domenica 19 febbraio 2012

Siena-Cantù, la finale infinita


Non so se sia preponderante il fascino nel vedere l'ennesima sfida fra le due compagini dominanti in Italia oggi, o invece lo sia la noia per i tifosi delle altre squadre per il fatto che finisce sempre così, fatto sta che ancora una volta il derby toscano-lombardo chiuderà le danze dell'ennesima competizione tricolore.

Ieri abbiamo assistito a grandi partite di pallacanestro. La sfida Milano-Siena è stata la più ricca di spunti tecnico-tattici, tutti di primissimo livello. Scariolo dopo un avvio mostruoso dei senesi ha trovato il bandolo della matassa facendo accomodare sulla panca Bourousis e ha pescato dalla panchina un Melli concreto; abbassando poi il quintetto ha creato più di un problema difensivo alla formazione toscana: la maggiore rapidità milanese ha portato a tanti extra possessi soprattutto coi rimbalzi offensivi degli esterni in casacca bianco-rossa, e la partita è tornata subito in equilibrio. Milano è riuscita anche a mettere il naso avanti grazie a un Gentile ispirato e con la faccia tosta e con tanti ma tanti assist ha giocato ad un livello eccellente. E' stato in quel momento che Pianigiani (che ha avuto nella prima parte della partita tanti punti dal quintetto e pochi dalla panchina) ha dovuto smettere di rincorrere le alchimie di Scariolo, e ha alzato il quintetto mettendo Lavrinovic (il ritorno della giornata) a fianco di Andersen: le due torri hanno chiuso i battenti della difesa in area, e quando Mc Calebb ha innestato il turbo a suon di recuperi e penetrazioni la musica è cambiata, anche se solo sul finale. MVP della partita è stato David Andersen: ormai è diventato immarcabile. Triple, ottima visione di gioco con scarichi sull'arco post-raddoppio, movimenti sul perno da manuale e tiro morbdio dalla media e dalla lunga. Ricordo quando giunse tanti anni fa col fratello proprio in Italia: esile, più reattivo ma ancora senza quella forte personalità ed esperienza che ora invece fanno di lui uno dei migliori giocatori nei campionati e coppe europee. Un'arma devastante.

Bella partita, davvero: gli stessi telecronisti hanno letto bene le tattiche e si sono esaltati per le giocate messe in campo dalle due squadre. Milano è in netto recupero dopo qualche bastonata di troppo patita in campionato e in Eurolega, e la mia opinione è che continuando su questa strada il campionato forse cambierà padrone, con lo scudetto che verrà di nuovo cucito sulle maglie della formazione più blasonata d'Italia. Il lavoro di Scariolo si sta vedendo, e il recupero pricologico dei giocatori milanesi è evidente. Forse il solo Nicholas è un po' indietro, ma se si rimette a posto anche lui sarà dura per ogni avversario marcarlo, è già difficile affrontarli così. Tutto questo fa onore alla vittoria della Dinamo al Forum di Assago e alla prestazione dei sassaresi nella partita con Siena. Anche noi siamo sulla buona strada in un campionato più equilibrato e duro rispetto a quello dello scorso anno.


Nell'altra semifinale chi scrive si aspettava una affermazione di Pesaro, invece è stata ancora Cantù a prevalere, e con merito. La formazione di coach Trinchieri ha dominato metalmente e fisicamente la gara, prendendo molti più rimbalzi e smazzando un'infinità di assist. Nelle partite fisiche giocatori come James White spariscono con vergogna: lo sa bene la Dinamo che proprio contro Milano nei playoff scorsi vide il proprio idolo sparire sotto la marcatura asfissiante dei milanesi. Pesaro ha avuto qualcosa dai soli Hackett e Jumaine Jones, e ha attaccato male il ferro. Cantù invece dal canto suo ha tirato con ottime percentuali dentro l'arco. Non è stata una partita bella come la precedente (43 palle perse in totale), però si è visto un gioco durissimo. Cantù ha fatto molti falli in più dei pesaresi, attuando quel gioco "stile Eurolega" la cui tattica paga dazio con arbitraggi permissivi, e la panchina lunga (arma in più dei canturini rispetto ai pesaresi) ha fatto la differenza. Direi che l'MVP in questa gara è stato Giorgi Shermadini, giocatore sempre condizionato dai falli (alcuni frequentemente esagerati e cattivi), ma come dicevamo se l'arbitraggio è appena permissivo la sua mole spazza via (quasi) chiunque. Un'altra cosa importante da rimarcare sono i due falli antisportivi fischiati a Pesaro nei minuti finali, non aggiungo commenti.

Cantù quindi arriva dove voleva essere: a sfidare ancora una volta la sua rivale di questo lustro. Nella partita odierna, che si giocherà alle 17:00, vedo favorita Siena ma solo per una cosa: l'aver avuto nella quattro giorni infernale della Final Eight una giornata intera di riposo. Siena dopo la vittoria con la Dinamo infatti ha riposato venerdì. Cantù invece essendo nella parte bassa del tabellone ha giocato venerdì, ieri, e ora giocherà anche oggi, e il fatto che ha nel roster giocatori abbondantemente sopra i trenta anni potrà forse pesare.

Nessun commento: