domenica 29 aprile 2012

Sconfitta senza (?) troppi patemi

Ballardini vs Maya Rusickova (Lucca)

Simona Ballardini in gara4 contro 
Le Mura Lucca (di spalle Benedetta Bagnara)

Dopo un pre-partita in cui entrambi gli allenatori rilasciavano le stesse dichiarazioni su una partita "buona come allenamento per i playoff", ciò cui abbiamo assistito oggi è stato un qualcosa di difficilmente definibile. Per tutto il primo tempo pareva che le squadre fossero in pre-stagione, e solo per alcuni momenti del secondo si è avuta vera partita: quando la Dinamo è stata sotto i padroni di casa o un punto sopra com'è successo per pochi istanti. In quei frangenti Siena ha alzato il volume della radio in difesa e ha menato le mani impunita. Le tante palle perse della Dinamo sono (ad eccezione di alcune sassate di Hosley, impalpabile come gli capita spesso in trasferta) tutte figlie di momenti fortunati per la difesa senese sotto il profilo delle scelte della terna in grigio.
Siena ha costruito i suoi parziali solo dalle palle perse sassaresi, e ha giocato per buona parte del match con sufficienza, sperimentando quintetti diversi. La Dinamo di più non poteva fare (Hosley a parte): sette uomini in rotazione contro la panchina più lunga e solida della massima serie davvero non potevano produrre di più. Si è sentita molto l'assenza di Travis Diener nei momenti più caldi del match, e anche se Pinton ha segnato tanto (quando non c'è Travis lui gioca sempre bene, ora è ufficiale, questione di testa) e smazzato 3 assist, non ha fatto girare abbastanza la squadra; in cabina di regia ha giocato meglio Binetti, e guarda caso buona parte delle triple di Pinton sono arrivate da scarichi di Tony, sarà un caso...
I due papà non c'erano, avendo ottenuto il permesso di raggiungere le mogli negli USA e in Georgia: le vacanze sono vicine e non si possono far viaggiare in aereo dei neonati, le due famiglie sarebbero state costrette a fare le vacanze qui in Sardegna. Speriamo che i due papà ripaghino il grande, grandissimo regalo di Sardara e Sacchetti senior giocando dei playoff di qualità, e pazienza se ciò potrebbe significare per loro andare a godersi i figli appena in ritardo. Non voglio entrare in polemiche che potrebbero far saltare la mosca al naso, ma mi chiedo quale sarebbe stata la scelta della società se la partita da giocare non fosse stata la difficile trasferta senese, bensì una Pesaro-Dinamo o una partita chiave per il finale di stagione (una salvezza o un play off ancora da raggiungere). Mi fermo qui. Il regalo più affettuoso l'ha avuto Siena, che ha potuto giocicchiare e sperimentare, sapendo che sarebbe bastato poco per vincere, com'è successo.
Tornando alla partita, abbiamo notato la mancata entrata dello zio Vanja, non si sa se per infortunio o per scelta: le famose rotazioni/riposo concesse da Meo stavolta a vantaggio di Plisnic, proprio nella sconfitta più probabile (altra cosa che fa storcere il naso), e poi abbiamo notato ancora il non ingresso di Devecchi, non pienamente recuperato (la sua difesa oggi sarebbe stata puro oro). Da dire di altro sulla gara davvero non c'è: tanti tiri da due (31, troppi) realizzati dai padroni di casa, con tanti assist (23) di contorno, ma soprattutto tante palle perse per la Dinamo: 17. Con Siena è così: loro difendono tanto, gli arbitri non possono fischiare sempre (sarebbe fantastico se capitasse), e le squadre avversarie vanno facilmente in palla. Il basket di oggi, quello "vincente", è fatto così: qualità in attacco e difesa testa. Chissà se Quinton avesse avuto più testa cosa sarebbe successo.
I singoli. Detto di Hosley (leggete: 6 palle perse e un misero 2 nella valutazione) annoveriamo una splendida partita di Drake Diener, cassaforte della squadra: spesso raddoppiato, ha dato 5 assist e segnato più in penetrazione che da lontano, e ha catturato anche 5 rimbalzi. Easley: partita a due facce...da una parte il timore reverenziale (4 infrazioni di passi davvero puerili), dall'altra la verticalità che gli ha fatto mettere a referto 22 punti con 8 rimbalzi. Ottimo Brian Sacchetti: l'unico davvero continuo in attacco e in difesa, il più attento. Manuel Vanuzzo non ha segnato, sparacchiando un po', ma doveva fare gli straordinari sotto canestro oggi, e ci sta. Molto buono Tony Binetti: anche se ha segnato poco ha dato ordine al gioco, e ha costruito buoni tiri per tutti. Ne sa qualcosa Pinton, spesso in campo assieme a lui. Mauro come dicevamo quando non c'è Travis segna molto ma soprattutto è più intraprendente, infatti oggi ha attaccato la difesa (risultato: 5 falli subiti), ma a parte 3 assist non ha dato ritmo; spesso si incarta sul palleggio, sta troppo fermo e da modo alla difesa ospite di concentrarsi sugli altri giocatori, che difendono meglio... troppi secondi di gioco che paiono sempre sprecati.
Non so con quanti rimpianti e "se" torna a casa la Dinamo. Io penso che se avessimo avuto tutti gli effettivi Siena avrebbe giocato più duramente sin dall'inizio, senza gigionare. Questa dev'essere stata la riflessione di società e staff tecnico, da qui forse i permessi speciali ai novelli papà (ah, auguri ragazzi!). Ok, torniamo a Sassari con gli applausi, ma un po' di amaro in bocca. Amaro che è moderato dalla sconfitta di Pesaro a Bologna, che regala alla Dinamo il momentaneo 4° posto in classifica per via della differenza canestri complessiva (tutte e tre le squadre sono 1-1): quella larga vittoria con la Virtus a qualcosa era servita.
Skywalker
*
Un'abbuffata di basket in TV, leggere per credere:
sabato, Venezia-Treviso: finalmente un bel derby pepato, combattuto, tosto e sincero come non si vedeva da tempo. Con relativi sfottò tra le opposte fazioni. I veneziani, con la gloriosa storia della Reyer (una della più antiche società di basket italiane) guardano sempre con superiorità i "cugini veneti" del Treviso, con i loro scudetti, le coppe europee ed il blasone conquistato sul campo. Un Treviso più duro in difesa ha avuto ragione di una Reyer deconcentrata, nervosa e poco incisiva in attacco, pur essendo sostenuta dal suo impareggiabile pubblico di fede oro-granata. 
Viva San Marco, repubblicano, ma lo dico fino alle 20:44 di mercoledì 3 maggio ...
Domenica, gara5 delle semifinali play off tra Cras Taranto - Le Mura Lucca. La squadra toscana, per chi non lo sapesse, è la grande novità della A1 donne, a cominciare dalla sua bomber portoghese Andrade (di origine capoverdina); da un paio di anni in serie A (tempo fa hanno giocato pure contro il Sant'Orsola in B) hanno dato filo da torcere a tutte in campionato, fino a giocarsi una serie combattutissima contro le tarantine di coach Ricchini. Per Famila Schio (scudettata) è la seconda finale PO di seguito; l'anno scorso le venete vinsero a Taranto e vennero applaudite a scena aperta dal  pubblico locale (avete letto bene!). Oggi mi son perso gara5, in compenso mercoledì 25/4 ho visto una gara4 intensissima, giocata davanti al pubblico lucchese con un basket di buon livello; mi ha impressionato Simona Ballardini, una giocatrice encomiabile, romagnola di Faenza, 17 campionati di serie A sulle spalle, gran tiratrice da 3; dedicarle due foto (e una rosa) mi sembra il minimo. A bordo campo, è stata pronta ad elogiare il gran pubblico toscano dopo avere espugnato il campo di Lucca: una sportiva vera.
Reggio Emilia - Imola: derby emiliano-romagnolo al cardiopalmo, la spunta la Reggiana che torna dopo 5 anni in serie A; sono felice per questa affermazione di una grande società, che ricordo con piacere nostra avversaria in A2, ai tempi delle Cantine Riunite. E poi non capita tutti i giorni di ritrovarsi in una pizzeria di Reggio, insieme ai tifosi biancorossi, ospitali e gentili. Sportivi veri #2. L'Andrea Costa Imola, avversaria di mille battaglie della mia Dinamo, si salva comunque e conserva la sua Legadue. Il combattente Trent Whiting si avvia a battere ogni record di realizzazione nel secondo campionato italiano, in cui milita fin dal 2001 (anno della sua fondazione).
Scavolini Pesaro - Virtus Bologna : finita la festa reggiana si passa al palazzo di Casalecchio, in cui si svolge la disfida tra queste due squadre, con l'eco di antiche battaglie per lo scudetto combattute diversi anni fa. Tra pesaresi e bolognesi c'è rivalità, inutile dirlo e tutti ci tenevano in modo particolare. La squadra col miglior terzetto americano (Hickman, White, Jones) ha resistito per 3 tempini, poi sono saliti in cattedra Beppe Poeta (autore di un incredibile canestro che neppure lui si sa spiegare), Koponen e  Viktor Sanikidze (compaesano di Nika Metreveli). E per la VL è stata notte fonda, anche se resta identica la differenza canestri (+ 9 per entrambe, si concretizza l'arrivo in volata vaticinato da Meo Sacchetti qualche settimana fa).
E la Dinamo ? Cosa posso dire, io la mia Dinamo l'ho vista e tifata ma continuo a dire che in 6-7 giocatori è veramente improbo affrontare seriamente le trasferte. Non dubito che Siena abbia giocato a bassi livelli, ma contro Andersen, Lavrinovic e Aradori ci sarebbe voluto qualcosa di più. Mancavano quattro giocatori: Travis, negli USA per abbracciare la sua primogenita (felicità pura!), Metreveli a Tbilisi per stare accanto alla mamma col suo bel maschietto; Devecchi era tristemente in panchina e Plisnic non si è neppure tolto la tuta da allenamento; Marco Spissu, 17 anni, neppure entrato per evidente protezione nei confronti del baby biancoblu. La realtà è che la Dinamo quei due punticini, sufficienti per staccare Pesaro e Bologna, avrebbe dovuto cercarli da altre parti (do you remember TERAMO ?). Ma sarebbe davvero ingiusto recriminare o addebitare qualcosa nei confronti di una squadra che si è salvata con largo anticipo, si appresta ad entrare nel gotha del basket italiano ed ha regalato nel suo fortino denominato PalaSerradimigni dei momenti di altissimo spettacolo. 
A me tutto questo sembra davvero tanto: i corsari a Siena li faremo l'anno prossimo, 2012-2013, nuovo sponsor, nuova Club House e nuove Cheerleaders come a Bologna ;-). Anzi, poichè sognare non costa nulla, sbancheremo il PalaPanforte :-) in una fantasmagorica, psichedelica, improbabile gara7 (con Pianigiani ormai calvo per la disperazione) il prossimo mese di giugno. 
E chi non tifa non ci crede !
Solodinamo

