giovedì 31 maggio 2012

orgogliosi dei nostri ragazzi !


"Perciò cammina a testa alta, oppure piccola non camminare affatto". (Bruce - New York City Serenade, 1972)


SERIE TOSTA- se proprio devo fare un paragone, questa serie mi ricorda un pochino quella del maggio 2008 contro Fileni Jesi, che all'epoca annoverava tra le sue file Moss (sempre lui !), Maestranzi, Michele Maggioli e Hoover. Il buon Cavina contro questa corazzata per la Legadue (che poi si giocò la finale contro Juve Caserta arrivando a gara4), dopo una memorabile regular season di quella Dinamo (40 punti) potè contrapporre ben poco, ma già da allora era evidente la diversa caratura tecnica ed il fatto che a certi livelli, nei playoff  devi tirare fuori il meglio di te, possibilmente avendo un organico di tutto rispetto. Un concetto limpido che la dirigenza Mele ha capito molto bene negli anni successivi. Chiuso il flash-back, la storia di questa semifinale prestigiosissima di serie A è tutta qui, da una parte una squadra assolutamente superiore sul piano tecnico (la sconfitta contro Varese resta un episodio marginale e inspiegabile), dall'altra una Dinamo forte come gruppo e in alcune individualità, ma che è giunta all'appuntamento con la testa altrove, scarica mentalmente. I ragazzi hanno vissuto la meravigliosa esperienza della serie 3-0 contro la Virtus, inaspettata secondo alcuni, fortunosa secondo altri che continuano a sottovalutarci (e sono sicuro che continueranno a farlo anche se nel giugno 2013 dovessimo davvero giocarci lo scudetto: l'ambiente sportivo italiano è fatto di "timorati di Dio", sostanzialmente di provinciali, che pensano ancora al "triangolo lombardo" o a basket city dei tempi che furono, senza accorgersi di realtà come noi, Brindisi, Biella, Montegranaro, Taranto nel femminile o della novella Pesaro che sta quasi rinnovando i fasti dell'hangar). Il raggiungimento nei quarti di questo grande obbiettivo ha come svuotato i nostri ragazzi. Solo per pochi minuti sono stati in partita, sia in gara1 che in gara2. 
LA PARTITA - il match di gara2 sta tutto nei numeri inesorabili, è inutile rievocarli o riesumarli qui dentro, con quelle percentuali nel tiro da 3 non si va da nessuno parte ma è anche vero che in regular season il tiro dal perimetro è stato un elemento importante nel gioco Dinamo creato da Sacchetti. Il Siena si è presentato tostissimo all'appuntamento, dopo avere toppato in Eurolega (la Mens Sana vista ieri notte era certamente pronta per la Final Four del massimo campionato continentale). Una difesa cinica portata alle estreme conseguenze, contatti e mani addosso, i nostri esterni costantemente buttati fuori dall'area, Kaukenas e Lavrinovic, oltre a Michelori e Ress, veri padroni del pitturato, con i nostri lunghi aitanti, ma apparsi leggeri come piume. Cecchini inesorabili nel tiro da 3 e dalla media. Rispetto ai 110 kg del lituano possiamo contrapporre ben poco, quell'uomo ha vinto 5 scudetti in maglia senese ed è stato un punto di forza della nazionale Lituana. A parte il fatto che non è pensabile parlare di individualità in un ensamble di 15 giocatori, con un coach che si permette il lusso di far riposare Andersen in vista della finale. Hanno picchiato? Ebbè cari miei, il basket purtroppo è anche questo, è inutile guardare sbigottiti i blocchi e le spinte o il gran lavoro di gomiti sotto le plance, non esattamente quelli di una bimba delle under 14. Si chiama "difesa fisica" (Ress, cit.). Che gli arbitri tollerino questo stato delle cose è un dato di fatto, c'è sempre stata nella storia una sorta di tolleranza tacita verso le grandi del basket italiano (ma ve lo ricordate quanto picchiavano Meneghin o Antonello Riva?). Pianigiani, che aspettiamo fiduciosi con tutta la sua sapienza baskettara al comando dell'Italbasket, ha pensato soprattutto a non far correre la Dinamo, a buttare gli esterni fuori dal perimetro per costringerli all'errore; sul resto ha prevalso la superiorità tecnica del team senese, che indubbiamente non ha rivali in Italia (a parte Milano,che fa giocare 10-giocatori-10 e tiene in panca Ariel Filloy). E anche certi palloni persi dalla Dinamo (non faccio nomi, i processi mediatici li lascio ad altri "più titolati" siti) si potevano evitare. La calma è la virtù dei forti, ma la calma stavolta l'abbiamo un po' persa.
SENESI - sono migliorati! Con un pregresso da incubo (aggressione ai nostri tifosi nel 1989, una monetina ferì al viso una ragazza in gara2, in quel di Siena), hanno mostrato professionalità senza perdere la solita goliardia toscana. I dirigenti Mens Sana, gran signori, hanno messo a disposizione della Dinamo un pullman per quattro giorni, dall'aeroporto fino al palazzetto più gli spostamenti interni; i tifosi locali (caso più unico che raro) hanno offerto un buffet alla nostra tifoseria. Pace fatta. Seppelliamo l'ascia di guerra e fumiamo il calumet della pace. Si cresce tutti insieme intorno al grande totem della palla a spicchi. 
UN GRANDE APPLAUSO - E' quello da dedicare comunque ai nostri ragazzi, artefici di una stagione straordinaria, che sembrava solo un sogno sotto il caldo estivo (in realtà, il dott. Sardara è molto ambizioso e questi lusinghieri risultati rientravano appieno nei suoi iniziali obbiettivi, lui è un uomo vincente in tutti i campi in cui ha operato). Venerdì sarà una gran festa, non voglio sentire cavolate contro la Mens Sana, voglio un immenso abbraccio per i gloriosi biancoblù che ci hanno esaltato e fatto commuovere per otto lunghi mesi. Salvezza conquistata con larghissimo anticipo; Final8 prestigiosa mai disputata nella storia (a parte la Coppa Italia della A1/A2, ma era un diverso campionato), serie vinta 3-0 contro la Virtus, due convocazioni dei nostri nell'All Star Game, Travis applaudito nella gara della tripla. Riconoscimenti e visibilità in tutto l'ambiente del basket che conta. Vittorie a Caserta, Roma, Bologna, Varese, sbancata Milano per la seconda volta in 12 mesi, il palaSerradimigni come un fortino inespugnabile da ottobre fino all'altro ieri (due sole sconfitte interne: contro Milano e "ovviamente" contro Siena).     
UNA SFIDA PER IL FUTURO - La coppa europea è lì a portata di mano, e se non l'improba Eurolega sarà EuroCup (cioè la vecchia Coppa Korac: che emozione !). Ditemi voi se la sera della incavolatura (contro Fileni Jesi, quelli di quattro anni fa) o della grande delusione (contro Cioppi, Bell e la Vanoli, tre anni fa) sareste stati in grado di pensare a tutto questo trionfo. Abbiamo dimostrato che essere una piccola realtà può non risultare un handicap ma trasformarsi in piccola virtù, abbiamo dimostrato che quando si procede tutti uniti, pubblico e dirigenza, nessun traguardo ci è precluso. E allora grazie a tutti , a Meo, a Citro e ad Ugo, a tutti i meravigliosi ragazzi, compresi Alessandro Sechi e Marco Spissu, ai dirigenti Stefano e Carlo Sardara, Giovanni Cherchi, Gianmario Dettori, al general manager, allo staff tecnico per l'impegno e l'entusiasmo che ci hanno messo, creando un ambiente favorevole per i giocatori e mettendoli nella condizione di allenarsi con serenità. Siena un tempo che fu è stata piccola, come ho già detto, quando la sfidavamo in A2 (se è per questo, abbiamo anche vinto nel 1992 al palaEstra...), ma da Minucci in poi tutto è cambiato. Una città di 80.000 abitanti è da anni nel basket europeo che conta, e allora prendiamo l'esempio da loro, anche se non avremo mai un budget di 12 milioni di euro a disposizione: continuiamo con la competenza, la professionalità e l'entusiasmo che non deve mai mancare. Questo campionato 2011-2012 è il più bel investimento per il futuro.
BEAUTIFUL LOOSER - Qualche giornalista ci ha chiamato underdog, cioè perdenti, ditecelo voi o soloni del basket se siamo vincenti o forse magnifici perdenti, quando usciamo dal parquet sempre a testa alta e con la maglia nel cuore. A me i veri perdenti del basket italiano sono sembrati ben altri, quest'anno e pure il campionato scorso. Perché nessuno parla di Teramo, che sta per essere ammessa in serie A col bilancio pericolosamente in rosso ?
ANTISPORTIVI E FALLI TECNICI - Dai...non ne voglio parlare. Ho visto che il concetto di "equità" è un optional per certi arbitri, a volte mi arrabatto in serie C o in serie B, dicendoglielo a gran voce in palestre semideserte (possibile che non vi sia un metro valutativo costante nell'arco dei 40' ? Che si debba decidere a seconda di come gira o peggio fischiare in compensazione?). Ma questa è la serie A, la tanto agognata massima serie, quindi stiamocene zitti e buoni in attesa del giorno fatidico in cui saremo fortissimi e soprattutto rispettati specie nelle sfide contro le grandi del basket. Per ora va bene così (anche se non va bene, lo so).
Venerdì c'è un bellissimo rendez-vous, alle 20:30 tornano i nostri ragazzi al PalaSerradimigni, e tra le mura amiche sarà tutta un'altra storia da raccontare. E alla fine, ci saranno lacrime di gioia, birra, sorrisi e foto per tutti. Purtroppo sento che sta per finire, mannaggia! La cosa che più mi cruccia è che alcuni giocatori partiranno (v. intervista a Sardara, qui sotto), è mai possibile che questa cosa drammatica debba capitare ogni anno?
Forza Dinamo, ora e sempre.
(non succede, ma se succede...) 

