giovedì 12 gennaio 2012

naufragio lagunare, perciò FORZA DINAMO

Virtus Bologna batte Mens Sana Siena 75-71


tifosi veneziani in visibilio
Reyer Venezia 91 - Banco di Sardegna 71
Il verdetto del campo è stato chiarissimo ed inequivocabile, una sola squadra meritava di vincere e questa era la squadra lagunare allenata da coach Mazzon, lo stesso che ha riportato il prestigioso club veneto (uno dei più antichi d'Italia) in serie A, sia pure a seguito del ripescaggio. La partita l'ho vista in tv. Non ho tempo nè voglia di dilungarmi in chissà quale analisi tecnica della partita, di ciò che ho visto mi sono rimaste impresse alcune cose che occorre rimarcare. Intanto l'avvio diesel della Dinamo, che nel primo tempino è andata sotto 7-24 per un semplicissimo motivo: l'assenza di difesa. Contrariamente a coach Mazzon, un mago delle tattiche difensivistiche, i biancoblu credono che si tratti di qualcosa di disdicevole se per caso si prova a raddoppiare e ad asfissiare l'attacco avversario fin dal limite del perimetro. Spero che qualcuno di voi abbia frequentato le palestre giovanili di basket: ebbene, un qualsiasi allievo o qualsiasi ragazzina viene regolarmente, duramente e direi giustamente redarguito (anche in modi duri) dal suo istruttore se solo prova a non impegnarsi in difesa. Questo fondamentale del basket, tanto essenziale se solo si pensa che da una palla recuperata o da un rimbalzo solitamente nascono una buona azione offensiva, in casa Dinamo è ignorato: il credo della Difesa non lo conosciamo, siamo atei sotto questo aspetto.

