lunedì 27 febbraio 2012

tre "bombe" da 3 in questa dura terra

26.4.2010: Dinamo- Edimes Pavia

IT'S A BEAUTIFUL DAY - 26 punti - Secondi in classifica, a una manciata di punti dalla Monte Paschi Siena, la regina incontrastata (per ora) del basket italiano. Apprezzamenti e rispetto da tutto l'ambiente cestistico italiano, Sacchetti intervistato su La7, i nostri ragazzi che danno spettacolo contro i campioni d'Italia alle Final Eight di Coppa Italia. Storia recentissima: la vittoria contro Sidigas Avellino che all'andata ci impartì una lezione di basket grazie a coach Frank Vitucci, con un pubblico che alla fine richiama a gran voce sul parquet i suoi beniamini, ed un Green che si dichiara profondamente colpito dai supporter biancoblu. Un esempio unico di correttezza e di attaccamento al club, fan presenti in ogni palazzetto sul suolo italico. Sembra un sogno, per favore non svegliatemi, quasi quasi non ci credo. Per tutti coloro che erano abituati a soffrire in Legadue, per chi ha conosciuto la B di eccellenza o addirittura la serie C nazionale (uno zoccolo duro di 2500 persone valorose sempre presenti da vent'anni al palazzetto), tutto questo rappresenta una bellissima favola. 
Eppure personalmente non riesco a gioire sino in fondo. Sì, non c'è che da entusiasmarsi per la felicità contagiosa della squadra, un collettivo cresciuto mentalmente vittoria dopo vittoria, per le loro feste e i giusti balli in un rinomato locale. Ma non riesco a non pensare, in questo momento, alla realtà desolante della mia città e della mia Isola.
"Hey there mister can you tell me what happened to the seeds I’ve sown 
Can you give me a reason sir as to why they’ve never grown 
They’ve just blown around from town to town 
Till they’re back out on these fields 
Where they fall from my hand 
Back into the dirt of this hard land..." 

"DOVE SONO FINITI I SEMI CHE HO PIANTATO?"
Qui da noi la crisi europea inserita in un contesto mondiale  ha colpito duro; l'Italia sta pagando le conseguenze più tragiche in termini di recessione e di perdita sanguinosa di posti di lavoro. Ci sono regioni molto più robuste che stentano ad andare avanti: la Sardegna è l'ultima ruota del carro e qui la recessione c'è da anni.  L'economia sarda non cresce dal 2009, sta a zero, a dirla tutta. L'industria è stata abbattuta da interventi scellerati e da crisi settoriali come quella del chimico. L'agricoltura boccheggia in una regione a tradizionale vocazione pastorale, dove tra siccità (non è piovuto da giugno fino a novembre inoltrato) si alterna alle gelate e alle piogge torrenziali, capaci di distruggere i raccolti e di mettere in ginocchio i pastori e i nostri contadini, tartassati dagli interessi bancari e dai mutui troppo alti. Il turismo rappresentava da sempre una posta attiva: ebbene, la Regione si sta prodigando per lanciare l'immagine turistica dell'Isola, uno dei più bei posti del Mediterraneo e forse dell'Europa intera. Sulla maglie della Dinamo è sponsorizzata la nostra bellissima Regione, ma chi arriverà in Sardegna insieme al bel tempo, tra crisi e caro traghetti? La concorrenza di Spagna, Grecia, Egitto, Croazia, Tunisia ecc. si fa ormai agguerrita: vacanze low cost a prezzi stracciati. I resort e i villaggi esclusivi restano una vacanza ambita ma per pochi.  Tutto questo significa impoverimento ulteriore e crisi nera per i lavoratori stagionali. 
Alla Sardegna, ancora una volta, restano solo le briciole!
Si vive ormai di solo terziario, Sassari è una città che si regge di servizi, piccolo commercio, addetti alle amministrazioni e poco altro. Non parliamo di edilizia perchè lì la situazione è tragica. Ovunque vetrine povere e negozi vuoti, reggono solo gli Outlet, forse i cinesi e quelli a basso costo: dov'è finita la mia città mercantile degli anni '70, piena di luci e di allegria? Dove sono i miei amici che incontravo in giro ? Chi aiuterà i nostri giovani laureati ormai costretti ad emigrare a Milano, Barcellona, Londra e Berlino ? Come è possibile risollevarsi da questa depressione ?
Questi sono gli interrogativi che mi pongo...siamo ai primi posti della serie A ma economicamente non valiamo una serie D regionale. Dimenticati da tutti, non abbiamo alcun peso sulle strategie nazionali: il problema Sardegna non interessa più a nessuno, nessun peso specifico della classe politica regionale, il Presidente Napolitano arriva, discute, annota e va via preoccupatissimo: non si aspettava neppure lui una crisi del genere, le implorazioni degli amministratori locali fanno paura. 
Ma in questo scenario assolutamente drammatico voglio postare tre video, tre clamorose voci che spezzano il silenzio, tre sardi indomiti che non si vogliono arrendere: l'operaio Eurallumina, la laureata specializzata che rifiuta uno stipendio da sottopagata, il contadino che rifiuta di vendere e si oppone così all'assedio delle multinazionali del turismo, in un posto paradisiaco che si chiama "Tuerredda, Teulada, estremo sud della Sardegna".
Loro ogni giorno mi commuovono e mi fanno sperare almeno per un momento in un ultimo, forse tardivo, sussulto di dignità

Atto di rivolta #1 : Antonello Pirotto non ce la fa a resistere da cassaintegrato, lui ha alzato la sua forte voce ma sappiamo che altri operai hanno pianto di fronte alle telecamere:
"Il mio territorio è distrutto!". 

Atto di rivolta #2Ovidio Marras resiste con le armi della legalità a coloro che vogliono acquistare la sua terra, a un passo dal mare:
"questo posto è il suo posto?" - "no, è di tutti".

Atto di rivolta #3: 

C'è chi dice no: Valeria Gentile
foto scattata da Valeria a San Pantaleo nel novembre 2010



il Carabiniere di Oristano "F", in Val di Susa per € 1300,00 al mese:


3/3/2012: aggiunti i Tamurita, from Casteddu, con Claudia "bentesoi" Aru

sabato 25 febbraio 2012

Il meglio (e il peggio) di una pazza Dinamo per il secondo posto solitario

Quintooooon ! 


Iniziamo col dire una cosa: la confusione in cui sono caduti molti giocatori oggi in campo è dovuta alla infelice terna arbitrale, che ha mostrato tutti i propri limiti tecnici cambiando continuamente metro di giudizio. Seghetti, Begnis e Lanzarini oggi si sono mostrati totalmente inadeguati alla massima serie. Dimenticatisi di contare i tre secondi in area e i cinque nelle rimesse, hanno permesso ogni tipo di botta, spinta e trattenuta nel primo tempo, cambiando diametralmente nel secondo. Nella trappola è caduta in primis la Dinamo (più falli sanzionati rispetto agli irpini), poi Avellino, che ha protestato vivacemente in almeno quattro occasioni (graziati Vitucci e Green, sanzionati invece Slay e Golemac). La Dinamo invece è stata brava stare zitta (ma ci stava quasi cascando Easley). Sassari e Avellino non meritano arbitraggi così indecenti: ecco il "peso" delle squadre non blasonate nella considerazione di LEGA, FIP e AIAP.