Le pagelle di Valentina Sanna - Daily basket
TG Videolina - Giampiero Marras
l'immagine più bella: la Dinamo vincente a Casalecchio di Reno
La Nuova Sardegna 28/5/2012

Gazzetta dello sport - 28/5/2012


lunedì 28 maggio 2012

Vittoria tosta per Siena: 1-0

gara1 a Siena

9.1.2011



E' finita come tutti si aspettavano: Siena vince largamente la prima partita della serie e si porta sull'1-0. Troppo ruvida la difesa senese, troppo pasticciona la Dinamo, che ha fatto lo stesso errore che fece Varese la settimana scorsa in gara 4: tirare troppo da 3 rendendo il proprio attacco prevedibile. Siena ha potuto quindi giocare sul velluto, correndo tanto per facili punti in contropiede e alzando il volume in difesa. La storia - là in difesa - è sempre quella: se dai un colpo sempre, su quattro colpi che dai ti fischiano 1 o 2 falli, nelle altre 2 o 3 occasioni gli avversari vanno in palla e sbagliano. L'arbitraggio è stato largamente permissivo sui contatti, mentre ha punito con eccessivo zelo Sassari, cui ha fischiato qualche infrazione di passi di troppo e alcuni contatti sulle linee laterali che a Siena non sono stati chiamati.

Siena è scesa in campo in avvio con un quintetto di falegnami, che aveva pochi punti nelle mani ma tanti contatti da regalare alla Dinamo, ecco perché la Dinamo è rimasta in partita nel primo quarto (e poi è sparita dopo, ben lavorata ai fianchi). Il 5 su 8 della Dinamo nelle triple del primo quarto è arrivato da una circolazione di palla sulle linee esterne che ha funzionato perché i nostri erano freschi. Ma il frullaggio continuo e le botte alla lunga pagano: i Diener sono infatti stati tenuti al minimo salariale in termini di punti, ma Travis almeno nel solo primo tempo ha smazzato 6 assist (solo 1 poi nella ripresa). Nel secondo quarto la musica è cambiata: Siena ha beneficiato di 3 amnesie difensive sull'arco della Dinamo ed è riuscita a realizzare le 3 triple che hanno scavato il solco dal quale la Dinamo non è riuscita più a risalire. Il martellamento difensivo ha poi iniziato a dare quei frutti di cui parlavamo, e la Dinamo è crollata. La partita non ha offerto poi molto, da annoverare solo alcuni brutti falli commessi sui nostri in contropiede non sanzionati con l'antisportivo, e il tentativo - con giochetti di alley-hoop dei senesi - di canzonarci, tutti non andati a buon fine.

Pianigiani ha ottenuto quello che voleva: sui pick and roll della Dinamo i Diener sono stati ben raddoppiati con contemporanea copertura delle prime di linee di passaggio sulle mediane, e solo in pochissime occasioni la Dinamo è risucita a venirne fuori. E poi la panchina. Quando c'era partita la panchina sassarese non ha dato niente: 0 punti nel primo tempo, poi una tripla di Vanuzzo e i punti finali di tutti gli altri solo nel garbage time. La panchina di Siena invece ha prodoto tanto e bene, e annoveriamo con sorpresa l'utilizzo scarso di Aradori e il non utilizzo di Carraretto, che con ogni probabilità giocheranno molti più minuti in gara 2 (Aradori in quintetto, scommettiamo?). Il coach senese poi è riuscito a far quadrare le cose anche se David Andersen (le cui gambe non sono più toniche come lo erano qualche anno fa) non è stato della partita, e non ha avuto neanche Maciulis (distorsione alla caviglia ieri in allenamento). Il vero valore aggiunto di oggi è stato McCalebb (ma è una cosa che capita spesso): le gambe di questo ragazzo sono il 40% del gioco offensivo di Siena. La sua capacità di correre più veloce di tutti, saltare con forza a rimbalzo, far assaggiare a spallate le sue ossa al diretto avversario, sono tutte armi letali. Se poi pensiamo al fatto che il suo cambio è un play d'ordine mostruoso con un tiro incredibile, Zisis, allora si capisce tutto. Noi abbiamo Pinton (mi piacerebbe un Fultz come cambio di Travis).

Sacchetti ha avuto meno di quello che si aspettava dai suoi, e non solo per la difesa fisica tutta colpi di Siena, ma anche perché non ha saputo impostare una gestione diversa nell'uscita dai raddoppi sui pick and roll (come accennato sopra) e non ha provato ad impostare più gioco in penetrazione per andare sotto: Sassari ha penetrato quasi sempre solo per scaricare sull'arco e non per un tagliante dal lato debole... peccato, perché Siena in tal caso sarebbe stata costretta a tirare la coperta della difesa dall'altra parte.

Ok, sconfitta, dura, durissima. Siena ha pure provato ad azzannare ancora di più alla fine, e lo ha fatto per mandare un messaggio chiaro: qui sono dolori. Sta alla Dinamo ora menare di più le mani, farlo bene e farlo duramente, e chissà che la prossima terna non sia un po' più equilibrata, perché allora ci divertiamo.

Le cifre della partita. Siena ha vinto tutti e quattro i parziali. 23 punti lo scarto finale, 111-68 gli indici di valutazione: parlano già da soli. Siena ha tirato meglio da 2 e da 3 punti, sostanziale parità ai liberi, a rimbalzo invece Siena l'ha spuntata 47-38, e qui la Dinamo ha qualche colpa, perché su molte triple (prese a volte troppo in fretta) non si è visto nessuno a rimbalzo offensivo, e perché dietro si è concesso troppo a McCalebb (4 offensivi per lui, regalati per distrazione). I saldi perse/ recuperate sono stati entrambi negativi 10/4 per Siena, 15/5 per Sassari.

Mentre per Siena è facile individuare un MVP (McCalebb), per la Dinamo è difficile, perché non c'è stato nessuno sopra gli altri. Preferisco citare stavolta Tony Easley, che ha tirato poco ma bene, e ha preso 9 rimbalzi, dato una stoppata e fatto due schiacciate. I mastodontici lunghi di Siena possono essere battuti con la sua verticalità, e visto che la Dinamo gioca tanto sull'arco, allora si può provare ad allargare i quattro esterni e dare qualche palla sotto a Tony.

Ora si riposa, e queste 48 ore serviranno più alla Dinamo che a Siena. Le telecamere girano ora verso Milano, dove le scarpette rosse attendono la Victoria Libertas.

GLI HIGHLIGHTS
LO SCORE

domenica 27 maggio 2012

Milano - Pesaro. Vigilia per la Dinamo

Scavolini Pesaro non andava in semifinale dal 2003-2004

Domenica di riposo per noi appassionati e malati di Basket. Ieri si è chiusa anche l'ultima serie dei Quarti di Finale con la storica vittoria di Pesaro al Pianella: è stata la rimonta dallo 0-2 che pareva pesante come un macigno. Solo la squadra e la società VL ci credevano, praticamente niente i tifosi biancorossi, che in gara 3 hanno lasciato amplissimi spazi vuoti al palasport di Pesaro, e sono poi andati in massa a Cantù per la partita decisiva perché hanno fiutato l'affare. Un atteggiamento assolutamente deprecabile: siamo sicuri che se fossero state sullo 0-2 Sassari, Venezia o Varese (per fare alcuni esempi calzanti), i loro palazzetti in gara 3 sarebbero stati pieni, traboccanti di tifosi. A volte il pubblico della pallacanestro regala brutte sorprese.