Capitolo dei palloni recuperati: la Dinamo ha perso qualcosa come 17 palle totali (recuperandone sole due...forse quelle del presidente un po' incavolato, scusate la facile battuta) a fronte di ben 14 recuperi offensivi della Reyer, che è stata bene attenta a perderne solo 9 in tutta la partita. Da questo dato basilare, unita alla scarsa performance nel tiro da 3 (36%, narra il tabellino biancoblu),nasce la secca sconfitta. 
La Reyer è tutt'altro che una squadra trascendale, è un team suoi livelli della Dinamo : a parte gente come Rosselli, Allegretti, Fantoni, Bryan e Tamar Slay (già apprezzati in Legadue tra Pistoia, Brindisi, Ferrara e Veroli), i tre giocatori davvero capaci di far la differenza sono tre: Szymon Szewczyk, possente polacco di m 2,09, ben conosciuto in casa Dinamo poichè l'anno scorso, quando militava nella Air Avellino fece ammattire la nostra difesa (21 punti, 100% nel tiro da tre, 2 stoppate, una in faccia a Easley e 8 rimbalzi, 2 schiacciate, fanno 32 val., MVP della 16^ giornata); un signor play che risponde al nome di Keydren Clark, specialista nel tiro da tre nel campionato NCAA, ha fatto (quasi ) quel che ha voluto in cabina da regia, tanto non aveva avversari disposti a fare questa grossa impronunciabile fatica chiamata "difesa". Infine, Alvin Young, eroe dello scorso campionato Legadue in casa Reyer, che ha portato in cascina 16 punti (ben cinque giocatori in doppia cifra nelle fila veneziane, come era già successo ad Ancona contro Montegranaro).
Tutto il resto sarebbe stato ordinaria amministrazione, ma resta il fatto che questi tre fondamentali e ben conosciuti giocatori, rimasti in campo 30', 32' e 38' (sto evidenziando il fatto che non si tratta di mostruosi NBA ma di provenienze Legadue), hanno fatto il bello ed il cattivo tempo senza che qualcuno li contrastasse seriamente.
Mandiamo appena più avanti il film della partita e a parte la poco credibile rimonta appena prima della sirena lunga (non ci ho creduto, attesa la nostra pochezza dimostrata in pochissimi minuti di quel balbuziente inizio), nel terzo tempino Sacchetti ha pensato di punire meritatamente gli statunitensi, accompagnandoli in panca tenendoli per l'orecchio, e mettendo un quintetto quasi-italiano al cospetto dei Mori di Venezia (una Reyer così colored forse non si era mai vista). Ottima mossa, coach !
Lo sapete cosa hanno fatto, care amiche e amici, i nostri "bassi" Binetti-Devecchi-Sacchetti-Vanuzzo-Pinton ? Si sono ricordati quelle ore passate da ragazzini negli under, si sono rammentati quell'istruttore ferreo che urlava loro nelle orecchie di contrastare, difendere, stoppare, intimidire, seguire l'avversario fino al limite del fallo, che poi magari ti procuri uno sfondo a tuo favore (Jack qui ha colpito due volte con efficacia), fino a fargli fare i famosi "suicidi" al termine dell'allenamento, in caso di sconfitta contro i compagni di palestra.
In buona sostanza si sono messi a difendere, mille volte meglio dei loro titolati compagni che a bocca aperta li guardavano dalla panca. Non avranno ottenuto grandiosi risultati, quantomeno ci hanno provato con tanta buona volontà a raddrizzare quel disastro e non doveva essere complicato anche per un profano comprendere che il gioco offensivo nasce da una buona difesa: così si è risaliti a -9.
Perchè alla fin fine, se togliamo gli 11 rimbalzi tirati giù da un volitivo, ma isolato Easley, impotente contro il conterraneo di papa Wojtyla (Szymon Szewczyk) che sotto le plance ha dominato come e quanto ha voluto, il vano correre (costellato di palle perse) di Hosley, sempre più deludente (e sempre più sorprendente chi continua a difenderlo), la poca efficacia atletica di uno stanco e spremuto Drake Diener, un Plisnic poco sfruttato (mai entrato Metreveli), tirando le somme alla Dinamo è rimasto ben poco. Travis Diener su 9 tiri ne ha azzeccato 5, ancora una volta ha prevalso la tendenza a mettersi in proprio e ad inventare pochissimo quando i reyerini erano a difesa schierata, con duttili soluzioni tra uomo e zona tirate fuori dal cilindro di un gasato Mazzon. Non è un caso che alla Reyer siano stati fischiati 21 falli totali (4 più di noi, segno che hanno difeso con più durezza; tanto che nessuno a parte Mauro Pinton, ha superato la pericolosa boa del terzo fallo fischiato). Il solito, stanco rituale, dello scarico in favore dell'avversario smarcato sul perimetro, uno schema ripetuto fino alla nausea in allenamento e che ormai conoscono anche i raccattapalle di tutti i palazzetti italiani. 
L'epilogo, per carità di patria ve lo risparmio: lo avete visto tutti in tv , una specie di corrida in cui la Dinamo ha cessato di far canestri (da 68 in diversi minuti è andata a...71), col pubblico impazzito ed i matadores Veneziani che nel giro di sei minuti o poco meno hanno segnato una caterva di canestri, e con la Dinamo toro loco sdraiata sull'arena. Una stretta al cuore nel pensare ai nostri 12 magnifici tifosi giunti fin lassù, al Palaverde, con tanta speranza e in mano una bandiera.
