lunedì 31 ottobre 2011

Brutto stop e ora si parte da capo



Forse è stata eccessiva la punizione che l'Emporio Armani ha dato alla Dinamo ieri, ma è quello che il campo ha espresso, e non c'è niente da recriminare. La Dinamo si è presentata alla sfida estremamente menomata: fuori Travis Diener per noie alla schiena, idem il capitano Vanuzzo (in panca solo per fare numero), Pinton e Drake Diener in campo ma altamente fuori forma (con la differenza però che il primo non ha fatto neanche il 10% di quanto ha fatto il secondo), e il resto della squadra è entrato in partita dopo un intero quarto. Il -5 di valutazione del primo parziale la dice tutta su come sia andata subito via la partita. La Dinamo cozza contro una difesa granitica, quella milanese, che si vede beneficiare di nessun fischio a sfavore ottenendo invece dall'altra parte sulle stesse situazioni ben 4 chiamate molto generose (con tanto di provocazione di Lamonica a Jack Devecchi reo di aver protestato). La gara non poteva iniziare meglio di così per Milano, che ha messo la freccia e non si è più guardata indietro, meritando poi ampiamente la vittoria.

La Dinamo pareva fosse scesa in campo conscia che sarebbe arrivata una sconfitta. Non è questo l'atteggiamento da esibire in queste circostanze. Non ingannino i 20 punti di Hosley: il colored con passaporto georgiano ha fatto tutto quando i buoi erano già usciti dalla stalla ed erano in fuga. Ieri son piaciuti solo Plisnic e Diener, appena sufficienti Sacchetti Jr e Devecchi. Ma c'è altro da dire. Indecente, indecoroso e assolutamente non professionale è stato l'atteggiamento di Kito Benson: ieri più che mai si è capito che il giovincello sempre-serio-e-distaccato è venuto in Sardegna a svernare in attesa di avventure più gratificanti altrove, fra i professionisti. A proposito di professionismo: a Kito diciamo che se gioca così nella lega nazionale americana non entrerà neanche in panca a porgere gli asciugamani ai compagni. Va bene gestirsi, (non) va bene aver paura di farsi male, ma un giocatore di basket dev'essere professionale e deve dare sempre tutto... non deve fare il lavativo, e in più disinteressato. Benson ha guadagnato qui a Sassari dei bei soldini per non aver fatto niente, anzi: ha fatto solo danni. Vada pure via a mostrare la sua bravura (chi l'ha vista qui?) e professionalità (una bestemmia?) altrove.

Davvero una brutta figura. Non c'erano le condizioni perché si potesse chiedere il miracolo alla squadra, così menomata com'era ieri, però l'atteggiamento doveva essere diverso. Pazienza. Fine delle lamentele.

Ora si volta pagina, va via il fantasmino e arriva un centro vero e cazzuto, ma soprattutto torna Travis Diener: ieri più che mai si è visto quanto è importante averlo in campo. Ora si vola ad Avellino e poi c'è la pausa, con Roma dietro l'angolo. Appuntamento a fine novembre per ripartire con slancio.

La coreografia del Commando:

WELCOME STEVE !

domenica 30 ottobre 2011

cugini, gregari, mediani...

Jack, uno di noi !

Filloy in maglia Soresina

GAME DAY. Oggi è il gran giorno della sfida contro Milano. Tutti recuperati a parte Travis Diener. Che risente degli acciacchi alla schiena patiti dopo una brutta scivolata sul campo di Cremona. Una palla persa, un  calcio di rabbia su una protezione, una mossa innaturale. Un po' come era avvenuto lo scorso campionato nei play off, l'americano non potrà esserci contro l'Olimpia. Sarà anche l'addio per Keith Benson, un giocatore arrivato con molte speranze ma deludente sotto vari aspetti. Bye bye Kito. Sarà anche il giorno della sfida in famiglia: Gallinari e Devecchi , cugini di primo grado, originari di San'Angelo Lodigiano. Jack è più grande di tre anni del suo famoso cugino "americano", porta gli occhiali come lui ma ha una marcia in più: la fidanzata sassarese. L'origine è la stessa, quasi identica trafila nelle giovanili (Casalpusterlengo e Milano per Danilo; grande scuola Olimpia Milano per Jack, che è praticamente un ex in questa avvincente sfida). Danilo è un vincente, uno che è stato scelto nei draft NBA addirittura da Mike D'Antoni. Un onore per qualsiasi cestista italiano; ma anche Jack è un vincente, ha ottenuto due promozioni in A con Montegranaro e Dinamo. E' sorridente e disponibile con tutti, mai un atteggiamento ineducato in campo. Eccolo qui, lui segna , mentre io li riprendo dalla curva:





A me piacciono i giocatori come Jack, umili, gran faticatori, sempre pronti a correre, difendere, rubar palla, portar palla, chiudere i varchi, fare i blocchi ecc. Insomma, un mediano alla Lele Oriali. E un gregario, in fin dei conti, è stato pure il papà di Danilo, Vittorio. 
E sempre in tema di gregari, mi viene in mente un altro protagonista della partita di oggi: Ariel Filloy, panchinaro della EA7 Milano. Uno che conosciamo bene dai tempi di Soresina, lui ha compiuto una lunghissima trafila in Legadue cambiando varie volte squadra, anche se in verità il suo cartellino era saldamente nelle mani dell'Olimpia. Dopo un bel campionato a Pistoia, si sta guadagnando spazi e minutaggio a Milano. A dire il vero, anche l'argentino di Cordoba è un ex ! Ha giocato infatti, quando aveva solo 16 anni, qui a Sassari nella dinamo2000 (C2) e l'anno prima nella Silver Porto Torres (B2). Un po' come Mario Ghersetti che sta facendo meraviglie con Brescia in Legadue. Altro argentino con il cuore a Sassari, e tante amicizie in Sardegna.
Insomma, una partita con molte stelle americane, ma anche con gregari umili, tanto silenziosi quanto importanti per la causa. E nell'attimo in cui il coach li chiama dalla panca, con un semplice gesto, sanno già quello che dovranno fare. Sono lì per questo. Sanno bene che dovranno dare il massimo entro un tempo limitato. 
Una vita da mediano. "Casomai" vinci i campionati e a volte, anche i big match.
Alè Dinamo !

