domenica 27 novembre 2011

Dinamo: una vittoria importante

la coppia di cugini americani stoppa il Teramo
(E' vietato il download di questa foto)

Come Roma sette giorni fa, anche Teramo arriva in terra sarda menomata da infortuni, lutti e con alcuni giocatori reduci da una settimana piena di noie fisiche. Il risultato stavolta era quasi scontato, e infatti puntualmente è arrivata la vittoria. Non si può biasimare Teramo né Ramagli, una partita ad handicap come questa non lascia scampo, ma neanche rimpianti.

La Dinamo ha giocato tre quarti stellari, e ciò nonostante Travis Diener sia stato limitato magistralmente da continui raddoppi su penetrazioni e pick and roll. Ma è stata la squadra ad aver girato a mille, stavolta: 22 assist complessivi parlano da soli, e a questo aggiungiamo un 14 su 26 nelle triple davvero incredibile. Ma non deve stupire: creare spaziature e dare la palla al momento giusto fa prendere tanti tiri in ritmo, e ciò comporta sempre buone percentuali di realizzazione, da due e da tre.

Niente altro da dire. Bravi tutti, da Hunter (top scorer con 16 punti) a Binetti, in campo nel finale per piazzare una tripla e far rifiatare il play di Fond Du Lac. Preziosissimi oggi Plisnic, presente a rimbalzo, Drake Diener, canestri importanti quando contava (poi ha giocato per gli altri) e Hosley, che all'inizio ha bisticciato col canestro, ma ha sempre difeso come non si è visto nessuno mai a Sassari da tanti anni. Il capitano, Manuel Vanuzzo, oggi ha portato a scuola il talentuoso Valerio Amoroso, limitandolo pesantemente e piazzandogli in faccia 14 punti d'oro. Bravi anche Devecchi (finalmente sui suoi ritmi e minutaggi) e Sacchetti (un pò debilitato ma attivo nel finale strano della partita). Ancora ottimo Pinton, i cui miglioramenti nella gestione del gioco e nelle percentuali di tiro si vedono di giorno in giorno. Bravo anche Metreveli, sempre presente nei raddoppi e a rimbalzo. Bravi tutti, davvero. E bravo coach Sacchetti, cui non è andato giù il calo (fisiologico e umano) di concentrazione dei suoi nell'ultimo quarto, quando Teramo dal -32 ha ricucito fino al più onorevole -18 (importante però lo scarto nel confronto diretto, non si sa mai).

Nota stonata della giornata: gli arbitri, i quali invece di lasciar scivolare via una partita che dopo 15' non aveva più niente da dire per quel che riguarda il risultato, sono saliti in cattedra agitando gli animi in campo con delle chiamate estremamente discutibili.

La Dinamo sale a 8 punti e mostra di crescere nella gestione del gioco e nell'intensità difensiva. Infatti c'è da pensare: se Hunter fosse venuto ad inizio stagione?

Un ultimo pensiero infine per una persona speciale, uno dei tifosi più appassionati e presenti di sempre, anche agli allenamenti, Antonio Monzi. La memoria storica della Dinamo era lui. Lui ritagliava ogni articolo di giornale, lui collezionava ogni numero di Superbasket, lui ricordava ogni giocatore, ogni partita come nessuno. E tifava, tanto. Oggi mi sono sentito come quando se n'era andato il vecchio Nicolino (quello che a bordo campo agitava il corno anti-jella): era come se mancasse qualcosa. La vita va avanti, ma nella memoria loro resteranno sempre, con Mimì Anselmi.
Skywalker
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Condivido, la squadra ha vinto e convinto. Se prendi ciascun giocatore, ti accorgi che tutti stanno crescendo, lentamente ma stanno arrivando al top della condizione. Uno come Steven Hunter sta iniziando a mostrare di che pasta è fatto, anche se deve fare i conti con la voglia di protagonismo dei fischietti italiani. Ma la cosa essenziale è il valore del collettivo. Stiamo iniziando finalmente a vedere una squadra compatta. A Cremona e contro Casale era un assemblaggio di individualità, oggi possiamo dire che l'amalgama - giunti alla  settima giornata - sta iniziando a dare buoni frutti. Nessuno nel basket può sottovalutare la forza di un gruppo e tutti sanno come sul nostro parquet, di fronte ad un pubblico formidabile, la squadra sia capace di esaltarsi. Sarebbe ottimale arrivare allo scontro di Bologna con le V nere in condizioni ottime, senza acciacchi o altro. Io dico che questa è la prova del nove, domenica a Casalecchio di Reno (ora Unipol Arena) potremo misurare le capacità e le potenzialità autentiche di questo team. Non ci accontentiamo di poco, vogliamo l'eccellenza, vogliamo esaltarci!
E infine, hai fatto bene a ricordare il sig. Monzi. Un eroe silenzioso, uno che - come tanti - nel corso degli anni ha portato il suo mattoncino alla casa comune biancoblù. Esultando nelle vittorie e soffrendo nei momenti duri (e ce ne sono stati diversi in tutti questi anni). A lui va l'omaggio del pubblico sassarese, perché tifare la Polisportiva Dinamo Sassari è un onore. 
SoloDinamo