Il tabellone aggiornato a ieri sera

A proposito di brutte sorprese, ieri la tifoseria organizzata canturina ha dato un saggio di cosa significa "inciviltà", e solo il fatto che ci fosse un gemellaggio coi tifosi organizzati pesaresi ha evitato peggiori atteggiamenti. Nei momenti topici del match, quando la Victoria Libertas ha allungato con decisione e Cantù era alla disperata ricerca del "Deus ex machina" che risolvesse tutto, dalla curva canturina è arrivato in campo di tutto: carta, coriandoli, tappi di bottiglie di plastica, fischietti. Ne ha fatto le spese più di tutti Daniel Hackett, che un po' se l'aveva cercata esagerando in festeggiamenti a partita in corso, colpito in testa due volte (fortunatamente senza brutte conseguenze). Questo però non giustifica assolutamente lo spettacolo offerto dalla curva di casa. Da rilevare anche un uso continuo di trombe e fischietti per tutta la gara. E viene da pensare ai 900 € di multa comminati alla Dinamo in gara 2 contro Bologna solo perché a uno degli arbitri in occasione dell'ultimo errore di Gigli è scappato un fischio; ricorderete che la terna si ha inventato un fischio "partito" dalla curva del Commando, come per evitare di fare brutta figura, e poi ha subdolamente refertato per una multa gratuita. Ma vabbé, c'è di peggio nella vita.
Tornando alla partita di ieri, la formazione di Trinchieri non ha espresso la sua migliore pallacanestro, e ciò non solo a causa delle assenze (Scekic, Shermadini, Micov - anche lui in panca, ma mai entrato), che hanno pesato nella lotta sotto le plance, ma anche e soprattutto perché proprio ieri il gioco di Pesaro sui due lati del campo ha ben messo in evidenza il punto debole della Bennet: i play. Cinciarini era la scommessa di inizio stagione, ma non ha mai inciso; la partenza di Lighty - più guardia che play - e l'arrivo di Perkins, un comprimario adatto come cambio in buone formazioni, non hanno aggiunto niente ai giochi di Cantù, anzi hanno tolto verve e fosforo. Cantù ha dovuto vivere sulle improvvisazioni del "cardinale" Mazzarino, bravissimo nel tiro ma appena sufficiente nel passare la palla, e Gianluca Basile (idem per lui fra tiro e passaggi). Se poi si considera che il cambio dei lunghi assenti era Marconato, un altro over 30, beh... questo la dice lunga. In una serie in cui si gioca ogni due giorni, alla fine si sente. L'arrivo di Brunner aveva dato nuova linfa al reparto lunghi: Brunner si era integrato molto bene a Leunen, ma la sua propensione al fallo facile ha creato problemi nelle rotazioni.

Pesaro quindi ha vinto perché ha avuto maggiore freschezza fisica e lucidità mentale nei momenti decisivi, ma non dimentichiamo le "preghiere" gettate al cielo (e accolte dagli dei del basket) da sette metri di Jones. Ma anche Pesaro gioca con un handicap - che poi è lo stesso della Dinamo, anzi forse lo è di più - e cioé la panchina corta. La Victoria Libertas ha un quintetto da antologia: due nazionali italiani e tre americani incredibili, ma in panca ha "solo" l'ottimo Lydeka, Cavaliero - il cui minor minutaggio ha inciso psicologicamente sul suo rendimento, più basso rispetto a quando giocava a Montegranaro - e Flamini. Poi niente, niente da dare. Il problema di Pesaro contro Milano sarà questo: la panca corta, esattamente come lo sarà per la nostra Dinamo contro Siena. Ma almeno coach Sacchetti prova a fidarsi dei suoi cambi, e spesso la fiducia è ben ricambiata. Dalmonte invece assolutamente no.

Quinton lavora sui muscoli, venerdì sera

Le semifinali inziano quindi lunedì sera, a giorni alterni: Siena aprirà la danze con la Dinamo e poi il giorno dopo Milano con Pesaro. Due corazzate contro due squadre che non hanno niente da perdere ma solo da guadagnare. Il pronostico sulla carta è chiuso, ma Pianigiani e Scariolo non sono tipi da prendere sottobraccio niente: se la Dinamo e la VL sono in semifinale è perché se lo hanno conquistato sul campo, anche se seguendo vie diverse, e sono due squadre che hanno chiuso la stagione molto bene, esattamente come le due favorite.
Sul carro della Dinamo stanno salendo molte persone ultimamente: ora tutti vogliono entrare al Palaserradimigni, tutti sono tifosi biancoblu... le stesse persone che sbagliano il nome dei giocatori, le stesse persone che alla prima sconfitta gireranno la spalle da un'altra parte. Ma nessuno è perfetto.
Ho seguito alcuni allenamenti in settimana: Hosley e Travis Diener hanno beneficiato di qualche riposo in più, mentre il "soldato" Drake ha sempre messo piede in campo. La squadra ha davvero beneficiato del 3-0 ottenuto con la Virtus. Avere diversi giorni per ricaricare le pile e sciogliere i muscoli è stato fondamentale. Questi play-off sono stati strutturati in modo cinico: si gioca sempre e comunque ogni due giorni, ovvio che - come dicevamo - le formazioni col roster più lungo avranno quindi un vantaggio. Siena e Milano lo sanno bene, e faranno valere la propria debordante fisicità (e il loro blasone) con un gioco molto duro, del resto nei play-off gli arbitraggi sono sempre più permissivi.

A proposito di arbitraggi, ecco la terna per gara 1:
FABIO FACCHINI    (Partite arbitrate: 699)
GIANLUCA MATTIOLI    (Partite arbitrate: 549)
LUCA WEIDMANN    (Partite arbitrate: 207)
Appuntamento quindi a domani sera 28 maggio, ore 20:30 su Raisport, e poi mercoledì, con tanti sassaresi sulle tribune nonostante il charter di lunedì sta stato annullato per mancato raggiungimento del numero minimo. Venerdì la gara 3, in un Palaserradimigni strapieno (anche nelle scale, alla faccia del tanto sbandierato Regolamento, scommettiamo?). Noi ci saremo.


In chiusura del post, leggo in rete la tristissima notizia della morte di Martin Colussi, cestista che noi sassaresi abbiamo conosciuto. Notizie come queste sono incommentabili.

Colussi con la maglia della Juve Caserta




sabato 26 maggio 2012

LA STRATEGIA DELLA LUMACA

Giuseppe Pirisi, Giancarlo Carrabs, Gigi Campani, Burato,
Claudio Castagna, Giampaolo Doro, Luca Pirisi, Antonello Nico,
Marco Pinna, Gennaro Guarino, Mario Scala, Sergio Milia,
coach Sergio Contini  