Claudia Firino su isolabasket.it/




martedì 25 ottobre 2011

la Vanoli stecca due volte, la Dinamo ne approfitta

l'attacco di Maestro Drake
Vanoli Braga-Cremona 89
Dinamo Banco di Sardegna 92
a 2:47 Quinton Hosley, Top Ten di LegaA!

Eccoci qui, rientrati! Come era nelle previsioni è stata una bellissima trasferta e se devo dire la verità, alla partenza ero moderatamente fiducioso in una vittoria della Dinamo; giocando a pieno regime, e sfruttando appieno le  potenzialità dei ragazzi, una squadra come Cremona poteva essere battuta ed è proprio quello che è avvenuto. Anche se non è stata una passeggiata, tutt'altro ! 
E' stata una vera e propria  battaglia. Ma andiamo con ordine...
PARTENZA - sull'aereo becco casualmente Luigi 30°, come è noto il miglior fotografo del mondo. Il volo su Bergamo-Orio al Serio è strazeppo di emigrati sardi, si va al nord a lavurà, ma anche di studenti universitari. Ryanair ha avuto il grande pregio di collegare col resto del mondo questa isola derelitta, che già in ginocchio per conto suo, è stata massacrata dalla crisi del terzo millennio. Così, si vede in giro ogni tanto anche qualche turista, trasportato a prezzi convenienti dalla compagnia irlandese che parte quasi in orario, arriva prima delle altre e suona pure la trombetta. A bordo della navetta c'è il tempo per scambiare qualche battuta con Gigi, nostro compagno di strada per un bel pezzo, e con l'ottimo Roberto Sanna (il giornalista de La Nuova, autore di "Dinamo, 50 anni", un bel libro che vi riconsiglio). L'argomento, manco a dirlo è Keith Benson: "è un problema" come ha scritto domenica il cronista, ma la cosa più delicata è capire dove sta il problema per il ragazzo. Sicuramente, per ora è un americano poco adatto al gioco fisico della serie A. Forse il club tergiversa perché non vuole fare scelte affrettate, che potrebbero risultare assai care: condivido questo loro momento di riflessione. Fatto sta che ieri sul sito ufficiale hanno smentito la notizia del taglio, definendo "convincente" la sua prestazione al palaRadi. Un fatto per ora è certo: quel "Kito" visto a Cremona non è un mostro di bravura ma non è manco un giocatore pronto per il taglio. Accantonati per un po' i pensieri, dopo un bel volo tocchiamo la pista padana (pardon, lombarda), e il viaggio riprende...Cremona non è poi così lontana e ci accoglie immersa nel sole e nel silenzio delle sue strade perfettamente pulite. Un gioiello carico di storia e di significati, a cominciare dal grande Antonio Stradivari (ma anche Monteverdi è nato qui), un liutaio del '600 che ha reso famosi nel mondo i suoi 500 violini fabbricati artigianalmente. Tutta la città è dedicata al segreto del violino Stradivarius, perciò troverete botteghe di liutai, musei, casa natale visitabile, ente concerti a lui intitolato ecc. Fa piacere vedere tante viole, violini, violoncelli e contrabbassi in mostra nelle vetrine dei maestri liutai. Una densità impressionante di pasticcerie rende piacevole la visita e poi il Torrazzo, come poteva mancare! 502 lunghi scalini su su fino in cima. La torre campanaria più alta d'Europa, così dicono le informazioni. Da lassù è possibile ammirare l'intrico di strade su una trama urbanistica medioevale. Davvero bellissimo...a dire la verità lassù qualcuno inizia a farsela addosso per la paura, francamente neppure io mi sento sicuro, preferisco scendere almeno al di sotto della scala a chiocciola! I più coraggiosi? Le donne, manco a dirlo. Riguadagniamo le strade di Cremona, battute da radi turisti domenicali. L'interrogativo sorge spontaneo: ma dove sono i cremonesi? Saranno a casa, stanchi morti dal lavoro. E sarà questo il MISTERO #1 della nostra giornata dinamista. 
IL PALARADI. Enorme struttura inserita nella fiera di Cremona. L'allargamento della nuova gradinata Triboldi mi ricorda i nostri settori C e D, anch'essi realizzati per regolarizzare la capienza in vista della serie A2. Snobbo senz'altro il settore laterale "ospiti", una specie di gabbia in plexiglass, fredda, inospitale, a metà tra un lager balcanico e Bolzaneto, e poi lassù c'è pure buio. Mi ficco decisamente nella tribuna Vanoli "ospiti", c'è pure qualche sassarese che però non ci degna di uno sguardo. E veniamo al MISTERO #2 della giornata: ma se un sassarese va in trasferta a 800 km di distanza, prendendo l'aereo e tutto il resto, e poi becca una divisa dello stesso colore (=sciarpa) perché non mi deve rivolgere la parola ? E' veramente un comportamento curioso! Conoscevo l'impiccababbu, il deleterio, l'espertone, l'ultras da tastiera, il falso cortese che si rivela un grosso maleducato, il so-tutto-io, ecc. ma il dinamista antisociale ancora mi mancava. ;-)
Comunque è sempre una lezione salutare vedere la partita circondati (o quasi, visto che siamo in 8 da Sassari) dai tifosi avversari. Così ci si rende conto di come, curiosamente, la faziosità insita inguaribilmente nel tifo - checché ne dicano i professoroni che si atteggiano ad imparziali - abbia l'effetto di far vedere le cose in modo diametralmente diverso. Basta mutare la fazione, la famosa "divisa di un altro colore", e magicamente il fallo non era fallo, il passi fischiato era una esagerazione. 
