sabato 26 maggio 2012

LA STRATEGIA DELLA LUMACA

Giuseppe Pirisi, Giancarlo Carrabs, Gigi Campani, Burato,
Claudio Castagna, Giampaolo Doro, Luca Pirisi, Antonello Nico,
Marco Pinna, Gennaro Guarino, Mario Scala, Sergio Milia,
coach Sergio Contini  

DINAMO 1979-1980 
Qualcuno si starà già chiedendo che cosa c'entra la mitica Italia "mundial" del 1982 con la Polisportiva Dinamo.C'entra eccome, basta leggere fino in fondo. Eccoli lì, quegli eroi italiani: Paolo Rossi, Cabrini, Bruno Conti, Beppe Bergomi, Graziani, Tardelli, Zoff e tutti gli altri. Per sempre nella storia. Una squadra tanto coriacea da non sembrare neppure vera, mise in fila gli squadroni più forti del mondo: Brasile, Argentina, Germania. All'inizio nessuno avrebbe dato una cicca per l'Italietta di Enzo Bearzot, che venne preso in giro, attaccato, simpaticamente sfottuto o semplicemente criticato per un paio di mesetti fino alla vigilia dell'arrivo in terra iberica della Nazionale. Poi si è visto come andò a finire, e qualcuno ebbe almeno la creanza di chiedere scusa. Non erano atleticamente più forti dei fantasisti brasiliani (Zico, Socrates, Falcào, Eder ecc.) o dei panzer tedeschi, oppure degli ex campioni del mondo argentini, erano essenzialmente dei grossissimi difensori e dei gran lavoratori,  ma possedevano una dote innata: credere fino in fondo nelle loro possibilità. Enzo Bearzot, praticamente un massiccio friulano con la pipa perennemente accesa, li lasciava tranquilli, non li stressava, e poi ebbe il grande merito di recuperare e responsabilizzare una punta che si rivelò fondamentale: Pablito, cioè Paolo Rossi. A me onestamente ricorda qualcuno, provate a scendere di un solo post e troverete una bella intervista su La Repubblica di "el baffo nacional", in cui ci spiega davvero tanto della sua filosofia baskettara.
Quest'anno si era iniziato con due scommesse/promesse, una delle quali la si conosceva abbastanza bene: Drake Diener. Si può dire che Drake sia stato l'acquisto più azzeccato della Dinamo insieme alla conferma del suo cugino primo Travis (più che cugini, in campo sembrano fratelli). L'altra scommessa era Kito Benson: ebbene, Meo, invece di cacciarlo a pedate, con tantissima pazienza e umanità ha provato ad aspettarlo per tutto il pre-season, e solo dopo Cremona (seconda giornata) ha fatto una scelta. Lungo non adatto al gioco veloce della Dinamo. Il problema pivot ha assillato i tecnici Dinamo fino alla vigilia di Natale, cioè fino all'abbandono dell'ex stella NBA Steven Hunter e al "blitz" forlivese fortemente voluto da Sardara & Pasquini. Si è visto come ha fatto quadrare il cerchio in difesa "Slim" Easley, il pivot più simpatico e col gioco più verticale nella storia della Dinamo. 
Terzo tassello, Quinton Hosley: anche qui, un capolavoro di pazienza e sagacia dei nostri 3 tecnici (continuo a citare anche Paolo Citrini, persona informata e provvista di grande sapienza cestistica). Un giorno o due tirò un pallone all'arbitro, un altro giocò in modo meno che mediocre, bisticciando col canestro, fino a quando Meo non ha deciso di richiamarlo (a Sassari si dice "attaccarlo al muro", chi è di qui sa cosa significa questa espressione). Responsabilizzato il ragazzo, che è un sontuoso giocatore (non si gioca con Galatasaray e Real Madrid per puro caso), e capiti i suoi meccanismi mentali, compreso finalmente che occorreva lasciarlo libero anche di sbagliare, Quinton ha dimostrato tutta la sua forza. Il "figlio del playground" si è dimostrato giocatore a tutto campo, uno di quelli che non mollano mai. Recuperi, rimbalzi, interdizione e difesa asfissiante, questa la ricetta del figlio di Ron Mathias. Decisivo il suo ruolo nelle azioni topiche di gara2 e gara3 contro la Virtus: da lui sono giunti i passaggi millimetrici e in grado di sconvolgere la difesa di Finelli. 
Tutti gli altri ragazzi neppure li cito, la Dinamo ormai è un gruppo di ferro cresciuto mentalmente partita per partita, e poi nell'ultimo allenamento che ho visto erano talmente sereni e sorridenti che pareva dovessero giocare lunedì 28 contro Ostuni, mica il Siena. 