il valore di un gruppo: Italia, Nantes 1983

sabato 19 novembre 2011

Dinamo: la vittoria che serviva




Giocare coi favori del pronostico a volte può essere pericoloso, rischi di scendere in campo con la testa altrove e prendere un'imbarcata. Oggi la Dinamo trovava un'ACEA Roma priva di due elementi di assoluto valore, Dasic e Maestranzi, e con Tonolli in non buona forma (come Jack Devecchi, che non ha visto il campo) e l'assenza dei due fuoriclasse ha creato più di un problema a coach Lardo, riducendo all'osso le rotazioni dei cambi. La Dinamo però è riuscita a scendere in campo concentratissima, e ha schiacciato la Virtus sin da subito. Il primo quarto parla chiaro: 29-14 il punteggio, 41-10 nell'indice di valutazione, 11 assist (7 di Travis Diener) e 5 triple. La partita sembrava segnata, il pubblico era in festa.

Le squadre di coach Lardo (sempre applaudito qui a Sassari, da una tifoseria che non dimentica mai i suoi eroi) però hanno una cosa in più: non mollano mai. E sono stati proprio i ragazzi (Staffieri e Marchetti) a dare l'input giusto a un Gordic fino ad allora sotto tono. Da quel momento Roma è risalita piano piano, Lardo ha alternato 4 giocatori diversi sul play di Fond Du Lac e la partita è cambiata. Ci si sono messi poi i tre pessimi arbitri con delle chiamate molto contestate dalle due squadre in campo e soprattutto dal pubblico, a creare una confusione che ha giovato molto agli ospiti e fatto perdere la bussola ai padroni di casa. Fra strappi e frenate la Dinamo è riuscita però a controllare la gara, e ha chiuso con le triple di Pinton (davvero buono oggi, sarà la presenza di Binetti a stimolarlo?) e Drake Diener (chirurgico oggi nei momenti top del match).

L'inserimento di Hunter procede bene. Oggi il colored biancoblu ha dovuto giocare più del necessario causa i problemi di falli dei compagni, ma non si è mai tirato indietro, e con lui in campo gli appoggi a canestro di Crosariol e Slokar non sono stati mai semplici. A fine partita Steven aveva la spia accesa, e coach Sacchetti ha dovuto sperimentare più che in passato quintetti bassi (Pinton ha dovuto marcare a lungo Datome, con buon esito). Hosley dal canto suo ha prodotto una partita molto concreta, risultando alla fine il migliore dei suoi per punti e indice di valutazione. Positivi anche i due cugini terribili: 11 assist per Travis che hanno pesato tantissimo (soprattutto all'inizio, come detto sopra) e penetrazioni esiziali per Drake, che si ha ritagliato gli spazi giusti senza strafare.