La partita è quindi andata avanti a strappi, con molte palle perse (40 in tutto: un oceano), e parziali devastanti prima da una parte e poi dall'altra. E' stata la concentrazione a mancare in campo oggi, e si è visto. Ciononostante è stata una partita avvincente, giostrata da due play (i due migliori del campionato) che assieme hanno smazzato 17 assist e hanno abbacinato la platea televisiva con tutta la loro classe cristallina. Incredibile Marques Green (MVP della partita), il quale non ha avuto un minuto di riposo (40' tondi per lui, e un cuore enorme), ha segnato 19 punti, dato 9 assist e ha fatto segnare chiunque aprendo contropiedi fulminanti: la sua visione di gioco e il suo ball-handling gli permettono numeri di alta scuola davanti a chiunque; il fatto che la Dinamo abbia ruotato 5 giocatori per marcarlo la dice lunga. Altrettanto fantastico Travis Diener, distratto nel primo tempo, ma stratosferico nel terzo parziale, nel quale ha segnato 15 dei suoi 17 punti, dando il LA al primo allungo deciso per la Dinamo (8 assist per lui oggi).

Avellino oggi giocava, è doveroso ricordarlo, una partita ad handicap: Spinelli ancora a mezzo servizio, Dean fuori per infortunio (è il 5° marcatore assoluto del campionato), e ancora Slay che si fa cacciare dagli arbitri e infine Johnson che cade male e zoppica per tutto l'ultimo periodo. Eppure la squadra di coach Vitucci ha mostrato attributi grandi come una casa e un gioco sempre intenso in difesa (ottima la copertura sulle linee di passaggio della Dinamo) e spigliato in attacco, dove i passatori sono due, Green e Golemac, un tuttofare. Noi non sappiamo come sarebbe andata la partita oggi se gli irpini fossero stati tutti a posto e meno nervosi, ma raccogliamo una vittoria che pesa tantissimo anche se non vale oro, perché la differenza canestri negli scontri diretti è a favore dei biancoverdi.

Resi i dovuti onori agli ospiti, squadra speculare nella struttura rispetto alla nostra compagine, passiamo a valutare i nostri giocatori. Detto di Travis Diener, non possiamo che tessere le lodi più sperticate per Quinton Hosley e Drake Diener. Il primo ha fatto il solito mega lavoro difensivo (ha preso spesso anche Green) oggi impreziosito anche da tre stoppate (di cui una incredibile), e ha aggiunto una prestazione tosta anche dall'altra parte giocando nella doppia dimensione della penetrazione e del tiro da fuori; ha letto bene la difesa ospite ed è stato il rebus che ha mandato in tilt le alchimie difensive di Vitucci, perché quando ben marcato la metti dentro per gli altri è davvero dura stare in campo. Hosley è stato anche il miglior rimbalzista per i sassaresi e ha messo la ciliegina sulla torta con un sontuoso 34 di valutazione. Drake ha segnato tanto ed è stato importante perché ha distribuito i suoi punti in tutta la partita, pronto a prendersi responsabilità quando il momento lo richiedeva. Con un Pinton evanescente dopo la splendida figura in Coppa Italia, Metreveli, Plisnic e Easley oggi sono stati in ombra, ma tenere duro contro la coppia Golemac/Johnson è davvero difficile, e allora è stato il capitano Vanuzzo ad alzare il volume della radio, giocando - visto che c'era - anche la partita di Brian Sacchetti (20 secondi soltanto per lui, ingiudicabile). E infine Jack Devecchi, che per tenere Green ha sbattuto contro i blocchi granitici di Linton Johnson ma non è mai caduto per terra.

Le statistiche parlano di un 89-75 nell'indice di valutazione complessivo, 20 falli fischiati ai locali e 17 agli ospiti, poi una prevalenza nei rimbalzi per gli irpini (40-31), ma soprattutto di un 15/26 nel tiro da 3 punti per i locali che ha pesato tantissimo; questo 57,7% è meglio addirittura del 51,2% nel tiro da 2 degli ospiti, ed è frutto come al solito di una buona circolazione di palla (nonostante la difesa arcigna di Avellino).

Che si può aggiungere? Diciamo che oggi abbiamo assistito ad una battaglia, il pubblico (ennesimo sold-out nonostante la diretta televisiva su LA7) ha sofferto tantissimo ma ha sostenuto la squadra alla grande, e soprattutto quando, risalita Avellino dal -19 al -4, tutto sembrava perso. Ora ci sarà un mese di passione: il turno di riposo, due trasferte, e in mezzo a queste la pausa dell'All Star Game. Diciamo che arrivare a tutto questo col secondo posto solitario in classifica è davvero meglio di quanto non ci si potesse aspettare. Un'ultima cosa: oggi la Dinamo ha capito cosa significherà il finale di stagione e le partite che nell'ultimo mese (e speriamo anche nei play-off) si giocheranno; beh, saranno proprio toste come questa, e non bisogna abbassare la guardia mai e poi mai.

Sesta vittoria di fila, ragazzi, e festa per coach Sacchetti, alla centesima panchina con la Dinamo.


Si ringrazia Nicola "Crazynik84" realizzatore dei video su youtube.com

domenica 19 febbraio 2012

Siena alza la Coppa, l'Italia si annoia

bellissimo ricordo fotografico delle FinalEight: 

Altra partita gestita a sportellate, stavolta da entrambe le parti, altro arbitraggio permissivo, altra vittoria di Siena, che ha mani migliori e piglio giusto. Oggi la compagine toscana ha gestito in maniera impeccabile i ritmi di gioco, correndo con Mc Calebb e rallentando con Zisis (mi è piaciuta di più in questa seconda veste), e ha ucciso una partita vinta soprattutto con la difesa sul perimetro nei primi tre quarti. Cantù ha trovato i tiri pesanti quando i buoi erano scappati dalla stalla, e non avendo un play puro ha pagato dazio. E' il fosforo ciò che manca a Cantù: che gioca bene a memoria ma non sa improvvisare (ecco perché la Dinamo ha fatto migliore figura).

Siena alza la quarta coppa consecutiva, e l'Italia si annoia davanti ad un team che uccide le partite per manifesta superiorità davanti, e a forza di spintoni e strattonamenti a ripetizione dietro (arbitraggio abbastanza discutibile oggi per il disequilibrio nel valutare le stesse botte da orbi che si son viste). Immenso, e meritatamente MVP della manifestazione, David Andersen, top scorer, miglior indice di valutazione, ma soprattutto una dimensione dentro-fuori stratosferica: sa fare canestro in appoggio, sa tirare dalla media, sa punire dalla lunga, e pazienza se non ha più la reattività di un tempo sulle gambe, è più forte ora di quando era giovane. Accanto a lui un Lavrinovic che ha la stessa doppia dimensione, e oggi l'ha fatto vedere: i vari Marconato, Shermadini e Brunner davvero poco hanno potuto contro questi due maestosi giocatori (il migliore forse è stato proprio l'ex Montegranaro, più rapido ed esplosivo sulle gambe). Detto dei due centri di Siena e dei due play, annoveriamo l'ennesima prova mostruosa di David Moss, capace di punire le sclete in raddoppio proprio sui centri della difesa lombarda: i suoi tiri piedi a terra dagli scarichi sono esiziali, ma oggi ci ha messo pure canestri in palleggio-arresto-tiro da manuale. Per gli altri solo gioco (sporco, col permesso della terna amica) di appoggio.

