martedì 10 gennaio 2012

medicine, e cose varie

il mio roster dal 24 dicembre ad oggi 
(squadra che vince non si cambia) 
IN ESCLUSIVA QUI LE FOTO di Louis Antonio DIENER 
copio e incollo dal web:
"Probabilmente la parola farmaco deriva dal greco pharmacon, rimedio. Presso gli antichi greci, il pharmacos era la vittima sacrificale, il capro espiatorio: la sua uccisione consentiva di allontanare la punizione divina dalla popolazione. La pratica, in auge presso gran parte dei popoli antichi, rivelava la sua intrinseca ambiguità: con la morte certa di pochi si cercava di garantire la salvezza sperata a molti, dando così, contemporaneamente morte e vita.

La sostanza pharmacon parallelamente, doveva allontanare dal corpo malato lo spirito maligno che lo affliggeva e la vittima, in questo caso, poteva essere anche lo stesso paziente"


Insomma, un sacco di medicine (o di veleni) sulla mia tavola (come da foto). Ma perchè i medici prescrivono tutti questi farmaci? Domanda banale, perchè serve a curare le persone e poco importa se nel frattempo "ingrassa" l'industria farmaceutica, anche perchè molti farmaci non sono mutuabili e devi pagarli di tasca. Spero tanto di non finire come "vittima sacrificale"e mi auguro che il fatto di prendere certi farmaci da 10 o più anni (il Singulair ad esempio è un salvavita mutuabile, che costa parecchi soldini) possa servire a migliorare la ricerca, a rendere quel preparato ancora più efficace. Faccio da cavia in buona sostanza, sempre meglio che fare la "vittima sacrificale" come nell'antica Grecia.

Passiamo decisamente ad altro; Mens Sana Siena è arrivata in città ed è passata (quasi) a gonfie vele col suo carico di lunghi, fisicità sotto i tabelloni e una costruzione perfetta del playmaking (bella parola eh?). Di più la Dinamo vista domenica sera forse non avrebbe potuto fare, o meglio sarebbe stata necessaria una mega partita di Travis Diener col suo fosforo al servizio della squadra (era marcato a vista dai senesi) , di Hosley e di Easley, che pur perdenti hanno affinato la loro forte intesa. Fa piacere vedere finalmente due americani che si incitano e si sostengono a vicenda. Penso che la Dinamo, ad essere realisti, stia andando oltre le più rosee previsioni a -2 gare dalla fine del girone d'andata (Venezia e Caserta); 14 punti ti consentono di giocare in tranquillità, mentre più sotto infuria la bagarre con Teramo che si permette il lusso di battere Milano e Junior Casale che perde ancora una volta punto a punto, non si contano le partite gettate via dalla squadra di coach Crespi proprio negli ultimi istanti del match.