A TUTTO MOTORE - Il Banco parte bene: 9-0 e via così. La Vanoli si regge essenzialmente sulle doti di Von Wafer che, attenzione, non è nulla di friabile, ma un americano veramente talentuoso, di Marko Milic, uno sloveno tosto come il torrone di Cremona e di Perkovic, giocatore croato, che sembrano usciti dalle ultime guerre balcaniche quanto a combattività. Il nostro Travis Diener dirige i giochi, come sempre da par suo, dimostrandosi vero faro della squadra insieme al suo cugino terribile. Il pubblico inizia a prendersela con le giacchette grigie, protagoniste di chissà quale sfavore: curiosità, che non mi sfugge visto che sono a 5 metri dalla nostra panchina, uno degli arbitri minaccia di tecnico coach Sacchetti. E lo fa a tempo di record, dopo soli 4 minuti di gioco. Alla fine usciranno per falli Vanja Plisnic e Quinton Hosley. 31 falli fischiati a nostro sfavore (così dicono i tabellini) non mi pare esattamente un trattamento benevolo nei confronti della Dinamo ma tant'è, il pubblico continua a prendersela con epiteti non molto aulici nei confronti di due nostri giocatori.  I più bersagliati, guarda un po', sono tra i migliori in campo, cioè Vanja e Drake. A proposito, magari non si è visto bene ma qualche fallo fischiato al serbo e al noto cugino americano, forse non c'era. Ed anche un quinto fallo fischiato a Quinton Hosley, neppure questo era limpidissimo, tanto che lui ha protestato, cosa che fa raramente. Proprio sul finale, quando si è visto che la Vanoli era spacciata salvo miracoli, accanto a noi vi è un curioso personaggio che per offendere i nostri biancoblu usa un epiteto ...diciamo che tira in ballo gli effetti della Sindrome di Down. Probabilmente il "signore", definiamolo così per convenzione, non conosce l'intelligenza e la vivacità di queste persone poco fortunate, ma vitali. Di certo più vitali di un povero frustrato della domenica. Anche le palline di carta se le potevano risparmiare, ma si sa che quando si costruiscono muri invisibili o visibili (magari in plexiglass) la frustrazione aumenta, e cade bruscamente il livello di sportività. 
L'ATTENZIONE - tutti tesi e concentrati, nei minuti finali, sulle disposizioni impartite dai coach per frenare il disperato tentativo di rimonta cremonese. Ho visto un Devecchi abbattuto per due palloni rubati dalla Vanoli (costati cari), ma immediatamente reattivo dopo che Sacchetti lo ha lasciato in campo, una rabbia che ha monetizzato in punti immediati; Ugo Ducarello furente a rimproverare il suo giocatore, con il pronto intervento di Paolo Citrini che da buon psicologo ha calmato tutti frapponendosi fisicamente; e coach Sacchetti che ha poi zittito coach Ducarello, reo di protestare troppo all'indirizzo degli arbitri. Anche giocatori infuriati, ma nel modo giusto, quando uscivano dal campo per troppi falli o per rifiatare. Sarà questo il famoso "atteggiamento" di cui parlava spesso Meo Sacchetti lo scorso campionato ? Mi piace, mi piace ;-)
EPILOGO - La Vanoli stecca due volte, come pubblico e come tiri liberi (ben 11 quelli falliti, mentre noi ci attestiamo su un ottimo 90,5%, segno tangibile di concentrazione e scarsa pressione anche nei momenti cruciali). Qui sale sul palcoscenico il Maestro Drake, che si alza e gela tutta Cremona col suo stradivarius suonato magistralmente : 20 punti per 33 minuti, 75% di realizzazione nelle bombe, +20 di val., inferiore solo ad un concreto, finalmente convincente Quinton Hosley, con +21 val., autore di due schiacciate che da sole valevano il prezzo del biglietto (per la cronaca: erano 22 euro nei comodi centrali, retro panchina, a due passi dal campo e 11 € i ridotti). Insomma, finalmente un Quinton versione...James White, così gli amanti dei paragoni col recente passato sono serviti .  La Dinamo -in poche parole- vince in un finale punto a punto con relativo fallo sistematico, una roba non adatta ai deboli di cuore. L'ultima volta accadde al palaSomenzi contro la vecchia Vanoli Soresina, evidentemente è destino che tra queste due squadre debbano venir fuori delle partite combattutissime.
IL GRAN FINALE - Benson fa abbuffata di rimbalzi (se ne contano 13 alla fine), si sveglia dal torpore e stoppa finalmente alla grande, Maestro Drake intercetta il disperato tentativo da 3 di Cinciarini, un attimo dopo la sirena finale ed esplode la gioia (contenuta) dei nostri giocatori, praticamente crepati visto che hanno tirato la carretta in otto per tutta la partita (Pinton in pratica non entrato e Vanuzzo rimasto in Sardegna, in panca il baby Marcolino Spissu per dare coraggio e rincuorare i compagni "dall'alto" dei suoi 16 anni - ci sarà tempo per parlare di questo meraviglioso frutto del vivaio cestistico sassarese). A seguire, l'esultanza smisurata per il coach Ugo e per il "team Sardara", cioè Cherchi e Dettori: arriva Carlo Sardara, nostro vecchio amico delle estati algheresi, che dà un cinque sprizzante gioia; "noi vinciamo" avevo detto nell'intervallo ai dirigenti, e vittoria è stata. Quando si gioca con cuore e passione alla fine il risultato arriva.
Rientriamo tra strade scarsamente trafficate, fino ad un centro storico pressoché deserto. Alle 21,00 piazza del Duomo offre uno scenario quasi fiabesco, luci perfette illuminano la facciata della Cattedrale, di fronte il palazzo del comune è lì a far da sentinella ai secoli. Una buona pizza, di dimensioni enormi (più o meno la larghezza di un canestro), e poi di corsa in hotel. 11° esterni e riscaldamento acceso, e pensare che solo una settimana fa (16 ottobre) mia moglie era al mare.   
IL RIENTRO ROCAMBOLESCO- E' arcinoto che le auto prese a noleggio devono essere rifornite prima del rientro al car rental. Ma provate voi a trovare un distributore di benzina lì ad Orio al Serio! Becchiamo un vecchietto, dalle parti del camposanto e costui parla per quindici minuti buoni. Non è una informazione stradale, è una lezione accademica di toponomastica. Sembra il Rezzonico di Aldo Giovanni & Giacomo, dopo lunghi giri scopriamo che il primo distributore è praticamente a Bergamo. Tra le risate, fermo due muratori, due bravi cittadini padani (pardon, lombardi), che ci indicano il più "vicino" distributore, solo a due chilometri: dirigersi verso Grassobbio. Ecco svelato il MISTERO #3, la Q8 di Grassobbio è la nostra salvezza! Sperduto nella pianura orobica, in un intrico di strade sgombre dalla nebbia e dal ghiaccio, si trova un distributore a prezzi esagerati, tra gli ameni villaggi di Mascello Busnago e Oriate Olona, Drummiglione Fedrigotto o Camerlengo Mandronello, però tra italiani ci  siamo capiti: insomma, prima della HERTZ andate a Grassobbio a rifornire, fratelli Dinamisti ! Che sennò vi addebitano tutto il pieno...


