lunedì 7 novembre 2011

Avellino: una trasferta da dimenticare. Ora una salutare pausa

la mia torta "dinamista"...in serata, dal dolce si è passati all'amara sconfitta

Davvero una brutta sconfitta, davvero una partita inguardabile. Non distraggano le tante triple messe a segno quando i giochi erano già fatti, pensare di recuperare 24 punti a una squadra come la Sidigas è improponibile. E' stata una partita iniziata male, davvero male. Dean, in odore di taglio, ha prodotto il miglior primo tempo da quando è ad Avellino e la Dinamo ha chinato subito il capo, concedendo di tutto ai padroni di casa.


Dov'è iniziata la débacle allora? Iniziamo col dire che Avellino ha difeso bene sulle linee di passaggio nel perimetro. Ciò ha comportato pochi palloni per Drake Diener e Hosley, e dato che la Dinamo ha dato la palla sotto canestro poco o niente (complice l'inserimento a rilento, giustamente, di un comunque ottimo Hunter), i giochi erano già fatti. La Dinamo si è innervosita e ha prodotto una marea di palle perse (24 in totale, di cui la metà nel solo 2° quarto) che hanno lanciato tanti, troppi contropiedi per i padroni di casa, i quali a difesa ospite schierata hanno raccolto solo dai pick and roll e niente altro. E questa è la seconda bastonata: la Dinamo ha difeso pessimamente proprio sui pick and roll, concedendo molte triple agli esterni ospiti, i quali hanno avuto il merito di infilarne davvero tante (soprattutto il play Green è stato devastante, col suo 6 su 7), ma soprattutto la Dinamo non ha chiuso le linee di passaggio su questo schema, il che ha portato il lungo e atletico Johnson ad esaltarsi finalizzando con ottimi appoggi o addirittura schiacciate sugli assist provenenti da fuori il perimetro. E qui entra in gioco il nuovo centro Hunter: con lui in campo i lunghi di casa (Johnson compreso) hanno avuto grossi problemi sotto le plance, infatti Hunter è stato il miglior rimbalzista e ha dato due stoppate incredibili. 
Con lui fuori invece la musica è cambiata totalmente.

Con Hunter fine delle "buone" notizie però. La Dinamo non ha avuto niente da Hosley, davvero nocivo ieri (3 su 13 dal campo, 5 palle perse e un pazzesco -6 di valutazione); ha avuto poco da Drake Diener, marcatissimo, e qualcosa di buono solo dal play Travis e dal duo Vanuzzo-Pinton, almeno in attacco. Forse mettere in campo Binetti, battagliero quale è, avrebbe potuto portare almeno in difesa (tallone d'achille di Travis e Pinton) qualcosa di buono. Per non parlare poi della botta rimediata dal play di Fond Du Lac a fine primo tempo: quando Travis è uscito direttamente verso gli spogliatoi dopo esser stato gettato per terra da Green, tutti hanno trattenuto il fiato. E qui si apre una parentesi dolorosa: l'arbitraggio. C'è da dire subito che i tre fischietti non sono stati decisivi per la vittoria di casa, sia chiaro, però sono stati decisamente casalinghi nell'interpretazione dell'hand-checking sia sul palleggio che sul corpo fermo... troppo facile poter spingere per far perdere l'equilibrio da una parte, e beneficiare di fischi generosi dall'altra sulla stessa identica situazione. Ma se la Dinamo fosse stata più tonica e cinica forse qualche chiamata arbitrale sarebbe giunta.

Sapete cosa penso di questa Dinamo? Rispetto all'anno scorso la squadra è più tosta e compatta, strutturalmente e in diversi singoli, ma ha un limite di tenuta psicologica più basso. Non riesco a togliermi dalla testa che se il Banco avesse tenuto in campo un po' di più Jack Devecchi e Brian Sacchetti al posto di Hosley, la Dinamo ieri sarebbe rimasta attaccata meglio alla partita. E' stata una batosta davvero dura, dopo quella già patita contro Milano, e la pausa arriva a puntino: coach Meo deve far inserire bene Hunter e soprattutto lavorare sulla testa di alcuni giocatori, che "accendono" (poco) e "spengono" (molto) con troppa intermittenza.
l'esordio biancoblu di Steven Hunter

1 commento:

paolo luzzu ha detto...

la pausa deve servirci a risistemare le cose,ho visto una bruttissima squadra con un bruttissimo atteggiamento,perdere li in campania ci stava ma non senza mai entrare in partita