domenica 22 maggio 2011

Milano stravince un gara segnata: 2-1

Milano lascia il campo tra gli applausi in regular season
Troppo cotta la Dinamo oggi, e pure sfortunata, mentre Milano ha azzeccato tutto. Forse bastano queste poche parole per spiegare la partita di oggi.

Sassari è scesa in campo col coltello fra i denti e ha azzannato la partita, senza riuscire però ad ammazzarla: ogni minibreak dei padroni di casa è stato subito compensato dal controbreak ospite. Il primo tempo è volato via con del gran basket da ambedue le parti, finalmente una partita vera e ricca di belle giocate. Poi nel secondo tempo sono girate contemporaneamente troppe cose: Diener ha risentito dei postumi del recente infortunio, White si è ferito alla mano e non ha più messo un punto, mentre Milano ha trovato il bandolo della matassa contro la zona sassarese (ci hanno messo due partite e mezzo, troppe, ma ce l'hanno fatta, amen). Tutto ciò ha spostato gli equilibri a favore degli ospiti, i quali proprio coi quintetti bassi (Eze e Rocca presto con 3 falli sul groppone, causa alta falegnameria) hanno creato maggiori difficoltà alla Dinamo.

Ho sentito per telefono due persone: una ha sentito la radiocronaca dalla parte milanese, l'altro dalla parte sassarese. Il primo ha sentito più di una lamentela su un presunto arbitraggio casalingo: stia tranquillo ogni milanese che leggerà queste righe, sono panzane. Milano si è vista abbuonare due falli tecnici sacrosanti (fra l'altro alla panchina: Peterson era da codice penale) evidenti e ha goduto del bonus-contatti anche oggi: lo stesso tipo di contatto non è stato sanzionato mai alla difesa biancorossa, mentre quella biancoblu è stata punita oltremisura. La Lega con L'AIAP dovrebbero mettere per iscritto questa regola che già vige per consuetudine: il blasone conta, purtroppo è così. Il secondo amico ha invece sentito la radiocronaca di casa: anche lui si è lamentato tantissimo, ma del radiocronista (a Sassari sappiamo tutti chi è): "Non ha descritto un'azione ed era scandaloso, è una vergogna che parli in quel modo" (non mi stupisce, quando è capitato a me sentire le radiocronache di casa ho sentito prurito alle mani), insomma: una vera indecenza, come è consuetudine purtroppo.

Ma torniamo alla partita. Milano ha una panchina lunga, e può ruotare tutti gli stranieri che vuole: è stata programmata per giocare ogni 2-3 giorni e la sua freschezza oggi si è vista, perché ha portato lucidità nei momenti topici. La Dinamo ha sempre gli stessi uomini (budget limitato per i motivi che conosciamo) e questi hanno la spia accesa. Quando Sassari c'è fisicamente, se la gioca con tutti, in caso contrario sono dolori.

Passiamo ai singoli. Per Milano non è facile trovare un migliore. Diciamo che i 9 assist di un ritrovato Jaaber hanno spinto l'Olimpia più delle 12 triple messe a segno dagli esterni milanesi. Nota di merito per Pecherov, il vero jolly della serie: assente per scelta tecnica in gara1, ha cambiato la serie.

Per la Dinamo invece un nome su tutti: Othello Hunter. I suoi 18 punti e 14 rimbalzi sono stati linfa vitale per la Dinamo nei momenti di difficoltà. Nota di merito per Devecchi e Tsaldaris: Jack nel primo tempo e Dimitrios nel secondo hanno fatto quello che non è riuscito a fare White. 7 assist da Travis Diener, e se consideriamo che ha giocato con una gamba allora valgono di più. Niente da dire sugli altri. Ricordo solo che la Dinamo in gara1 ha mandato tutti a referto, infatti ha vinto.

Infine Dan Peterson: le sue sparate sugli arbitri sono state lasciate passare in cavalleria, evidentemente anche lui ha un bonus speciale che per l'AIAP conta (ah, l'AIAP passerà alla cassa anche oggi, le proteste dei tifosi di casa porteranno una bella multa, ma devono far cassa se no non mangiano, poverini). E alla fine una nuova beffa. I più attenti ricorderanno che due giorni fa in gara2 Peterson chiamò timeout a pochissimi sceondi dalla fine sul +10, mancando di rispetto a Sacchetti e alla squadra (oggi si ha preso molti fischi, tutti meritati). Anche oggi però è arrivata un'altra porcheria: Milano sul +19 ha avuto l'ultimo possesso, Greem ha superato la metà campo fermandosi e facendo cenno che bastava così, quindi tutti si son fermati aspettando la fine. Peterson invece gli ha urlato di tirare e Greem ha obbedito, lanciando una tripla allo scadere e beccandosi sguardi torvi dai sassaresi in campo e insulti sagli spalti... Anche oggi poi come alla fine di gara2, Peterson appena la sirena ha mandato tutti sotto le docce ha tirato fuori dalla tasca il cellulare e si è messo a fare non si sa che cosa, girando le spalle ancora una volta a Sacchetti e allo staff di casa: forse ha paura di contrarre qualche rara malattia, stringendo le mani ai sassaresi, come per esempio la "sportività", grave malattia da cui noi siamo affetti, lui invece è sanissimo.

Martedì si gioca gara4, e stavolta la Dinamo sentirà la pressione, ma chissà: magari per una volta (almeno una) non avrà i suoi americani debilitati dagli infortuni.

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