E tifate sempre forza Dinamo, anche contro A7 Olimpia Milano, perché la prossima partita è ancora tutta da giocare. 


il tentativo di Kito Benson finirà sul ferro

DAL BLOG DI CREMONA

"La Cronaca" di Cremona, 24/10/2011


"colpa degli arbitri"..."male dietro"... WHAT ?!


non è uno Stradivari...era solo esposto in hotel!

domenica 23 ottobre 2011

La Dinamo sbanca Cremona. E ora l'NBA-DAY

http://www.videolina.it/view/servizi/21985.html
Che sofferenza, ragazzi, ma è fatta. La Dinamo sbanca Cremona e torna a casa con due punti d'oro, dopo aver condotto per quasi tutta la partita. Proprio nel momento del bisogno, con due giocatori infortunati e le rotazioni ridotte all'osso, i ragazzi di coach Sacchetti sfoderano una prestazione maiuscola reggendo l'urto di Cremona, che ha menato le danze buttandola sul fisico, e portano a casa una vittoria importantissima.
Dura, dura da morire questa squadra: concreta e attenta anche quando è stanca, anche quando i falli sul groppone sono un'enormità (31 a 23, troppi) per gentile concessione ai padroni di casa da parte di una terna arbitrale che definiamo mediocre per non rischiare querele. Cremona ha vivacchiato sui 37 viaggi in lunetta, sbagliando molto, e alla fine ha chinato il capo.
Kito Benson oggi ha fatto vedere qualcosa di buono: forse gli è stato spiegato che l'NBA gradisce di più quelli che lottano quando vanno in Europa invece di quelli che cercano solo di non farsi male, e anche se ha segnato poco ha tirato giù 13 rimbalzi aggiungendo una bella stoppata. Strepitoso per completezza Quinton Hosley. Poco in campo per i tanti falli, ha dato tutto, risultando il migliore dei sassaresi per percentuali e indice di valutazione, e tutti abbiamo negli occhi il rimbalzo offensivo che ha prodotto una schiacciata a due mani abbacinante. Drake Diener ha segnato con continuità, anche lui limitato dai falli, e ha giocato in cabina di regia a lungo (il cugino 40 minuti non li poteva reggere): la stoppata finale sul tiro da tre avversario che poteva valere i tempi supplementari è stata davvero d'oro. Travis Diener: tanti errori al tiro perché super-marcato dai cremonesi, ma con 8 assist e 5 rimbalzi ha dato più di quanto ci si potesse legittimamente aspettare. Un vero leader sul quale Cremona ha giostrato ben 4 marcatori diversi, ma inutilmente. Lo "zio" Vanja Plisnic: ancora una volta vero collante difensivo dei biancocelesti, non ha avuto problemi a menare le mani e creare spazi per i compagni dall'altra parte, segnando sui preziosi scarichi beneficiati. Jack Devecchi: canestri buoni nel primo tempo, grande difesa nel secondo, i suoi avversari hanno dovuto sempre forzare. Metreveli è ingiudicabile, ha giocato troppo poco. Brian Sacchetti invece è quello che ha beneficato di più tiri liberi, 100% per lui, e con 4 ribalzi e una grande difesa ha dato sostanza.
La Dinamo è tosta, e lo si era capito dal precampionato: non molla mai, e anche quando è stanca (oggi nella seconda parte dell'ultimo periodo ha boccheggiato spesso) non si tira indietro. Questo è il gioco che serve in una Serie A più tosta, qual'è quella di questa stagione. Ora si torna a casa per l'NBA-DAY. Arriva Milano, che ha strapazzato la Virtus Bologna, e sarà un'altra battaglia. Ma siamo sicuri che l'Armani Jeans non verrà a fare una gita...

mercoledì 19 ottobre 2011

Who are you

la foto di Keith Benson è tratta dal suo profilo twitter (C)
              
