venerdì 30 dicembre 2011

Easley il guerriero vola, la Dinamo vince la battaglia

la foto è tratta dal sito ufficiale Dinamobasket.com

ecce homo !

Pochi istanti alla fine, timeout Pesaro. Rimessa al lato e palla (ovviamente) a James White. Uscendo da un blocco viene preso - su un cambio - da Easley, White lo punta e porta a casa un fallo. Segna il primo, sbaglia il secondo. Flamini arpiona il rimbalzo, dà fuori a Cavaliero che gira sull'angolo a Hickman... il folletto penetra buttandosi addosso a Easley, il quale salta alzando due braccia lunghe da far paura, e oscura tutto. La palla esce ed è finita.

Ecco gli ultimi istanti di una partita combattuta col coltello fra i denti, iniziata bene, gettata via con troppe palle perse, scivolata per colpa di un arbitraggio scientifico e provocatorio, e riacchiappata con le unghie, grazie ai 7 rimbalzi offensivi del miglior giocatore della giornata: Tony Easley, +38 di valutazione, signore e signori!

Pazza Dinamo, organizzatissima Pesaro. La squadra sassarese scappa in avvio riuscendo a correre più di Pesaro (che dal secondo quarto andrà più veloce, e quando gioca così fa paura), poi si fa recuperare regalando l'impossibile, a seguire scoppia la bagarre. Due falli tecnici alla Dinamo (uno alla panchina, inventato da Cicoria per provocare la reazione del pubblico che porterà alla multa che ingrasserà le tasche dell'AIAP; l'altro a Hosley, per una pallonata all'arbitro - è la seconda volta che succede, il ragazzo ha problemi), uno a James White che profuma di compensazione... poi ancora nessuna infrazione di 3 secondi fischiata a Lydeka, che nell'area pitturata sassarese ha messo le tende e il materasso, e tanti fischi contestatissimi dal pubblico locale: lì si è capito che Pesaro poteva applicare l'hand-checking a piacimento.

L'arbitro Cicora è fatto così: con l'espressione triste e adirata allo stesso tempo, gira per il Bel Paese "provocando" palazzetti interi, e raccoglie quei fischi e quegli insulti che poi saranno la scusa per comminare le multe. E già: la storia non cambia, l'AIAP (associazione italiana arbitri pallacanestro) per pagare quei 1000 e passa euro (più le spese) per singola partita a ogni arbiro che scende in campo, non riesce a far quadrare i conti solo con lo sponsor, e allora manda in giro Cicoria (e non è il solo) a far quadrare chirurgicamente i conti. Chi scrive, Luca Petretto, si assume la responsabilità delle proprie parole, tanto è così evidente da anni questo indecente accordo tacito (voi fate, noi chiudiamo due occhi) FIP-AIAP che strappa gli occhi ai ciechi.

Tornando alla partita, la Dinamo ha stravinto ai rimbalzi (38-28) perché là sotto non c'è un ragazzetto che pensa solo alla NBA (ah, "Kito" Benson è stato cacciato dagli Atlanta Hawks, è riuscito a farsi umiliare da chiunque), non c'è uno che nasconde le patologie e poi scappa appena scoperto (Steven, che figuraccia per un "uomo" della tua età), ma c'è un tipo che quando salta cattura palloni da tutte le parti (per non scordare delle 5 stoppate pazzesche rifilate ai biancorossi). I 7 rimbalzi offensivi di Easley sono il regalo che ha fatto la differenza, pesano come macigni per una Pesaro che dopo un minuto di gioco ha visto uscire Cusin per infortunio, ma ha trovato in Lydeka (più che in Jumaine Jones) un eroe (infrazioni di tre secondi mai comminate, a parte).

E il resto della squadra? I cugini Diener hanno fatto il loro: 36 punti, 8 rimbalzi e 7 assist in due, in una serata in cui hanno avuto davanti tre esterni pazzeschi. Hickman, Hackett e Cavaliero sono dei giocatori fantastici, sempre in anticipo sulle linee di passaggio in difesa, sempre veloci a far girare la palla in attacco, magari hanno la pecca di non difendere l'uno contro uno, per pigrizia (chi cerca il recupero poi paga dazio lasciando spazio quando va a vuoto, si sa). Male Plisnic, nervoso (il fallo tecnico alla panchina pare sia giunto per qualche parola di troppo detta proprio da lui, così almeno ha indicato Sua Maestà Cicoria). A corrente alternata Hosley, e poi quel fallo tecnico grida vendetta: Quinton non è concentrato e calmo. Ingiudicabili Pinton e Nika Metreveli, troppo poco in campo. Buonissimi invece Sacchetti, Vanuzzo e Jack Devecchi, la cui tripla in un finale torrido ha fatto saltare in aria la santabarbara sassarese.

Oggi la Dinamo ha vinto perché ha ringhiato, come contro Varese, poi perché ha attaccato di più il ferro, infatti sotto ha uno che salta e si esalta: le sue stoppate (sì, repetita juvant) hanno fatto calare il gelo sugli entusiasmi di Pesaro, e lo stesso White ha subito l'umiliazione.