Ieri restando a casa ho guardato una partita del campionato DNA (sarebbe la vecchia B di eccellenza, ristrutturata con la creazione delle 4 Conference nord-ovest, nord-est, sud-ovest, sud-est), si trattava in particolare di Napoli-Fabriano. La squadra napoletana dopo il disastroso campionato di 3 anni fa è ripartita dalla B2 (ora si chiama DNB...) e dopo una serie di vicissitudini (mi ricordo di averla vista giocare al palazzetto contro la Robur et Fides, lo scorso campionato) ha vinto la wild card per la lega di sviluppo. L'avversaria era un nome che ricorda qualcosa, Fabriano ha sfidato la Dinamo una marea di volte in A2/legadue e da diversi anni è stata declassata a causa della crisi economica del territorio, con relativa retrocessione e rifondazione della nuova società. La partita è stata trasmessa su Sportitalia, in chiaro e senza balzelli in puro stile SKY (che Dio li abbia in gloria!) e a me è piaciuta; seguo da tanto il terzo campionato, è il basket genuino di casa nostra, è imbottito di giovani italiani, di veterani e di qualche ottimo argentino (nelle fila di Fabriano, ecco Mario Gigena, uno dei primi argentini ad essere giunti in Italia); a Napoli gioca una nostra vecchia conoscenza, quell'Andrea Iannilli che nel 2007-2008 aveva portato a referto 8 partite in maglia Dinamo, prima di essere messo fuori rosa a causa del noto scontro fisico con Ciccio Amoni. Iannilli, che da allora è passato per Scafati, Roma, vari altri posti, sembra abbastanza carico ed è andato in doppia cifra, è forse un po' appesantito, ha tagliato i capelli ma conserva il suo incredibile naso da boxeur. A questa figura mitica, un misto tra Malagoli e Rocky Marciano, dedico la canzone che ascolterete alla fine del post (che si chiama molto significativamente THE WRESTLER). A Napoli gioca pure un curioso omonimo, un ala-pivot di nome Paolo Rotondo , giovane, della classe '89 che meriterebbe più spazio in un campionato superiore. Anche perchè i lunghi italiani non sono mica l'abbondanza. Infine, ho visto bene Bernardo Musso, gran tiratore della BPMed Napoli, che deve essere fratello di Victor l'argentino, attuale giocatore della Robur Bakkus (milita nel campionato DNB, a beneficio di chi non segue il basket minore, in pratica si tratta della seconda squadra maschile di Sassari). In divisione nazionale A non sono ammessi giocatori stranieri, ovviamente gli argentini giocano grazie alla doppia nazionalità sportiva dato che praticamente in tutti i casi si tratta di oriundi italiani (giocatori che hanno acquisito la nazionalità grazie alle loro lontane origini italiche, Martìn Luis Nobile è uno tra i tanti ed attualmente si è trasferito a Reggio Calabria). 

Tornando alla serie A, qualcuno si sarà chiesto il significato della enorme scritta che campeggia dietro la curva ultras del Lauretana Forum: si tratta di Paolone Barlera, un lungo che nel corso di una luminosa carriera ha dato lustro alla squadra Biellese e che se ne è andato, in silenzio, nel dicembre 2009, a causa di un male che non lascia scampo. A lui è dedicato questo toccante video, io adoro questi grandiosi giocatori italiani e spero di vederne tantissimi sul parquet della serie A (lui venne pure convocato in nazionale durante la gestione Recalcati).
Curiosità statistiche della LegaA. Il capocannoniere è sempre Tucker della Acea Roma. 

Dimitrios Tsaldaris sta giocando bene nell'Aris Salonicco, dopo pochi mesi come free agent è tornato nella sua patria cestistica. E' il giocatore più taciturno ed essenziale nella storia della Dinamo, quando era a Sassari a malapena si è riusciti a capire i suoi gusti in fatto di pizze, e pur interrogato non ha mai ben compreso perché ci portavamo appresso la bandiera greca in trasferta (!). Comunque, tra qualche sporadico difetto, un giocatore indimenticabile nella Dinamo 2010-2011, ora scrollate indietro nel blog e troverete solo parole di elogio per il nostro amico ellenico.

Jiri Hubalek prosegue le sue peregrinazioni nel basket orientale, nonostante le false notizie resta con la maglia del Petrochimi Bandar Imam Harbour, qui il  link della notizia. Speriamo che acquisisca pure lui la nazionalità italiana, così potremo rivederlo qui da noi (ha rifiutato un paio di contratti discreti con club della Penisola, ma noi sappiamo che il suo cuore è e resta a Sassari, anche se possiede beni nella natia Praga). 

Infine, sabato riprende finalmente dopo una luna sosta il campionato di B femminile: il Sant'Orsola riceve in casa al palaSimula alle ore 18 l'Antonianum Quartu, squadra non trascendentale ma capace di creare qualche grattacapo specie in trasferta. 

Last but not least, a parte le under 19 neroarancio che stanno disputando il campionato regionale, con coach Vasconi, inizia finalmente la under 14 femminile (il girone sud è in attività dai primi di dicembre...), con poche squadre (Sassari, Alghero, forse Sorso) a causa della sparizione di ben due club cittadini: il Monte Rosello e la dinamo2000. La prima società ha trasferito armi e bagagli nella nuova pallacanestro Sorso di R. Samoggia (artefice dell'iniziativa è l'ex giocatrice Viviana Marras), mentre la seconda per decisione irrevocabile dei dirigenti ha cancellato la sezione femminile. No comment.