Con la maglia di Oakland

Probabilmente questo post è inutile perché il club dopo le ultime deludenti prove e le dichiarazioni di coach Sacchetti, sta già meditando il taglio dell'americano del Michigan, cresciuto a Detroit, con vari record che in due anni ne hanno fatto un top player del campionato del college. Pensate che solo 11 mesi fa è riuscito a fare 22 stoppate in una sola partita. Sardara pare intenzionato ad aspettare l'americano ma è difficile che possa realizzarsi davvero un deciso cambio di marcia. Il rischio è quindi quello di perdere del tempo prezioso, non si può giocare con un USA in meno nel roster.
Chi è esattamente Keith Benson ? Il giocatore atletico ed elegante, quasi un  gatto sotto le plance, visto nei filmati che girano in rete oppure quello evanescente osservato con stupore tra pre-season e avvio di campionato ? Stiamo parlando di un giocatore che negli USA era ed è ancora considerato un ottimo prospetto per la NBA. Non mi intendo troppo di basket, non sono un fanatico anche se di partite ne ho visto "qualcuna" da 35 anni a questa parte. Eppure, la prima volta che ho visto Kito in una gara ufficiale (partita contro l'Olympiakos Pireo) mi sono detto insieme ad altre centinaia di persone "qui c'è qualcosa che non quadra". E' un pivot che gioca molle, quando invece deve giocare tosto, che gioca di fino ove occorrerebbe la schiacciata. Sembra che tema nel fare a sportellate con i lunghi avversari, eppure il fisico non gli manca. Nel tiro proprio non ci siamo, sbaglia appoggi e canestri facili. Quasi una bestemmia per giocatori di questo lignaggio. Ogni tanto un lampo, una stoppata o una schiacciata che fa intuire le sue buone qualità, ma non è concepibile che in un campionato  difficilissimo e basato sull'impatto fisico come quello italiano egli possa pensare di giocare "passeggiando" in campo. Abbastanza avulso dai giochi Dinamo, si è ormai alzato un muro con i compagni che o non lo servono oppure imprecano quando perde palla. I motivi del suo mancato ambientamento sono misteriosi...magari gli mancano gli amici, le ragazze, la cucina americana, l'aria di casa. Si trova scaraventato in un mondo che non conosce e che probabilmente non è interessato a conoscere visto che con il LOCK-OUT corre il "rischio" di riprendere l'aereo per gli U.S.A. Taciturno e costantemente "musone", non sembra uscire dal suo stato di abulia. Insomma, un oggetto misterioso paracadutato al Palaserradimigni, suo malgrado. Magari lui ci ha provato con tutte le sue forze, ma i risultati non si vedono. KITO, WHO ARE YOU ?
Gli eroi del Pianella. Così intitolava Superbasket durante lo scorso campionato a proposito della forza mostruosa della squadra canturina quando gioca tra le mura amiche; una squadra, la Bennet, che non perde in casa dall'aprile 2010 se si esclude l'unica sconfitta rimediata contro i campioni d'Italia lo scorso campionato. Insomma vincere al Pianella si è rivelata una impresa impossibile. Una squadra molto alta e con una panchina profonda, con Leunen, "Baso" e il duo serbo Micov-Marko Scekic che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. La Dinamo ha difeso bene per tutto il primo tempo ma ha segnato poco, con percentuali basse e con le quali sarebbe stato davvero improbo passare a Cantù, con una squadra che si esalta di fronte al suo rumoroso pubblico. 
La Dinamo è una bella automobile che per il momento si trova in riparazione dal meccanico, vuole correre e forse sarebbe pure pronta, ma manca quel ritocco, quella lucidatura alla carrozzeria, quella messa a punto che gli consentirebbe di uscire dall'officina sgommando. Un pivot vero - non un marziano - a questo punto sarebbe manna dal cielo, quindi la società è chiamata ad uno sforzo ulteriore ed è tutto un po' più complicato per lo stallo-Benson (che non è costato neppure poco, a quanto pare, onde non si tratterebbe di una decisione indolore). Per il resto, premesso che i problemi di una squadra non possono coincidere con quelli di un solo giocatore, sono abbastanza soddisfatto di quello che ho visto finora. Penso che il prossimo match contro Cremona sarà un buona prova: in fondo si tratta di due squadre che si equivalgono, la Dinamo può far sua la posta a patto che elevi le percentuali di realizzazione e inizi finalmente a rubare palla come ha fatto Cantù.
Trasferte & trasferte. Archiviata la impegnativa trasferta in terra brianzola, si va a Cremona.  E' un palazzo testimone di sfide furibonde tra la vecchia Vanoli e la Dinamo, a cominciare dal campionato 2007-2008 (una incredibile vittoria sulla sirena grazie a Russell Carter) fino ai drammatici play off del 2008-2009, ai tempi di Whiting, Bell, Quadre Lollis e compagnia. Insomma, sono due formazioni che quando si incontrano, danno sempre spettacolo.
Il ritorno di Binetti. La Dinamo sportivamente ha accettato la richiesta di allenarsi del play italo-americano, fermo al palo dopo una discreta stagione con la maglia di Veroli. Non sarebbe da escludere un suo rientro nel roster, anche se si tratterebbe di un impiego minimo, a minutaggio bassissimo. Non si sa più nulla invece del destino cestistico di Jiri Hubalek, il fighter boemo che si allena con molta umiltà nel CUS Sassari (C2). E' strano che non abbia trovato l'ingaggio, anche se in serie A tuttora ci sono giocatori di prim'ordine, magari nel giro della nazionale, in stand-by e in attesa di una chiamata. 
Domenica mattina si parte tutti insieme alla volta di Cremona, speriamo di ritrovarci in un bel gruppo, per sostenere ancora una volta i colori biancoblu. 
Forza Dinamo...noi ci siamo: il resto si vedrà.
Domenica, ore 9:45 appuntamento al check-in ;-)


la Dinamo dell'era Cavina passa a Cremona: 99-100

SCHEDA su Russel Carter a Notre Dame (Indiana)

i nostri tifosi a Cantù...

lunedì 10 ottobre 2011

Esordio scintillante per la Dinamo dell'era Sardara

di vero cuore , grazie Manu !