DINAMO 1979-1980 
Qualcuno si starà già chiedendo che cosa c'entra la mitica Italia "mundial" del 1982 con la Polisportiva Dinamo.C'entra eccome, basta leggere fino in fondo. Eccoli lì, quegli eroi italiani: Paolo Rossi, Cabrini, Bruno Conti, Beppe Bergomi, Graziani, Tardelli, Zoff e tutti gli altri. Per sempre nella storia. Una squadra tanto coriacea da non sembrare neppure vera, mise in fila gli squadroni più forti del mondo: Brasile, Argentina, Germania. All'inizio nessuno avrebbe dato una cicca per l'Italietta di Enzo Bearzot, che venne preso in giro, attaccato, simpaticamente sfottuto o semplicemente criticato per un paio di mesetti fino alla vigilia dell'arrivo in terra iberica della Nazionale. Poi si è visto come andò a finire, e qualcuno ebbe almeno la creanza di chiedere scusa. Non erano atleticamente più forti dei fantasisti brasiliani (Zico, Socrates, Falcào, Eder ecc.) o dei panzer tedeschi, oppure degli ex campioni del mondo argentini, erano essenzialmente dei grossissimi difensori e dei gran lavoratori,  ma possedevano una dote innata: credere fino in fondo nelle loro possibilità. Enzo Bearzot, praticamente un massiccio friulano con la pipa perennemente accesa, li lasciava tranquilli, non li stressava, e poi ebbe il grande merito di recuperare e responsabilizzare una punta che si rivelò fondamentale: Pablito, cioè Paolo Rossi. A me onestamente ricorda qualcuno, provate a scendere di un solo post e troverete una bella intervista su La Repubblica di "el baffo nacional", in cui ci spiega davvero tanto della sua filosofia baskettara.
Quest'anno si era iniziato con due scommesse/promesse, una delle quali la si conosceva abbastanza bene: Drake Diener. Si può dire che Drake sia stato l'acquisto più azzeccato della Dinamo insieme alla conferma del suo cugino primo Travis (più che cugini, in campo sembrano fratelli). L'altra scommessa era Kito Benson: ebbene, Meo, invece di cacciarlo a pedate, con tantissima pazienza e umanità ha provato ad aspettarlo per tutto il pre-season, e solo dopo Cremona (seconda giornata) ha fatto una scelta. Lungo non adatto al gioco veloce della Dinamo. Il problema pivot ha assillato i tecnici Dinamo fino alla vigilia di Natale, cioè fino all'abbandono dell'ex stella NBA Steven Hunter e al "blitz" forlivese fortemente voluto da Sardara & Pasquini. Si è visto come ha fatto quadrare il cerchio in difesa "Slim" Easley, il pivot più simpatico e col gioco più verticale nella storia della Dinamo. 
Terzo tassello, Quinton Hosley: anche qui, un capolavoro di pazienza e sagacia dei nostri 3 tecnici (continuo a citare anche Paolo Citrini, persona informata e provvista di grande sapienza cestistica). Un giorno o due tirò un pallone all'arbitro, un altro giocò in modo meno che mediocre, bisticciando col canestro, fino a quando Meo non ha deciso di richiamarlo (a Sassari si dice "attaccarlo al muro", chi è di qui sa cosa significa questa espressione). Responsabilizzato il ragazzo, che è un sontuoso giocatore (non si gioca con Galatasaray e Real Madrid per puro caso), e capiti i suoi meccanismi mentali, compreso finalmente che occorreva lasciarlo libero anche di sbagliare, Quinton ha dimostrato tutta la sua forza. Il "figlio del playground" si è dimostrato giocatore a tutto campo, uno di quelli che non mollano mai. Recuperi, rimbalzi, interdizione e difesa asfissiante, questa la ricetta del figlio di Ron Mathias. Decisivo il suo ruolo nelle azioni topiche di gara2 e gara3 contro la Virtus: da lui sono giunti i passaggi millimetrici e in grado di sconvolgere la difesa di Finelli. 
Tutti gli altri ragazzi neppure li cito, la Dinamo ormai è un gruppo di ferro cresciuto mentalmente partita per partita, e poi nell'ultimo allenamento che ho visto erano talmente sereni e sorridenti che pareva dovessero giocare lunedì 28 contro Ostuni, mica il Siena. 
MOTIVAZIONE: per capire cosa significa questa espressione occorre gironzolare qualche sera nelle palestre di basket e parlare, anzi rompere le scatole fino allo sfinimento ad un bel po' di giocatori e coach. E farsi spiegare un po' di cosette. Un tecnico medio vi dirà che la motivazione nel basket è tutto. Imprese che nella teoria sono impossibili si possono raggiungere col giusto atteggiamento e con la esatta mentalità.  
Coach Meo è un grande motivatore, questo ve lo diranno i suoi colleghi e i giocatori, presi uno ad uno. Ho assistito nell'aprile 2010, quando tutto sembrava compromesso, ad un colloquio face to face in cui aveva "catechizzato" a dovere i suoi uomini. In città c'era malessere, gente che rumoreggiava, in poche parole il popolo dinamista non era contento. Stava semplicemente ricostruendo il morale dei suoi ragazzi, finito sotto i tacchi in disarmanti sconfitte.
CHI E' SIENA. La grande Mens Sana non farà l'errore di sottovalutarci, lo stesso Dan Peterson nei playoff 2011 si era detto impressionato dalla Dinamo e dal gioco che era capace di sviluppare tra le mura amiche. La sua forza sta tutta nei numeri, non si domina per caso il basket italiano. Contro quei giocatori la Dinamo dovrà dare qualcosa in più, giocando sui livelli del primo tempo che abbiamo visto a gennaio, quando i ragazzi affrontarono a testa alta la prima della classe. Ecco perché conterà moltissimo la motivazione psicologica, l'avere "fame" e non dichiararsi soddisfatti dei lusinghieri risultati fin qui conseguiti.
CHI ERA SIENA - Ma c'è stata un'epoca nella quale Dinamo e Mens Sana si sfidarono in furibonde partite, in cui si giocava per la promozione in A2. Si era sull'onda di quella incredibile forza propulsiva denominata "Dinamo anni 80", la stessa "piccola Dinamo" effigiata in apertura di questo post. Da lì è nato tutto quello che vediamo anche se stiamo parlando di qualcosa come 32 anni fa.  Una voglia incredibile di emergere e di entrare nel basket che conta, dopo anni di serie C. Si vinsero i playoff contro Conad Siena per 2-1, vincendo la "bella" in quel fatidico 21 maggio 1989, il giorno dell'ingresso in Paradiso, dopo una straordinaria battaglia tra le mura del vecchio palasport senese. Chi c'era in quei giorni roventi sa bene che cosa è accaduto. Da allora sono passati forse troppi anni, la Polisportiva è diventata adulta e vincente come non mai, ma la tattica è stata sempre quella, costruirsi proprio come una lumaca un guscio intorno, con una lentezza incredibile ma ineluttabile. 
Questi del maggio 2012 sono i giorni del trionfo e della gloria, noi in semifinale nel gotha del basket, fuori la Virtus Bologna, ma non dimentichiamo da dove siamo arrivati e tutto quello che abbiamo attraversato. Sono stati anni intensi, durissimi e a volte di pura sofferenza. L'umiltà e la sofferenza vera saranno la forza della Dinamo, squadra in cui io credo a cominciare dal suo Capitano: a lui personalmente ho spiegato il senso di quella vecchia foto in bianco e nero, che campeggia nella nuova fiammante Club House; quella è la storia mitica della Dinamo Sella&Mosca, maglie rosse come il vino e 600 matti a sostenerla in una palestra anni '60 che ne conteneva 350. Ho detto a Manuel, sperando di non averlo annoiato, che quella è l'essenza vera del basket sassarese e lui mi pare abbia capito. Quando andammo a Pisa nel 1980 per disputare la poule promozione (allora si faceva così, in campo neutro!). Una squadra di giocatori solo sardi allenata da un sardo (Contini) e da un supervisore continentale (Dido Guerrieri). E gli ho pure detto, ma lui lo sa già, che l'Italia Mundial 1982 sembrava a tutti piccola e modesta, destinata alla brutta figura, ma giorno dopo giorno diventò grande e imbattibile, soprattutto nella testa e nel cuore
Altro non ho voluto aggiungere, ma a quel punto non vi era più bisogno di dirgli qualcosa...
Forza Dinamo ! Forza ragazzi, giocate sempre con onore !

...1980...
21.5.1989
Mossali aka "Oscar", Bigot, De Sisti e Bini
(con la maglietta !)
22 novembre 1992
La Nuova Sardegna, 23.11.1992

giovedì 24 maggio 2012

Mens Sana - Dinamo: la semifinale da sogno

Dopo la tensione del primo turno con Bologna, la sbornia dei festeggiamenti e un coro di complimenti generalizzato, è tempo di guardare avanti. La semifinale sarà quella che ci attendevamo: giocheremo contro Siena la campionessa, l'indistruttibile. Ieri sera Sassari si è incollata alla televisione per vedere se Varese riusciva ad allungare la serie a gara 5, ma così non è stato. I campioni d'Italia hanno dato una sterzata al match quasi sin dall'avvio, e i biancorossi di coach Recalcati sono rimasti in partita fino a quando qualche tripla (in puro stile "preghiera") è entrata nel cesto, poi la Mens Sana ha allungato progressivamente il divario, vincendo in scioltezza e con pieno merito. La grande manifestazione di superiorità dei senesi è tutta nelle cifre, come al solito impetose nei confronti degli avversari.

Coach Pianigiani al lavoro

L'indice di valutazione complessivo è nettamente a vantaggio di Siena: 404-255 (la media è: 101-63,7...). Siena ha smazzato 61 assist nelle quattro partite, con una media ragguardevole di 15,2 per gara, e con la sua difesa ha provocato un totale di 70 palle perse per gli avversari (17,5 per gara), un'enormità. Queste poche cifre, più le consuete buone percentuali di tiro frutto di un'ottima circolazione di palla e tanti contropiedi, fanno capire che Siena è rodata al massimo e pronta ad affrontare la Dinamo con la massima determinazione. Più o meno un mese fa coach Pianigiani ha fatto un grande complimento alla nostra formazione, dicendo che fra le squadre che la sua Siena avrebbe potuto affrontare al primo turno dei play-off Sassari era quella col gioco più imprevedibile, e con le caratteristiche strutturali più fastidiose (in senso positivo) per la sua squadra. Sassari ringrazia, non si illude e soprattutto non si tira indietro.