Una vittoria che vale oro, quindi, e che fa tanto ma tanto morale: il palasport tutto esaurito (ancora tanta gente sulle scale, purtroppo, con la connivenza del "servizio d'ordine") ha gioito come non capitava dal finale dello scorso anno, con la vittoria su Siena. Siena sarà la prossima avversaria della Dinamo qui a Sassari, ma prima si va a Biella ad affrontare una Laureatana che ha perso di nuovo ed è in crisi. E noi ci saremo, come sempre. Quanta sofferenza quest'anno...
servizio fotografico di Luigi Canu per baskeinside.com (c)

giovedì 29 dicembre 2011

Dinamo-Pesaro: il ritorno di un campione vero, James White


James White The Flight, magnifico giocatore ex Dinamo
La partita di domani è arricchita da tanti sapori e malinconici ricordi. James White torna a Sassari da avversario, dopo aver condotto la squadra ai playoff nella scorsa stagione. Quello che è indubbiamente ad oggi il miglior americano mai venuto a giocare per la Dinamo si presenterà domani sera al Palaserradimigni con la casacca biancorossa della gloriosa Scavolini Siviglia Pesaro.

Il passato recente della Dinamo con James White è fatto di tante luci e poche ombre. Venuto a Sassari dalla fredda Russia, conquista tutti con un atletismo che non ha pari in Europa: la sua elevazione gli permette schiacciate spettacolari (storica quella a Bologna 3/4/2011 con l'assist da metà campo di Dimitrios Tsaldaris, e non Travis Diener come erroneamente riportato da altre parti). Dotato di un ottimo tiro "piedi a terra", e un cuore grande così, James White conquista da subito le simpatie e poi l'amore incondizionato di una città che impazzisce per lui. La vittoria all'All Star Game nella gara delle schiacciate consegna White "The Flight" alla storia della Dinamo. Non è un caso che abbia vinto ogni gara delle schiacciate, dal college alla Turchia. In tutta Italia quando arrivano i biancoblu sassaresi i palasport si riempiono di appassionati, tutti sulle tribune per ammirare il talento abbacinante dell'uomo venuto dal freddo.

L'approdo ai playoff è stata la ciliegina sulla torta di una stagione vissuta alla massima velocità, e poco conta che proprio a fine stagione James White sia arrivato un po' cotto: essendo il giocatore col massimo numero di minuti in tutto il campionato, era assolutamente plausibile. White ha salutato Sassari col titolo di miglior marcatore del campionato (20.2 punti a partita in 35.7 minuti), e secondo per indice di valutazione (21.9).

I sassaresi però hanno un appellativo: "impiccababbi" (=colui che impicca il suo stesso babbo, sinonimo di traditore, est. irriconoscente), e mai come nei rapporti col colored è stato più appropriato. La bacheca facebook di James White è stata insozzata di commenti sarcastici e volgari, inneggianti al "tradimento" per aver firmato per un'altra squadra, più altre sconcezze che non stiamo a scrivere: la madre dei cretini è sempre incinta. La reazione di White (che ha un carattere invero pepatissimo, sia detto) è stata chiara: "non svegliate il gigante che dorme". Domani sera -quindi- avremo un avversario che ci metterà davvero l'anima. White però ha considerato, e questo deve essere specificato, solo i commenti negativi sulla sua bacheca, omettendo tutti quelli affettuosi (la maggioranza) dei tanti amici e tifosi di Sassari che continuano a lodarlo con amore. Pazienza: ognuno fa quello che vuole (speriamo almeno che James The Magnificent legga queste nostre parole !).

Passando ad altro, la partita di stasera è importantsissima sia per Sassari che per Pesaro. Per Scavolini Pesaro lo è perché la squadra di coach Dalmonte (allenatore preparatissimo e pignolo nell'impostare le partite) non ha raccolto dal campionato quanto avrebbe dovuto: 12 punti paiono un po' pochi per una squadra che ha un quintetto mostruoso (ma una panchina rivedibile). Ma è vero che proprio White è stato la croce dei pesaresi in avvio di stagione, con l'infortunio che lo ha tenuto fuori dai giochi a lungo. La squadra biancorossa ha però gli scalpi di Cantù (vittoria al Pianella!) e Milano.
Pesaro ha il peggior attacco del campionato in termini di punti segnati, ma una delle migliori difese: a ritmi bassi si esprime meglio, l'esatto contrario della Dinamo. Nella voce rimbalzi, le due squadre sono all'ultimo e penultimo posto. Negli assist invece prevale nettamente la Dinamo (14.3 contro 10.5), Pesaro tira bene da 2 e male da 3, l'esatto contrario della Dinamo, mentre ai liberi le due squadre sono fra le peggiori in graduatoria. Infine nel rapporto perse-recuperate Pesaro prevale nettamente. Tutte cifre che confermano lo stile di gioco: a bassi ritmi Pesaro si esprime al meglio, quando la partita invece sale di tono la Dinamo è favorita.

Su una cosa penso siamo tutti d'accordo: i 2 punti servono di più alla compagine di casa. In crisi di fiducia nel collettivo, con un gioco che di corale ha poco e una difesa che è più pigra che altro, Sassari ha assoluta necessità di ritrovare quella coesione e quel killer-instinct che le è mancato troppo facilmente quest'anno e soprattutto in trasferta, dove peraltro non è stata sola, perché davvero tanti sono stati i sassaresi che si sono messi in viaggio per sostenerla. Ma soprattutto la Dinamo ha bisogno dei due punti, perché dietro in classifica le squadre hanno rimpolpato i roster e stanno giocando decisamente meglio.

Oggi Sassari aspetta Hosley, in lotta più che con il glorioso passato della Dinamo (White, pari-ruolo che dovrà marcare), con se stesso.