http://www.videolina.it/video/play/21499/-DINAMO-SU-VIDEOLINA-.html

Credo che non ci sia stato spettatore che ieri sia tornato a casa insoddisfatto della vittoria del Banco, la prima dell'era Sardara. La squadra biancoblù agli ordini di coach Meo Sacchetti ha dato una dimostrazione di solidità e concretezza, quali occorrono per affrontare un campionato livellato verso l'alto quale sarà quello di questa stagione.
Eppure la gara ha stentato a decollare. Il ritmo è stato imposto dal gioco super controllato di Crespi, che mortifica le individualità in nome di rigidi schemi e anche il Banco ne ha risentito. Casale ha iniziato stringendo le maglie sotto le plance e sfidando al tiro da fuori la Dinamo, che ha sparacchiato (invero anche dalla linea della carità). Ma quando Travis Diener ha dato le sue zampate il risultato si è visto: punti per tutti e soprattutto punti per lui.
E' così che la Dinamo ha fatto sua la partita: rompendo gli schemi di coach Crespi e imponendo il proprio ritmo, pagando solo nella voce rimbalzi a tabellino. Venti punti di scarto sono importanti, perché la Dinamo in queste prime giornate dovrà affrontare le migliori della classe (impressionante Milano ieri sera), ed è bene farlo con un tesoretto nello scrigno.
Passiamo ai singoli. MVP ovviamente il play du Fond Du Lac: ha acceso e illuminato la partita, mostrando che quando sta bene fisicamente fa davvero la differenza. Travis è stato davvero impressionante: non si è accontentato di mettere a referto 25 punti, ma ha dato anche 6 assist ed è pure andato a rimbalzo. Buona la prova (in concretezza) di Drake Diener e Hosley, il quale gattona e poi accelera con arguzia. Ottimo Plisnic: quando c'è stato lui "in the paint" Casale ha avuto seri problemi a gestire il gioco sotto canestro. Abulico Benson, dà l'impressione di non volersi far male e non impegnarsi a fondo, quasi volesse gestirsi per approdare in altri lidi, infatti è stato più produttivo e "cattivo" Metreveli. Con un De Vecchi leggermente infortunato, è stato Sacchetti Jr a dare la spinta in più dalla panca. Pinton ha gestito bene i possessi facendo girare la squadra, e il capitano Vanuzzo ha dato tanta sostanza (il campionato lui lo inizia sempre bene).
Per Casale vale più di ogni altra cosa una voce: nessun recupero in tabellino, credo sia un record. E poi, lo ribadisco, i giochi di Crespi mortificano le individualità in nome dello schema. Casale ha fatto vedere le cose migliori quando ha alzato il ritmo rompendo gli schemi.
Vittoria, quindi. Dopo un soporifero primo tempo la partita è decollata e con essa la Dinamo. "Tutti in piedi per questo Banco", politici compresi (un po' troppi in prima fila ieri, è parso sgradevole, ma vabbé...). 
Ora si va a Cantù, per una partita a pronostico chiuso (?).
TABELLINO
Marco Portas su all-around-net
Avete visto in settore C il due-aste Pistol Pete is alive #12Ecco la sua vera storia !

LE FOTO del mitico Luigi 30°


La Nuova esalta (giustamente) la bella prova di TD12

domenica 9 ottobre 2011

Si parla di basket femminile





Convincente vittoria del Sant'Orsola nella prima giornata del campionato di serie B femminile. La gloriosa società del presidente Nereo Vasconi, nata nel 1970 e rifondata nel 1998 come Sant'Orsola team '98 , ha avuto ragione delle cagliaritane della pol. Astro Cagliari per 69-66. Qualche novità rispetto al recente passato: intanto è cambiato il coach, le leve tecniche sono state affidate a Cordeschi, ex allenatore della squadra maschile in C2, un coach un po' ruvido ma efficace, grande motivatore delle ragazze e dei ragazzi che ha allenato. Sono partite per altri lidi Brembilla, Tanda, Simona Giglio Tos e Barbara Renda, e come risultato sono state premiate le seconde linee dello scorso campionato, perciò maggior spazio per Barbara Cuccu, la giovane Loriga e Chiara Marini. E' stata utilizzata a pieno regime una giovane promessa del vivaio neroarancione, Giulia Vanacore (una '93). Nel colorato assicurano la loro arcigna difesa le confermate Laura Ponziani e Alessandra Fidossi (cagliaritana che vive in città, in prestito dal Cus Cagliari). La partita di ieri è stata segnata da ritmi elevatissimi, dai molti falli fischiati alla Astro dalla inesperta coppia arbitrale (segno evidente che il Sant'Orsola in attacco ha fatto davvero male alle avversarie) e da un maggiore raziocinio e freddezza nella fase finale, quando le gialloblù cagliaritane si sono fatte sotto, risalendo dal -11 al +1 degli ultimi due minuti. Lì sono emerse la voglia di vincere delle ragazze di Cordeschi, nonché l'esperienza di Barbara Cuccu, autrice di un prezioso canestro in entrata nonostante il disperato contrasto delle gialloblù. Sugli scudi Chiara Marini, che ha realizzato ben 25 punti, una giocatrice dell'89 tenace e velocissima che lo scorso campionato veniva sfruttata a sprazzi dal precedente coach. Progressi anche per la '93 Loriga e per Roggero (altra giovanissima proveniente dal Basket '90 di coach Stefania Bazzoni, serie C regionale). Nota di merito per la Deplano,  play 35enne della Astro, provvista di freschezza atletica, intelligenza e assoluto rispetto per le avversarie.
Altra novità per il S.A. è l'abbandono del parquet del PalaSerradimigni, assolutamente dispersivo considerato che si è sempre giocato praticamente senza pubblico in un palazzo desolatamente vuoto, per la palestra Bunker di via Poligono che -parafrasando il nome- quando sono presenti (come avvenuto ieri) un centinaio di persone si trasforma in un vero "bunker" per le avversarie, visto che da ora dovranno giocare col fiato sul collo del tifo neroarancione. Il Sant'Orsola per la prima volta nella sua vita cestistica partecipa ad un inedito e strano "ibrido" di campionato regional-nazionale: prima fase regionale contro le cagliaritane, le quartesi, Olmedo e Monserrato (per un totale di 10 squadre sarde), seconda fase ad orologio che esprime la prima classificata che andrà a comporre un difficile concentramento nazionale; nella cervellotica formula, la seconda classificata andrà a sfidare una squadra lombarda ( di solito fortissima visto che in Lombardia esistono ben 14 squadre di serie B). La nuova serie B femminile è stata duramente e giustamente criticata dai tecnici isolani, Selargius ad esempio ha rimarcato il fatto che in questo modo sono state retrocesse di una categoria "a tavolino" (il San Salvatore è probabilmente la squadra più attrezzata visto che ha ingaggiato le giocatrici liberate dalla promozione in A1 del Cus Cagliari). Piuttosto avrebbero preferito fare la serie C, meno costosa.
A proposito, in bocca al lupo alle ragazze del CUS Cagliari. Le universitarie allenate dal "solito" coach Xaxa hanno già toccato con mano la differenza di categoria, prendendo un trentello dalla Pool Comense (squadra fortissima, fresca di play off scudetto) in Coppa Italia. Sono state ingaggiate due americane promettenti prelevate dal NCAA e una slovacca, la differenza la potrebbe fare Abiola Nnena Wabara, espertissima giocatrice della nazionale (di recente è stata riconosciuta la piena nazionalità sportiva italiana per questa atleta nata a Parma). Confermata nel roster di coach Xaxa la sassarese Eleonora Piana, nella speranza che si riesca a forgiare un talento del calibro di Beatrice Carta, campione europeo under 18, un paio di estati fa. In bocca al lupo anche a Beatrice, che si trasferisce negli USA per studiare e crescere nel campionato NCAA femminile.
Insomma, si spera vivamente che quest'anno la presenza di una squadra sarda nel prestigioso torneo di A1 svolga un ruolo di traino per il negletto basket femminile: a prescindere dagli ottimi vivai cagliaritani e quartesi, complici la maggiore prestanza fisica delle ragazze di Cagliari, nell'isola il basket donne sconta una drammatica carenza di strutture, vocazioni, investimenti e progetti adeguati. Capita di vedere vivai di minibasket con 80 simpatiche bambine che corrono appresso alla palla a spicchi, salvo constatare che una volta giunti all'under 13 le ragazze si sono drammaticamente ridotte a...otto giocatrici (con conseguente difficoltà a creare una squadra agonistica per carenza di giocatrici).
Mi piace ricordare il gran lavoro tradizionalmente svolto delle squadre di Alghero (Mercede/San San Paolo e Coral), grazie agli ottimi Loredana Mellai, Antonello Muroni e Chicco Salvatore, impegnatissimi a far crescere nuovi talenti capaci di sfidare a testa alta il tradizionale predominio della scuola cagliaritana. Prezioso l'accordo di sviluppo tra Coral e Sant'Orsola, in vista di una sinergia che si spera fruttuosa nella crescita delle nostre atlete.
Infine, consiglio nuovamente di dare uno sguardo alla simpatica pagina di facebook dedicata a quelli che hanno giocato nel Sant'Orsola basket : lì è possibile vedere quale  è stata l'importanza della società neroarancione nello sport sassarese. Il Sant'Orsola è da sempre una scuola di vita e di sport che ha forgiato centinaia di ragazze e ragazzi sassaresi. In nota alle foto, gustosi commenti di sportivi indimenticabili come Manu Rotondo, Nunzia Serradimigni, Gianni Motzo, ecc. Indimenticabili gli allenamenti all'aperto nel campo dell'omonimo quartiere cittadino e le partite giocate al mitico "pallone" da ragazze che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del basket sassarese: prima di tutto le sorelle Roberta e Nunzia Serradimigni, poi Marzia Lepri, Giudici, Atzori, Dau, Rosella Motzo, Puggioni, Paolini, Silvetti, Paola Santona, Comin... Epici gli scontri tra le storiche squadre femminili che ormai non esistono più, come Virtus, Fortitudo, Diamante...
Abiola Nnana Wabara, fresco acquisto del Cus Cagliari/A1

