giovedì 31 maggio 2012

orgogliosi dei nostri ragazzi !


"Perciò cammina a testa alta, oppure piccola non camminare affatto". (Bruce - New York City Serenade, 1972)


SERIE TOSTA- se proprio devo fare un paragone, questa serie mi ricorda un pochino quella del maggio 2008 contro Fileni Jesi, che all'epoca annoverava tra le sue file Moss (sempre lui !), Maestranzi, Michele Maggioli e Hoover. Il buon Cavina contro questa corazzata per la Legadue (che poi si giocò la finale contro Juve Caserta arrivando a gara4), dopo una memorabile regular season di quella Dinamo (40 punti) potè contrapporre ben poco, ma già da allora era evidente la diversa caratura tecnica ed il fatto che a certi livelli, nei playoff  devi tirare fuori il meglio di te, possibilmente avendo un organico di tutto rispetto. Un concetto limpido che la dirigenza Mele ha capito molto bene negli anni successivi. Chiuso il flash-back, la storia di questa semifinale prestigiosissima di serie A è tutta qui, da una parte una squadra assolutamente superiore sul piano tecnico (la sconfitta contro Varese resta un episodio marginale e inspiegabile), dall'altra una Dinamo forte come gruppo e in alcune individualità, ma che è giunta all'appuntamento con la testa altrove, scarica mentalmente. I ragazzi hanno vissuto la meravigliosa esperienza della serie 3-0 contro la Virtus, inaspettata secondo alcuni, fortunosa secondo altri che continuano a sottovalutarci (e sono sicuro che continueranno a farlo anche se nel giugno 2013 dovessimo davvero giocarci lo scudetto: l'ambiente sportivo italiano è fatto di "timorati di Dio", sostanzialmente di provinciali, che pensano ancora al "triangolo lombardo" o a basket city dei tempi che furono, senza accorgersi di realtà come noi, Brindisi, Biella, Montegranaro, Taranto nel femminile o della novella Pesaro che sta quasi rinnovando i fasti dell'hangar). Il raggiungimento nei quarti di questo grande obbiettivo ha come svuotato i nostri ragazzi. Solo per pochi minuti sono stati in partita, sia in gara1 che in gara2. 
LA PARTITA - il match di gara2 sta tutto nei numeri inesorabili, è inutile rievocarli o riesumarli qui dentro, con quelle percentuali nel tiro da 3 non si va da nessuno parte ma è anche vero che in regular season il tiro dal perimetro è stato un elemento importante nel gioco Dinamo creato da Sacchetti. Il Siena si è presentato tostissimo all'appuntamento, dopo avere toppato in Eurolega (la Mens Sana vista ieri notte era certamente pronta per la Final Four del massimo campionato continentale). Una difesa cinica portata alle estreme conseguenze, contatti e mani addosso, i nostri esterni costantemente buttati fuori dall'area, Kaukenas e Lavrinovic, oltre a Michelori e Ress, veri padroni del pitturato, con i nostri lunghi aitanti, ma apparsi leggeri come piume. Cecchini inesorabili nel tiro da 3 e dalla media. Rispetto ai 110 kg del lituano possiamo contrapporre ben poco, quell'uomo ha vinto 5 scudetti in maglia senese ed è stato un punto di forza della nazionale Lituana. A parte il fatto che non è pensabile parlare di individualità in un ensamble di 15 giocatori, con un coach che si permette il lusso di far riposare Andersen in vista della finale. Hanno picchiato? Ebbè cari miei, il basket purtroppo è anche questo, è inutile guardare sbigottiti i blocchi e le spinte o il gran lavoro di gomiti sotto le plance, non esattamente quelli di una bimba delle under 14. Si chiama "difesa fisica" (Ress, cit.). Che gli arbitri tollerino questo stato delle cose è un dato di fatto, c'è sempre stata nella storia una sorta di tolleranza tacita verso le grandi del basket italiano (ma ve lo ricordate quanto picchiavano Meneghin o Antonello Riva?). Pianigiani, che aspettiamo fiduciosi con tutta la sua sapienza baskettara al comando dell'Italbasket, ha pensato soprattutto a non far correre la Dinamo, a buttare gli esterni fuori dal perimetro per costringerli all'errore; sul resto ha prevalso la superiorità tecnica del team senese, che indubbiamente non ha rivali in Italia (a parte Milano,che fa giocare 10-giocatori-10 e tiene in panca Ariel Filloy). E anche certi palloni persi dalla Dinamo (non faccio nomi, i processi mediatici li lascio ad altri "più titolati" siti) si potevano evitare. La calma è la virtù dei forti, ma la calma stavolta l'abbiamo un po' persa.
