sabato 2 giugno 2012

Onore alla Dinamo: tutti in piedi!

I miei cugini preferiti: CAMPIONATO 2012-2013
Daily basket - sala stampa - di Valentina Sanna
Basket Italy.it - il cuore della Dinamo non basta

Ok, Siena ha vinto, brava Siena, viva Siena, bis bis bis. FINE. Della partita dico solo che la formazione di Pianigiani ("O macellaio") ha allungato perché la Dinamo ha iniziato contrattissima e perché la "macelleria messicana" messa nuovamente in atto dai senesi ha trovato anche nella terna odierna un buon alleato. E' stato facile allora pestare come fabbri con le mazze ferrate e lanciare McCalleb, che da solo in conotropiede ha scavato il solco. Nel secondo tempo la Dinamo ha avuto la sua possibilità, arrivando a circa 10 punti per 4 volte: nelle prime due occasioni sono stati gli arbitri a soccorrere una Siena boccheggiante (nel momento del bisogno si vedono gli "amici"), nelle altre due invece Thornton, il peggiore dei toscani nella serie, ha tirato fuori dal cilindro due triple in stile "ave Maria". Finito.

Passiamo ad altro che è meglio, passiamo alla Dinamo. La Dinamo e la sua stagione. La nostra squadra che ha faticato qualche mese a trovarsi e amalgamarsi, ma quando coach Sacchetti (non scordiamolo mai, coach dell'anno 2012 per la Lega) ha fatto quadrare gli equilibri, la Dinamo ha preso il volo, inanellando una sequela di vittorie abbacinanti, alcune delle quali in emergenza infortuni (vedi soprattutto Milano), e ha fatto vedere a tutti che anche con pochi mezzi e un cuore grande così si può fare qualcosa di indimenticabile. La Dinamo è arrivata quarta in classifica, ha superato il primo turno dei play-off approdando alle semifinali, e tutti questi traguardi li ha raggiunti da sola, senza ricevere niente in regalo, anzi prendendo ceffoni e sgambetti nell'indifferenza generale.

Chi ha creduto nella Dinamo? Anzitutto la presidenza e il coach, che sono partiti da zero e con quasi niente in mano, poi ci ha creduto Travis Diener (che ha firmato subito) e suo cugino Drake, che ha rifiutato un ingaggio elevato a Varese (si parlò anche dell'interessamento ben monetizzato di una squadra estera); i due hanno scelto di vivere un'avventura "in stile college" (parola di Travis) e sono stati lungimiranti. Attorno a loro, a Plisnic e al gruppo degli italiani poi è arrivato il resto del roster: a partire da quel Quinton Hosley che a inizio stagione pareva un mezzo giocatore. Ha creduto nella Dinamo la città, la tifoseria, che è la migliore d'Italia (vedi la Coppa Disciplina) e che per essa ha viaggiato in tutto il Bel Paese affrontando spese elevate (siamo in Sardegna, siamo isolati: viaggiare costa). Poi ci ha creduto anche la Sardegna, che si è stretta attorno alla squadra (con le mire invidiose di qualcuno del capo di sotto che non riesce mai ad essere veramente felice per le nostre vittorie).

