domenica 22 aprile 2012

Grande Dinamo, ma sconfitta pesante

la foto è di Luigi Canu www.basketinside.com

fotoservizio dinamo-pesaro di Luigi Canu
Ammetto che quando ho acceso la TV è stata una sorpresa per me sapere che oltre a Jack Devecchi anche Quinton Hosley non sarebbe sceso in campo oggi: una vera bastonata inaspettata. Il primo pensiero è stato: "Durissima, mi sa che perdiamo". Eppure la volizione, il cuore e la grinta di questi ragazzi hanno quasi prodotto una vittoria che avrebbe significato la bella in casa al primo turno dei playoff. Pesaro è una squadra tosta, ha in panca uno dei migliori coach in circolazione (a mio avviso aggiunge più Dalmonte di Pianigiani ai giochi della nazionale), e ha tre colored fortissimi: James White lo conosciamo tutti, Jumaine Jones quando è in partita è devastante (vedi oggi, purtroppo per noi) e poi soprattutto il play Richard Hickman è il vero punto di forza della squadra biancorossa, perché sa creare dal nulla giocate abbacinanti. Dinamo spuntata, con rotazioni ridotte all'osso (Binetti e Metreveli non sono scesi in campo), e handicap che si è appesantito quando è stato chiaro che l'arbitraggio sarebbe stato permissivo, infatti quando si gioca con le mani addosso la Dinamo paga dazio per via della poca prestanza fisica dei suoi esterni. Aggiungiamo che la terna arbitrale oggi è cascata come una pera cotta sulla recitazione da Oscar di Daniel Hackett, bravissimo a buttarsi dritto sulle gambe dei diretti marcatori prendendo chiamate di fallo generosissime (tre volte, roba da mettersi le mani nei capelli, ma il blasone della Scavolini pesa tanto, anche e soprattutto per i falli non sanzionati che Hackett ha commesso sui Diener), e bravissimo a spostarsi in maniera plateale di lato muovendo quei folti capelli per far vedere bene che qualcuno lo aveva sfiorato (altri falli generosi); un affarone poi che le sue spinte - alcune evidentissime - non siano state sanzionate, fortuna di cui hanno goduto peraltro quanti hanno malmenato i due Diener dal primo all'ultimo quarto. Metteteci poi che oggi nei momenti cruciali le "Ave Maria" di Jones sono entrate (ben quattro al 24° secondo: cosa che taglia le gambe a un elefante) e capirete che davvero era quasi impossibile vincere.
Grande fortuna per Pesaro quindi che tutte queste cose siano andate a posto nella partita più importante, lo scontro diretto della svolta, ma ribadiamo: Pesaro è un'ottima squadra, quindi ci può stare, anche se da fastidio. E allora facciamo un grande applauso alla Dinamo, che ha giocato con soli sette uomini, arrivando a gestire alcuni possessi con la conseguente poca lucidità, e - Plisnic a parte - ha mostrato di possedere due attributi grandi così e di avere in alcuni elementi una classe davvero cristallina. Sottolineo una cosa che forse molti non hanno notato: con queste rotazioni all'osso e la stanchezza conseguente, i sassaresi hanno applicato con grande impegno una zone-press molto efficace, spremendosi come limoni anche solo per un recupero (e ne sono venuti, Pesaro stava andando in palla), e hanno vinto la contesa a rimbalzo (35-29). Oggi i cugini terribili hanno fatto pentole, coperchi e manici: spinti quando ricevevano palla (quasi nessun fischio, un affarone per Pesaro), sgambettati quando giravano sui pick and roll (anche qui quasi nessun fischio) e colpiti frequentemente sulle braccia quando facevano palleggio-arresto-tiro, hanno segnato, difeso, preso rimbalzi, fatto di tutto. Le cifre di Drake Diener sono impressionanti: 40 minuti (quindi sempre in campo), 30 punti, 10 rimbalzi, 5 falli subiti, 5 recuperi... 