mercoledì 25 aprile 2012

Scintille

chessa cavina 17.12.2007 a lezione di basket
17.12.2007 - Chessa segue la lezione di coach Demis Cavina
foto_SoloDinamo

Che dire di una partita come quella vista oggi? Attacchi a mille, difese inesistenti, equilibri precari e tanto, ma tanto pathos. La Dinamo inanella la diciottesima vittoria in un campionato veloce come la luce e mantiene la quinta posizione in classifica, con subito dietro Venezia (sconfitta a Caserta) che viene pure raggiunta dalla Virtus Bologna (vittoriosa a fatica in quel di Casale, squadra matematicamente retrocessa).

Una partita davvero folle, quella di oggi: 7 schiacciate, 30 assist (12 di Travis Diener), 14 triple. Solo a leggere queste cifre chiunque potrebbe dire: "una vittoria netta", ma così non è stato. Biella, che ha perso quasi subito il faro Soragna per un infortunio serio al braccio destro, ha gettato nella mischia i suoi ragazzi (Laganà su tutti) e ha tenuto botta sino alla fine, sospinta dal duo Pullen-Coleman, ben coadiuvati da Jurak e Dragicevic (un po' spento Massimino Chessa, che a Sassari da avversario non ne azzecca una), e ha tenuto le sorti dell'incontro sempre incerte nonostante la Dinamo avesse sempre il naso avanti.

La Dinamo ha costruito tanto in attacco, sfruttando al massimo il suo talento e i suoi giochi e godendo di una difesa ospite un po' pigra sui tagli e gli scarichi, ma ha sfasciato tutto in difesa, concedendo canestri troppo facili alla formazione di coach Cancellieri. Gli attacchi hanno prevalso sulle difese, e mai come oggi il pubblico sassarese ha compreso quanto è importante recuperare a pieno Hosley (a corrente alternata oggi, rientra dall'infortunio al piede) e Jack Devecchi. Oggi con ogni probabilità nel giro dei turni di riposo della panchina il capitano Manuel Vanuzzo forse non avrebbe dovuto mettere piede in campo (visto che Brian Sacchetti e Nika Metreveli hanno calcato il parquet da subito), ma l'esigenza di dare un giro di vite in difesa (dove lo stesso Travis Diener oggi ha fatto passare chiunque) ha comportato anche il suo ingresso in campo, e meno male che è successo. Comunque si è vinto, la Dinamo ha affrontato la partita conscia della sua superiorità e si è accontentata di giocare bene solo da una parte del campo, cosa da evitate assolutamente nei playoff (pena rientro a casa con umiliazioni annesse), e infatti Meo Sacchetti ha tuonato più di una volta in un paio di time-out nervosi. Altro elemento strano è stato l'arbitraggio: eccessivamente permissivo nella prima parte del match (pochissimi falli sanzionati, risultato: 0 tiri liberi per la Dinamo, un record, 4 per Biella), molto severo nella ripresa (= tiri liberi a pioggia), e così Sassari ha goduto di almeno tre chiamate estremamente "casalinghe" che hanno mantenuto l'inerzia dove era stata per tutto il match. Portiamola a casa, ringraziando.

Più di venti punti segnati in ogni quarto (sia la Dinamo che l'Angelico), alte percentuali al tiro per ambedue le squadre, parità a rimbalzo (32-32), 126-102 gli indici di valutazione. Cifre davvero incredibili!