SENESI - sono migliorati! Con un pregresso da incubo (aggressione ai nostri tifosi nel 1989, una monetina ferì al viso una ragazza in gara2, in quel di Siena), hanno mostrato professionalità senza perdere la solita goliardia toscana. I dirigenti Mens Sana, gran signori, hanno messo a disposizione della Dinamo un pullman per quattro giorni, dall'aeroporto fino al palazzetto più gli spostamenti interni; i tifosi locali (caso più unico che raro) hanno offerto un buffet alla nostra tifoseria. Pace fatta. Seppelliamo l'ascia di guerra e fumiamo il calumet della pace. Si cresce tutti insieme intorno al grande totem della palla a spicchi. 
UN GRANDE APPLAUSO - E' quello da dedicare comunque ai nostri ragazzi, artefici di una stagione straordinaria, che sembrava solo un sogno sotto il caldo estivo (in realtà, il dott. Sardara è molto ambizioso e questi lusinghieri risultati rientravano appieno nei suoi iniziali obbiettivi, lui è un uomo vincente in tutti i campi in cui ha operato). Venerdì sarà una gran festa, non voglio sentire cavolate contro la Mens Sana, voglio un immenso abbraccio per i gloriosi biancoblù che ci hanno esaltato e fatto commuovere per otto lunghi mesi. Salvezza conquistata con larghissimo anticipo; Final8 prestigiosa mai disputata nella storia (a parte la Coppa Italia della A1/A2, ma era un diverso campionato), serie vinta 3-0 contro la Virtus, due convocazioni dei nostri nell'All Star Game, Travis applaudito nella gara della tripla. Riconoscimenti e visibilità in tutto l'ambiente del basket che conta. Vittorie a Caserta, Roma, Bologna, Varese, sbancata Milano per la seconda volta in 12 mesi, il palaSerradimigni come un fortino inespugnabile da ottobre fino all'altro ieri (due sole sconfitte interne: contro Milano e "ovviamente" contro Siena).     
UNA SFIDA PER IL FUTURO - La coppa europea è lì a portata di mano, e se non l'improba Eurolega sarà EuroCup (cioè la vecchia Coppa Korac: che emozione !). Ditemi voi se la sera della incavolatura (contro Fileni Jesi, quelli di quattro anni fa) o della grande delusione (contro Cioppi, Bell e la Vanoli, tre anni fa) sareste stati in grado di pensare a tutto questo trionfo. Abbiamo dimostrato che essere una piccola realtà può non risultare un handicap ma trasformarsi in piccola virtù, abbiamo dimostrato che quando si procede tutti uniti, pubblico e dirigenza, nessun traguardo ci è precluso. E allora grazie a tutti , a Meo, a Citro e ad Ugo, a tutti i meravigliosi ragazzi, compresi Alessandro Sechi e Marco Spissu, ai dirigenti Stefano e Carlo Sardara, Giovanni Cherchi, Gianmario Dettori, al general manager, allo staff tecnico per l'impegno e l'entusiasmo che ci hanno messo, creando un ambiente favorevole per i giocatori e mettendoli nella condizione di allenarsi con serenità. Siena un tempo che fu è stata piccola, come ho già detto, quando la sfidavamo in A2 (se è per questo, abbiamo anche vinto nel 1992 al palaEstra...), ma da Minucci in poi tutto è cambiato. Una città di 80.000 abitanti è da anni nel basket europeo che conta, e allora prendiamo l'esempio da loro, anche se non avremo mai un budget di 12 milioni di euro a disposizione: continuiamo con la competenza, la professionalità e l'entusiasmo che non deve mai mancare. Questo campionato 2011-2012 è il più bel investimento per il futuro.
BEAUTIFUL LOOSER - Qualche giornalista ci ha chiamato underdog, cioè perdenti, ditecelo voi o soloni del basket se siamo vincenti o forse magnifici perdenti, quando usciamo dal parquet sempre a testa alta e con la maglia nel cuore. A me i veri perdenti del basket italiano sono sembrati ben altri, quest'anno e pure il campionato scorso. Perché nessuno parla di Teramo, che sta per essere ammessa in serie A col bilancio pericolosamente in rosso ?
ANTISPORTIVI E FALLI TECNICI - Dai...non ne voglio parlare. Ho visto che il concetto di "equità" è un optional per certi arbitri, a volte mi arrabatto in serie C o in serie B, dicendoglielo a gran voce in palestre semideserte (possibile che non vi sia un metro valutativo costante nell'arco dei 40' ? Che si debba decidere a seconda di come gira o peggio fischiare in compensazione?). Ma questa è la serie A, la tanto agognata massima serie, quindi stiamocene zitti e buoni in attesa del giorno fatidico in cui saremo fortissimi e soprattutto rispettati specie nelle sfide contro le grandi del basket. Per ora va bene così (anche se non va bene, lo so).
Venerdì c'è un bellissimo rendez-vous, alle 20:30 tornano i nostri ragazzi al PalaSerradimigni, e tra le mura amiche sarà tutta un'altra storia da raccontare. E alla fine, ci saranno lacrime di gioia, birra, sorrisi e foto per tutti. Purtroppo sento che sta per finire, mannaggia! La cosa che più mi cruccia è che alcuni giocatori partiranno (v. intervista a Sardara, qui sotto), è mai possibile che questa cosa drammatica debba capitare ogni anno?
Forza Dinamo, ora e sempre.
(non succede, ma se succede...) 