MOTIVAZIONE: per capire cosa significa questa espressione occorre gironzolare qualche sera nelle palestre di basket e parlare, anzi rompere le scatole fino allo sfinimento ad un bel po' di giocatori e coach. E farsi spiegare un po' di cosette. Un tecnico medio vi dirà che la motivazione nel basket è tutto. Imprese che nella teoria sono impossibili si possono raggiungere col giusto atteggiamento e con la esatta mentalità.  
Coach Meo è un grande motivatore, questo ve lo diranno i suoi colleghi e i giocatori, presi uno ad uno. Ho assistito nell'aprile 2010, quando tutto sembrava compromesso, ad un colloquio face to face in cui aveva "catechizzato" a dovere i suoi uomini. In città c'era malessere, gente che rumoreggiava, in poche parole il popolo dinamista non era contento. Stava semplicemente ricostruendo il morale dei suoi ragazzi, finito sotto i tacchi in disarmanti sconfitte.
CHI E' SIENA. La grande Mens Sana non farà l'errore di sottovalutarci, lo stesso Dan Peterson nei playoff 2011 si era detto impressionato dalla Dinamo e dal gioco che era capace di sviluppare tra le mura amiche. La sua forza sta tutta nei numeri, non si domina per caso il basket italiano. Contro quei giocatori la Dinamo dovrà dare qualcosa in più, giocando sui livelli del primo tempo che abbiamo visto a gennaio, quando i ragazzi affrontarono a testa alta la prima della classe. Ecco perché conterà moltissimo la motivazione psicologica, l'avere "fame" e non dichiararsi soddisfatti dei lusinghieri risultati fin qui conseguiti.
CHI ERA SIENA - Ma c'è stata un'epoca nella quale Dinamo e Mens Sana si sfidarono in furibonde partite, in cui si giocava per la promozione in A2. Si era sull'onda di quella incredibile forza propulsiva denominata "Dinamo anni 80", la stessa "piccola Dinamo" effigiata in apertura di questo post. Da lì è nato tutto quello che vediamo anche se stiamo parlando di qualcosa come 32 anni fa.  Una voglia incredibile di emergere e di entrare nel basket che conta, dopo anni di serie C. Si vinsero i playoff contro Conad Siena per 2-1, vincendo la "bella" in quel fatidico 21 maggio 1989, il giorno dell'ingresso in Paradiso, dopo una straordinaria battaglia tra le mura del vecchio palasport senese. Chi c'era in quei giorni roventi sa bene che cosa è accaduto. Da allora sono passati forse troppi anni, la Polisportiva è diventata adulta e vincente come non mai, ma la tattica è stata sempre quella, costruirsi proprio come una lumaca un guscio intorno, con una lentezza incredibile ma ineluttabile. 
Questi del maggio 2012 sono i giorni del trionfo e della gloria, noi in semifinale nel gotha del basket, fuori la Virtus Bologna, ma non dimentichiamo da dove siamo arrivati e tutto quello che abbiamo attraversato. Sono stati anni intensi, durissimi e a volte di pura sofferenza. L'umiltà e la sofferenza vera saranno la forza della Dinamo, squadra in cui io credo a cominciare dal suo Capitano: a lui personalmente ho spiegato il senso di quella vecchia foto in bianco e nero, che campeggia nella nuova fiammante Club House; quella è la storia mitica della Dinamo Sella&Mosca, maglie rosse come il vino e 600 matti a sostenerla in una palestra anni '60 che ne conteneva 350. Ho detto a Manuel, sperando di non averlo annoiato, che quella è l'essenza vera del basket sassarese e lui mi pare abbia capito. Quando andammo a Pisa nel 1980 per disputare la poule promozione (allora si faceva così, in campo neutro!). Una squadra di giocatori solo sardi allenata da un sardo (Contini) e da un supervisore continentale (Dido Guerrieri). E gli ho pure detto, ma lui lo sa già, che l'Italia Mundial 1982 sembrava a tutti piccola e modesta, destinata alla brutta figura, ma giorno dopo giorno diventò grande e imbattibile, soprattutto nella testa e nel cuore
Altro non ho voluto aggiungere, ma a quel punto non vi era più bisogno di dirgli qualcosa...
Forza Dinamo ! Forza ragazzi, giocate sempre con onore !

