martedì 6 dicembre 2011

per un barattolo di Nutella



Qualcuno si starà chiedendo che cosa c'entra il popolare prodotto a base di gianduia con la Dinamo e il basket. E invece c'entra...leggete fino alla fine e capirete. Qualcuno a volte usa il termine "inguardabile", ebbene domenica davvero non ho visto il primo quarto della partita di Bologna (ma l'ho seguito via radio...), diciamo che una volta giunto a casa, trovando i miei familiari davanti alla TV con le mani nei capelli per la disperazione,ho iniziato a seguirla da metà del secondo tempino in poi. Quindi mi sono "perso" le gambe molli dei giocatori biancoblù che guardavano a bocca aperta i lunghi delle V nere mentre volteggiavano sotto le plance. 
Noi siamo tutti tifosi, ed accaniti, ma non siamo scemi. Sappiamo discernere tra la pura passione e il sostegno acritico. La Dinamo per gran parte della gara non ha giocato da Dinamo. Ed hanno voglia di dire che rimontare da -22 a -1 sul parquet di Casalecchio è segno di forza morale. Personalmente questo dato non mi interessa, non ci ho creduto in quella incredibile rimonta ed ero molto scettico. Le pacche sulle spalle alla fine non fanno classifica; quel che conta è il risultato finale e solo otto mesi fa la Dinamo (3.4.2011, in diversa composizione e con un Plisnic leggermente più concentrato) vinse fuori casa regolando la Virtus allenata da Lino Lardo. Io c'ero e ho visto di che pasta era fatta quella Dinamo, che rimontò due volte un pesante break.
33 punti di passivo nel primo tempino significa una sola cosa, che se si continua a quel ritmo sono oltre 120 punti sul groppone fuori casa, uno svantaggio improponibile per qualsiasi squadra di serie A. Non mi interessa la diatriba sul gioco esterno, sul gioco dal perimetro e su tutte queste discussioni da innamorati della statistica: in campo si scende solo ed esclusivamente con gli occhi della tigre dal primo secondo del primo tempino, i recuperi miracolosi li lasciamo a Padre Pio e a chi (per caso) ci crede in questo genere di cose. Quindi, le V nere hanno vinto con merito e la percentuale di valutazione di squadra non mente, una sola squadra meritava i due punti e quella non era la Dinamo.  
Piccolissimo passo indietro per raccontare che il giorno prima della Dinamo, cioè sabato 3/12, sono andato a seguire un bellissimo derby tra il Sant'Orsola team 98 e Centro basket Olmedo. Una partita un po' peculiare visto che nell'Olmedo militano molte ragazze di formazione neroarancione, provenienti -insomma- dal florido vivaio della quarantenne società del presidente Vasconi.
Dovreste vederle, quelle ragazze....gente che gioca solo per la gloria e per la maglia. Gente che sacrifica i pomeriggi e le sere  agli allenamenti, sotto gli occhi vigili di coach e preparatore atletico. Gente che non prende nulla in cambio, ma dà molto in termini di sostanza al movimento del basket femminile.
Ragazze che hanno "bruciato" intere serate per allenarsi, sudare, soffrire, prendersi i rimbrotti del coach in quell'ambiente durissimo ma affascinante che è la palestra di basket.
Le dovete vedere: giocano col sorriso; gioiscono fino alle lacrime nella vittoria; si rattristano in caso di sconfitta, piangono per una botta troppo forte o facendo a sportellate con le avversarie, altre coetanee come loro con molti sogni nella testa e zero rimborsi spese. 
Intanto leggete la cronaca (seria) della partita di B nazionale/girone H sul solito impareggiabile sito di Isola basket che ci assicura sempre informazione dettagliata e capillare su ogni evento cestistico della Sardegna, dalle giovanili under 13 fino alla legaA. 