Cantù ha trovato il suo gioco quando Siena si è un attimo seduta. Annullati nel primo tempo Micov e Markoishvili (0 punti per entrambi al 20'), chiuso perennemente Basile e braccato Mazzarino, Cantù non ha avuto i tiri da fuori che le permettono di spaccare in due le partite. Forse il migliore è stato Brunner (che picchia molto), come detto, mentre l'innesto di Perkins ha tolto più che aggiungere qualcosa ai giochi di coach Trinchieri. Cantù è stata annullata nelle sue armi preferite, e il merito è di Pianigiani, attento come sempre a tarpare le ali alle squadre opposte dove esse giocano meglio. Paradossalmente è stata la Dinamo, fra le tre battute dai toscani, la squadra che ha creato più problemi.

Chiusa la parentesi Coppa Italia, è il momento di ripartire, in un campionato che deve ancora recuperare tutte le partite rinviate per il maltempo. La prima palla a due sarà sabato pomeriggio, a Sassari, per l'importantissima sfida Dinamo-Avellino. Travis Diener è dato in ripresa, e non può che farci piacere. E allora appuntamento a sabato pomeriggio, ore 16:10 su LA7, sperando che il futuro porti qualche altra squadra ad alzare i trofei tricolori, perché per quanto possa essere bello apprezzare la superiorità della Mens Sana, effettivamente è un po' noioso vedere sempre lo stesso film. La pallacanestro italiana ne ha bisogno.

Siena-Cantù, la finale infinita


Non so se sia preponderante il fascino nel vedere l'ennesima sfida fra le due compagini dominanti in Italia oggi, o invece lo sia la noia per i tifosi delle altre squadre per il fatto che finisce sempre così, fatto sta che ancora una volta il derby toscano-lombardo chiuderà le danze dell'ennesima competizione tricolore.

Ieri abbiamo assistito a grandi partite di pallacanestro. La sfida Milano-Siena è stata la più ricca di spunti tecnico-tattici, tutti di primissimo livello. Scariolo dopo un avvio mostruoso dei senesi ha trovato il bandolo della matassa facendo accomodare sulla panca Bourousis e ha pescato dalla panchina un Melli concreto; abbassando poi il quintetto ha creato più di un problema difensivo alla formazione toscana: la maggiore rapidità milanese ha portato a tanti extra possessi soprattutto coi rimbalzi offensivi degli esterni in casacca bianco-rossa, e la partita è tornata subito in equilibrio. Milano è riuscita anche a mettere il naso avanti grazie a un Gentile ispirato e con la faccia tosta e con tanti ma tanti assist ha giocato ad un livello eccellente. E' stato in quel momento che Pianigiani (che ha avuto nella prima parte della partita tanti punti dal quintetto e pochi dalla panchina) ha dovuto smettere di rincorrere le alchimie di Scariolo, e ha alzato il quintetto mettendo Lavrinovic (il ritorno della giornata) a fianco di Andersen: le due torri hanno chiuso i battenti della difesa in area, e quando Mc Calebb ha innestato il turbo a suon di recuperi e penetrazioni la musica è cambiata, anche se solo sul finale. MVP della partita è stato David Andersen: ormai è diventato immarcabile. Triple, ottima visione di gioco con scarichi sull'arco post-raddoppio, movimenti sul perno da manuale e tiro morbdio dalla media e dalla lunga. Ricordo quando giunse tanti anni fa col fratello proprio in Italia: esile, più reattivo ma ancora senza quella forte personalità ed esperienza che ora invece fanno di lui uno dei migliori giocatori nei campionati e coppe europee. Un'arma devastante.

Bella partita, davvero: gli stessi telecronisti hanno letto bene le tattiche e si sono esaltati per le giocate messe in campo dalle due squadre. Milano è in netto recupero dopo qualche bastonata di troppo patita in campionato e in Eurolega, e la mia opinione è che continuando su questa strada il campionato forse cambierà padrone, con lo scudetto che verrà di nuovo cucito sulle maglie della formazione più blasonata d'Italia. Il lavoro di Scariolo si sta vedendo, e il recupero pricologico dei giocatori milanesi è evidente. Forse il solo Nicholas è un po' indietro, ma se si rimette a posto anche lui sarà dura per ogni avversario marcarlo, è già difficile affrontarli così. Tutto questo fa onore alla vittoria della Dinamo al Forum di Assago e alla prestazione dei sassaresi nella partita con Siena. Anche noi siamo sulla buona strada in un campionato più equilibrato e duro rispetto a quello dello scorso anno.


Nell'altra semifinale chi scrive si aspettava una affermazione di Pesaro, invece è stata ancora Cantù a prevalere, e con merito. La formazione di coach Trinchieri ha dominato metalmente e fisicamente la gara, prendendo molti più rimbalzi e smazzando un'infinità di assist. Nelle partite fisiche giocatori come James White spariscono con vergogna: lo sa bene la Dinamo che proprio contro Milano nei playoff scorsi vide il proprio idolo sparire sotto la marcatura asfissiante dei milanesi. Pesaro ha avuto qualcosa dai soli Hackett e Jumaine Jones, e ha attaccato male il ferro. Cantù invece dal canto suo ha tirato con ottime percentuali dentro l'arco. Non è stata una partita bella come la precedente (43 palle perse in totale), però si è visto un gioco durissimo. Cantù ha fatto molti falli in più dei pesaresi, attuando quel gioco "stile Eurolega" la cui tattica paga dazio con arbitraggi permissivi, e la panchina lunga (arma in più dei canturini rispetto ai pesaresi) ha fatto la differenza. Direi che l'MVP in questa gara è stato Giorgi Shermadini, giocatore sempre condizionato dai falli (alcuni frequentemente esagerati e cattivi), ma come dicevamo se l'arbitraggio è appena permissivo la sua mole spazza via (quasi) chiunque. Un'altra cosa importante da rimarcare sono i due falli antisportivi fischiati a Pesaro nei minuti finali, non aggiungo commenti.

Cantù quindi arriva dove voleva essere: a sfidare ancora una volta la sua rivale di questo lustro. Nella partita odierna, che si giocherà alle 17:00, vedo favorita Siena ma solo per una cosa: l'aver avuto nella quattro giorni infernale della Final Eight una giornata intera di riposo. Siena dopo la vittoria con la Dinamo infatti ha riposato venerdì. Cantù invece essendo nella parte bassa del tabellone ha giocato venerdì, ieri, e ora giocherà anche oggi, e il fatto che ha nel roster giocatori abbondantemente sopra i trenta anni potrà forse pesare.

sabato 18 febbraio 2012

Final Eight. Cantù e Pesaro: avanti

AVVISO IMPORTANTE: oggi 18/2 il Sant'Orsola donne si gioca buona parte del suo campionato contro S.Salvatore Selargius. Le ragazze vanno a sfidare la prima della classe, corazzata per la sua categoria perché infarcita di giocatrici di serie superiore. Siete pregati di presenziare alle ore 18:00 nella solita palestra "bunker" di via Poligono. 
Forza ragazze ! 