38 di valutazione, è lui l'MVP della partita (non White che ha fatto le solite scenette da primadonna e Jones che ha segnato le "Ave Maria" ma non ha fatto altro). Travis ha preso anche lui la sua dose di bastonate (in 38 minuti), ma ha mostrato carettere, e anche se ha dato "solo" 3 assist, ha giostrato con maestria i ritmi della partita, facendo mettere le mani nei capelli al pubblico di casa (in TV era molto evidente). Ottimo anche Easley: pesano più i 15 rimbalzi dei 13 punti messi a referto, finalmente una partita giocata con intelligenza nella gestione dei falli e conseguente maggiore minutaggio. Positivo Brian Sacchetti: 10 punti, 3 rimbalzi, ma soprattutto la museruola a White (che ha segnato di più quando l'ha marcato Vanuzzo, che però è un 4). Appena sufficente Vanuzzo: ha tirato male, ma era in campo per fare da collante fra esterni e centro, era lui a flottare più degli altri per aiutare i gracili Diener, era lui a menare le mani quando Pesaro provava ad alzare il volume sotto canestro. Mauro Pinton ha messo due triple (una delle quali impossibile) che hanno dato una forte dose di ossigeno alla squadra, ma ha palesato i soliti problemi nel gestire i giochi in attacco (pare strano che sia lo stesso giocatore che in assenza di Travis ha smazzato 9 assist nella vittoria di Milano...). Lo zio Vanja è stato il peggiore in assoluto: ha tirato malissimo (non solo nelle percentuali ma anche nelle scelte di tiro) e ha tenuto male prima Jones, poi Flamini (che ha segnato troppo facilmente). Il coach? davvero non poteva fare di più. Ha tenuto alta la concentrazione della squadra, però se avesse dato qualche minuto a Metreveli (per "ossigenare" i lunghi) e Binetti (idem per i Diener, ma avrebbe giovato anche all'esecuzione dei giochi in attacco: lui è un play, Pinton no) forse la Dinamo avrebbe messo il naso avanti nel punto a punto di metà partita, e avremmo avuto appunto una partita diversa. Buona la scelta della zona match-up, della zone press, e di una difesa uomo che cambiava meno del solito sui pick and roll, infatti si sono creati meno mis-match difensivi del solito. La Dinamo torna a casa precipitando dal 3° a 6° posto: hanno vinto tutte le altre dirette avversarie, ma la corsa continua, mercoledì arriva Biella, poi si andrà a Siena (sperando che il macellaio Stonerook non mandi nessuno in ospedale a fare TAC) e arriverà Venezia... là si deciderà tanto. Stasera abbiamo il muso, ma siamo fieri di sostenere la Dinamo, perché non molla mai.
Skywalker
*
Insomma Luca, ho la vaga sensazione che Daniel Hackett non ti piaccia, come giocatore :-) ...bene, allora la prossima volta non metterti vicino a mia moglie, che invece è una grande tifosa del rapidissimo play della Nazionale. Dici che la VL ha picchiato in difesa? Beh ma il basket è difesa, altrimenti è un’altra cosa. La Dinamo ieri ha difeso per un certo periodo, poi si sono dimenticati, ma è abbastanza ovvio che non si può vincere una partita con quelle rotazioni ristrette. In sintesi:
a) non puoi pensare di vincere una partita in due (anche se una tantum capita, come contro la Premiata Sutor, ma lì c’è voluta la classe eccelsa di Travis Diener con una “Ave Maria”, un canestro buzzer beater tirato secondo le prescrizioni di coach Sacchetti, se ho letto bene una sua intervista di qualche giorno fa);
b) non puoi giocare senza un Difensore come Quinton Hosley e ieri abbiamo capito in modo drammatico cosa significa giocare senza l’uomo di Harlem. E mancava pure il ministro della difesa Jack, fermo ai box.
Detto questo, sinceramente lodo i giocatori bianco blu, ma qualcuno della VL l’avrei voluto nelle nostre fila: a puro titolo di esempio un certo “The Flight”, che ha fatto 24 punti (27 val.): un vanesio, un ballerino, forse un aristocratico come lui l’ho tanto desiderato in estate ma poi ha preferito Pesaro; me ne faccio una ragione – così come mi era dispiaciuto per Dallas Comegys che convolò a nozze con la Fortitudo Bologna dopo un campionato splendido col Banco di Sardegna – ma è superfluo evidenziare che quelle transizioni esplosive calza(va)no a pennello nel sistema di gioco sacchettiano. E ieri si è visto qualcosa di questo genere, oltre a “numeri” e ai siparietti deliziosi che confermano la classe istrionica del Magnificent di Washington D.C. Resto un suo tifoso anche se ieri mi ha fatto male!  