Chi non ha creduto nella Dinamo? Due brocchi: Benson anzitutto, che era venuto qui a svernare in attesa della chiamata NBA (verrà poi scartato con disonore: tuttoggi gira in rete il video del pre-season NBA, in cui una piccola guardia lo stoppa mentre va a schiacciare e lui cade cu*o a terra). Steven Hunter: sapeva di essere malato, ma è venuto e rimpolparsi il portafoglio, scappando poi come un coniglio quando si è saputo cosa aveva. Benson e Hunter non sono gente da Dinamo, sono l'antitesi della Dinamo, sono la negazione dello spirito Dinamo. Nella Dinamo non hanno creduto neanche James White e Othello Hunter, che hanno sparato cifre di ingaggio elevatissime (la classica scusa per dire: qui non voglio restare), il secondo dei due giace in una squadretta asiatica di infima categoria, il primo continua a cercare di fare la primadonna da un'altra parte, a Pesaro. Non hanno creduto nella Dinamo poi tutti quelli che, nella penisola, pensavano che non avremmo fatto niente (qualcuno diceva: Sassari lotterà per non retrocedere). Beh, ora si ricredano tutti, in fila uno dopo l'altro, molti dei quali dopo essere stati battuti (alcuni umiliati e surclassati sul campo) ed essere rimasti a guardare i play-off da casa. La lista si potrebbe anche allungare, dico solo che anche quest'anno l'atteggiamento dell'Associazione Italiana Arbitri Pallacanestro ha mostrato il suo consueto volto attraverso l'operato di tanti, troppi fischietti, per i quali il blasone (in regular season e nei play-off) ha comportato una visione del gioco alterata da tale mancanza di professionalità, e lo sottoscrivo due volte proprio alla fine di questa scandalosa serie con Siena (viva Siena! Siena è bravissima! ma anche: due palle Siena, macellaia Siena).

Meo Sacchetti, il direttore d'orchestra. Le sue squadre tardano sempre ad entrare in forma, quindi partono piano, ma Meo da ex giocatore sa cosa ci vuole per far girare i suoi al meglio. Pazienza se costruisce squadre leggere (continuo a dire: non mi piace come idea), riesce sempre a portare qualcosa di buono a casa. E poi è un signore, soprattutto con gli arbitri (ma come fa? Io sarei perennemente squalificato e multato). Non scordiamo che Meo a metà del girone di andata ha subito pesanti contestazioni da parte di alcuni tifosi (in rete certi loro insulti, soprattutto sul personale, sono ancora leggibili), gli stessi che oggi hanno inneggiato a lui come fosse un Messia. Ma Meo è stato di più. Meo è il più grande allenatore della storia della Dinamo: parlano i risultati. Il lavoro suo e del suo staff tecnico è stato certosino, con una predilezione al lato motivazionale rispetto a quello dei giochi, per i quali alla squadra è stata data grande libertà espressiva (cosa che funziona solo se hai un Travis Diener , o un Pozzecco in squadra ).

La squadra. I cugini terribili di Fond Du Lac hanno dato tutto. Attaccanti sopraffini, sublimi interpreti del pick and roll, del penetra e scarica, del step back and shoot, hanno dato leadrship, canestri esiziali (la bomba di Travis contro Venezia allo scadere la ricordate? Di sicuro è ancora negli occhi il tiro impossibile dall'angolo di Drake contro Bologna) e nelle voci assist e rimbalzi (sì, anche rimbalzi: guardate le cifre) si sono fatti valere. E ricordiamo che Travis non ha più al top la gamba che ha subito l'operazione. Certo non sono due veri difensori nell'uno contro uno, ma ci mettono comunque tutto. 
Quinton Hosley: ruvido ad inizio stagione, nervoso, è venuto fuori alla distanza; non ha il miglior ball handling del pianeta, ma come difende lui... Ha dato molto a rimbalzo, e in attacco ha saputo accendere la luce (ma anche spegnerla) con lampi incredibili. A Milano ha prodotto una sparatoria sul canestro dell'Olimpia che difficilmente sarà dimenticata. 
Vanja Plisnic: sempre alle prese col suo mal di schiena, ha lavorato in silenzio, aprendo le difese con le triple e tagliandole in due con le penetrazioni. Un lavoratore. 
Tony Easley: il ragazzo catapultato nella massima serie, pur con alcuni difetti dovuti alla giovane età ha saputo squassare fior di difese (Siena compresa, quando ha potuto giocare in verticale, vedi oggi) a suon di schiacciate e stoppate, e ha portato energia ed entusiasmo in una squadra che a lungo ha giocato senza centro (vedi i due brocchi di cui sopra). 
Il capitano Vanuzzo: epocale giocatore dell'ultima era Dinamo, paragonabile per importanza a un Casarin o un Rotondo. Tiratore sul perimetro (anche con l'arco più lontano) temibilissimo (Bologna - con le sue ferie anticipate - ne sa qualcosa). Manuel ha dato il giro di vite che serviva in difesa contro ogni giocatore che è stato affidato alle sue cure, fosse più piccolo o più alto. Semplicemente incredibile. 
Mauro Pinton, la guardia che fa il play, con minutaggi bassi ha espresso poco, quando ha avuto più spazio ha fatto vedere qualcosa (per esempio i suoi 9 assist nella vittoria di Milano) e nella serie con Siena ha saputo saltare con velocità l'uomo più volte creando superiorità numerica, una novità graditissima. 
Jack Devecchi. A lungo infortunato, ha comunque dato il suo: non è solo più una questione di ottima difesa, Jack ha costruito un palleggio-arresto-tiro che prima non era nelle sue corde e spesso ha attaccato il canestro per scaricare bene sui tiratori nell'arco. Grande, grandissimo Jack. 
Brian Sacchetti. Anche lui ha dato di più quando ha avuto minutaggi più alti. Il suo tiro da fuori e le sue lotte sotto canestro (spesso ha giocato da 4 contro avversari molto più alti di lui) hanno riempito più di un buco. La sua lucida follia e lo scherzare continuo (anche più di Easley) sono stati contagiosi per la squadra. 
Nika Metreveli. Girato da Siena per farsi le ossa (gli sarebbe stato più utile un rodaggio in Legadue), ha espresso giocate - difensive ed offensive - pregevoli, alternate però a errori grossolani. E' sempre stato sulle sue, senza mai strafare, segno di un carattere appena chiuso. Anche lui come Easley ha ottimi margini di miglioramento. 
Tony Binetti. E' venuto a stagione iniziata, giusto per non stare fermo, ha giocato poco. Sono dell'idea che se avesse avuto 6-7 minuti a partita la Dinamo ne avrebbe giovato: Tony sa segnare (lo conosciamo) e penetra per scaricare davvero bene.

Questa è la Dinamo. Questa è la squadra che ci ha fatto soffrire (poco) e gioire (tanto) in questa stagione che, non mi pare ancora vero, è volata via alla velocità della luce. Questi sono i ragazzi di cui noi tutti oggi siamo orgogliosi, dai vecchi tifosi a quelli dell'ultimora. Quando ero un ragazzino e andavo a vedere la Dinamo al C.O.N.I. e poi al palazzetto, sognavo ad occhi aperti, immaginavo la maglia della Dinamo in un campionato di Serie A, ma erano solo sogni. La Serie A era o forse appariva così lontana, la vedevo alla televisione. Quante partite che sono state battaglie, e poi una costante crescita, inesorabile, fino alla storica promozione di due anni fa. Oggi la Dinamo (se Pesaro perde con Milano) è la terza squadra d'Italia. Da qualche parte ho letto in rete che saremmo la ventesima in Europa. L'anno prossimo viaggeremo in Europa, chissà chi di questi campioni rimarrà, chissà chi verrà di nuovo. Ma quello di cui sono sicuro è che il presidente Stefano Sardara e tutto il suo staff lavoreranno duro, lo faranno per ripartire da zero, con umiltà, consci - con Meo e con tutti noi - che non avremo - come non abbiamo mai avuto - niente in regalo, e che ogni vittoria sarà una conquista.

Io amo la Dinamo, è sotto la mia pelle, è nel mio DNA. E voglio che questo viaggio non finisca mai. 

GRAZIE DINAMO!

Luca
la foto è tratta dal sito Daily basket

7 commenti:

Anonimo ha detto...

per una volta sono d'accordo con te sull'arbitraggio: uno schifo ...da vecchio tifoso OlimpiA spero che il "potere" economico di Giorgio ribalti l'arbitraggio per la finale e vedere finalmente siena in ginocchio e umiliata. Se lo merita pienamente. detto questo Siena avrebbe comunque vinto e sarebbe comunque abndata in finale un saluto e FORZADINAMO GLK

Blogaventura ha detto...

Meritano tutta la nostra riconoscenza questi ragazzi e questa società. Ci hanno regalato più di un sogno e momenti esaltanti di sport. Un abbraccio, Fabio

SoloDinamo ha detto...

stasera se ce la faccio scrivo qualcosa.