Dopo una prima giornata più combattuta, ieri abbiamo assistito a due partite completamente diverse in cui le favorite non hanno penato molto per passare il turno.

Nella prima partita Pesaro ha regolato i conti con Venezia con un tondo 90-70, frutto di un ottimo avvio cui è seguita una gestione oculata del vantaggio. Venezia non è mai stata davvero in partita, o se lo è stata ha detto davvero poco. Fra una critica e l'altra (per. es. Pozzecco: "Non me ne voglia coach Mazzon, ma cinque afro in quintetto..." ecc.) Venezia ha mostrato che quando si corre molto (e Pesaro è maestra in questo gioco) paga dazio. 111-59 l'indice di valutazione complessivo, sei uomini in doppia cifra, 21 assist e ottime percentuali dal campo: ecco come ha vinto Pesaro. James White è stato l'MVP della partita, e la sua unica pecca è stata il troppo protestare ad ogni contatto subito; fare queste figure da primadonna che esige protezione per grazia divina è davvero insensato. Ottima la gestione di gara di coach Dalmonte. Venezia invece ha vissuto soltanto di individualismi.

Nell'ultimo quarto di finale Cantù ha frullato Avellino, che aveva Spinelli in condizioni precarie, ed infatti quando Green (il cui avvio fulminante ha portato gli irpini avanti in apertura) ha perso smalto per il troppo tempo passato sul parquet, la squadra di coach Vitucci ha perso mordente e ha finito per ricevere una punizione forse eccessiva. 99-70 il risultato, 110-60 l'indice di valutazione. Cantù ha fatto girare la palla magicamente: 23 assist, e così ha preso quasi sempre buoni tiri, infatti le percentuali sono state molto elevate; ha vinto poi la battaglia sotto le plance (37-25), la sua unica pecca è stata il saldo negativo perse-recuperate (21-6, ma nessuno è perfetto). MVP è stato il play tascabile Marcus Green, il quale in 39 minuti ha fatto pentole e (quasi) coperchi: 24 punti, 5 assist ma soprattutto 8 rimbalzi (ed è alro 168cm!).

Stasera le semifinali. Siena-Milano vede favoriti i campioni in carica (tre Coppe di fila e campioni d'Italia) ma il pronostico a mio avviso non è chiuso. Sta tutto nell'atteggiamento mentale delle scarpette rosse: se coach Scariolo riuscirà a tenere salde le redini della concentrazione (vera pecca del team quest'anno) avremo una partita equilibrata, altrimenti Siena passerà come un rullo compressore, al solito.

La seconda semifinale, Pesaro-Cantù, sarà la vera sfida. Non c'è un favorito, e forse l'unica cosa che potrà sportare gli equilibri è l'età all'anagrafe di alcuni giocatori: Cantù ha alcune carneadi che potranno risentire degli impegni ravvicinati (giocare due giorni in fila è dura, figuriamoci se si va in finale, saranno tre). La chiave della sfida a mio avviso sarà nel gioco sotto canestro, perché negli esterni le squadre sono entrambe forti ed equlibrate. Questa è la partita più interessante.

Nel frattempo la Dinamo tira le somme della sua breve avventura in terra piemontese. Coach Sacchetti ha espresso soddisfazione per la prestazione dei suoi ma anche rammarico per l'assenza del nostro faro Travis Diener, ma ha sottolineato l'importanza di questo confronto, facendo capire che va bene giocare ed esaltarsi in casa, ma anche le partite toste fuori dalle mura amiche servono per crescere. E infatti questa partita è servita alla Dinamo per amalgamarsi meglio. In crescita abbiamo detto c'è Mauro Pinton (recordman delle Final Eight per assist in singola partita: 9) e l'intesa nella difesa a zona, ora più tonica e cinica. Il campionato è lungo e l'accesso ai playoff più difficile: 30 punti potrebbero non bastare. Avellino all'orizzonte: ecco l'obiettivo da mettere nel mirino. Squadra speculare rispetto alla nostra nella struttura e nei giochi (tanto pick and roll, tantissima corsa), gioca senza remore con chiunque, come noi.
Latara Darrett e Abiola Wabara (Cus Cagliari) hanno ben 
figurato al ALL STAR GAME femminile svoltosi a Parma...

giovedì 16 febbraio 2012

Final Eight: passano Siena e Milano

fotografie di Luigi Canu
Jeanene Fox e la Coppa Italia

E' durata solo un pomeriggio l'avventura della Dinamo in quel di Torino. Il pronostico (chiuso) è stato rispettato ma la squadra di Meo Sacchetti esce a testa alta da un confronto impari per le forze in campo (assente Travis Diener) e la cui disparità è stata acuita da un arbitraggio molto discutibile in larghi frangenti.

La partita ha vissuto più sulle alchimie difensive che sui giochi in attacco. Sassari sceglie di riempire l'area per limitare Andersen (comunque positivo, come sempre) e raccogliere più rimbalzi (tattica che paga: 45-35!) ma lascia più spazi sul perimetro; Siena invece imposta raddoppi sull'arco, per limitare i tiratori sassaresi e la circolazione per linee esterne, forte della maggiore preponderanza sotto le plance. La Dinamo gioca a lungo con la match-up e la zona 2-3 e raccoglie molto, perché riesce ad innervosire i tiratori senesi (polveri bagnate per entrambe le squadre). Buona parte dei punti per Siena arrivano dalle palle gettate al vento dalla Dinamo, perché i contropiedi sono al fulmicotone.

Col limitato apporto della panchina in termini di punti e personalità non si poteva raccogliere di più; la partita è stata gestita dalla terna arbitrale in maniera estremamente permissiva, e quando Siena ha il roster profondo che ha, spingere e strattonare paga sempre: più falli per i toscani e più tiri liberi per i sassaresi, ma grande rottura dei giochi della Dinamo e palle perse a pioggia per i colori sociali turritani.

Ciononostante ci sono tante note positive da sottolineare. Anzitutto la prova maiuscola di Mauro Pinton, che ha avuto il peso della regìa quasi tutto sulle sue spalle, e quando ha visto che i passaggi sull'arco e i pick and roll non andavano, ha bruciato i raddoppi in penetrazione, attirando aiuti dai flottaggi degli ospiti, ed è riuscito a scaricare la palla coi tempi giusti: 9 assist per lui, davvero un record fantastico. Altra nota assolutamente positiva è la verve di Quinton Hosley, MVP della partita e primo nella valutazione (22), per lui 15 punti, 11 falli subiti (altro record), 9 rimbalzi, 5 recuperi e 3 assist. Pazienza poi se ha un po' spadellato e ha perso qualche pallone di troppo (6), ma lui e Drake Diener erano gli osservati speciali della difesa avversaria, quindi ci sta. Positivo anche Easley, più motivato e tonico, e anche lo zio Vanja. Drake Diener dal canto suo è stato braccato come una preda di caccia: ha ricevuto più spinte e trattenute di tutto il resto della squadra messo assieme, logico che sparisse a lungo dal match.

