: le squadre che possono arrivare nei primi quattro posti sono davvero forti, le altre sono decisamente più in basso. Devo anche ammettere che buona parte dei nuovi innesti in molte squadre sono a me quasi sconosciuti: il mercato dei giocatori è un marasma da cui si può prendere di tutto.

Dane Diliegro: la Dinamo ha bisogno della sua fisicità

Passando alla Dinamo, sviluppo quanto scritto in precedenza. I miei concetti sono semplici. La Dinamo quest'anno ha il quintetto più propenso al gioco offensivo di sempre. Ciò non solo perché in ben quattro (Tony E. a parte) hanno la mano davvero buona sul perimetro, ma anche perché al play puro TD#12 si aggiungono due giocatori che la passano davvero bene e sanno giocare bene l'uno-contro-uno: Drake lo ha fatto spesso a Teramo, salvando più di una partita, e ha fatto vincere più di una contesa anche a noi (il tiro finale contro la Virtus Bologna è ancora negli occhi, e resta nella cineteca della "storia di Dinamo" - per dirla alla Zare Markoski); Bootsy è altrettanto competitivo nel saper tirare e passare al momento giusto. Lo stacco con la panchina è ancora abbastanza forte, parlando di valori, però quest'anno possiamo contare su un Diliegro che giudico alcuni livelli al di sopra di Metreveli considerando la propensione al contatto e al gioco sottocanestro: non dimentichiamo che uno dei talloni d'achille della nostra squadra, data la "leggerezza" nel fisico dei giocatori tanto cara a coach Sacchetti, sono proprio i rimbalzi, e quindi siccome quest'anno non c'è un Hosley - che salta molto di più rispetto a un Thornton - avere un cambio che accetta di fare a sportellate sotto canestro non può che giovare (Metreveli a volte era come se avesse paura di farsi male). Un altro tallone d'achille della Dinamo, legato anch'esso alla minore fisicità e "leggerezza" di cui parlavo, è la propensione alla difesa. Qui i valori complessivi quasi si capovolgono fra quintetto e panchina: TD#12 e suo cugino sono molto magri, e Travis in più ci mette il problema alla gamba (mai veramente risolto, visto come viene saltato nell'uno-contro-uno), Bootsy è più guardia che ala, quindi avrà qualche problema a marcare giocatori spesso più alti di lui (Harris ieri lo ha scherzato). In panchina invece i vari Devecchi, Vanuzzo, Sacchetti e - se si adegua in fretta al metro arbitrale della massima serie - Diliegro sono sicuramente più solidi, ma è vero - come dicevo - che davanti sono un po' meno talentuosi. Da dove deve partire la Dinamo? Dalla difesa. Sappiamo che le squadre di Sacchetti Sr. in quanto più leggere di tante altre, pagano dazio nell'area e in difesa, ma è vero che quest'aspetto del gioco negli ultimi anni è stato corretto alla distanza. Ricordate lo scorso anno? Critiche a pioggia per due-tre sconfitte subite con la clava, e più di un avventato è andato giù pesante (qualcuno ha anche offeso personalmente il coach). Anche in questo blog abbiamo evidenziato la poca attitudine alla difesa della squadra, ma quando i meccanismi si sono oliati le cose sono cambiate in positivo. In poche parole, quello che la squadra deve capire è che non si può pensare di vincere le partite solo con l'attacco (fra l'altro devastante considerando il quintetto base).

Passiamo di conseguenza a domenica prossima. Arriva Biella (che ospiterà il prossimo All Star Game a dicembre) e a quanto pare il capitano Soragna non sarà della partita per via del vecchio infortunio. Ricordiamo che Matteo a maggio era stato operato alla spalla destra, la stagione per lui terminò proprio nel match di Sassari il 25 aprile scorso. I medici gli diedero una previsione di quattro mesi prima di rimettere piede in campo, e il capitano rossoblu non è ancora recuperato. Nel frattempo in occasione dell'ultimo torneo disputato (vittoria di 6 contro Pesaro e sconfitta di 5 con Montegranaro, entrambe le partite sono terminate dopo i supplementari), ha giocato quel Roberto Chiacig che gli appassionati di basket conoscono bene. Chiacig è in ballottaggio col lunghissimo Cuccarolo, ma dovrebbe firmare proprio lui. La formazione di coach Cancellieri oltre Soragna non potrà disporre nemmeno di Marco Laganà, che ricopriva i galloni di vice Soragna, anche lui è out fino ai primi di ottobre. I giornali a Biella dicono che la squadra è giovane, talentuosa e inesperta, e proprio la mancanza di Soragna potrebbe creare problemi nella tenuta a livello mentale dei rossoblu.

In chiusura una bella novità: tutte le emittenti televisive quest'anno avranno grafica uniforme e l'obbligo di mandare in onda i replay per una migliore qualità del servizio.

2 commenti:

SoloDinamo ha detto...

Luca analisi perfetta, direi...
complimenti per la tua conoscenza approfondita del prossimo campionato.
E abbiamo pure una nuova fotografa che è 'na bomba ! Mi pare di conoscerla ;-)
ciao

marino pili ha detto...

Abbiamo visto davvero un bel torneo, a Cagliari.
La squadra di Sachetti non è attrezzata per l'Euro Lega, ma in campionato si farà valere di sicuro.
Un sincero in bocca al lupo dal capo di sotto