Noi ci saremo, per applaudire James White ma soprattutto urlare Forza Dinamo!
come gioca Pesaro: lavagna tattica basket connection

signore/i, ecco il Basket:


non dimentichiamo gli Eroi in biancoblù ! 




martedì 27 dicembre 2011

Dinamo bastonata pure ad Ancona: Montegranaro rivitalizzata

venerdì 30 arriva James White: mi raccomando, continuate
a provocarlo su facebook che così si carica a mille ! 


i nostri tifosi contro Sutor Montegranaro



Una nuova sconfitta, una nuova arrabbiatura. Una Dinamo che ha tanto da Drake Diener e Brian Sacchetti, un po' da Travis Diener (bravo a segnare, meno a far giocare) e i consueti problemi in difesa e sotto canestro, torna a Sassari a capo chino. Sconfitta strameritata, e un'altra squadra in difficoltà beneficia dei punti a domicilio che Sassari quest'anno non nega a nessuno.

Non basta avere 2-3 giocatori che si dannano l'anima, quando tutti gli altri giocano ampiamente al di sotto delle proprie potenzialità. Non si può chiedere a Vanuzzo di fare sempre quello che non fanno gli altri. Oggi Hosley è stato a dir poco irritante: l'involuzione del colored con passaporto georgiano è la palla al piede di una squadra che squadra non è. La questione è proprio questa: la Dinamo basa tutto sulle lune degli esterni, e quando salta uno di questi (Hosley ormai timbra questo indecente cartellino continuamente), salta tutto.

Io credo che i problemi maggiori però stiano a monte, e in alcune cose gravissime. Anzitutto nella scelta tecnica e strutturale di coach Sacchetti: lunghi veloci ma leggeri. L'ho sempre pensato e detto: nella massima serie ci vuole peso sotto canestro, non lunghi che tirano da tre punti e concendono troppi rimbalzi. Quanto è facile prendere rimbalzi per i nostri avversari: ogni partita sono dai 10 ai 15 (se non di più) gli extra possessi generati dai rimbalzi gentilmente concessi. Questo è il grave errore del coach e della società, e i ceffoni presi sotto le plance anche oggi parlano ancora una volta chiaro!

La seconda cosa è la disorganizzazione difensiva: quando la Dinamo difende a uomo non c'è un sistema di copertura dai raddoppi, nel senso che i flottaggi sono rari e senza schema ragionato. Solo con la zona la squadra riesce ad avere qualcosa, ma la zona la vediamo poco. Considerato poi che i Diener non hanno il fisico per difendere al top...

Terza cosa, come accennato: il gioco in attacco è unidimensionale, spostato tutto sugli esterni, e per le squadre avversarie è facile prendere le misure ai nostri (pochi) giochi. Ora è arrivato Easley, chissà se e quanto cambieranno le cose (io credo poco), ma ho paura che anche lui farà come Plisnic: andrà a prendersi le triple perché palla sotto in pivot basso la Dinamo non ne gioca neppure sotto la minaccia delle armi. Sacchetti Sr. deve capire che se le cose non cambiano (con una difesa organizzata e un attacco non sbilanciato sugli esterni) il campionato sarà una tortura anche per lui. Tanto ormai il danno strutturale (leggerezza dei lunghi), danno genetico, è fatto.

Il tabellino ancora una volta è impietoso: 105-69 la valutazione, 39-29 i rimbalzi, si tira troppo dall'arco e male da due punti. E gli assist calano. Così non si va da nessuna parte, e ogni volta sale la rabbia.


venerdì 23 dicembre 2011

Sardara cala l'asso: Tony Easley sotto l'albero!




Sardara non ci sta a fare brutte figure, non gli piace perdere. Dopo la brutta partita di Treviso ha parlato con la squadra, e poi ha capito una cosa: Hunter non è al top. Allora una piratata a Forlì ha portato al nuovo acquisto fresco fresco che ora è sotto l'albero di Natale della Dinamo. Il miglior giocatore della Legadue, Tony Easley, arriva a Sassari già nel pomeriggio e stasera si allena con la squadra.

Easley è del 1987, di Columbus (Ohio), è alto 206cm, 90 kg, ha fatto il College alla Murray St. dove nell'ultimo anno ha avuto queste cifre in 36 partite: 10.0 punti, 5.8 rimbalzi, 2.6 stoppate, dal campo: 64.8%, tiri liberi: 69.3%. Dopo una stagione al Polonia Azbud di Warszawa [22 games: 10.8ppg, Reb-5(7.0rpg), 1.1spg, Blocks-3(1.3bpg), FGP-3(65.3%), FT: 54.1%] è approdato a Forlì, dove ha dominato sotto le plance. Ecco le sue ultime cifre:












E' un giocatore un po' alla George Banks, ma meno perimetrale. La Dinamo nel suo comunicato ufficiale non ha parlato di un taglio di Hunter o altri. Il roster quindi si arricchisce, e lo fa con uno che non ha problemi a menare le mani se necessario.

E' un giocatore da saper gestire con attenzione. Ecco qualche video.







Forza Dinamo e buon Natale a tutti!
Ed è pure simpatico, aggiungo io! Basta musoni in casa Dinamo.
Merry Christmas mr. Tony ! Do you believe in Santa Claus ?

sabato 17 dicembre 2011

Treviso: sciupata un'occasione d'oro con una partita indecente

la foto è tratta dal sito isolabasket.it (c)

Oggi leggerete delle parole ancora più dure di quanto avete letto prima, ed è solo l'amore per la Dinamo che mi blocca dall'andare giù pesante con maggiore enfasi. Sarebbe meritato. Tutta Sassari aveva fiducia in questa partita, perché la Benetton è arrivata ai blocchi di partenza priva dei suoi tre americani, e ha fatto giocare a lungo tanti ragazzetti. Eppure questi ragazzetti hanno mostrato di possedere, considerando testosterone e volontà, qualcosa che la Dinamo non ha, e che tira fuori per pochi minuti ogni tanto, prevalentemente in casa.