le nazionali under 18 campionesse d'Europa, B. Carta è in primo piano
Alessandra Fidossi
Cuccu (ex Mercede) assicura esperienza e velocità 
alla manovra del Sant'Orsola
Eleonora Piana 

la slovacca Fabianova, la scorsa stagione
si ringrazia il sito isolabasket.it per le foto (tutti i diritti riservati) Il roster Cus Cagliari nel campionato di A1 2011-2012:

le universitarie festeggiano una bella vittoria al campo di Sa Duchessa
le foto sono tratte dal sito ufficiale del Cus Cagliari basket (c)

sabato 8 ottobre 2011

ottima iniziativa a Pistoia

Comunicato stampa 
Esce Brucetellers, libro pieno di emozioni e solidarietà nel segno di Bruce Springsteen 
Racconti, foto e disegni di 90 autori tra giornalisti, musicisti e semplici fan dell’artista americano. Il ricavato andrà in beneficenza per i bambini dell’ospedale pediatrico Meyer. Tra le adesioni quelle di Vini Lopez, Massimo Bubola, Cristina Donà, Graziano Romani e Marino Severini. Pistoia, 2 settembre 2011: tutto è nato per ricordare un giovane amico, fan di Bruce Springsteen e appassionato istruttore di basket per bambini. Dall’idea ai fatti: è così che un gruppo di compagni di concerti di Giacomo Melani, scomparso nel 2010 a poco più di 30 anni, si sono messi in moto contattando il vasto ed eterogeneo mondo degli springsteeniani d’Italia. All’appello hanno risposto in 90 tra giornalisti, scrittori, musicisti, disegnatori, fotografi, liutai, grafologi, collezionisti e semplici fan: tutti con in comune la passione per Bruce, l’esperienza di svariate dozzine di concerti in giro per il mondo e un patrimonio di storie e aneddoti tutti legati al rocker di Freehold. Ne è scaturita una raccolta di storie che ha trovato ospitalità nella nuova collana editoriale con cui l’Associazione sportiva e culturale Silvano Fedi di Pistoia vuole celebrare il quarantennale di attività con il patrocinio delle istituzioni cittadine pistoiesi. Brucetellers (256 pagine, Edizioni Nuove Esperienze) uscirà il prossimo 22 ottobre e il ricavato sarà devoluto in beneficenza per la Fondazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. L’uscita del volume avverrà in concomitanza con una serata musicale che si terrà al Piccolo Teatro Bolognini di Pistoia, per la partecipazione di numerosi artisti del panorama nazionale. Tra le firme, quella di Vini Lopez (primo batterista di Springsteen), Massimo Bubola, Cristina Donà, Marino Severini (Gang), Graziano Romani, Ermanno Labianca, Stefano Mannucci, Marco Denti, Leonardo Colombati, Gianluca Morozzi, Mauro Zambellini e tanti altri, che hanno accettato di prestare gratuitamente la loro opera abbracciando lo spirito benefico e il comune senso di appartenenza a quella patria trasversale di seguaci del ‘Jersey Devil’, un artista che si è sempre distinto per sensibilità e altruismo. Il volume esce a poca distanza di tempo dalla scomparsa di Clarence Clemons, lo storico sassofonista della E-Street Band, al quale i curatori del libro hanno voluto dedicare la quarta di copertina.