Peccato. Peccato perché la partenza della Dinamo era stata degna di una finale playoff, e Siena è uscita dal guscio soltanto quando David Moss ha messo due triple consecutive che hanno dato il La al team di coach Pianigiani. La Dinamo da quel momento ha inseguito, accorciando spesso il divario: monumentale il secondo quarto (33-10 la valutazione) ma soprattutto il finale, quando con due triple servite a puntino ai compagni da Pinton, la Dinamo è arrivata al tiro del -3, ma la tripla di Hosley è stata rifiutata dal ferro.

Sassari torna in Sardegna a testa alta, conscia di avere detto la sua, ha confermato il suo buon momento di forma, e questa eliminazione deve essere vista anche positivamente: ora dobbiamo recuperare Travis e riposare un po' tutti, gli ultimi mesi sono stati tiratissimi, e c'è la sfida con Avellino da affrontare al Palaserradimigni col coltello fra i denti. Sarà difficile ribaltare il -17 patito in terra campana (questo è l'handicap della Dinamo: con le squadre pari classifica il gap è negativo), ma la vittoria serve e tanto per lanciare un finale di stagione tosto.

Nell'altro quarto di finale Milano si ritrova e batte Bologna con merito. Sei uomini in doppia cifra, una migliore gestione dei possessi più pesanti, ma ha pesato l'assenza di Beppe Poeta fra i felsinei.
Moss ai tempi di Jesi (2008)

domenica 12 febbraio 2012

Dinamo da sogno. Vittoria stellare, e sono cinque!

*La rosea si accorge della Dinamo
*Roberto Arcidiacono commenta su basketlive.it
*sconcerto meneghino sul forum di Sportando.net
*Qui la cronaca della partita di Nando Mura, ex cestista e grande tifoso del Brill Cagliari dei tempi che furono
* Basketinside elogia la Dinamo
Notizia simpatica riguardante il signor arbitro internazionale Paternicò (proprio quello di EA7 Milano-Dinamo)

Il capolavoro di Meo Sacchetti, la serata mostruosa di Quinton Hosley, la freddezza dalla lunetta. La Dinamo vince con grande merito una partita iniziata col grave handicap dell'assenza di Travis Diener (non c'è giocatore nell'intero universo che abbia mancato più partite contro l'Olimpia Milano) e allunga a cinque la striscia vincente, agganciando al secondo posto della graduatoria la stessa Milano e poi Bologna, sconfitta ieri da una Cremona indiavolata.

Una Dinamo da urlo, da sogno, una partita quasi perfetta giocata col piglio di chi sa cosa fare e lo fa a testa alta, senza paura, e con una difesa che ha prodotto raddoppi su tutte le palle giocate dai padroni di casa in pivot basso, che ha braccato sul perimetro (2 su 19, una miseria) i forti tiratori di coach Scariolo, il quale ha raccolto solo (e tanto, ma non abbastanza) dai giochi sui pick and roll. Serata allucinante per gli arbitri, che hanno scontentato tutti, ma proprio tutti, con fischi ribaltati figli di un tasso tecnico limitato (è dura, ma è così). Milano non è riuscita a volare sulle ali dell'entusiasmo, dopo le due precedenti vittorie (quella di Eurolega di questa settimana pesa tonnellate), e ha dovuto chinare il capo. Il solo Bremer supera la sufficienza nei voti, e forse, ma risicata, la si può dare al giovane Alessandro Gentile. Poi il buio, un buio pesto.

Per la Dinamo invece una grande luce, e una standing ovation per tutti, ma menzione d'onore per il miglior Quinton Hosley della stagione: non è un caso se ha giocato nel Real Madrid e se in Turchia ha avuto l'MVP della stagione (lo stesso anno in cui ci giocò James White). In questo blog abbiamo più volte criticato lo statunitense con passaporto georgiano, ciò perché le sue amnesie avevano creato più di un problema alla squadra. Ma Hosley, in silenzio, dopo un periodo difficile (ricordate i due palloni tirati agli arbitri?) e con la fiducia di tutta la squadra attorno, ha ripreso in mano se stesso partendo dalla difesa e ora sta squassando le partite anche in attacco. Oggi per lui 31 punti, 3 triple, 6 rimbalzi e 2 assist, ma soprattutto la leadership di cui oggi la Dinamo abbisognava data l'assenza di Travis Diener.

A proposito di Diener, oggi l'altro (Drake) è venuto fuori alla distanza: raddoppiato in ogni azione sin dall'inizio (infatti ha spadellato dall'arco: 0/6), ha atteso con pazienza il suo momento, e nel finale ha attaccato ogni possesso, attirando le attenzioni della difesa, subendo falli a ripetizione e chiudendo il conto dalla lunetta. Ottimo anche lui. In doppia cifra poi è salito anche Tony Easley, che quando è riuscito a ricevere palla (Milano ha raddoppiato bene) ha prodotto punti, anche dalla lunetta, col solo neo del non aver catturato nessun rimbalzo (un record negativo, per lui). Solido oggi Pinton, chiamato a non far rimpiangere il play di Fond Du lac: Mauro infatti è stato il miglior assist-man dell'intera partita (4 per lui) e ha messo pure due triple (delle quali una un po' fortunosa, ma ci sta: Milano nella scorsa stagione ne ha messe ben due di tabella proprio contro la Dinamo). Poco spazio per Tony Binetti, invece, giusto qualche minuto per far rifiatare i compagni. Devecchi, Sacchetti e Vanuzzo hanno messo la solita sostanza, difendendo a muso duro sui diretti avversari, soprattutto Brian è stato determinante perché ha impedito a Mason Rocca di attuare quel gioco sporco che tanto giova alla squadra di Scariolo (fra l'altro Rocca è uscito per 5 falli: chiedete a Drake). Metreveli e Plisnic oggi sono stati un po' in ombra, accontentandosi di eseguire (invero bene) i giochi per i compagni (ma rimarchiamo i 4 rimbalzi offensivi dell'italo-georgiano Nika).

La ruvidità difensiva della Dinamo ha prodotto ben 19 palle perse per Milano, questo non l'avevamo detto, e l'82-67 nell'indice di valutazione racconta bene com'è andata. Peccato per la sconfitta pesante dell'andata, perché la Dinamo è sotto nello scontro diretto (e rischia di esserlo con altre pari-classifica), ma sinceramente oggi non ci interessa poi tanto, i conti si faranno alla fine. Oggi abbiamo tutti una gioia che forse sta facendo trascendere chi scrive in questo momento, ma non fa niente.