Una partita iniziata benissimo, con la palla a girare velocemente e con Plisnic che ha letteralmente portato a scuola il lunghissimo Cuccarolo; una partita poi giostrata con sufficienza e con una gestione personalistica del gioco davvero irritante. La Dinamo ha ottenuto recentemente delle vittorie importanti proprio superando quota 20 negli assist, e difendendo a muso duro nei momenti topici. Ma quella Dinamo oggi in campo non c'era. I soli Drake Diener e Metreveli meritano la sufficienza, per gli altri niente, se non sonori ceffoni (che infatti sono arrivati in un Palaverde incredulo e festoso).

Le cifre non dicono bene che partita si è vista. Forse solo la voce dei rimbalzi può indicare che la fisicità di una squadra che per definizione era inesperta e leggera, è stata invece l'arma vittoriosa. Fisicità messa in campo anche su tutto il perimetro, sui pick and roll (azzerato e umiliato Travis Diener) e sulle uscite dai blocchi: quasi tutti i tiri della Dinamo erano ben contestati dalla difesa trevigiana, lo stesso non si può dire dall'altra parte. Se poi aggiungiamo che la terna arbitrale ha paltealmente aiutato la bisognosa squadra di casa, la frittata è fatta. Ma non deve essere un'alibi.

La Dinamo in questo campionato ha dato un'impressione vivida (e la cosa è agghiacciante): è come se la squadra si impegnasse a fondo solo in casa (tutti punti sicuri? ma andiamo...!), come se bastasse vincere al Palaserradimigni e i giochi sono fatti. Che squadra vedremo a Montegranaro? Andranno in gita i sassaresi o giocheranno con impegno e dedizione perché considerano l'avversario alla portata?

Il coach Sacchetti si sbraccia di continuo, sprona i suoi, mescola le carte, ma quando per 15' di fila si fanno due passaggi e poi tiro, aiutando le difese ospiti, allora sono i giocatori a non seguirlo. Oggi è stato palese che Sacchetti diceva una cosa e la squadra ne faceva un'altra. Era come se la Dinamo fosse l'ultima in classifica, tremolante e intimidita. Non è così che si va avanti. Questa partita era obbligatorio portarla a casa: Treviso era troppo menomata per poter sognare di spuntarla. Ma la Lega A ora sa una cosa: se sei in crisi e hai bisogno di punti facili, aspetta fra le mura amiche la Dinamo, ed è fatta. In trasferta due punti non si negano a nessuno. Se penso alla squadra che vinse a Cremona mi tiro i capelli.
Skywalker

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Il perché della foto di Barbara Cuccu ? Ci arrivo subito ! A quanto è stato già detto da Luca posso aggiungere pochissime cose. Intanto, la Dinamo è Travis-dipendente, nel senso che è dalla vena (buona o scarsa) di questo americano che dipendono le sue fortune. Oggi abbiamo visto la tendenza a mettersi in proprio di questo geniale giocatore, parzialmente annullato dapprima da Bulleri e successivamente da De Nicolao (a 19 anni ha marcato bene un ex NBA). Uno degli artefici della bella vittoria contro Varese, Manuel Vanuzzo, è rimasto a zero punti, e qualcosa vorrà pur dire. Hunter ha giocato 5 minuti e poi ha guadagnato la panca, Plisnic era partito bene ma è stato tolto (perchè?). Gli unici giocatori che hanno guadagnato la sufficienza sono stati Metreveli, Drake Diener (38 minuti in campo) e Maurino Pinton che da un certo punto in poi ha cercato di prendere in mano le redini del gioco; con gli americani seduti in panca, la Dinamo è parzialmente rientrata sul - 4. Il perchè di queste prestazioni incolori fuori casa e degli exploit davanti al pubblico amico è ormai  un piccolo mistero, gli eroi di Cremona sono in soffitta e tutto questo mi ricorda la Dinamo dei primi anni '90 (leone fuori casa, coniglio in trasferta), una situazione stranissima che andò avanti per diversi campionati (ma era un altro basket e poi quella era la A2 del tempo che fu...). Non è pensabile giocare da soli, pensando di buttarsi sull'uno contro uno (o sull'uno contro cinque ?!), non è possibile che ci si possa intestardire sul tiro da tre quando le percentuali non ti premiano, non è possibile regalare 43 dicasi 43 rimbalzi al Treviso, una squadra in emergenza stante l'assenza degli americani. A proposito, i famosi Cuccarolo, A. Gentile, Sandri e De Nicolao sono tutt'altro che sprovveduti: è  gente giovane che ha toccato il parquet della A numerose volte, tutti nazionali under 18,19 o 20 (Gentile è fresco vincitore dell'argento agli Europei under 20 in Spagna insieme a suo fratello). Sono felice per l'affermazione di questi giovani, un capitale da investire in prospettiva , poichè si tratta di giocatori italiani. Non tirano palloni agli arbitri, non insultano i coach e non si esibiscono in scherzetti di dubbio gusto con i telecronisti. Qualcun'altro, e non facciamo nomi per carità di patria, dovrebbe fare un bellissimo esame di coscienza, tornare umile e possibilmente toccare terra dopo aver volato a 3 metri dal suolo per qualche settimana. A cominciare da Montegranaro mi aspetto quindi una Dinamo un tantino meno presuntuosa e più precisa al tiro, del resto ai nostri ragazzi converrebbe darsi una mossa  perchè sul volo charter in direzione Ancona ci saranno 150 nostri tifosi sorretti da una grande fede (si gioca il 27 dicembre).
Per ora, la Dinamo 2010-2011 è un fulgido, bellissimo ricordo...
Chiudo con un consiglio per coach Sacchetti: non abbia timore di essere duro, se possibile adotti provvedimenti severi contro chi non rispetta le regole, i maleducati e gli irrispettosi li metta a scaldare la panca. 
Per piacere, mandi in campo solo chi onora la maglia e ci mette passione  in quel che fa !
In tanto grigiore mi piace sottolineare la bellissima prestazione del Sant'Orsola femminile che in B nazionale ha battuto, a Cagliari, la locale Astro per 61-58 . Mi sono complimentato personalmente con i dirigenti via telefono, e il messaggio è stato girato alle ragazze e ai coach: un gruppo meraviglioso cresciuto anno per anno, che sta andando oltre le più rosee aspettative, un team in cui la più "grande" ha 24 anni e la più giovane è nata nel 1995 (è quindi ancor più piccina di Alessandro Gentile, non esattamente un uomo maturo!). Un augurio di cuore a Barbara Cuccu, che nel terzo tempino ha rimediato una brutta botta ad un mano; spero che questa cestista, un esempio straordinario di sportività, serietà ed attaccamento al dovere, non si sia fatta nulla. A tutte loro auguro un bellissimo Natale, esteso ovviamente ai dirigenti e ai coach della grande famiglia Sant'Orsola team 98.  
Ora pausa, e l'appuntamento sarà il 14 gennaio al palaSimula contro l'Antonianum Quartu. 
Forza Sant'Orsola e ovviamente Forza Dinamo !
SD
forza Meo: qui urgono provvedimenti duri ma necessari !