La serie con la Virtus Bologna ha marcato un passo avanti nell'autoconsapevolezza delle proprie potenzialità, e ha accresciuto la fiducia nei propri mezzi per la squadra, ma soprattutto l'iniezione di fiducia e il non aver niente da perdere sono le armi più insidiose.

Le cifre di questa serie dei quarti di finale Dinamo-Virtus sono queste: la Dinamo rispetto alla regular season ha tirato peggio da 2 (48,6% contro il precedente 51,9%), da 3 invece la percentuale è rimasta quasi invariata (37,5% contro il precedente 38,1%); ai tiri liberi c'è stato un vero crollo: il 54,7% (prima era 74,4%) di queste prime 3 partite è davvero troppo poco. 

Meo, il Condottiero
Alla voce rimbalzi il conto è in positivo: nella stagione regolare la Dinamo catturava una media di 33 rimbalzi, questa è salita a 41, con l'high dei 50 in gara 3; ciò è successo perché la Dinamo ha coperto molto l'area dei 3 secondi temendo la strabordante fisicità dei felsinei (quel che ha fatto Gigli nell'ultimo quarto di gara 3 lo ha fatto capire bene). Io sono sempre dell'idea che le partite le si comanda bene quando si controllano più palloni degli avversari, e la voce rimbalzi è fondamentale in quest'ottica.

Palle perse/recuperate. Il saldo per le perse: 11,3 nei play-off contro le 14,3 del campionato. Per le palle recuperate invece la voce va in rosso: 5,3 in questa serie contro le 8,4 della stagione.

Negli assist c'è stato un leggero calo: 13 di media contro i 15,3 precedenti; ma qui pesa la scelta degli addetti allo score del palasport bolognese, cosa che avevamo già fatto osservare proprio in questo blog; probabilmente l'esaltazione del "cioccolatino" ha creato in quella gente una competizione su questa voce statistica. Chi ha visto gara 3 ne converrà di sicuro (ah, a proposito: 19 per Travis, 3 per Poeta, e tutti in gara 1; questo per tappare la bocca ai cronisti virtussini). 

Indice di valutazione: Sassari 81, Bologna 72,7, uno scarto direi netto.

In generale possiamo dire che è quasi fisiologico che le cifre nei play-off calino: da una parte c'è la stanchezza per la lunga stagione, dall'altra la maggiore fisicità messa in campo dalle squadre, e poi c'è sempre la variabile impazzita degli arbitraggi, solitamente più permissivi nel post-season.

Sassari e Varese hanno sorpreso gli addetti ai lavori, i quali pronosticavano il passaggio del turno di Bologna (c'è chi diceva 3-1, chi 3-2) e un secco 3-0 di Siena. Così non è stato: il bello del basket sta anche qui. Forse gli unici a credere nella Dinamo sono stati la squadra stessa, la società e le tifoseria, insomma la sola Sassari; ma va bene così, non ci scalfisce nessuno, sia chiaro.

Micov e Hickman

Stasera andrà in onda gara 4 della serie Pesaro-Cantù. La Scavolini è a pieno regime: Cusin è recuperato e gli americani stanno girando a mille (fra loro Hickman è nettamente il migliore). Cantù ha i soliti problemi: ancora fuori Shermadini e Scekic, Micov - il rientrante - non è ancora a pieno regime, e ora c'è anche l'incognita Leunen, il quale dopo la storta di avantieri è a rischio. Per Pesaro l'occasione è davvero ghiotta. Staremo a vedere. Milano intanto ha regolato i conti con Venezia: la squadra di Scariolo quando gira fa paura davvero, anche a Siena.


La Repubblica, 17/5/2011
Corriere della Sera, 17/5/2011
Dinamo = Barça ? Che onore, e che orgoglio...
Giampiero Marras/L'Unione Sarda

lunedì 21 maggio 2012

Vanuzzo è Leggenda. Storico accesso alle Semifinali dei Play-Off

"dream baby dream"
Alla fine Sabatini è stato un signore, e ha salutato la festa sassarese con un sorriso forzato. Come si è arrivati a questa gara 3 l'hanno visto tutti in rete, fra pochi stupidi che si insultavano nelle bacheche e tante brave persone. Con comunicati stampa poco opportuni della Virtus e risposta immediata (e ironica) della Dinamo. Com'è iniziata la telecronaca l'abbiamo visto: i telecronisti indugiano sulle palle decisive di gara 2 e lasciano intendere che la Dinamo ha... non diciamolo, dai: l'hanno detto tutti, in rete, tutti quelli che non hanno guardato bene le immagini (Gigli tocca la palla nell'ultimo tap-in, e questa ESCE quando si sente il fischio scappato all'arbitro). Nessun furto, quindi. Com'è andata questa gara 3 l'abbiamo visto tutti: le due squadre hanno giocato a lungo contratte, quasi col freno a mano tirato, eccezion fatta per 4-5 minuti di spettacolo puro fra il terzo e quarto periodo.

Poi sono saliti in cattedra gli arbitri, e la Dinamo si è vista togliere dalle mani di tutto: infrazioni di passi inesistenti, falli alla difesa felsinea abbuonati, falli gratuiti sanzionati ai sassaresi, rimesse su tocchi totalmente inventati. Sanikidze sbaglia un quasi rigore, poi un fallo enorme sull'ultima penetrazione di Quinton Hosley non chiamato (Douglas Roberts stoppa la palla, sì, ma cozza duramente sul corpo di Quinton, che cade rovinosamente a terra: è fallo dappertutto... ma non a Bologna). Alla fine Sassari ha la palla della vittoria. Stavolta i centesimi sul tabellone non sono più 86, ma solo 53... il tempo esatto per ricevere fronte a canestro e tirare; Bologna rincorre gli esterni (due visibili contatti su cui la terna ovviamente sorvola) e Hosley rimette al centro sul capitano... Manuel acchiappa e tira da 7 metri abbondanti, con Gigli che non riesce a raggiungerlo in tempo... la palla si alza e descrive un arco perfetto, completando la parabola sulla retina... "nothing but net" e "oh, my godness"...


Canestro e follia gioiosa assoluta, davanti a un palasport muto, che assiste alla vittoria della Dinamo e sente le urla del Commando Ultrà.


Torniamo indietro però alla partita (ah, sento clacson in giro per la città). Oggi i cugini Diener hanno segnato meno del solito: la difesa di Finelli ha raddoppiato a lungo su di loro, ma gli scarichi sono stati discreti e buoni tiri sono arrivati. Nel referto leggiamo solo 5 assist per la Dinamo, segno che la persona al tavolo del referto ha visto bene di sporcarci le voci dello stesso (e non solo sugli assist). Ai tiri liberi la Dinamo è stata imprecisa: 6 su 17 (il 35,3%), la partita altrimenti avrebbe preso una piega diversa. Bologna è stata tenuta su prima da Petteri Koponen (l'MVP dei suoi), poi da Gigli, che nel finale ha fatto il suo e quello che non ha fatto Sanikidze, irriconoscibile (suo anche l'ultimo errore su un appoggio a canestro non impossibile, e lì Hosley ha preso un fondamentale rimbalzo). La Dinamo però ha avuto da Quinton Hosley tutto quello che nelle prime due partite non è arrivato: 18 punti, 14 rimbalzi e 2 assist, e soprattutto un gioco su Douglas-Roberts dominante; l'americano della Virtus infatti si carica presto di falli e si eclissa dalla partita.

