giovedì 16 febbraio 2012

Final Eight: passano Siena e Milano

fotografie di Luigi Canu
Jeanene Fox e la Coppa Italia

E' durata solo un pomeriggio l'avventura della Dinamo in quel di Torino. Il pronostico (chiuso) è stato rispettato ma la squadra di Meo Sacchetti esce a testa alta da un confronto impari per le forze in campo (assente Travis Diener) e la cui disparità è stata acuita da un arbitraggio molto discutibile in larghi frangenti.

La partita ha vissuto più sulle alchimie difensive che sui giochi in attacco. Sassari sceglie di riempire l'area per limitare Andersen (comunque positivo, come sempre) e raccogliere più rimbalzi (tattica che paga: 45-35!) ma lascia più spazi sul perimetro; Siena invece imposta raddoppi sull'arco, per limitare i tiratori sassaresi e la circolazione per linee esterne, forte della maggiore preponderanza sotto le plance. La Dinamo gioca a lungo con la match-up e la zona 2-3 e raccoglie molto, perché riesce ad innervosire i tiratori senesi (polveri bagnate per entrambe le squadre). Buona parte dei punti per Siena arrivano dalle palle gettate al vento dalla Dinamo, perché i contropiedi sono al fulmicotone.

Col limitato apporto della panchina in termini di punti e personalità non si poteva raccogliere di più; la partita è stata gestita dalla terna arbitrale in maniera estremamente permissiva, e quando Siena ha il roster profondo che ha, spingere e strattonare paga sempre: più falli per i toscani e più tiri liberi per i sassaresi, ma grande rottura dei giochi della Dinamo e palle perse a pioggia per i colori sociali turritani.

Ciononostante ci sono tante note positive da sottolineare. Anzitutto la prova maiuscola di Mauro Pinton, che ha avuto il peso della regìa quasi tutto sulle sue spalle, e quando ha visto che i passaggi sull'arco e i pick and roll non andavano, ha bruciato i raddoppi in penetrazione, attirando aiuti dai flottaggi degli ospiti, ed è riuscito a scaricare la palla coi tempi giusti: 9 assist per lui, davvero un record fantastico. Altra nota assolutamente positiva è la verve di Quinton Hosley, MVP della partita e primo nella valutazione (22), per lui 15 punti, 11 falli subiti (altro record), 9 rimbalzi, 5 recuperi e 3 assist. Pazienza poi se ha un po' spadellato e ha perso qualche pallone di troppo (6), ma lui e Drake Diener erano gli osservati speciali della difesa avversaria, quindi ci sta. Positivo anche Easley, più motivato e tonico, e anche lo zio Vanja. Drake Diener dal canto suo è stato braccato come una preda di caccia: ha ricevuto più spinte e trattenute di tutto il resto della squadra messo assieme, logico che sparisse a lungo dal match.

Peccato. Peccato perché la partenza della Dinamo era stata degna di una finale playoff, e Siena è uscita dal guscio soltanto quando David Moss ha messo due triple consecutive che hanno dato il La al team di coach Pianigiani. La Dinamo da quel momento ha inseguito, accorciando spesso il divario: monumentale il secondo quarto (33-10 la valutazione) ma soprattutto il finale, quando con due triple servite a puntino ai compagni da Pinton, la Dinamo è arrivata al tiro del -3, ma la tripla di Hosley è stata rifiutata dal ferro.

Sassari torna in Sardegna a testa alta, conscia di avere detto la sua, ha confermato il suo buon momento di forma, e questa eliminazione deve essere vista anche positivamente: ora dobbiamo recuperare Travis e riposare un po' tutti, gli ultimi mesi sono stati tiratissimi, e c'è la sfida con Avellino da affrontare al Palaserradimigni col coltello fra i denti. Sarà difficile ribaltare il -17 patito in terra campana (questo è l'handicap della Dinamo: con le squadre pari classifica il gap è negativo), ma la vittoria serve e tanto per lanciare un finale di stagione tosto.

Nell'altro quarto di finale Milano si ritrova e batte Bologna con merito. Sei uomini in doppia cifra, una migliore gestione dei possessi più pesanti, ma ha pesato l'assenza di Beppe Poeta fra i felsinei.
Moss ai tempi di Jesi (2008)

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