Ci ho quasi rimesso le corde vocali, però ieri notte mi è piaciuto
il nostro pubblico: rabbia & stile!

Grazie ragazzi

Anonimo ha detto...

Assolutamente d'accordo per la questione arbitri, è una vergogna che persone come il famoso La Monica e altri ci abbiano trattato in questo modo.
Anche noi pensiamo che Siena forse forse avrebbe realizzato il 3 a 0 (ma chi lo sa davvero?), però non aver avuto la possibilità di giocarci le nostre carte in arbitraggi imparziali ed equilibrati è stato un handicap che ha scavato un gap incolmabile.
Non lo meritavamo, è davvero una indecenza inaccettabile, che grida vendetta.
E queste cose bisogna dirle, perché se si sta zitti si crea una sorta di acquiescenza a questi atteggiamenti che può farli continuare anche in futuro.
Solo qui da voi ho letto queste critiche (a volte un po' forzate, ma al cuore non si comanda), ma ci stanno, ci vogliono.
Nessuno deve prenderci in giro.

Ringrazio voi del blog, che avete accompagnato la Dinamo in questa stagione esaltante.
Ringrazio la società e la presidenza, che ha lavorato alla grande, e con la sottoscritta è stata davvero signorile in occasione della querelle relativa allo speaker (dai vari "crocro" alle brutte parole a noi indirizzate dallo stesso speaker e da altri suoi amici nei social networks, fra cui il figlio di un pasticcere dalla lingua davvero lunga... ragazzetti).
Ringrazio soprattutto e più di tutti la squadra e coach Sachetti, perché il loro lavoro anche se ha tardato un po' a dare i suoi frutti (colpa dei lunghi che non giocavano e poi se ne andavano via in silenzio), quando li ha dati ci ha portato in alto.
Sono orgogliosa della Dinamo, che ha unito la Sardegna, dalla sua città alla mia Gallura, al cagliaritano compreso.

Noi ci saremo sempre.

M.A.Sanna

Anonimo ha detto...

Mha pensavo un articolo serio..ma solo cavolate di chi non capisce un cavolo di basket...e lo posti pure? arbitraggio contro...mai visto in 3 partite te lo ha spiegato anche meo ma le persone che non vogliono capire fanno cosi..fomentano cose allucinanti...vedi gli arbitraggi milano pesaro e te ne accorgi subito in gara 2 nel momento di pesaro 2antisportivi che non c'erano...vabbe sai che fai con questi articoli ti rendi solo pericoloso nei confronti di altre persone ...e poi a te piace il basket? a te piace ma far casino. adios

SoloDinamo ha detto...

@ signora Sanna: personalmente ritengo che con arbitraggi meno acquiescenti rispetto al gioco molto fisico della Mens Sana, forse una gara si poteva portarla a casa
gara 1). Però i valori messi in campo li abbiamo visti: e quando Kaukenas sul finale ci ha "matato" con molta freddezza, come si è visto ieri, proprio quando stavamo prendendo quota, lui ha dimostrato che vi sono valori tecnici assoluti, e che 5 scudetti non sono frutto del caso. Ne ha parlato spesso Luca, io sinceramente da genitore di una giocatrice voglio continuare a sperare nella buona fede della categoria arbitrale, voglio se possibile aiutarli a non sbagliare. A volte ho trasceso in palestra e me ne sono subito pentito. Voglio rispetto per il mio lavoro ma voglio che siano rispettati anche gli arbitri, se tanto mi dà tanto.
Sul resto delle sue considerazioni, "passo", ne abbiamo già pagato le conseguenze, la prego solo di rivolgerle ai diretti interessati, che su questo blog non intervengono. Grazie, un saluto!

@ anonimo: grazie per il tuo contributo. Se vuoi denunciaci per "istigazione a delinquere". Ma il reato di istigazione alla stupidità, al momento non esiste...

Skywalkerboh ha detto...

Io rido forte, e compiango.

Forza Dinamo