Perché ha vinto la Dinamo? Leggete qua: 30 assist (come detto sopra) e conseguentemente sette uomini in doppia cifra. Ecco l'arma vincente: nella Dinamo quando la palla gira e Travis Diener smazza assist come se piovesse, tutti vanno a referto. Ma passiamo come di consueto ai singoli. Iniziamo proprio da lui, il play di Fond Du Lac: buone percentuali al tiro, 12 assist (sì, ripetiamolo) e 8 falli subiti, per un 30 nella valutazione che parla tanto. Drake Diener dal canto suo è entrato in partita con canestri pesanti nei momenti caldi, ma fino a quel momento ha giocato per gli altri (6 assist). Ottimo Tony Easley: ha beneficiato degli ottimi scarichi dei compagni recapitando a canestro ogni pallone, e ha fatto sudare freddo il pubblico quando cadendo dopo un canestro da sotto ha preso una storta. Quinton Hosley oggi non ha recuperato neanche un pallone (gran notizia) ma ha giocato in aiuto per i compagni, con raddoppi precisi, molti dei quali hanno generato palle perse esiziali per Biella (alla fine saranno 18, contro le 13 dei padroni di casa). Plisnic si è mostrato finalmente più per i rimbalzi (8 in tutto) che per i punti (10, silenziosi), giocando più vicino all'area del solito, e questo ci è piaciuto. Nella panca oggi Meo ha pescato tanto: Vanuzzo, Pinton, Brian suo figlio e Metreveli hanno prodotto molti punti, forse Nika è stato una spanna sotto gli altri, a causa di alcuni errori grossolani che hanno fatto rumoreggiare molto il numerosissimo pubblico.

Siamo quinti, comunque vada il postiticpo di domani fra Pesaro e Siena, che ha perso Moss (ernia) ma ha preso Maciulis (beati i soldini della Montepaschi), e proprio la Mens Sana sarà la prossima avversaria dei sassaresi. La corsa continua selvaggia, e questa pazza Dinamo è nel gruppo che conta.