La Dinamo ora non tornerà a casa, resterà al nord per andare subito a Torino per la Final Eight. Non sappiamo se Travis Diener sarà della partita, ma non è la cosa che conta oggi: perché se questa Dinamo terrà a bada paure e timori reverenziali, per batterla le altre squadre dovranno sudare, e tanto, e magari sputare un po' di sangue. Ma soprattutto dovranno correre, perché "i vagabondi come noi sono nati per correre", appunto:



Ed è questo il vero inno della Dinamo, con tanti saluti agli amanti del nostrano Ligabue !


sabato 11 febbraio 2012

HUMAN WHEELS


questo è il collettivo

questo è il Commando
"Human wheels spin round and round
While the clock keeps the pace
Human wheels spin round and round
Help the light find my face"

C'è un treno lento - a slow train coming - che avanza sicuro nei boschi innevati del Wisconsin, arriva da lontano, dal Minnesota e poi questa linea merci va verso il Michigan, verso ovest e magari punta verso nord in Ontario, Canada. Con un balzo il treno salta l'Oceano e porta questi pazzi americani fino all'Europa e ai palazzetti del Vecchio Continente. This crazy americans, eroi giramondo in grado di giocare su qualsiasi campo, Italia, Spagna, Grecia o Turchia poco importa, sono ruote umane che macinano chilometri sul parquet.
Sono ruote umane quelle di Quinton Hosley, DNA da difensore ma col vizio insano del tiro dal perimetro o dalla media, capace di sfiancare l'avversario al limite del fallo fino a strappare un applauso entusiasta del coach a bordo campo. Ruote umane a trazione 4x4 anti-neve sono quelle di Travis e Drake Diener, quest'ultimo un giocatore totale come se ne sono visti pochi in questi paraggi. Forse  Trent Whiting, altra categoria (Legadue) ed altro fisico, era capace di difendere duro, recuperare, trovarsi in posizione sul rimbalzo, reimpostare l'azione e contemporaneamente trovarsi lucido al tiro. Un uomo capace di correre da un punto all'altro del parquet e di costruire ottimi pupazzi di neve per prendere in giro il capitano Manuel. Uno dei pochi americani con un figlio sassarese. 
Ma ruote umane sono anche quelle di Manuel Vanuzzo, lui che diceva di essere rotto e che invece marcia spedito come un auto d'epoca, rimessa, campo, difesa dura sul lungo, poi transizione, scarico e la palla che magicamente nelle sue mani entra sempre; ruote umane che a volte (ma raramente) falliscono la schiacciata; e ruote umane sono quelle di Brian Sacchetti - perennemente sotto l'occhio vigile e implacabile del genitore che non gliene perdona una; lui, Brian, che attacca e quando perde palla chiede scusa e alza il braccio, abbraccia il compagno, dimostrazione perfetta di un collettivo unico fatto di tante umili personalità che bene si incastrano con quelle delle stelle americane venute da ovest. Ruote umane sono quelle di Tony "slim" Easley, l'unico pivot ballerino su questo pianeta, l'unico giocatore che segna e ride, un grillo sotto i canestri che ci mette l'anima al servizio della squadra e che neppure fiata se la panca lo chiama. Vanja Plisnic è l'unica ruota umana davvero esperta di coltellini e carne arrosto alla sarda, l'unico giocatore della Dinamo che ha indossato la tuta biancoblù in Serbia venendo scambiato per un giocatore della Dinamo Zagabria, uno che ora quando mette la bomba alza il dito e fa il segno del tre, manco fosse un comune arbitro. Human Wheels erano quelle di Brent Lamar Darby, che rivediamo in un bellissimo video di CrazyNick84 giusto per capire da dove siamo partiti e quali e quanti mattoncini sono stati necessari all those years per costruire questa straordinaria impresa. Lui ora guarda e sorride, vorremo che tu fossi qui caro amico Brent, a giocare e difendere duro come sempre. 
Ruote umane fanno girare la tifoseria, sempre al fianco della Dinamo, macinando chilometri, sfidando l'inverno, esultando nella vittoria e inghiottendo rabbia come fosse saliva nella sconfitta. 
C'è un treno lento per tutti noi folli scatenati testimoni dell'impresa, in mezzo alla neve o sotto un sole abbacinante poco importa, disposti a metterci la faccia e dimostrare che qui, in questa Terra antica battuta da venti capaci di piegare alberi e riarsa dal sole, HIC SUNT LEONES
Noi ora andiamo a sfidare Milano e Siena, l'eccellenza del basket italico, sicuri che stavolta nessuno ci snobberà dall'alto in basso, ma ci guarderanno con deferenza e rispetto. 
E guai a chi non ci crede !


canzone consigliata: Human Wheels, John "Cougar" Mellencamp, 1993
  pillole: 

Omar Thomas non poteva giocare in A con Brindisi 

(1)casini (non l'Onorevole...) (2)a Caserta
e relativo video:

domenica 5 febbraio 2012

Sconfitta Cremona 91-76. Vittoria spumeggiante, e sono quattro!


La Dinamo con Emergency  
il vostro SMS al 45508
In settimana quando è giunta la notizia che Cremona sarebbe arrivata a Sassari priva di Slokar, con Roderick in fuga e il nuovo Jason Rich da inserire all'ultimo momento, tutti hanno pronosticato una vittoria ampia per la Dinamo. Così è stato, ma fra alti e bassi. Non è facile giocare contro le squadre di Attilio Caja, i suoi ingranaggi difensivi tendono a stritolare gli attacchi avversari, e la Dinamo oggi ha avuto più di un attimo di confusione. Cosa fa la differenza allora? Semplice: avere dei giocatori di razza, e quando attorno a loro la squadra prende fiducia il meccanismo è esiziale.

Oggi Travis Diener, che ha avuto più minuti del solito, ha fatto capire cosa significa giocare da playmaker con una visione del gioco superiore. 9 assist (sui 22 della squadra, tantissimi) a fronte di una sola palla persa (anche qui è andata benissimo: solo 9 in tutto, contro le 16 degli ospiti), il metronomo dei ritmi di gioco in mano con sicurezza, e leadership anche in difesa, dove ha parlato (dalla tribuna si è sentito molte volte) indicando come coprire sui giochi degli ospiti. Oggi Travis Diener ha dato una lezione di pallacanestro a 360°, e ha portato la squadra a raggiungere il traguardo delle quattro vittorie consecutive in campionato, record per la Dinamo da quando è nella massima serie.

Peccato che Avellino e Venezia abbiano vinto fuori casa (a Treviso la prima, a Cantù la seconda), perché stasera staremmo guardando altrimenti una classifica ancora più luminosa.

Come ha vinto la Dinamo oggi? Detto della difesa di Cremona, arcigna e fisica, la Dinamo ha vinto anzitutto dalla stessa parte del campo, attaccando quella difesa facendo girare coi tempi giusti la palla: quei 22 assist di cui parlavamo ne sono l'indicatore più preciso; ha vinto poi anche dall'altra parte, e cioé in difesa, perché i ragazzi di Meo hanno ripagato con la stessa moneta gli ospiti, ringhiando, ma soprattutto impedendo all'attacco cremonese di innescare la sua arma più devastante: Marko Milic. Ben quattro palle gli sono state servite sulle gambe dai compagni, le cui linee di passaggio sono state chiuse perfettamente dai sassaresi, e quando Marko ha ricevuto qualche buon pallone i raddoppi sono stati esiziali, soprattutto quando è entrato in campo Vanuzzo (che lo ha quasi annullato). Cremona per il resto ha vissuto di reattività, quella degli esterni (positivo l'esordio di Rich, catapultato in una situazione difficile da gestire), e di ultra possessi generati da tanti rimbalzi (40 a 31 il saldo per gli ospiti). Poi poco altro.