domenica 11 dicembre 2011

Sassari is... Dieners house!




play it again, Steven !

Confesso che questa frase mi è venuta in mente durante la campagna acquisti estiva, come idea per una maglietta. Mai come oggi è appropriata. I cugini terribili si caricano la squadra sulle spalle, ben coadiuvati da capitan Vanuzzo e Hosley, e la pratica Varese viene archiviata. Ma non senza patemi, anzi. Coach Reacalcati ha spremuto i suoi uomini ottenendo tanto da tutti (immenso Diawara), ma nei momenti topici tre palle rubate dai sassaresi e due canestri impossibili del play di Fond Du Lac, uniti a una "giordanata" di Hosley, hanno portato una vittoria meritata e sofferta.

E' stato proprio il gioco in cabina di regia che ha fatto la differenza. Varese non ha un play puro e si vede, Sassari oggi ha avuto un Travis Diener a corrente alternata ma decisivo quando la partita ha preso fuoco nel finale. Recalcati è stato bravo a mescolare le carte in difesa, alternando zona a uomo con risultati immediati: la Dinamo si è spesso innervosita buttando via diversi palloni; Sacchetti dal canto suo ha gestito i minuti in campo dei suoi in maniera magistrale, riuscendo a far arrivare al finale i suoi ragazzi non troppo cotti.

Partita strana: un primo quarto velocissimo, poi due quarti un po' più lenti, e un ultimo parziale di vera battaglia. Fortissima Varese a rimbalzo, un po' evanescente sotto le plance invece la Dinamo, ciò perché Hunter è parso un po' cotto (non ha più di 15' di intensità), ma con un Vanuzzo come quello di oggi tutto è possibile. Il capitano ha fatto pure quello che non è riuscito a fare lo zio Vanja, e la sua tripla finale è stata importantissima per raggiungere quegli 11 punti che nello scontro diretto potrebbero pesare.

La Dinamo ha vinto con l'intensità, quella che era mancata a Bologna nella prima parte della gara, e ha trovato in Vanuzzo, Hosley e Drake Diener tre mastini difensivi che per una volta hanno dato quanto tre Devecchi in campo, e si è visto alla grande! La Dinamo ha tirato meglio da 2 e da 3, malissimo i liberi, è andata sotto a rimbalzo (come detto), ma i 20 assist sono l'indicatore perfetto per far capire a chiunque che quando la palla la si fa girare con pazienza si gioca a mille giri.

Andatevi a leggere le statistiche: io vi faccio notare i 9 rimbalzi (e 6 assist) di Hosley, i 7 rimbalzi di Drake Diener, il 10 su 12 da 2 dello stesso Drake, e il suo +35 di valutazione, che ha maggiore importanza considerato che ha avuto solo due minuti di riposo in tutta la partita. Oggi è vero che si è vinto di squadra, lottando col coltello fra i denti, ma possiamo anche dire che Sassari is Dieners House!
Commenti, postpartita e sala stampa www.basketinside.com