mercoledì 5 ottobre 2011

fiducia


Dunque,domenica si ricomincia. 
Tutti al palazzetto. Con il "solito" carico di speranze, sogni, passioni ed energie da buttare sul parquet o sugli spalti. C'è chi non aspetta altro che il fischio d'inizio e chi mostra maggiore aplomb, magari dando una sbirciata al nuovo  CALENDARIO , quello rifatto con l'inserimento della Reyer Venezia (avendo proposto reclamo contro la decisione della Lega di ammettere Teramo alla Lega A, stante l'utilizzo tardivo della wild card). C'è chi programma trasferte e chi si preoccupa per la condizione dei nostri giocatori.
Il pre-season è stato duro ed impegnativo, si sono viste molte luci e qualche ombra nella nuova Dinamo 2011-2012. Intanto sappiamo già che sarà difficile sostituire due grandiosi giocatori come White e Hunter. Questo l'hanno capito anche i sassi, e se Quinton Hosley ha fornito delle buonissime prove, facendo vedere di che pasta è fatto, preoccupa l'adattamento di Keith Benson al basket italiano. Kito ha 23 anni, ha sempre giocato negli USA, al college e poi in NCAA. Non è esattamente la stessa cosa rispetto alla NBA o al massimo campionato italiano ma non dimentichiamo che uno come M.Kemp prima di arrivare al Livorno non aveva mai giocato nel campionato dell'anello. La stessa Novipiù Casale, prossima avversaria, ha un terzetto di americani (Temple, Janning e Dunigan) con un' età media di 23 anni. Un giocatore può rivelarsi un crack per la serie A anche restando semplicemente nelle seconde scelte dei draft NBA. Benson a tratti è apparso lento nei movimenti e leggermente fuori sintonia rispetto al gioco Dinamo; a sprazzi ha fatto vedere dei buoni numeri, buoni giochi veloci sotto il tabellone e stoppate da applausi. Ha bisogno ancora di giocare e di adattarsi, difendendo come sa fare e così come abbiamo aspettato Travis Diener lo scorso anno, anche Kito merita ben più di una possibilità.
Drake Diener, Metreveli e tutti gli altri sono apparsi ottimi, almeno dal mio punto di vista (ho seguito solo due partite contro Olympiakos Pireo e Valladolid).  Sono giocatori senz'altro migliori dei loro illustri predecessori (Tsaldaris e Cittadini). Drake è un ragazzo d'oro, con molti punti nelle mani e Nika Metreveli, pur inesperto, ha doti fisiche non comuni. Insomma, la Dinamo ha più soluzioni tattiche rispetto allo scorso anno, quando l'esito della partita molto spesso dipendeva dalla buona forma di Diener T., White e Hunter. Quest'ultimo è volato in Cina, il richiamo della Tigre asiatica era davvero irresistibile per il ragazzo ex Atlanta Hawks. Sacchetti ha premuto fino alla fine per averlo nel roster, non vi è stata la possibilità di tenerlo stante l'ingaggio esoso ma io dico semplicemente che si dovrà dare fiducia ai ragazzi che abbiamo, a cominciare da Kito Benson.
Sono certo che faranno bene. L'ambiente è entusiasta e la dirigenza sta facendo cose egregie. Sono stati coinvolti un numero enorme di sponsor e gli abbonamenti sono tantissimi, dieci volte tanto rispetto alla Dinamo di otto anni fa.
Nel mio piccolo, spero nell'allargamento di questo blog, che viaggia verso le 20.000 visite: non male per un sito non reclamizzato da nessuno e basato sul passa parola. Ringrazio chi passa qui per curiosare, non è un lavoro, non è nulla di serio ma è un semplice hobby.
Volete scrivere qui ? Non avete che da farlo. Proponetevi e il vostro contenuto sarà pubblicato.
Intanto, forza Dinamo, per sempre e fino alla vittoria !


P.S. Ho letto l'intervista a Sardara su La Nuova Sardegna di oggi 7.10.2011. In un passaggio, il presidente della Dinamo ha sottolineato che secondo coach Sacchetti è necessario portare un sassarese a giocare nella Dinamo. Per questo, è stato richiamato ad occuparsi del settore giovanile Emanuele Rotondo. E' stato citato nell'intervista il nominativo di Massimo Chessa, attualmente a Biella in serie A, un ragazzo di Sassari (possiamo dirlo a gran voce) che qui in città si è formato ed è cresciuto cestisticamente, prima nel Basket '90 e poi nella Polisportiva. Fino a meritare la serie A con Biella.
Sono davvero molto contento per questa idea segnalata da Meo Sacchetti. Sono anni che parlo di formare e di lanciare finalmente ai massimi livelli un giocatore  di Sassari o comunque un sardo nella squadra; ovviamente persone poco lungimiranti, o che credono di saper tutto sulle questioni cestistiche, in passato mi avevano preso per visionario oppure avevano bollato l'idea come risibile. Stavolta sono Sacchetti e Sardara che lo dicono, il proposito è buono e spero che quanto prima si trasformerà in realtà. La Dinamo nella sua storia ha sempre avuto almeno un giocatore sardo perciò credo che non ci sia altro da aggiungere sull'argomento.


Benson contro BancaTercas Teramo



Drake Diener



Hunter nello scorso campionato:


Benson ai tempi dei Grizzlies


il fotoservizio è di Luigi Canu per basketinside.com (c)


Fasteweb Casale- Dinamo nel maggio 2010
(così, giusto per rinfrescare la memoria):


THUNDER MARCELUS !