Sono proprio l'equilibrio nei giochi e le spaziature che hanno prodotto buoni tiri l'arma del Banco: quando la palla gira e tutti riescono a prendere i propri tiri la squadra gira, non ci sono malumori, e anche in difesa va bene. Il 95-69 nell'indice di valutazione sta proprio in questa forma mentis della squadra. Facendo girare bene la palla si sono ottenute migliori percentuali dal campo (con 11 triple a bersaglio) e dalla lunetta (ma solo 5 liberi tentati, per colpa degli arbitri), non si son persi troppi palloni (pochi recuperi però), si sono date ben 5 stoppate. Solo la voce rimbalzi è in rosso, ma coi problemi di falli sotto le plance non si poteva avere di più.

Comunque conta che si è vinto, e soprattutto dopo due batoste durissime da digerire. Certo, Roma ha giocato (e bene) con l'handicap, ma quei 4 punti in classifica stavano iniziando a diventare fastidiosi, con le squadre sotto pronte al balzo. Ora si rigiocherà in casa, domenica prossima, con Teramo. Una nuova battaglia.
Sportando.net
La Rosea

Intervista prepartita a Gigi Datome (Claudia Firino)
foto di Luigi Canu (c)

lunedì 14 novembre 2011

Pausa Dinamo. Uno sguardo al campionato

Con la provvidenziale pausa nel calendario che consentirà alla Dinamo di rodare meglio il neo acquisto Hunter e di recuperare i vari acciaccati, possiamo affacciarci oltre Tirreno per dare un'occhiata a questo campionato.

Queste prime giornate hanno confermato in buona parte le impressioni della vigilia. Anzitutto il valore delle squadre è livellato verso l'alto, nel senso che non c'è più solo Siena, 2-3 comprimarie e poi gli altri, ma ci sono due squadre davvero forti (i campioni in carica e Milano), altre 4 molto forti (Pesaro, Cantù, Caserta, Avellino) e poi quelle che seguono le quali non sfigurano affatto (vedi Biella a Varese, molto più solide dell'anno scorso).

L'Emporio Armani ieri ha battuto la pluridecorata Montepaschi. E' stata una partita intensissima, dove finalmente l'Olimpia Milano ha mostrato i miglioramenti dovuti alla cura-Scariolo. E' davvero incredibile che questo allenatore faccia fare un evidente salto di qualità ad ogni squadra che allena. E' anche vero che Milano è stata costruita molto meglio, con giocatori più navigati, ed è equilibrata in tutti i ruoli (questa era la sua pecca nella scorsa stagione). Siena dal canto suo resta sempre una squadra fortissima, ma da ieri è un po' ridimensionata, soprattutto psicologicamente.

Dietro, la corsa continua in maniera sfrenata. C'è Cantù anzitutto, che ha frullato a dovere una Avellino irriconoscibile. I ragazzi di Trinchieri avevano bisogno di una "leap of faith" e così è stato; hanno ritrovato ritmo e circolazione di palla, vincendo con merito. Avellino dopo le ultime esaltanti prestazioni ha subito una battuta d'arresto così dolorosa che francamente non mi aspettavo.

Varese e Biella sono state fantastiche. Nessuno avrebbe scommesso una cicca su di loro, e invece hanno 4 vittorie sul groppone. Appena più sotto le fortissime Caserta e Pesaro, che hanno gli scalpi di Milano e Siena da esibire. Le due squadre rivelazione si sono scontrate sabato e ha vinto la formazione biancorossa, con merito, grazie all'avviato recupero del "nostro" James White e ad un gioco frizzante. Forse il limite di queste squadre è la panchina corta, ma i quintetti sono stratosferici, e a bassi ritmi possono distruggere chiunque.

Treviso, Bologna e Roma (che ha trovato finalmente lo sponsor, l'ACEA) sono come l'anno scorso le delusioni dell'avvio di stagione. Vederle sotto ora però è preoccupante, perché hanno le potenzialità giuste per risalire.

Poi c'è la Dinamo a 4 punti, di cui parliamo diffusamente in questo blog. Diciamo che le tre sconfitte ci stavano: Milano, Avellino e Cantù sono tre squadre davvero forti, vero, ma ha colpito molto il modo in cui sono maturate due di queste sconfitte, con una Dinamo che ha chinato il capo quasi subito, facendo vedere qualcosa di buono solo a giochi fatti. Ma, dicevamo, la pausa potrà servire a ricaricare le pile e migliorare l'inserimento del pivot Hunter. Ora arriva Roma, e non viene a Sassari (diretta su LA7 sabato nel primo pomeriggio) a fare la gita.

