domenica 27 maggio 2012

Milano - Pesaro. Vigilia per la Dinamo

Scavolini Pesaro non andava in semifinale dal 2003-2004

Domenica di riposo per noi appassionati e malati di Basket. Ieri si è chiusa anche l'ultima serie dei Quarti di Finale con la storica vittoria di Pesaro al Pianella: è stata la rimonta dallo 0-2 che pareva pesante come un macigno. Solo la squadra e la società VL ci credevano, praticamente niente i tifosi biancorossi, che in gara 3 hanno lasciato amplissimi spazi vuoti al palasport di Pesaro, e sono poi andati in massa a Cantù per la partita decisiva perché hanno fiutato l'affare. Un atteggiamento assolutamente deprecabile: siamo sicuri che se fossero state sullo 0-2 Sassari, Venezia o Varese (per fare alcuni esempi calzanti), i loro palazzetti in gara 3 sarebbero stati pieni, traboccanti di tifosi. A volte il pubblico della pallacanestro regala brutte sorprese.

Il tabellone aggiornato a ieri sera

A proposito di brutte sorprese, ieri la tifoseria organizzata canturina ha dato un saggio di cosa significa "inciviltà", e solo il fatto che ci fosse un gemellaggio coi tifosi organizzati pesaresi ha evitato peggiori atteggiamenti. Nei momenti topici del match, quando la Victoria Libertas ha allungato con decisione e Cantù era alla disperata ricerca del "Deus ex machina" che risolvesse tutto, dalla curva canturina è arrivato in campo di tutto: carta, coriandoli, tappi di bottiglie di plastica, fischietti. Ne ha fatto le spese più di tutti Daniel Hackett, che un po' se l'aveva cercata esagerando in festeggiamenti a partita in corso, colpito in testa due volte (fortunatamente senza brutte conseguenze). Questo però non giustifica assolutamente lo spettacolo offerto dalla curva di casa. Da rilevare anche un uso continuo di trombe e fischietti per tutta la gara. E viene da pensare ai 900 € di multa comminati alla Dinamo in gara 2 contro Bologna solo perché a uno degli arbitri in occasione dell'ultimo errore di Gigli è scappato un fischio; ricorderete che la terna si ha inventato un fischio "partito" dalla curva del Commando, come per evitare di fare brutta figura, e poi ha subdolamente refertato per una multa gratuita. Ma vabbé, c'è di peggio nella vita.
Tornando alla partita di ieri, la formazione di Trinchieri non ha espresso la sua migliore pallacanestro, e ciò non solo a causa delle assenze (Scekic, Shermadini, Micov - anche lui in panca, ma mai entrato), che hanno pesato nella lotta sotto le plance, ma anche e soprattutto perché proprio ieri il gioco di Pesaro sui due lati del campo ha ben messo in evidenza il punto debole della Bennet: i play. Cinciarini era la scommessa di inizio stagione, ma non ha mai inciso; la partenza di Lighty - più guardia che play - e l'arrivo di Perkins, un comprimario adatto come cambio in buone formazioni, non hanno aggiunto niente ai giochi di Cantù, anzi hanno tolto verve e fosforo. Cantù ha dovuto vivere sulle improvvisazioni del "cardinale" Mazzarino, bravissimo nel tiro ma appena sufficiente nel passare la palla, e Gianluca Basile (idem per lui fra tiro e passaggi). Se poi si considera che il cambio dei lunghi assenti era Marconato, un altro over 30, beh... questo la dice lunga. In una serie in cui si gioca ogni due giorni, alla fine si sente. L'arrivo di Brunner aveva dato nuova linfa al reparto lunghi: Brunner si era integrato molto bene a Leunen, ma la sua propensione al fallo facile ha creato problemi nelle rotazioni.

Pesaro quindi ha vinto perché ha avuto maggiore freschezza fisica e lucidità mentale nei momenti decisivi, ma non dimentichiamo le "preghiere" gettate al cielo (e accolte dagli dei del basket) da sette metri di Jones. Ma anche Pesaro gioca con un handicap - che poi è lo stesso della Dinamo, anzi forse lo è di più - e cioé la panchina corta. La Victoria Libertas ha un quintetto da antologia: due nazionali italiani e tre americani incredibili, ma in panca ha "solo" l'ottimo Lydeka, Cavaliero - il cui minor minutaggio ha inciso psicologicamente sul suo rendimento, più basso rispetto a quando giocava a Montegranaro - e Flamini. Poi niente, niente da dare. Il problema di Pesaro contro Milano sarà questo: la panca corta, esattamente come lo sarà per la nostra Dinamo contro Siena. Ma almeno coach Sacchetti prova a fidarsi dei suoi cambi, e spesso la fiducia è ben ricambiata. Dalmonte invece assolutamente no.