Il Commando for Brent

mercoledì 7 dicembre 2011

il Campione


la maglia # 4 di Brent Lamar Darby

Sembra quasi di esserci "abituati" alle notizie tristi, anche se è un po' arduo fare l'abitudine alle tragedie della vita. Ogni volta che scompare un giovane, ho un brivido nella schiena; ogni volta che va via un atleta è come una staffilata al cuore. Ci hanno lasciati nei giorni scorsi due grandiosi atleti, come Joe Frazier, colui che nel 1971 battè ai punti il mitico Cassius Clay, e Socrates, il calciatore brasiliano che non è possibile non ricordare per il Mundial 1982 in Spagna (e per quella incredibile partita contro l'Italia di Rossi).
Oggi noi piangiamo la scomparsa di Brent Lamar Darby, nato a River Rouge nel Michigan il 6.6.1981. Brent è stato un campione vero, colui che ha dato un' impronta tangibile alla Dinamo pensata e voluta da coach Cavina e dal GM Pinuccio Mele nell'estate 2007.
Un playmaker classico: grandissimo palleggiatore, dotato di ottimo tiro da tre, capace di creare spazi e movimento al servizio del gioco di squadra. Capace anche di risolvere una partita qualora le cose si mettessero male per i colori biancoblu. Il suo high in maglia Dinamo è stato in una partita contro Pavia in cui segnò ben 31 punti; ha giocato complessivamente 32 partite tra Final Four 2008, regular season e play off per un totale di 521 punti realizzati (16.3 punti per partita). Tutto questo però dice e non dice, perchè Brent, col suo gioco muscolare e il suo perenne movimento, fu l'artefice di una grandissima stagione Dinamo, coronata da ben 40 punti in classifica e dal secondo posto assoluto dietro Carife Ferrara (che salì direttamente in serie A). Nel corso del post season contro Fileni Jesi, per quanto fosse limitato da notevoli problemi di salute, riuscì in ogni caso a segnare 54 punti complessivi con alti minutaggi.  
All'epoca quel campionato fu una vera scossa per l'ambiente sassarese, dopo un paio di stagioni anonime a perenne rischio retrocessione. Brent Darby insieme alla guardia mormone Trent Whiting è stato l'alfiere di quel gioco fortemente difensivo ma spettacolare voluto da coach Cavina. Altissimo il suo minutaggio per tutta la stagione. Lui giocava anche se non stava bene. 
Di lui ho due ricordi vividi. Intanto, l'impegno che metteva in ogni allenamento, con una concentrazione pazzesca e una professionalità quasi fuori dal comune; ogni tanto compariva in campo uno scricciolo colored, un Brent in miniatura insomma, il figlioletto arrivato in città insieme alla moglie, sempre al suo fianco in qualsiasi spostamento in giro per l'Europa. Al termine delle partite il piccolino entrava in campo e iniziava a giocherellare con una palla a spicchi per baby. 
Poi la festa di Natale del dicembre 2007. Quel giorno mia figlia, che faceva parte della Gazzelle nel Basket90, ebbe l'onore di essere invitata alla festa insieme alle compagnette di palestra e a tutto il settore giovanile della Polisportiva. Mi ricordo Brent molto stanco, infreddolito, che seguiva la lezione di coach Cavina dal suo posto in tribuna. Si sa che il Natale è sempre un po' triste per gli americani fuori dal loro Paese. Al termine passando per una porticina laterale entrò in campo vestito da Santa Claus, insieme agli altri compagni, e ci furono dolci, gadgets, fotografie, autografi e auguri per tutti. Un casino che può capire solo chi c'è stato lì in mezzo almeno una volta.  "Brent, Merry Christmas and happy new year too", gli feci un po' imbarazzato e ciò era dovuto al fatto di trovarmi davanti al mio mito. Lui mi rispose in modo semplice come era nel suo stile, in quel pandemonio di bimbe, bimbi, ragazzini urlanti/eccitati: "anche a te". Era già tanto che fossi lì, in mezzo al campo, senza essere cacciato via (è chiaro che sfruttavo la veste di  genitore di una Basket90...), e ce ne andammo tutti a casa contenti e felici, con fotografie, autografi e mini panettoni. Un Natale da dinamista.
Ho rivisto Brent l'ultima volta a Sassari da avversario nel 2010, l'ho applaudito di cuore insieme a tantissime persone, fischiarlo sarebbe stato semplicemente fuori luogo; indossava la maglia della Reyer e contribuì alla salvezza della prestigiosa squadra veneziana. 
Non sapevo dei suoi problemi cardiaci, le cronache parlano di grumi nel sangue, forse di embolie, e di una operazione complessa per rimuoverli dagli arti inferiori. Gli atleti spesso sono soggetti a queste complicazioni ma non ci sappiamo capacitare, nulla ha più un senso, perchè nulla è giustificabile o logico quando una giovane vita se ne va via in questo modo così crudele. 
Si sa solo che voleva rimettersi in sesto e tornare a giocare nel natio Ohio, in cui si era formato ai tempi del College (1999-2003). La sua patria cestistica, se così si può dire.
Conserveremo in casa la sua maglia #4 (preciso che si tratta di una replica a lui dedicata) e il ricordo di un gioco assolutamente brillante, spettacolare, fatto per divertire e far sognare ogni bambino che abbia l'onore di assistere al gioco più bello del mondo. Ed altro non posso scrivere ora perchè sono troppo dispiaciuto...un abbraccio fortissimo alla moglie e al piccolo Brent junior, che ne sono quasi certo, seguirà le orme del Campione. 
Addio Brent ! REST IN PEACE.

"You're missing"
...Children are asking if it's alright
Will you be in our arms tonight?

Morning is morning, the evening falls I got
Too much room in my bed, to many phone calls
How's everything, everything?
Everything, everything
You're missing, you're missing

God's drifting in heaven, devil's in the mailbox
I got dust on my shoes, nothing but teardrops"


Scelgo qualche foto dall'archivio del sito Dinamo, sperando che rendano almeno l'idea della sua bravura anche se è stato immensamente meglio vederlo giocare dal vivo al Palazzetto. Le foto sono dei fotografi di Legadue, tutti i diritti sono riservati agli autori (c)
 Commozione ad Avellino
Brent con la maglia del Limoges (2009)