In coda troviamo Montegranaro, più debole a mio avviso rispetto alla scorsa stagione, Cremona (e questo mi sorprende) e infine Teramo e Casale, le quali forse sono le squadre con i roster più deboli. La lotta sotto sarà davvero dura, e avere una squadra nel mirino ora, e cioé la Dinamo in evidente calo di concentrazione, potrebbe dare le giuste motivazioni alle quattro squadre fanalini di coda.

Lo dissi e lo ripeto: il campionato quest'anno è più duro, questo significa maggiori preoccupazioni ma anche maggiori emozioni.
Hubalek va in IRAN. Good luck, Jiri ! 

domenica 13 novembre 2011

i peggiori anni della nostra vita

Se penso a tutto quello che ho visto in questi ultimi venti anni, vorrei rinascere nell'Antica Grecia, 2500 anni fa. 
In ogni caso, W la Costituzione, W il Presidente della Repubblica...

Discorso agli ateniesi 461 a.c. Pericle -
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo
viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non
siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle
proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici
affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo,
ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una
politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della
democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.



Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso,
la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la
nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.




"...l'idea moralista della sinistra...". Oddio mio. 



"tu, non odiare. Ma, senza odiare, resisti!"

lunedì 7 novembre 2011

Avellino: una trasferta da dimenticare. Ora una salutare pausa

la mia torta "dinamista"...in serata, dal dolce si è passati all'amara sconfitta

Davvero una brutta sconfitta, davvero una partita inguardabile. Non distraggano le tante triple messe a segno quando i giochi erano già fatti, pensare di recuperare 24 punti a una squadra come la Sidigas è improponibile. E' stata una partita iniziata male, davvero male. Dean, in odore di taglio, ha prodotto il miglior primo tempo da quando è ad Avellino e la Dinamo ha chinato subito il capo, concedendo di tutto ai padroni di casa.


Dov'è iniziata la débacle allora? Iniziamo col dire che Avellino ha difeso bene sulle linee di passaggio nel perimetro. Ciò ha comportato pochi palloni per Drake Diener e Hosley, e dato che la Dinamo ha dato la palla sotto canestro poco o niente (complice l'inserimento a rilento, giustamente, di un comunque ottimo Hunter), i giochi erano già fatti. La Dinamo si è innervosita e ha prodotto una marea di palle perse (24 in totale, di cui la metà nel solo 2° quarto) che hanno lanciato tanti, troppi contropiedi per i padroni di casa, i quali a difesa ospite schierata hanno raccolto solo dai pick and roll e niente altro. E questa è la seconda bastonata: la Dinamo ha difeso pessimamente proprio sui pick and roll, concedendo molte triple agli esterni ospiti, i quali hanno avuto il merito di infilarne davvero tante (soprattutto il play Green è stato devastante, col suo 6 su 7), ma soprattutto la Dinamo non ha chiuso le linee di passaggio su questo schema, il che ha portato il lungo e atletico Johnson ad esaltarsi finalizzando con ottimi appoggi o addirittura schiacciate sugli assist provenenti da fuori il perimetro. E qui entra in gioco il nuovo centro Hunter: con lui in campo i lunghi di casa (Johnson compreso) hanno avuto grossi problemi sotto le plance, infatti Hunter è stato il miglior rimbalzista e ha dato due stoppate incredibili. 
Con lui fuori invece la musica è cambiata totalmente.