Le pagelle di Valentina Sanna - Daily basket
TG Videolina - Giampiero Marras
l'immagine più bella: la Dinamo vincente a Casalecchio di Reno
La Nuova Sardegna 28/5/2012

Gazzetta dello sport - 28/5/2012


3 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

Scusa ancora se ieri non ho scritto il post io, come faccio volentieri di solito.
Ero troppo amareggiato per la gestione della terna abritrale.
Siena non ha bisogno dell'impunità per vincere: è semplicemente la più forte.
Dispiace che nel 2012 si vedano queste cose.
Mi unisco ai concetti da te espressi, e li faccio miei.
Forza Dinamo

Anonimo ha detto...

Ress parlava di "gioco duro".
Quello visto in queste due prime partite è stato "gioco duro" solo per metà del tempo, per il resto è stato una rissa legalizzata, e quando la Dinamo vi ha partecipato sono stati sanzionati a noi sì e a loro no un fallo tecnico e un antisportivo.
Però in tutto questo c'è una enrome sodisfazione: Siena in Italia picchia, e le va bene, in Europa si cala le brache, perché così le piace.

SoloDinamo ha detto...

certo che menano, lo fanno perchè glielo consentono gli arbitri, tutto qui. Anche noi in ogni caso ci siamo difesi bene, non penso che i giocatori della Dinamo si facciano pestare impunemente da qualcuno (e la sportellata di Quinton al povero Zisis, ruzzolato in terra, non era mica male; peccato che ci fosse l'arbitro lì a un metro).
In estrema sintesi:
- andato alla club house, salutati tutti i dirigenti, e conosciuto finalmente di persona Pasquini, un gran signore e un profondo conoscitore del basket (lo conoscevo cestisticamente dai tempi della Robur, che ha salvato in DNB l'anno scorso);
- fatti i complimenti a tutti per la bellissima annata, ho trovato i "soliti noti" del settore D, e dopo scambi di idee tra lo sbigottito e il divertito circa le botte prese dai nostri, ci siamo tutti spostati al Palas;
- allenamento leggero, seduta di tiro, Quinton leggermente a riposo, massaggi e seduta a parte;
- Travis Diener scatenato nel tirare palloni contro Manuel, Brian, Simone Unali, come suo solito (li tira furbescamente stando dall'altra parte del campo, Manuel è riuscito ad evitarlo accompagnando con il gesto dell'ombrello...);
- gara finale del tiro da centrocampo, mega-bombe messe da Travis (2), Brian 3), Vanuzzo e forse Drake Diener;
- non hanno assoggettato nessuno alla fine per carenza di aspiranti (il babbo di Quinton è già partito per gli USA);
- infine Meo si ha tagliato i baffi (mai visto così, solo da giovane anni 80), per scommessa, ha detto che se avesse perso una gara li avrebbe tenuti, se ne avesse perso due li avrebbe appunto tagliati (e così è stato).
Per ora è tutto.
Stasera, TOTAL CAOS e bolgia nei primi quindici minuti, Pianigiani non deve riuscire a intontire gli arbitri con la sua parlantina.
Alè Dinamo !