domenica 22 aprile 2012

Grande Dinamo, ma sconfitta pesante

la foto è di Luigi Canu www.basketinside.com

fotoservizio dinamo-pesaro di Luigi Canu
Ammetto che quando ho acceso la TV è stata una sorpresa per me sapere che oltre a Jack Devecchi anche Quinton Hosley non sarebbe sceso in campo oggi: una vera bastonata inaspettata. Il primo pensiero è stato: "Durissima, mi sa che perdiamo". Eppure la volizione, il cuore e la grinta di questi ragazzi hanno quasi prodotto una vittoria che avrebbe significato la bella in casa al primo turno dei playoff. Pesaro è una squadra tosta, ha in panca uno dei migliori coach in circolazione (a mio avviso aggiunge più Dalmonte di Pianigiani ai giochi della nazionale), e ha tre colored fortissimi: James White lo conosciamo tutti, Jumaine Jones quando è in partita è devastante (vedi oggi, purtroppo per noi) e poi soprattutto il play Richard Hickman è il vero punto di forza della squadra biancorossa, perché sa creare dal nulla giocate abbacinanti. Dinamo spuntata, con rotazioni ridotte all'osso (Binetti e Metreveli non sono scesi in campo), e handicap che si è appesantito quando è stato chiaro che l'arbitraggio sarebbe stato permissivo, infatti quando si gioca con le mani addosso la Dinamo paga dazio per via della poca prestanza fisica dei suoi esterni. Aggiungiamo che la terna arbitrale oggi è cascata come una pera cotta sulla recitazione da Oscar di Daniel Hackett, bravissimo a buttarsi dritto sulle gambe dei diretti marcatori prendendo chiamate di fallo generosissime (tre volte, roba da mettersi le mani nei capelli, ma il blasone della Scavolini pesa tanto, anche e soprattutto per i falli non sanzionati che Hackett ha commesso sui Diener), e bravissimo a spostarsi in maniera plateale di lato muovendo quei folti capelli per far vedere bene che qualcuno lo aveva sfiorato (altri falli generosi); un affarone poi che le sue spinte - alcune evidentissime - non siano state sanzionate, fortuna di cui hanno goduto peraltro quanti hanno malmenato i due Diener dal primo all'ultimo quarto. Metteteci poi che oggi nei momenti cruciali le "Ave Maria" di Jones sono entrate (ben quattro al 24° secondo: cosa che taglia le gambe a un elefante) e capirete che davvero era quasi impossibile vincere.
Grande fortuna per Pesaro quindi che tutte queste cose siano andate a posto nella partita più importante, lo scontro diretto della svolta, ma ribadiamo: Pesaro è un'ottima squadra, quindi ci può stare, anche se da fastidio. E allora facciamo un grande applauso alla Dinamo, che ha giocato con soli sette uomini, arrivando a gestire alcuni possessi con la conseguente poca lucidità, e - Plisnic a parte - ha mostrato di possedere due attributi grandi così e di avere in alcuni elementi una classe davvero cristallina. Sottolineo una cosa che forse molti non hanno notato: con queste rotazioni all'osso e la stanchezza conseguente, i sassaresi hanno applicato con grande impegno una zone-press molto efficace, spremendosi come limoni anche solo per un recupero (e ne sono venuti, Pesaro stava andando in palla), e hanno vinto la contesa a rimbalzo (35-29). Oggi i cugini terribili hanno fatto pentole, coperchi e manici: spinti quando ricevevano palla (quasi nessun fischio, un affarone per Pesaro), sgambettati quando giravano sui pick and roll (anche qui quasi nessun fischio) e colpiti frequentemente sulle braccia quando facevano palleggio-arresto-tiro, hanno segnato, difeso, preso rimbalzi, fatto di tutto. Le cifre di Drake Diener sono impressionanti: 40 minuti (quindi sempre in campo), 30 punti, 10 rimbalzi, 5 falli subiti, 5 recuperi... 38 di valutazione, è lui l'MVP della partita (non White che ha fatto le solite scenette da primadonna e Jones che ha segnato le "Ave Maria" ma non ha fatto altro). Travis ha preso anche lui la sua dose di bastonate (in 38 minuti), ma ha mostrato carettere, e anche se ha dato "solo" 3 assist, ha giostrato con maestria i ritmi della partita, facendo mettere le mani nei capelli al pubblico di casa (in TV era molto evidente). Ottimo anche Easley: pesano più i 15 rimbalzi dei 13 punti messi a referto, finalmente una partita giocata con intelligenza nella gestione dei falli e conseguente maggiore minutaggio. Positivo Brian Sacchetti: 10 punti, 3 rimbalzi, ma soprattutto la museruola a White (che ha segnato di più quando l'ha marcato Vanuzzo, che però è un 4). Appena sufficente Vanuzzo: ha tirato male, ma era in campo per fare da collante fra esterni e centro, era lui a flottare più degli altri per aiutare i gracili Diener, era lui a menare le mani quando Pesaro provava ad alzare il volume sotto canestro. Mauro Pinton ha messo due triple (una delle quali impossibile) che hanno dato una forte dose di ossigeno alla squadra, ma ha palesato i soliti problemi nel gestire i giochi in attacco (pare strano che sia lo stesso giocatore che in assenza di Travis ha smazzato 9 assist nella vittoria di Milano...). Lo zio Vanja è stato il peggiore in assoluto: ha tirato malissimo (non solo nelle percentuali ma anche nelle scelte di tiro) e ha tenuto male prima Jones, poi Flamini (che ha segnato troppo facilmente). Il coach? davvero non poteva fare di più. Ha tenuto alta la concentrazione della squadra, però se avesse dato qualche minuto a Metreveli (per "ossigenare" i lunghi) e Binetti (idem per i Diener, ma avrebbe giovato anche all'esecuzione dei giochi in attacco: lui è un play, Pinton no) forse la Dinamo avrebbe messo il naso avanti nel punto a punto di metà partita, e avremmo avuto appunto una partita diversa. Buona la scelta della zona match-up, della zone press, e di una difesa uomo che cambiava meno del solito sui pick and roll, infatti si sono creati meno mis-match difensivi del solito. La Dinamo torna a casa precipitando dal 3° a 6° posto: hanno vinto tutte le altre dirette avversarie, ma la corsa continua, mercoledì arriva Biella, poi si andrà a Siena (sperando che il macellaio Stonerook non mandi nessuno in ospedale a fare TAC) e arriverà Venezia... là si deciderà tanto. Stasera abbiamo il muso, ma siamo fieri di sostenere la Dinamo, perché non molla mai.
Skywalker
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Insomma Luca, ho la vaga sensazione che Daniel Hackett non ti piaccia, come giocatore :-) ...bene, allora la prossima volta non metterti vicino a mia moglie, che invece è una grande tifosa del rapidissimo play della Nazionale. Dici che la VL ha picchiato in difesa? Beh ma il basket è difesa, altrimenti è un’altra cosa. La Dinamo ieri ha difeso per un certo periodo, poi si sono dimenticati, ma è abbastanza ovvio che non si può vincere una partita con quelle rotazioni ristrette. In sintesi:
a) non puoi pensare di vincere una partita in due (anche se una tantum capita, come contro la Premiata Sutor, ma lì c’è voluta la classe eccelsa di Travis Diener con una “Ave Maria”, un canestro buzzer beater tirato secondo le prescrizioni di coach Sacchetti, se ho letto bene una sua intervista di qualche giorno fa);
b) non puoi giocare senza un Difensore come Quinton Hosley e ieri abbiamo capito in modo drammatico cosa significa giocare senza l’uomo di Harlem. E mancava pure il ministro della difesa Jack, fermo ai box.
Detto questo, sinceramente lodo i giocatori bianco blu, ma qualcuno della VL l’avrei voluto nelle nostre fila: a puro titolo di esempio un certo “The Flight”, che ha fatto 24 punti (27 val.): un vanesio, un ballerino, forse un aristocratico come lui l’ho tanto desiderato in estate ma poi ha preferito Pesaro; me ne faccio una ragione – così come mi era dispiaciuto per Dallas Comegys che convolò a nozze con la Fortitudo Bologna dopo un campionato splendido col Banco di Sardegna – ma è superfluo evidenziare che quelle transizioni esplosive calza(va)no a pennello nel sistema di gioco sacchettiano. E ieri si è visto qualcosa di questo genere, oltre a “numeri” e ai siparietti deliziosi che confermano la classe istrionica del Magnificent di Washington D.C. Resto un suo tifoso anche se ieri mi ha fatto male!  
Dicevo che in due non si vince: ma neppure in tre, se ci metti Easley, laureato in schiacciate&stopponi. Tutto questo mi ricorda certe partite del campionato giovanile (under 14 ma anche under 15) dove hai 2,3 ragazzine promettenti che ti fanno 20-25 punti cadauna, magari mettendosi a giocare da sole; tutte le altre fanno ben poco, e il risultato è che le suddette fanno un figurone, tra la gioia e le lacrime dei rispettivi genitori, ma il risultato (= 2 punti) va regolarmente agli avversari. Che magari hanno fatto ruotare 10 giocatrici 10.
In soldoni: Manuel, che cosa aveva ? 1/5 nelle bombe non è da lui, e si è fatto fischiare un blocco irregolare quasi ridicolo (con la sua esperienza poi...). E zio Vanja Plisnic? Alterna cose buone a partite davvero bruttine come quella di ieri, lento in difesa, fuori fase, e nella tabella del tiro da 3 c’è scritto 0,0. Brian Sacchetti è un volitivo ma ha una tremenda sfiga nei canestri in entrata (2/5), perché il ragazzo è bravo ed ha capito che devi andare nel pitturato a cercare gloria e punti: un combattente, proprio come il papà che ricordo bene in tv. Solo che a volte la palla balzella ma non entra, anche se ti procuri un fallo. Non posso parlare di Metreveli e Tony Binetti, portati a Pesaro ma dimenticati in panchina (nella bagarre magari li avrei buttati in campo, e non mi sembrano proprio due scarsi, da quel che ho visto finora). Insomma a parte la gran partita del terzetto americano, in assenza di difensori come Jack e il “T2” di Harlem, non credo che ci si potesse aspettare molto altro, e infatti non ci ho creduto. Aggiungiamoci quel devastante finale prima della sirena lunga, quando da un possibile pareggio (libero di T. Easley sul ferro!) siamo passati al meno otto, con Jumaine Jones, non a caso ex Hawks, Cavs, Boston Celtics, Lakers, Charlotte, Suns (mica Assi basket Ostuni, eh...) che la mette ottimamente allo scadere dei 24”, secondo i dettami di coach Sacchetti (pardon, Dalmonte, ho fatto confusione; quanto e in quale misura è sacchettiana Pesaro?).... Insomma è stato un "quasi" spareggio perso: e il cuore mi duole nel pensare a quei fantastici 200 lassù in curva, dai 61 ai 16 anni, assolutamente colorati, splendidi e commoventi nel sostenere la Dinamo nella sua più dura trasferta a 550 km dai cieli della Sardegna.
Ma dove altro si trovano tifosi così? 
Pensiamo a Biella e ai possibili 38 punti, a condizione che si battano i piemontesi e la Reyer, che sarebbe un risultato semplicemente eccelso e inaspettato. Chi l’avrebbe detto ai tempi agostani dell’atterraggio in Sassari dell’UFO-Kito ?     
Alè Dinamo! 
solodinamo
N.B. mi raccomando gli SMS al numero anti-MIS.
Dinamo-Pesaro all'andata (30/12)
White, i social network e gli smemorati di Collegno

mi sta a cuore : 45508, subito !



Corinne Corbia
Hackett, novello coach, carica i suoi nello spogliatoio per vincere la battaglia più importante, quella della vita:


Oggi voglio trattare un argomento che mi sta...a cuore (scusate il gioco di parole) e voglio che tutti leggiate quello che scriverò fino alla fine del post. Non riesco a non pensare alla tragica fine di Piermario Morosini, morto mentre giocava a pallone all'età di 25 anni, su un campo di calcio. 