Con Hunter fine delle "buone" notizie però. La Dinamo non ha avuto niente da Hosley, davvero nocivo ieri (3 su 13 dal campo, 5 palle perse e un pazzesco -6 di valutazione); ha avuto poco da Drake Diener, marcatissimo, e qualcosa di buono solo dal play Travis e dal duo Vanuzzo-Pinton, almeno in attacco. Forse mettere in campo Binetti, battagliero quale è, avrebbe potuto portare almeno in difesa (tallone d'achille di Travis e Pinton) qualcosa di buono. Per non parlare poi della botta rimediata dal play di Fond Du Lac a fine primo tempo: quando Travis è uscito direttamente verso gli spogliatoi dopo esser stato gettato per terra da Green, tutti hanno trattenuto il fiato. E qui si apre una parentesi dolorosa: l'arbitraggio. C'è da dire subito che i tre fischietti non sono stati decisivi per la vittoria di casa, sia chiaro, però sono stati decisamente casalinghi nell'interpretazione dell'hand-checking sia sul palleggio che sul corpo fermo... troppo facile poter spingere per far perdere l'equilibrio da una parte, e beneficiare di fischi generosi dall'altra sulla stessa identica situazione. Ma se la Dinamo fosse stata più tonica e cinica forse qualche chiamata arbitrale sarebbe giunta.

Sapete cosa penso di questa Dinamo? Rispetto all'anno scorso la squadra è più tosta e compatta, strutturalmente e in diversi singoli, ma ha un limite di tenuta psicologica più basso. Non riesco a togliermi dalla testa che se il Banco avesse tenuto in campo un po' di più Jack Devecchi e Brian Sacchetti al posto di Hosley, la Dinamo ieri sarebbe rimasta attaccata meglio alla partita. E' stata una batosta davvero dura, dopo quella già patita contro Milano, e la pausa arriva a puntino: coach Meo deve far inserire bene Hunter e soprattutto lavorare sulla testa di alcuni giocatori, che "accendono" (poco) e "spengono" (molto) con troppa intermittenza.
l'esordio biancoblu di Steven Hunter

venerdì 4 novembre 2011

"A guardia di una fede"




