venerdì 1 giugno 2012

True Meanings

"sempre più FORTI: alla faccia di chi ci vuole male"
1990-'91


Ammetto la mia debolezza, ne faccio ammenda pubblica, ma sono troppo innamorato della Dinamo per non vivere questi play-off in maniera così intensa. Già alla fine di gara 1 di questa impossibile semifinale ho sentito un gusto amaro dentro la bocca e una chiazza di nero e buio nel cuore. Alla fine di gara 2 queste sensazioni sono esplose violentemente, e mi hanno devastato (per quanto possa devastare qualcosa che riguarda lo sport, ovviamente: nella vita ci sono centinaia di cose più importanti di esso). Non ho scritto il post consueto in questo blog, avvisandone l'owner SoloDinamo, che ha provveduto subito alla stesura. Stavo per mollare tutto, mandare a quel paese questa serie e regalare il mio biglietto a un parente o un amico. Delusione? Un po'. Rabbia? Tanta. Contro la Dinamo (come qualcuno ha forse pensato)? NO. Assolutamente NO.

Ho capito che non mi devo lasciar dominare da sensazioni negative, seppure queste siano lo scontato prodotto di tutta una serie di circostanze che non è giusto si siano verificate così. Partiamo dalla formula dei play-off: si gioca ogni due giorni. Questa astuta trovata delle alte sfere è tutta tesa a favorire l'élite del basket italiano: Siena e le "grandi squadre", che hanno tanti soldi (12 milioni di euro per la Mens Sana da una banca che è prossima al tracollo finanziario; ma basta pensare anche a Giorgio Armani, il milionario stilista, padrone dell'Olimpia Milano) e con questi soldi possono costruire roster profondi e solidi. Sassari e Pesaro partivano spacciate nelle semifinali: due quintetti ottimi, ma in panchina davvero poco (sicuramente meno per Pesaro, che fa giocare meno della Dinamo la sua panca). Una serie giocata ogni due giorni porta la squadre "normali" al collasso. Non è una regola giusta, dal mio punto di vista, ma non sono io che decido. La seconda cosa riguarda l'animus con cui le terne arbitrali affrontano la direzione delle partite. Chi ha visto gara 2 fra Milano e Pesaro ieri notte ha potuto constatare perfettamente che l'Olimpia ha beneficiato di due antisportivi gratis sanzionati su semplici contatti di gioco, più altri falli sanzionati scientificamente in momenti topici del match. Milano però, sia chiaro, è più forte di Pesaro, ha più panchina, ed è favorita: ma comunque vedere queste cose da davvero fastidio. E la Dinamo? Ho letto in rete tanti commenti (anche quelli di qualche senese "leggermente esaltato") e in alcuni di essi ho trovato le mie considerazioni... da cui l'amaro di cui parlavo sopra.

Siena è più forte, ha una panchina che può produrre quintetti diversi e tutti fortissimi, ha un sistema di gioco che cerca sempre la soluzione migliore negli adeguamenti in difesa e nella circolazione dei palloni in attacco. Siena è molto al di sopra del livello della Dinamo, Siena vincerà di sicuro la serie e con ogni probabilità anche lo scudetto. Ma Siena - e qui tocco l'argomento che mi rode - ha davvero goduto di un trattamento extra-lusso da parte degli arbitri in questa serie di semifinale. Tomas Ress con grande furbizia ha parlato di "gioco duro" nel riferirsi alla difesa della sua squadra. Niente di più corretto in chiave play-off, quando le terne sono più permissive: è così da sempre. Ma credo che nelle due partite giocate in Toscana più che di difesa dura si debba parlare di sana macelleria, mattanza senza esclusione di colpi, pura tonnara.

Il basket non è la pallavolo: è un gioco di contatti. Siena è più alta, più robusta, più tutto, evviva Siena eccetera. Ma questa serie di play-off ha visto un metro arbitrale molto permissivo a favore dei pluricampioni d'Italia (e non d'Europa: là piangono come vitelli), e a parità di contatti e situazioni, eccessivamente duro con la Dinamo. E' paradigmatico il contatto con cui Hosley s'ha preso un fallo antisportivo: spallata sul petto e senese (Zisis? non ricordo) a terra a fare piagnisteo (ma fino al fischio dell'arbitro, poi subito in piedi a zompettare). Lo stesso giocatore di Siena ha dato la stessa spallata sul petto di un Pinton lanciato in contropiede (eravamo 3 contro 1 in quel frangente, avremmo chiuso con una schiacciata)... Mauro è volato per aria, e l'arbitro? . . semplice fallo. E' solo un esempio, sia chiaro. "Un episodio non decide le partite". Ma andiamo avanti.

