venerdì 4 novembre 2011

"A guardia di una fede"




Correva l'anno 1981, e passavo da un punto all'altro della città a bordo di una Fiat 500 fiammante (?), dividendomi tra Università, il glorioso campo dell'Acquedotto e la palestra C.O.N.I. di viale Adua, là dove -ormai parecchi anni fa- tutto questo è iniziato. Due anni dopo eravamo nel nuovo palazzetto dello sport, dotato di due sole tribune, e non essendoci ancora le curve (che arrivarono circa 10 anni dopo a seguito dell'ampliamento resosi necessario dopo una storica promozione) il dilemma fu: "dove ci mettiamo?". 
A tifare si va in curva, questo è un concetto chiaro, gli ultras in tribuna centrale sono come la pizza all'ananas: improbabili.
Per il gruppo di ragazzi che tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 iniziavano a tifare "forza Dinamo" la scelta di campo fu chiara: settore B dietro le panchine. Quasi al centro, in modo da fare il più baccano possibile. Possibilmente seccare l'anima alla panchina ospite (eh sì, avete letto bene!). Mi ricordo che già da allora, e son passati quasi trent'anni, ogni tanto qualcuno che stava nelle tribune sottostanti si girava e lanciava contro i ragazzi degli sguardi di fuoco,terribili..."ma cosa vogliono questi rompiscatole?". Qualcun'altro andò addirittura a lamentarsi con l'Avv. Milia, segnalando sdegnato il comportamento di questi pessimi soggetti, forse dimenticando che quando c'era da mettere un po' di sale sulla coda a squadre come Montegranaro, Chieti, Stamura Ancona, Algida Roma, Roseto o Brindisi nessuno si tirava mai indietro. 
Questo prologo serve per chiarire un concetto, e cioè che fare il tifoso organizzato è un "lavoro" ingrato, a volte oscuro e spesso neppure compreso dai più. 
Inoltre, un fatto deve essere rimarcato, e cioè che il tifo sassarese è sempre stato abbastanza caldo, ma si è espresso salvo poche eccezioni nei limiti della correttezza; nel senso che non ci sono state invasioni di campo o aggressioni agli arbitri e agli avversari (salvo uno sporadico episodio che si verificò negli anni 70). A dirla tutta, non è mai stato un tifo da educande, le suore orsoline non troverebbero sicuro alloggio tra le quattro mura del palazzetto, per quanto nessuno (fortunatamente) ha mai subito in 50 anni aggressioni fisiche. 
Un gruppo come il Commando 1991, perché oggi è di loro che voglio parlare, ha raggiunto una dimensione che forse 5-6 anni non rientrava nelle più ottimistiche previsioni. Ai tempi di Shannon & co., forse nel 2005-2006, vi erano non più di una decina di persone che stoicamente e coraggiosamente cercavano di coinvolgere il resto della gradinata. Oggi si parla di circa 190 iscritti. Con una capacità di coinvolgere un po' tutto il settore "C" e nei momenti più caldi, anche il resto del palazzetto. Quella gradinata contiene 1000 persone, che non sono poche. Perché quel settore è importante ? Perché sostiene la squadra in qualsiasi momento, organizza le trasferte in ogni punto della Penisola, inventa sempre nuove coreografie, crea aggregazione, costituisce un ritrovo sicuro tra gente legata ad una "fede" comune. Una fede laica, ma pur sempre fede. Che cosa ha da fare oggi un ragazzo, se non studiare per il suo futuro e sostenere i propri colori?
Ci saranno state, specie negli ultimi anni, alcune isolate esagerazioni, e solo una volta ho voluto segnalarle anche su questo blog (poi non ho idea se il concetto che volevo esprimere sia stato colto, qualche gesto mi era sembrato un po' inopportuno e volevo solo rimarcarlo). ma la posta in palio stavolta era alta, tra play-off, promozioni e sfide con il meglio del basket italiano, quindi l'eccesso a volte rientra nell'ordine naturale delle cose. Chi ha sbagliato, spesso si è assunto le sue responsabilità, pagando di tasca qualche multa irrogata in modo un po' troppo gravoso specie per le casse della società.  
A fronte di tutto questo, e per tornare all'oggetto del post, c'è sempre qualcuno che come si suol dire "rema contro" e non comprende il lavoro (spesso oscuro) che molti fanno. Insomma, c'è quello che vuol fare il "fenomeno" o il bastian contrario a tutti i costi. 
La Dinamo, per come la concepisco io, è come una piccola fabbrica in cui ciascuno dà il suo contributo alla produzione. L'ultras tifa a modo suo, e spesso mal sopporta che altri gli dicano ciò che deve fare, il tifoso di un altro settore può collaborare a questo genere di tifo, andando in trasferta oppure sostenendo la squadra quando ci sono i prevedibili momenti di difficoltà. Se questo e non altro è lo stato delle cose, non si comprende davvero l'atteggiamento di chi rema contro, e denigra tanto per denigrare: lo striscione non va bene, il tifo non va bene, il rullo del tamburo è fuori tempo e il coro è inappropriato. "Fate questo e non fate quest'altro": ma come può una persona, che al massimo paga il regolare biglietto e si siede in una poltroncina dotata di comodo schienale, ergersi a giudice di come un tifo deve essere fatto o non deve essere fatto ?  
L'unica cosa che io posso dire, per tirare le conclusioni, è di lasciare un po' perdere questo genere di "contumelie": svilimenti del contributo dato dal tifo organizzato o un certo genere di denigrazioni ve ne sono sempre stati, forse replicare o dar seguito a certe critiche rischia davvero di dare alle tesi di certe persone un momento di popolarità che non meritano. Resta il fatto che la tifoseria di Sassari resta tra le più organizzate e corrette d'Italia, ed è stato un piacere durante la partita contro Milano vedere un intero settore colorato di blu. Disposto a mobilitarsi e partecipare nell'esclusivo interesse della Dinamo: "a guardia di una fede", in parole povere (ma sincere).
Perciò esorto il Commando ad andare avanti e, a questo punto, a disinteressarsi da certe curiose teorie, provenienti da chi ha un  singolare concetto del tifo, "sale" immancabile di qualsiasi partita, dalla serie D fino alla Euroleague. Il palazzo silenzioso è un palazzo triste, senza passione. Il silenzio lo lasciamo al tennis e al golf. 
E per ora è tutto. 
Bologna, 3 aprile 2011

Fornitura di birra per un mese, a colui che cita un'altra tifoseria che trovandosi sul - 20, in casa, continua a sostenere la propria squadra ! 


video

il Commando al forum di Assago (foto Canu)

6 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

Condivido pienamente quanto scrivi!

SoloDinamo ha detto...

grazie Luca...da quest'anno,
c'è pure mia figlia in quella curva, e leggere
certe cose (non qui ovviamente, perché qui poniamo delle regole da rispettare...)
mi ha urtato i nervi.

G.D. ha detto...

Sante parole, mascì!!! :) :)

SoloDinamo ha detto...

grazieee...buon viaggio in quel di Biella!
Rientra vittorioso...e que viva Massimì !

Anonimo ha detto...

Analisi perfetta e concordo in tutto con il tuo pensiero....Ornella....

SoloDinamo ha detto...

ciao Orné !

Forza Dinamo !