Darby vs Collins



contro Anthony Maestranzi (Fileni Jesi)
insieme a Whiting, era l'uomo di fiducia del coach
l'autografo di Brent... 
...e una canzone che dedico alla sua memoria:

martedì 6 dicembre 2011

per un barattolo di Nutella



Qualcuno si starà chiedendo che cosa c'entra il popolare prodotto a base di gianduia con la Dinamo e il basket. E invece c'entra...leggete fino alla fine e capirete. Qualcuno a volte usa il termine "inguardabile", ebbene domenica davvero non ho visto il primo quarto della partita di Bologna (ma l'ho seguito via radio...), diciamo che una volta giunto a casa, trovando i miei familiari davanti alla TV con le mani nei capelli per la disperazione,ho iniziato a seguirla da metà del secondo tempino in poi. Quindi mi sono "perso" le gambe molli dei giocatori biancoblù che guardavano a bocca aperta i lunghi delle V nere mentre volteggiavano sotto le plance. 
Noi siamo tutti tifosi, ed accaniti, ma non siamo scemi. Sappiamo discernere tra la pura passione e il sostegno acritico. La Dinamo per gran parte della gara non ha giocato da Dinamo. Ed hanno voglia di dire che rimontare da -22 a -1 sul parquet di Casalecchio è segno di forza morale. Personalmente questo dato non mi interessa, non ci ho creduto in quella incredibile rimonta ed ero molto scettico. Le pacche sulle spalle alla fine non fanno classifica; quel che conta è il risultato finale e solo otto mesi fa la Dinamo (3.4.2011, in diversa composizione e con un Plisnic leggermente più concentrato) vinse fuori casa regolando la Virtus allenata da Lino Lardo. Io c'ero e ho visto di che pasta era fatta quella Dinamo, che rimontò due volte un pesante break.
33 punti di passivo nel primo tempino significa una sola cosa, che se si continua a quel ritmo sono oltre 120 punti sul groppone fuori casa, uno svantaggio improponibile per qualsiasi squadra di serie A. Non mi interessa la diatriba sul gioco esterno, sul gioco dal perimetro e su tutte queste discussioni da innamorati della statistica: in campo si scende solo ed esclusivamente con gli occhi della tigre dal primo secondo del primo tempino, i recuperi miracolosi li lasciamo a Padre Pio e a chi (per caso) ci crede in questo genere di cose. Quindi, le V nere hanno vinto con merito e la percentuale di valutazione di squadra non mente, una sola squadra meritava i due punti e quella non era la Dinamo.  
Piccolissimo passo indietro per raccontare che il giorno prima della Dinamo, cioè sabato 3/12, sono andato a seguire un bellissimo derby tra il Sant'Orsola team 98 e Centro basket Olmedo. Una partita un po' peculiare visto che nell'Olmedo militano molte ragazze di formazione neroarancione, provenienti -insomma- dal florido vivaio della quarantenne società del presidente Vasconi.
Dovreste vederle, quelle ragazze....gente che gioca solo per la gloria e per la maglia. Gente che sacrifica i pomeriggi e le sere  agli allenamenti, sotto gli occhi vigili di coach e preparatore atletico. Gente che non prende nulla in cambio, ma dà molto in termini di sostanza al movimento del basket femminile.
Ragazze che hanno "bruciato" intere serate per allenarsi, sudare, soffrire, prendersi i rimbrotti del coach in quell'ambiente durissimo ma affascinante che è la palestra di basket.
Le dovete vedere: giocano col sorriso; gioiscono fino alle lacrime nella vittoria; si rattristano in caso di sconfitta, piangono per una botta troppo forte o facendo a sportellate con le avversarie, altre coetanee come loro con molti sogni nella testa e zero rimborsi spese. 
Intanto leggete la cronaca (seria) della partita di B nazionale/girone H sul solito impareggiabile sito di Isola basket che ci assicura sempre informazione dettagliata e capillare su ogni evento cestistico della Sardegna, dalle giovanili under 13 fino alla legaA. 

Insomma, alla palestra "Bunker" di via Poligono si è vista una partita molto combattuta, con sprazzi di bel gioco da ambo le parti. Si è visto tagliafuori, difesa arcigna a uomo, assist per il pivot (Ponziani), passaggi no-look e qualche bella bomba da tre. Un vero derby. 
Molte le ex Sant'Orsola in casa Olmedo, che è partito abbastanza bene, fino a quando precisi assist delle neroarancio non hanno messo la m 1,85 Laura Ponziani nella condizione di far valere il suo peso sotto i canestri. Il primo tempo ha vissuto sul filo di un sostanziale equilibrio, con Sant'Orsola un po' imprecisa nel tiro dal perimetro e da 2, e la Martellini (una grande atleta che meriterebbe ben altre platee) brava a rubar palla (28 punti alla fine, dice il referto per la portotorrese). La scossa l'ha data Sant'Orsola nel terzo tempino, riuscendo a distanziare di 10-11 punti le avversarie giallonere di coach Puddu, troppo contratte e nervose. Nel quarto tempino e a vantaggio acquisito, le nostre ragazze sono andate in gestione, ma si sono viste scintille in campo per qualche contatto proibito tra sassaresi e giallonere (leggi: Ponziani e Martellini). Alla fine le ragazze di Puddu si sono arrese al maggior piglio atletico del Sant'Orsola, con le nostre che a braccia alzate hanno festeggiato, sprizzanti di felicità autentica! Per la gioia di amici, genitori e di tutto il settore giovanile del florido vivaio santorsolino.
Ecco, tutto questo e molto altro è il basket cosiddetto "minore", più precisamente quello femminile, una sorta di negletto che qualcuno ingiustamente si ostina a definire "altro sport". E come premio, niente auto di lusso in conto ingaggio; anzi, praticamente niente ingaggio versato sull'unghia e strappato da procuratori (a volte) senza scrupoli. Niente insulti ai coach, niente piazzate e niente atteggiamenti da primadonna, casomai comportamenti da Donne vere. ;-)
Niente appartamenti di lusso e niente cene lussuose in un ristorante a tua completa disposizione.
Solo un barattolo grande di Nutella, magari acquistato sulla S.S. 131 al primo autogrill, perchè queste ragazze-diventate grandi in fretta hanno una passione smodata per la cioccolata. Avete letto bene, la Nutella come premio partita in caso di vittoria.
Questo è il basket cari signori, giocato dando l'anima davanti a un centinaio di persone fissate e appassionate che per tifare "bruciano" la pizzata del sabato sera o la cenetta fuori, oppure lo show televisivo. Nulla da guadagnare per le nostre ragazze, se non la gloria di una vittoria da raccontare alle amiche, la soddisfazione personale di chi ha vinto magari sui parquet delle rivali di Cagliari, una lacrima di felicità da trattenere e un'abbraccio di chi ti vuole bene. Il basket femminile non è la danza classica, non è un ballo di gala, qui si corre forte e si combatte duro. Chi non ce la fa, purtroppo si sa bene che -un brutto giorno- molla tutto.
Un esempio sportivo, per qualcuno che a volte non si comporta da professionista e forse neppure bagna la maglia di sudore. Parole un po' dure le mie, me ne rendo conto, nessuno vuole l'impoverimento del basket di serie A, ma qualcuno si ficchi bene nella testa che indossare la maglia della Dinamo è un onore. Giocare davanti al pubblico di Sassari è un titolo di merito, non un declassamento. Quella maglia va onorata sempre, in casa e fuori, come hanno fatto Manuel Vanuzzo e Brian Sacchetti,prendendosi le loro responsabilità e qualche botta dagli avversari.