Queste sono le cose che hanno pesato di più su una partita che è stato difficile seguire con lucidità anche dal sottoscritto, data l'emozione fortissima provata per tutti i 40 minuti.
Ma torniamo al capitano Manuel oggi ancora più leggendario: concreto in difesa, preciso in attacco. Magari non salta come Sanikidze (che lo ha stoppato nel momento caldo del match), ma fa la cosa giusta quasi sempre, e la tripla di stasera consegna la Dinamo alla Storia (la nostra). Leggendario capitano, e  personalmente sono felice che questo canestro così importante l'abbia messo a segno lui, perché se lo merita per tutto quello che ha fatto in tanti anni da sassarese onorario (e qualcosa di più... quasi "in ciabi", dai, ci sta).
All'ultimo momento poi arriva la notizia più inaspettata: Varese ha vinto in rimonta, portando la serie con Siena sull' 1 a 2. Tutti, telecronisti Rai compresi, pronosticavano il 3-0 di Siena e gara 5 per la nostra serie. Beh, siete serviti tutti. La Dinamo è in semifinale, e ora ha qualche giorno per rifiatare. Ci voleva! Skywalker

*
Eccomi qui. Io al contrario davanti alla TV sono stato calmissimo. Infatti ho visto un film di fantascienza ambientato in serie A.
"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...
ho visto Manuel Vanuzzo che se ne è andato quatto quatto oltre l'arco (Finelli -invece- non l'aveva visto), facendo finta di tirarsi su i pantaloncini, ma in realtà si era già messo d'accordo con Terminator2 per sferrare la bomba che ha affossato definitivamente i sogni di gloria virtussini.
Ho visto (all'inizio del film) Drake Diener che metteva la sua prima tripla (quando la Dinamo è andata a 5 punti), che è stata segnata da "2 punti": il contapunti della Rai è infatti sceso inaudita altera parte da "5" a "4" , però Man-Drake quando ha scoccato il tiro era abbondantemente oltre l'arco; ho telefonato a Ugo e Citro ma non mi hanno risposto (controllate la registrazione per credere! Ci hanno fregato un punto).
Ho visto due giocatori della Virtus, disperati (CDR e il poeta di Battipaglia), che si buttavano su una palla, con rimessa a favore nostro, e Drake che se la rideva perchè secondo l'ineffabile arbitro aveva toccato lui, quindi la rimessa dal fondo era....Virtus.
Ho visto Quinton Hosley lanciato a canestro, abbattuto da Douglas-Roberts, che avrà pure stoppato, ma era anche fallo, il tutto sotto gli occhi dell'arbitro; dovete sapere che questo giocatore pagato profumatamente dall'attonito Sabatini ha portato sfiga a SUPERBASKET: dopo la copertina con una sua foto, la storica rivista cestistica è fallita. Forse l'americano ha portato sfiga anche a Sabatini?
Ho visto Easley sanzionato di fallo senza neppure toccare l'avversario. Un miracolo della scienza cestistica, una roba da spiegare in qualche camp estivo. 
Tema: come fare fallo col soffio, col respiro. Il fallo come "processo alle intenzioni".
Ho visto un telecronista che sotto sotto se la rideva (l'amico mio) e un altro che gufava, senza riuscire a capirci qualche cosa della partita; spiegategli per piacere che "la gente come noi non molla mai". Non ha ancora capito il concetto. 
"Ho visto Kobe Bryant, dov'è, dov'è!".
Ho visto i tifosi della Dinamo, che ormai non li ferma neppure il terremoto (nel senso letterale della parola), che si rincuoravano sul -2 e solidarizzavano con quelli Reggiani, che già pregustano un bel derby l'anno prossimo. Alla fine ho visto Ducarello saltare in groppa a coach Meo, è la seconda volta che lo fa in 2 anni (la prima fu a Casale in gara4, lui se lo può permettere perchè è piccolino e siciliano). 
Ho visto -nella scena finale- Citrini versare lacrime di felicità "nella pioggia", ho visto una ciurma di corsari come non se ne trovano neppure nelle peggiori taverne di Saint Malo o di Pernambuco, saltare in aria per la gioia come ragazzini, un gruppo commovente di "molto pazzi", una cosa mai vista prima qui a Sassari.
Ho rivisto tutto questo bel film e mi sono detto : ma è sempre la mia Dinamo, quella della palestra C.O.N.I., di Peppone Pirisi, dell'Avv. Milia, di Bini, Casarin, Sheheey, Miller, Frederick, Dan Callahan, Chalmers, Shannon e Whiting? Forse è un sogno eppure son desto, deve essere un bellissimo regalo fattoci da lassù da Mimì Anselmi, che ovviamente sta sorridendo. 
Ci sta dicendo come sempre "di stare tranquilli, che tutto si mette a posto", che anche nei momenti più bui della vita c'è una ragione per credere. Caro Mimì, ora vorremmo festeggiare con te. 
E' tutto un sogno troppo bello per essere vero, siamo tra le prime quattro del basket italiano e andiamo a sfidare la Mens Sana di Pianigiani.
Don Chisciotte e Sancho Panza (cioè Meo e Ugo, per chi non l'avesse capito, e noi forniremo l'asinello sardo, su burriccu) continuano il loro folle, onirico, meraviglioso viaggio nella Mancia, alla caccia dei mulini a vento. Loro gli artefici, noi i testimoni del Grande Sogno Tricolore.
Ancora una volta, in questa terra rocciosa battuta dai venti e dimenticata in mezzo al Mar Mediterraneo, qui dove le autostrade sono sentieri che scendono al mare, abbiamo detto forte e chiaro HIC SUNT LEONES: qui ci sono 12 meravigliosi ragazzi che onorano fino in fondo la Dinamo, la sua maglia, la Sardegna tutta !
Grazie di vero cuore a questi ragazzi straordinari ! A volte ci fanno piangere, e sono "lacrime (di felicità) nella pioggia". 
Solodinamo  
film consigliato: "Blade Runner", Ridley Scott, 1982.
film consigliato agli arbitri: DESPERATE HOUSEWIFE, traduzione libera: "casalinghI disperatI"
film consigliato al patron Sabatini: "Mamma ho perso l'aereo per gara 5" - mercoledì 23, ore 18 noi in palestra, voi al mare ;-)


Video dedicato a Manuel Vanuzzo, camp. 2007-2008:

sabato 19 maggio 2012

man-Drake mette il buzzer beater. E' 2-0 !



Highlights della partita
qui sala stampa- daily basket
Dinamo incendiaria, di Nicola by basket Italy 
Il resto del Carlino vede....giallo
Il signor Fuochi "sta a rosicà" (come dicono a Roma...)


Detesto avere ragione. Chi segue il blog si ricorderà la previsione scritta due giorni fa sull'arbitraggio che avremmo avuto stasera. Avevo ragione. E' tornato Quacci, e ben coadiuvato dagli altri due arbitri Chiari e Begnis è riuscito a rovinare l'anima della Pallacanestro in una sola serata. Non c'è stato metro arbitrale: oggi si poteva picchiare "a sangue" e a seconda dell'attimo ci poteva essere il fallo o il nulla di fatto; oggi si poteva commettere ogni tipo di infrazione, anche stare 7-8 secondi nell'aera pitturata (chiedete a Gigli o Sanikidze), ma solo a seconda delle lune del momento c'era la chiamata arbitrale oppure no.

Grazie a questo spettacolo indecente della terna col fischietto in bocca, Bologna ha avuto la partita che desiderava: nervosismo e contatti al limite del lecito, non gioco, confusione e tante, ma davvero tante spinte verso un vantaggio che verso la fine del terzo parziale è stato anche di 11 lunghezze. Teniamo a mente che nei primi 8 minuti del secondo quarto, quando Bologna non avrebbe segnato neppure con una vasca da bagno al posto del canestro, essa è stata omaggiata di tiri liberi a grappolo, in 10 minuti da incubo, in cui la Dinamo si è vista fischiare 10 falli in fila, quando la sua non difesa del primo quarto aveva invece segnato uno zero tondo nel tabellone alla stessa voce statistica. 8 contro 5, per tutto il secondo e terzo quarto, poi gli arbitri sono tornati a fare confusione a doppio senso (e non solo unico, e cioé a favore della Virtus, beato il suo blasone) e l'ultimo quarto è stato una battaglia da epos omerico. Quando anche Pinton, oggi più minuti in campo per lui perché Travis Diener è stato messo fuori scientificamente dagli arbitri, ha infilato una tripla da 7 metri, la Dinamo è volata sul +6 e sembrava finita. Ma una nuova invenzione di Quacchi ha rimesso le cose a posto, e poi ci ha pensato Koponen (ancora una volta il migliore dei suoi) a infilare una tripla saltando di lato e con due uomini addosso... la palla ha picchiato il tabellone e si è insaccata.

Tempi supplementari e tutti col cuore in gola. Bologna allunga subito ma la Dinamo si adegua alla "fiesta" e mena le mani come sopra un ring; risultato, il -4 viene recuperato in un batter di ciglia e Bologna ha l'attacco decisivo. In 7 secondi succede di tutto: sotto canestro tutti pensano più a picchiarsi che a giocare, la palla danza sul ferro e va fuori, con un fischio che non si sa da dove sia partito... o almeno così dicono i tre in grigio, perché tutti si alzano in piedi a fargli osservare che il fischio è scappato proprio a Quacci (1). Time-out e rimessa in attacco, con 86 centesimi sul cronometro. Hosley rimette sull'angolo verso Drake Diener che viene preso dal cliente peggiore, Sanikidze, ma Man-Drake gira sul perno, tira alto, e la palla si infila liscia sul cesto!