E' stata lanciata una campagna nazionale per la prevenzione di un male terribile ed oscuro, che si chiama morte improvvisa da sport (MIS), e che fa 1000 vittime all'anno. La maggior parte di queste persone sfortunate giocavano a livello amatoriale ma come si è visto non mancano i casi di sportivi professionisti.
Per capire di cosa si tratta occorre documentarsi e dialogare con coloro che professionalmente sono chiamati ad intervenire in caso di arresto cardiaco in un campo di gioco. Non sempre l'ambulanza medicalizzata è in grado di intervenire in tempo ed allora c'è uno strumento che è prescritto a bordo campo (nel basket) e che si chiama defibrillatore. La preparazione professionale degli operatori; gli strumenti necessari come il defibrillatore; queste 2 cose hanno alla base un presupposto fondamentale, l'immediatezza dell'intervento. Il defibrillatore va usato entro 5 minuti, altrimenti può non servire a nulla . 
Ho visto che per Morosini hanno operato con l'ambu e col massaggio cardiaco. Non entro nel caso specifico, aspetto i risultati dell'autopsia, che ha già escluso l'aneurisma o l'infarto del calciatore. Si parla di malformazione congenita del cuore, quindi di probabile origine genetica. Per approfondire consiglio in ogni caso la lettura di questo sito che contiene preziose informazioni sulle patologie cardiache nello sport e sul modo di affrontarle. Leggerete delle osservazioni impressionanti: ..."Se si fossero eseguiti scrupolosamente i protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico molti ragazzi non sarebbero risultati idonei dalla attività fisico sportiva e probabilmente avremmo evitato la morte inutile di molti giovani...".Le aritmie, ad esempio, possono essere asintomatiche. Si tratta di una delle più comuni cause di morte negli individui giovani.
Il problema della prevenzione delle malattie sportive è un problema serio ma da quanto ne so, a volte non è affrontato seriamente. Voi tutti avrete visto in tv domenica scorsa (fermo il campionato di calcio) una serie di medici dello sport intenti a lodare l'eccellenza dell'Italia nel campo della medicina dello sport. Si dice che siamo all'avanguardia in Europa. Se è così, e non ne dubito, allora si deve esigere che vi sia un defibrillatore (costa € 1500,00) su ogni campo, a bordo campo, sotto la panchina. Ci deve essere personale abilitato ad usarlo. 
Noi qui a Sassari abbiamo avuto un caso terribile, quello di Corinne Corbia, scomparsa nel 2004; era una pallavolista della Gymnasium Alghero, è morta a 18 anni, nel letto di casa. Aveva passato tutte le visite mediche di routine, prescritte per la "idoneità  alla pratica sportiva agonistica".
Militava nel campionato di I divisione e anche nella squadra studentesca; ragazza di grande intelligenza, era la prima della
classe ed aveva già conseguito la patente di guida. Il suo cuore si è fermato al momento del risveglio, col suono di una radio, nel letto di casa, sono stati inutili i tentativi di soccorso. Il male che l'ha uccisa era una rara patologia cardiaca (sindrome del QT lungo )tracciabile su un semplice ECG, ma non evidenziata adeguatamente in sede di esami per l'idoneità sportiva agonistica
Racconto un'esperienza personale; quando si fanno le visite per la idoneità sportiva, spesso le società sportive anche del basket si rivolgono a centri privati. Non ho constatato grandissime differenze tra gli ambulatori di Medicina dello sport (parlo di ASL) e i centri privati abilitati a rilasciare il certificato di idoneità
Si seguono dei protocolli rigidamente stabiliti anche con programmi informatici: fanno moltissime domande agli atleti e ai loro genitori, anamnesi familiare, eventuale presenza di ictus, morti improvvise, malattie della circolazione negli ascendenti, trombosi, problemi vascolari ecc. Poi eseguono esami delle urine (per verificare l'assenza di tracce di stupefacenti) e la spirometria (capacità alveolare dei polmoni). A seguire l'ECG, che per essere corretto va fatto sotto il massimo sforzo: questo lo prescrivono i  protocolli C.O.C.I.S., che cambiano quasi ogni anno e diventano sempre più dettagliati con l'avanzare della medicina sportiva. E' impressionante leggere l'incidenza della malattia cardiaca a seconda dei vari tipi di sport (il basket è uno sport con sforzo severo) e come vanno studiate, esaminate e se possibile scovate con il massimo scrupolo. 
Se durante i primi esami emerge un problema, ad es. una extrasistole (piuttosto diffuse negli under 13-14), che può essere assolutamente innocua e legata all'età, fermano tutto e prescrivono un esame holter. Cioè un ECG-dinamico, che va tenuto per 24 ore consecutive. Parlando con dirigenti sportivi ho scoperto che certe società (calcistiche, a livello dilettanti) fanno fare attività sportive di qualche oretta con holter installato. Questa è una vera assurdità, secondo quanto mi hanno detto i cardiologi, in quanto l'allenamento anche sotto piccolo sforzo falsa totalmente il risultato. Il paziente deve stare 24 ore in una situazione di normalità, senza apparecchi elettronici capaci di interferire sul risultato (es. i cellulari). Il passo ulteriore, e che consiglio a chiunque debba ottenere l'idoneità per la pratica sportiva, agonistica è un ecocardio-color-doppler. Ovviamente va fatto da un medico specialista esperto. Se vi sono malformazioni genetiche o altre complicanze nascoste, come difetti anche minimi nei vasi del cuore, assolutamente asintomatici, il medico coscienzioso li scopre. A quel punto a seconda della patologia può scattare il divieto di attività sportiva agonistica o l'autorizzazione a certe condizioni . 
La campagna di cui ho parlato prima prevede un ECG per tutti gli studenti tra i 16 e i 18 anni; è l'età statisticamente più frequente dell'attività sportiva. 
Siamo sicuri che un ecodoppler accurato venga fatto a tutti gli atleti, compresi gli juniores, compreso il calcio, il volley, il basket, il baseball, il softball, rugby ecc. ? 
E siamo proprio sicuri che ci sia sempre l'ambulanza in tutti i campi, dalla prima divisione fino alla III categoria, juniores, nel basket dagli esordienti fino alla under 17 ?
Speriamo almeno che il sacrificio di questi atleti, che possono essere definiti eroi per come hanno vissuto e per quello che hanno dato allo sport, non sia vano.
Ricordatevi di inviare fino al 30 aprile un semplice SMS al 45508, vale due euro ma può valere molto di più, le vite dei nostri giovani atleti e atlete. 
Mi piace chiudere con una canzone di Ligabue, artista che Morosini adorava, e che parla di vite gettate via. 

martedì 17 aprile 2012

ogni respiro che fai/every breathe you take

In Travis We Trust !
*
E' inutile recriminare, imbestialirsi, dire che poteva essere fallo, magari antisportivo o che "qualcuno ha fatto e disfatto da solo" o magari che gli arbitri ci hanno visto male. Hai voglia di rosicare per quei punticini persi...quando si arriva a 24" dalla fine e il respiro si trattiene, il cuore batte all'impazzata, e tutti vorrebbero essere lì dentro per imbucarla col pensiero, allora sul parquet occorrono concentrazione, attributi grandi così, e tanto sangue freddo, per segnare buzzer beater. Non c'è logica in quei momenti, solo voglia, voglia di vincere e di abbattere l'avversario.  E' l'unico sport di squadra che si può decidere in volata, mors tua vita mea...
Travis Diener che non a caso ha giocato su buoni livelli in NBA per cinque anni, tutto questo lo sa bene. Lui è affidabile e fa egregiamente il suo lavoro. In quei momenti ogni respiro che fai vale la vittoria...