Dicevo che in due non si vince: ma neppure in tre, se ci metti Easley, laureato in schiacciate&stopponi. Tutto questo mi ricorda certe partite del campionato giovanile (under 14 ma anche under 15) dove hai 2,3 ragazzine promettenti che ti fanno 20-25 punti cadauna, magari mettendosi a giocare da sole; tutte le altre fanno ben poco, e il risultato è che le suddette fanno un figurone, tra la gioia e le lacrime dei rispettivi genitori, ma il risultato (= 2 punti) va regolarmente agli avversari. Che magari hanno fatto ruotare 10 giocatrici 10.
In soldoni: Manuel, che cosa aveva ? 1/5 nelle bombe non è da lui, e si è fatto fischiare un blocco irregolare quasi ridicolo (con la sua esperienza poi...). E zio Vanja Plisnic? Alterna cose buone a partite davvero bruttine come quella di ieri, lento in difesa, fuori fase, e nella tabella del tiro da 3 c’è scritto 0,0. Brian Sacchetti è un volitivo ma ha una tremenda sfiga nei canestri in entrata (2/5), perché il ragazzo è bravo ed ha capito che devi andare nel pitturato a cercare gloria e punti: un combattente, proprio come il papà che ricordo bene in tv. Solo che a volte la palla balzella ma non entra, anche se ti procuri un fallo. Non posso parlare di Metreveli e Tony Binetti, portati a Pesaro ma dimenticati in panchina (nella bagarre magari li avrei buttati in campo, e non mi sembrano proprio due scarsi, da quel che ho visto finora). Insomma a parte la gran partita del terzetto americano, in assenza di difensori come Jack e il “T2” di Harlem, non credo che ci si potesse aspettare molto altro, e infatti non ci ho creduto. Aggiungiamoci quel devastante finale prima della sirena lunga, quando da un possibile pareggio (libero di T. Easley sul ferro!) siamo passati al meno otto, con Jumaine Jones, non a caso ex Hawks, Cavs, Boston Celtics, Lakers, Charlotte, Suns (mica Assi basket Ostuni, eh...) che la mette ottimamente allo scadere dei 24”, secondo i dettami di coach Sacchetti (pardon, Dalmonte, ho fatto confusione; quanto e in quale misura è sacchettiana Pesaro?).... Insomma è stato un "quasi" spareggio perso: e il cuore mi duole nel pensare a quei fantastici 200 lassù in curva, dai 61 ai 16 anni, assolutamente colorati, splendidi e commoventi nel sostenere la Dinamo nella sua più dura trasferta a 550 km dai cieli della Sardegna.
Ma dove altro si trovano tifosi così? 
Pensiamo a Biella e ai possibili 38 punti, a condizione che si battano i piemontesi e la Reyer, che sarebbe un risultato semplicemente eccelso e inaspettato. Chi l’avrebbe detto ai tempi agostani dell’atterraggio in Sassari dell’UFO-Kito ?     
Alè Dinamo! 
solodinamo
N.B. mi raccomando gli SMS al numero anti-MIS.
Dinamo-Pesaro all'andata (30/12)
White, i social network e gli smemorati di Collegno

1 commento:

SoloDinamo ha detto...

aggiornamento del 24/4

secondo me, ci sono buone possibilità per noi di arrivare quinti.
In questo caso incontreremmo verosimilmente Pesaro, che parrebbe davvero la quarta forza
del campionato dopo Siena, Milano e Cantù.
Onestamente preferirei incontrare Milano: è un sogno folle, vista la forza della squadra di Scariolo,
ma ho la sensazione netta che contro la Vuelle non caveremo un ragno dal buco:
loro avrebbero le prime 2 partite in casa, e non abbiamo
mai vinto a Pesaro nella nostra storia, anche se è vero che Pesaro non ha mai vinto qui a Sassari.

Pesaro è una squadra che esprime delle grossissime individualità, parlo di Hickman e White
(che sta iniziando a scatenarsi contro di noi! Segna 24 punti), se poi cresce come gruppo sono
dolori per molti.
La squadra è dotata di panchina luuuunghissima.
Al contrario di noi (sob).
Domani calor bianco contro Biella;
mi spiace per Chessa ma... vincere necesse est.