Insomma, alla palestra "Bunker" di via Poligono si è vista una partita molto combattuta, con sprazzi di bel gioco da ambo le parti. Si è visto tagliafuori, difesa arcigna a uomo, assist per il pivot (Ponziani), passaggi no-look e qualche bella bomba da tre. Un vero derby. 
Molte le ex Sant'Orsola in casa Olmedo, che è partito abbastanza bene, fino a quando precisi assist delle neroarancio non hanno messo la m 1,85 Laura Ponziani nella condizione di far valere il suo peso sotto i canestri. Il primo tempo ha vissuto sul filo di un sostanziale equilibrio, con Sant'Orsola un po' imprecisa nel tiro dal perimetro e da 2, e la Martellini (una grande atleta che meriterebbe ben altre platee) brava a rubar palla (28 punti alla fine, dice il referto per la portotorrese). La scossa l'ha data Sant'Orsola nel terzo tempino, riuscendo a distanziare di 10-11 punti le avversarie giallonere di coach Puddu, troppo contratte e nervose. Nel quarto tempino e a vantaggio acquisito, le nostre ragazze sono andate in gestione, ma si sono viste scintille in campo per qualche contatto proibito tra sassaresi e giallonere (leggi: Ponziani e Martellini). Alla fine le ragazze di Puddu si sono arrese al maggior piglio atletico del Sant'Orsola, con le nostre che a braccia alzate hanno festeggiato, sprizzanti di felicità autentica! Per la gioia di amici, genitori e di tutto il settore giovanile del florido vivaio santorsolino.
Ecco, tutto questo e molto altro è il basket cosiddetto "minore", più precisamente quello femminile, una sorta di negletto che qualcuno ingiustamente si ostina a definire "altro sport". E come premio, niente auto di lusso in conto ingaggio; anzi, praticamente niente ingaggio versato sull'unghia e strappato da procuratori (a volte) senza scrupoli. Niente insulti ai coach, niente piazzate e niente atteggiamenti da primadonna, casomai comportamenti da Donne vere. ;-)
Niente appartamenti di lusso e niente cene lussuose in un ristorante a tua completa disposizione.
Solo un barattolo grande di Nutella, magari acquistato sulla S.S. 131 al primo autogrill, perchè queste ragazze-diventate grandi in fretta hanno una passione smodata per la cioccolata. Avete letto bene, la Nutella come premio partita in caso di vittoria.
Questo è il basket cari signori, giocato dando l'anima davanti a un centinaio di persone fissate e appassionate che per tifare "bruciano" la pizzata del sabato sera o la cenetta fuori, oppure lo show televisivo. Nulla da guadagnare per le nostre ragazze, se non la gloria di una vittoria da raccontare alle amiche, la soddisfazione personale di chi ha vinto magari sui parquet delle rivali di Cagliari, una lacrima di felicità da trattenere e un'abbraccio di chi ti vuole bene. Il basket femminile non è la danza classica, non è un ballo di gala, qui si corre forte e si combatte duro. Chi non ce la fa, purtroppo si sa bene che -un brutto giorno- molla tutto.
Un esempio sportivo, per qualcuno che a volte non si comporta da professionista e forse neppure bagna la maglia di sudore. Parole un po' dure le mie, me ne rendo conto, nessuno vuole l'impoverimento del basket di serie A, ma qualcuno si ficchi bene nella testa che indossare la maglia della Dinamo è un onore. Giocare davanti al pubblico di Sassari è un titolo di merito, non un declassamento. Quella maglia va onorata sempre, in casa e fuori, come hanno fatto Manuel Vanuzzo e Brian Sacchetti,prendendosi le loro responsabilità e qualche botta dagli avversari.


Perciò io voglio vedere fin da domenica gente durissima disposta a dare l'anima in campo e con gli occhi della tigre, mi sono rotto dei pantofolai della domenica pomeriggio o del sabato sera.


Ed è tutto per ora...credo sia sufficiente.


P.S.: voglio cogliere l'occasione per mandare un affettuosissimo saluto ad un caro amico della Dinamo, che tutti conosciamo e che si chiama Giampaolo Mazzoleni. Ho avuto la fortuna di tifarlo in maglia Dinamo molti anni fa fin dai tempi del C.O.N.I. Purtroppo sta attraversando un momento difficile ma, ne sono certo, si rimetterà in sesto. Un abbraccio forte, caro "Mazzo" e ricordati che nessuno vince se non vincono tutti! In bocca al lupo!

dai "Mazzo" : mettila  ora la bomba da tre !

Chiara Marini e Barbara Cuccu presidiano la difesa neroarancio
l'esempio del Capitano
Alessandra Fidossi,con la casacca Carpedil Battipaglia
Eleonora Piana, fortissima giocatrice di scuola Sant'Orsola (manco a dirlo...) passa dal Cus Cagliari alla Virtus Cagliari in A2 - fonte Isola basket

2 commenti:

MA ha detto...

purtroppo in queste ore è scomparso Brent,non riesco a fare un commento sulla partita contro le V nere in questo momento!! se avrai la voglia visto il modo che hai di rendere piacevole le letture dei tuoi post,son contento se ricorderai il nostro playmaker Brent in questo blog

SoloDinamo ha detto...

senz'altro! Sarà fatto, ieri stavo giusto finendo questa "sferzata" da tifoso quando è giunta come una masso questa terribile notizia.
Brent Darby non è un atleta che è scivolato via come altri, ha lasciato un grande ricordo in tutti noi. Possiedo la sua maglia numero 4 e la mostrerò, ora è ritirata e sarà ben difficile mostrarla nelle occasioni ufficiali (come feci il 13 giugno 2010...).
Grazie