Dinamo- Montegranaro ultimi secondi:

Travis aka "Mister T" da altra angolazione :

Frederick abbatte Tonno Auriga Trapani nel novembre 1992 (A2)

Kemp mette la bomba contro Junior Casale, play off promozione 2.6.2010: 

Marcelus da altra angolazione (gradinata D):

Lionel Chalmers vs Scavolini Pesaro: gioco da 3 punti e vittoria:




Sirtaki di Dimitrios Tsaldaris-White "Flight"...in salsa teramana (quelli che esultano in curva dietro il canestro avversario siamo noi):

al minuto 7:35 il tap-in di Russel Carter che sbanca il PalaSomenzi,17.2.2008:

Dinamo-Caserta 2007: Vanuzzo a 2 secondi e sette decimi vola in tap-in e abbatte la Juve Caserta davanti all'Inferno assiepato in settore "D" (in campo Vanuzzo, Whiting, il povero Darby, Gigi Dordei e Franko Bushati):

domenica 15 aprile 2012

I believe in Travis!!!

Lucifero, solo lui poteva fare la differenza oggi, e ha un nome in terra: Travis Diener. Pazzesco canestro nel finale con le mani in faccia e la Dinamo porta a casa una partita che Montegranaro ha dominato tatticamente e ha strameritato di vincere.

Bisogna ammetterlo: oggi Valli ha vinto la contesa delle panchine, e solo le rotazioni striminzite della sua panca non gli hanno permesso di far giocare ancora meglio la sua squadra. Poi c'è stato Travis. All'inizio la Sutor ha fatto tutto alla perfezione: grande apertura nel perimetro in difesa, raddoppi continui sui pick and roll e chiusura delle linee di passaggio. Così facendo ha fatto faticare tantissimo l'attacco dei padroni di casa, che hanno sparacchiato. Dall'altra parte Di Bella ha giocato molto con passaggi in pivot basso a May, che ha segnato a suo piacimento caricando anche di falli i lunghi di Sacchetti.

In quei momenti della partita, lungo la quale gli arbitri non hanno dato un metro lineare di valutazione (lunghi minuti senza fischiare, sprazzi di chiamate a pioggia), proprio la terna arbitrale ha tenuto a galla la Dinamo, sanzionando in maniera molto generosa (antisportivo) due falli commessi dagli ospiti in azione di tiro. Sassari ringrazia e si mantiene sotto lalinea di galleggiamento, ma viene da pensare come sarebbe stata la partita se Sassari non avesse beneficiato di queste due pesanti chiamate a favore.

La partita cambia quando Sacchetti si adegua a quello che vede e fa cambiare tutto. In attacco la Dinamo fa qualche passaggio di più e corre più veloce, quindi arrivano buoni tiri e canestri importanti; poi quando le cose non vanno sono le individualità a fare la differenza. Ma soprattutto sono le triangolazioni per servire Easley e gli altri lunghi sotto canestro a spostare gli equilibri sul tabellone: Diener e Pinton puniscono i raddoppi sull'arco con ottimi scarichi sotto canestro e la Dinamo decolla. Dall'altra parte, in difesa, Meo ordina i raddoppi sulle palle in pivot basso, e May quasi esce dalla partita. Spuntato l'attacco di Montegranaro, si rovescia tutto, ma la Dinamo non riesce a sfruttare l'inerzia della partita, e la Sutor pian piano riprende fiducia.

Si arriva dunque ad un finale vietato ai deboli di cuore, con Drake Diener (fino a quel momento quasi annullato dagli ospiti) a piazzare un canestro in palleggio-arresto-tiro da manuale e infine, dopo la tripla del positivo Zoroski (ha giocato con una caviglia sola, ricordiamolo), la palla negli ultimi 12 secondi è in mano a Travis Diener: Montegranaro gli impedisce ogni passaggio, cambia sul pick and roll (come ha fatto a lungo, e lì è stata colpevole Sassari a non sfruttare a dovere ogni mis-match che si generava) e Travis si ritrova marcato da Ivanov (se ho visto bene, ero - come tutti - molto agitato): due finte, uno step back e il tiro coi piedi sulla linea del tiro da tre... per un lungo istante 4.500 persone (tifosi ospiti compresi) trattengono il fiato, un silenzio innaturale, poi la palla brucia la retina dopo una perfetta parabola! Un boato impressionante fa saltare il tetto del Palaserradimigni, è festa, ma mancano ancora 85 centesimi. Valli chiama time-out, la palla viene rimessa su May che, marcato da Jack Devecchi, tira male e sbaglia. Inizia la festa, e Travis Diener ride come un matto, con quella espressione da monello che maschera di gioia la solidissima determinazione (e due attributi grandi così) che ha fatto la differenza.

Incredibile... mi son venuti in mente i canestri di Frederick contro Trapani (stesso punto del campo, stesso movimento, stesso esito) o di Kemp contro Casale, o ancora le magie di Chalmers. Travis Diener ladies and gentlemen! Sono ancora gasato come una aranciata, e se state sorridendo sinceramente non mi interessa.

Passiamo ora, come di consueto, ai singoli. Drake Diener, raddoppiato in tutti i modi, quindi impreciso al tiro, ha smazzato 6 assist e catturato 6 rimbalzi; ha messo i canestri importanti quando contava: una schiacciata in contropiede sopra Karl, quel canestro frontale di cui parlavo prima. Travis, alias "ala-Diener" (che brutto soprannome... vabbé...), o forse è meglio Lucifero: 5 assist e percentuali alte, con canestri pesantissimi. Quinton Hosley: le sue uniche due palle perse sono venute nel primo quarto, ha spadellato 5/17 e tutti con le mani nei capelli, ma ha messo in campo una difesa ancora una volta decisiva con alcuni recuperi impossibili. Vanja Plisnic: il più continuo, indice di valutazione più alto (16), 6 rimbalzi e lavoro sporco sotto canestro (ha difeso meglio lui su May di Easley). Tony Easley: ha pagato dazio all'inizio, poi quando la squadra lo ha aiutato con raddoppi sotto canestro ha preso fiducia, e si è fatto trovare presente e attento a ricevere tanti assist in attacco. Per la panca, giù il cappello per Vanuzzo: una tripla in una situazione di emergenza, poi tanta ma tanta difesa sui lunghi ospiti (e oggi era dura). Jack Devecchi e Brian Sacchetti: pochi punti e tanta difesa. Mauro Pinton: un bellissimo assist e poi solo nebbia (infatti oggi Travis ha dovuto giocare 36 minuti, un'enormità). Nika Metreveli: ingiudicabile, troppo poco in campo.