Pandemonio. Per un paio di minuti non si capisce più niente, tutti abbracciano tutti, il boato è assordante (ma solo appena di più dei vari cori "buffoni buffoni" indirizzati agli arbitri per tutta la partita) e la Dinamo supera l'ostacolo. 2 a 0, palla al centro. Bologna, in ginocchio, china il capo ed esce sconsolata. In campo c'è solo la Dinamo: tutti saltano come matti, spruzzano acqua dappertutto, si abbracciano, e le tribune sono il caos di gioia più folle che si sia mai vista a Sassari. Vengono in mente ancora una volta Tony Frederick, Lionel Chalmers, M. Kemp, e lo stesso Travis Diener, che stritola il cugino con un abbraccio che solo un legame di sangue così forte può far dare.

A guardare le cifre la Dinamo ha dominato la gara: 95-74 l'indice di valutazione, 10 schiacciate (quelle di Easley, ben 5, sono state da cineteca), 17 assist (9 di Travis il Magnifico). Come in gara 1 sono stati i due Diener assieme a Easley i mattatori, con Drake appena sopra anche se di una spanna.

Sono ancora frastornato. Stasera mi hanno abbracciato almeno una decina di persone che non conosco, più tutti i miei compagni di viaggio, abbonati vicino a me. La gioia è pura, ma a forza dobbiamo restare coi piedi per terra: il ferro va battuto bene proprio ora che è caldo, e bisogna suonare Bologna anche a domicilio, sicuri che anche dopodomani saremo 5 contro 8 in campo (c'è la terna con Cicoria). Purtroppo è così. 
Skywalker
*
Praticamente sono qui davanti al computer, è mezzanotte e domani mi dovrei alzare presto per andare in aeroporto, ma ho un paio di litri di adrenalina pura in corpo. Difficile chiudere occhio. In questa game2 della serie contro Bologna è successo tutto e il contrario di tutto; la Dinamo sarà stata anche sfavorita dagli arbitri (sacchettianamente preferisco non parlarne, mi sono abbastanza alterato quando ero là dentro), ma ha fatto e disfatto buona parte del match. Non mi addentro in valutazioni tecniche, chi c'era sa bene che ha assistito ad una partita storica: la piccola (?) Sassari abbatte a colpi di canestri la V nera con il suo blasone, e ipoteca così la serie. Una partita poco adatta ai deboli di cuore, pure io nel momento in cui la Dinamo ha recuperato sul +6 stavo quasi per sbarellare. L'hanno rimessa in piedi risalendo da un -9, poi Drake ha sbagliato quel tiro libero (io non ho guardato il canestro) e Koponen ci ha matato con due bombe tra 3 in un minuto e mezzo. Nell'overtime si è visto il carattere Dinamo, la forza straordinaria di un collettivo fuori dal normale in grado di superare parecchi ostacoli. E quando Maestro Drake si è riscattato dall'errore (piccolissimo in una partita perfetta), alzandosi in piedi col suo violino per zittire gli indomabili FOREVER BOYS bianconeri, la mia vecchia gradinata "D" ha tremato. Gente che urlava con le lacrime agli occhi, gente che non ha mai vinto (quasi) nulla, gente che ha seguito la squadra anche in serie B, gente che dava il cinque e si abbracciava. Io a 86 centesimi dalla fine ho solo detto: "qui ci vorrebbe Marcelus Kemp"; ovviamente lui ora è in Turchia o chissà dove, ma ci sarebbe voluta l'invenzione vista contro Brindisi e contro Casale (gara5) quando "Wrecking Ball" si è staccato dal parquet per bucare la retina, ciuf, poi un urlo straordinario che provocò una (anzi due) quasi invasioni di campo. E' accaduto -se possibile- qualcosa di meglio, un perfetto smarcamento di questa grande guardia americana ben imbeccata da Hosley e poi...
Per fortuna esiste la ripresa filmata che documenta cosa è successo stasera o meglio che cosa non è successo dopo la sirena. Una gioia irrefrenabile, una cosa vista raramente, un delirio collettivo di un pubblico assolutamente ammirevole per la passione che ci mette; disposto a prendere per mano la squadra, come si fa con i bimbi, nei momenti-no e oggi ce ne sono stati diversi. Ma si sapeva che la Virtus Bologna è una grande squadra, con individualità di tutto rispetto, ben allenata e ben messa in campo. Tutti sono stati grandi, dal "mamuthone" Easley che schiaccia e stoppa ed emette urla belluine, a Vanuzzo che porta la sua grande esperienza in campo (due attributi grandi così), fino a Maurino Pinton che ha incendiato la retina bolognese in quel break di cui ho parlato prima. Bravi tutti!
Questa Dinamo è grande.
Questa Sassari è grande, una città di mezzo matti chiacchieroni che si mettono a litigare per una pallina di carta in campo, a volte esagerando con le parole, prendendosela con questo o con quell'altro ma sempre schietti, leali e sinceri: puoi leggere loro nel cuore. E già si parla di ampliamento, e di spostare pilastri di qua e di là per fare questi benedetti 350 posti in più che significherebbero una sola cosa: la Dinamo in Europa.
Grande è la Sardegna che segue con malcelato orgoglio il volo folle e onirico dei 12 corsari biancoblù, capitanati da coach Meo, el baffo nacional. Lunedì 21 si torna in campo nell'immensa arena indoor di Casalecchio di Reno e sarà tutta un'altra partita, con i bolognesi simili a leoni feriti che molto spesso in casa hanno primeggiato. Perché questi sono i playoff, ogni partita non ha domani e fa storia a sé.
Credo che sia tutto! Ora non resta che incrociare le dita e continuare a tifare, per sempre, forza Dinamo... fino alla vittoria. 
SoloDinamo


(1) testimonianza di un fotografo : "Io ero dietro al canestro, a fianco avevo l'arbitro Begnis, sono sicuro che il fischio è partito da lui, penso che il fraintendimento tra gli arbitri sia stata l'errata interpretazione dell'infrazione di 24 secondi, la sirena è partita dopo che noi eravamo già in possesso del pallone ma dato il fischio di Begnis il cronometro si era fermato, ecco perchè si è ripreso con la rimessa per noi".
Drake scocca il tiro....poi il tripudio e gioia infinita
Tutte le foto di gara2 - sito Ciamillo&Castoria (r) 
Quinton T2 e a sinistra suo papà, T1 (foto Daily basket)

giovedì 17 maggio 2012

Dinamo avanti 1-0 davanti ad un muro di folla

GLI HIGHLIGHTS 
www.basketitaly.it

E' finita col pubblico in piedi, braccia alzate al cielo e voce roca per il tifo e per gli insulti agli arbitri. Oggi Bologna non è affondata come era successo poco tempo fa perché Mattioli e Quacci hanno visto bene di dare una grossa mano agli ospiti, evitandogli una brutta figura che avrebbe avuto grosse ripercussioni per il prosieguo della serie dei quarti di finale di play-off scudetto. Il blasone delle "V nere" ha pesato tanto nella testa di queste due  persone, i cui danni sono stati limitati dalle compensazioni del più equilibrato Lamonica, che non a caso ha arbitrato le finali dei Mondiali, delle Olimpadi e dell'ultima Eurolega. E meno male che c'erano le telecamere della RAI a riprendere il match, perché non osiamo pensare a cosa sarebbe potuto succedere.

La partita. Quando la Dinamo ha usato la testa, per Bologna non c'è stato niente da fare: Travis Diener ha ridicolizzato Poeta (8 "cioccolatini" a 3, leadership, canestri decisivi, ritmi ad orologio) e la Virtus - priva del lituano Gailius, ricordiamolo - ha dovuto quasi sempre inseguire. In un'unica occasione gli emiliani hanno messo il naso avanti: nel secondo quarto, quando il play di Fond Du Lac si è accomodato sulla panca per rifiatare e la squadra si è disunita. Un time-out immediato e provvidenziale di Meo Sacchetti (oggi premiato dal presidente Renzi) ha messo le cose a posto: un incredibile assist di Pinton ha riacceso la scintilla, e da lì la gara è decollata. Se Hosley non avesse litigato col canestro e gli arbitri - che lo hanno visibilmente preso di mira non sanzionando tre evidenti falli commessi dai felsinei - avessero usato un metro equilibrato la Dinamo avrebbe seppellito di canestri la Virtus. Il +20 di inizio ultimo parziale era già una pietra tombale pesantissima. Ma lì la terna, dopo alcune chiamate dubbie sciorinate già nel primo quarto, e un po' di pausa nei seguenti due, ha girato l'inerzia, permettendo a Bologna di ridimensionare il passivo. Bologna ha tirato 16 liberi, Sassari solo 6 pur avendo attaccato il canestro più che in passato: come ouverture della serie non è male... l'AIAP ha fatto capire cosa potrebbe succedere sabato a telecamere spente e soprattutto in gara 3 a Bologna, con Cicoria all'orizzonte...