Perciò io voglio vedere fin da domenica gente durissima disposta a dare l'anima in campo e con gli occhi della tigre, mi sono rotto dei pantofolai della domenica pomeriggio o del sabato sera.


Ed è tutto per ora...credo sia sufficiente.


P.S.: voglio cogliere l'occasione per mandare un affettuosissimo saluto ad un caro amico della Dinamo, che tutti conosciamo e che si chiama Giampaolo Mazzoleni. Ho avuto la fortuna di tifarlo in maglia Dinamo molti anni fa fin dai tempi del C.O.N.I. Purtroppo sta attraversando un momento difficile ma, ne sono certo, si rimetterà in sesto. Un abbraccio forte, caro "Mazzo" e ricordati che nessuno vince se non vincono tutti! In bocca al lupo!

dai "Mazzo" : mettila  ora la bomba da tre !

Chiara Marini e Barbara Cuccu presidiano la difesa neroarancio
l'esempio del Capitano
Alessandra Fidossi,con la casacca Carpedil Battipaglia
Eleonora Piana, fortissima giocatrice di scuola Sant'Orsola (manco a dirlo...) passa dal Cus Cagliari alla Virtus Cagliari in A2 - fonte Isola basket

domenica 4 dicembre 2011

Dinamo sconfitta con merito



So che questo giudizio potrà urtare più di un tifoso, ma se devo essere onesto nello scrivere qualcosa, per me le cose stanno così: la Dinamo ha meritato di perdere. La squadra oggi ha giocato un primo tempo indecente, e solo quando ha messo la zona ha recuperato il passivo, perché è stata imbarazzante al riguardo l'incapacità tecnica della Virtus nell'attaccare proprio la zona. Ha latitato poi una gestione oculata delle palle più importanti.

E' stata una partita davvero incredibile, dove non si è vista tanta pallacanestro, ma da una parte una squadra che correva da matti, perché non sa gestire l'attacco alla difesa schierata, e dall'altra una squadra cui basta dare qualche colpetto e la luce si spegne troppo in fretta. La Dinamo è finita pesantemente sotto a rimbalzo (52-30: un record) e ha sparacchiato senza costrutto da tre punti: cifre impietose, e pesano come macigni le 12 triple tirate da Plisnic a fronte dei suoi 3 soli rimbalzi, ma anche 5 perse pazzesche, esattamente come Travis Diener. E' vero che gli arbitri ci hanno messo del loro, non dando un metro al loro giudizio e mandando in lunetta le squadre in maniera sospetta, poi nel finale la Virtus ha avuto due tiri liberi gratis nel momento in cui stava boccheggiando, ma è anche vero che la squadra ha affrontato la partita davvero male. La palla ha circolato davvero poco (Travis Diener ha sì segnato 23 punti, ma con un solo assist non si va da nessuna parte) e si è vista la brutta copia della squadra che aveva asfaltato Roma e Teramo (ricordiamo però: venute a Sassari in emergenza nei roster).

Detto ciò si sarebbe potuto vincere, con demerito, ma ce la si poteva fare. Pazienza, ma anche: peccato. Peccato perché sarebbe bastata nel primo tempo la metà dell'intensità difensiva messa in campo nel secondo per avere una partita diversa. Sacchetti l'aveva capito, risolvendo il teorema dietro in difesa, ma davanti (in attacco) la Dinamo è andata troppo a corrente alternata e ha vissuto più sulle individualità che sul gioco corale, quindi non ha giocato a basket, come non stava giocando (e non gioca mai davvero) a basket Bologna, che vive di reattività e basta.

Una brutta tegola, quindi. Punto e a capo. Questa squadra ha le potenzialità per fare davvero bene, ma deve imparare che il basket è fatto di cattiveria e spirito di squadra, quella che non si è vista oggi per troppo tempo.


Tutte le fotografie di Virtus Dinamo su basketinside.com (c)