Vi faccio notare due cose: Montegranaro ha avuto un indice di valutazione migliore (85-83), e infine il pareggio a rimbalzo (34-34), una rarità per la Dinamo. Ok, fine della trasmissione, si sale a 34, Venezia e Bologna hanno perso. Pesaro ha vinto a Varese con una grossissima mano dagli arbitri, e Milano ha battuto bene Cantù davanti ad un pubblico finalmente "sveglio" e caloroso (sarà stata l'aria di derby e la presenza degli immarcescibili canturini, la tifoseria più tosta d'Italia). Noi guardiamo avanti, come dice coach Meo, i conti si faranno alla fine. Ah, la maglietta nella foto è la mia, l'ho fatta fare l'anno scorso, e a Travis è piaciuta tanto ("Crazzie").
l'anno scorso finì così, ma dice il saggio: il sardo lo freghi una sola volta ;-)


sabato 7 aprile 2012

Dinamo vittoriosa in una battaglia dal sapore di play-off

Take your best shot, 
let me see what you've got
Bring on your wrecking ball !


Che partita! Che Dinamo brothers & sisters! E che pubblico: caloroso, presente nei momenti giusti, generoso e commovente. In poche parole, una gran bel pomeriggio. Ci avevano detto che contro la Benetton Treviso, sostenuta dai suoi insuperabili tifosi, sarebbe stata dura! E così è successo. Una partita quasi costantentemente punto a punto, sul filo del rasoio, fino a quando nel terzo tempino ma soprattutto nel quarto la Dinamo non ha accesso il turbo e così Treviso si è eclissata. Annichilita. Sommersa dalle bombe di Hosley, Vanuzzo e di Plisnic, dalle schiacciate di Easley e dal dinamismo di Sacchetti. Questo Tony Easley è un personaggio incredibile: inizia lento, sembra quasi rimanerci male, ma quando inizia a lottare sotto i tabelloni, contro i mastodontici lunghi avversari, non ce n'è per nessuno. E' l'unico pivot americano che ride dopo aver segnato. Ride e carica il pubblico: sarà il tesserato del Commando ad honorem. Una specie di ultras sul parquet. Per quanto riguarda Hosley, non capirò mai come fa questo gigante americano a trovarsi in ogni punto del campo in pochissimi secondi, per un recupero, una transizione o un rimbalzo. Una gigantesca saetta. Sasha Djordjevic, eroe di mille battaglie in terra jugoslava, aveva pensato di massacrare l'area Dinamo con i suoi possenti lunghi, magari paralizzando le fonti del gioco biancoblu: i cugini Diener. E' vero che i due cugini del Wisconsin sono risultati marcatissimi, anche con un fallaccio che ha steso per terra Travis fino a farci tremare per le sue sorti, ma Treviso non aveva fatto i conti con questi due assist-man e con la verve ritrovata di Hosley, novello Wrecking Ball. Sì, è ufficiale, dopo i fasti di Marcelus Kemp, Quinton è la nuova palla da demolizione in casa Dinamo. E quando "slim" Easley si è prodotto in numerosi stopponi contro i lunghi Benetton, c'è mancato poco che venisse giù il palazzetto. La vecchia gradinata "D" ha tremato più volte sotto i miei piedi. Insomma una grande e splendente Dinamo ed il bello deve ancora venire, contro Montegranaro, Biella e Venezia. Tenetevi forte. Fate passare la Polisportiva !
Ed ora la parola al buon Luca, per un commento un tantino più accurato e soprattutto documentato. Io questa Dinamo-Treviso l'ho registrata ed è già consegnata agli annali. Solo e sempre per la storia: quella davvero splendida che i nostri eroi biancoblu stanno scrivendo domenica dopo domenica, onorando la maglia di Sassari sino in fondo.
SoloDinamo    


Incredibile spettacolo al Palaserradimigni oggi e in TV su La7d: la Dinamo batte Treviso al termine di una battaglia che ha il sapore dei play-off e continua la rincorsa alla Bennet Cantù, ieri vittoriosa su una Casale priva del totem Shakur. Oggi chi ha visto la partita si è lucidato gli occhi con 12 schiacciate e 7 stoppate complessive che nel referto spiccano su cifre altalenanti.
Alla partenza Treviso si mostra più lucida e cinica, punisce gli errori di Sassari, gira magnificamente il pallone e trova sempre buoni tiri; esattamente il contrario di Sassari, distratta e farraginosa. La fisicità dei biancoverdi si fa sentire (vinceranno poi di poco la lotta rimbalzo: 36-32): Cuccarolo sposta da solo gli equilibri nell'area colorata, Goree gioca molto sull'arco e i cambi Ortner e Moldoveanu danno una grossa mano. La Dinamo invece raccoglie poco dai lunghi e solo quando entra Vanuzzo si vede più concretezza. Sul perimetro Sassari sparacchia un po' con tutti, e solo una fiammata di Hosley nel secondo parziale evita a Treviso una fuga che appariva assolutamente legittima.
Il rientro dagli spogliatoi mostra una Dinamo diversa, arcigna in difesa e più pulita nell'esecuzione dei giochi in attacco. Drake Diener, osservato speciale, segna poco ma fa giocare gli altri, e quando Travis (che ha giocato forse troppi minuti nel primo tempo, uscendo poi per un brutto fallo non sanzionato dagli arbitri) resta seduto sulla panca, Mauro Pinton, fino a quel momento evanescente, prende fiducia, infila qualche tiro e tutto cambia. La zone-press fa commettere più di una infrazione ai trevigiani (8 secondi e campo), mandando in bestia Sasha Djordjevic. A Treviso manca Becirovic, non ancora recuperato dall'infortunio, e si vede: dei tre play gettati sulla mischia si salva il solo, immenso Bulleri. Sassari mette la freccia, serve bene i lunghi sotto (devastanti alcune schiacciate di Easley), corre (altrettanto devastante in corsa Hosley), e tira meglio dall'arco (alla fine però sarà un modesto 25%).
Treviso si vede fischiare l'esatto doppio dei falli sanzionati ai padroni di casa, frutto di una serata poco felice della terna in grigio, e alla fine proprio la mancanza di lucidità nel gestire i palloni che scottano fa la differenza, e qui pesa tanto l'assenza di Becirovic, come detto.
Forse abbiamo parlato troppo degli ospiti, allora analizziamo i nostri. Detto di Drake Diener, marcato fino all'asfissia nelle pentrazioni, uscite dai blocchi e giocate in pick and roll, ma chirurgico nei minuti finali (aggiungiamo anche 8 rimbalzi, và), bisogna dire che il cugino Travis ha fatto una vera partita da play, dosando tiri e assist (7, tutti in momenti topici), e ha lavorato sodo anche in difesa (Treviso usa molto pick and roll e penetra/scarica, quindi fa lavorare tanto le guardie avversarie), ecco perché è stato prezioso il minutaggio appena più elevato concesso a Mauro Pinton, che ha ripagato la fiducia del coach ritrovando anche la propria. Quinton Hosley dopo un inizio soft è venuto fuori alla distanza: devastante attaccando il ferro, pessimo però dall'arco, ha catturato 6 rimbalzi. Plisnic oggi si è visto poco, ma la batteria di lunghi ospite meritava attenzioni difensive sopra il livello di guardia. Tony Easley è stato spettacolare: 3 stoppate (una immensa su Cuccarolo) e 4 schiacciate devastanti, in più è stato molto prezioso nella prima linea del pressing a tutto campo. La panchina oggi, detto della prova positiva di Pinton, ha dato molto. Il capitano Vanuzzo ha suonato la carica abbassando la saracinesca sotto il proprio canestro, e in attacco le sue triple e rimbalzi sono arrivati sempre quando la partita rischiava di prendere una piega pericolosa. Ottimo anche Brian Sacchetti: punti e botte proprio come il capitano. Infine Jack Devecchi, che coi suoi 4 minuti ha dato respiro alle rotazioni.
Oggi la Dinamo ha vinto quando ha iniziato a menare le mani in difesa, e quando poi in attacco ha fatto girare di più il pallone: la soglia dei 20 assist è stata sfiorata (19 a referto) e questo è il migliore indicatore della qualità del nostro gioco; ma guardate anche il 119-67 nell'indice di valutazione complessivo e il numero dei giocatori in doppia cifra: 5, come Treviso. Saliamo a 32 punti, la corsa continua, il sogno è sempre nel cassetto, e domenica prossima arriva quella Montegranaro che all'andata ci regalò una brutta sorpresa (proprio come fece la stessa Treviso): partita assolutamente da vincere, perché a Pesaro sarà dura (si va là con un piccolo +1 da gestire). Fine della trasmissione, auguri di Buona Pasqua a tutti!
Skywalker