Passando ai singoli e detto della prestazione maiuscola di Travis Diener, annoveriamo l'ennesima prestazione solida del cugino Drake, oggi più preciso dall'arco e con 5 rimbalzi nel carniere, i due cugini terribili anche oggi hanno lasciato il segno. Hosley oggi è tornato a litigare col canestro, ma 5 rimbalzi e la sua difesa impressionante su Lighty hanno dato inerzia alla squadra. Lo zio Vanja dal canto suo è tornato a martellare il canestro da fuori (3 triple e 2 quasi triple), pagando dazio sotto le plance, dove anche Easley ha fatto vedere poco.

Oggi però è la panchina ad aver fatto scintille: 34 punti complessivi, e Devecchi, Sacchetti Jr e Vanuzzo hanno non solo infilato due triple a testa, ma chiuso la saracinesca in difesa, ciò ha comportato il mancato ingresso di Nika Metreveli (come successe a Vanuzzo prima, e Sacchetti Jr poi). Pinton invece ha fatto poco, ma perché non era in ritmo e un po' indietro come condizione, visto l'infortunio che lo ha tenuto fuori dai giochi per un po'.

Sei uomini in doppia cifra per la Dinamo, cinque per Cremona; 99 a 82 l'indice di valutazione, tanta corsa, giocate in campo aperto, ribaltamenti, triple... peccato solo che i tre arbitri abbiano voluto lasciare una firma sulla gara provvedendo a far innervosire i giocatori, fra l'altro punendo soltanto quello che ha protestato con minore enfasi: Drake Diener, reo di aver allargato le braccia dopo aver subito uno spintone (e segnato la tripla). Nessuno è perfetto. Non lo è neanche la tifoseria organizzata, che oggi è scesa al livello di quella canturina, insultando gratuitamente un giocatore (il quale fra l'altro non aveva fatto niente di male in campo): Daniele Cinciarini. Per quanto ci possano essere stati (qui sto ipotizzando) dei precedenti, oggi non abbiamo fatto bella figura. Peccato, proprio oggi che nella rivista distribuita al pubblico c'era la bella notizia che la Dinamo è prima nella Coppa Disciplina, questo lascia un po' l'amaro in bocca.

Domenica prossima la Dinamo vola a Milano, dove troverà una Emporio Armani che pare aver recuperato personalità, vista l'importante vittoria in quel di Casalecchio. Poi le Final Eight, l'importantissima partita con la Sidigas Avellino, e infine la pausa.


time-out Dinamo:

il "Carneade" brasiliano Michel Telo', qualcosa come 50 milioni di visualizzazioni su youtube, misterioso fenomeno mediatico:

sabato 4 febbraio 2012

calzini, fascette, vittorie e pezzi di storia

Il difensore che preferisco, Quinton T2

i calzettoni di Travis Diener

la fascetta in equilibrio instabile di "Slim" Easley 

Oggi mi piacerebbe far parlare le immagini, e non dire nulla di tutto quello che è accaduto la settimana scorsa. Siamo ottavi in classifica a 20 punti con buone possibilità di chiudere la pratica salvezza domani contro Cremona (che è poi la cosa che ci interessa di più in questo momento). La vittoria contro Cantù l'ho vista sul sito di La7 e di quella storica prestazione ho conservato anche la registrazione, un elefantiaco file da 8,5 MB, qualcosa di enorme, simile al famoso elefante estivo del dott. Sardara. Da qualche parte quel file lo ficcherò, sarà la volta buona che cederò alla tecnologia per prendere un disco esterno.
Una gagliarda prestazione difensiva della Dinamo, come ammesso dal coach Sacchetti e Quinton Hosley sta confermando la sua fama di intimidatore puro a tutto campo; sul resto tutto è stato detto. Unico aspetto non toccato, la scaramanzia. Travis Diener come si vede nella seconda foto indossava calzettoni lunghi d'antan, a strisce blu parallele orizzontali. Una roba che non vedevo dalla prima infanzia, molto americana, sinceramente non pensavo neppure che vendessero questo tipo di calzettoni. Tony Easley, ormai sulla cresta dell'onda tra interviste a La7 e per SuperBasket, si è presentato con una fascetta bianca, volata via al primo contrasto durissimo con i lunghi canturini. Lui, che non a caso è Easley come rimarcato in tv da G.M. Pozzecco, invece di tornare subito in difesa prima ha raccolto la fascetta e poi ha raggiunto i compagni. La fascetta è sparita nel secondo tempo, e perciò abbiamo vinto. Non vorrei che questo accessorio tergisudore assumesse lo stesso significato della bandiera greca dedicata a Tsaldaris. In presenza della bandiera, una Dinamo così così, tolta la bandiera, la Dinamo 2010-2011 decollava come un jet...anche in trasferta.
Tre giorni prima della disfida canturina, la Dinamo accompagnata dai dirigenti si è presentata in tuta e col cuore in mano là dove tutto questo è nato, cioè nella mia/nostra gloriosa scuola di San Giuseppe. Il luogo dove si è svolta la prima partita semiufficiale della Polisportiva, il 4.11.1960. Un luogo mitico, insomma, che andrebbe preservato e attentamente tutelato in misura maggiore di quanto non è stato fatto negli ultimi anni. I canestri esterni sono spariti, eppure 3 anni fa ricordo che l'intelaiatura era ancora lì (pare che siano stati levati dalla Scuola per motivi di sicurezza, i bambini si arrampicavano e c'era il timore che qualcuno si facesse del male). Poi la palestra: in quel luogo altrettanto mitico, hanno iniziato a correre e far canestri diversi neo-cestisti che frequentavano anche la scuola elementare. Difficile ricordarli tutti, ad ogni modo faccio due nomi: Pierpaolo Cesaraccio e Giancarlo Carrabs. I canestri (distrutti) sono stati recuperati e restaurati dal Comitato per la Dinamo; il campo è più piccolo del solito e purtroppo non è a norma (la cosa è irrecuperabile viste le dimensioni della palestra), ma la mia palestra conserva il suo fascino. Sono onorato di averla frequentata molti, troppi anni fa. 
Ancora due giorni prima, a metà settimana la Dinamo ha inaugurato il playground (che sarebbe il campo di basket all'aperto in stile americano) di via Venezia, proprio dietro il palaSantoru dove gioca la squadra di Handball femminile "Città dei Candelieri". C'erano Hosley, Easley, Sacchetti e qualcun'altro. Speriamo che sia un nuovo inizio per basketcity 2.0, l'augurio è che di questi campetti se ne recuperino altri, restaurando gli esistenti e invogliando gli enti che ne possiedono uno ad aprirli maggiormente al pubblico (penso al campo all'aperto della parrocchia di San Paolo, con fondo in comodo tartan). Le poche palestre cittadine stanno esplodendo per il sovraccarico e vi è una enorme carenza di spazi da dedicare alla palla a spicchi. E' lo sport più bello del mondo come ha detto Dino Meneghin, non rischiamo di farlo diventare uno sport "di nicchia" come sta quasi avvenendo per il femminile. 
Infine, dell'ultima bellissima giornata mi è rimasta una immagine, oltre ovviamente al pubblico in visibilio che applaude i biancoblu: l'incredibile vittoria all'overtime di Casale sul campo di Cremona, le facce dei giocatori di Marco Crespi e tutto il resto. Mi hanno fatto capire altre nuove cose sul basket, insieme alla "lezione" di una due giorni (28 e 29 gennaio) spesa bene sui campi giovanili, tra campionatini under14 e JoinTheGame. Ma questa è tutta un'altra storia che un giorno racconterò. Forza Dinamo !