Correva l'anno 1981, e passavo da un punto all'altro della città a bordo di una Fiat 500 fiammante (?), dividendomi tra Università, il glorioso campo dell'Acquedotto e la palestra C.O.N.I. di viale Adua, là dove -ormai parecchi anni fa- tutto questo è iniziato. Due anni dopo eravamo nel nuovo palazzetto dello sport, dotato di due sole tribune, e non essendoci ancora le curve (che arrivarono circa 10 anni dopo a seguito dell'ampliamento resosi necessario dopo una storica promozione) il dilemma fu: "dove ci mettiamo?". 
A tifare si va in curva, questo è un concetto chiaro, gli ultras in tribuna centrale sono come la pizza all'ananas: improbabili.
Per il gruppo di ragazzi che tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 iniziavano a tifare "forza Dinamo" la scelta di campo fu chiara: settore B dietro le panchine. Quasi al centro, in modo da fare il più baccano possibile. Possibilmente seccare l'anima alla panchina ospite (eh sì, avete letto bene!). Mi ricordo che già da allora, e son passati quasi trent'anni, ogni tanto qualcuno che stava nelle tribune sottostanti si girava e lanciava contro i ragazzi degli sguardi di fuoco,terribili..."ma cosa vogliono questi rompiscatole?". Qualcun'altro andò addirittura a lamentarsi con l'Avv. Milia, segnalando sdegnato il comportamento di questi pessimi soggetti, forse dimenticando che quando c'era da mettere un po' di sale sulla coda a squadre come Montegranaro, Chieti, Stamura Ancona, Algida Roma, Roseto o Brindisi nessuno si tirava mai indietro. 
Questo prologo serve per chiarire un concetto, e cioè che fare il tifoso organizzato è un "lavoro" ingrato, a volte oscuro e spesso neppure compreso dai più. 
Inoltre, un fatto deve essere rimarcato, e cioè che il tifo sassarese è sempre stato abbastanza caldo, ma si è espresso salvo poche eccezioni nei limiti della correttezza; nel senso che non ci sono state invasioni di campo o aggressioni agli arbitri e agli avversari (salvo uno sporadico episodio che si verificò negli anni 70). A dirla tutta, non è mai stato un tifo da educande, le suore orsoline non troverebbero sicuro alloggio tra le quattro mura del palazzetto, per quanto nessuno (fortunatamente) ha mai subito in 50 anni aggressioni fisiche. 
Un gruppo come il Commando 1991, perché oggi è di loro che voglio parlare, ha raggiunto una dimensione che forse 5-6 anni non rientrava nelle più ottimistiche previsioni. Ai tempi di Shannon & co., forse nel 2005-2006, vi erano non più di una decina di persone che stoicamente e coraggiosamente cercavano di coinvolgere il resto della gradinata. Oggi si parla di circa 190 iscritti. Con una capacità di coinvolgere un po' tutto il settore "C" e nei momenti più caldi, anche il resto del palazzetto. Quella gradinata contiene 1000 persone, che non sono poche. Perché quel settore è importante ? Perché sostiene la squadra in qualsiasi momento, organizza le trasferte in ogni punto della Penisola, inventa sempre nuove coreografie, crea aggregazione, costituisce un ritrovo sicuro tra gente legata ad una "fede" comune. Una fede laica, ma pur sempre fede. Che cosa ha da fare oggi un ragazzo, se non studiare per il suo futuro e sostenere i propri colori?
Ci saranno state, specie negli ultimi anni, alcune isolate esagerazioni, e solo una volta ho voluto segnalarle anche su questo blog (poi non ho idea se il concetto che volevo esprimere sia stato colto, qualche gesto mi era sembrato un po' inopportuno e volevo solo rimarcarlo). ma la posta in palio stavolta era alta, tra play-off, promozioni e sfide con il meglio del basket italiano, quindi l'eccesso a volte rientra nell'ordine naturale delle cose. Chi ha sbagliato, spesso si è assunto le sue responsabilità, pagando di tasca qualche multa irrogata in modo un po' troppo gravoso specie per le casse della società.  
A fronte di tutto questo, e per tornare all'oggetto del post, c'è sempre qualcuno che come si suol dire "rema contro" e non comprende il lavoro (spesso oscuro) che molti fanno. Insomma, c'è quello che vuol fare il "fenomeno" o il bastian contrario a tutti i costi. 
La Dinamo, per come la concepisco io, è come una piccola fabbrica in cui ciascuno dà il suo contributo alla produzione. L'ultras tifa a modo suo, e spesso mal sopporta che altri gli dicano ciò che deve fare, il tifoso di un altro settore può collaborare a questo genere di tifo, andando in trasferta oppure sostenendo la squadra quando ci sono i prevedibili momenti di difficoltà. Se questo e non altro è lo stato delle cose, non si comprende davvero l'atteggiamento di chi rema contro, e denigra tanto per denigrare: lo striscione non va bene, il tifo non va bene, il rullo del tamburo è fuori tempo e il coro è inappropriato. "Fate questo e non fate quest'altro": ma come può una persona, che al massimo paga il regolare biglietto e si siede in una poltroncina dotata di comodo schienale, ergersi a giudice di come un tifo deve essere fatto o non deve essere fatto ?  
L'unica cosa che io posso dire, per tirare le conclusioni, è di lasciare un po' perdere questo genere di "contumelie": svilimenti del contributo dato dal tifo organizzato o un certo genere di denigrazioni ve ne sono sempre stati, forse replicare o dar seguito a certe critiche rischia davvero di dare alle tesi di certe persone un momento di popolarità che non meritano. Resta il fatto che la tifoseria di Sassari resta tra le più organizzate e corrette d'Italia, ed è stato un piacere durante la partita contro Milano vedere un intero settore colorato di blu. Disposto a mobilitarsi e partecipare nell'esclusivo interesse della Dinamo: "a guardia di una fede", in parole povere (ma sincere).
Perciò esorto il Commando ad andare avanti e, a questo punto, a disinteressarsi da certe curiose teorie, provenienti da chi ha un  singolare concetto del tifo, "sale" immancabile di qualsiasi partita, dalla serie D fino alla Euroleague. Il palazzo silenzioso è un palazzo triste, senza passione. Il silenzio lo lasciamo al tennis e al golf. 
E per ora è tutto. 
Bologna, 3 aprile 2011

Fornitura di birra per un mese, a colui che cita un'altra tifoseria che trovandosi sul - 20, in casa, continua a sostenere la propria squadra ! 



il Commando al forum di Assago (foto Canu)