espulsione di Djordjevic in Acea Roma-Benetton Treviso:

a lezione di pick'n'roll con coach Bianchini- Dinamo-Avellino:

lunedì 2 aprile 2012

Dinamo distratta dalla gita, Varese vince con merito



La Dinamo-Numera BPS alla "Domenica Sportiva" di Sandro Ciotti, il 5.1.1990:

La concentrazione, si sa, è arma fondamentale per affrontare ogni impegno, nella vita e nello sport. Quando avevo letto che la Dinamo avrebbe passato una settimana in un villaggio turistico di Cagliari, per allenarsi nel loro palasport davanti a scolaresche rumorose, per incontrare a più riprese rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine del capo di sotto, e infine andare alla Domenica Sportiva, ho storto il naso. Avevo visto giusto. La concentrazione ne ha risentito.

La Dinamo ieri a Varese ha dimenticato per lunghissimi tratti cosa significa difendere, chiudere le vie di accesso al canestro, e stare con la testa nella partita. Non distragga la rimonta della seconda parte del terzo quarto, in cui si è recuperato quasi tutto il gap: essa è stata frutto di giocate individuali in attacco e di appena maggiore intensità (ma davvero poco di più: tanto è bastato per mandare in palla Varese, figuriamoci se si fosse giocato seriamente cosa avrebbe potuto fare la Dinamo) in difesa.

La Dinamo del gioco corale si è vista solo nel primo parziale, con buona circolazione di palla e buoni tiri, ma la difesa stava già facendo acqua. E la non difesa è stata la costante del match: quando si subiscono dieci, sì DIECI, schiacciate a due mani facili facili allora vuol dire che non si coprono le vie di accesso all'area e si perde l'uomo. Un giocatore da 5 miseri punti a partita, Talts, di colpo è diventato un semidio, con 13 - suo high stagionale - punti e 5 schiacciate a referto: il miracolo della Dinamo è stato questo... un novello Lazzaro venuto fuori dal nulla per merito nostro. Detto del secondo parziale (Dinamo massacrata, tutti fermi davanti allo specchio del centro turistico di Cagliari), e detto del recupero nel terzo (più per giocate individuali che altro), nell'ultimo quarto si è avuta partita, ma Varese - recuperato Diawara che aveva avuto problemi di falli - ha tenuto botta con qualche patema e ha condotto la partita a buon esito. L'unica cosa che ha di positivo la partita è stato l'aver mantenuto la differenza favorevole nello scontro diretto.

Altra costante, Quinton Hosley: quando gioca bene lui, la Dinamo ha una iniezione di energia (e punti) tripla, quando va in ferie con la mente invece sono dolori. Ieri è mancato tantissimo Jack Devecchi (fermo per infortunio), ed è pure mancata tanto la panchina. I 12 punti sono venuti tutti da Brian Sacchetti, che quando ha molti minuti segna tanto (mani buone, questione di DNA paterno), ma lo stesso Brian e tutti gli altri sono risultati assenti in difesa. Cartellino giallo anche ai Diener: bravissimi al solito a metterla nel cesto, ma ieri hanno sempre, e leggasi bene sempre, lasciato passare negli uno contro uno i diretti avversari, creando per primi le vie di accesso a canestro che Varese ha sfruttato al meglio. Altra nota: con Easley in campo la Dinamo ha avuto intimidazione e rimbalzi: Tony nel solo primo quarto ne ha tirati giù ben 7 (sui 10 complessivi), e gli altri 3 tutti nell'ultimo quarto (guarda caso anche qui la Dinamo era in partita), e la sua lunga sosta in panca ha coinciso coi mega rimbalzi offensivi e le schiacciate devastanti che nel secondo quarto hanno scavato il solco incolmabile. E ancora: se avesse ricevuto più frequentemente palla sotto canestro la partita sarebbe stata diversa: ogni volta che aveva palla sulle tacche o nell'area colorata da posizione frontale, è riuscito con agilità e verticalità a finalizzare positivamente. Poi Meo Sacchetti, vuoi per turnazioni, vuoi per provare a gestire il quintetto basso di Varese, lo ha lasciato troppo fuori e l'area sassarese è diventata terra di conquista lombarda. Altra piccola nota positiva la zone-press a tutto campo, è durata un po' e all'inizio ha dato i suoi frutti, ma quando Varese ha preso le misure con passaggi a triangolo, dietro la coperta si è rivelata cortissima.

Pazienza. Altra lezione da imparare: basta coi salamelecchi a una città (Cagliari) che sorride solo perché desidera portare a casa sua la Dinamo, e nient'altro. Basta con le visite a un annoiato Zedda (giustamente criticato poi dal CUS Cagliari femminile per il meeting con i sassaresi). Basta coi centri turistici in cui telecamere e sorrisetti vanno a disturbare di prima mattina i giocatori mentre riposano o cercano la concentrazione (si veda la reazione scomposta ma giustificatissima di Vanuzzo alle telecamere di Videolina). La dimensione della Dinamo è Sassari. Siamo sì la prima squadra della Sardegna, ma la Dinamo prima di tutto è di Sassari, e non deve andare a distrarsi altrove. Ok salutare gli sponsor (anche se il Banco di Sardegna è Sassari - a Cagliari hanno cercato troppe volte di spostare la sede centrale da Sassari, idem per la Brigata Sassari), ok l'immagine per il movimento cestistico, per i giovani eccetera. Ma la Dinamo è Sassari, niente distrazioni.

La giornata di ieri ha visto l'ennesima sosta per Siena, presa a ceffoni in Eurolega, e le sconfitte di Pesaro e Venezia. La Dinamo resta nel gruppone che insegue Siena, con la sola Cantù due punti sopra. Ora due turni in casa: sabato verrà Treviso (ancora su La7d) e poi Montegranaro (che ha recuperato fiducia dopo la partenza di Brunner verso Cantù di qualche mese fa). Due partire da vincere assolutamente, perché giocare con Siena nei playoff vuol dire andare a casa, e bisogna prendere la migliore posizione possibile. Perciò: concentrazione e lavoro, fine delle sfilate e parate in Campidano.
il Commando presente anche a Varese !