Tony Easley ha avuto poche occasioni per far esplodere la sua verticalità, in una di queste però si è verificato qualcosa di sgradevole: Tony salta per affossare la bimane, sotto di lui Ress (e il suo "gioco duro") che allunga le braccia e blocca quelle del centro sassarese (già questo è fallo), poi arriva McCalleb da dietro e con una manata travolge tutto: pallone e mani. Due falli in uno: niente fallo. Ma è "gioco duro", eh. Non bisogna infastidire la capolista e il sempre loquace Pianigiani (una mitraglia, non sta mai zitto, perché nessun arbitro gli dice di stare zitto). Pochi istanti dopo Tony prende uno scarico da Drake e schiaccia a una mano: i due senesi sotto canestro lo colpiscono al busto: nessun fallo. Tony per una volta, e per una volta sola, ha l'ardire di protestare: fallo tecnico immediato! Meo Sacchetti guarda allibito Lamonica che zitto zitto si allontana. Lamonica, sì: quello che arbitra le finali degli europei, dei mondiali, delle olimpiadi, dell'eurolega.

Andiamo avanti: Plisnic in contropiede salta l'uomo: è solo, davanti a lui solo il canestro. Da dietro spunta un braccio, questo braccio chiude il collo di Vanja con un gancio, e lo ferma. Fallo antiportivo? Macché: semplice fallo. Ma è solo un episodio, ovviamente! Mica ha cambiato la partita!

Altri episodi che non hanno cambiato la partita, non lo hanno fatto assolutamente, perché come dice il vate Tomas Ress Siena attua un "gioco duro", sono una miriade di body-check, colpi di bassa falegnameria, spinte in uscita dai blocchi, trattenute se in ritardo, salti addosso all'uomo che tira da tre punti e crolla a terra col difensore senese addosso (chiedete a Drake o Vanuzzo). Ma sono solo episodi, mica hanno cambiato le partite. Sono solo episodi, sì, ma al plurale: fate le addizioni.

Siena ha vinto le partite solo per questa larga impunità? No, ha vinto perché ha attaccato bene il canestro sassarese anzitutto, però tanti contropiedi nati da certi contatti... Ma sono solo episodi, eh! Sono episodi, al plurale.

Precisazione (quante volte l'ho scritta? la ripeto, via): Siena vince perché è più forte. Perché Siena è Siena, evviva Siena eccetera. Seconda precisazione: Siena è più forte, fa "gioco duro". Ma appunto perché è più forte... perché deve godere di una così alta soglia di impunità sui falli? Ne ha davvero bisogno?

La pallacanestro è un gioco di contatti (già scritta anche questa): ma ci sono contatti e contatti. Quando la Dinamo ha appena alzato il volume di gioco in difesa, menando anch'essa le mani, gli arbitri hanno fischiato come vaporiere in procinto di esplodere (a lungo in gara 2 abbiamo avuto il doppio dei falli, poi a partita andata gli arbitri hanno rimesso a posto la voce statistica). Abbiamo un credito nei confronti dell'AIAP lunghissimo. E stasera c'è Cicoria: l'uomo delle multe, l'uomo delle provocazioni. Tutto scritto o semplice caso?

La Dinamo ha conquistato sul campo il diritto di giocarsela con tutti, il diritto di giocarsela con arbitraggi alla pari, quindi onesti ed equilibrati in applicazione del regolamento, con tutti, anche con Siena. Sarei curioso davvero di vedere come andrebbe con qualcosa del genere: cosa dovuta, come il rispetto.

Beh, per tutti questi motivi avevo detto che non volevo andare alla partita stasera, poi... 

Poi ho ricordato anni e anni di passione, anni di file fuori dalla palestra del C.O.N.I.' per cercare il posto migliore possibile agli spareggi con squadre che o sono sparite o sono rimaste dov'erano, mentre noi ora siamo in Serie A. Ho ricordato le feste per le promozioni, le tristi immagini delle retrocessioni. Ho ricordato giocatori della Dinamo che piangevano con la maglietta davanti al viso, per coprirsi. Ho ricordato altri giocatori della Dinamo che saltavano a petto nudo e in mutande in mezzo al campo, urlando la loro gioia al cielo. Ho ricordato i miei dieci anni nell'Alta Marea, con gli amici dell'Onda d'Urto e degli Warriors... prima di noi gli Hell's Angels, il gruppo del signor Dellacà... dopo di noi il Dinamo Web Club e poi il Commando.

E ho capito ancora una volta che noi tifosi della Dinamo siamo superiori al grigiore che ci circonda, siamo superiori alla bassa considerazione di arbitri e "cronisti" televisivi, noi abbiamo pianto e sorriso, vinto e perso, ma sempre abbiamo lottato a testa alta contro tutto e tutti, la nostra schiena è dritta, e ci meritiamo di giocarcela anche contro la corazzata impunita, la forte e favorita Siena. Noi siamo la Dinamo, noi siamo la storia della Dinamo. Noi che non andiamo al palazzetto perché è di moda e non molliamo mai, noi che non chiniamo mai il capo, noi che non smettiamo di sostenere ed incitare la Dinamo, quella di Dino Milia, quella di Luciano Mele, quella di Sardara, ma soprattutto quella di tutti noi.