Come ha vinto la Dinamo? Aprendo la difesa con le triple prima, e poi quando Bologna ha allungato la coperta fuori (sull'arco) con penetrazioni chirurgiche per facili appoggi o buoni scarichi. Easley ha ringraziato affossando tre bimani a rimorchio impressionanti, e ha messo la museruola al temuto Sanikidze, ben coadiuvato dal sempreverde Vanuzzo. Con Poeta che vagava come un fantasma e i lunghi bianconeri quasi nulli (2 punti per Sanikidze, 4 per Lang e 10 per un Gigli che ha segnato a partita congelata), la Virtus ha vissuto sulle iniziative individuali di Koponen, il migliore per coach Finelli e di Cris Douglas-Roberts (ex NBA nei Milwaukee Bucks). Poi niente altro.

La Dinamo ha dato 17 assist e perso solo 9 palloni (17 la Virtus, e questo perché la Dinamo ha tappato le linee di passaggio benissimo), e anche se a rimbalzo è andata sotto (43-35, poteva andare peggio), ha tirato benissimo da due punti. La squadra si è tenuta molto larga e Bologna ha dovuto sempre scegliere cosa fare: coprendo sotto, arrivavano le triple; coprendo fuori, arrivavano le penetrazioni. Sacchetti ha vinto con acume tattico e con grande polso, perché ha tenuto il morso alla squadra quando questa voleva strafare, e l'ha fatta difendere quasi a perfezione.

Detto degli 8 assist (anzi: "cioccolatini", così facciamo felici i "telecronisti" bolognesi) di Diener (l'ultimo, schiacciato a terra in una selva di gambe, ha permesso a Hosley di fare una schiacciata liberatoria), hanno pesato tanto i 7 rimbalzi di Diener, di cui uno al volo in attacco con deviazione rovesciata sul cesto che ha fatto esplodere il Palaserradimigni; hanno pesato le 3 schiacciate di Easley, le 5 stoppate di squadra e il grande lavoro di tutti.

La serie è 1-0, siamo appena all'inizio. In Toscana la Mens Sana ha frullato una Varese evanescente. Non c'è tempo per festeggiare, dopodomani si replica, in questi play-off in cui si gioca ogni due giorni, con grande vantaggio per i roster lunghi, guarda caso quelli delle squadre ricche, agli altri le pernacchie. Anche in questo la Lega e la FIP fanno davvero ridere.

giovedì 10 maggio 2012

Meo is the Number One

Il grande MEO
Una gioia infinita, un riconoscimento assolutamente meritato, frutto di un lavoro che in questa stagione ha tardato appena a mostrare i propri lati positivi, ma poi ha fatto volare la squadra, oggi temuta e finalmente rispettata. La crescita della squadra ha portato la Dinamo al quarto posto, e Meo Sacchetti ha vinto l'ambito premio di Allenatore dell'Anno per questa stagione 2011-2012 che proprio adesso sta entrando nel vivo coi play-off scudetto.
La notizia è di pochi minuti fa, direttamente dal sito della Legabasket:

La Lega Basket Serie A ha comunicato i nomi dei vincitori dei premi della stagione regolare della Serie A 2011-12 per il miglior giocatore, miglior allenatore, miglior Under 22 e miglior dirigente. I voti sono stati espressi da una giuria composta dai general manager, allenatori e capitani delle 17 squadre di Serie A e da un “panel” di giornalisti specializzati che potevano esprimere sino a tre preferenze. 

Dopo un anno di pausa (lo scorso anno fu l’avellinese Omar Thomas ad aggiudicarsi il trofeo) la Montepaschi Siena torna a piazzare un suo giocatore sul gradino più alto del podio di MVP: nel 2009-10 era stato Romain Sato, ora tocca a Bo Mc Calebb (nella foto) che nella scorsa stagione, alla sua prima annata in Italia, aveva conquistato il titolo di MVP sia della Supercoppa che della finale scudetto vinta contro la Bennet Cantù. 

Dopo due stagioni di dominio di Andrea Trinchieri della Bennet Cantù, è Romeo Sacchetti, coach del Banco di Sardegna Sassari, ad aggiudicarsi il titolo di allenatore. In tre anni Sacchetti ha condotto Sassari prima in serie A portandola al sesto posto da neopromossa mentre quest’anno ha migliorato ancora il piazzamento guidando il Banco di Sardegna al quarto posto. Sacchetti precede Andrea Mazzon dell’Umana Venezia. 

Achille Polonara, protagonista della salvezza della Banca Tercas Teramo, è stato votato come miglior Under 22: succede ad Alessandro Gentile con cui la scorsa estate ha conquistato l’argento nella Nazionale Under 20 protagonista agli Europei di categoria. 

La grande stagione della Umana Venezia, al rientro in serie A, viene premiata anche dal riconoscimento per il suo direttore sportivo Federico Casarin come miglior dirigente. Casarin succede a Bruno Arrigoni della Bennet Cantù, vincitore del titolo per due stagioni consecutive, che quest’anno si piazza al secondo posto.  
I premi verranno consegnati nel corso dei play off. 
Ecco le classifiche finali in base alle preferenze espresse dalla giuria. 
MVP 
1) Bo Mc Calebb (Montepaschi Siena) 97 punti 
2) David Andersen (Montepaschi Siena) 60 punti 
3) Viktor Sanikidze (Canadian Solar Bologna) 56 punti 

MIGLIOR ALLENATORE 

1) Romeo Sacchetti (Banco di Sardegna Sassari) 82 punti 
2) Andrea Mazzon (Umana Venezia) 54 punti 
3) Alessandro Ramagli (Banca Tercas Teramo) 46 punti 

MIGLIOR UNDER 22 

1) Achille Polonara (Banca Tercas Teramo) 199 punti 
2) Alessandro Gentile (EA7 Emporio Armani Milano) 148 
3) Nicolò Melli (EA7 Emporio Armani Milano) 50 

MIGLIOR DIRIGENTE 

1) Federico Casarin (Umana Venezia) 200 punti 
2) Bruno Arrigoni (Bennet Cantù) 63 punti 
3) Federico Pasquini (Banco di Sardegna) 51 punti
Grande, grandissima soddisfazione! La Legabasket poi rilancia in un altro comunicato:
Votato miglior allenatore della stagione regolare 2011-12, Romeo Sacchetti, detto Meo, è nato ad Altamura il 20 agosto 1953. E' stato uno dei grandi del nostro basket conquistando l'argento a Mosca nel 1980 e l'oro di Nantes del 1983 con la Nazionale italiana. Ha iniziato la sua carriera con la Saclà Asti e ha poi vestito la maglia della Gira Bologna. Nel 1979 è passato alla Auxilium Torino e nel 1984 alla Pallacanestro Varese dove resta per otto stagioni, fino al 9 novembre 1991, quando è stato costretto a ritirarsi dall'attività agonistica, a seguito di un grave infortunio con conseguente rottura del tendine di Achille, occorsogli nella gara di campionato contro la Stefanel Trieste. Come allenatore dopo aver allenato Castelletto Ticino (dove dal 2003 al 2005 allena il figlio Brian che è ora con lui a Sassari), dal 2007 è approdato in A all'Upea Capo d'Orlando. Dal novembre 2008 è stato l'allenatore della Snaidero Udine in sostituzione di Attilio Caja: nel 2009/10 viene chiamato dalla Dinamo Sassari in Legadue e conduce la squadra sarda alla promozione nella massima serie dopo la vittoria per 3-1 nella finale contro Veroli. L'anno successivo ha condotto Sassari al sesto posto da neopromossa mentre quest’anno ha migliorato ancora il piazzamento guidando il Banco di Sardegna al quarto posto al termine della stagione regolare.
Siamo sicuri che Meo ora non vorrà distrazioni, e dirà che la stagione non è finita e bisogna ancora lavorare e non festeggiare. Beh: ha sia ragione che torto. Giovedì prossimo lo saluteremo con un applauso degno di questo nome.
Ma oggi c'è un'altra piccola soddisfazione per la Dinamo: il premio come Miglior Dirigente è stato vinto da Federico Casarin. Un altro pezzo di Dinamo (anche se del passato) che oggi può sorridere felice.