Vi dò la notizia così, a freddo, a molti di certo non interesserà, qui a Sassari si vive di basket maschile fino all'ossessione, il femminile sembra un microcosmo dimenticato, una sorta di giardino negletto e di cui si ignora l'esistenza...e tutto questo è grave, molto grave...
la foto di Tsaldaris è tratta dal sito dell'Aris 

P.S. una piccola aggiunta solo per segnalare un curioso comunicato, che voglio trascrivere nella sua interezza, con cui i dirigenti del Cus Cagliari (A femminile) si lamentano del comportamento della stampa nei confronti della squadra. E' una cosa che fa davvero meditare...leggere per credere.

Basket A1F, C.U.S. CAGLIARI:
Precisazioni della Società
Il Cus Cagliari con il seguente comunicato si trova con rammarico a dover mettere in luce alcuni aspetti all’indomani della trasferta di Taranto. Già snobbato da alcune istituzioni locali e da molti addetti ai lavori, che non sembrano essere interessati ad un campionato di A1 tornato a Cagliari dopo tanto tempo, nonostante gli sforzi economici che questo ha comportato per la Società, non si può oggi fare a meno di dover sottolineare gli errori presenti nella Rassegna Stampa di quotidiani della Regione che il Cus si trova a 
rappresentare con orgoglio e con garantito impegno nel massimo campionato nazionale femminile di basket.
Posto che per chi non lo ricordasse ieri si affrontava la capolista Cras, una formazione che negli ultimi tre anni ha vinto due scudetti, e che anche da Taranto, così come già capitato in precedenza con altri avversari, sono giunti apprezzamenti per le giocatrici e per la squadra, stamane notiamo degli errori che necessitano un chiarimento, soprattutto dal momento che sono commessi da giornalisti specializzati, che da tempo scrivono di pallacanestro: la testata “La Nuova Sardegna” titolava di una “batosta fuori casa”, riportandoci poco dopo in A2, “L’Unione Sarda” di un “Cus Cagliari travolto a Taranto”, sbagliando per tre volte il risultato finale. La partita non è terminata 79-58, bensì con uno scarto di 14 punti a favore delle padrone di casa, che ci può stare in questi match, contro una compagine più attrezzata dal punto di vista tecnico che lotterà per lo scudetto.


L’invito è a riflettere su quanto il Cus, costruito con le risorse economiche a disposizione e dopo un ripescaggio avvenuto ad estate inoltrata, con la prospettiva fino a quel momento di dover disputare un competitivo campionato di A2, sia cresciuto dalle prime partite di Coppa Italia, lavorando su un gruppo giovane, che ci si augura possa continuare i suoi progressi grazie all’impegno che mette giornalmente in allenamento, e ogni partita sul parquet di Sa Duchessa e nei palazzetti di compagini più esperte. Chi desidera il meglio per la pallacanestro isolana dovrebbe tenerne conto, anche perché come la Dirigenza dice da inizio anno, in un campionato difficile e pieno si sacrifici c’è bisogno del supporto di tutti, dalle Istituzioni alla Tifoseria, dai semplici appassionati di basket arrivando alla Stampa. Quando la Squadra deluderà sarà la prima a fare mea culpa, e tornare a lavorare più duramente per poter rimediare ai propri errori, ma ad oggi il campo ha detto che solo le trasferte di Umbertide, con un -26 maturato nella ripresa, e Priolo, con un risultato peraltro raddrizzato nel finale, sono state non all’altezza delle aspettative, per lo meno di quelle realistiche e oggettive. Come il risultato di Cras Taranto – Cus Cagliari, 72-58.
Cagliari, 9 gennaio 2011
Andrea Lancellotti
Ufficio Stampa C.U.S. Cagliari Basket www.cuscagliaribasket.it

film consigliato: The Wrestler 

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