Play-off promozione Dinamo-Caserta. 
Dietro la nostra panchina a Caserta misero le casse 
dello stereo del Palamaggiò. 
Al ritorno noi usammo i tamburi e le trombette.
2001-2002



Forza Dinamo. Luca


7 commenti:

ape ha detto...

mitico. sottoscrivo tutto.
forza Dinamo.
e stasera la finale facciamogliela sudare per benino. e un po' meno far play non guasterebbe. va bene la signorilità, ma se serve poi ad subire passivamente le prese in giro ...

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo anche io.

Siamo troppo signori e sbagliamo ad esserlo, dalla finale persa con Osimo a quella persa con Cremona. Il fair play non deve essere esasperato.
Ma non bisogna neanche essere troppo "cattivi".
Ho visto con mio marito le due partite, e da ex della pallacanestro ho annoverato un trattamento eccessivamente favorevole alla pur imbattibile Siena.
Ciò nuoce allo Sport in generale e a quel senso di onestà e integrità morale che deve contraddistinguere l'operato degli arbitri professionisti.
La Dinamo non ha il palmarés o il blasone delle grandi, ma ciò non significa che deve essere penalizzata e presa in giro.
Non sono questi i valori che insegno ai miei figli, non sono queste le cose che mi piace vedere.

Stasera non ci saremo, perché non abbiamo trovato i biglietti, ma la televisione sarà accesa e saremo lì davanti, col cuore in mano, tutti.

M.A. Sanna

SoloDinamo ha detto...

Luca hai fatto bene a scrivere, serve anche per esorcizzare la rabbia ;-)
quello che volevo dirti l'altra sera via SMS è che una semifinale contro Siena capita poche volte nella vita, che non dobbiamo permettere a NESSUNO di rovinarci il gusto dello spettacolo, neppure indirettamente.
Sono tendenzialmente d'accordo, anzi, visto che ci sono posto una foto scattata un po' di annetti fa: lo striscione è eloquente, basta leggere.
Corretti sì, e anche sportivi per quanto possibile, ma le prese in giro tipo il signor Aguiar che fa il pagliaccio sul canestro non l'ho mai digerito. A proposito di Caserta, ricordo l'episodio :-))))
e anche lo striscione contro Guaro (ovviamente dei casertani, gli stessi che hanno sputato i sedili della nostra panchina, alla faccia del fairplay). Se poi qualcuno di loro passa di qua, e ha qualcosa da eccepire, lo faccia pure, risponderò pane per focaccia "rievocando" una certa partita del dicembre 2007.
Tornando a Siena: ho constatato lo stupore dei dirigenti a proposito del metro arbitrale, erano abbastanza interdetti anche se ovviamente in pubblico non possono sbilanciarsi. Chi era a bordo campo ha sentito il rumore delle botte.
Andrea Sini poi ha parlato di "premiata macelleria messicana", io possiedo le registrazioni anche se devo dire che certe cose si possono apprezzare dal vivo, cioè nel palazzo (e proprio a Siena vidi Stonerook - "espertissimo giocatore eh.."- abbattere il nostro Travis, che ebbe problemi a rialzarsi).
Alè ragazzi ! Allora,
tifo con moderazione, ma tifo sia e di quello vero. Chi ha voglia di criticare se ne stia a casa.

Skywalkerboh ha detto...

Quello striscione della foto in alto è "Sempre più forti alla faccia di chi ci vuole male".
L'idea la ebbe un del gruppo dei tifosi (appunto l'Alta Marea), Bastianino, e lo facemmo (come tutti gli altri) inginocchiati per terra nella parte alta del sttore D durante gli allenamenti della Dinamo, col custode a ronzarci!

SoloDinamo ha detto...

ehehe un'altra volta ti racconto qualche scena degli EAGLES, "in azione" alla palestra CONI (non qui, però, in separata sede).
Altro che coppa disciplina! ;-)

Skywalkerboh ha detto...

Il presidente che precedette Dino Milia una volta fu omaggiato dalla tifoseria al CONI con una cascata di monetine da 1 centesimo (raccolte in un barattolo) e poi venne innaffiato da urina...
Io non ero nato, ma babbo me la racconta sempre...

SoloDinamo ha detto...

;-)
sto riguardando gara1 in dvd, poi chiudo tutto e salga al Palace.
SCENA DISGUSTOSA:
primo tempino, attacco Dinamo,Drake si muove verso il colorato, arriva il popolare "cabbu d'antunna" e lo spintona, muovendosi nella sua stessa direzione e con lo stesso passo, con molta nonchalance...la palla entra in mano ai senesi. Fischio: Drake non ha capito, si gira, gli hanno fischiato fallo!
Faccia stupefatta di Sacchetti,
Drake sorride amaramente.

SCENA GUSTOSA: fine terzo tempino, la Dinamo sta cercando faticosamente di rientrare in partita, dopo la schiacciata fallita di Hosley; attacco Siena, passi e forse doppio palleggio del "gatto" Moss, Meo si infuria. gioco fermo, va dietro a Lamonica e gli dice piano piano "quelli non era passi?", però gli dà un colpettino sulla schiena. Si gira Lamonica come una furia, sembra il tarantolato di Copertino: Meo sembra sorpreso dalla reazione inviperita, quasi si scusa.