...1980...
21.5.1989
Mossali aka "Oscar", Bigot, De Sisti e Bini
(con la maglietta !)
22 novembre 1992
La Nuova Sardegna, 23.11.1992

5 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

Ricordo quella serie con Siena.

Ricordo Paolo Moretti secondo play, un ragazzino che dopo due anni sarebbe diventato l'arma letale della Virtus Bologna.
Ricordo che il play titolare era quel Lasi, ora allenatore, che aprì il sopracciglio a Gigi Donati in una azione di contropiede, controllando prima di tirare il colpo vigliacco (una gomtatat dall'alto in basso) che gli arbitri non guardassero.
Ricordo che Angelo Longo, principale punto di riferimento offensivo della Dinamo, si era infortunato stupidamente ad un braccio (forse una caduta in moto), Milia era furibondo, ma Enzo Bigot prese in mano la squadra, e quando in gara3 Massimo Bini fece un palleggio-arresto-tiro rotenado sul piede perno e segnò con il libero aggiuntivo, il palazzetto esplose.

Era la stessa Mens Sana che poi è diventata la corazzata italiana e armata brancaleone europea.

Bel post, compare: mi stanno riaffiorando ricordi che credevo addormentati sotto tonnellate di tempo.

Forza Dinamo!

G.D. ha detto...

Cose belle dal mondo...... Quando poi sento parlare di Massimo Bini, quasi mi commuovo. A proposito, lo scorso mese ho trovato Mauro Bonino a Salsomaggiore. E' sempre un grande!!! Non sapeva della pagina a lui dedicata nel libro di Roberto Sanna, e ricevuto il libro in omaggio ha quasi speso due lacrime...........

SoloDinamo ha detto...

grazie, grazie a voi! La serie fu una grande battaglia contro Siena, quella di Maurizio Lasi e Giroldi. Ma la Dinamo era molto forte e ben allenata, grazie a coach De Sisti.
Possiedo i video di gara1 e gara3, mi piacerebbe rivedere tifosi così "cazzuti" e tosti al punto giusto...ai senesi venne reso pan per focaccia. Ora vado a postare una foto di Massimo Bini con le sue indimenticabili magliette bianche. Veramente un grandissimo giocatore.
;-) Bigot per scommessa si fece crescere la barba,che poi venne tagliata negli spogliatoi da Doro.

SoloDinamo ha detto...

dimenticavo...C regionale,
Sant'Orsola vince gara1 di 21 punti su Antonianum Quartu.
1-0 e palla al centro e mercoledì si va a Quartu.
Giovedì invece le ragazze del Sant'Orsola team '98 (allenatori Cordeschi e Vidili) partono per Castel San Pietro , per fare la poule promozione contro Prato, Riva del Garda e...un'altra squadra che non ricordo ;-) Si gioca per la A3.

SoloDinamo ha detto...

28.5.2012...aggiornato il post, con lo score e le interviste per il match del 22.11.1992...vittoria al PalaEstra, coach del Siena il mitico Valerio Bianchini; in panca per il Siena Velluti, giocatore quartese.
Frederick fece 32 punti, e Kenny Miller altri 19.
Solo e sempre per la precisione, giusto per smentire chi dice che siamo dei parvenu del basket (o peggio dei "perdenti").