domenica 22 aprile 2012

mi sta a cuore : 45508, subito !



Corinne Corbia
Hackett, novello coach, carica i suoi nello spogliatoio per vincere la battaglia più importante, quella della vita:


Oggi voglio trattare un argomento che mi sta...a cuore (scusate il gioco di parole) e voglio che tutti leggiate quello che scriverò fino alla fine del post. Non riesco a non pensare alla tragica fine di Piermario Morosini, morto mentre giocava a pallone all'età di 25 anni, su un campo di calcio. 

E' stata lanciata una campagna nazionale per la prevenzione di un male terribile ed oscuro, che si chiama morte improvvisa da sport (MIS), e che fa 1000 vittime all'anno. La maggior parte di queste persone sfortunate giocavano a livello amatoriale ma come si è visto non mancano i casi di sportivi professionisti.
Per capire di cosa si tratta occorre documentarsi e dialogare con coloro che professionalmente sono chiamati ad intervenire in caso di arresto cardiaco in un campo di gioco. Non sempre l'ambulanza medicalizzata è in grado di intervenire in tempo ed allora c'è uno strumento che è prescritto a bordo campo (nel basket) e che si chiama defibrillatore. La preparazione professionale degli operatori; gli strumenti necessari come il defibrillatore; queste 2 cose hanno alla base un presupposto fondamentale, l'immediatezza dell'intervento. Il defibrillatore va usato entro 5 minuti, altrimenti può non servire a nulla . 
Ho visto che per Morosini hanno operato con l'ambu e col massaggio cardiaco. Non entro nel caso specifico, aspetto i risultati dell'autopsia, che ha già escluso l'aneurisma o l'infarto del calciatore. Si parla di malformazione congenita del cuore, quindi di probabile origine genetica. Per approfondire consiglio in ogni caso la lettura di questo sito che contiene preziose informazioni sulle patologie cardiache nello sport e sul modo di affrontarle. Leggerete delle osservazioni impressionanti: ..."Se si fossero eseguiti scrupolosamente i protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico molti ragazzi non sarebbero risultati idonei dalla attività fisico sportiva e probabilmente avremmo evitato la morte inutile di molti giovani...".Le aritmie, ad esempio, possono essere asintomatiche. Si tratta di una delle più comuni cause di morte negli individui giovani.
Il problema della prevenzione delle malattie sportive è un problema serio ma da quanto ne so, a volte non è affrontato seriamente. Voi tutti avrete visto in tv domenica scorsa (fermo il campionato di calcio) una serie di medici dello sport intenti a lodare l'eccellenza dell'Italia nel campo della medicina dello sport. Si dice che siamo all'avanguardia in Europa. Se è così, e non ne dubito, allora si deve esigere che vi sia un defibrillatore (costa € 1500,00) su ogni campo, a bordo campo, sotto la panchina. Ci deve essere personale abilitato ad usarlo. 
Noi qui a Sassari abbiamo avuto un caso terribile, quello di Corinne Corbia, scomparsa nel 2004; era una pallavolista della Gymnasium Alghero, è morta a 18 anni, nel letto di casa. Aveva passato tutte le visite mediche di routine, prescritte per la "idoneità  alla pratica sportiva agonistica".
Militava nel campionato di I divisione e anche nella squadra studentesca; ragazza di grande intelligenza, era la prima della
classe ed aveva già conseguito la patente di guida. Il suo cuore si è fermato al momento del risveglio, col suono di una radio, nel letto di casa, sono stati inutili i tentativi di soccorso. Il male che l'ha uccisa era una rara patologia cardiaca (sindrome del QT lungo )tracciabile su un semplice ECG, ma non evidenziata adeguatamente in sede di esami per l'idoneità sportiva agonistica
Racconto un'esperienza personale; quando si fanno le visite per la idoneità sportiva, spesso le società sportive anche del basket si rivolgono a centri privati. Non ho constatato grandissime differenze tra gli ambulatori di Medicina dello sport (parlo di ASL) e i centri privati abilitati a rilasciare il certificato di idoneità
Si seguono dei protocolli rigidamente stabiliti anche con programmi informatici: fanno moltissime domande agli atleti e ai loro genitori, anamnesi familiare, eventuale presenza di ictus, morti improvvise, malattie della circolazione negli ascendenti, trombosi, problemi vascolari ecc. Poi eseguono esami delle urine (per verificare l'assenza di tracce di stupefacenti) e la spirometria (capacità alveolare dei polmoni). A seguire l'ECG, che per essere corretto va fatto sotto il massimo sforzo: questo lo prescrivono i  protocolli C.O.C.I.S., che cambiano quasi ogni anno e diventano sempre più dettagliati con l'avanzare della medicina sportiva. E' impressionante leggere l'incidenza della malattia cardiaca a seconda dei vari tipi di sport (il basket è uno sport con sforzo severo) e come vanno studiate, esaminate e se possibile scovate con il massimo scrupolo. 
Se durante i primi esami emerge un problema, ad es. una extrasistole (piuttosto diffuse negli under 13-14), che può essere assolutamente innocua e legata all'età, fermano tutto e prescrivono un esame holter. Cioè un ECG-dinamico, che va tenuto per 24 ore consecutive. Parlando con dirigenti sportivi ho scoperto che certe società (calcistiche, a livello dilettanti) fanno fare attività sportive di qualche oretta con holter installato. Questa è una vera assurdità, secondo quanto mi hanno detto i cardiologi, in quanto l'allenamento anche sotto piccolo sforzo falsa totalmente il risultato. Il paziente deve stare 24 ore in una situazione di normalità, senza apparecchi elettronici capaci di interferire sul risultato (es. i cellulari). Il passo ulteriore, e che consiglio a chiunque debba ottenere l'idoneità per la pratica sportiva, agonistica è un ecocardio-color-doppler. Ovviamente va fatto da un medico specialista esperto. Se vi sono malformazioni genetiche o altre complicanze nascoste, come difetti anche minimi nei vasi del cuore, assolutamente asintomatici, il medico coscienzioso li scopre. A quel punto a seconda della patologia può scattare il divieto di attività sportiva agonistica o l'autorizzazione a certe condizioni . 
La campagna di cui ho parlato prima prevede un ECG per tutti gli studenti tra i 16 e i 18 anni; è l'età statisticamente più frequente dell'attività sportiva. 
Siamo sicuri che un ecodoppler accurato venga fatto a tutti gli atleti, compresi gli juniores, compreso il calcio, il volley, il basket, il baseball, il softball, rugby ecc. ? 
E siamo proprio sicuri che ci sia sempre l'ambulanza in tutti i campi, dalla prima divisione fino alla III categoria, juniores, nel basket dagli esordienti fino alla under 17 ?
Speriamo almeno che il sacrificio di questi atleti, che possono essere definiti eroi per come hanno vissuto e per quello che hanno dato allo sport, non sia vano.
Ricordatevi di inviare fino al 30 aprile un semplice SMS al 45508, vale due euro ma può valere molto di più, le vite dei nostri giovani atleti e atlete. 
Mi piace chiudere con una canzone di Ligabue, artista che Morosini adorava, e che parla di vite gettate via. 

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