Ricordo agli appassionati che le nero-arancio del Sant'Orsola giocano stasera, sabato 4 febbraio al palaSimula, meglio nota come palestra bunker, alle 18, contro Oratorio Elmas. La partita precedente è stata vinta dalle ragazze di Cordeschi per 90-50 contro Condor Monserrato. La prima squadra sassarese di basket femminile è seconda in classifica, dietro la corazzata selargina di coach Staico che conduce con 14 punti: le aspettiamo a breve nella nostra tana...per una bella rivincita  ;-) 




l'abbraccio dei bambini di San Giuseppe ai gloriosi ragazzi biancoblu

Da 1:10 si vede "Slim" Easley che prova il nuovo playground! 

Dinamo-test sul restaurato campetto di via Venezia

venerdì 3 febbraio 2012

Le italiane nelle Top Sixteen di Eurolega. Aspettando Cremona

il più forte giocatore europeo della scorsa Eurolega: Dimitrios Diamantidis


TONY EASLEY A LA7 - VIDEO
Con la bella notizia del recupero graduale di Mauro Pinton, e negli occhi ancora le immagini della vittoria di sabato scorso con Cantù, proprio pensando a Cantù oggi decido di gettare uno sguardo al cammino nelle Top Sixteen delle italiane.

La situazione nei gironi è estremamente positiva per Siena, buona per Cantù e assolutamente pessima per Milano. Ricordiamo che siamo alla metà delle partite (3 su 6). Dati presi da: http://www.euroleague.net/

Il Girone di Siena è il Gruppo F, la cui classifica recita:

Montepaschi Siena 3 vinte, 0 perse (260 - 204) 56
Real Madrid 2 vinte, 1 persa (239 - 241) -2
Gescrap BB 1 vinta, 2 perse (225 - 240) -15
Unicaja 0 vinte, 3 perse (218 - 257) -39

Siena, dopo la splendida vittoria a Malaga di ieri, deve ricevere la stessa Unicaja, poi ha la trasferta in casa del Gescrap, infine la chiusura ancora in casa col Real Madrid, la più temibile del girone. Una situazione quindi favorevolissima, grazie alla quale potrebbero bastare anche solo due vittorie per staccare il biglietto per le Final Four di Istanbul.

Il girone di Milano è invece il Gruppo G, ecco la classifica:

Unics 3 vinte, 0 perse, (224 - 198) 26
Panathinaikos 2 vinte, 1 persa, (238 - 202) 36
Fenerbahce Ulker 1 vinta, 2 perse, (192 - 216) -24
EA7 Emp. Armani 0 vinte, 3 perse, (164 - 202) -38

La situazione per Milano è quasi completamente compromessa. Il team di Sergio Scariolo nelle restanti tre partite deve giocare anch'esso due volte in casa (Unics e Fenerbahce), e una sola volta fuori (Panathinaikos), ma il pronostico è ormai scontato: sarebbero troppi i risultati che dovrebbero girare favorevolmente per una classifica avulsa dall'esito quasi scontato.

Cantù infine è nel Gruppo H, la cui classifica è questa:

FC Barcelona Regal 3 vinte, 0 perse, (230 - 197) 33
Bennet Cantù 2 vinte, 1 persa, (221 - 217) 4
Maccabi Electra 1 vinta, 2 perse, (215 - 229) -14
Zalgiris Kaunas 0 vinte, 3 perse, (234 - 257) -23

Qui il discorso è un po' diverso che per le altre, perché il team di Trinchieri ha due trasferte (Maccabi e alla fine lo Zalgiris) e in mezzo l'unica in casa (col Barcellona). Credo però che grazie al provvidenziale innesto dell'esperto e forte Brunner, che ha rinforzato un settore un po' scoperto, quello dei lunghi (Marconato ha pochi minuti, Shermadini è un po' inesperto), i giochi siano aperti.

Siena quindi fra le favorite, Cantù fra le papabili, Milano fra le quasi escluse. Davvero strana la sorte di Milano, in crisi per tutta la scorsa stagione, poi ci sono stati i massicci interventi sul mercato dell'owner Giorgio Armani, con importanti arrivi in un roster lungo e completo e soprattutto l'innesto in panca di un coach esperto e vincente, eppure la ruota non gira. Una cosa va detta: L'Eurolega quest'anno è difficilissima, ma lo è anche il nostro campionato, ed infatti squadre come Bologna e Pesaro, forti ma non quanto le tre di Eurolega, sono molto in alto, aiutate dai soli impegni in campionato.

In questo macinare di chilometri e partite, la Dinamo prosegue per la sua via, affrontando una partita per volta. Domenica arriva uno dei fanalini di coda, la Vanoli Braga Cremona battuta all'andata, e sarà l'ennesima battaglia. Nel computo statistico la Dinamo tira meglio da due (51,3% contro 48,6%), da tre (37,4%, seconda assoluta dopo Cantù, contro 32,7%), Cremona invece va meglio dalla lunetta (72,5% contro il nostro 71,9%). A rimbalzo le due squadre sono fra le ultime: Cremona quartultima con 32,6 di media, penultima la Dinamo con 31,8. Negli assist prevale nettamente la Dinamo (14,2 di media contro 9,1 di Cremona, ultima nella graduatoria), ma Cremona recupera più palloni (8,3 contro i nostri 7,9). Faccio notare che Cremona anche se segna di meno della Dinamo, ha una difesa migliore. La squadra di coach Attilio Caja, costruita attorno al perno Milic (giocatore capace di giocare in 3 ruoli, da ala piccola a centro), ha perso sì per strada il fenomeno Von Wafer, che nella partita di andata ha quasi completato da solo la rimonta sulla Dinamo svanita nel finale, ma ha guadagnato l'ex Cantù David Lighty, che pare aver trovato a Cremona la sua dimensione dopo la sconfortante avventura al Pianella, e l'ultimo arrivato Jason Rich, che sostituisce il partente Roderick.

Intanto è notizia di oggi che la Lega Basket ha disposto il rinvio delle gare Acea Roma–Fabi Shoes Montegranaro e Banca Tercas Teramo–Angelico Biella, entrambe in programma domenica 5 febbraio. Le motivazioni non si conoscono (maltempo?). La gara di Roma sarà recuperata mercoledì 8 febbraio alle ore 20.30 mentre quella di Teramo si disputerà mercoledì 15 febbraio sempre alle ore 20.30.