Meglio non pensarci...meglio concentrarsi su Caserta, una squadra tosta che però soffre di un fattore campo sfavorevole negli scontri diretti al palaSerradimigni. Vediamo se si potrà recuperare la fiducia, intanto il pubblico è invitato ad avere ancora una volta pazienza, ed a sostenere i colori biancoblu come e quanto prima. Sarà un coro già sentito, ma mi sento di dire, Alè Ragazzi, difendete e ancora difendete duro, con onore e volontà.
la pattuglia dinamista in quel di Treviso - foto tratta dal forum 
ultras basket 
Mi accodo anche io, nuovamente.
Difesa, sacrificio.
Tutta la stampa nazionale sin dalla campagna acquisti aveva detto che la coppia di guardie della Dinamo era forse la migliore del campionato, ma senza specificare: "solo in attacco".
In difesa le cose cambiano.
Travis conosce una sola difesa: cercare di rubare palla quando l'avversario si ferma davanti a lui. Finito. Non ha le gambe per seguire le penetrazioni, né la testa per provare ad anticipare qualche volta. Se poi ci mettiamo che è magrolino, il discorso si completa.
Per Drake Diener il discorso è abbastanza simile: anche lui magrolino, ma ha più gambe.
Il fatto è che è stato troppo in campo nell'ultimo mese, spremuto come un'arancia, e quando si gioca 2 volte la settimana (davvero massacranti queste feste, ma per tutto il campionato, non solo per la Dinamo), il suo fisico non regge più alla grande.
Hosley e Plisnic in difesa sanno menare, ma stanno sparendo, sono i due giocatori che "staccano" la testa più di frequente, e siccome in attacco la coppia dei cugini mangia molti palloni, loro giocano fuori dagli schemi, e sparacchiano molto.
Easley si fa un grugno così, anche se vede pochi palloni non smette di battersi, ma paga la poca fisicità e l'inesperienza... il suo apporto però è assolutamente meglio di quanto Benson e Hunter abbiano dato assieme. Se avesse un lungo vero a fianco farebbe sfracelli.
La panchina: ecco dove stanno i lottatori.
Devecchi (finalmente recuperato) e Sacchetti Jr. appena entrano danno sempre una sferzata in difesa, anche se in attacco tendono a bisticciare col canestro.
Vanuzzo: mena le mani, e sta giocando anche da centro, quindi fuori ruolo, a coprire le mancanze altrui.
Metreveli non ha paura, ma non ha la piena fiducia del coach. Io lo proverei a fianco di Easley: sarebbero due torri difensive davvero ostiche.
Pinton: non ha mai paura, e siccome ha gambe, quando le fa andare costruisce sempre qualcosa in attacco e tiene bene l'uomo in difesa. Però ha paura, e il pubblico è impaziente con lui.
La leggerezza (fisicamente parlando) della squadra è quindi il primo problema.
Il secondo è la mentalità.
Lo ripeto sempre: la squadra è più quadrata della scorsa stagione, ma si sbatte di meno.
E poi continua a mancare un sistema oliato in difesa, la cui unica regola consiste nel cambiare sui blocchi. I flottaggi però sono sempre lenti, e soprattutto manca la lucidità e l'attitudine di provare a capire i perché delle penetrazioni ospiti. Avete notato che molte squadre da noi affrontate si fanno un C...LO così per coprire le linee di passaggio per spezzare i nostri giochi? Noi non lo facciamo. Avete notato che esse parlano molto in area? Noi non lo facciamo.
La difesa della Dinamo sa tanto di improvvisazione e disorganizzazione, e qui la colpa non è solo della scarsa fisicità dei giocatori e della poca propensione alla difesa di buona parte del quintetto base, ma anche della terna degli allenatori.
Per una squadra come la nostra, sbilanciata sugli esterni e leggera, la difesa è fondamentale, perché non potendo (e alcuni non volendo) reggere l'impatto fisico degli attacchi altrui, è assolutamente necessario ringhiare da matti per far diventare matti gli attacchi altrui.
Questo è uno dei motivi per cui è facile giocare contro di noi.
L'altro è il numero limitato di schemi offensivi, ed infatti lasciando larga parte del gioco in attacco in mano all'improvvisazione, quando Travis gira la squadra può andare, se no: ciao.
In rete ho letto: "Ricordiamo ai tifosi dell'ultim'ora che l'anno scorso la squadra non aveva 14 punti" e giù altre storielle (alcune condivisibili, altre no).
A questo e ad altri tifosi che conteggiano gli anni di militanza al palasport per dare credito al contenuto dei discorsi anzitutto rispondo: io sono nato nel 1971, ed è dal 1974 che vado alla Dinamo, ti basta? Ho giocato anche a basket. Ti basta?
Faccio poi osservare che l'anno scorso la squadra difendeva meglio e infatti riusciva ad attaccare meglio (=più contropiede).
Siamo in tempo per tappare le falle.
Un miglioramento minimo si vede: quando Hosley aiuta a rimbalzo. Sta andando più spesso sotto ultimamente (poi quando palleggia, mi si rizzano i capelli). Se Plisnic inizia a fare lo stesso, e se il coach si decide a provare Easley-Metreveli assieme un pò più spesso...
Pensateci... chi controlla più rimbalzi gioca più palloni. Iniziamo da lì.
Skywalker

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