Quinton lavora sui muscoli, venerdì sera

Le semifinali inziano quindi lunedì sera, a giorni alterni: Siena aprirà la danze con la Dinamo e poi il giorno dopo Milano con Pesaro. Due corazzate contro due squadre che non hanno niente da perdere ma solo da guadagnare. Il pronostico sulla carta è chiuso, ma Pianigiani e Scariolo non sono tipi da prendere sottobraccio niente: se la Dinamo e la VL sono in semifinale è perché se lo hanno conquistato sul campo, anche se seguendo vie diverse, e sono due squadre che hanno chiuso la stagione molto bene, esattamente come le due favorite.
Sul carro della Dinamo stanno salendo molte persone ultimamente: ora tutti vogliono entrare al Palaserradimigni, tutti sono tifosi biancoblu... le stesse persone che sbagliano il nome dei giocatori, le stesse persone che alla prima sconfitta gireranno la spalle da un'altra parte. Ma nessuno è perfetto.
Ho seguito alcuni allenamenti in settimana: Hosley e Travis Diener hanno beneficiato di qualche riposo in più, mentre il "soldato" Drake ha sempre messo piede in campo. La squadra ha davvero beneficiato del 3-0 ottenuto con la Virtus. Avere diversi giorni per ricaricare le pile e sciogliere i muscoli è stato fondamentale. Questi play-off sono stati strutturati in modo cinico: si gioca sempre e comunque ogni due giorni, ovvio che - come dicevamo - le formazioni col roster più lungo avranno quindi un vantaggio. Siena e Milano lo sanno bene, e faranno valere la propria debordante fisicità (e il loro blasone) con un gioco molto duro, del resto nei play-off gli arbitraggi sono sempre più permissivi.

A proposito di arbitraggi, ecco la terna per gara 1:
FABIO FACCHINI    (Partite arbitrate: 699)
GIANLUCA MATTIOLI    (Partite arbitrate: 549)
LUCA WEIDMANN    (Partite arbitrate: 207)
Appuntamento quindi a domani sera 28 maggio, ore 20:30 su Raisport, e poi mercoledì, con tanti sassaresi sulle tribune nonostante il charter di lunedì sta stato annullato per mancato raggiungimento del numero minimo. Venerdì la gara 3, in un Palaserradimigni strapieno (anche nelle scale, alla faccia del tanto sbandierato Regolamento, scommettiamo?). Noi ci saremo.


In chiusura del post, leggo in rete la tristissima notizia della morte di Martin Colussi, cestista che noi sassaresi abbiamo conosciuto. Notizie come queste sono incommentabili.

Colussi con la maglia della Juve Caserta




2 commenti:

Pol ha detto...

Ora che Cantù s'è sgonfiata a causa degli infortuni e dei troppi impegni (sigh) tutta la vita Forza Sassari!

SoloDinamo ha detto...

ho visto la partita e dei lanci contro Hackett non me ne ero accorto (oltretutto i telecronisti mica ne hanno fatto cenno). Mi sono invece reso conto del fatto, possedendo il bene della vista, che a James White è stato praticamente impedito di tirare i liberi; li ha tirati, ma dopo un po'. E i lanci di carta nel quarto tempino hanno determinato una mini-sospensione della partita di circa 3 minuti. Il sesto time-out, lo possiamo chiamare così, opera dei soliti noti.
Che ovviamente nessuno critica, ci mancherebbe, al Pianella erano tutti lì ingessati, fermi come statue (polizia in loggu, come diciamo a Sassari), e i cari telecronisti che parevano le 3 scimmiette: "non vedo non sento non parlo".
Immaginiamoci una cosa del genere, chessò, a Brindisi, a Veroli o a Sassari. Altro che 900 euro di multa.
A parte tutto questo, e per ritornare ai fatti nostri, Forza Dinamo.